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H-Camp Spring 2016: inizia la call for ideas

È iniziata la call for ideas di H-Camp Spring 2016. Gli startupper più intraprendenti hanno tempo fino al 15 marzo per presentare le loro risposte alla domanda di innovazione del settore industriale che farà da tema per quest’anno.

Solamente 5 team potranno costruire e testare il proprio business model, beneficiando dell’offerta completa di incubazione e accelerazione, il cui valore complessivo supera i 100.000 euro.

Fashion & Retail

Per questa edizione il programma di accelerazione targato H-Farm punta su moda e servizi al consumo.

Per vincere e convincere, le business idea dei candidati dovranno dimostrare solide basi commerciali e rivolgersi preferibilmente al mercato B2B.

Le possibilità per coniugare innovazione e monetizzazione non mancano. Alcuni segmenti interessanti su cui lavorare riguardano lo sviluppo di piattaforme, tool, app e software per:

  • eCommerce
  • Mobile commerce e shopping
  • Tecnologie e servizi multicanale (online-offline)
  • Servizi commerciali
  • Pagamenti, sicurezza e autenticazione
  • Logistica e servizi di consegna
  • Adv e Marketing Tech
  • CRM e Loyalty
  • Dati e analytics

H-Camp è un punto d’incontro ottimale tra la solidità delle imprese e l’uso intelligente e rivoluzionario delle risorse tecnologiche che opera una startup.

“Mai come ora, il binomio startup-impresa tradizionale acquista valore – dichiara Timothy O’Connell, direttore programmi di accelerazione di H-Farm – e si traduce in uno scambio proficuo di servizi e competenze digitali al servizio delle reti d’impresa tradizionali.”

I vantaggi dell’H-Camp

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20.000 € in contanti sono solo l’inizio dei benefit derivanti dall’inserimento nel programma H-Camp. Vi sono possibilità di ulteriori investimenti da parte di H-Farm nonché di contributi da parte di Angels e investitori, presenti al Demo Day fissato 4 mesi dopo l’inizio dell’accelerazione.

Vitto, alloggio e infrastrutture quali spazi lavorativi e rete Wi-Fi sono garantiti a tutti i membri delle cinque squadre! Il supporto tecnologico viene garantito anche attraverso i partner di H-Farm, che garantiscono servizi gratuiti o scontati tra cui web hosting, e-mail marketing e molti altri.

I team saranno inoltre coadiuvati dal personale dedicato a supportarli sia nelle esigenze quotidiane sia nella pianificazione del progetto.

I servizi di punta rientrano tuttavia nel campo del tutoring e mentoring: tutti i membri delle startup avranno la possibilità di partecipare a workshop tenuti esperti che coprono temi chiave quali Business Strategy & Development, Comunicazione e Marketing, Codice & Dev, UX & Design, legale e Fundraising.

Quale membro del GAN (Global Accelerator Network), H-Farm garantisce ai membri del programma H-Camp sessioni di mentorship remote, partner tecnologici, spazio temporaneo in altri acceleratori e la visibilità agli investitori internazionali (EU e USA).

Infine, forte della propria rete di clienti già operativi nel settore, H-Camp offre ai vincitori della selezione la possibilità di entrare in contatto con i rappresentanti di grandi imprese, da cui ricevere preziosi feedback e la possibilità di gettare le basi per nuove opportunità di collaborazione.

 

Se sei membro di una startup in fase seed o pre-seed che punta al settore fashion & retail candidati per H-Camp Spring 2016!

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Le notizie dal mondo viste attraverso WhatsApp

WhatsApp ha da poco annunciato di aver raggiunto la soglia di 1 miliardo di utenti attivi: un traguardo che ci ricorda come questa applicazione di messaggistica non sia più soltanto un canale di conversazione one-to-one ma un potente strumento di comunicazione a livello mondiale.

WhatsApp nel 2015 e anche in questo inizio 2016 si è rivelato uno straordinario luogo dove le persone di tutto il mondo possono mettersi in contatto: le più importanti breaking news degli ultimi mesi hanno viaggiato attraverso questa app! Sto parlando di eventi di rilevanza mondiale come quello che è accaduto in Tunisia, in India, a Parigi.

Ripercorro qui parte di quelle occasioni dove WhatsApp è stata in prima linea nella diffusione delle notizie: non saranno soltanto brutti ricordi, ma anche occasioni in cui WhatsApp è stato ambasciatore di nuove speranze.

In Tunisia: “C’è un uomo armato in spiaggia”

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Il 26 giugno 2015 un attacco terrorista uccide 38 persone che si trovavano nella spiaggia di Sousse, in Tunisia.
Sono state uccise da un uomo appartenente alle frange estremiste islamiche: il killer aveva nascosto una pistola sotto l’ombrellone.
Un testimone oculare, Anthony Ryan, si mise in contatto via WhatsApp con la Bbc per raccontare la strage a cui stava assistendo dal balcone dell’hotel dove alloggiava.

Quel venerdì notte a Parigi

La Bbc usa frequentemente WhatsApp per raccogliere testimonianze e notizie in anteprima. Sulla notte della strage al Bataclan a Parigi, venerdì 13 novembre 2015, la Bbc ricevette molti messaggi: tra questi anche quello di Simon Philips.

Philips, doppia cittadinanza franco-britannica, era seduto con la sua ragazza fuori La Belle Equipe, il bar in Rue de Charonne nel 11 ° distretto contro cui due uomini hanno aperto il fuoco quella tragica notte.

