Week in social: tutte le novità della settimana da Facebook, Twitter e Instagram

Questa seconda settimana di febbraio 2016 ha visto i social network di Mark Zuckerberg inserire nuove feature per rendere più efficaci le strategie di video marketing su Facebook e Instagram, nella sempre eterna rincorsa a una piattaforma che possa scippare a YouTube la leadership su questo formato.

Settimana negativa invece per Twitter, che invece cerca di rimediare all’emorragia di utenti attivi con una nuova proposta per gli inserzionisti e l’arrivo della News Feed.

Vediamo le novità social di questa settimana nel dettaglio.

Sottotitoli automatici per gli annunci video su Facebook

Secondo quanto dichiarato da Facebook l’80% delle persone reagisce negativamente, sia verso la piattaforma che verso l’inserzionista, quando gli annunci video su mobile vengono visualizzati ad alto volume.

Indicazione interessante per chi intende sfruttare il video advertising.

Altra notizia importante, che certamente porterà sollievo agli inserzionisti di Facebook: i sottotitoli per i video verranno generati automaticamente invece di caricare un file a parte. Meno operazioni quindi da compiere, anche per chi lavorerà a video che strizzino l’occhio a spettatori di lingue differenti.

Meno volume e sottotitoli più semplici da gestire: mica male come novità!

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Businessman drawing Likes concept above the city

Twitter aumenta i ricavi ma perde gli utenti

Dalla pubblicazione del report quarto trimestre 2015 emerge un dato positivo sul versante economico: Twitter chiude il suo ultimo trimestre fiscale con 710 milioni di dollari di ricavi – il 90% in più rispetto allo stesso periodo nel 2014 –  e una perdita netta intorno ai 90 milioni di dollari, ovvero il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

Le note dolenti però riguardano gli utenti attivi al mese, circa 2 milioni in meno passando da 307 a 305 milioni senza considerare gli utenti che accedono alla piattaforma via sms nei paesi dove la connessione è inaffidabile.

Il 2016 sembra sempre di più un anno cruciale per Jack Dorsey e il suo team: gli amanti dei 140 caratteri si augurano che coincida con l’anno del rilancio.

So Twitter user growth (excluding SMS) has now declined. Brutal. pic.twitter.com/EUBM5eHi29

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Video in cima alla news feed di Twitter: ecco First View

La scalata alla news feed di Twitter sarà meno dura con questa novità che riguarda i video, per il momento rilasciata solo negli Stati Uniti. L’offerta riguarda la possibilità di comparire in prima posizione con il proprio video quando un utente effettua il primo accesso alla piattaforma, ma solo per 24 ore. L’ideale quindi per un evento o per un save the date, e chissà che altro ancora.

LEGGI ANCHE: Twitter lancia First View: un nuovo formato video per i brand

La timeline di Twitter ora è anche News Feed

Avevamo riportato l’annuncio di Twitter già  a dicembre e ora è ufficiale: l’ordine cronologico inverso non verrà utilizzato quando si effettua un accesso dopo molto tempo. Una funzionalità che in molti hanno visto come troppo vicina a Facebook, ma che potrebbe rinnovare l’interesse verso questa piattaforma dove gli argomenti più discussi riguardano nella maggior parte dei casi sempre televisione e informazione.

Instagram annuncia il conteggio delle visualizzazioni video

Nelle prossime settimane sarà possibile sapere quante persone hanno visualizzato i video su Instagram, implementando un dato certamente fondamentale per capire l’efficacia dei filmati. Il numero delle visualizzazioni sarà mostrato subito sotto il contenuto, al posto dei like che invece compariranno cliccando proprio su “visualizzazioni”.

Week-in-social-le-novita-della-settimana

Arrivederci alla prossima puntata di Week in Social!

AdWorld Experience: misura l’ottimizzazione delle tue campagne AdWords

Come si fa a capire se la tua campagna AdWords è ottimizzata bene? Esiste un criterio, valido per tutti i tipi di campagne, per capire quanto è ottimizzato un account? Se hai avuto a che fare con CPR, CPC, keyword e tassi di rimbalzo te lo sarai sicuramente chiesto almeno una volta.

AdWorld Experience: il corso evento su AdWords

È l’evento su PPC e advertising contestuale più grande del sud Europa giunto ormai alla sua 4a edizione. In Italia è l’evento più importante su AdWords con oltre 600 partecipanti, tra cui molti noti professionisti del web italiani e internazionali. Quest’anno AdWorld Experience si terrà a Bologna il 15 aprile.

