McDonald's trasforma gli Happy Meal in VR boxe

McDonald’s trasforma gli Happy Meal in visori VR

Il famoso Happy Meal di McDonald’s si trasforma in un visore VR. E lo fa con stile! La notizia ha fatto il giro del mondo e nasce da un’iniziativa della catena americana di fast food che ha deciso di trasformare le red box dell’Happy Meal in… Happy Goggles!

L’idea alla base è semplice e immediata: dare una nuova vita (virtuale) alla scatola Happy Meal che da semplice contenitore di hamburger diventa un device handmade per la realtà virtuale. Degli occhiali rossi (con il classico sorriso giallo) nei quali è possibile inserire lo smartphone e immergersi totalmente nella realtà virtuale.

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L’agenzia DDB Stockholm ha preso spunto da Google Cardboard, device di VR progettati come un mobile Ikea: lo acquistate sul sito internet, vi arriva a casa e non resta che montarlo seguendo le istruzioni (in inglese, non in svedese). Ad oggi sono state vendute più di un milione di Cardboard segno dell’interesse del pubblico a questo tipo di prodotto.

Google Cardboard

Non solo, anche i device più “sviluppati” come l’Oculus Rift hanno riscosso un grandissimo successo. Il modello firmato HTC Vive ha infatti venduto 15.000 pezzi in appena 10 minuti dall’apertura del pre-ordine. Un numero ancora più impressionante se consideriamo il prezzo di ogni device: 800$.

McDonald’s, con questa campagna, mixa sapientemente due elementi: da un lato la ricerca e l’interesse per la realtà aumentata e, dall’alto, il concetto di riutilizzo del packaging. Quest’ultimo concetto è già stato ampiamente sviluppato dai brand come, ad esempio, Pizza Hut che ha trasformato i cartoni delle sue pizze in proiettori per smartphone.

Pizza Hut proiettore

Ma con questa campagna l’azienda della M dorata fa un passo in più inserendo l’elemento ludico all’interno del progetto. Il 5 marzo, infatti, verrà lanciata un’app game che permette di simulare una classica giornata sulla neve tra stelline da conquistare e orsetti su snowboard da evitare.

Guardando il calendario la paura del pesce d’aprile è dietro l’angolo ma, come conferma Jeff Jackett (direttore marketing di McDonald’s in Svezia):

“Non è uno scherzo. Stiamo spingendo per confermare la nostra posizione in quanto società di fastfood moderna e evoluta”.

Inutile negare che l’idea è molto interessante non solo per i bambini ma anche per gli adulti che, con pochi euro, possono portarsi a casa un Happy Meal e un device di realtà virtuale firmato McDonald’s. Perfetto per guardare i video 360° di Google (ve ne consiglio alcuni qui) oppure per giocare con le app compatibili o, ancora, per andare sulle montagne russe.

Attualmente il progetto Happy Meal – Happy Goggle è previsto solo per il mercato svedese ma mai dire mai, non è detto che questo concept arrivi fino in Italia.

Supertuesday: le primarie americane viste dai social media

Il gap sui social media tra Donald Trump e gli altri candidati è “huuuuuge”, come direbbe il tycoon. La settimana precedente il Super Tuesday, quella dove si spende di più di campagna elettorale, Trump è stato menzionato ben 4,4 milioni di volte su Twitter più degli altri: 6,1 milioni di tweet per lui contro i “soli” 1,7 milioni di tweet per Ted Cruz, 1,6 milioni per Rubio e poi Carson e Kasich sotto i 500 mila.
Anche con le interazioni il divario è immenso: ben 1,75 milioni, più del doppio dell’altra social star di queste primarie, il senatore del Vermont Bernie Sanders.

Nella notte del Super Tuesday, le cose non sono cambiate. Ecco quante sono state le mention su Twitter rilevate da Brandwatch:
1) Trump: più di 1.1 millioni
2) Sanders: più di 536,000 mila
3) Hillary Clinton: circa 374,000 mila
4) Ted Cruz: più di 306,000 mila
5) Marco Rubio: circa 221,000 mila
6) Ben Carson: più di 45,000 mila
7) John Kasich: più di 26,00 mila

Il tweet più popolare di tutti, in realtà è stato un retweet, un collage fatto da un fan di Trump che raccoglie le espressioni allibite degli anchorman americani alla notizia delle ultime vittorie del miliardario newyorkese.

