Corso in eCommerce Management: strategie e piattaforme per vendere online

Esistono migliaia di negozi online in Italia, il cui giro d’affari dipende da tante variabili strategiche: mobile, multicanalità, usabilità, strumenti di advertising e di pagamento, acquisizione di nuovi clienti e influenza dei social media sui ricavi della vendita online. È fondamentale dotarsi delle giuste competenze prima di imbarcarsi in un progetto di eCommerce, al fine di assicurarsi un continuo ritorno sull’investimento.

Corso Online in eCommerce Management + eCommerce LAB

Il Corso Online in eCommerce Management + eCommerce LAB della Ninja Academy è un percorso studiato per aggiornare le competenze necessarie per mettere a punto strategie di marketing e vendita online che possano massimizzare la domanda proveniente dal proprio mercato di riferimento.

Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:

  • Scegliere la migliore piattaforma di vendita per la tua azienda
  • Garantire una User Experience coerente e multicanale
  • Acquisire nuovi clienti con le tecniche del Performance Marketing
  • Beneficiare del Social Media Marketing in termini di impatto sulle vendite
  • Gestire un Customer Care 2.0

Vuoi una demo? Giovedì 03 Dicembre partecipa alla Free Masterclass “Le 5 skill fondamentali dei migliori eCommerce Manager“.

Corso Online in eCommerce Management [Gennaio 2016]

Il Corso Online con Roberto Fumarola, Gabriele Taviani e Francesco Varuzza consente di ottenere competenze specifiche sugli elementi strategici dell’eCommerce, dalla piattaforma da utilizzare, i possibili modelli di business, le tecniche di analisi anche competitiva, gli aspetti gestionali ed in generale tutte quelle attività che occorrono ad un professionista della vendita online di essere in sintonia col proprio mercato.

Inoltre, per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze, riceverai 5 ore di formazione aggiuntive grazie alla Bonus TrackL’ecosistema del Performance Marketing con Gianpaolo Lorusso“.

Il Corso Online consta di 12 ore di didattica online più 5 ore complementari: puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web ad un’aula virtuale ed interagendo dal vivo con la classe.

eCommerce LAB in Aula [Milano | 12 e 13 Febbraio 2016]

A complemento del Corso Online, l’eCommerce LAB in Aula (Milano | 12 e 13 Febbraio) con Roberto Fumarola, Francesco Varuzza e Daniele Vietri guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online.

L’obiettivo del Lab è rendere i partecipanti autonomi nella gestione professionale, efficace ed efficiente di un eCommerce grazie all’apprendimento delle migliori tecniche di gestione di una piattaforma di vendita online. Anche il Lab infatti ruota intorno a tre macro-aree: la scelta delle piattaforme, l’analisi dei diversi marketplace e la gestione di campagne di eCommerce Marketing.

Quali sono gli argomenti del corso e i rispettivi docenti?

Il mercato, le strategie e gli strumenti dell’eCommerce con Roberto Fumarola

  • Come orientarsi tra Magento, Prestashop e le altre piattaforme disponibili?
  • Come adeguarmi ai trend di acquisto via mobile?
  • Come si progetta una strategia Omnichannel?

Customer care, social commerce & marketplace con Francesco Varuzza

  • Quali sono le specificità dei Marketplace internazionali?
  • Come si gestisce il Customer Care di un eCommerce?

eCommerce Marketing con Gabriele Taviani

  • Come si gestiscono le campagne di marketing per una piattaforma eCommerce?
  • Come si monitorano e si tracciano le conversioni?
  • Come sfruttare Facebook per aumentare le vendite?

eCommerce Marketing con Daniele Vietri

  • Pianificazione commerciale: definire tipologia e calendario delle offerte, partendo dalle motivazioni all’acquisto.
  • Pianificazione pubblicitaria: allocare un budget definendo il marketing mix dei canali di conversione più appropriati.
  • Lead generation, flussi persuasivi e conversione: stabilire le modalità per la raccolta dei prospect ed il funnel di conversione tramite diagramma di flusso.
  • Performance ed Ottimizzazione: misurare una piattaforma eCommerce, verificandone i KPI principali e proponendo attività per migliorarli.

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?

✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on demand
✔ Test e Certificato di partecipazione
✔ Job Placement e Career Consultant a tua disposizione

Corso Online in eCommerce Management
249€

Corso Online in eCommerce Management + eCommerce Lab (posti limitati)
549€ fino al 27 gennaio
799€ dal 28 gennaio

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! ?

Knowledge for change.
Be Ninja!

E tu per che cosa vorresti essere ricordato? L'ultima campagna di Save The Children firmata da Publicis Italia

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L’ultima cosa che fai è la prima per cui sarai ricordato. Una frase semplice. Incisiva. Emozionante. Save the Children coglie nel segno stavolta. Il video virale e la campagna #vorreiesserericordatoper sono frutto dell’estro creativo e della bravura di Simone di Laus e Giovanni Greco di Publicis Italia che, candidandosi alla sezione italiana del concorso “I Giovani Leoni di Cannes 2015” sono arrivati al secondo posto.