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Per preparaci all’evento vi proponiamo un’infografica in cui sono riassunti 3 KPI intelligenti per verificare l’ottimizzazione del nostro account AdWords, ponendoci 3 domande:

  1. Stai comprando i clic al minore costo possibile?
  2. Stai comprando i clic giusti?
  3. Stai spendendo il tuo budget per ottenere i clic migliori?

Barbie curvy: politically correct o strategia di marketing?

Barbie curvy: politically correct o strategia di marketing?

Quest’anno Barbara Stefania Roberts compie 59 anni. Meglio conosciuta come Barbie, si può considerare tutt’altro che una vecchietta in pensione.

Dalla sua nascita nel 1959, Barbie è sempre stata un’icona di stile e una valida rappresentate delle diverse epoche storiche in cui ha vissuto, grazie alle continue trasformazioni che l’hanno caratterizzata negli anni e alla capacità – sua e dell’azienda produttrice – di adattarsi alla contemporaneità, tanto che il Mudec (Museo delle Culture di Milano) le ha dedicato un’intera mostra, che ripercorre quello che Barbie è stata ed è per le diverse generazioni di bambine e non solo.

Proprio come le donne vere, anche Barbara è cambiata negli anni: dagli outfit alla parola, fino ad una vera e propria trasformazione fisica. Nel 2016 Mattel, brand produttore della famosa bambola, annuncia il lancio di Barbie curvy, petite e tall.

Barbara Stefania Roberts, icona di stile

9 marzo 1959, è questa la data di nascita di Barbie, forse la più famosa creazione Mattel.

La sua storia inizia quando Ruth, moglie di Elliot (la sillaba “el” dello storico marchio), inizia a desiderare di cambiare il mondo della bambola tradizionale, da figlia adorata a modello identificativo per le bambine dell’epoca. Di ritorno da un viaggio in Svizzera, Ruth porta con sé quella che può essere considerata la mamma di Barbie, Lilli, celebre personaggio protagonista dei fumetti tedeschi.

Da allora Barbie ha sempre rappresentato un’icona per il mondo infantile e non, perfett modello dei tempi, delle mode, dei mestieri, paladina di amicizia e relazioni, in grado di essere la protagonista di decine di milioni di storie, oltre che fidata modella di stilisti e personaggi famosi in tutto il mondo.

Le critiche principali mosse fin da subito a Mattel sono quelle riguardanti la creazione di un modello di bellezza stereotipato, che non rispecchia la realtà, nonché l’accusa di “furto di infanzia” legata al fatto che la Barbie rappresenta una visione troppo adulta del mondo; sta di fatto che, già al suo debutto, Barbie ha il successo assicurato, con 350mila bambole vendute nel 1959.

Barbie prende vita: Hello Barbie e la questione della privacy

Barbie curvy: politically correct o strategia di marketing?

Hello Barbie, la Barbie bella e con il cervello, in grado di pensare e di intrattenere una conversazione con chiunque le parli, è una novità nel mondo Mattel che sconvolge e porta con sé non poche polemiche.

La storia vuole che la piccola Toby, figlia del capo software della Pixar Jacob, chiese al padre di poter parlare con Barbie. Nel 2011 Jacob, cuore di papà, coinvolse l’amico e collega ingegnere Martin Reddy nella fondazione di ToyTalk, startup oggi milionaria impiegata nella creazione di programmi come PullString per dar voce ai giocattoli, software alla base anche di Hello Barbie.

La nuova Barbie pensante e parlante è dotata di una sorta di sistema di storage di informazioni che vengono richiamate per rispondere con frasi di senso compiuto, attraverso un algoritmo che ne decifra la richiesta e ricerca la risposta nel momento esatto in cui un bambino le pone una domanda, il tutto funzionante attraverso un collegamento wi-fi.

Anche questo cambiamento ha portato con sé, come sempre, qualche polemica: in questo caso sono i genitori a ribellarsi contro Barbie, accusando Mattel e ToyTalk di archiviare senza permesso le conversazioni dei figli con la bambola, violando le norme di privacy. ToyTalk però si difende dichiarando che un genitore può riascoltare le conversazioni intrattenute dai figli con Barbie per decidere di cancellarle, anzi, sottolinea che Hello Barbie può divenire un supporto al genitore, che può intervenire nell’educazione del figlio una volta riascoltato il dialogo, soprattutto perché la bambola viene vista come una confidente ed amica dai suoi piccoli amici, creando con il bambino un clima sereno e confidenziale anche su argomenti delicati o segreti.

