Digital Health Storymap, l’assistenza sanitaria a portata di clic

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Uno dei campi in cui tecnologia e innovazione stanno già esprimendo il massimo potenziale del digitale è quello della salute. Con lo scopo di consentire la ricerca e la visualizzazione interattiva delle principali startup di ambito sanitario presenti a livello globale, nasce Digital Health Storymap, un progetto congiunto di XLHealth e Healthware International.

Con la rapida nascita di nuove startup di assistenza sanitaria e con la conseguente crescita degli strumenti di supporto digitali per la salute, per gli utenti può essere difficile trovare il miglior strumento per le proprie esigenze. Riconoscendo questa confusione nell’individuazione di app e servizi di digital health, Healthware Interntional e XLHealth hanno collaborato alla creazione di una soluzione semplice ed intuitiva che rende la navigazione tra queste nuove possibilità più semplice.

Digital Health e startup: la difficoltà di scegliere e restare aggiornati

Digital Health Storymap, l'assistenza sanitaria a portata di clic

L’obiettivo della piattaforma è quello di fornire agli utenti un servizio di supporto per trovare, visualizzare e ricevere supporto nella scelta delle migliori soluzioni di digital health, con al centro l’utente.

Attraverso diverse mappe per la visualizzazione, infatti, è possibile trovare e scegliere le app e i servizi più adatti per le proprie esigenze, selezionabili nelle categorie paziente-medico, controllo, terapia, prevenzione, benessere e diagnosi.

Sono le diverse possibilità di ricerca a rendere semplice la consultazione: se ho problemi cardiocircolatori, ad esempio, selezionerò il cuore dalla body map del sito. Automaticamente riceverò tutti i risultati di startup che si occupano del mio specifico problema.

Digital Health Storymap supporta utenti e stakeholder nell’aggiornamento con una panoramica in tempo reale delle novità nell’ecosistema startup della sanità digitale.

Con una combinazione di dati in tempo reale, contenuti e visualizzazione per categoria, sarà possibile avere sempre una visione d’insieme e aggiornata, per promuovere ulteriormente la comprensione delle cure sanitarie attraverso esperienze coinvolgenti.

XLHealth e Health International, insieme per aiutare i pazienti digitali

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Digital Health Storymap è un progetto che nasce dalla collaborazione di XLHealth, Venture Capital con sede a Berlino, specializzato in startup dell’health, e da Healthware International, agenzia di comunicazione sanitaria che unisce servizi innovazione e tecnologia con la capacità di produrre valore per gli stakeholder sanitari esistenti ed emergenti.

XHealth investe nella fase iniziale e in quella di crescita delle aziende del settore sanitraio che vogliano applicare soluzioni tecnologiche intelligenti al miglioramento della salute umana. Oltre ad offrire il capitale, XLHealth fornisce un accesso strategico a software e servizi per circa 400.000 tra medici generici, farmacisti e cliniche in Europa, con un portfolio che comprende realtà europee innovative come mySugr, NeuroNation e MeeDoc.

LEGGI ANCHE: Con Razorfish e Stamplay Mobile Health per la connected generation [INTERVISTA]

Healthware International, fondata circa 20 anni fa in Italia e già parte di Publicis Groupe, oggi è una società globale indipendente, classificata tra le prime 100 agenzie in tutto il mondo, con sedi a Londra, Milano, New York, Roma e Salerno.

Per conoscere i dettagli di questa interessantissima novità per le startup del digital health, ecco il video di presentazione della piattaforma, in anteprima alla conferenza Digital Health Days di Stoccolma.

Advertising Week 2015: i trend e le novità dai marketer

Advertising Week: discussione, confronto e molto altro ancora

La settimana più importante per professionisti del settore marketing e del settore pubblicitario, si è svolta a New York dal 28 settembre al 2 ottobre. L’ Advertising Week è un evento ormai consolidato, giunto, infatti, alla dodicesima edizione e che ispira tutto il settore pubblicitario.