Tra chi sale sul #TrumpTrain e chi scappa in Canada

Il #TrumpTrain travolge tutti e c’è chi accoglie con entusiasmo la novità di questo nuovo movimento popolare e chi invece se ne vorrebbe scappare. Magari in Canada: dopo la vittoria di The Donald nel Super Martedì, una delle principali query di ricerca su Google (subito dopo le surreali “When is Super Tuesday? e “What is Super Tuesday?”) è stataHow can I move to Canada?“. Un’isola si è perfino già candidata ad ospitare i migranti a stelle e strisce: isola si chiama Cape Breton e nel suo sito ufficiale promette paesaggi da favola e relax (nell’attesa che la Casa Bianca si liberi dal tycoon). Tra i primi abitanti si è già prenotata Miley Cyrus, la giovane popstar americana che dopo il Super Tuesday si è messa a piangere alla sola idea di avere Trump come presidente. Reminiscenze disneyane?

miley

Trump “il bullo” che convince la pancia dell’America

Trump, forte del sostegno popolare, sembra essere rafforzato, invece che indebolito, dalle critiche che provengono dai politici di professione, dalle star di Hollywood e dai media liberal. Tutti soggetti di cui la middle class americana è stufa. Le persone comuni, di ogni estrazione sociale, ma specialmente quelle meno istruite (“Adoro le persone poco istruite”, ha detto The Donald in un recente rally) vedono nel miliardario di New York il potere alternativo che può stare finalmente dalla loro parte rappresentando quella forza che non hanno mai avuto. Insomma Trump come paladino della gente comune. Un controsenso? No, se si pensa che la sua comunicazione – pur basata sulla nostalgia, si pensi solo allo slogan “Make America Great Again” – si fonda su una narrazione estremamente contemporanea, che riesce a toccare le corde più profonde della nuova “destra” americana. Partito tra lo scetticismo generale a The Donald ormai manca solo una casella da spuntare, come ci racconta (tra l’ironico e il polemico) l’ultima copertina del Time.

time

Tutte le facce di Chris Christe

Ripartiamo il nostro racconto dal dopo: Donald Trump ha vinto il Super Tuesday e nella conferenza stampa appare Chris Christie. Il governatore del New Jersey ha una faccia quasi spaventata e la rete si scatena nelle ironie con l’hashtag #ChristieFace. Ben Shapiro, ad esempio, si chiede se per caso lo sbattere degli occhi di Christie sia una sorta di messaggio in codice d’aiuto. The Donald lo sta forse tenendo in ostaggio?

“Christie assomiglia al mio cane quando capisce che stiamo andando dal veterinario”, aggiunge Matthew.

Mike spiega invece così l’espressione del governatore:

Gli identikit dei supporter di Clinton e Trump

Ma quali sono le tipologie di supporter dei due schieramenti? Divertente, a questo proposito, l’infografica elaborata da Chute and Macromeasures sulla base dei contenuti veicolati nei social e dal relativo sentiment. La fotografia che ne emerge è di un post-yuppie un po’ politicamente scorretto per Donald e una femminista, giocatrice di golf e modaiola per Hillary.

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Saranno questi i due “popoli” che andranno allo scontro finale di novembre? Tutto ormai sembrerebbe presagire di Sì, a meno di svolte clamorose. Come il ripescaggio di Mitt Romney. Dopo il Super Tuesday è comparso un portale dove si chiede al grande sconfitto del 2012 di riprovarci ancora: http://draftmitt.org/

Un po’ perché il fallimento in America, ad ogni età, non è mai per sempre. E un po’ perché l’establishment proprio non riesce a mandare giù quella profezia dei Simpson che sta diventando ogni giorno sempre più reale.

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10 report da non perdere su Google Analytics

Aumentare il traffico verso il sito web, incrementare le vendite di un negozio online, conoscere da vicino il comportamento degli utenti quando entrano in contatto con il tuo brand: questi sono soltanto alcuni dei dati che possono emergere dalla comprensione dei Report di Google Analytics.

Il web è anche misurazione, analisi, valutazione dei dati.

Conoscere l’obiettivo del proprio business e comprendere qual è il percorso giusto per raggiungerlo è alla base di ogni azione di marketing strategico per il Web. Google Analytics è forse uno degli strumenti più efficaci per l’analisi di un sito web, dal numero di visite alle sorgenti di traffico, dai dispositivi utilizzati per l’accesso alla percentuale di conversioni ottenute.

WebLink International, agenzia di web marketing di Indianapolis, mette a disposizione degli utenti un interessante e-book sulle migliori metriche di Google Analytics. Da qui nasce il mio contributo, dalla mia esperienza personale, unita a suggerimenti dei più accreditati esperti del settore.