Questa una parte della sua descrizione:
“È stato il caos completo e assoluto. Il rumore dei proiettili superavano quello delle urla e delle sirene in seguito”.

Il racconto di Philips sarà solo uno dei tanti ricevuti da molte testate giornalistiche attraverso canali come WhatsApp; ma l’applicazione aiuterà in quella notte anche molti turisti e cittadini di Parigi ad informare i propri cari sul loro stato di salute, sulla loro posizione e su quello che stava accadendo.

In aiuto dell’India

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Fonte @Afp

Nel dicembre 2015 forti alluvioni hanno messo in ginocchio l’India, in particolare la città di Chennai, nel versante orientale del Paese. La National Disaster Response Force (NDRF), la polizia indiana specializzata nell’intervento durante i disastri di questa portata, ha raccolto oltre mille informazioni vitali su quanto stava accadendo nel paese grazie ai social media, tweet e WhatsApp. In questo modo si è cercato di intervenire nelle zone segnalate il prima possibile, inviando aiuti o informazioni utili.

Un gruppo di supporto sul virus Zika

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Dal 2015 il Brasile combatte la sua guerra contro il virus Zika: è un virus che esiste da decenni in questo paese, ma nell’ultimo anno si è registrato un aggravarsi dell’incidenza dei malati e ad oggi si teme l’epidemia anche al di fuori del Brasile. Nei casi di donne in gravidanza colpite dal virus, il nascituro ha presentato in alcuni casi malformazioni e microcefalia.

La brasiliana Viviane Lima ha due figlie adolescenti che vivono in una condizione di microcefalia dovuta appunto al virus:
questa mamma ha scelto di creare un gruppo di sostegno su WhatsApp per condividere le informazioni utili che ha appreso nel corso degli anni sul virus e sulla prevenzione.

Il racconto dei rifugiati siriani via WhatsApp

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Il 6 dicembre 2015 BuzzFeed ha raccontato la storia di Abdul, un diciannovenne proveniente dalla Siria,  che ha documentato via  WhatsApp la traversata del Mar Egeo da Izmir, in Turchia, alla costa greca. Abdul è uno dei tanti giovani che affronta la  pericolosa traversata in barca che conta ad oggi centinaia di morti, compreso il caso del piccolo di tre anni Aylan Kurdi, il cui annegamento ha scosso la coscienza del mondo.

Abdul non ha raggiunto la costa greca: ha raccontato che nel corso della traversata la barca è affondata e i superstiti come lui hanno dovuto far ritorno a nuoto in Turchia: ha raccontato la stanchezza, i morti, la paura via WhatsApp. Secondo i suoi messaggi a BuzzFeed, oggi continua a lavorare in Siria per raccogliere nuovamente i soldi necessari per fare un’altra traversata: nonostante tutto spera ancora di raggiungere l’Europa e un giorno trasferirsi in Inghilterra.

WhatsApp ha dato la parola a Abdul e a molti altri testimoni nel mondo di vicende che altrimenti ci sembrerebbe lontane e incomprensibili. È questo forse il vero potere delle app?

Credits Photo Cover: AFP/Louisa Gouiliamaki

eCommerce trend: scopriamoli al Meet Magento 2016

Meet Magento 2016: eCommerce trend e networking

Parte il 3 marzo a Milano la terza edizione del Meet Magento Italy, la due giorni dedicata al mondo eCommerce e alle novità della piattaforma Magento.

Per l’unica tappa italiana dell’evento tanti i temi interessanti: omni-channel, Magento 2 e marketplace solo alcuni dei focus delle due giornate di conferenze, incontri e networking.

Gli ospiti del Meet Magento 2016

eCommerce trend scopriamoli al Meet Magento 2016

La community italiana di Magento e i più importanti operatori del mondo eCommerce si incontreranno per un confronto sui trend del momento legati al mondo del commercio elettronico e alla nuova versione della piattaforma open source.

Sarà l’occasione per tessere una rete di relazioni internazionali anche per la presenza di speaker di rilievo, provenienti direttamente da Magento Inc., come Ben Marks, Magento evangelist, Sergii Shymko, senior software engineer e Max Yekaterynenko a capo dello sviluppo della piattaforma Magento 2.

Tra gli altri sarà presente anche Federico Soich, sviluppatore Magento per la Santex America, che porterà la sua esperienza direttamente dall’Argentina per capire, da un punto di vista tecnico, quali sono gli strumenti più adatti e quali metodologie utilizzare per migliorare il proprio negozio online e raggiungere i propri obiettivi di business.

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Dall’Europa Alex Podopryhora, co-founder di M2E la tecnologia più utilizzata per collegare Magento ai marketplace e il presidente della Meet Magento Association, Thomas Goletz, insieme a Diego Semenzato per l’Italia.

Networking e casi di successo, gli ingredienti di Meet Magento Italy

eCommerce trend: scopriamoli al Meet Magento 2016

Durante l’evento potrai entrare in contatto con figure chiave del commercio elettronico, ampliare la tue rete di contatti, conoscere sviluppatori e tecnici, migliorare la tua visione del mondo eCommerce, trovare ispirazione per migliorare i punti deboli del tuo progetto o per rafforzare i tuoi punti di forza.