LEGGI ANCHE: La campagna LEGO per le giovani menti del futuro

Barbie Curvy, Petite, Tall, 6 tonalità di pelle, 19 colori degli occhi. È arrivato il cambiamento?

Barbie curvy: politically correct o strategia di marketing?

28 gennaio 2016, la copertina del Time recita: “E ora possiamo smetterla di parlare del mio corpo?”. Nessuno scoop particolare, se non fosse che a pronunciare questa frase non è una modella qualunque, ma l’icona della moda per eccellenza: Barbie.

Mattel ha infatti in programma durante quest’anno di lanciare la Barbie cury, petite e tall, cambiandole carnagione, fino a 6 tonalità, variando in 19 opzioni il colore degli occhi e pettinandole in 20 modi diversi i capelli. Il tutto è coperto da segreto, tanto che la strategia si è trasformata in un vero e proprio progetto segreto, il Progetto Dawn.

Cosa c’è di bello nella nuova Barbie e nella strategia di Mattel? La bambola punta ad adattarsi ad un pubblico più ampio di consumatori, stravolgendo il mito della bellezza bionda, alta e magra.

Dov’è il lato brutto del nuovo progetto Mattel? La Barbie nasce per sfilare, per essere vestita e svestita cambiandone di continuo abiti e accessori, ma una Barbie curvy e una original non potranno sicuramente scambiarsi i vestiti come buone compagne di stanza.

La domanda quindi sorge spontanea, perché creare una nuova linea di bambole? Un piccolo indizio: Mattel ha registrato un calo delle vendite del 20% dal 2012 al 2014, vendite che hanno continuato a scendere anche nel 2015, colpevole anche Hasbro, che ha strappato alla concorrenza l’esclusiva sulle principesse Disney (circa 500 milioni di dollari di vendite). Qualcosa di nuovo, insomma, era più che necessario.

Per Mattel il 2016 rappresenta un nuovo 1959, la creazione di una nuova bambola rivoluzionaria in grado di far sognare bambine di tutte le generazioni con un look contemporaneo.

Per il momento le nuove Barbie sono acquistabili solo online, soprattutto per motivi logistici e di distribuzione: per i commercianti è necessario un cambio totale sugli scaffali per ospitare le confezioni di varie misure.

Barbie non è più la stessa? Staremo a vedere se nell’immaginario comune Barbie rimarrà l’iconica bionda o se diventerà anche un po’ mora, un po’ curvy, un po’ bassa o un po’ asiatica e se la scelta del politically correct riporterà Mattel sulla cresta del successo.

Ninja Social Oroscopo dal 12 al 18 Febbraio

Miei impavidi guerrieri del social network, bentornati anche questa settimana al ninja social oroscopo!

Gli argomenti che scaldano i nostri cuori ma soprattutto le nostre dita sulle tastiere dei device sono davvero tanti questa settimana: da San Salentino a Sanremo fino al Super Bowl appena passato ma sempre innovativo. Ed ecco quindi che con Mercurio, pianeta del pensiero, della creatività ma anche della comunicazione che entra nel segno dell’Acquario anticonformista e creativo, i social si scatenano!

L’Acquario con una rinnovata energia mentale e voglia di chiacchierare questa settimana sarà ardito come la Ceres che dal live tweeting è passata al live banner sul balcone di fianco all’Ariston!

Anche gli altri due segni di Aria approfittano di questa ritrovata voglia di sciogliere la lingua e non con i baci: i Gemelli seguiranno Sanremo come i The Jackal su Facebook senza farsi scappare nemmeno un’occasione di pungolare velenosi… Ma poi per colpa di Saturno che li fa sentire invecchiati e stanchi i Gemelli come Ciro & co andranno a dormire prima della fine della puntata.

Infine la Bilancia per colpa di Venere ancora stonata potrebbe scivolare come Spinoza con Ezio Bosso… Ma dato che anche con Venere quadrata la Bilancia resta buona e giusta saprà subito ammettere chi batte chi!

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I segni di Terra con Venere invece a loro favore saranno in questa settimana zuccherosi come le noccioline caramellate del luna park e quindi soltanto di amore vorranno sentir parlare: il Toro con Mercurio che diventa scomodo smette di parlare e lascia fare ai baci perugina con le frasi di Fedez, la Vergine abusa dell’autoreply di Coca Cola @ Twitter e a colpi di #TasteTheFeeling manda messaggi d’amore in spam… Ma tutti col cuore! Infine il Capricorno sarà così passionale in tutti i suoi post che creerà altro che engagement, direttamente amore folle!