1. La geolocalizzazione: il tuo pubblico da dove proviene?

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Google Analytics riesce ad identificare da quale Paese, Città, Continente provengono le visite da tuo sito tracciando la provenienza degli indirizzi IP. Alla voce “Overlay Mappa Geografica” potrai confrontare i dati quantitativi (sessioni, visualizzazioni di pagina) con le informazioni qualitative (tassi di conversione, valori per visita, etc.) e conoscere il tuo pubblico.

Avere una mappa geografica dettagliata dei visitatori è fondamentale soprattutto per chi possiede un’attività imprenditoriale locale: Pubblico > Dati Geografici > Località

Mappando ogni giorno gli sviluppi in tempo reale si possono prevedere azioni, promozioni ed eventi sul territorio mirati a seconda del target che mostra interesse per l’azienda.

2. Rapporti Pubblico: il Coinvolgimento

10_report_da_non_perdere_su_google_analytics_6Come conoscere la composizione specifica e di conseguenza il comportamento del tuo pubblico di riferimento: Pubblico > Comportamento > Coinvolgimento, questi sono i passaggi da fare dall’account di Google Analytics.

Questo Report consente di capire il livello di engagement del pubblico con i contenuti del sito, tenendo conto del numero di sessioni, di visualizzazioni di pagina, il tempo di permanenza medio, la profondità della visita.

Come si comportano i vostri utenti? Quali sono i lettori occasionali e i clienti fidelizzati: tra loro che differenza c’è?  Non è importante sapere da dove il traffico proviene, ma anche in che modo si comporta quando atterra sul sito. Con Google Analytics non smetterete mai di porvi delle domande.

LEGGI ANCHE: 9 strumenti per Google Analytics che ogni marketer deve conoscere

3. Traffico da mobile: i dispositivi

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Nell’ambito della definizione dell’analisi del pubblico, Google Analytics mette a disposizione degli utenti un Report sul Mobile. Quali e quanti sono i dispositivi utilizzati per accedere al sito? Ci sono problemi sulla versione Responsive?

I dati sulle visualizzazioni, le sessioni, e la frequenza di rimbalzo ti aiuteranno a comprendere se il sito è correttamente navigabile ed ottimizzato per i dispositivi Mobile. Vai su Pubblico > Mobile > Dispositivi

Particolare da non dimenticare per chi gestisce un’attività locale, come un ristorante o un negozio di abbigliamento: il numero di telefono è ben visibile ed è possibile cliccare per chiamare direttamente?

LEGGI ANCHE: Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

4. Sorgenti di traffico: Ricerca Organica, Diretto, Referral, Social

Google Analytics è letteralmente una miniera d’oro di informazioni. È solo in questo modo che si può monitorare la propria base di utenti e creare strategie personalizzate in base alle modalità in cui gli utenti interagiscono con il brand ed il suo sito. Consulta i dati da Acquisizione > Panoramica.

Conoscere da dove arriva il traffico tra motori di ricerca, referral, social o  è fondamentale. Cosa contribuisce a popolare il sito, la campagna ppc appena impostata o il lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca? I Referral sono ricchi di spam o sono fonti certificate?

5. Traffico dai Social

10_report_da_non_perdere_su_google_analytics_7Il potere dei Social Network non fa che crescere così come il livello di engagement che riescono a generare nel pubblico. Quanto mai oggi diventa di primaria importanza per le aziende analizzare il traffico proveniente dal mondo Social.

Andando su Acquisizione > Sociale > Panoramica si potranno tenere in conto specifiche metriche: quanti utenti arrivano al sito dai canali Social, Facebook o Twitter? Hanno portato maggiore traffico, quante conversioni sono state generate e da dove?

Non smettere mai di confrontare i dati e sperimentare: le metriche di Google Analytics sono una spia importantissima per capire errori, correggerli e quantificare i successi e ripeterli.

LEGGI ANCHE: L’impatto dei social network finalmente sbarca sugli strumenti Google Analytics

6. I Contenuti del sito

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Cosa piace ai tuoi clienti? Quali sono le notizie che hanno generato maggiori commenti o interazioni?

Andando su Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine si potranno analizzare i tempi di permanenza ed i tassi di abbandono per ogni pagina.

È qui che effettuerai i test più utili per scoprire l’efficacia di un contenuto!

7. Le pagine di destinazione

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Molto simile al precedente e utile per il confronto il Report proveniente da Comportamento > Contenuti del sito > Pagine di destinazione. Ecco le pagine che accolgono i visitatori del tuo sito, la prima su cui atterrano.  Da qui se la frequenza di rimbalzo è troppo elevata e la durata media è esigua, significa che c’è qualche problema da risolvere.