Online dal 2 novembre, il protagonista del video è Marco Ferrari e cosa utilizzare per ripercorrere tutta la sua vita in maniera temporale? Si parte dalla pagina di un profilo Facebook per presentare l’infanzia, il fidanzamento, il matrimonio, la nascita di Andrea, la morte di Marco con un post dello stesso Andrea: “Ci mancherai papà”. Come terminare? L’ultima immagine presenta un villaggio di bambini che corrono sorridenti ed un operatore del campo che dichiara: “Tutto questo è stato possibile grazie a te”.

LEGGI ANCHE: Cannes Lions 2015: i vincitori dei Gran Prix

Scrivere le proprie volontà testamentarie significa lasciare agli altri un ricordo di sé e per che cosa vuoi essere ricordato se non per il bene che hai fatto? Decine di migliaia di bambini potranno usufruire del sostegno economico per progetti di educazione e nutrizione nelle aree più disagiate dell’Africa.

Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione Save the Children, spiega:

“Il video racconta in modo fresco, emozionante e innovativo una tematica delicata e ancora poco approfondita, che è quella del lascito testamentari. […] Emerge forte il valore della famiglia e il senso della vita che si tramanda di padre in figlio. Il lascito testamentario è questo: un passaggio di amore e generosità da un individuo ad altri, con benefici per chi lo compie, il cui valore sopravvivrà alla sua morte, e per chi lo riceve: decine di migliaia di bambini che grazie a questo gesto vedranno migliorare le loro condizioni di vita”.

LEGGI ANCHE: One second a day, la versione shock di Save The Children [VIDEO]

 

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Senza dubbio, la campagna sfrutta il potenziale dei Social Network e la rilevante importanza che hanno assunto nella nostra vita per trasmettere un messaggio dall’alto valore simbolico. Il video, infatti, è stato preceduto da una campagna teaser su Facebook con tanto di post ad hoc e hashtag personalizzati. Al popolo del web è stato chiesto: “Per che cosa vuoi essere ricordato?”. La risposta più esilarante: #vorreiesserericordatoper…. la mia torta d’arancia.

 

Credits

Agenzia: Publicis Italia

Direttori Creativi Esecutivi:Bruno Bertelli e Cristiana Boccassini

Art Director: Simone Di Laus e Giovanni Greco

Copywriter: Enrico Pasquino

Account Executive: Maria Elena Gaglianese

Motion Graphic: Ditroit

Musica: Guido Smider

Pandora acquisisce Rdio per 75 milioni di dollari

Pandora ha annunciato l’imminente acquisizione delle attività chiave di Rdio, uno dei suoi primi competitor, per 75 milioni di dollari.

Con questa mossa Pandora intende acquisire la tecnologia riguardante il servizio di streaming musicale per aggiungerla al proprio portfolio di servizi, addizionando alla propria offerta anche una vera e propria funzionalità dedicata allo streaming di brani musicali on demand (come già avviene su Spotify o Apple Music).

Oltre ad acquisire la tecnologia e la proprietà intellettuale da Rdio, a molti membri del team di Rdio saranno offerti ruoli in Pandora.

Infatti, secondo l’accordo, Pandora acquisirà anche buona parte del team di sviluppo di Rdio, mentre l’azienda, ormai sull’orlo del fallimento, procederà a dichiarare bancarotta e cesserà il proprio servizio una volta che la transazione sarà completa.

Il CEO di Pandora, Brian McAndrews, ha fatto capire che la sua società ha acquistato la tecnologia e la proprietà intellettuale da Rdio in modo che possa competere con aziende del calibro di Spotify e Apple Music nel settore dello streaming musicale on demand.

Pandora acquisisce Rdio per 75 milioni di dollari [BREAKING NEWS]

Pandora acquisisce Rdio per 75 milioni di dollari [BREAKING NEWS]

Pandora ha annunciato l’imminente acquisizione delle attività chiave di Rdio, uno dei suoi primi competitor, per 75 milioni di dollari.

Con questa mossa Pandora intende acquisire la tecnologia riguardante il servizio di streaming musicale per aggiungerla al proprio portfolio di servizi, addizionando alla propria offerta anche una vera e propria funzionalità dedicata allo streaming di brani musicali on demand (come già avviene su Spotify o Apple Music).

Oltre ad acquisire la tecnologia e la proprietà intellettuale da Rdio, a molti membri del team di Rdio saranno offerti ruoli in Pandora.

Infatti, secondo l’accordo, Pandora acquisirà anche buona parte del team di sviluppo di Rdio, mentre l’azienda, ormai sull’orlo del fallimento, procederà a dichiarare bancarotta e cesserà il proprio servizio una volta che la transazione sarà completa.

Il CEO di Pandora, Brian McAndrews, ha fatto capire che la sua società ha acquistato la tecnologia e la proprietà intellettuale da Rdio in modo che possa competere con aziende del calibro di Spotify e Apple Music nel settore dello streaming musicale on demand.