Diego Semenzato ha spiegato:

“La filosofia che sta alla base di Meet Magento è quella di connettere le persone tra di loro. Per questo motivo, oltre ad offrire un programma ricco di contenuti di qualità, per noi è molto importante l’aspetto relazionale della manifestazione. Il nostro obiettivo è quello di creare un collegamento tra i merchant, gli eCommerce manager e gli sviluppatori con l’intero ecosistema Magento, vogliamo creare una rete solida di relazioni tra figure internazionali di riferimento per raggiungere i propri obiettivi di business a livello europeo e non solo”.

Oltre a scoprire tutte le novità di Magento 2 e le sue applicazioni analizzate da un punto di vista tech e business, potrai avere un’idea più chiara dei processi di organizzazione nello sviluppo di moduli alle integrazioni con i diversi metodi di pagamento, fino all’utilizzo di Magento come piattaforma per una strategia omni-channel sia per la vendita di prodotti fisici sia di quelli digitali.

Potrai ascoltare tante case history di successo nel settore del food e dell’artigianato, per avere nuovi punti di riferimento e modelli virtuosi ai quali ispirarti. Si parlerà di email marketing, real time analytics, chat di assistenza e vendita online.

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In arrivo gli Executive Master in Digital Marketing: come ottenere un titolo riconosciuto a livello internazionale

Sempre più persone avvertono l’esigenza di specializzarsi in un ambito specifico del digitale: Social Media Marketing, Digital Marketing, eCommerce Management, Web Content Marketing, Web Analytics. Professionisti e neolaureati si trovano sulla stessa barca: a dover calare nella pratica teorie che si aggiornano molto rapidamente e a dover dimostrare costantemente, in Italia ma anche all’estero, la solidità delle proprie competenze con un riconoscimento valido.

Ecco perché, in partnership con IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia, Ninja Academy – la edtech company di Ninja Marketing che sta rivoluzionando l’alta formazione specialistica rendendola democratica – presenta gli Executive Master, percorsi specialistici per professionisti e neolaureati nelle diverse discipline del digital ma anche nei diversi settori in cui la digital transformation sta cambiando gli equilibri: health, editoria, finanza, retail, fashion, turismo.

Benvenuti nella nuova era dell’alta formazione: ecco cosa hanno in più gli Executive Master Ninja Academy e IUSVE

Ci sono già in giro degli Executive Master, e quindi perché parliamo di una vera e propria rivoluzione nel settore?

In virtù della collaborazione con lo IUSVE Istituto Universitario , una delle realtà europee d’eccellenza nel campo del marketing e della comunicazione con oltre 2000 iscritti e partner di 76 università nel mondo, i nuovi Executive Master Ninja Academy portano al riconoscimento di crediti formativi universitari dato il valore legale del titolo rilasciato.

Ninja Academy

È la prima volta che Ninja Academy arriva a proporre percorsi di specializzazione che rilasciano un titolo riconosciuto, ma a questo si aggiunge tutta l’innovazione della formazione Ninja:

– Sono progettati come esperienze di Blended Learning, in cui cioè la didattica avviene al 90% online mentre solo la pratica viene svolta in aula ed in laboratorio.

– Lasciano agli iscritti la più totale flessibilità sui tempi di apprendimento perché ci si può iscrivere in qualsiasi momento e frequentare secondo i propri ritmi seguendo un “piano di studi” ma nell’ordine e nei tempi che sono più adatti ad ognuno, garantendo sempre contenuti didattici aggiornati allo stato dell’arte del settore nel momento in cui si inizia a studiare.

Abbattono di oltre il 50% i costi collaterali e nascosti di Master alternativi: il pricing degli Executive Master non è ancora stato annunciato, ma sarà di molto inferiore a quello dei Master completamente in aula, senza contare che trasferte e pernottamenti sono ridotti al minimo essenziale. Un risparmio notevole di risorse economiche per gli studenti e di permessi per chi già lavora!

– Le faculty sono composte da docenti professionisti: consulenti e manager di massimo livello, strategist messi a dura prova dai loro clienti, specialisti che masticano ogni giorno le nozioni che poi trasmettono.  Tolleranza zero per docenti raccomandati, inesperti, baroni universitari e da torre d’avorio!

Ma la cosa più bella è che se hai già fatto dei corsi Ninja Academy puoi farteli riconoscere in uno dei piani di studi degli Executive Master, andando a completare il percorso e ottenendo la tua specializzazione con titolo riconosciuto! Lo so, vi siete emozionati.

Quali sono i 7 Executive Master e le specializzazioni che puoi ottenere?

Ninja Academy

7 Executive Master  sono stati progettati pensando alle diverse professionalità che attualmente operano nel campo del digital marketing:

Social Media Marketing, Digital Marketing, Digital Marketing & Social Media CommunicationeCommerce Management, Content Marketing, Growth Hacking, SEO & SEM Strategy.

Per chi sono stati pensati i nuovi Executive Master Ninja Academy?

Si tratta di percorsi formativi di oltre 200 ore dedicati ai manager di azienda e a laureati in cerca di un’alternativa pratica e moderna alla laurea specialistica, prodotti perfetti per chi già lavora ed ottimi per i laureati che vogliono coronare il percorso di studi in maniera pratica iniziando ad affiancare i professionisti del settore.

Il percorso dei Master prevede anche attività di stage (per gli studenti) e la discussione di un elaborato finale. A supporto dei professionisti che decidono di frequentare gli Executive Master, sarà possibile convertire le ore di lavoro da essi dedicate già a progetti e attività di digital marketing in crediti riconosciuti che valgono al posto dello stage.

La formula Executive Master rende democratico e accessibile a tutti specializzarsi con un titolo riconosciuto. 