Diverso è il discorso se le pagine di destinazione sono landing page che devono spingere l’utente ad effettuare una precisa azione. In quel caso non ci interessa il tempo medio o la frequenza di rimbalzo, ma piuttosto la conversione effettuata, che può essere una registrazione, una richiesta di contatto o un acquisto.

8. Ricerca interna

Il Report sulla Ricerca interna ci permette di comprendere l’attività on site degli utenti. Vai su Comportamento > Ricerca sul sito > Panoramica e scopri cosa hanno ricercato i tuoi clienti dal motore interno.  Questo Report ti aiuterà a migliorare la struttura del sito, la sua navigabilità, nonché i contenuti presenti sul sito, se troppo scarni o non presenti.

9. Eventi

Impostare un evento in Google Analytics: non c’è niente di meglio per comprendere le interazioni tra gli utenti e le pagine del tuo sito. Nel Report Comportamento > Eventi > Panoramica si potranno tracciare tutte le operazioni che avvengono grazie ad un codice di monitoraggio, adeguatamente installato dallo sviluppatore.

Con parametri specifici, da personalizzare all’occorrenza, come categoria, azione, etichetta e valore, potrai configurare perfettamente l’evento desiderato.

10. Flusso Obiettivi

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Il comportamento degli utenti va analizzato passo dopo passo. Con l’impostazione di un obiettivo, che sia la registrazione al Form Contatti o alla Newsletter, è possibile definire l’azione raggiunta e il percorso eseguito dal cliente, ma soprattutto la frequenza con cui completa una determinata azione.

Andando su Conversioni > Obiettivi > Flusso obiettivi si analizzerà l’intero procedimento, meglio conosciuto come canalizzazione. Non lasciate che gli utenti abbandonino il sito anzitempo.

Un’ultima sorpresa

Vuoi dashboard personalizzate, metriche più specifiche, non perdere l’occasione di sfogliare la Solution Gallery di Analytics!

 

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Facebook Messenger implementa Spotify

L’app Facebook Messenger è pronta ad immergersi nel mondo della musica, grazie all’integrazione di Spotify.
All’interno di una conversazione basta cliccare su “altro”, appena sopra lo slot di inserimento testo, e scorrere fino a quando non incontrerete il widget di Spotify. Che voi abbiate iOS o Android non importa, è disponibile per tutti. Ora.

Facebook Messenger implementa Spotify

Spotify e Messenger

La musica è una parte fondamentale della vita di ognuno di noi: proprio per questo motivo era insensato non dare la possibilità agli utenti di condividere i propri gusti musicali e i propri mood. Grazie all’integrazione di Spotify potrete ricercare qualcosa da condividere, in app, in pochi semplici passaggi. Il brano, l’artista o la playlist che selezionerete, apparirà nella conversazione di Messenger, potendo condividere anche l’immagine della copertina del brano. Cliccando sopra l’immagine, il vostro amico o amica verrà rimbalzata immediatamente sull’app di Spotify.
Il team di Messenger ha anche creato una playlist: andate ad ascoltare!

Facebook Messenger implementa Spotify

Se Messenger diventerà anche un luogo di scambio culturale sulla musica, un punto di ritrovo per appassionati di genere (immaginate gruppi di Messenger a cui vi farà davvero piacere far parte), potrebbero accadere cose impensate, come la richiesta da parte di artisti e discografiche di monetizzare per impressions. Noi ninja siamo molto curiosi di seguirne gli sviluppi.
Buon ascolto.

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Come creare un CV originale su Instagram

La ricerca del lavoro si fa sempre più social così come l’attività di recruiting. Il classico e noioso cv in bianco e nero sembra non camminare di pari passo con l’evoluzione del mercato del lavoro e con le tendenze in atto.

In particolar modo per tutti i creativi, per tutti i designer, per chi lavora nella comunicazione,  servono idee innovative e d’impatto per presentare in modo immediato il proprio background formativo e professionale. Vi starete chiedendo: quali strumenti è possibile utilizzare per differenziarsi e avere una marcia in più rispetto ai concorrenti?

I social sembrano essere il luogo ideale in cui dare libero sfogo alla propria creatività, in particolare Instagram può in tal senso rivelarsi un valido alleato. La sua natura visiva permette agli utenti di fare personal branding e raccontare il proprio talento in modo fantasioso, personale e out of the box.

