It's economy stupid: la SEO e l'Inbound Marketing al servizio del business [GUEST POST]

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Fabio Di Gaetano

Questo articolo è stato scritto da Fabio Di Gaetano, SEO Strategist di Argoserv e docente del SEO & SEM Lab.

Come usare la strategia SEO per far decollare la tua carriera o la tua azienda? SEO, SEM, Inbound marketing, content marketing... spesso ci riempiamo la bocca di esotici acronimi e termini tecnici un po' per fare colpo, un po' per darci delle arie, un po' perché crediamo che quelli con cui ci relazioniamo (imprenditori e colleghi ) siano in grado di comprenderci.

La realtà è che questo non succede quasi mai.

Credo che una tale autoreferenzialità, l’utilizzo di un gergo da iniziati e saccenti, sia uno dei motivi per cui molte imprese non riescono a trovare una strada sul web: la colpa è nostra e il nostro atteggiamento nasconde un’attitudine sbagliata e autolesionista.

Il marketing online o offline deve servire e parlare il linguaggio del business altrimenti è una disciplina sterile, settaria, inutile e... povera.(Se le imprese non fanno business online siamo noi digital marketer a rimetterci: se porti soldi o comunque valore  a un’impresa, questa sarà ben felice di pagare la tua fattura, altrimenti ti liquiderà per cercare migliore sorte!)

Ricorda sempre: il business è il fine, il marketing il mezzo.

Le imprese comprendono solo il fatturato, i guadagni e le opportunità che sei in grado di creare: del lessico, della fuffa e di come si chiami quello che stai facendo, se ne sbattono altamente (perdona il francesismo).

Perciò intendiamo affrontare il SEO & SEM LAB (ad ottobre a Milano) come stiamo facendo per il corso in SEO e SEM strategy, con un approccio molto pratico, un linguaggio semplice e accessibile a tutti, orientato al business e senza troppi fronzoli. Cercheremo di farti testare sul campo quello di cui ti abbiamo parlato. 

Sono molto orgoglioso del fatto che siamo stati i primi in Italia, due anni orsono, a trattare nel nostro affollato corso la tematica dell'Inbound Marketing in maniera organica (oggi molti ne parlano anche perché fa tendenza e il nuovo vocabolo alla moda è divenuto lead generation).

La realtà è che l’Inbound Marketing funziona e fa proseliti perché è una metodologia che pone al centro il business, e se ben eseguita porta risultati concreti e misurabili (quelli che nel corso e nel post in cui parlo approfonditamente dell’inbound marketing e che ti invito a leggere, ho chiamato i numeri che contano).

seo strategist

Ti faccio un esempio: molti SEO per mostrare la propria bravura si vantano di essere visibili in pagine dei risultati di ricerca (SERP)  molto competitive (e non è cosa da poco) e rilasciano ai clienti, come prova della propria abilità, report pieni di liste di parole chiave in Excel con indicate le posizioni raggiunte.

Domande dell'imprenditore: “Cos'è questa tabella? Quanti contatti interessati mi porti (scusami, è più chic “lead”)? Quanti contratti? Quanti ricavi? Qual è il ritorno del mio investimento? Quanto mi costa un click, quanto un contatto interessato?”…

Può sembrare un paradosso ma può essere molto più utile al business un SEO strategist o un inbound marketer, meno bravo tecnicamente, ma in grado di trovare una strada diversa e posizionarsi per argomenti meno battuti e keyword meno competitive ma più furbe (e non parlo solo di long tail), rispetto al SEO specialist guru che ti fa arrivare primo (magari anche con mezzi a rischio di future penalizzazioni) per una keyword più “trafficata” ma che genera meno frutti tangibili.

Inoltre il posizionamento SEO, seppure fondamentale, non è che uno degli aspetti di cui tenere conto nella tua strategia digitale (ti ricordo che il web 1.0 è sepolto da tempo): il bravo inbound marketer deve avere una visione a 360 gradi del business (online e se possibile offline, visto che la distinzione fra reale e virtuale è sparita) e non far dipendere il suo successo solo dal posizionamento su Google.

Se sono primo in Serp ma poi il web e i social sono inondati da commenti e recensioni negative sull'azienda o sul servizio, se il prezzo di quello che offro è (a parità di caratteristiche) notevolmente superiore, se il call center risponde male e la customer care è inesistente, se sono posizionato bene ma uso descrizioni che non sono invitanti e non attraggono visite, se il testo delle mie pagine (copy) non è buono e l'utente non fa quello che vorrei facesse (perché le call to action sono inefficaci), il solo ranking porterà ben poco (e l'azienda ci dirà che siamo inefficaci).

La colpa del fallimento di un progetto digitale (il fatto che cioè non converta) può essere nostra o dell’impresa: ma noi, numeri e dati alla mano, dobbiamo saperlo e dobbiamo essere in grado di riportarlo all'azienda.

Ok, ma allora le competenze SEO non servono? Davvero la SEO è morta? No, anzi  c'è sempre più bisogno di SEO preparati: la prima pagina di Google nasconde ancora una miniera d’oro e delle opportunità incredibili.

Quello che intendo dire è che con un corso (la stessa cosa vale per un libro), per quanto ben fatto, non imparerai la SEO e tantomeno  l’Inbound Marketing: ma se imparerai a ragionare strategicamente, se acquisirai le basi tecniche, se troverai le fonti da seguire per l’approfondimento, se ti trasmetteremo l’entusiasmo per questa disciplina complicata ma affascinante e ricca di opportunità, se riusciremo a farti sporcare le mani e a farti iniziare tuoi progetti da proseguire con tenacia ed impegno, allora avremo svolto il nostro ruolo.

global economy

Il resto lo dovrai fare tu sul campo con test, ore e ore di osservazione delle SERP, esperimenti, studio e tanto olio di gomito (ed anni di sacrifici). La cosa che ci conforta è che nei nostri corsi passati abbiamo trovato molti colleghi che si sono entusiasmati e hanno tratto benefici dal corso e ora stanno proseguendo il proprio percorso con passione e impegno.

Scusa se mi sono dilungato, ti lascio alcuni consigli utili per il futuro o meglio alcune domande che devi porti prima di iniziare un’attività SEO e inbound sul web:

  1. Qual è l’obiettivo di business che ti prefiggi (visibilità? contatti interessati? contratti?  ecc)
  2. Il tuo mercato è globale o locale?
  3. Intendi sviluppare un business online o ti interessa portare clienti nel tuo negozio (o entrambe le cose)
  4. Chi sono i tuoi competitor?
  5. Qual è la loro forza sul web? Come sono messi sulle SERP?
  6. Quali sono le parole chiave che ti caratterizzano?
  7. Ci sono parole chiavi meno concorrenziali ma dove puoi avere vita facile in meno tempo e con minor fatica?
  8. Quale tipo di contenuti vengono premiati da Google per le parole che ti interessano?
  9. Come puoi differenziarti.

Il resto non posso svelartelo, ma devi venirlo a scoprire di persona.

P.S. → Ricorda quello che ti ho detto nel corso: osserva, osserva, osserva...

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