 Nuovi Master Online per acquisire competenze verticali. Si parte con Healthcare Marketing

Master Healthcare Marketing

In cantiere anche i nuovi Master Online, dedicati a settori verticali ed alto potenziale di sviluppo e impattati altamente dalla digital transformation come quelli del Digital Health, Fintech, Digital Retail, Editoria Digitale, Turismo, Fashion, Food ed altri in preparazione.

Il primo a partire sarà il Master Online in Healthcare Marketingprogettato insieme al Direttore Scientifico Roberto Ascione, CEO dell’agenzia di comunicazione Healthware International specializzata in ambito pharma, salute e medicina.

Roberto Ascione_RHW_President (1)

Si tratterà di un percorso di 60 ore di lezioni online con un focus sul settore healthcare, insieme a moduli legati alla Digital Marketing Strategy e alla mappatura dei canali specifici del comparto health, con l’obiettivo di proporre un’offerta formativa sempre più approfondita sulle aree di sviluppo economico e tecnologico del settore. 

Sugli altri settori interessanti Ninja Academy – che ha in questi anni ha già formato oltre 15.000 professionisti e che attraverso la sua sezione dedicata alla aziende sta già trasferendo a decine di grandi player le competenze più avanzate del digital -, sta stringendo accordi con i massimi esperti di settore verticali per realizzare i migliori prodotti formativi possibili dedicati a singoli mercati, andando a colmare un gap tra domanda e offerta.

In attesa di conoscere i pricing di questi nuovi percorsi di specializzazione, è già possibile prenotarsi sul sito Ninja Academy.

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Week In Social: multiaccount su Instagram e un nuovo News Feed per Facebook

È di nuovo venerdì e ritorna l’appuntamento con #WeekInSocial, la rubrica dedicata alle novità più importanti della settimana sui social media.

Miglioramenti tecnici in casa Facebook, mentre Twitter e soprattutto Instagram  annunciano cambiamenti epocali.

Multiaccount Instagram

La novità più importante della settimana ce la regala Instagram ed è uno degli upgrade più desiderati in assoluto dagli utenti.

Da questa settimana sarà finalmente possibile collegare più account sullo stesso dispositivo, senza dover fare necessariamente il logout.

Ninja Social 5

LEGGI ANCHE: Instagram: al via il multiaccount per iOS

La funzione è stata rilasciata per il momento solo per i possessori di dispositivi iOS, aggiornando l’app alla versione 7.15. Su ogni dispositivo sarà possibile collegare fino a 5 account contemporaneamente, una manna dal cielo per gli amanti di Instagram.

A breve l’aggiornamento sarà reso disponibile anche per gli utenti Android, come annunciato dal sito Android Police già dallo scorso Novembre.

Spot di 60 secondi su Instagram

Un’altra importante novità annunciata in settimana da Instagram riguarda la possibilità per gli inserzionisti di estendere la durata degli spot pubblicitari fino a 60 secondi.
Fino ad ora era possibile pubblicare spot della durata massima di 15 o 30 secondi, mentre con il formato più lungo i brand avranno maggior tempo a disposizione per poter raccontare la propria storia e lavorare sulla qualità della narrazione.

L’annuncio, fatto a pochi giorni dal SuperBowl, è stato colto al volo dai grandi Brand.

Questa la versione estesa dello spot realizzato per l’occasione dalla T-Mobile Uk e pubblicato su Instagram:

We’re in the #BigGame with @ChampagnePapi. #YouGotCarriered

Un video pubblicato da tmobile (@tmobile) in data: 3 Feb 2016 alle ore 08:37 PST

Post targettizati con il Facebook Audience Optimization

Importanti novità anche in casa Facebook questa settimana.

Grazie al Facebook Audience Optimization sarà possibile impostare un target di riferimento per i propri post. 

La funzione si attiva dalle impostazioni della pagina, alla voce Audience Optimization for Posts e grazie ad essa sarà possibile restringere ulteriormente il range di destinatari dei nostri contenuti, cercando di mostrarli sempre alle persone potenzialmente più interessate.

Ninja Social 2

La funzione è attiva al momento soltanto sulle pagine in inglese che hanno più di 5000 fans, ma sarà disponibile a breve anche per le pagine italiane.

Audience Optimization for Posts si presta ad essere un ulteriore strumento a disposizione degli inserzionisti, sempre alla ricerca di una profilazione più precisa del proprio target.

Un nuovo News Feed per Facebook

Altra importante novità in casa Facebook, relativa questa volta al News Feed.

Lo scorso lunedì l’azienda ha annunciato sul suo blog l’ennesimo miglioramento del News Feed, dopo un sondaggio compiuto sui comportamenti dei suoi utenti.

Grazie a questo nuovo cambiamento ci saranno mostrate per prime le storie con cui abbiamo maggiori probabilità di interagire, attraverso un commento, un like o una condivisione.

The goal of News Feed is to show you the stories that matter most to you.

L’obiettivo del nuovo News Feed sarà di mostrarci per prima le storie che riteniamo più importanti di altre, quelle dei nostri amici più stretti o delle pagine a cui teniamo di più.

Proprio a proposito delle pagine, questo nuovo cambiamento porterà verosimilmente ad un ulteriore declino della portata organica dei post, a meno che non si riescano a creare storie particolarmente virali e facilmente condivisibili.

Un nuovo bottone per le Gif su Twitter

L’ultima novità di quest’intensa settimana ce la regala Twitter ed è relativa all’introduzione di un nuovo bottone dedicato alle GIF.

