Mario, 2 anni, e la commovente lezione di vita data ai genitori [INTERVISTA]

Nella crisi risiede l'opportunità: come due genitori hanno affrontato l'ictus perinatale avuto da loro figlio Mario.

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

Francesca Fedeli, Head of Brand, Social Media & CSR @Ing Direct Italy, è la mamma. Roberto D’Angelo, Office 365 Lead in Microsoft Italy, il papà. Pensavano che il loro bambino Mario fosse sano, finché 10 giorni dopo la nascita non hanno scoperto che aveva avuto un ictus perinatale. Con Mario incapace di controllare la parte sinistra del suo corpo, si sono trovati alle prese con domande difficili: sarebbe stato “normale”? Avrebbe potuto vivere una vita piena?

Due brillanti personalità che hanno condiviso la loro storia familiare in un TED Talk visto ormai in tutto il mondo. Vi consigliamo di vederlo, prima di leggere l’intervista che Francesca ci ha gentilmente concesso. Per supportare la loro causa, si può visitare la pagina Familydan.org #fightthestroke.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=GhpFTQfiqCs’]

La vostra storia mi ha subito fatto pensare al saggio “Welcome to Holland” di Emily Kingsley, che paragona la nascita di un figlio con bisogni speciali ad un viaggio prenotato per l’Italia con un aereo che atterra invece in Olanda. E sottolinea l’importanza quindi di distogliere gli occhi dall’Italia ed imparare a vedere mulini, tulipani, quadri di Rembrandt e tutte le cose belle che l’Olanda possiede. Cosa puoi raccontarci del viaggio emotivo intrapreso subito dopo la nascita di Mario?

Pensiamo che l’esempio di ‘Welcome to Holland’ sia molto vicino all’esperienza dei primi giorni della nascita: ci si prepara, si fanno dei sogni e poi un giorno ci si rende conto di essere impreparati, di non avere nemmeno ben chiaro dove si sia arrivati. All’inizio si è confusi, preoccupati, insicuri, spaventati ma il vero cambio di paradigma per noi è stato il realizzare che non era in gioco solo il nostro mondo: come aiutare, e in fretta, questa nuova creatura, che non aveva ancora nemmeno gli strumenti per capire che era finito in Olanda?

Nel nostro caso è stato lo stesso Mario ad aiutarci a capire, a cambiare prospettiva, a concentrarci prima sui punti di forza piuttosto che sui problemi, sul gioco e sulla gioia di vivere prima che sugli esercizi e sulla riabilitazione. La vera sfida sarà ora trasformare i punti di forza in punti di eccellenza. Familydan.org e #fightthestroke vogliono essere l’hub di condivisione di esperienze per far evolvere il nostro progetto.

La vostra storia è un universale messaggio di amore, unità e determinazione. Cosa consigliereste alle persone che non riescono a trovare queste tre componenti nella loro vita?

La partecipazione ‘familiare’ al Ted è stata un pò una sequenza di eventi fortuiti ma alla fine ha rappresentato una delle esperienze più arricchenti della nostra vita…ad oggi 😉 lavorare insieme ad una presentazione personale così carica di emozioni ed essere accolti da una platea di persone con i nostri stessi interessi, vedere Mario non spaventarsi ma con lo sguardo carico di gioia sul palco. Anche questa per noi è stata una sessione impagabile di terapia.

‘Considerare quello che hai come un regalo e quello che ti manca come un’opportunità’: questo è l’insegnamento che abbiamo tratto dalla nostra esperienza e l’approccio che abbiamo adottato, ora ci auguriamo che possa essere di spunto per altri.

I figli sono sempre fonte di sorprese e di differenze rispetto ai genitori. Cosa vi ha insegnato Mario? Cosa è cambiato per voi e cosa vi aspettate che cambierà nel futuro?

Pensiamo che non ci siano ingredienti segreti, sono sotto gli occhi di tutti. A noi Mario ha insegnato a guardarci allo specchio, a partire dai punti di forza e a svilupparli. Perchè voler aggiustare qualcosa di rotto se l’insieme funziona meglio del singolo componente? Così facendo abbiamo riconquistato la fiducia necessaria ad affrontare le sfide più grandi. E’ da qui che vogliamo ripartire, dal condividere un’esperienza per noi di valore e dal raccogliere feedback di altre famiglie. Crediamo davvero che l’intelligenza collettiva possa aiutarci ad individuare ancora nuove soluzioni.

Scritto da

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

Nasce a Los Angeles nel 1984, stessa annata dello spot "1984". Va a vivere ad Huntington Beach, detta Surf City USA, ed ogni venerdì va a Disneyland. Si trasferisce a Napoli a 5 ... continua

Condividi questo articolo


Segui Aiko su Twitter .

Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it