In questi 5 giorni si sono tenuti più di 290 eventi, tra cui oltre 245 seminari e workshop,  con infinite opportunità di imparare dai migliori. Argomenti di discussione: pubblicità, marketing, branding e tecnologia.

Una settimana caratterizzata dalla presenza dei migliori e più brillanti leader del settore, visionari creativi ed influencer. Per tutti i partecipanti, l’Advertising Week, è un’esperienza coinvolgente ed emozionante, una sorta di ispirazione per il futuro.

Ecco alcuni dei temi, più interessanti, affrontati:
Advertising Week: discussione, confronto e molto altro ancora
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Ad Blocking

Senza alcun dubbio uno dei temi più caldi tra i relatori dell’Advertising Week. L’ Ad blocking non è in grado di aiutare il marketing, ma Tim Armstrong, CEO di AOL, ha affermato che il settore deve affrontare questa sfida nel modo giusto.

Tutti stanno spendendo il loro tempo a parlare di Ad Blocking, ma in realtà si dovrebbe utilizzare questo tempo, per capire perché i consumatori sentono il bisogno di bloccare questi annunci.

Un tema molto attuale, affrontato anche dal nostro Ninja Yuto Kuroi qui.

Startup

Oggi è abbastanza difficile essere un’agenzia, la nascita di nuove startup interessa i nostri clienti… ma se non puoi batterli unisciti a loro!
Nick Law, direttore creativo globale di R/GA.

Proprio per questo motivo R/GA, ha deciso di non considerare le startup un nemico ed ha istituito in collaborazione con TechStar una sorta di acceleratore, che ospita le startup per tre mesi, offrendo tutoraggio, servizi creativi, opportunità di networking, 120.000 $ in investimenti in cambio di una quota di partecipazione azionaria del 5%.

Possibili scenari futuri

Sicuramente, il brand sarà un elemento importante anche nel futuro; ma gli scenari potrebbero essere diversi, ad esempio il marchio potrebbe essere concepito come un vero e proprio stile di vita, oppure rappresentare solo una “una cassetta degli attrezzi”. Chi può dirlo?! Lo scopriremo solo vivendo.

Se vuoi saperne di più? Clicca qui.

Quando la mission è già storytelling [INFOGRAFICA]

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Da che parte si inizia a raccontare la storia del proprio brand? Dai social? Da qualche pubblicità ben realizzata? Niente affatto. Per rendere interessante il tuo marchio non c’è niente di meglio che iniziare a delineare una mission precisa e capace di coinvolgere i tuoi clienti ed i tuoi dipendenti.

Perché una storia sia interessante, prima di tutto, è necessario che il contenuto lo sia. E il contenuto ultimo del brand è sicuramente la ragione per cui il brand stesso è nato ed ha avuto successo: in una parola nella sua mission.

Un’infografica di Adweek ci presenta 24 tra le mission più creative. Ognuna racchiude in sè l’essenza e l’anima del brand. Possedere una mission così forte pone le basi e facilita la creazione di storie e dà credibilità a tutte le comunicazioni successive che riguardano il brand.

Ecco allora qualche esempio che può esserti utile per formulare la mission del tuo brand e muovere i tuoi primi passi nella pratica dello storytelling.

Amazon non è un semplice eCommerce, ma un posto dove chiunque può trovare tutto quello che vuole. Coca Cola? Non solo una bevanda, ma un prodotto capace di rinfrescare la mente, il corpo e lo spirito, oltre a generare felicità e ottimismo.

Ikea è un brand che vuole rendere la vita quotidiana di tutti migliore, McDonald’s vuole diventare il posto preferito dai suoi clienti per mangiare e bere. Nike non vuole essere solo un produttore di articoli sportivi, ma portare ispirazione e innovazione nella vita di ogni atleta.

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Certo, si può pensare che volare così alto sia esagerato. Ma ricorda che se tu per primo crederai alla tua mission, sarai capace di trasmettere il tuo messaggio anche ai tuoi clienti. E se ogni giorno, ogni azione e ogni dettaglio del tuo brand saranno volti a raggiungere una mission come queste, stai sicuro che starai raccontando una storia bellissima.