Come riportato da molti utenti, nella versione mobile di Twitter è apparso un nuovo bottone, inserito tra quello per i sondaggi e quello per l’upload delle foto, per caricare le GIF.

Ninja Social 4

Cliccandolo si accede ad una lista di GIF scelte tra quelle più trendy del momento, un po’ come fatto da Facebook in Messenger, con l’introduzione di GIF di terze parti.

L’introduzione delle GIF in Twitter permette agli utenti della piattaforma di godere del nuovo formato, molto in voga in questo momento e offre agli inserzionisti nuove possibilità creative con le Sponsored Gif.

Twitter per il momento non ha rilasciato informazioni su questi test ma ha risposto ad un tweet di Jon Rossell di TechCrunch sull’argomento con la seguente GIF:

Ninja Social Gif

Qurami, Quokky e Ganiza, cosa c'è dopo Apple in Italia

Qurami, Quokky e Ganiza, cosa c’è dopo Apple in Italia?

Apple in Italia. La notizia è volata su giornali, social e blog per un’intera settimana. Lo scorso 21 gennaio Apple ha annunciato l’apertura del primo Development Center d’Europa a Napoli, in sinergia con l’Università Federico II.

Buone notizie, insomma, per il panorama tecnologico e per l’ecosistema startup italiano, dato che il centro fornirà agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di applicazioni iOS. O almeno un primo passo verso l’ingresso dei talenti italiani in un panorama che può essere a tutti gli effetti considerato mondiale. Secondo i dati rilasciati dalla stessa Apple, in effetti, in Italia oltre 75.000 posti di lavoro sono riconducibili all’App Store e la comunità degli sviluppatori è in continuo fermento, terreno fertile per costruire un centro di sviluppo sul territorio.

Dopo l’annuncio, la visita del numero uno dell’azienda a Palazzo Chigi. Con il primo ministro italiano Tim Cook ha discusso di tecnologia e creatività, ma soprattutto ha incontrato cinque promettenti startup made in Italy.


Tra loro Qurami, l’app per gestire le code, Quokky, che archivia e gestisce in modo intelligente tutti nostri documenti, e Ganiza, l’applicazione che permette di organizzare una serata tra amici senza perdere ore in chiamate e messaggi su Whatsapp.

Eccoli qui i founder delle tre startup, Roberto Macina – che avevo già avuto il piacere di intervistare per Ninja Marketing lo scorso anno-, Filippo Veronese e Francesco Marino, reduci dall’entusiasmante incontro con Cook.

LEGGI ANCHE: Startup Europe Week: gli appuntamenti imperdibili in Italia

22 gennaio, una giornata particolare. Ci racconti come ci si prepara a incontrare il numero uno di Apple in Italia?

Qurami, Quokky e Ganiza, cosa c'è dopo Apple in Italia

Nel mio caso è stato meglio non prepararmi perché se l’avessi fatto forse mi sarei reso conto di quello che stavo per andare a fare. Scherzi a parte, aver ricevuto la visita di Luca Maestri la mattina nel nostro ufficio ha reso un “po’ più facile” la dura prova.

Pochi minuti di colloquio per mostrare Qurami, sia su iPhone che su Apple Watch, ma i più intensi e lunghi della mia vita. Alle fine ho cercato di far arrivare a Tim Cook tutta l’energia e la passione che tutto il team mette quotidianamente per cercare di far diventare Qurami una realtà sempre più utile nella vita di tutti i giorni!

Roberto Macina, CEO di Qurami

Ora che Apple ha deciso di investire direttamente in Italia, come cambia la prospettiva degli startupper made in Italy?

Qurami, Quokky e Ganiza, cosa c'è dopo Apple in Italia

L’incontro di venerdì mostra come questo Paese stia radicalmente cambiando, abbiamo incontrato il nostro primo ministro e una delle persone più importanti al mondo, ma tutto è stato fatto in totale serenità e allegria, senza troppi formalismi, conta solo la sostanza.

Si apre una nuova era: siamo sempre stati dei grandi creativi in tutto quello che abbiamo fatto e grazie a questa scommessa di Apple possiamo rilanciare il nostro Paese. Questo investimento di Apple potrebbe trasformare Napoli in una capitale di innovazione e rilanciarla come centro di crescita europea.

Alla fine creare un’app di successo è un po’ come creare un abito di alta sartoria.

Filippo Veronese, CEO di Quokky

Da Apple abbiamo imparato a risolvere i piccoli problemi quotidiani e a farlo con stile. Cosa imparerà Apple dall’Italia?

Qurami, Quokky e Ganiza, cosa c'è dopo Apple in Italia

Non so cosa Apple possa imparare dall’Italia. Sicuramente le competenze italiane nel campo digitale (e non solo) sono già molto apprezzate in giro per il mondo, chissà che l’apertura a Napoli del centro di sviluppo non sia l’occasione per mettere alla prova ancora più giovani italiani di talento, e magari avere ancora più “italianità” dentro i prodotti e i servizi globali con cui interagiamo ogni giorno.

Francesco Marino, CEO di Ganiza

Ninja Social Oroscopo della settimana dal 5 all’11 Febbraio

Miei impavidi guerrieri, anche questa settimana l’oroscopo social ci dà l’occasione di dimostrare di che contenuto (editoriale) siete fatti!

