L'orto si fa social con Grow the planet [INTERVISTA]

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In un periodo storico dove la salute e il cibo sono diventati trending topic, non poteva mancare un social network dedicato al mondo dell’alimentazione sostenibile: è il caso della piattaforma made in Italy Grow the Planet, nata nel 2011. Si tratta del primo social network interamente dedicato alla coltivazione dell’orto in ambiente urbano: un corso di sopravvivenza per gli ambientalisti di città.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Gianni Gaggiani, il fondatore.

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1) Ciao Gianni, benvenuto su Ninja Marketing. Quando e come ha avuto origine Grow The Planet?

Grazie per l’opportunità.
Grow The Planet è nato dalla mia passione per l’argomento orti e piante, passione che ho sempre avuto fin da piccolo e che ho riversato qualche anno fa su un blog amatoriale, Florablog, all’interno del quale ho iniziato piano piano a maturare le idee che poi ho radunato in un unico progetto, Grow The Planet appunto.

2) Cos’ha di diverso questa piattaforma rispetto alle altre? Ne esistono di questo tipo?

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La nostra piattaforma unisce: un social network attraverso il quale si può interagire con la community; una “wiki” con la quale “farsi le ossa” e imparare trucchi e segreti della coltivazione, un blog dove leggere news, ricette e soprattutto i nostri diari di coltivazione, capaci di guidare gli utenti dalla semina alla raccolta in modo semplice e smart con lo scopo di trasformare anche i pollici neri in provetti coltivatori. Questa ultima feature, unita alle altre, rende Grow the Planet una piattaforma peculiare non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.


3) Qual è il target di riferimento? Quali sono le strategie adottate per comunicare con gli user e fidelizzarli?

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Il nostro target di riferimento è costituito non solo dagli appassionati di piante e orto, ma anche da chi ama il cibo buono e sano e da chi, in generale, vorrebbe vivere in un mondo meno avvelenato e più pulito, in una parola: migliore.
Comunichiamo con i nostri utenti sia tramite la nostra piattaforma, sia attraverso gli altri social, usando molto anche le newsletter.

4) All’interno del vostro social network ci sono livelli da superare, badge da guadagnare. Quanto è importante la gamification nel mondo digital, oggi?

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Da un po’ di tempo abbiamo introdotto sul sito anche un primo esperimento di gamification con tutti i classici meccanismi di avanzamento basati sull’interazione con la piattaforma e sull’esperienza guadagnata. Devo dire che, dopo una buona risposta iniziale, la gamification non sembra attirare troppo l’attenzione dei nostri utenti. Avanzo un’ipotesi, ovvero che la gamification sia insita nella coltivazione: i livelli da superare sono rimpiazzati dalla crescita delle piante e quale badge “virtuale” può essere paragonato alla raccolta finale?

5) Stanno crescendo di numero i social network tematici: dal vino, alla moda, all’orto, come voi. Credi che ci sia un futuro per i social “generalisti”?

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Credo che lo spazio per i social “generalisti” sia ormai abbondantemente occupato dai colossi che usiamo tutti i giorni e che ci siano pochi margini per delle novità (ma in questo settore non si può mai dire), viceversa, credo che ci sia sempre più possibilità per i social tematici che, potendo contare sulle nicchie (relativamente piccole ma super appassionate), possono ritagliarsi degli spazi interessanti.

6) La vostra startup ha mosso i primi passi in H-Farm: come è stato l’iter per essere incubati?

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Ho semplicemente seguito l’iter normale sottoponendo la mia idea a chi si occupa di analizzare le varie candidature. H-Farm è un ottimo luogo per mettere in piedi una start-up e ovviamente ci troviamo benissimo all’interno del suo ecosistema.

7) A quale social network vi sentite più vicini per “visione”?

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Fin dalla nascita abbiamo cercato di adottare gli aspetti più interessanti sia di Facebook che di Twitter, ma lo sviluppo dell’algoritmo che sta alla base dei diari di coltivazione ci ha portato in una direzione forse nuova rispetto agli altri (inarrivabili) punti di riferimento: di fatto quello che ci siamo inventati è un servizio preciso che completa l’esperienza di coltivazione e che ci porta (anche) verso la direzione del tool.

8) Grow the planet invita gli utenti a stare all’aria aperta e coltivare un’orto dallo schermo del computer. Come riuscite a coniugare questi due aspetti a prima vista in opposizione?

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Sembra un paradosso ma solo all’apparenza. Il nostro motto del resto è: “usa il digitale, ma sporcati le mani di terra!” Dopo un periodo iniziale dove il mondo del digitale sembrava portare le persone (solo) verso un mondo virtuale (se non, in molti casi, verso una vera e propria alienazione), oggi quel mondo è molto maturato ed è diventato negli anni sempre più al servizio del mondo reale: pensiamo a un navigatore, a un wearable o a tutto quello che può fare uno smartphone per semplificarci la vita. Anche Grow the Planet, credo, rientra in questo nuovo modo di intendere il digitale, usandolo prevalentemente per colmare il gap generazionale che hanno i giovani di oggi rispetto alle tecniche colturali. Insomma, unire il virtuale e il reale è nel nostro DNA.