Sei connesso? Allora prendi l’autobus. Come cambiano i trasporti con i social media

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Negli ultimi 8 anni la percentuale di giovani americani tra i 16 e i 28anni patentati è scesa di oltre il 12%, ben più alta è quella di giovani che decidono di sottoscrivere un abbonamento ai mezzi pubblici piuttosto che un’auto.

In una società consumistica come quella degli States questi dati hanno destato serie preoccupazioni: cosa accade ai nostri ragazzi? La politica ambientale ce li ha guastati?

L’anomala situazione è diventata così grave e pressante da far scomodare alcune delle più rinomate società di ricerca e statistica del paese come la ONG US Public Interest Reseearch Group .

Le ipotesi iniziali hanno rilevato che, in tempo di crisi economica, i costi per comperare, ma soprattutto per mantenere un’auto, sono decisamente troppo alti, se a questo si aggiunge che le norme anti-inquinamento hanno ridimensionato il mercato dell’usato il risultato non poteva essere che un decremento delle vendite.

LEGGI ANCHE: Che cosa ci fa fare la dipendenza da smartphone?

La spiegazione del fenomeno, però, non ha convinto fino in fondo, non tutti i dati rilevati dalle interviste quadravano e, soprattutto, il progressivo miglioramento dell’economia globale doveva ribassare le percentuali che, al contrario, hanno subito un ulteriore incremento.

A dare una spiegazione chiara e plausibile dei dati è intervenuto uno studio dell’Istituto Chaddick for Metropolitan Development della DePaul University che ai problemi economici (che comunque hanno il loro peso) affianca l’ipotesi di un cambiamento sociale che fa la differenza.

Era il 1957 quando fu pubblicato, per la prima volta, On The Road di Jack Kerouac, un romanzo che ha fuso insieme il concetto di libertà a quello di libertà di movimento. Da quel momento in poi prendere la patente è stato un rito di passaggio, un salto verso l’età delle scelte personali, per quanto sbagliate potessero essere.

A quanto pare, però, i nati dal 1985 in poi non la pensano così; secondo lo studio della DePaul University, infatti, per i giovani nativi digitali la vita scorre sul web, e la libertà la si acquista tramite password.

Lo studio dimostra chiaramente che le priorità sono cambiate, al posto della macchina si preferisce risparmiare per comperare tablet e smartphone e guidare diventa un ostacolo all’ interazione sociale attraverso di essi.

La conferma viene anche dalla tipologia di multe che vengono registrate; i guidatori al di sotto dei 25 anni non superano i limiti di velocità ne parcheggiano senza pagare o in posti riservati, ma parlano al cellulare, scrivono sms e consultano i loro account social.

Per questo si viaggia sempre più spesso in autobus (preferendolo anche all’aereo per le lunghe distanze) un risultato di cui l’ambiente sentitamente ringrazia. Non ci adagiamo sugli allori, però; risulta infatti dai dati che, superati i 30, la comodità di spostarsi in macchina ha la meglio rispetto alla necessità di rimanere connessi, quindi l’economia automobilistica mondiale ha poco da temere!

Icone di design di personaggi e oggetti pop in stile Le Duo

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Il flat design continua ad affascinare grafici e illustratori che lo scelgono per i loro progetti più pop: ultimo in linea cronologica è il lavoro dello studio francese Le Duo, che della grafica piatta ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, producendo in questa occasione una serie di poster dedicati a personaggi e oggetti super popolari.

Dagli stilisti alle sneakers, dai musei ai prodotti di interior design, passando anche per i drink e gli sportivi più famosi, i creativi di Le Duo hanno trasformato nel loro ormai famoso stile molte icone del mondo dello spettacolo, del lifestyle, del design e dell’architettura.

Di seguito potete vedere tutti e 12 i poster realizzati.