Amore, tecnologia e conoscenza scientifica contro l’ictus perinatale. L’esperienza Fightthestroke

La storia di Mario come esempio di filosofia di vita

Roberto D’Angelo, Francesca Fedeli e Mario

Non bisogna mai fissarsi su una presunta verità definitiva ma aggiornare continuamente il proprio punto di vista, così diceva il filologo Friedrich Nietzsche e così, oggi, ci ricordano Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo, rispettivamente mamma e papà di Mario, un bambino vittima di ictus perinatale, che la nostra Adele Savarese ha precedentemente ospitato su Ninja Marketing.

La storia di Mario è interessante perché ci fornisce un utile lezione di filosofia di vita, infatti la loro storia è senza ombra di dubbio una creativa pulsione infinita di rinnovamento, di lotta contro la paura, la rassegnazione e contro tutti quegli stati emotivi, che spingono l’uomo alla passività e che i quali vengono alla ribalta in presenza di un forte shock. Tutti i risultati da loro ottenuti sono il frutto di un atteggiamento di accettazione attiva e non di un rifiuto netto della realtà.

Sono passati ben due anni dall’ultima intervista per Ninja Marketing e rieccoci qui assieme a Francesca, Roberto e Mario a fare il punto della situazione.

Via via che passava il tempo l’attenzione su Mario cresceva e molti media hanno dato visibilità alla sua storia. Quanto avete appreso di nuovo dall’ultima nostra intervista?

Ogni giorno il nostro lavoro ci mette a contatto con storie e stimoli nuovi, che ci portano energie e idee, in un processo fluido e continuo di co-creazione. In questi ultimi due anni abbiamo lavorato intensamente per continuare a fare divulgazione su Fightthestroke e sulla causa dei piccoli sopravvissuti all’ictus impegnandoci su diversi fronti: dal libro Lotta e Sorridi rivolto principalmente alla comunità dei pazienti e delle loro famiglie, alla presenza a una serie di appuntamenti di rilievo tra cui il recente World Business Forum di Milano, un’opportunità enorme per parlare del nostro progetto MirrorAble ad una platea di imprenditori e innovatori.

Mirrorable è il progetto più concreto sviluppato ad oggi, una piattaforma interattiva che consente un modello unico di terapia riabilitativa a domicilio, appositamente studiato per rispondere alle esigenze dei bambini che hanno subito danni cerebrali in una fase molto precoce della loro vita, con impatti a livello motorio. Una piattaforma che potenzia il meccanismo della Action Observation Therapy, e per cui siamo ora alla ricerca di nuovi investitori.

Oltre ad essere lo specchio di Mario, lo siete anche per tante famiglie che condividono la tragica realtà dell’ictus perinatale. Percepite questo ulteriore “specchio-responsabilità” come un peso o come una spinta a continuare il lavoro di divulgazione?

È uno stimolo e una responsabilità al tempo stesso, che continuiamo a vivere da genitori e non da specialisti sanitari. Quello che era importante e che abbiamo sperimentato direttamente sulla nostra pelle era creare una rete che desse la possibilità alle famiglie in cerca di confronto, risposte e esperienze di entrare facilmente in contatto. Questa rete non c’era e l’abbiamo creata in modo molto semplice, attraverso un gruppo chiuso su Facebook, che abbiamo capito essere la piattaforma più immediata e adatta per l’ascolto e lo sviluppo di soluzioni studiate intorno al paziente.

Il movimento Fightthestroke rappresenta uno strumento di informazione e comunicazione per tutti quei genitori che vivono la vostra stessa condizione: qual è il prossimo passo per questa comunità?

Il nostro obiettivo a breve è quello di rendere disponibili degli strumenti concreti, che al momento non esistono. La piattaforma MirrorAble rientra in questi progetti. Siamo inoltre impegnati nell’identificazione e nello sviluppo di oggetti della quotidianità che possano essere di supporto pratico alla riabilitazione dei piccoli pazienti emiplegici.

Ma lavoriamo anche su altri fronti: supportando la ricerca sulla salute materna, studiando nuovi sistemi per la diagnosi precoce, promuovendo un registro nazionale dei piccoli pazienti colpiti da ictus e un protocollo d’azione che sia tarato sui loro bisogni e non sulla declinazione rispetto ai pazienti adulti.

La storia di Mario come esempio di filosofia di vita

Roberto D’Angelo, Francesca Fedeli e Mario

Il prossimo evento da voi organizzato è il Call4Brain, il 20 novembre a Milano. Su cosa verterà?

Si parlerà di scienza, medicina e innovazione mettendo insieme in modo trasversale e democratico scienziati, innovatori e persone comuni che vogliono dare il proprio contributo. Il programma della giornata prevede la visione in leggera differita dei talk del TEDMED che si terrà dal 18 novembre a Palm Springs, in California, seguiti da momenti di open discussion con un panel di curatori scientifici italiani. Nel pomeriggio, oltre ai Talk, avremo tre interessanti workshop paralleli su tematiche che ci stanno a cuore:

Sport e movimento per non arrivare a curare: Svilupperà le tematiche del movimento utile nell’outdoor e del movimento sicuro in contesti di lavoro. Sarà moderato da Massimo Randone, Architetto, in collaborazione con Vibram e Fondazione Vodafone.