9)Gli utenti iscritti alla vostra piattaforma riescono a maturare una maggior consapevolezza rispetto ai proprio benessere e a quello del pianeta? Come riuscite a stimolare questo cambiamento?

https://www.google.it/search?q=orto_si_fa_social_con_grow_the_planet+&ie=utf-8&oe=utf-8&client=ubuntu&channel=fs&gfe_rd=cr&ei=oOcSVpDPCMeX8Qfbibgw&gws_rd=ssl

I nostri utenti vengono da noi perché hanno una maggiore coscienza su questi argomenti, non dobbiamo far niente per convincerli.

10) Tre rapidi consigli per rendere la vita quotidiana più “green”?

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Primo consiglio: intervenire sulle piccole cose di tutti i giorni. Sembrano azioni senza un reale beneficio ma non è così, pensiamo al semplice led di standby di un nostro elettrodomestico, quanto vuoi che consumi? Eppure, moltiplicando quel consumo per le decine di dispositivi che ormai abbiamo in casa e per le milioni di case in cui abitiamo, ci rendiamo presto conto che quell’insignificante consumo iniziale si trasforma in una montagna di energia sprecata. Questo ragionamento va esteso a tutti i nostri consumi, acqua ed energia termica in primis.

Secondo consiglio: facciamo molta attenzione al consumo dei combustibili fossili. Lo ripeterò fino alla nausea, ma il loro utilizzo sta trasformando in maniera irreversibile il mondo in cui viviamo e i primi a rimetterci siamo proprio noi: il problema principale non è per la Natura che ci circonda (che subirà danni importanti ma che saprà riorganizzarsi), ma è soprattutto per noi che non avremo tempo e modo per adattarci ai cambiamenti. Insomma, al contempo vittime e carnefici di noi stessi.

Terzo ma non ultimo: coltivare un orto, ovviamente!

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Che ne pensi di Grow the Planet? Lasciaci un commento.

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza
Immaginate di trovarvi a New York; volete vedere i luoghi principali, certo, ma vivere anche le abitudini di chi trascorre qui tutti i giorni.
Il vostro tempo è contato e quello che ci vuole per iniziare il vostro tour è un buon caffè fumante, il migliore della città.

Il gesto più comune in questa situazione è quella di digitare su Google, ciò che si desidera vedere e quale caffè si vorrebbe assaggiare.

Mettendosi dalla parte di un brand, ora, è importante porre l’attenzione su due punti: è una condizione necessaria essere tra i primi risultati delle ricerche, ma non sufficiente. Ciò che infatti bisogna dare al proprio consumatore è un’esperienza, al momento giusto e nel luogo giusto.

Per questo motivo, oggi Google Search può fornire dei servizi all’avanguardia, utilizzando diversi strumenti, come il geo-targeting, la prossimità di alcuni luoghi e, in altri casi, anche connettendo i brand attraverso User Generated Content.

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza

Questo processo si può osservare solo utilizzando un app molto vicina a noi: Google Maps. Infatti,  le mappe utilizzano il sistema di condivisione di informazioni in tempo reale fornite da Waze, ottenendo così l’obiettivo di avere un’applicazione completa e aggiornata dagli utenti stessi.

Google Search ha ora raggiunto livelli di efficienza molto elevati: è il caso di Dunkin’ Donuts e Airbnb.

Dunkin Donuts e la ricerca del caffè più veloce

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza
“Dove trovare un caffè” è una delle domande più poste a Google. Dunkin Donuts ha trovato la soluzione, timetocoffee.com.

In collaborazione con Johannes Leonardo e l’agenzia Trilia questo sistema di ricerca permette agli utenti di trovare il caffè più veloce e vicino al luogo in cui ci si trova in quel momento.

Il procedimento è molto semplice; basta digitare su Google Search “il caffè più vicino a me” e comparirà l’annuncio “il caffè più veloce”; cliccando sul link la mappa si auto-popolerà evidenziando il luogo dove gustare il nostro caffè nel minor tempo possibile.

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza

Vantaggi: il seguente sistema è efficace perchè aggiunge valore, gustare un caffè in modo rapido, ad una app già diffusa e comune tra tutti i consumatori, Google Maps.

Dunkin’s Donuts è un brand che dimostra di esserci per il proprio consumatore, garantendogli l’esperienza che desidera e cerca.

Con Airbnb vivi il vero sogno americano

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza
Non si condividono solo case ma anche esperienze. Airbnb è partito da questo concetto, per regalare ai suoi utenti in viaggio a New York un tour alternativo, alla ricerca di luoghi insoliti.

Il sito web di hosting più famoso al mondo ha collaborato con Johannes Leonardo e con la community di Airbnb, per fornire un vero tour audio alla scoperta di Manhattan, attraverso Google Maps.

Nel momento in cui un turista cerca “luoghi da visitare” comparirà sulla schermata il suggerimento di vedere la città con gli occhi di un locale; scelta l’opzione, Google Maps si popolerà rispetto alla posizione dell’utente indicando tanti luoghi particolari e nascosti che meritano davvero una visita.

Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza

Non sarà necessaria nessuna guida aggiuntiva: ogni visita sarà accompagnata da un racconto audio di un utente Airbnb, per vivere la città attraverso i suoi occhi.

Vantaggi: tutti quelli che gli User Generated Content possono fornire, come condivisione, racconto personale ed esperienze da raccontare.
Il tutto attraverso sempre uno strumento diffuso e di facile utilizzo.

Con Google si può dunque vivere esperienze a 360°, è sufficiente trovare il veicolo e il momento giusto per comunicare.

Contenuti e storytelling per rendere virale il tuo business

 

Quando si producono dei contenuti da pubblicare in Rete, la speranza è sempre che diventino virali attraverso le condivisioni, ottenute con un sapiente mix di promesse e valore, sensibilità e assertività, rassicurazione e meraviglia.

Per andare oltre al click-baiting spinto e agli onnipresenti gattini, ecco i consigli di 11 imprenditori dello Young Entrepreneur Council (YEC).

1. Creare grandi contenuti

Diana-GoodwinSe si creano grandi contenuti in sintonia con i clienti e si valorizzano i loro amici e familiari (ad esempio attraverso una statistica utile o un video divertente),  saranno molto più propensi a condividere.

Le persone condividono ciò che pensano incontrerà il favore del loro network.

Diana Goodwin, AquaMobile Swim School

2. Includi le persone nei contenuti

Nicole-MunozLa verità è che è molto difficile gettar via qualcosa che porta il nostro nome: personalmente conservo ancora i miei disastri di artistica della scuola elementare.

Fai del tuo meglio per promuovere i progetti dei clienti insieme quando pubblichi i tuoi contenuti. Menzionali e taggali nei post in modo che comunichino questo messaggio: “Ehi! Hai visto il progetto sui nostri social media? Ecco i link. Hai voglia di condividerlo? Il tuo contributo è importante per me.”

Un altro grande trucco: riciclare le stesse immagini più e più volte, continuando a taggare di tanto in tanto: riduce la quantità di lavoro continuando a sollecitare il ricordo del tuo brand.

Nicole Munoz, Start Ranking Now

3. Fai in modo che gli utenti ottengano vantaggi esclusivi

Charles-GaudetUsa abilmente la tecnologia necessaria per tracciare chi condivide i tuoi contenuti e analizza i motivi di questa scelta.

Fai in modo che i tuoi utenti sblocchino automaticamente scontistiche speciali, report o altri benefici come ricompense.

Charles Gaudet, Predictable Profits

4. Integra qualcosa di cui i clienti siano orgogliosi

Ranan-LachmanDato che offriamo un servizio di noleggio LEGO, i nostri piccoli clienti costruiscono meravigliose creazioni LEGO, e i loro genitori sono orgogliosi dei loro successi.

Abbiamo recentemente iniziato a inviare una e-mail dopo ogni noleggio, spingendoli a condividere i loro traguardi con le loro reti sociali. Non c’è stato bisogno di incentivarli troppo per vedere un picco del 270% nelle condivisioni.

Le persone sono intrinsecamente disposte a condividere qualcosa su cui passano il tempo facendo o di cui sono orgogliose. Con ogni condivisione, abbiamo ottenuto pubblicità organica e brand awareness.

Ranan Lachman, Pley

5. Usa un marketing coinvolgente

Pejman-GhadimiI clienti sono spesso concentrati su un unico acquisto, quindi è di vitale importanza utilizzare campagne di e-mail marketing e di remarketing per riportarli nuovamente al sito e coinvolgerli offrendo loro contenuti di valore.

Parallelamente, poni domande aperte per invogliare i lettori e saranno invogliati a rispondere.

D’altro canto, social sharing buttons e link sono buone soluzioni che richiedono un solo click.

Pejman Ghadimi, Secret Entourage

6. Rendi più facile condividere attraverso le icone

David-CiccarelliScrivere buoni contenuti o produrre video accattivanti è un inizio, ma è anche necessario offrire ai clienti gli strumenti per condividere realmente gli URL, ossia utilizzare plug-in come ShareThis o AddThis. Assicurati quindi di inserire le icone social sulle sidebar dei blog.

Ero scettico all’inizio, ma dopo aver guardato i dati, abbiamo scoperto che i nostri articoli sono stati condivisi più di 500 volte al mese grazie a queste icone.

Un altro dato difficile da credere è quanto spesso le persone ancora condividano via e-mail. In effetti, “condividi via e-mail” è stata l’icona più cliccata più dell’equivalente per Facebook e Twitter.

David Ciccarelli, Voices.com

7. Focalizzati sui contenuti a valore aggiunto

Kristopher-JonesI tuoi clienti sono più propensi a condividere contenuti a valore aggiunto, ossia utili, divertenti o educativi.

Validi esempi sono post e video che spieghino “come fare” qualcosa, come montare o smontare un oggetto, o contenuti divertente che strappino un sorriso agli utenti.