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Icone di design di personaggi e oggetti pop

flat design

Icone di design di personaggi e oggetti pop

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Icone di design di personaggi e oggetti pop

icone design

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria

Durante gli studi in comunicazione siamo portati a fantasticare sul futuro che verrà e sulla fantastica vita che ci attende nel favoloso mondo delle agenzie pubblicitarie. Quando calchiamo per la prima volta gli uffici creativi, poi, l’emozione è più che palpabile.

Ma… com’è davvero la vita all’interno di un’agenzia pubblicitaria?

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La risposta più che creativa non poteva che giungere proprio da un creativo! All’interno del suo blog, infatti, Sam Bartos – copywriter da poco più di un anno presso un’agenzia pubblicitaria di New York – racconta il suo punto di vista da Junior alle prese con la vita d’agenzia e lo fa con un tocco d’humor davvero irresistibile!

Lavorare in un’agenzia pubblicitaria, sostiene Sam, è un lavoro duro, certo… ma il divertimento può essere dietro l’angolo, specie se si osservano certi piccoli dettagli con occhio ironico, cogliendo le ricorrenze di certi simpatici cliché!

Ed è proprio da quest’abitudine che il nostro copywriter della Grande Mela ha dato vita al suo Bingo d’agenzia: l’art director indossa un pantalone eccentrico? L’hashtag #selfie è stato inserito nel nome di una campagna? Qualcuno ti propone di creare un video virale? Perfetto! Stampa la tabella del Bingo e segna con un bollino ogni volta che qualcuna delle situazioni descritte nei quadranti si verifica: l’Ad Agency Bingo potrà diventare il tuo nuovo compagno di lavoro!

Ma cosa si vince? Ebbene, Sam suggerisce alcuni premi davvero molto appetibili:

  • Se ottieni una linea retta puoi andare dal capo e chiedere una promozione.
  • Se ottieni una linea diagonale puoi razziare l’armadio delle forniture per l’ufficio.
  • Se un tuo collega ottiene una linea retta ma tu hai contribuito al suo successo pronunciando una delle ricorrenze della tabella, puoi fotocopiare la sua scheda e inserirla nel tuo portfolio.
  • Se uno stagista ottiene una linea retta potrai prendertene il merito in cambio di una segnalazione su Linkedin.

Allora, sei pronto a giocare? Qui hai tutto l’occorrente, e se non resisti alla tentazione potrai sempre creare il tuo personale Bingo d’agenzia per la gioia dei tuoi colleghi creativi!

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria

Le app per essere un consumatore più responsabile

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Cropped image of man’s hand scanning product through mobile phone 

Già da tempo e in sempre più numerosi ambiti, l’attenzione si focalizza sulla responsabilità che hanno le imprese e i singoli individui nel combattere o alimentare determinate dinamiche, spesso negative, attraverso le loro scelte. Quando si parla di aziende, si fa riferimento a grandi decisioni, spesso a lungo termine che per questo comportano altrettante conseguenze umane e ambientali non ignorabili. Ma oltre alle multinazionali, in parte anche l’acquirente può dimostrare condivisione o opporsi ad alcuni principi con i propri acquisti.

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Supporto alle scelte di fronte agli scaffali del supermercato non provengono solo da informazioni raccolte al di fuori del punto vendita, ma possono essere individuate anche nel momento stesso dell’acquisto grazie ad alcune app presenti sul proprio dispositivo, ecco alcuni suggerimenti.

Buycott: comprare e/o boicottare?

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Già dal nome di questa app, un misto tra “buy” e “boycott”, sembra evidente l’intento che si prefigge: consumare e acquistare sono processi che danno all’individuo un potere a volte poco contemplato. Determinate azioni, ripetute quotidianamente e numericamente promettenti, possono fare la differenza. Tutto però parte dalla conoscenza, non solo della teoria ma anche delle azioni da compiere, sapendo di quali prodotti fare a meno perché non ne condividi i principi, e di quali invece abbracciare per poterti definire un consumatore più responsabile.