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Se siete alla ricerca di un lavoro in cui estrosità e inventiva sono all’ordine del giorno lasciatevi pure ispirare da alcuni esempi di curriculum singolari i cui autori hanno saputo fare di Instagram il luogo ideale per esprimere se stessi riuscendo ad emergere nella folla.

InstagramVitae il primo CV su Instagram

InstagramVitae è un  curriculum fuori dagli schemi che nasce dalla necessità del graphic designer David Mas Parres di trovare un lavoro.

Un giorno David si è chiesto: non basta un buon curriculum per competere nel mondo del lavoro, la parola d’ordine per emergere è differenziarsi. Il lavoro del designer è sinonimo di originalità e creatività, come potrebbe un professionista del settore inviare il proprio curriculum in un modo del tutto nuovo?

La risposta a questa domanda il giovane l’ha trovata in uno dei suoi social network preferiti: Instagram.

Sul suo account esto_es_un_curriculum David ha saputo combinare una serie di immagini mostrando in modo personale le sue esperienze, le sue competenze e il suo portfolio. Con la sua idea il giovane creativo è riuscito ad ottenere il risultato sperato: proporsi in modo unico, rendendosi appetibile e vendibile.

Se avete bisogno di qualche consiglio David ha realizzato un video tutorial che spiega passo passo come realizzare il proprio InstagramVitae.

Attraverso gli hastag  #InstagramVitae e #MycvonInstagram il giovane sta cercando di diffondere in tutto il mondo la sua idea innovativa di cv attraverso i suoi canali social.

Un’immagine vale più di mille parole

instagram

En_beau_chez_moi  è il nome dell’account Instagram di Laura Bettencourt, professionista nel mondo digital, che ha utilizzato Instagram per realizzare un curriculum fatto di immagini.

Il suo profilo è un po’ come un libro che racconta la personalità, le passioni, le esperienze attraverso 12 foto, molto colorate che di certo mettono in risalto la vivacità di questa giovane creativa.

Presentando se stessa in modo personale Laura è riuscita a raggiungere il suo obiettivo: acquisire visibilità e attirare l’attenzione di due importanti agenzie digital dalle quali ha ricevuto proposte decisamente allettanti.

Un altro caso da cui lasciarsi ispirare per la sua originalità è quello di Manon Ledet, una giovane francese alla ricerca di lavoro nel settore del social media marketing che ha saputo fare del canale instagram un’ottima vetrina per non passare inosservata gli occhi dei responsabili HR.

instagram

La giovane professionista, ha creato un profilo manon_cherche_un_job dedicato alla sua ricerca di lavoro, ricreando attarverso uno storyboard il proprio curriculum. Attraverso un linguaggio fatto di immagini è riuscita a raccontare in modo innovativo le sue esperienze formative e lavorative mettendo in risalto i propri interessi personali per concludere con una foto in cui chiede: “Allora ti ho convinto?”. Il suo profilo Instagram è diventato in pochissimo tempo molto virale.

E voi quali tattiche creative utilizzate per presentare e promuovere le vostre skill?

Starbucks

Starbucks in Italia nel 2017: buona o cattiva notizia?

“Our Latte Macchiato and classic Latte (also called a Caffè Latte) have the same two ingredients: milk and espresso. But the craft of our baristas is what makes each drink unique. Latte Macchiato is our most espresso forward latte, while Latte has a more balanced, delicate flavor. Explore the differences.”

Sarà per i termini di casa nostra, sarà per la dipendenza ossessivo compulsiva che il nostro popolo ha per il caffè ma il McDonald’s del frappuccino americano continua a espandersi e mietere vittime anche tra gli unconventional convinti.

Di chi stiamo parlando? Dell’azienda che ogni settimana serve circa 40 milioni di persone in tutto il mondo. Del rivenditore di chicchi di caffè che da quando è nato (nel 1971) diffonde il suo credo al ritmo di circa due aperture al giorno. Ebbene sì: Starbucks è tra noi.

Qualcuno dice finalmente, qualcuno storce il naso, ma la notizia dello sbarco della multinazionale del frappuccino (ne ha creati più di quaranta diversi) in Italia, precisamente a Milano, ha letteralmente spaccato in due l’opinione pubblica. Perché ve ne parliamo ora? Perché da quando è stata ufficializzata la notizia dell’apertura, nel 2017, in una sede tutta italiana, abbiamo voluto capire cosa ne pensassero veramente le persone.