Il Manifesto della buona sanità: Metterà a fuoco i dieci problemi della sanità oggi e svilupperà proposte per la loro soluzione. Sarà moderato da Marco Rosetti, partner e co-fondatore della società di consulenza Cesim, in collaborazione con Fond, Filarete, Cisco e I-consulting.

Designability per piccoli pazienti: Gli oggetti della vita quotidiana per la riabilitazione di piccoli pazienti emiplegici. Ciascuno dei 5 gruppi di lavoro sarà focalizzato su una specifica fascia di età, per sviluppare proposte che coprano le diverse esigenze, dall’infanzia fino ai 18 anni. Sarà moderato da Chiara Diana, Direttore creativo di Frog, in collaborazione con Samsung e Doxa.

La storia di Mario come esempio di filosofia di vita

Francesca D’Angelo, TED University Session 2 at TEDGlobal 2013 in Edinburgh, Scotland. June 12-15, 2013. Photo: Ryan Lash

Come si inserisce nelle nostre attività il vostro ruolo di ambassador per TEDMED?

In passato siamo stati tra i pochi speaker italiani del TED e da lì è iniziato un percorso che ci ha portato ad integrarci anche con la community dei TEDx organizers italiani, in un flusso continuo di idee che vale la pena condividere anche a livello locale, e non solo internazionale. Essere nella comunità di TEDMED per il secondo anno ci consente di essere parte di un osservatorio privilegiato e ricco di stimoli sulla medicina, sull’innovazione, sulla scienza e sul cambiamento in generale. Oltre a darci la possibilità di promuovere una rivoluzione della medicina dal basso, come vuole essere Call4Brain.

Ringraziamo Francesca, Roberto e soprattutto Mario per aver condiviso con noi la loro storia, le loro speranze e le loro prospettive future, nonché la loro innegabile forza di volontà e voglia di vita. Chiudiamo l’intervista con i sentiti auguri a Francesca Fedeli per la sua recente nomination come prima Ashoka Fellow italiana (Ashoka è una rete mondiale che seleziona nei vari Paesi i migliori imprenditori sociali) ed un particolare saluto a Mario. A presto.

DS Writer, il tool per i manager al volante

DS Writer, il tool per i manager al volante

La scrittura è una delle piccole rivoluzioni che hanno cambiato l’umanità. Prima di Internet e degli smartphone, poter comunicare nello spazio e nel tempo è stato uno dei primi passi del progresso. Tramandare attraverso la pietra, il papiro e la pergamena le conoscenze acquisite ha permesso di poter progredire tecnologicamente senza dover ricominciare dalla scoperta della ruota.

Dal foglio all’iPhone, gli appunti dei più grandi imprenditori

DS Writer, il tool per i manager al volante

Molto prima di Zuckerberg e di Steve Jobs, un altro grande startupper ha lasciato il suo segno nella storia grazie ad appunti e disegni.  Immagini che perdita per il mondo se il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci non fosse mai esistito?

Ma la scrittura, al di là del nobile compito della letteratura o del progresso, ha sempre avuto anche scopi più funzionali: tra i primi documenti in lingua italiana, ad esempio, ci sono atti notarili e chi utilizzava più spesso il foglio scritto per le proprie attività erano proprio i mercanti, tanto da dare il proprio nome ad una delle prime font moderne, quella che in paleografia è nota come mercantesca.

Imprenditori, startupper, o manager ante litteram, che utilizzavano fogli e foglietti per annotare i propri appunti in qualsiasi momento della giornata, con l’unico scopo di lasciare traccia e ricordare.

LEGGI ANCHE: Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

Anche oggi, che la tecnologia ci accompagna in ogni istante, scrivere, anche solo attraverso un appunto vocale, serve a lasciare traccia di tutto quello che proprio non possiamo dimenticare. L’appuntamento delle 9.00, la riunione delle 14.00, il libro da comprare, il film da vedere al cinema, le direttive da dare a dipendenti e collaboratori per quel progetto.

Scrivere, comunicare, creare

DS Writer, il tool per i manager al volante

Insomma, scrivere e lasciare traccia dei nostri pensieri è ancora uno dei modi per applicare il criterio dell’efficienza alla vita e, specie per i manager, è un’utile abitudine per comunicare rapidamente agli altri decisioni o idee nate nei momenti più impensabili, magari in treno o al volante. Perché per essere un ottimo manager è essenziale un po’ di creatività, e il viaggio è una delle attività che stimola maggiormente il flusso libero e continuo di pensieri, in grado di sbloccare le nostre capacità decisionali e creative.

Ti è mai capitato, semplicemente guardando la strada, durante il tragitto dal lavoro a casa, di avere una specie di illuminazione? L’idea che cercavi da giorni, proprio lì davanti ai tuoi occhi, all’improvviso e senza un motivo spiegabile razionalmente.

Ecco il momento di prendere appunti, ma non hai una penna e un pezzo di carta a portata di mano. E poi sei quasi arrivato a casa e non puoi distrarti dalla guida per attivare l’app sullo smartphone.

