Da dove si parte per creare una digital strategy efficace? [INTERVISTA]

"Misurare è il secondo elemento di ogni strategia vincente, strettamente connesso con il testing"

digital strategy efficace miriam bertoli

Approcciare per la prima volta alla progettazione di una digital strategy è un momento che tutti abbiamo vissuto in ufficio per la prima volta. Non sempre però gli strumenti a disposizione sono stati quelli giusti. A volte ciò che manca è proprio da dove partire!

Per questo abbiamo lasciato la parola a Miriam Bertoli, docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication della Ninja Academy.

1. Devo progettare una Digital Strategy da zero: da dove devo partire?

Dagli obiettivi e dalle persone. Per obiettivi intendo obiettivi di marketing e di business dell’azienda, dell’organizzazione o del professionista per cui stai progettando la digital strategy. Che cosa si propone di ottenere? Vuole aumentare il fatturato entrando in nuovi mercati o punta a consolidare la posizione su un mercato in cui è già presente, aumentando la componente di fatturato per servizi a clienti esistenti? E così via. Una strategia digitale risponde sempre a degli obiettivi.

Le seconda componente da cui partire, invece, sono le persone, i clienti – ma non solo – che voglio raggiungere e coinvolgere. Chi sono? Che aspettative hanno? Che abitudini digitali hanno? Sia gli obiettivi che le persone esistono ed evolvono online e offline, nel mondo digitale e in quello cosiddetto reale. La digital strategy, di conseguenza, è intimamente innestata in una strategia complessiva che integra gli strumenti digitali con quelli “tradizionali”.

2. E quali sono gli elementi che non possono mancare?

master digital marketing

Gli elementi che non possono mancare sono due: testing e misurazione. Testare una strategia di coinvolgimento digitale dei clienti e dei prospect in occasione di una fiera, per esempio, prima di estenderla a tutti gli eventi. Testare più oggetti per una email e poi inviare quello più efficace a tutto il database, testare con pochi utenti le bozze del nuovo sito, primo di completarlo e pubblicarlo. Abbiamo l’opportunità di procedere per gradi, sfruttiamola. Per molti strumenti, inoltre, testare è l’unica via: nessuno ha in mano la risposta su “come andrà”, perché è lo strumento stesso ad essere nuovo e mancano i dati di benchmark (pensiamo a Facebook che sta lanciando lo streaming video con Mentions).

Misurare è il secondo elemento di ogni strategia vincente, strettamente connesso con il testing. La mia indicazione per cominciare è pochi indicatori, integrati, usati per prendere decisioni e rivedere se necessario la strategia stessa.

3. PMI: come si matchano budget basso e strategie efficaci di web marketing?

corso digital marketing

Attenzione a non confondere PMI solo con le microimprese e budget necessariamente bassi. Sotto all’etichetta Piccole e Medie Imprese ci sono aziende che fatturano fino a 50 milioni di euro. Sgombrato il campo da questo equivoco piuttosto diffuso, quello che spesso manca nelle PMI italiane è la conoscenza delle potenzialità del marketing digitale. Da qui discende la difficoltà a dedicare a questa componente del marketing – ma al marketing in generale, a onor del vero – un budget significativo.

La mia indicazione è andare per gradi: partire se necessario da un budget ridotto – su una attività di piccole dimensioni, attenzione, non diluito su tutto quello che avremmo voluto attivare – e crescere man mano portando evidenza dei risultati.

4. Il tuo ultimo libro Web marketing per le PMI è dedicato alle piccole e medie imprese. Cosa consigli agli imprenditori che si stanno affacciando al mondo del web marketing?

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Intanto faccio loro i complimenti, il digitale è il presente per molte imprese e sarà il futuro per tutte. Non mi riferisco solo al marketing digitale, ma a tutte le innovazioni che le tecnologie digitali permettono. Poi, il primo consiglio che do loro, nel mio lavoro di tutti i giorni, è quello di costruirsi delle competenze di marketing digitale di base.

L’obiettivo del mio libro, che ho voluto rafforzare nella seconda edizione uscita da poco, è anche questo: dare a tutti i professionisti e imprenditori uno strumento semplice ed efficace per entrare in questo mondo, fatto di dinamiche nuove, di termini inglesi e di offerte di servizi non sempre trasparenti. Avere delle competenze di base – acquisite con letture, corsi, studi, esperienze su piccoli progetti personali – permette di avere un rapporto migliore con i fornitori di servizi, valutare quale sia la scelta più adatta per la propria azienda (strutturarsi con specialisti di digital marketing all’interno? Acquistare tutto all’esterno?), fare un’analisi dei risultati.

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