Starbucks

Starbucks è per molti italiani tappa turistica quasi quanto la Tourre Eiffel, mai tornare a casa senza la mug termos firmata Starbucks e la foto ricordo con il proprio nome (sbagliato) scritto sui classici bicchieroni di carta. A proposito, sapevate che ogni anno Starbucks usa quattro miliardi di tazze usa e getta di carta?

Per tutti loro e per tutti quelli che vedono nell’arrivo in Italia della multinazionale americana un’occasione in più per la libera concorrenza e uno slancio verso approcci più europei, nulla da dire e da obiettare.

È dagli intramontabili romantici, da quelli che la moka in valigia è la prima cosa, che si innalza un muro che farebbe invidia a quello di Berlino. Impensabile accettare che una multinazionale americana arrivi in Italia ad insegnare agli italiani come fare e consumare il caffè, simbolo insieme alla pizza di un Italia che diciamocelo ora è molto più bakery che ristorante.

Starbucks

Il cambiamento è già avvenuto. Mug stilose e di design convivono già con le più classiche e profumate tazzine da caffè, centrifughe di frutti sconosciuti strizzano l’occhio ai più tradizionali ristretti macchiati in tazzina di vetro. È stato lo stesso Mr. Schultz, presidente dell’impero del caffè americano, ad annunciare l’ingresso in territorio italiano con

“umiltà e rispetto per un paese che da sempre è custode della più antica e originale aroma di caffè”.

Molte similitudine con il paese ospitante, dunque. Per la sede milanese di Starbucks, infatti, si parla anche di bancone all’italiana e in generale di un design e un approccio molto più made in Italy che potrebbe farci dimenticare lo stile minimal e internazionale a cui siamo abituati durante i nostri viaggi.

Ma non sarà proprio quello stile nord europeo e quelle abitudini mordi e fuggi a farci apprezzare Starbucks? Non sarà che smussando quelle caratteristiche distintive potremmo ritrovarci col non apprezzare più l’ambito traguardo raggiunto? A voi cari lettori l’ardua sentenza!

Starbucks

Per ora restiamo in attesa e godiamoci le anticipazioni e le curiosità che Starbucks potrebbe portare con se anche nel nostro paese, come la Starbucks app, ovvero la possibilità di ordinare in mobile. L’applicazione funziona grazie al modello Mobile Order and Pay e offre agli utenti il vantaggio di poter ordinare bevande e cibi prima di arrivare in negozio evitando le stressanti e interminabili file.

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E voi lettori cosa ne pensate? Scrivetelo sulla nostra pagina fan su Facebook!

InterHeroes: le case dei supereroi secondo Federico Babina

Cosa fanno i super eroi dopo una lunga giornata passata a salvare la terra dal male? Come vivono dopo essersi sfilati mantelli, armature o aderenti tutine? Si rilassano bevendo un calice di vino fresco su di una comoda chaise longue o preferiscono divano ad angolo e birra?

Se lo deve essere chiesto l’architetto e illustratore Federico Babina mentre creava l’album InterHeroes.

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LEGGI ANCHE: The Superhero Project: bambini con esigenze particolari si trasformano in supereroi [INTERVISTA]

L’artista bolognese, che aveva già impressionato con la serie “Archicine”, in cui reinterpretava il rapporto tra cinema ed architettura, oggi ci stupisce lanciando uno sguardo curioso nelle abitazioni dei personaggi dei fumetti più amati da lui come dalla maggior parte dei lettori.

Attraverso l’immaginazione ironica di Babina possiamo vedere il salotto di Wolverine decorato con quadri in stile Fontana

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e l’ombra di CatWoman allungarsi guardinga verso l’abbaino che le permetterà di calarsi nella sua comoda casa, dove si acciambellerà nella poltrona pensile, per riposare dopo una notte di misfatti.

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Lo spartano salotto di Superman in cui il movimento delle tende, rigorosamente rosse, ricorda in maniera impressionante lo svolazzare del mantello del supereroe per eccellenza.

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I colori caldi della casa di Ironman contrastano con le lampade al neon, mentre le  pareti, decorate con motivi geometrici che ricordano circuiti elettrici ci dicono che l’autore deve aver studiato, ma forse semplicemente  amato, il mondo dei   fumetti al punto da riprodurne i dettagli più trascurabili.

InterHeroes: le case dei supereroi secondo Federico Babina

Week in social: Spotify arriva su Messenger, l’Apple Support su Twitter

Settimana piena dal pianeta social media.

La notte degli Oscar e la Milano Fashion Week hanno colonizzato le pagine e gli account social dei più famosi brand al mondo, ma non solo.