DS Writer, quando l’idea nasce al volante

DS Writer, il tool per i manager al volante

Dopo la presentazione al Salone di Francoforte, Nuova DS4 e DS4 Crossback hanno debuttato con una campagna online che prende spunto proprio da questa esigenza innata dell’uomo alla guida.

Il protagonista è lo scrittore Joël Dicker, testimonial e ambasciatore del Marchio DS e autore del best-seller La verità sul caso Harry Quebert.

La web serie, lo strumento di advertising più in voga del momento, diventa un vero e proprio thriller.

Cinque episodi per raccontare la storia dello scrittore che, per superare l’horror vacui della pagina bianca, decide di cercare l’ispirazione al volante della sua auto. Un viaggio che inizia a Parigi, e continua nella Foresta Nera, in Germania. Nel corso degli episodi, il processo creativo seguito dall’autore per scrivere la sua prossima storia prende forma e si trasforma in una serie di immagini.

Nel corso di questo lungo viaggio lo scrittore utilizza le innovazioni tecnologiche dell’auto, come la funzione Apple CarPlayTM che gli permette di prendere appunti sulle nuove idee in totale sicurezza, continuando a guidare.

Il sistema di Cupertino porta i comandi e le funzioni principali di iOS sulle quattro ruote, con una tecnologia che diventerà presto non solo un optional di tendenza, ma una vera necessità per chi per lavoro si sposta frequentemente in auto.

Tornando al “romanzo-web” in capitoli della DS, ogni episodio potrà anche essere letto on line, in base alla diffusione degli episodi della web serie, mentre la versione stampata sarà riservata ai primi clienti delle nuove arrivate in casa DS.

Ceres: le migliori iniziative su Facebook

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Fra le brand page italiane migliori che si possono trovare oggi in Italia, non si può non citare quella di Ceres.
Irriverenti, spiritosi, politicamente scorretti, ma consapevoli delle regole, sempre sul pezzo e pronti a pubblicare il contenuto migliore al momento giusto: Ceres è gestito da un team che sa far bene il proprio lavoro. Sono i ragazzi di BCube, che abbiamo già avuto modo di ospitare su Ninja Marketing con una bella intervista, e che tornano ospiti alla Ninja Academy il prossimo 25 novembre per un Ninja Talk gratuito, cui potrete partecipare iscrivendovi qui.

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LEGGI ANCHE: A lezione di Instant Advertising col Social Media Team di Ceres: partecipa al Ninja Talk gratuito

Per rinfrescarci le idee (che quando si parla di birra diventa un po’ un obbligo) del perché siano considerati fra i migliori social media manager d’Italia, abbiamo provato a selezionare sei fra i più bei post pubblicati sulla brand page di Ceres.
Scopriteli insieme a noi (ovviamente con una Ceres in mano).

Hooligans a Roma

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Lo scorso febbraio alcuni ultras olandesi sostenitori della squadra del Feyenoord arrivano nella capitale per una partita contro la squadra della Roma. Ubriachi, devastano alcuni monumenti del centro, lasciando dietro il proprio passaggio rifiuti e danni per migliaia di euro.
Indignazione da parte di tutti: anche di Ceres, che invita i tifosi ospiti a venire nel nostro paese solo se in grado di bere responsabilmente. Un bel messaggio, in tutti i sensi, che raccoglie i consensi di tutti e scatena sulla fan page di Social Media Epic Fails uno dei dialoghi fra brand più divertenti e surreali che si ricordino.

Assoluzione improvvisa

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Silvio Berlusconi non è punibile per i reati di concussione e prostituzione minorile, secondo la Cassazione. Il Ruby-Gate si chiude con un’assoluzione per l’ex Presidente del Consiglio: per i giudici non poteva conoscere la minore età di Karima El Maroug e non fece pressioni illegali alla questura di Milano quando telefonò, nel cuore della notte, per far rilasciare la giovane ragazza marocchina.
Incredulità da parte dell’opinione pubblica per un giudizio che sembrava scontato: anche per Ceres, che tanto per cambiare intercetta alla perfezione il sentiment dei suoi fans e lo concretizza con una battuta tagliente. Il resto è storia (e un po’ di complimenti, sempre su Social Media Epic Fails).

Expo chi?

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L’Expo è stato un grande successo, eppure poco prima della partenza dell’Esposizione Universale sembrava che i lavori andati – fino a quel momento – a rilento avrebbero influenzato negativamente il giudizio sull’iniziativa.
Finiremo entro l’inaugurazione” promettevano i responsabili: così, il primo aprile, Ceres pensa di ripetere il mantra dell’apertura, andando però a ringraziare con una birra offerta gli operai impiegati nella realizzazione dei vari padiglioni. Il post e in generale la campagna vennero accolti con interesse e anche qualche critica (indovinate dove, ad esempio? Sì, sempre su Social Media Epic Fails). Certamente, meglio rispetto all’iniziativa del 2014 con la Ceres analcolica al sapore di fragola.

Elezioni regionali? No, grazie.