Si perchè Mercurio e Venere ancora insieme nell’ambizioso, pragmatico, concreto ed instancabile segno del Capricorno insieme a Marte nel focoso, perspicace ed astuto Scorpione fanno sì che ogni inziativa di lavoro nasca sotto i migliori auspici di successo!

Ecco quindi che cosa riserva l’oroscopo della settimana a ciascun segno:

Lo Scorpione impavido ed audace non si accontenta più del brivido… Vuole una settimana al di sopra di ogni possibile limite umano e quindi non avrà alcuna paura ad essere tra i primi a sfrecciare a mezz’aria con la AeroMobil per sfuggire agli ingorghi del traffico del mattino che non possono permettersi di rallentare le sue giornate. Come passeggero si ogfrirà volontario l’Ariete che sarà di poca compagnia e nessun aiuto come navigatore ma di certo non vuole perdersi l’occasione di fare qualcosa di innovativo. E soprattutto do arrivar in ufficio in anticipo!

Il Sagittario apprensivo in questa settimana munirà amici e parenti di DokiWatch . Sarà decisamente piu sereno sapendo di poter geolocalizzare chiunque in qualsiasi momento di difficoltà ed ovviamente sarà sempre a disposizione per rispondere ad sos vocali anche solo per conoscere il menu della cena. Anche il Pesci (gelosissimo questa settimana!) userebbe volentieri DokiWatch ma sul fidanzato… il quale forse, avrebbe più di qualcosa da ridire e per dispetto lo abbandonerebbe sulla scrivania dell’ufficio mentre esce per un aperitivo defalcante!

La Vergine chela scoperto quanto sia divertente il content marketing fotografico, salta ancora di gioia grazie al multiaccount di Intagram così la sua mania da reportage da questa settimana le risparmierà di girare con tre devices sempre connessi… Anche il Toro salta di gioia per la stessa novità anche se per lui le foto sono di sicuro più selfie che non contestualizzazioni del mood aziendale. Ma non si può mica mettere più di tre selfie al giorno sullo stesso account!

Il Capricorno, che sia uomo o donna, ama le sfide… e questa settimana ancora di più dato che si sente di poterle superare con uno sguardo ammiccante o un’idea dell’ultimo minuto. Quindi, altro che Pinkification, per avere tutta la sua intenzione basta un “saresti in grado di…??” ed è tutto vostro!

Cancro e Bilancia questa settimana si mettono d’accordo e sono a favore degli investimenti nella nuova startup Magic Leap perché loro con la realtà aumentata così definita si vorrebbero creare un fidanzato: ognuno a modo suo. Se il Cancro lo vuole forte fortissimo perché con quel Marte a favore ha bisogno di essere stretto tra solidi muscolacci , la Bilancia lo vuole ovviamente belo, bellissimo e dato che realtà aumentata deve essere se possibile anche su di una bella macchina! Con le persone in carne ed ossa invece entrambi i segni avranno parecchio da lamentarsi!

Infine non possiamo non parlare delle tendenze 2016 di Pinterest, il mio social network preferito! I Gemelli sono per tutta la settimana in una fase di ascetica meditazione… cercano tempo per se e per le proprie domande… cosa c’è di meglio e di più alienante dei libri da colorare con la pazienza di un monaco zen?? L’Acquario per combattere Marte che lo rende nervosetto decide di abbandonarsi al metodo più vecchio di sempre per scacciare il cattivo umore: lo shopping. E su Pinterest di proposte ce ne sono a milioni… in uno scroll infinito! Per concludere il Leone non si fa vincere dalla pigrizia e si da alla cucina salutare: verdure, pane fatto in casa, frutta e yogurt. Il tutto in una composizione da raffinato hotel norvegese. Ecco, il Leone ha grandi progetti e sa che per portarli a termine tocca mantenersi in forma… fuori dal piumone!

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Five, l’app di messaggistica dedicata ai non udenti

Si chiama Five l’applicazione di messaggistica dedicata alle persone non udenti.

Ideata da un giovane diciottenne polacco, Mateusz Mach, Five, consente alle persone con gravi problemi di udito e sordità di comunicare attraverso un linguaggio visivo basato sui segni delle mani piuttosto che attraverso i classici messaggi di testo utilizzati nelle più diffuse app di instant messaging.

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L’applicazione nasce quasi per gioco, Mach come molti ragazzi della sua età è un amante dell’ hip-hop, ed è questa sua passione che lo spinge a creare un’app che gli consenta di comunicare in modo divertente con i suoi coetanei, una comunicazione però fuori dagli schemi, che avviene attraverso messaggi visivi, contenenti i più comuni segni delle mani utilizzati nel mondo rapper.

Quella che al suo esordio sembrava essere una normalissima applicazione per comunicare divertendosi con gli amici, si è rivelata un’app molto utile per le persone non udenti.

Già dopo le prime due settimane dal lancio di Five avvenuto nel 2015, Mach inizia a ricevere numerosi messaggi di ringraziamento da parte di persone non udenti, in cui esprimevano la loro gratitudine nei confronti del giovane ideatore per aver dato vita ad un’applicazione che gli permetteva di comunicare in modo semplice, utilizzando il linguaggio dei segni americano.

Una vera e propria sorpresa per il giovane neo-imprenditore che quasi incredulo ha affermato:

“Attualmente circa 10.000 persone non udenti negli Stati uniti, in Polonia, in Giappone e nel Regno Unito utilizzano l’applicazione.”

È cosi che Mach capisce che rendere Five adatta alle esigenze delle persone con disabilità uditive era la strada giusta da intraprendere per fare qualcosa di serio e di utile, ma soprattutto per trasformare la sua idea in un business.