Attraverso Buycott, ma non solo, puoi tenerti sempre informato e agire nei tuoi acquisti con coscienza, venendo a scoprire, attraverso la scansione del codice a barre, se quel bene che stai per comprare è prodotto nel rispetto di determinati parametri come il rifiuto del lavoro minorile o l’immissione di agenti tossici nell’ambiente durante il processo produttivo. All’interno della app è possibile scoprire la posizione di determinate aziende e multinazionali sugli OGM, sulla sperimentazione sugli animali e così via.

Purtroppo l’app ha una limitata conoscenza di tutti i prodotti in commercio ma all’utente viene data la possibilità di inserire informazioni.
Si può scaricare gratuitamente dal Play Store e dall’App Store.

GoodGuide, per essere un “good costumer”

Le app per essere un consumatore più responsabile
Senza per forza far riferimento al concetto del boicottare, esistono altre app che mettono a disposizione del consumatore una serie di indicatori per avere una visione più completa sul bene che si sta per acquistare. Una di queste è GoodGuide che si pone come obiettivo quello di restituire all’utente, sempre scansionando il codice a barre, un punteggio unico, risultato dell’analisi di 3 fattori: salute, ambiente e impatto sociale.

Ognuno di questi 3 elementi è stato valutato su una scala che va da 1 a 10 e il punteggio ottenuto da ogni singolo aspetto è visibile, in modo che, anche se il punteggio generale è alto, si può decidere dove orientare meglio le proprie scelte, se ad esempio si ha più a cuore la causa ambientale piuttosto che quella dell’impatto sociale. La app dispone di una galleria con più di 250.000 prodotti appartenenti a diverse categorie, dal food ai prodotti per la casa, fino al make up.

Se ti piace e vuoi provarla puoi scaricarla gratuitamente dall’App Store.

Shop Ethical! La tua guida al consumo

Le app per essere un consumatore più responsabile
Ancora, sempre dalle informazioni ricevute dal codice a barre dei prodotti che stai per acquistare, potresti provare l’app Shop Ethical, a 3,68 euro per Android e 3,99 euro per iOS. Anche in questo caso si ha a disposizione una ampia libreria di prodotti di varie categorie delle quali sapere maggiori informazioni riguardo a inquinamento e rispetto dei diritti dei lavoratori.

Insomma, per essere un consumatore più consapevole non ci sono davvero più scuse!

BEA 2015: gli otto eventi premiati che ci sono piaciuti di più

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Il BEA 2015 (Best Event Awards) ha visto ieri sera la distribuzione di premi ai progetti e alle agenzie più creative che sul territorio italiano hanno portato un’aria di novità grazie ad ambient, mapping, guerrilla ed eventi.

Creatività è la parola chiave un po’ per tutti i protagonisti chiamati sul palco per i ringraziamenti di rito da un coinvolgente Marco Maccarini.

Ma vediamo un po’ quali tra i vincitori ci sono piaciuti di più:

1. Operazione #LavaMilano, Spencer&Lewis per Geberit

Quando un’azienda commette un errore sul web si grida all’epic fail, quando questo è pianificato e riesce a intrattenere, divertire e fare pure qualcosa di buono per la società allora si sale a testa alta sul palco del BEA per ritirare il premio come Miglior Evento Eco Sostenibile.

Diventato presto virale ha raccolto il consenso dei cittadini trasformando una campagna di buzz in un gesto concreto, fino all’impegno di Geberit di sostenere Retake Milano, un movimento spontaneo di cittadini che promuove il decoro urbano attraverso la pulizia di edifici degradati.

 

2. #Spazio Sky Darsena, Mec Access per Sky

Tre mesi di eventi non stop su una struttura galleggiante dal concept innovativo che richiama le galassie planetarie direttamente sull’acqua dei navigli milanesi alla neo ristrutturata Darsena.

Tra gli oltre 75 eventi ospitati, anche le anteprime di Jell’s Kitchen, Masterchef, Masterchef Junior e XFactor.

Con questo progetto l’agenzia Mec Access si porta a casa il premio come Miglior evento Instore.

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3. #WhatAreYouFOR, Merlo per Smart

Un guerrilla decisamente riuscito con tanto di buzz spontaneo sui social così come sui media tradizionali quello messo in atto dalla Merlo per il lancio delle nuova Smart.