I segni d’Acqua non hanno nessuna intenzione di lasciar andare il passionale, energico ed erotico Marte dalle loro grinfie: saranno quindi seguiti ed attesi come il Super Bowl 50 che si è appena tenuto. I Pesci faranno commuovere questa settimana come Lady Gaga che canta l’inno americano… Per i Pesci è ancora periodo di riflessioni anche se grazie a Marte ogni tanto si abbandonano a gesti di follia come le improbabili scarpe di Gucci di Lady Germanotta! Lo Scorpione sarà forte e muscoloso e protettivo come i campioni di football con tutti quei muscolacci nello spot della Pantene che mentre fanno i papà sono ancora notoriamente più da ormone impazzito… Infine il Cancro potrebbe per colpa di Venere ancora opposta e scontrosa essere dolce ed empatico come l’orso dello spot Hyundai.

Per finire insegni di Fuoco continuano il loro determinato percorso di crescita: il Leone con Mercurio ora opposto cercherà di usare le parole sempre meno e le immagini sempre di più… Instagram non ha più segreti per lui. L’Ariete impavido ma pragmatico si studierà i report di ogni sua azione come fosse un video postato sul canale YouTube… Se lo scopo è sfondare bisogna essere rigorosi e freddi! Ed infine il Sagittario organizzato per riuscire al meglio questa settimana seguirà rigorosamente la routine del creativo doc… Senza alcuno strappo alla regola!

DONA CON SMS

Dona con SMS: tutte le campagne solidali in un’app

 

Le campagne di solidarietà e di beneficienza nel mondo sono tantissime: le vediamo sui giornali, in televisione, riceviamo richieste via email e veniamo fermati per strada per sostenerle. Eppure la maggior parte delle volte non aderiamo a queste iniziative per mancanza di tempo o perché ci dimentichiamo di averne visto ad esempio lo spot in tv.

Oggi ti parliamo di un’app che nasce per incentivare le donazioni volontarie:  Dona con SMS  non solo ti permette di visualizzare le campagne solidali  in corso, ma ti offre la possibilità di effettuare una donazione in qualsiasi momento tramite il tuo dispositivo mobile con un semplice SMS.

Dona con un tap

DONA CON SMS

 

Con l’app Dona con SMS effettuare una donazione è semplice e veloce, ma soprattutto alla portata di tutti. Disponibile gratuitamente sia per iOS  che per Android, l’applicazione mette a disposizione degli utenti una lista di campagne solidali con il relativo elenco di operatori telefonici che hanno attivato l’apposito numero per le donazioni.

Una volta individuata la campagna che si sente più vicina e che si decide di sostenere, basta un semplice tap sul pulsante “Dona con SMS” per far si che si apra sul proprio dispositivo mobile la schermata di invio SMS. Non resta che premere il tasto invio e confermare la donazione, questa avviene tramite SMS per cui il credito utilizzato sarà quello della Sim presente nel telefono del donatore.

Nella sezione “campagne future” presente nell’app sarà possibile attivare le notifiche push per rimanere costantemente aggiornati sulle nuove campagne.

Dona con SMS nasce dall’idea di Enrico Rossomando e Raffaele Gaito di rendere le donazioni via SMS più semplici per tutti, Raffaele racconta:

“Durante un pranzo domenicale io ed Enrico, ci siamo resi conto che le informazioni sulle campagne solidali erano sparpagliate e difficilmente reperibili, così abbiamo pensato che potesse essere utile averle a portata di tap, in un’unica applicazione.  Ci siamo detti se le donazioni fossero più semplici probabilmente più gente donerebbe. È cosi  ci siamo messi subito all’opera e in sole 13 ore di orologio abbiamo realizzato Dona con SMS.”

Quello della beneficenza è un tema molto vicino e caro ai due giovani founder. Raffaele Gaito ci tiene a sottolineare come l’unico scopo dell’applicazione sia quello di rendere le donazioni tramite SMS accessibili ad un gran numero di persone, Dona con Sms non è affiliata con nessuna delle campagne presenti nell’app:

“Sia chiaro, Dona con SMS non è una nuova Startup. Ci tengo a precisarlo perché so quanto sia facile farsi prendere dall’entusiasmo in questi casi. Non ha un modello di business e non ci guadagniamo niente. Lo definirei semplicemente un esperimento, al massimo un side project.”

Un’iniziativa molto semplice ma allo stesso tempo utile, in più sapere di poter aiutare qualcuno con un semplice tap dovrebbe essere una buona ragione per scarica l’applicazione e iniziare sin da subito a sostenere le persone che hanno bisogno.