Un modo diverso di pensare

“Per l’80% delle persone sorde inviare messaggi di testo non risulta essere un modo naturale di comunicare come erroneamente si può pensare. Le persone non udenti hanno un modo di pensare totalmente diverso dalle persone che possono sentire.”

Gli individui che non possiedono l’udito non conoscono il suono delle lettere dell’alfabeto, cosi come non conoscono il suono che viene prodotto quando le lettere vengono messe insieme per formare le parole.

Il linguaggio utilizzato dalle persone non udenti si basa su un sistema di segni visivi che ha strutture sintattiche e grammaticali completamente diverse da quelle del linguaggio degli udenti, basato su sistemi di segni vocali poi rappresentati con segni grafici sulla carta e sul web.

Quindi per le persone non udenti comunicare digitando messaggi di testo risulta difficile, mentre una comunicazione di tipo visivo attraverso immagini che raffigurano i gesti delle mani, come quella che offre Five, risulta essere molto più naturale.

La lotta per essere presi sul serio a soli 18 anni

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Riuscire ad ottenere dei finanziamenti in Polonia è un’impresa molto ardua, richiede procedure complesse e soprattutto è necessario elencare le esperienze lavorative precedenti, cosa molto difficile se non impossibile per un ragazzo di 18 come Mach ancora studente.

Mai dire mai, infatti  il giovane neo-imprenditore con la sua tenacia è riuscito a convincere alcuni investitori, allettati dal modello di business proposto, e certi del fatto che il target di riferimento a cui potrebbe interessare il prodotto è abbastanza ampio. Secondo le Nazioni Unite, in tutto il mondo ci sono 360 milioni di persone con disabilità uditiva e 90 milioni non udenti.

Mach è riuscito così a raggiungere il suo obiettivo, ottenendo un finanziamento di 150,000 $ e convincendo il designer Piotr Polanski a diventare suo socio. Progetto futuro del founder è quello di inserire all’interno del progetto Five degli interpreti del linguaggio dei segni per migliorare e ampliare le funzionalità dell’applicazione.

Al momento un team di esperti sta lavorando alla costruzione di  che aiuti gli utenti mediante suggerimenti a selezionare e ad inserire più velocemente le parole e le frasi  più comuni all’interno del messaggio.

Il giovane ha anche assicurato una collaborazione con le Nazioni Unite, con l’obiettivo a breve termine di sviluppare nel migliore di modi nuovi funzionalità dell’ applicazione e a distribuirla in molti paesi.

Come funziona

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Five funziona in modo molto semplice e intuitivo, una volta scaricata l’applicazione l’utente può scegliere i simboli da utilizzare per comporre il messaggio, all’interno di una lista di segni già pronti o personalizzabili e combinabili tra loro.

La cosa interessante è che non solo si possono inviare i messaggi  agli amici che dispongono dell’applicazione ma anche a tutti gli altri via Facebook messenger.

Attualmente è  disponibile per il download una versione gratuita del applicazione sia per iOS che per Android, mentre la nuova versione in fase di lavorazione sarà rilasciata nel mese di giugno e sarà a pagamento, dovrebbe costare intorno ai  $ 3- $ 4.

Five è un esempio di come le nuove tecnologia possono trasformarsi in opportunità in grado di semplificare la vita quotidiana a tutte quelle persone che presentano delle disabilità.

Pinkification, donne e programmazione: che cosa stiamo sbagliando?

Probabilmente la questione di cui si parla nel pezzo di Mashable ‘To let girls in, the tech industry is thinking pink. But that isn’t enough’ potrebbe risultare molto poco familiare in Italia, paese che non brilla, tra tutti, per le misure relative al Gender Gap, ma in molti paesi sviluppati – USA in primis – si discute da molto tempo del numero di donne che si occupano di programmazione.

Una delle questioni che salta all’occhio facilmente, è che, contrariamente a quanto potremmo pensare, la percentuale di donne che si occupano di coding non è cresciuta negli ultimi anni – al contrario.

Da metà degli anni ’80 il numero di ragazze è crollato quasi vertiginosamente, come è stato esposto in grafico in questo articolo, e molti hanno cominciato a chiedersene il motivo. Uno studio della British Columbia ha individuato, tra i diversi possibili motivi, anche quello per cui, mentre per gli uomini i computer sono giocattoli toysper le donne sono strumentitools – e che quindi le seconde non vi si dedicano con la stessa passione come i primi.

Computer: troppo noiosi – o difficili – per le ragazze?

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Ancora secondo NPR.org, parte della ragione potrebbe risiedere nel fatto che è stato proprio negli anni ’80 che le storie a cui tutti abbiamo assistito al cinema e in TV ci hanno raccontato di ragazzini fanatici della tecnologia e studenti nerd sempre e soltanto di sesso maschile – non ti dice niente War Games? E La rivincita dei nerd?

Il risultato è che, nel 2013, solo il 18% dei laureati con una laurea informatica negli Stati Uniti erano donne.

Alle ragazze, dunque, si insegna sin da bambine che la matematica e la scienza sono per maschi, almeno questo è accaduto in quei decenni (80, 90 e anche primi anni del 2000) per cui succede che, a volte, quelle pochissime ragazze che impiegano gli anni degli studi al settore tech, entrano a lavorare in grandi aziende soltanto grazie alla politica delle quote rosa, quasi fosse un contentino per lo sforzo.