Le misteriose sfere bianche che per giorni hanno infestato Roma, Milano e Napoli hanno conquistato la giuria e il pubblico del BEA portandosi a casa il premio più ambito, il Best Event Award, ma anche il riconoscimento come Miglior Evento Integrato, Miglior Channel Strategy e Miglior Evento BtoC.

4. Cerimonia Expo, Filmmaster per Expo Milano

Un grande evento che si porta addosso una grande responsabilità: l’apertura di fronte al mondo di Expo e la presentazione in qualche modo dell’Italia davanti al mondo.

Filmmaster si è fatta onore con un palinsesto di tutto rispetto che ha visto, tre le altre cose, le immancabili Frecce Tricolori solcare i cieli della città meneghina, i bambini intonare una versione tutta rivista dell‘Inno alla vita e un susseguirsi di ospiti d’eccezione, tra cui lo stesso Papa Francesco attraverso una diretta streaming dal Vaticano.  Questo progetto si è portato a casa i premi come Miglior Evento Pubblico, Miglior Expo Event e Best Execution.

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5. Hearing Hands, Casta Diva per Samsung

Un progetto diventato in breve tempo virale sui social ma che a distanza di mesi è ancora in grado di far commuovere, il messaggio di Samsung è chiaro: vogliamo un mondo senza barriere e la candid messa in atto per raccontarlo è davvero in grado di toccarti dentro.

Hearing Hands è il progetto che presenta il nuovo servizio di customer care di Samsung dedicato ai non udenti che via webcam si prenderà cura di loro e delle loro esigenze abbattendo, appunto ogni barriera.

Il progetto di Casta Diva ha vinto i premi come Miglior Hybrid Event, Miglior Evento Low Budget e Miglior Effectiveness.

LEGGI ANCHE: Samsung insegna il linguaggio dei segni ad un intero quartiere

6. New 500 icon reloaded, La Buccia per Fca – brand Fiat

Un ascensore per un viaggio nel tempo verticale dove poter vedere le varie epoche in cui la piccola di casa Fiat si è fatta onore diventando la vera e propria icona di stile che tutt’ora è riconosciuta in tutto il mondo per il lancio della New Fiat 500.

Il progetto di La Buccia si è portato a casa il progetto come Miglior Evento BtoB.

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7. Uefa Opening Cerimony, Filmmaster per UEFA

Una scenografia e una coreografia spettacolari in grado di stregare e coinvolgere con altrettanta emozione di quella che si sarebbe andata a vivere di lì a poco su quello stesso manto erboso.

In questo genere di eventi la perfezione è fondamentale per ottenere un risultato impeccabile come quella che Filmmaster ci ha regalato ed anche per questo vince il premio come Miglior Evento Sportivo.

8. Learn to Fly, Rockin’ 1000

Evento non in gara ma invitato di diritto sul palco del BEA 2015 a raccontare di come siano riusciti a raccogliere la passione di migliaia di Italiani per i Foo Fighters in un grande e spettacolare flash mob, sicuramente uno dei meglio riusciti di sempre.

Proprio ai ragazzi di Cesena di Rockin’1000 facciamo anche noi il nostro omaggio per l’ottimo lavoro svolto con tanta ammirazione per chi è riuscito a veder realizzarsi un sogno.

LEGGI ANCHE: Rockin’1000: Cesena chiama, i Foo Fighters rispondono

Come ogni anno il Bea si conferma un contenitore di qualità di creatività, stimoli e suggestioni di quello che è l’anno appena trascorso di cui far tesoro per quello che verrà.
All’anno prossimo!

Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon

Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon

Il nuovo Google Chromecast, annunciato da Google il 29 settembre, insieme al nuovo Chromecast Audio, assicura di essere rivoluzionario, soprattutto per gli amanti del gaming. App ridisegnata, Full HD e funzionalità “Fast Play”, per rendere davvero smart i comuni televisori. Pare però che non si potrà acquistare su Amazon.