La chiave è di non vendere nulla direttamente, ma semplicemente condividere contenuti di valore. Nel costruirli, l’obiettivo primario dovrebbe essere quello di posizionare la tua azienda come il centro de facto di risorse per il suo settore di appartenenza, il luogo dove le persone possono recarsi per ottenere le risposte che cercano in merito ai tuoi prodotto o servizio.

Ad esempio, se tu fossi un idraulico, dovresti fare degli “how-to video” che mostrino agli utenti come risolvere i problemi idraulici più comuni. I clienti tendono a condividere i contenuti che trovano più preziosi.

LEGGI ANCHE: Virale? Quando il successo dura il tempo di un’influenza

Kristopher Jones, LSEO.com

8. Taggali

Obinna-EkezieUn modo per convincere i clienti a condividere i tuoi contenuti è quello di taggarli.

Semplicemente scrivendo qualcosa come “@obinnaekezie ha pensato che ti avrebbe fatto piacere questo contenuto su come trovare le migliori offerte di viaggio dalla Nigeria a Dubai”, li incoraggerai a “favorire” e retweettare i tuoi contenuti.

Questa strategia funziona anche quando sei a caccia di nuovi clienti, ad esempio utilizzando la funzione di ricerca di Twitter per trovare persone in cerca di tuo prodotto o servizio. Una volta identificati questi possibili nuovi clienti è possibile taggare e condividere i loro contenuti correlati.

Utilizzare questo processo in modo continuativo permette di costruire un rapporto con i seguaci e aumentare le vendite per il vostro business.

Obinna Ekezie, Wakanow.com

9. Gamifica il processo di acquisto

Joshua-LeeUna cosa che ho implementato con successo è stato impostare giochi e una classifica settimanale. Ci sono un sacco di grandi contenuti là fuori, per cui occorre fare qualcosa di più per distinguersi.

Se rendo l’interazione divertente e il contenuto sottostante è utile per avvicinare i clienti ai loro obiettivi, allora saranno ben felici di condividerli su Facebook.

Joshua Lee, StandOut Authority

10. Crea una rete di influencer

Andrew-KucheriavyCollegarsi con una rete di influencer dovrebbe essere una parte importante della tua strategia di social marketing.

Avere anche un solo influencer che approva o condivide i tuoi contenuti è un fattore in grado di produrre un potente effetto a cascata. Una strategia utile per attirare l’attenzione delle persone è far leva sul loro ego.

Cita gli influencer quando pubblichi i tuoi contenuti! Rimarrai sorpreso di quanti risultati può produrre: se essi condivideranno il tuo contenuto con il loro pubblico o iniziano a seguirti, ti accorgerai immediatamente dell’incremento di interazioni che queste azioni porteranno.

Andrew Kucheriavy, Intechnic

11. Dai loro un’irresistibile call to action

Elle-KaplanTutti noi lavoriamo duramente per creare contenuti che dicano qualcosa alla gente, che siano interessanti e rilevanti per loro. Detto questo, non importa quanto sia grande il contenuto, se non si dispone di un titolo accattivante, con una call to action efficare.

Cosa farà il tuo contenuto per il lettore/spettatore/consumatore? Dirglielo nel titolo li incoraggerà a condividere senza pensarci troppo.

Elle Kaplan, LexION Capital

 

Questo articolo è una libera traduzione di 11 ways to encourage your customers to share your content di Scott Gerber.

Buon compleanno Instagram!

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Instagram vanta 400 milioni di utenti attivi
ed ha un valore di 35 miliardi di dollari. Mica male, se si considera che l’acquisizione da parte di Facebook avvenen per un cifra di 2 miliardi di dollari (somma considerata record già all’epoca).

Sono questi i numeri del compleanno n.5 di Instagram, e per festeggiare il social network delle immagini non si è certo limitato, in fatto di regali.

Il dono più prezioso per questo piccolo traguardo, infatti, è stato il sorpasso di Instagram ai danni di Twitter, fermo ai suoi 316 milioni di utenti.

Ma quali sono gli elementi e i punti di forza che hanno reso Instagram il social network più usato del momento? Scopriamoli insieme.

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Alcuni dati globali:

  • gli iscritti condividono sulla piattaforma oltre 80 milioni di foto al giorno
  • ogni giorno sono 3,5 miliardi i like sulla piattaforma
  • 40 miliardi di foto condivise fino ad oggi

Si tratta di numeri impressionanti che Facebook ha intenzione di monetizzare aprendo la piattaforma a clienti e pianificatori che prima dovevano passare dalla mediazione della struttura dedicata all’ adv del social network.

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Dal 30 Settembre Instagram ha reso disponibile in tutto il mondo la gestione diretta – da parte di clienti, pianificatori e media agency – delle campagne adv.

Per pianificare l’adv adesso infatti si potrà usare la stessa piattaforma che già si utilizza per Facebook, avremo quindi un unico mezzo che permetterà di utilizzare la pubblicità sia su Instagram sia su Facebook.

“In Italia il mobile ha una grandissima penetrazione e gli italiani sono grandi fan di moda, cibo e sport, passioni che trovano in Instagram la comunità ideale per condividere foto e video”, dice James Quarles, global head of business and brand development di Instagram.