La vera sfida del social media marketing? Ottenere engagement

Michaela Matichecchia, è tutor della Factory 2016 del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy.

Michaela Matichecchia

Quando mi chiedono quale sia la vera sfida del social media marketing, rispondo sempre che è quella di coinvolgere le persone, o meglio di ottenere l’engagement.

Preferisco usare la parola inglese perché in realtà ha un significato più calzante, va oltre il coinvolgimento emotivo: è un fidanzamento!

Se pensiamo al coinvolgimento come fidanzamento è subito evidente di come si stia per forza di cose parlando di un rapporto reciproco, dove entrambe le parti sono coinvolte in una relazione. Questo fa capire come il Brand, attraverso i social, si deve comportare come un innamorato, prendersi cura delle persone, anticipare i loro bisogni, aiutarli, supportarli (e anche sopportarli, sì) ed ascoltarli.

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L’ascolto rappresenta la vera innovazione introdotta dai social media

È l’elemento che ha rivoluzionato la comunicazione, online ed offline, dando alle aziende la possibilità di sapere cosa le persone pensano, cosa dicono e come lo dicono. Ad ascoltare e a creare questo rapporto reciproco tra Brand e persone, non ci sono macchine, robot, bot, tool o algoritmi. Ci sono altre persone.

Ci sono persone dietro le pagine Facebook, dietro le tastiere che battono i 140 caratteri di un tweet, ci sono persone che leggono i commenti, che ne gioiscono e che ne soffrono. Sono persone che, proprio come gli innamorati che cercano di conquistare la loro dolce metà, si ingegnano per elaborare la giusta strategia, per cercare il giusto tono di voce e per confezionare regali (sotto forma di contenuti) unici e irresistibili.

Bisogna metterci passione, ingegno, entusiasmo, creatività. Lavorare insieme con impegno per un unico obiettivo.

È questo che ogni anno si ritrovano a fare i gruppi della Factory.
5 persone unite  dalla voglia di comunicare un grande Brand, di provare, di sbagliare, mettendo in pratica le lezioni teoriche del Ninja Master Online in Social Media Marketing.

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  • Si impara a lavorare insieme. Questa è una sfida nella sfida.
    È necessario mettersi insieme nei panni di un unico Brand, diventare insieme un unico Cyrano de Bergerac che dà voce e parole, dietro le quinte, al Brand, per fare innamorare la propria audience.
  • Si lavora sui brief forniti dal Brand partner della Factory. Si ha così la possibilità di mettersi alla prova su task reali e di apprendere così una metodologia valida e già rodata.
  • Si fa esperienza su casi reali, senza aver paura di commettere errori, perché dagli errori si impara, perché se si incorre in un epic fail durante la Factory sarà un epic fail evitato in futuro.

Quest’anno lavoreremo sui brief di Ceres, che nel panorama della comunicazione social è un’eccellenza. Insomma, posso dire che è un’occasione per imparare dai migliori.

Non vedo l’ora di seguire i lavori dei miei gruppi di Milano, di vederli crescere level dopo level. I gruppi affronteranno 10 level, come di consueto, 3 dal vivo e 7 online. In occasione dell’ultimo level, che coincide con l’ultimo incontro dal vivo, i gruppi si sfideranno a colpi di pitch presentation. Chi presenterà la strategia più convincente, o meglio, chi sarà più convincente nel presentare la propria strategia, vincerà.

A valutare i lavori dei gruppi ci saranno social media manager e digital strategist di grandi aziende e di grandi agenzie.

Perciò chi accetterà la sfida e la affronterà da vero ninja, potrà ritenersi pronto a raccogliere qualsiasi prova nell’ambito del social media marketing e della comunicazione.

Perché oltre l’engagement ci sono altri traguardi da conquistare. E, mai come in questa Factory, avremo la possibilità di guardare oltre: Ceres ha già conquistato la sua audience con la sua presenza su Twitter e Facebook. Cosa chiederà di più ai Guerrieri della Factory?

come essere creativi

La routine da seguire per essere creativi

Volete risvegliare la vostra mente, innalzare il vostro livello di creatività, stuzzicare la vostra fantasia per creare idee uniche? Allora questa infografica fa per voi. Utilizzando i dati raccolti con un questionario proposto agli utenti della community di Format (un servizio che permette di creare portfolii) è stata individuata la routine da seguire per essere creativi. O almeno, per vivere come vivono i creativi.

Grazie alla collaborazione con Sam Island, le risposte fornite da più di 200 fotografi, designer, illustratori, artisti e filmmaker si sono trasformate in un infografica da non perdere.