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Alessandra Moretti, candidata alle elezioni regionali come presidente del Veneto, perde incredibilmente la competizione elettorale in casa. Lungi da noi fare valutazioni politiche, Ceres interviene a modo suo, questa volta canzonando il concorrente di sempre, omonimo della candidata democratica. La Moretti non sappiamo se abbia riso alla battuta… E no, non stiamo parlando di Alessandra.
Certamente, il post piacque parecchio e denotò come non ci fosse paura nel team social di Ceres a toccare temi anche meno “leggeri”, in caso ci fosse spazio per catturare un po’ d’attenzione dell’audience. Niente male, anche in questo caso.

Cinguettate per noi – by Ceres

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Il lancio del profilo Ceres su Twitter fu rumoroso, un po’ come quello dell’app mobile di Taco Bell quando vennero spenti tutti i social per spingere gli utenti ad andare nei vari app store.
Invece che il silenzio, però, Ceres scelse di entrare con un’iniziativa particolare: tanti account a nome Ceres tutti assieme, che cinguettavano senza paura – lasciando di stucco i lettori.
Una ricerca confusa, che però poteva portare l’utente a diventare l’autore del primo tweet di quello “vero”.
Su Facebook la cosa fu pubblicizzata con un certo interesse: i risultati, as usual, furono estremamente interessanti.

Gianni, facciamoci una risata

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“Anche Ceres ha un social media manager”, scrivevano i bravi ragazzi di BCube a Gianni Morandi. Noi intanto li avevamo considerati come alcuni fra i papabili #SMM misteriosi del vate di Facebook.

LEGGI ANCHE: Il Social Media Manager di Gianni Morandi? Ecco 5 indiziati (se esiste)

In ogni caso, un commento sul “Morandi Gate” Ceres lo ha fatto: e come al solito, è stato un gran commento!

La giusta strategia digital? Il caso Dell e le soluzioni di Oracle

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Definire bene il target e aumentare il numero di lead. Alzi la mano chi non sogna la perfetta campagna di digital marketing! Eppure come racconta Kevin Akeroyd, General Manager Oracle Marketing Cloud, in un’intervista ad AdWeek, i big data da soli non risolvono tutti i problemi, anzi possono crearne di altri.

Come si può mettere in piedi una giusta strategia digital? Ecco cosa ha fatto Dell scegliendo la Oracle Data Management Platform BlueKai.

Il successo digital di Dell

Albert-Einstein

Albert Einstein sosteneva che avendo a disposizione un’ora per risolvere un problema, si trascorrono 55′ a pensare al problema e solo 5′ alla sua soluzione. Dedicare più dell’8% del tempo a districare il problema è stata la giusta scelta di Dell. Il team marketing dell’azienda, leader nel settore informatico, notando un’aumento della segmentazione del mercato e una continua guerra di prezzi tra competitor per ampliare la customer base ha deciso di investire nella definizione del proprio target di pubblico online per migliorare il ROMI (Return on marketing investment).

La soluzione individuata è stata una campagna cross-channel con l’uso di Oracle Data Management Platform BlueKai. In seguito ad un’analisi approfondita sui dati di acquisto passati e del comportamento online dei clienti più fedeli, Dell ha creato un modello di look-like per creare un nuovo target audience che esibisse gli stessi comportamenti dei clienti loyal, che va oltre le classiche demografiche usate nell’online adv. Ciò ha portato a ottimi risultati in due mesi di campagna: un ritorno del 1.000% dell’investimento pubblicitario e l’aumento del 15% dei click. Con questa analisi sofisticata Dell si è assicurata che il giusto messaggio di marketing fosse indirizzato al giusto cliente ed ora il team ha la possibilità di generare analisi specifiche per le campagne.

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Il trucco quindi per riuscire nel digital marketing è concentrarsi sui dati giusti, i big data, cioè sulle informazioni più interessanti acquisite dai canali giusti al momento giusto, proprio come ha fatto Dell. Se volete scoprire le esperienze di successo delle aziende italiane che come illycaffè, Mediaset e Borbonese hanno scelto le soluzioni Oracle Marketing Cloud questo giovedì 19 novembre non mancate all’Oracle Cloud Day di Milano.

E non dimenticate, cari Guerrieri, è fondamentale concentrarsi sulla soluzione del problema e non sul problema: Einstein era una ninja! 😆

 

NinjaUsa2016: la guerra al terrorismo torna nell'agenda. Chi vince e chi perde

Il dibattito tra Hillary e Sanders il focus si è concentrato su guerra al terrorismo ed economia.

Come stanno i candidati in corsa per USA 2016? Dopo un inizio folgorante dove Donald Trump avrebbe, a detta di molti, “trumped” (ovvero asfaltato, alla sua maniera) gli sfidanti, le cose si stanno riportando in equilibrio.
Dopo i recenti fatti di Parigi le issue appuntate sull’agenda della corsa presidenziale 2016, stanno virando verso il tema della sicurezza. Un argomento che, fino ad oggi, era stato declinato per lo più nel senso di sicurezza delle frontiere interne.

