Come creare l'email perfetta: i consigli di Marco Massara [INTERVISTA]

"Un test A/B non inganna: se i dati dicono che l??oggetto proposto dal Direttore generale performa un 30% in meno rispetto a quello scritto dalla donna delle pulizie, sul gradino più alto del podio c??è e rimane la donna delle pulizie!"

Rosanna Crocco

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

master web marketing

L’email marketing è uno strumento che, seppur, tradizionale continua ad essere sempre efficace.
Se non lo si utilizza nel modo giusto, però, il rischio di far finire tutti i nostri sforzi nella cartella cestino e/o spam è molto elevato.

Per questo motivo, abbiamo a Marco Massara, docente del Master in Web Marketing e Social Media Communication della Ninja Academy, di svelarci qualche segreto.

Cosa bisogna fare per creare email così perfette da aprirsi da sole?

Dura che si aprano da sole… Credo, comunque, che alla base ci stia la raccolta di dati ben profilati. Dati che consentano di segmentare e diversificare gli invii per essere meno irrilevanti (ricordiamoci che la nostra email arriva fra altre decine di email forse ben più interessanti per il nostro destinatario). Sempre chi riceve un’email si chiede: “Cosa c’è per me?”

Perché iniziare a raccogliere i dati per bene? Facciamo un piccolo esempio: se tra i miei obiettivi ho bisogno di contattare coloro che amano il colore viola e non ho raccolto questa preferenza all’inizio, il mio obiettivo è semplicemente irrealizzabile. Metti al posto del viola qualsiasi altra caratteristica del mio prodotto/servizio e non cambia nulla: l’obiettivo rimane comunque irrealizzabile.

Vuoi creare DEM e Newsletter perfette? Segui i consigli di Marco Massara [INTERVISTA]

Un secondo motivo alla base di DEM o newsletter più aperte è anch’esso indipendente da ciò che scrivo nell’email: non esistono solo i dati inseriti in una form di iscrizione. È falso pensare alla persona dall’altra parte come un elemento statico, il nostro destinatario si muove, è sempre e comunque in azione.

Allora i miei invii devono per forza tener conto delle azioni o degli eventi legati al destinatario: se ho sistemi per tracciare chi è vicino ad un mio negozio (anche a 2-3 Km come raggio), non gli manderò genericamente una promozione, cercherò di portarlo in negozio con un’email dedicata agli sconti e ai vantaggi presenti in loco.

Oppure: se al nord c’è il sole ed al sud piove non è indifferente: si tratta di eventi che fan parte del contesto del destinatario. Se so che le persone escono di meno quando piove, proverò a creare ed inviare loro via email un incentivo così forte da farle uscire di casa e, per i più pigri, invierò una promo online (magari solo al sud).

Il terzo fattore riguarda la chiarezza della value proposition, ma ne parleremo nel corso.

L’email marketing è uno strumento che continua a sopravvivere nonostante l’evoluzione degli strumenti di marketing online. Qual è il segreto della sua evoluzione?

La sua evoluzione è nel non aver evoluzione. :)
Rimane il posto più intimo di tutto l’ecosistema Internet: è la cameretta dove faccio entrare solo chi voglio io. Proprio per questo, in un mondo sempre più condiviso, l’email sopravvive: risponde ad un bisogno di intimità al quale gli altri canali non rispondono e che ci sarà sempre, anche fra 1000 anni.

Ci dai 3 consigli per creare una lista efficiente?

  1. Elenca e raccogli i dati dei quali veramente avrai bisogno (se non ti serve il cognome, non chiederlo! Se ti serve il numero di scarpe, chiedilo!).
  2. Cerca di chiarire tutte le finalità per le quali verrà usata l’email: farà più fatica ad andarsene.
  3. Double opt-in: chiedi conferma dell’iscrizione per aumentare la consapevolezza del destinatario. Fregare l’email velocemente e senza riscontri è direttamente proporzionale al futuro tasso di click sul bottone SPAM.

Quali sono gli errori più comuni che si commettono quando si tratta di email marketing?

Un errore che facciamo tutti è quello di ridurci all’ultimo giorno: l’operatività aziendale è forsennata e spesso non c’è neanche il tempo di fare bene tutti i controlli e scrivere con cura tutti i testi.

Il secondo errore comunissimo è non fare test A/B: spesso questa pecca è anch’essa causata da questioni di tempo ma molto più spesso il vero motivo è la mancanza di umiltà! Un test A/B non inganna: se i dati dicono che l’oggetto proposto dal Direttore generale performa un 30% in meno rispetto a quello scritto dalla donna delle pulizie, sul gradino più alto del podio c’è e rimane la donna delle pulizie!

L’ultimo errore è forse quello di non imparare, quasi mai, dai risultati: se ho tracciato tutto (aperture, click, orari, ecc.), dovrei usare questi dati per conoscere di più le persone che leggono le mie email. Questo è sempre molto importante.

Siamo curiosi, puoi darci qualche anticipazione sui temi che affronterai nel tuo modulo?

La sorpresa è sovrana! :) Però, se hai letto gli argomenti qui sopra, secondo me un po’ lo hai capito.

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE AI DOCENTI:
SEO: come massimizzare la visibilità di un sito web?
Perché è importante avere una buona strategia sui social media? Parola a Luca La Mesa
Come sfruttare i trend del mobile marketing? I consigli di Lorenzo Viscanti
Da dove si parte per creare una digital strategy efficace? [INTERVISTA]
Vuoi sapere cosa lega video e lead generation? Ce lo spiega Edoardo Scognamiglio

Come vendere di più con il tuo eCommerce?
Come si realizza un web design efficace e comunicativo? Risponde Doctor Brand

KPI e Analytics: a cosa servono davvero? [INTERVISTA]
A cosa servono i micro momenti nel web marketing?
Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene
Privacy, social contest e cookies: cosa devo sapere?



Scritto da

Rosanna Crocco

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

Classe 1987; cresce ad Acri, un paesino in provincia di Cosenza. Una Laurea in Economia Aziendale ed un Master in Marketing Management le permettono di studiare ed approfondire ... continua

Condividi questo articolo


Segui Umeka su Twitter .

Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it