Il gigante dell’eCommerce ha infatti annunciato che smetterà di vendere Apple TV e Google Chromecast. La motivazione ufficiale è che i due device non sono compatibili con Prime Video, il servizio streaming di Amazon, ma è evidente che in questo modo Amazon potrebbe veder crescere le vendite del Fire TV Stick, il suo dispositivo a marchio.

Se vuoi acquistare un Chromecast da Amazon, affrettati. La novità infatti partirà il 29 ottobre e da quel momento i device per smart TV dei concorrenti non si potranno più comprare attraverso il portale di eCommerce più noto al mondo.

La decisione di Amazon sui TV streaming device

Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon

Secondo Bloomberg, Amazon avrebbe inviato una email ai propri venditori facendo sapere che nessun nuovo prodotto Apple TV o Chromecast sarebbe stato autorizzato e che i prodotti esistenti sarebbero stati rimossi a partire dal 29 ottobre.

Il portavoce di Amazon ha dichiarato a Mashable: “Negli ultimi tre anni, Prime Video è diventato una parte importante di Prime. Per noi è essenziale che i lettori multimediali per lo streaming interagiscano in maniera ottimale con Prime Video, per evitare confusione nei clienti. Roku, XBOX, PlayStation e Fire TV sono una ottima scelta in questo senso”.

Letto tra le righe, insomma, se Google o Apple pensano di mettere fuori Amazon dalla partita per la nuova TV, dovranno fare prima i conti con un mercato che passa sempre più attraverso la vendita online e in cui non si può evitare di fare i conti con il gigante dell’eCommerce.

LEGGI ANCHE: Apple TV, Vine e Periscope, i tre nuovi business della televisione

Dunque, mentre da un lato si lavora con Alliance for Open Media su una nuova web tv, codificata, libera e fruibile da tutti gli utenti, che porti con sé anche i vantaggi di un servizio video ed audio con standard qualitativi elevati e declinabile per qualsiasi device e messaggio, dall’altro si studiano strategie per assicurarsi importanti quote di mercato.

Prime Video, Fire TV e diritti di distribuzione: la strategia video di Amazon

Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon

Amazon è a lavoro da quasi un decennio sullo streaming e sui prodotti video e negli ultimi quattro anni, il servizio di Instant Video è cresciuto in modo significativo. Amazon ha investito non solo in contenuti originali, ma anche nell’acquisto dei diritti di distribuzione per grandi serie tv e film.

Solo lo scorso anno, l’azienda ha lanciato la sua prima linea di dispositivi Fire TV per guardare i contenuti di Amazon e di altri servizi video online direttamente dalla televisione di casa.

Secondo i rumors anche Apple starebbe per lanciare un proprio servizio di abbonamento in streaming e anche se molti servizi di streaming, tra cui Netflix e Hulu, hanno trovato il successo nella possibilità di essere utilizzati con il maggior numero di dispositivi possibile, Amazon è stata intralciata in questa direzione.

Se Prime Video non può essere utilizzato sui dispositivi Apple e Google, ecco arrivare la risposta in termini di distribuzione: “Amazon kicks Apple TV and Google Chromecast out of the store”.

Prime Video per iOS e Android

Fuori Apple TV e Google Chromecast da Amazon

Sebbene Amazon abbia un’app Prime Video per iOS, che supporta la Apple TV tramite AirPlay, a cui è stata recentemente aggiunta la possibilità di scaricare serie TV e film per la visualizzazione offline, con Google, il problema sembra essere più complesso. Le app di Amazon per lo streaming video, infatti, sono disponibili per Android, ma non non sono presenti nel Google Play Store.

Perfino per Amazon la decisione di non vendere più due dei più famosi dispositivi di streaming TV è una mossa azzardata. Ma come reagiranno Apple e Google alla notizia?

La Ninja Digital Factory secondo la tutor Michaela Matichecchia [INTERVISTA]

Ninja Digital Factory: la parola a Michaela Matichecchia, tutor milanese[INTERVISTA]

La Ninja Digital Factory legata al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication della Ninja Academy è il percorso premium che comprende 3 sessioni di incontro dal vivo. Ciò permette ai partecipanti di portare avanti il proprio project work di gruppo lavorando negli acceleratori TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di Project Management.