Quella della “war on terror” è una issue dalla vita molto difficile negli USA: da protagonista assoluta della vittoria di George W. Bush nel 2004 (insieme ai valori tradizionali), venne accantonata in fretta e furia nella campagna post-crisi di Obama 2008. Fino al 2012 il focus era rimasto sempre sull’economia: dall’healthcare fino all’emergenza-lavoro, dal gas price all’immigrazione. In testa, la disaffezione alla politica, un fenomeno che non è prerogativa del vecchio continente ma che è sentito in maniera viscerale anche oltreoceano, dove sta alimentando da una parte il fenomeno-Trump, dall’altra l’exploit di Bernie Sanders.

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Le issue più calde della campagna USA 2016, secondo GULLOP.

 

Nel #DemDebate monopolizzato dall’economia si fa largo il tema del terrorismo

A seguito dell’inquietante espansione dello Stato Islamico, all’interno del territorio di Iraq e Siria, e degli attentati nel cuore della Francia, la “War on terror” si riaffaccia solo adesso nell’agenda, riportando la politica intenzionale al centro del dibattito. I candidati democratici hanno colto la palla al balzo: il #DemDebate ha dato loro l’occasione per snocciolare in tempo reale le proprie proposte sul tema.

Le issue più rammentate durante il #DemDebate

Le issue più rammentate durante il #DemDebate

La social-sfida al terrore dei candidati GOP

Più complessa la situazione in area GOP, dove i galli nel pollaio sono davvero troppi e ancora si stenta a trovare il frontrunner che riesca ad insidiare il primato di Trump. Commenta così Andrea Mancia, giornalista, opinionista ed esperto di politica americana, che abbiamo raggiunto telefonicamente:

Marco Rubio è la nuova stella nascente del GOP, l’establishment si è accorto del senatore della Florida e sta dirottando supporto (e fondi) da Jeb verso di lui. Cruz è quasi sempre comunicativamente perfetto, tuttavia non ha la ‘faccia del presidente’, ma i suoi donatori (piccoli) sono moltissimi e lo stanno trascinando. Jeb, dopo un inizio campagna in cui il suo cognome non compariva quasi mai (ndr si è preferito comunicare un semplice e amichevole “Jeb!” piuttosto che “Jeb Bush 2016”) adesso l’attenzione si sta spostando nuovamente sulla famiglia”.
Gli attentati di Parigi possono favorire la corsa del secondogenito Bush?
Sicuramente favoriscono quei candidati che da sempre hanno dimostrato di non trascurare la politica estera e la guerra al terrore. Lindsey Graham in assoluto, ma anche Rubio, Cruz e naturalmente Jeb Bush”.
E The Donald? “E’ l’unico che si può permettere di dire le cose come pensa la gente, senza filtri”. Eppure sulla sicurezza è percepito debole, come dimostra il sondaggio di Gallup:

Su quali temi è percepito più forte Donald Trump? Forte in economia, debole sulla politica internazionale.

Su quali temi è percepito più forte Donald Trump? Forte in economia, debole sulla politica internazionale.

Il tweet del magnate americano non si è fatto attendere, e ha unito il tema del Gun Control a quello del terrorismo. Il risultato non è niente male a livello comunicativo: «Non è interessante che la tragedia di Parigi sia avvenuta in uno dei posti al mondo con le leggi più severe sulle armi?».

Il politicamente corretto non porta a nulla di buono”, insiste Trump su Fox News, riuscendo ad inserire nella stessa frase “politically correct” (il vero cavallo di battaglia della sua campagna) e l’attualissima parola “war”:

trump

Notevole anche la video-risposta di Marco Rubio: il suo video è impostato come se la sua opinione fosse già quella del presidente. Seduto in una poltrona, aria grave, colori cupi, parole solenni. Tanto basta per un altro social goal del giovane senatore della Florida:

Jeb invece riporta subito la sua comunicazione al tone of voice che ha reso celebre (e vincente) suo fratello Walker. Lo scontro di civiltà non è più solo tra le righe dei suoi speech:    

Dove penderà l’agenda dopo che il tema della guerra al terrore è tornato prepotentemente nel dibattito? I media cavalcheranno quest’onda penalizzando alcuni e valorizzando altri? Da che parte penderanno i trend dei social media?

I social sono lo spazio più libero e meno influenzabile al momento. Paradossalmente è più imparziale Twitter che la CNBC! Occhio ai giornalisti dunque“, ci avverte Andrea, che è del mestiere: “Chi analizza la realtà con i filtri ideologici, spesso finisce per confondere i propri auspici con la realtà stessa”.

Storie di startup italiane al Web Summit di Dublino [EVENTO]

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Ci sono molte immagini attraverso le quali poter raccontare il Web Summit di Dublino.

Ad esempio potrei raccontare dell’emozione che si prova a guardare una clip della Pixar con chi la Pixar l’ha fondata, Ed Catmull. Potrei anche provare a spiegare a chi ha sogni da musicista come crearsi la propria “stairway to heaven” sui social con investimenti minimali. O potrei chiederti se Sean Rad di Tinder ti annovera fra l’80% degli utenti che cerca il vero amore o fra il 20% che brama “ehm.. french kiss”.