La recente decisione di dare la possibilità ai brand di usare la piattaforma come strumento di advertising con fotografie dei loro prodotti nei prossimi mesi frutterà a Zuckerberg miliardi di dollari.

Il social network della fotografia sembra suscitare un certo appeal nei grandi marchi di qualunque genere, in vetrina si va dai prodotti finanziari alla moda, grazie ai nuovi formati creativi di fotografie e video, da fornire agli investitori affinché possano realizzare campagne usufruendo a pieno delle potenzialità del mezzo.

Tolto lo storico formato quadrato (ora si possono postare fotografie anche in 16:9) è stato introdotto ora per gli inserzionisti il carousel che permette di scorrere le foto, ma si guarda anche avanti: ai video in 360°di Facebook.

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 Instagram ha partecipato attivamente anche come protagonista all’ultima Fashion Week di New York  ed è stata utilizzata da Disney per il nuovo teaser video dell’attesissimo film Star Wars VII: The Force Awakens, è in crescita e soprattutto conta un’ampia fetta di audience giovanile, di gran valore per il mercato pubblicitario.

Instagram  infatti si avvicina sempre di più a Facebook, considerato anche il fatto che con questa applicazione condivide la piattaforma adv, ma il connubio vincente delle due applicazioni  fa si che Instagram erediti gli stessi problemi di privacy legati a  Facebook:

  • gestione delle informazioni degli utenti
  • tracciabilità

Rispetto a Big mama Facebook, Instagram però ha un elemento vincente: la community fotografica basata sugli interessi.

Oltre ad essere in crescita, Instagram è sempre più internazionale: oltre il 75% degli utenti infatti, vive al di fuori degli Stati Uniti. Dei 100 milioni di utenti che ultimamente si sono iscritti alla community, più della metà infatti vive in Europa e in Asia. I paesi con il maggior numero di nuovi iscritti sono Brasile, Giappone e Indonesia.

Insomma Zuckerberg sembra aver messo a segno un’altra pietra miliare, del resto tutto ciò che si può vedere è sempre un tesoro e Instagram possiede una ricchezza dal valore inestimabile.

I migliori esempi di Corporate Storytelling [FREE MASTERCLASS ON DEMAND]

corso storytelling

All’inizio del Corso Online in Corporate Storytelling + Storytelling Lab manca davvero poco! Lo scorso 30 settembre, durante la Free Masterclass, il docente Daniele Orzati ha illustrato tre tra i migliori esempi da tenere presenti per lasciarsi ispirare nella propria narrazione d’impresa.

Se ti sei perso il webinar in diretta puoi ancora recuperare il contributo seguendo la Free Masterclass On Demand sul sito della Ninja Academy.

Come seguire la Free Masterclass On Demand

Corso Storytelling

Niente di più facile! Ti basta andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla free masterclass “I migliori esempi di Corporate Storytelling”. Fatto questo, nella tua area utente troverai tutti i contenuti della lezione, compreso il video.

Un’occasione per avere anticipazioni sul corso e curiosare tra tutto quello che la Ninja Academy può offrirti.

Ricorda che per iscriverti al Corso Online in Corporate Storytelling hai tempo fino all’8 ottobre per approfittare dell’early booking e ottenerlo a un prezzo più vantaggioso.

Se invece preferisci il Corso Online affiancato a 16 ore di didattica live con lo Storytelling Lab puoi approfittare della promozione sul prezzo fino al 4 novembre. Affrettati, i posti sono limitati!

WhatsApp Marketing: esempi di strategie vincenti

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Smartphone sempre a portata di mano per comunicare, condividere, aggiornarsi e seguire le novità dei  propri Lovemarks. Parliamo dei Millennial o Generazione Y, nativi digitali dell’ultimo millennio sempre connessi soprattutto da mobile, amanti della rete e dei social network, alla continua ricerca di esperienze online memorabili e condivisibili.

Qual è il modo migliore per un brand di coinvolgerli?

LEGGI ANCHE: Non solo Whatsapp: lo scenario dell’instant messaging è sempre più in crescita

Intrattenimento, storytelling, social gaming, social network e messaggistica istantanea, questi gli ingredienti giusti per una strategia di marketing vincente, mirata a coinvolgere la Generazione Y.

Considerando che i  Millennial passano buona parte del loro tempo online su WhatsApp, alcuni brand hanno cavalcato l’onda di questa tendenza attuando delle strategie creative incentrate sull’ormai più che nota applicazione mobile.

Kilk Says

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L’azienda che produce le barrette di cioccolato Kilk, ha dato vita ad un gioco interattivo via WhatsApp dal nome “Kilk says”.

Gli utenti sono stati inizialmente coinvolti attraverso la pagina Facebook dell’azienda, sulla quale è stato pubblicato un post che invitava i fan ad aggiungere ai propri gruppi WhatsApp il numero di telefono di un misterioso personaggio dal nome Kilk.