Per basare l’apprendimento su sfide concrete la Ninja Academy ha stretto una partnership didattica con Microsoft Italia: i partecipanti, infatti, si metteranno alla prova lavorando su 10 brief operativi incentrati sulle attività di Web Marketing che Microsoft Italia affronta nell’ambito del digital e del social.

Oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michaela Matichecchia, tutor dei guerrieri Ninja, insieme a Raffaele Pironti.

Anche quest’anno sarai impegnata come tutor della Factory di Ninja Academy. Cosa richiede il tuo ruolo e cosa ti aspetti dal brief ideato grazie alla partnership didattica con Microsoft?

La Ninja Factory è più di un’esperienza formativa, è una vera e propria esperienza lavorativa. Si lavora per un cliente, come Microsoft, per raggiungere obiettivi reali. Questo comporta affrontare diverse sfide: relazionarsi con un team di persone con cui non si è mai lavorato, presentare i brief in conference call o dal vivo ed essere in competizione con gli altri team.

Sfide che nelle realtà lavorative si affrontano quotidianamente e che spesso decretano il successo o l’insuccesso di un progetto.
Anche questo fa parte del learnig by doing brevettato con dovizia da Ninja Academy e monitorato con impegno dai tutor.

In questo senso il mio ruolo di tutor non si limita alla presentazione del brief e alla verifica del progetto svolto, ma devo mettere i partecipanti nelle condizioni di sperimentare e mettere in pratica le lezioni del master sbagliando liberamente, ma con la certezza che l’errore verrà rilevato puntualmente e che loro impareranno a riconoscerlo, a correggerlo e non rifarlo.

Ho già visto il brief ideati con Microsoft e posso dire solo … wow!
I brief sono puntuali, chiari e soprattutto estremamente reali. Chi dovrà svolgerli entrerà nell’universo Microsoft e avrà la possibilità di conoscerlo ed analizzarlo a fondo, per ideare una campagna di digital marketing di valore.

La Factory nasce per offrire ai partecipanti del Master in Web Marketing & Social Media Communication la possibilità di mettere in pratica le nozioni acquisite attraverso 10 prove. Quale sarà la maggiore sfida da affrontare?

Difficile dire quale sarà la sfida più avvincente. Realizzare campagne per il lancio di prodotti o iniziative, ideare una strategia di content marketing, elaborare proposte di UX redesign, Reputation Assessment tramite attività di Digital PR, saranno tutte sfide entusiasmanti e non vedo l’ora di vedere i progetti che i partecipanti realizzeranno.

La prova che a me piace di più è sempre la presentazione finale al cliente, dove si delinea una strategia integrata, multipiattaforma e multicanale.

Ninja Digital Factory: la parola a Michaela Matichecchia, tutor milanese[INTERVISTA]

Sei Web Project & Marketing Manager per Tourtools, agenzia web da te co-fondata. Quanto è importante al giorno d’oggi per un’azienda assumere risorse che, oltre a sapere, sappiano anche fare?

È vitale. Lo è sempre stato. Le aziende che investono sulle persone, lo fanno per la loro capacità di fare, che va intesa come capacità di tradurre un’idea in un progetto, avere l’attitudine a lavorare in team con serenità e collaborazione, affrontare con entusiasmo nuove sfide, prendere l’iniziativa per trovare soluzioni.

Queste attitudini sono proprie solo di chi, oltre a studiare, si è già confrontato con progetti concreti. In Tourtools abbiamo scelto di assumere persone con questa capacità di fare e sono le persone grazie alle quali stiamo crescendo come azienda. Non è stato facile trovarle. Per questo la Ninja Factory è una grande occasione di presentarsi alle aziende con una marcia in più ed una grande risorsa per le aziende che cercano persone capaci di fare la differenza.

Se sei interessato alla Ninja Digital Factory, iscriviti all’edizione di Roma (ultimi posti!), Milano è sold out!