Facebook ha subìto due “attacchi al potere”. Dopo l’arresto (definito da più parti “sproporzionato”), mercoledì è stato rilasciato in Brasile Diego Dzonan, numero 1 di Facebook per l’America Latina, reo di non aver consegnato alla divisione narcotici della polizia brasiliana una quantità di dati di WhatsApp ritenuti rilevanti per un’inchiesta sul traffico di stupefacenti.

Contemporaneamente, in Germania, il presidente dell’antitrust Andreas Mundt ha annunciato l’apertura di un’inchiesta contro Facebook, sospettando che il colosso californiano abusi della sua posizione dominante sul mercato dei social network per imporre agli utenti delle condizioni di utilizzo dei loro dati personali che in realtà violano le leggi sulla privacy. Si attendono novità.

Week in social: Facebook prioritizza i live video, e le altre novità della settimana
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Facebook

In un periodo non facile per Mark Zuckerberg dal punto di vista politico (ricordiamo anche il video di 25 minuti rilasciato dall’Isis la scorsa settimana, in cui viene minacciato insieme al fondatore di Twitter, Jack Dorsey), Facebook, come prodotto, sta conoscendo un momento effervescente, dove le news sono all’ordine del giorno. Il più importante annuncio della settimana riguarda l’evidenza dei Live Video all’interno del newsfeed. Sul blog ufficiale, infatti, possiamo leggere come la nuova funzionalità (disponibile per tutti gli utenti iOS) avrà una posizione di rilievo al fine di non far perdere ai nostri amici quei momenti così speciali da meritare una diretta.

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Week in social: Facebook prioritizza i live video, e le altre novità della settimana
Una notizia fresca fresca: su Messenger si sta iniziando ad integrare Spotify. Questa nuova funzionalità permette agli utenti di “inviare” un brano in ascolto, offrendone così una preview sull’app per la messaggistica di Facebook. La funzione è disponibile solo per il mobile, infatti da desktop l’unica cosa che si potrà visualizzare è la cover del singolo in questione (molto meno divertente).

Week in social: Facebook prioritizza i live video, e le altre novità della settimana

Snapchat

Video, video, video, video! Non importa quanti ne abbiamo guardati: non è mai abbastanza. Siamo affamati di storie, soprattutto se in movimento. Ecco che in questa settimana Snapchat (il nuovo Neverland Ranch dei Millennial) ha superato le 8 miliardi di visualizzazioni video, più del 400% rispetto al precedente.

Twitter

Su Twitter sbarca l’assistenza Apple. Il nuovo account ha aperto poche ore fa, e conta già più di 106 mila followers. Tweets? Appena 4 di “promozione”, e già più di due mila risposte ad utenti che non aspettavano altro.

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Twitter ha inoltre introdotto alcune nuove impostazioni per gli account, tra cui la possibilità di mostrare per primi i migliori tweets nella propria timeline.

Week in social: Facebook prioritizza i live video, e le altre novità della settimana

Instagram

L’unica novità del social fotografico riguarda la decisione di bannare dai profili i link che puntano ad app di messaggistica come Telegram e Snapchat. Proprio dall’account Twitter della creatura di Pavel Durov l’attacco a Facebook e alle sue politiche “proibizioniste”.

Parlando di Russia (con Durov e Telegram): il suo sistema nazionale d’informazione creditizia insieme alla società IT Double Data ha proposto un nuovo servizio destinato alle banche, le quali potranno visualizzare i comportamenti social dei potenziali clienti prima di sbloccare la concessione di un credito. Gli analisti russi hanno stilato anche la classifica dei potenziali clienti in base alla loro iscrizione ai vari social: i più giovani (sotto 35 anni di età) sono utenti di VKontakte e rappresentano il 70% dei richiedenti credito, gli over 40 preferiscono il social Odnoklassniki (letteralmente “compagni di classe).

Cannes Lions 2016: lode alla creatività

Anche quest’anno a Cannes andrà in scena, dal 18 al 25 Giugno, il Festival Internazionale della creatività, evento di assoluta importanza per tutti coloro che lavorano nel settore della pubblicità e nei settori relativi.

Il festival premia il lavoro dei creativi (ad esempio miglior spot o comunicazione interattiva più efficace), ma riconosce anche quello delle agenzie (miglior direct marketing e best PR). Giunto alla sua 63° edizione, secondo le stime ospiterà oltre 15.000 professionisti della pubblicità, del design e del marketing, da circa 100 paesi nel mondo.