“Kilk dice”, questo il contenuto del WhatsApp inviato agli utenti che dava inizio al gioco, accompagnato dall’invito a compiere un azione come ad esempio farsi crescere i baffi oppure condividere una foto buffa.

I risultati ottenuti da questa operazioni sono stati più che soddisfacenti, il brand è stato aggiunto da 2000 utenti nei vari gruppi WhatsApp e il 91% di questi ha compiuto le azioni richieste. L’effetto positivo legato alla viralità che si è generata intorno alla campagna si è avuto anche su Facebook, con un aumento del 50% dell’engagement sulla pagina ufficiale del brand.

Online con l’esperto

Whatsapp marketing esempi di strategie vincenti

 

Si è soliti pensare che la maionese stia bene solo con  sandwich e  patatine, a dimostrare il contrario ci ha pensato Hellmann’s con la campagna Whatscook.

Il brand è riuscito a trovare un modo non convenzionale di mettere in contatto i propri clienti con dei veri chef offrendo un servizio ricette one to one in tempo reale via WhatsApp.
La campagna, pensata per dimostrare la versatilità del prodotto e suggerire nuovi modi di utilizzo della maionese, si è rivelata utile per tutte quelle persone che nonostante si ritrovino il frigo pieno non sanno cosa cucinare.
Sul portale aziendale è stato attivata la possibilità di lasciare il proprio numero per essere poi ricontattati da uno chef esperto in grado di offrire consigli di cucina. Agli utenti è stato chiesto di inviare la foto del proprio frigo per ricevere da parte dello chef video, foto, messaggi e consigli per realizzare squisiti piatti, utilizzando esclusivamente ciò che ognuno possedeva in casa.

Ottimi i risultati ottenuti: 13.000 le persone che hanno usufruito del servizio e più di cinquecento i piatti cucinati e condivisi.
Sensibile al fascino di sperimentare una strategia di WhatsApp marketing anche L’Orèal Paris, che come Hellmann’s ha messo a disposizione dei propri clienti un esperto di bellezza pronto ad offrire consigli one to one.

Il servizio offerto dall’azienda francese prende il nome di Chic Chat, un numero di telefono messo a disposizione dei consumatori, comunicato direttamente in-store e consultabile per lasciarsi guidare nella scelta dei prodotti estetici il tutto chattando via WhatsApp.

Quella di L’Orèal è stata una strategia finalizzata a migliorare l’esperienza d’acquisto, anche in questo caso i risultati sono stati migliori del previsto portando un aumento delle vendite pari al 3%.

Creatività, interattività e nuovi media, queste le strade che i brand devono intraprendere per coinvolgere il target del nuovo millennio. Sarà dunque la messaggistica istantanea la nuova frontiera del Marketing?

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può!

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

La condivisione immediata di fotografie sui vari social, come Facebook, Instagram e Twitter, è un’attività ormai comune, e perfetta per alimentare il meccanismo dell’autocelebrazione sulle community più famose del mondo.

Infatti siamo più propensi a postare contenuti che, secondo noi, hanno più potenzialità di acchiappare likes, spesso a discapito della genuinità e dell’immediatezza. I like, i “pollici in su”, aumentano la nostra autostima, ma sicuramente non il nostro conto corrente (a meno che tu non sia un influencer).
Klink (nome-onomatopea che deriva dal suono della moneta che cade), è la nuova piattaforma social di condivisione di contenuti, che vorrebbe farci guadagnare grazie alle visualizzazioni delle nostre foto e video.

LEGGI ANCHE: Le star del web: il business degli influencer.

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

Quanto puoi guadagnare

No, non ti iscriverai su Klink per diventare ricco: certo è che se la tua passione è il racconto attraverso foto e video, e normalmente riesce ad ottenere molti likes su Instagram, probabilmente grazie a Klink potrai guadagnare abbastanza per acquistare nuove lenti, accessori per la tua reflex, o una camera nuova di zecca.

L’obiettivo di Klink, infatti, è renderti partecipe di una comunità di professionisti e amatori, dandoti la possibilità di ottenere critiche utili al fine di migliorare le tecniche. In tutto questo Klink mixa la possibilità di racimolare qualche euro: gli utenti possono pubblicare foto e video (fino a 20 secondi) fullscreen, sia dalla fotocamera integrata nella app, o dal proprio rullino fotografico. Klink paga poi gli utenti 2 $ ogni mille views di foto e video, contando solo gli utenti unici e non chi visualizza più di una volta. Inoltre, sarà possibile condividere i propri contenuti con altri utenti Klink e altri social network.

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

Cosa puoi fare

La foto che caricherai comparirà all’interno di un newsfeed, per aumentarne la visibilità. Chi ha un alto livello di foto visualizzate diventerà un influencer della piattaforma, ottenendo una scheda speciale denominata “Creators”. Inoltre la videocamera in-app permette di creare fotomontaggi tra le riprese e i contenuti del proprio rullino. Sarà possibile riprendere video in slow motion, time laps, e in senso inverso. Kilnk offre librerie API al fine di facilitare la lettura e l’utilizzo di big data per content analysis.