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Pinkification: la tecnologia si tinge di rosa

Black Girls Code / Flickr

Black Girls Code / Flickr

Una delle soluzioni più adottate, giunti a questo punto, è sicuramente la pinkification: in pratica si tratta di dedicare spazi e ambienti appositi per le ragazze e alle donne, in questo caso nella tecnologia, creando un ambiente accogliente, carino, in cui domina il colore rosa, usato per attrarre e non spaventare.

Ma ha davvero senso accogliere ed educare le donne alla programmazione a colpi di slogan carini e comunicazione sui toni del rosa?

L’idea in sé è, se non pericolosa, piuttosto stantia, e risiede nell’abitudine che abbiamo di catturare l’interesse delle donne e delle ragazze con i colori che approverebbero in casa Barbie: facendo in sostanza lo stesso errore che ha causato quel calo vertiginoso verificatosi negli ultimi decenni.

Nel film documentario CodeGirl, una delle partecipanti al Technovation Challenge, in cui diversi team di ragazze competono per creare applicazioni – dichiara: “Mi sono accorta che l’elemento su cui tendono a concentrarsi è il ‘fattore grazioso’ “ riferendosi ad organizzazioni ed eventi creati per promuovere il ruolo delle ragazze nella tecnologia “ma in questo modo si trovano ad essere distratti da fattori esterni che distolgono l’attenzione dalla capacità e dalla abilità nella programmazione delle ragazze.

Insomma, dire “sei una ragazza che programma”, non è la stessa cosa che dire “sei un programmatore”, e questo modo di affrontare la cosa non fa che rendere molte di queste iniziative dei veri e propri specchietti per le allodole.

Ovviamente, non tutti vedono che l’enfasi come una cosa negativa: Shapeways, una società che si occupa di stampa 3D, è a capo (in collaborazione con Google, dal 2014 che parte della società) di Made with Code. La partnership ha permesso a molte ragazze di scrivere codici per la progettazione di bracciali 3D stampabili online.

Nel corso della partnership di sei mesi, la società ha stampato più di 250.000 braccialetti progettati attraverso Made with Code. Mansee Muzumdar, PR di Shapeways, difende l’idea, sostenendo che abbia comunque portato alla realizzazione di prodotti tangibili e che quindi si tratti di un’iniziativa concreta e positiva.

“La ”Pinkification” non è necessariamente una cosa negativa; a me piacciono i gioielli, sono una donna femminile. Se fossi più giovane, per me questo sarebbe stata un’opportunità di entrare nel settore. E penso che, per alcune ragazze, stia funzionando.”

Chiaramente la sfumatura – di rosa – sfugge: il problema non è che le ragazze non dovrebbero essere interessate a disegnare braccialetti in 3D o adorare il colore rosa. Il problema è che non dovrebbero essere intrappolate all’interno di confini rosa, come se questo fosse l’unico modo per rendere attraente il mondo del codice per le donne.

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Basta Rosa. C’è tutto un Pantone lì fuori!

Video conference with coworkers from abroad

Video conference with coworkers from abroad

Emily Reid, direttore del programma di studi Girls Who code, sostiene che la tendenza alla pinkification nasce da un’intenzione di per sé buona, ossia andare a prendere le ragazze dove pensiamo che siano. Il problema? Spesso le ragazze non sono lì dove pensiamo – sempre nella casa di Barbie di cui sopra 🙂 . Ma allora, quale è la strategia che può funzionare? Secondo Reid, essa passa attraverso la creazione di un ambiente inclusivo, interdisciplinare e solidale. Dopo l’esperienza in Girls Who Code, il 90% delle ragazze del programma ha continuato ad interessarsi all’informatica. E ha aggiunto:

“E non abbiamo avuto bisogno di laptop rosa di farlo.”

Kimberly Bryant, fondatore di Black girls code, dice che l’organizzazione utilizza il colore rosa per comunicare e rendere unici i propri valori, le attività e gli eventi.

“Ci sono elementi che abbiamo, come le nostre camicie e il nostro logo del marchio, che sono di colore rosa>> dice Bryant <<Sono cose da ragazza, le cose che le ragazze vorrebbero, e questo è soltanto quello che serve per creare un ambiente confortevole, per sostenere un ambiente che va contro la narrazione dominante.”

Dalle parole di Bryant, insomma, sembra quasi che il rosa sia un colore rivoluzionario!

Black Girls codice si è concentrata su tematiche sociali nella sua programmazione, dando spazio a quella tendenza molto femminile all’impegno sociale. In poche parole un gap c’è, e probabilmente ci sarà per molto ancora: mentre i ragazzi sono incoraggiati a codificare per la creazione di una vasta gamma di giochi e applicazioni, il ruolo delle ragazze nella tecnologia è aggravato da un peso, tutto femminile: l’onere di risolvere i problemi e prendersi cura della comunità. In questo modo, le organizzazioni provano ad avvicinarsi al genere nella speranza di catturare ragazze, dando loro la possibilità di coltivare il proprio lato altruista.

A conclusione, mi sento di dire: il problema non è che le ragazze siano disinteressate a priori nella codifica perché è una cosa da maschi. Il problema è che le ragazze non sono incoraggiate, in linea di massima, ad essere valutate come pensatori tecnici fin da quando sono bambine. Neanche da coloro che dovrebbero trattarle come tali.

E tu, che ne pensi? Cosa aiuterebbe le donne a sentirsi davvero integrate in un settore ancora così ‘maschile’?