LEGGI ANCHE: HitRecord: il social network della creatività condivisa

Qualche dato?

  • il 67% dei creativi si sveglia tra le 6 e le 9 del mattino;
  • il 50% indossa gli occhiali;
  • il 45% lavora da casa;
  • il 58% preferisce lavorare in un ambiente caratterizzato da “caos organizzato” rispetto ad un ambiente ordinato o disordinato;
  • il 45% controlla i propri social ogni ora;
  • per il 40% è Instagram il social più utilizzato;
  • il 59% dorme in media 7 ore o più.
  •  essere creativi

    A questo link trovate la versione originale e ingrandita dell’infografica. Pronti a seguire la nuova routine? 😉

Programmatic Buying e creatività per la giusta audience

L’idea di organizzare campagne di digital marketing con il Programmatic Buying spesso si ferma davanti a un grande falso mito: lo scarso peso dato alle creatività. Di fronte a previsioni ottimistiche anche le campagne di branding, come il 46,6% di share nel 2020 in Italia del video advertising su programmatic, pregiudizi di questo genere rallentano la crescita dell’acquisto automatizzato.

È vero che il designer nelle campagne programmatiche può costruire con un solo modello migliaia di annunci in differenti formati, con un conseguente risparmio di tempo, ma anche per creare ads dinamici con diversi prodotti, offerte, promozioni localizzate o semplicemente messaggi rivolti a utenti differenti, è necessario che la creatività sia di alto impatto per raggiungere i risultati desiderati.

Close-up Of Businesswoman Holding Cart On Desk

Per incuriosire la giusta audience assicurandosi che il messaggio coinvolga tutti, il Programmatic Buying utilizza i big data garantendo ai marketers una visione a 360 gradi del consumatore/utente. Per personalizzare al meglio e in tempo reale i banner, in funzione di dati interni ed esterni,  ci sono le attività di Dynamic Creative Optimization (DCO): è grazie a queste che è possibile diffondere annunci e creatività adattati al contenuto del sito su cui compaiono, in relazione anche al meteo o ai programmi tv più popolari, e targettizzare l’audience in modo pertinente.

Ad esempio, tramite le DCO un utente che visita l’eCommerce di un brand, durante la navigazione, visualizza annunci dei prodotti che era intenzionato a comprare online e prodotti affini a quelli consultati o comprati. Ed è così che il programmatic e la creatività si mixano con la dimensione del real time: aggiornandosi in tempo reale, le operazioni di Dynamic Creative Optimization consentono di avere messaggi precisi e pertinenti agli interessi degli utenti. In questo momento, ciò di cui si sente più necessità è, infatti, una presa di coscienza da parte delle agenzie e dei marketers per adeguarsi ai nuovi formati e trarne pienamente profitto. Troppo spesso assistiamo a una semplice declinazione sul web di campagne stampa, Tv o video senza un vero adattamento al canale digitale o al device su cui saranno diffuse. Troppo spesso, purtroppo, la mancanza di bugdet e di tempo continua ad essere un freno alle novità del programmatic.

Signpost "Real-Time Marketing"

 

Con un mercato che ha raggiunto un valore di 2,15 mld nel 2015, ossia +113% rispetto all’anno precedente, l’importanza dell’acquisto programmatico non è più un elemento da dimostrare. Anche se in molti pensano ancora che l’acquisto automatizzato possa fare la differenza rispetto all’acquisto tradizionale solo in caso di campagne improntate sulla performance, mentre per gli obiettivi qualitativi sarebbe ancora il metodo classico ad avere la meglio. Se il Programmatic Buying sta prendendo una dimensione tale è proprio grazie alla sua capacità di rispondere alle necessità degli advertiser.

Ci troviamo agli inizi di una nuova era, in cui programmatic e creatività si stanno unendo per realizzare delle campagne accattivanti e di ampia portata.

Volumeet, la startup per seguire il Festival di Sanremo

Volumeet, la startup per seguire il Festival di Sanremo

Le startup stanno piano, piano rivoluzionando il mondo: dai trasporti al food, fino alle nostre più grandi passioni, app e tecnologia ci facilitano la vita e ci permettono di goderci ogni attimo. Volumeet, ad esempio, quest’anno ci fa seguire il Festival di Sanremo come non mai, grazie a tutti i dettagli e i dietro le quinte, direttamente dai protagonisti del più importante spettacolo musicale italiano.