LEGGI ANCHE: Instagram da Zero a Star: 6 strumenti indispensabili.

Il gigante italiano dell'editoria: Mondadori compra Rizzoli

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Avrà oltre il 35% del mercato il neonato colosso dell’editoria italiana, con ricavi per oltre mezzo miliardo di euro: Mondadori compra Rizzoli Libri per 127,5 milioni di euro.

Ma l’importanza strategica del gruppo non si limita alle quote di mercato: la fusione tra Mondadori e Rizzoli crea il più grande gruppo editoriale europeo e il valore dei marchi storici coinvolti nell’operazione permettono agevolmente di considerarla una vera e propria rivoluzione!

I milioni offerti da Mondadori consentiranno a Pietro Scott Jovane, amministratore delegato del gruppo, di ridurre il debito e operare un rilancio attraverso investimenti, in modo da evitare l’aumento di capitale sul quale i soci del gruppo non avevano mai mostrato entusiasmo.

LEGGI ANCHE: Editoria in crisi, questione di contenuti

Rizzoli Libri, il sacrificio per evitare l’aumento di capitale

La decisione di sacrificare la preziosa Rizzoli Libri, dopo una trattativa che era in piedi da Febbraio, è apparsa inevitabile a seguito delle pressioni della banche creditrici che avevano fissato un limite massimo di debito a 400 milioni, superato ampiamente già in giugno 2015 quando la cifra si aggirava intorno ai 500 milioni di euro.

La notizia era quindi ampiamente attesa e annunciata ma la sorpresa è forse nella cifra: l’offerta iniziale era superiore di circa 7 milioni.

Lo strapotere di Mondadori sul mercato

La struttura del mercato editoriale risulta certamente modificata da questa acquisizione: Mondadori possiede già molti marchi di prestigio del panorama dell’editoria, tra i quali Sperling & Kupfer, Einaudi, Frassinelli ed Electa; con Rizzoli e Rizzoli International Pubblications, la casa editoriale guidata da Marina Berlusconi, si aggiudica un ventaglio di realtà importanti: Bompiani, Marsilio, Fabbri, Bur, Sonzogno, Etas, corredate da firme di indiscusso valore come Andrea De Carlo e Umberto Eco.

Restano esclusi dall’accordo il 58% di Adelphi Edizioni che Rcs cederà al socio Roberto Calasso, Corriere e Gazzetta dello Sport.

 

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Mondadori compra Rizzoli: sembra fatta ma l’ultima parola spetta all’Antitrust

Sembra fatta, ma lo scoglio che il parere dell’antitrust possa essere negativo ha consentito al gruppo Mondadori di rilanciare al ribasso: in un primo tempo l’offerta era stata di 135 milioni di euro, poi riconsiderata proprio in relazione al rischio del veto da parte dell’Autorità garante per la concorrenza.

Questo mega gruppo editoriale, ribattezzato Mondazzoli, sarà in grado di accaparrarsi una quota di mercato vicina al 40%, assumendo una posizione spiccatamente dominante.

Non è escluso, a questo punto, che l’Autorità imponga la cessione di alcuni marchi per ridurre la forte inclinazione monopolistica come propedeutica al nulla osta per la fusione: il pagamento, infatti, sarà effettuato a fine dell’operazione, che si concluderà soltanto dopo il lasciapassare dell’Antitrust, con tutti i rischi connessi a carico di Mondadori.

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Ma non solo: come detto, il più grande gruppo editoriale europeo può contare su altro oltre alle dimensioni.

Marchi storici e di peso nel gruppo, firme di prestigio universalmente riconosciuto ma anche un fatturato enorme e un numero considerevole di capitale umano impiegato. Senza dubbio Mondazzoli è destinato a sconvolgere il panorama dell’editoria italiana.

Secondo alcuni cancellerà completamente le velleità degli editori indipendenti e metterà in difficoltà anche gruppi editoriali concorrenti, come Feltrinelli, controllando, di fatto una parte importante della distribuzione che oggi si affida sempre più spesso a circuiti ben strutturati, inficiando, forse la pluralità della stampa e dell’informazione.

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Il mondo digitale è in continua evoluzione, ogni giorno vengono creati nuovi strumenti, studiate campagne innovative, per tali motivi bisogna continuamente informarsi per non rimanere aggrappati a strumenti ormai “vecchi” e poco competitivi. Dopo quattro chiacchiere con Simone Tornabene docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication, ecco cosa abbiamo scoperto.

Come scelgo gli strumenti più adatti per creare contenuti digitali?

​Provandoli. L’unico modo per conoscere davvero uno strumento, le sue potenzialità e i suoi limiti, è quello di provarlo nel tempo e di spingerlo ai limiti. I software e le piattaforme non fanno eccezione. Un ottimo modo per risparmiare tempo è quello di confrontarsi con chi utilizza lo strumento abitualmente e condividere i pareri. Ci sono ottime community su questo, come Product Hunt o Inbound.org​

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Come posso usare i contenuti per creare engagement con i miei utenti?