Cannes Lions 2016: lode alla creatività

L’organizzazione, per promuovere la manifestazione di quest’anno, ha lanciato una nuova campagna, sviluppata in-house, chiamata “Thank you Creativity“. L’iniziativa vuole stimolare l’immaginazione e l’estro creativo presente in ognuno di noi, ricordando lo straordinario potere che un pensiero “out of the box” può sprigionare.

Cannes Lions 2016: lode alla creatività

 

Phillip Thomas, CEO del Festival, afferma:

We make the case for creativity because we know that it’s a force for business, for change and for good. But we can do more. It’s our mission not just to champion creativity, but to remind people of its magic and join us in being grateful for the difference it makes“.

Questa campagna nasce come una sorta di lettera d’amore, una lode alla creatività, quella creatività capace di diventare un driver rilevante per il business e fonte di positivi cambiamenti. L’obiettivo è quello di esortare gli individui a prendere coraggio e ad agire diversamente, in maniera originale, a lottare per le proprie idee e ad elogiarsi reciprocamente per la differenza che le azioni creative fanno.

La campagna si sviluppa attraverso una serie di advertising cartacei e di cortometraggi.

La pubblicità cartacea si basa su una serie di professionisti della comunicazione a cui è stato chiesto di riassumere brevemente il perché sono grati alla creatività. Le loro parole sono adagiate su un loro ritratto dal colore nero, progettato per consentire la massima visibilità ai concetti riportati in bianco. Il primo di una serie di tre cortometraggi invece esplora più genericamente il percorso creativo, le influenze e le fonti di ispirazione che inducono le persone a manifestarsi in maniera differente rispetto alle altre.

Cannes Lions 2016: lode alla creatività

L’organizzazione stessa dei Cannes Lions intende incoraggiare l’iniziativa con il proprio “grazie” alla creatività e alla magia che ne deriva. Proprio per questo hanno lanciato un nuovo sito, con molteplici contenuti e informazioni fruibili gratuitamente: talks, case studies, pubblicità entrate nella storia, workshop,  commenti  delle edizioni passate e ancora altro materiale. Un portale che a quanto pare verrà arricchito e svelato via via nel corso dei prossimi mesi, per favorire la creatività, anche e soprattutto al di fuori della settimana di rassegna.

Gli orizzonti della stampa 3D: effettuato il primo trapianto di vertebra al mondo

Dall’automotive alla cosmesi, i campi di applicazione della stampa 3D sono esponenzialmente infiniti e in continua evoluzione: uno su tutti, il settore medico. Basta pensarci un attimo, per capire quali potrebbero essere le potenzialità della stampa 3D per l’healthcare, dal permettere a degli studenti di medicina di studiare anatomia fino al trapianto di una vertebra.

Non è fantascienza o una puntata di Grey’s Anatomy, ma è piuttosto quanto è accaduto nel mese di dicembre in Australia, quando il neurochirurgo Ralph Mobbs ha eseguito un’operazione senza precedenti, trapiantando la prima vertebra stampata in 3D su Drage Josevski, un paziente 60enne affetto da cordoma, una particolare forma di sarcoma che colpisce una delle estremità della colonna vertebrale.

Un intervento unico al mondo anche a causa della sua complessità, dovuta alla sede del tumore, che coinvolgeva le vertebre posizionate alla base del collo e responsabili della flessione e rotazione della testa: senza chirurgia la massa sarebbe cresciuta andando a comprimere la spina dorsale ed il tronco encefalico, rendendo il paziente quadruplegico prima del decesso. Inoltre, proprio per il posizionamento e le funzionalità ricoperte, era necessario che le ossa fossero su misura, customizzate, per non compromettere la mobilità del paziente. In collaborazione con Anatomics, azienda specializzata in medical device, Mobbs ha sviluppato le vertebre in titanio, che sono state impiantate nel paziente nel corso di un intervento durato 15 ore.

La stampa 3D nell’healthcare, per una salute su misura

La possibilità di creare grazie alla stampa 3D parti uniche, personalizzate in base alle necessità del paziente, significa creare scenari completamente nuovi per numerosi settori medici.

Siamo di fronte ad una nuova era dell’healthcare, e non è difficile immaginare gli usi che si potranno fare un giorno di questa tecnologia: trapianti di organi, creazione di protesi ed articolazioni per mezzo di una stampa potrebbero diventare presto all’ordine del giorno.

I benefici che questa tecnologia offre non sono difficili da immaginare, dalla customizzazione in base all’anatomia e alle esigenze del paziente fino alla compatibilità e alla reperibilità, passando per i costi che ad esempio nel caso di una arto artificiale, sono spesso elevati.