In occasione del Festival di Sanremo, Volumeet, startup vincitrice del premio della giuria alla Battaglia delle Idee 2014, testa una nuova feature che permette di seguire in contemporanea tutti gli aggiornamenti social degli artisti partecipanti: un modo nuovo per entrare nel vivo della diretta, accedere al backstage e vivere appieno l’evento attraverso i pensieri, le foto e i contenuti video dei protagonisti musicali.

Abbiamo chiesto a Massimo Morgante, CEO & Founder di Volumeet cosa rappresenta Sanremo per la loro startup, ma soprattutto quali saranno gli sviluppi futuri del loro business.

Ci fai una classifica degli artisti più social del momento?

Volumeet, la startup per seguire il Festival di Sanremo

Fra i più social in assoluto ci sono sia Rocco Hunt che Clementino, che sfruttano bene anche la piattaforma di Volumeet.

Rocco Hunt ha raggiunto addirittura più di 800mila fan solo su Facebook.

Rispetto agli altri, al Festival di Sanremo, anche se fuori concorso, il premio va a Laura Pausini, leader dei social. Ma anche Arisa è molto attiva sui suoi canali.

In linea di massima potremmo dire che sono i giovani a sfruttare di più questo canale di comunicazione con i fan: tra i Dear Jack e gli Stadio c’è una bella differenza in questo senso. Anche se il top resta Gianni Morandi!

LEGGI ANCHE: La mia esperienza nello staff social del Festival di Sanremo

Chi più, chi meno tutti gli artisti ormai utilizzano i social. La differenza sta nel modo in cui pagine Facebook e account Twitter o Instagram vengono usati. In genere è facile accorgersi di chi gestisce i propri canali in prima persona e di chi li affida ad agenzie di comunicazione. E anche il risultato in termini di numero di fan risente di questa differenza. I fan crescono quando si sentono “coccolati” dall’artista, quando questo gli dedica un po’ del suo tempo e condivide un po’ della sua vita con loro.

Il distacco, invcece, si percepisce.

Il business model di Volumeet è cambiato rispetto all’idea iniziale. Come siete arrivati a questa svolta?

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In realtà il business model di Volumeet non è cambiato molto. Abbiamo solo definito meglio il servizio: aggreghiamo tutti i contenuti, sui diversi social, li carichiamo sulla piattaforma e diamo all’artista uno spazio dedicato dove lui stesso può caricare contenuti esclusivi per i propri fan.

L’idea è quella di creare un vero e proprio fan club e in questo senso il business model è un po’ cambiato: noi forniamo una piattaforma quasi pronta all’artista, in modo da poter anche accorpare tutti i fan e i follower da Twitter, Instagram o Facebook, per offrire contenuti esclusivi, dal video all’intervista, ai biglietti dei concerti.

Il nostro servizio permette di automatizzare quelle che potrebbero essere piattaforme proprietarie, per metterle a disposizione di tutti gli artisti, sia di quelli che hanno una base di fan già molto ampia, sia di quelli che invece la stanno ancora costruendo.

Quanto è stato importante per Volumeet il supporto di NAStartup per raggiungere l’incubazione da parte di Digital Magics?

La startup è partita anche da lì: dopo aver vissuto per un periodo a Milano, insieme ad Antonio Prigiobbo e ad Antonio Savarese è nata l’idea di diffondere la cultura delle startup nel Sud Italia. Questo ovviamente ha fornito tutta una rete di contatti che ci ha avvicinato molto a Digital Magics, ma anche con altre realtà imprenditoriali industriali e con altre startup. Si è creato così un vero e proprio network.

Si dice sempre che Sanremo è una grande vetrina per i cantanti, ora è un’occasione anche per le startup per mettersi in mostra?

Volumeet, la startup per seguire il Festival di Sanremo

Lo sarebbe e sarebbe bello, se ci fosse un contatto diretto con la realtà del Festival. In realtà al momento noi forniamo un servizio di aggregazione dei contenuti social del Festival, da tutti i canali ufficiali dei vari artisti: abbiamo 20 artisti collegati attraverso i diversi canali (Facebook, Twitter, Instagram, Youtube e così via).

Mentre sulla pagina Facebook del Festival è possibile seguire un aggiornamento ogni ora per un singolo artista, su Volumeet gli utenti troveranno almeno una cinquantina di contenuti aggregati, per seguire dal vivo l’evoluzione del Festival.

Il lavoro che facciamo aggregando questo tipo di contenuti agevola non solo gli utenti che possono seguire il Festival in versione social, ma fornisce un utile servizio anche per i giornalisti, che accedono in maniera più semplice ai contenuti del Festival e dei vari artisti.