​Partendo sempre dall’amore per il contenuto: ti piace? Tu lo ri-condivideresti? Spesso le aziende e i professionisti pubblicano contenuti che non amano. Troppo spesso. Come posso sperare di ingaggiare gli altri se neppure io sarei disposto a mettere un like? D’altro canto non è detto che io che pubblico sia in target con il contenuto. Allora un ottimo metodo è sempre quello di investire del tempo per parlare direttamente con qualcuno in target e raccogliere le sue impressioni. Il trucco è focalizzare interessi e desideri delle persone che vogliamo ingaggiare.​

Come posso utilizzare gli UGC a mio favore?

​Avendo cura di focalizzare bene la richiesta che faccio all’utente. Più questa è chiara e definita, meno lascia spazio ad interpretazioni e modifiche, più l’output è utile. Detto questo occorre non dimenticare mai che l’UGC è per natura amatoriale. Non posso aspettarmi quasi mai contenuti di alta qualità, soprattutto se ingaggio ampi numeri di partecipanti. È sempre fondamentale fissare le regole di partecipazione all’iniziativa.

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

In che modo gli insight possono aiutarmi a migliorare prodotto o esperienza di consumo?

​Aumentano le informazioni in mio possesso. Informazioni filtrare sulla base di un numero maggiore e maggiormente variabile di interazioni di quello che può essere prodotto in una simulazione ​programmata.

Grazie agli insight posso scoprire cose che simulando non posso scoprire o richiederebbero troppo tempo per essere scoperte. Ovviamente la domanda è: cosa rende qualcosa un insight? La risposta è affascinante perché non può prescindere da chi osserva l’insight stesso. Per questo il valore sta più nell’interprete che nello strumento.

C’è una campagna che ha attirato la tua attenzione ultimamente?

​Sì, si tratta di una campagna sociale: #cantoanchio. Ha attirato la mia attenzione perché la realizzazione del video ha sfatato un pregiudizio solido e cioè che per parlare del tema della disabilità e delle barriere architettoniche si debba necessariamente ricorrere al pietismo o a istigare la rabbia.

CANTO ANCH’IO! NO TU NO!Si possono combattere le BARRIERE ARCHITETTONICHE con il SORRISO? :)Noi ci abbiamo provato, e magari tutti insieme si può fare qualcosa! ;)#Cantoanchio Vorreiprendereiltreno

Posted by LORENZO BAGLIONI on Mercoledì 16 settembre 2015

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Career day: a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Si chiama Campus&Leaders&Talents il career day organizzato dall’Ufficio Laureati “Desk Imprese” dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con ALET, l’Associazione che riunisce i laureati in Economia dell’Università Tor Vergata.

Per l’ottava edizione, anche quest’anno ospiterà imprese e istituzioni per parlare di formazione e professioni, ma soprattutto per offrire concrete opportunità di lavoro a tutti i partecipanti. Un imperdibile incontro, tra domanda e offerta di lavoro.

Per chi è in cerca di un percorso professionale gratificante, in linea con la propria formazione e le proprie competenze, un career day è il momento ideale per presentare il proprio talento, ma anche per conoscere interlocutori nuovi, interessati al tuo profilo.

La manifestazione è dedicata a laureati e studenti di tutte le Facoltà, che avranno l’opportunità di incontrare i responsabili delle risorse umane delle aziende partner dell’evento, ma anche di seguire seminari di orientamento e partecipare a veri e propri colloqui di lavoro.

Come prepararsi ad un career day?

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Un career day è un’opportunità e non un semplice evento. Per questo devi essere pronto a partecipare per giocarti le carte giuste.

Innanzitutto ricorda di registrarti online, questo è il primo passo fondamentale per prendere parte ad una giornata di formazione e orientamento per promuovere il tuo talento.

Prepara il tuo curriculum mettendo in evidenza skills e percorso di formazione in modo coerente con la tua presentazione. Durante il career day avrai la possibilità di parlare direttamente con i recruiter delle aziende dei tuoi sogni, quindi prepara il tuo sorriso migliore e le risposte a tutti i quesiti che potrebbero porti.

E questo ci conduce direttamente al terzo consiglio: informati sulle aziende che vuoi incontrare. Di cosa si occupano? Quali posizioni sono aperte al momento? E tu perchè vuoi lavorare proprio con loro?

Tor Vergata career day, non solo colloqui di lavoro

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Ricorda però, anche se non vuoi partecipare per proporti alle aziende presenti, un career day è un ottimo momento per ascoltare testimonianze ed esperienze da parte dei responsabili delle risorse umane, seguire seminari e orientarsi nel mondo del lavoro ancora prima della laurea. Gli studenti hanno infatti la possibilità di accedere a tirocini formativi e a tutte le informazioni su borse di studio o altre opportunità di carriera.

Il segreto per avere successo è costruire nel tempo la tua personalità professionale: prima di presentarti per il lavoro della vita, ricorda di fare un check delle tue aspirazioni, dei tuoi punti di forza e di quello che potresti offrire, ma soprattutto non improvvisare.

Conosci il tuo talento e mostralo alle aziende che incontrerai il 21 ottobre presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.