Invece no, mi concentrerò sulla domanda che ci ha rivolto David Eagleman (Baylor College of Medicine): “How do you wanna experience your future?”. Tieni a mente questa domanda mentre leggerai le storie che seguono: sono storie di startup e di italiani, storie in cui troverai tecnologia, persone e community.

Movie Box, accellerare la fantasia per amplificare i sogni

L’evoluzione dell’ebook? Imposta la tua velocità di lettura e vedrai letteralmente scorrere le parole davanti ai tuoi occhi.

Leggendo le avventure di Toro Seduto non stupirti se sentirai lo scocco di una freccia ed il sibilo del vento da questa infranta: è il potere di un algoritmo che trasforma le parole in suoni per offrire al lettore un’esperienza immersiva e plurisensoriale.

Movie Box è tutto questo e non solo, come ad esempio la possibilità per un genitore di registrare la propria voce su una fiaba in modo che il bambino la possa riascoltare in sincrono con le illustrazioni ed i testi.

Quokka, experience the city

Storie di startup italiane al web summit di Dublino

Il quokka è un tenero, sorridente e paffuto marsupiale australiano che ha dato il via al fenomeno del Quokkaselfie.

Quokka al Web Summit di Dublino era il primo geo-social network al mondo, per aiutarti ad essere nel posto giusto al momento giusto. Sì, perché su Quokka le mappe della città rivelano l’intensità di movimento (il numero di utenti attivi) all’interno delle varie arie della città, geolocalizzando tutti i suoi utenti e dandoti la possibilità di interagire con loro, anche visualizzando live i contenuti che generano (foto e video).

Con la tecnologia hi-tech real time il tuo smartphone diventa un po’ come l’occhio del grande fratello, versione global, e tu dalla regia puoi scegliere di zoommare ora qui, ora là. Segni particolari? Investitori italiani.

LEGGI ANCHE: 5 benefit che una startup può offrire ai potenziali dipendenti

Croqquer, economia a chilometro zero

Storie di startup italiane al web summit di Dublino

Croqquer è la b-corp che mette in relazione le persone che hanno un bisogno con chi ha il talento ed il tempo per soddisfare quel bisogno, nella loro stesa area di residenza.

Un esempio pratico? Non riesci proprio a decriptografare l’enigma che cela i segreti dell’assemblaggio della tua nuova cassettiera Ikea, qualche tap e potresti scoprire che nel tuo palazzo dimora un campione di rebus. E poi come ti sdebiti? Con un abbraccio ed un sorriso (pro-bono), una golosa torta al cioccolato home-made per impressionare gli ospiti (scambio di servizi) o un pagamento.

La sorpresa di Croqquer? Il 30% dei lavori avvengono pro-bono.

Ripara Auto Online, accortezza dopo il botto

Storie di startup italiane al web summit di Dublino

Incubata al Politecnico di Torino, la piattaforma si prende cura del tuo destriero danneggiato: ti basta descrivere l’entità del danno, allegare qualche foto e nel giro di 24/48h, grazie ad una capillare rete di officine distribuite sul territorio nazionale, riceverai 3 o 4 preventivi su misura, restando comodamente seduto sul tuo divano.

Buy Locally: scelgo online, acquisto offline

La app per chi vende offline e sa quanto è importante essere online, offre ricerche geolocalizzate, vetrine virtuali ed uno sconto per chi prenota il prodotto online. Un’occasione ghiotta per gli artigiani ma non solo.

Swap Party, are you ready?

Storie di startup italiane al web summit di Dublino

Quella maglia così-poco-te che ti ha regalato qualcuno, che forse in fondo mica ti conosce tanto bene, per non parlare di quella mini pochette in cui non riesci a far entrare nulla, tu che Mary Poppins non sei.

Pronti per swappare on air? Loggati all’app e swappa (o vendi) queste belle zavorre, scambiandole con qualcosa di più utile, tipo un indispensabile cappello da lappone per il freddo che verrà.

Una community che puoi incontrare agli Swap Party che essa stessa organizza, e che anche tu puoi proporre.

You Class Me, adotta uno studente

Storie di startup italiane al web summit di Dublino

Luca, 20 anni, Milano, 20 giorni dall’esame di Diritto Privato. E tu puoi aiutarlo. O sei tu Luca? Su You Class Me i bisogni degli allievi incontrano la competenza degli insegnanti, valutati dalla community.

Non solo ripetizioni, puoi prenotare lezioni di chitarra dal ragazzo che suona nella tribute della band che adori, o un corso di cucina di gruppo con la casalinga che conosce le ricette segrete della tradizione.

Che tu abbia voglia di dedicare del tempo per andare a fondo delle le tue passioni o che tu voglia mettere il tuo talento a disposizione degli altri, questa è la piattaforma giusta per te!

55 in tutto le startup che hanno rappresentato l’Italia al Web Summit di Dublino (2.100 il numero totale di startup presenti), tutte da tenere sott’occhio nei prossimi mesi per scoprire quali sorprese riserva loro il futuro.