L’idea per il prossimo anno è quella di proporre la piattaforma a Sanremo nello stesso modo in cui la proponiamo all’artista: noi aggreghiamo tutti i contenuti degli artisti, il Festival può pubblicare i propri contenuti esclusivi, magari del lato backstage del Festival, direttamente su Volumeet.

Il Festival gode di una base di fan davvero notevole – solo nella prima serata erano 11milioni a seguirlo – e Volumeet potrebbe offrire un modo diverso per seguirlo, con contenuti esclusivi.

Dopo Sanremo, comunque, saremo ancora più forti: dopo la fase di test dello scorso anno, ora siamo in procinto di stringere accordi più solidi con alcuni festival musicali estivi in giro per l’Europa.

Facebook si aggiorna: nuove feature video e sottotitoli automatici

Che il gigante blu stia puntando tutto sui video è una notizia ormai datata: più spazio nello stream, maggiore fruibilità, video profilo…

Oggi però Facebook parte da 3 dati:

  1. Le persone consumano contenuti più velocemente da mobile che da desktop
  2. Quelli da mobile rappresentano il 50% degli acquisti online
  3. Ogni giorno gli utenti guardano oltre 100 milioni di ore di video su Facebook

Da ciò se ne trae che i consumatori hanno sempre maggior controllo sui contenuti che guardano e per questo cresce il bisogno di comunicare il messaggio al meglio e più rapidamente possibile.

Didascalie automatiche per gli annunci video Facebook

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Uno dei principali problemi rappresentati dai video visti su mobile è l’audio automatico. Menlo Park ci racconta che l’80% delle persone reagisce negativamente quando in un video parte l’audio inaspettatamente.

Test condotti internamente – si legge nel comunicato – hanno mostrato che annunci video provvisti di sottotitoli incrementano la durata della visualizzazione del 12%. Prima, gli inserzionisti potevano aggiungere i sottotitoli ai video solo attraverso embedding o caricando i file con i sottotitoli. Presto potranno scegliere l’integrazione automatica. Uno strumento che genera sottotitoli automaticamente per gli annunci video e li offre agli inserzionisti per rivederli, editarli e salvarli.

Volevamo far sapere al nostro pubblico che usiamo polli allevati senza antibiotici, così abbiamo creato un video che racconta questa storia. Abbiamo usato lo strumento per i sottotitoli automatici per essere sicuri che tutti quelli che lo avrebbero guardato, con o senza audio, avrebbero potuto imparare qualcosa sui nostri polli. Tramite l’aggiunta dei sottotitoli il tempo di visualizzazione è incrementato del 25% – Robert Cifarelli, Communications Manager, A&W Canada

Lo strumento di auto-captioning inizierà il roll out a livello globale per Ads Manager e Power Editor nelle prossime settimane e sarà inizialmente disponibile per sottotitoli US English.

 

Nuove feature

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Per supportare gli inserzionisti nella creazione di annunci video efficaci, i team di Facebook Creative Shop e Marketing Science continuano a analizzare video e campagne su Facebook e Instagram per scoprire quali elementi siano in gradi di renderli più efficaci. Esistono molti modi per creare video che dialoghino con l’audience di riferimento e Facebook continua a cercare nuove modalità studiando gli annunci che abbiano ottenuto le migliori performance.

Nuove metriche

Da oggi gli inserzionisti che sono in grado di vedere la percentuale delle persone che hanno visualizzato i video con l’audio in Page Insights, a breve potranno vederla anche in Ad Insights. Inoltre – continua il comunicato – l’integrazione con Moat per gli analytics degli annunci video è disponibile da oggi in tutto il mondo, per consentire la misurazione degli annunci su Facebook tramite terze parti indipendenti.

Design per il sound off

La maggior parte degli annunci video su mobile è visualizzato senza audio, perciò devi assicurarti di esprimere il tuo messaggio sfruttando elementi visivi. Uno studio Facebook sugli annunci video ha dimostrato che il 41% dei video senza l’audio risultava senza significato. Mostrare sottotitoli, loghi e prodotti può aiutare a comunicare il proprio messaggio, anche senza suoni.

Più creatività

Il gigante blu ci dice che il 65% delle persone che guardano i primi 3 secondi di un video lo guarderanno per almeno 10 secondi e il 45% continuerà a guardarlo per 30 secondi. Perciò è importante connettersi velocemente con la propria audience e catturare l’attenzione: servono titoli attraenti, immagini riconoscibili e anteprime accattivanti.

Non esiste una soluzione universale per realizzare video, bisogna sperimentare e testare per capire cosa funziona per il brand e l’audience. Enjoy!