Rockin'1000: Cesena chiama, i Foo Fighters rispondono [VIDEO]

foo fighters rockin'1000

Mesi e mesi di preparazione, promozione, passaparola su Facebook. Una campagna di crowdfunding lanciata a dicembre dello scorso anno. Una pagina che giorno dopo giorno ha raccolto sempre più fan, partendo dalla Romagna per poi raggiungere tutta Italia, mentre si diffondeva la voce che qualcuno stava cercando 1000 musicisti per suonare dal vivo, a Cesena, “Learn to Fly” dei Foo Fighters, per entrare nel Guinness dei primati e convincere la band di Dave Grohl ad esibirsi proprio nella città romagnola. Rockin’1000 è un sogno diventato realtà, raccontato da un video meraviglioso che ha raggiunto in poche ore milioni di visualizzazioni.

La band statunitense ha risposto all’originale appello dei musicisti e degli spettatori accorsi per assistere ad un evento unico nella storia. Un tweet che ha fatto sognare i fan italiani, mandati poi letteralmente in visibilio con il video dello stesso Grohl, pubblicato poche ore fa, in cui il frontman dei Foo Fighters si mette alla prova con l’italiano e promette di far presto visita alla Romagna coi suoi soci.

 

Ci vediamo a presto, Cesena…. xxx Davide

Posted by Foo Fighters on Venerdì 31 luglio 2015

 

Da romagnola e fan, mi unisco al coro: non deluderci, Davide. I ragazzi di Rockin’1000 hanno organizzato una delle cose più belle che si siano viste sul web italiano (e non solo) negli ultimi anni, frutto di passione, buona volontà, spirito collettivo.

Foo Fighters, noi vi aspettiamo!

Quali sono gli ingredienti per un efficace Corporate Storytelling? [FREE MASTERCLASS]

corporate storytellingTutti hanno una storia, i racconti esistono da sempre e questo fa del corporate storytelling un’arma vincente. Quello che resta da fare è imparare a raccontare storie che sappiano coinvolgere attivamente il pubblico e riescano ad instaurare e alimentare una relazione duratura con i clienti. Come?

Creando storie ispirate a contesti narrativi efficaci in cui i clienti sappiano riconoscersi e ai quali vorranno partecipare condividendo gioie e dolori, perché in fondo si è attori dello stesso destino. Lo storytelling aziendale oggi diventa uno strumento indispensabile e per imparare ad usarlo a proprio vantaggio è necessario capire quali sono gli ingredienti per una narrazione veramente efficace.

corso storytelling

Lasciati ispirare dai migliori esempi di Corporate Storytelling

Qual è il segreto dei case study di più grande successo? Nessun segreto. Si tratta di un metodo comune e il 30 settembre, dalle 17 alle 18, potrai scoprire di cosa si tratta. Con Daniele Orzati, docente del Corso Online in Corporate Storytelling della Ninja Academy nonché Storytelling Designer in Storyfactory, potrai esplorare i più affascinanti progetti narrativi dei brand che “ce l’hanno fatta” e finalmente comprendere la formula vincente delle storie migliori e lasciarti ispirare per costruire la tua efficace strategia di corporate storytelling.

Sarà l’occasione per capire su quali aspetti puntare per conquistare la testa e il cuore dei propri pubblici, imparare a conoscersi e a raccontarsi in maniera ottimale prendendo ad esempio case study nazionali e internazionali.

Partecipa alla Free Masterclass del Corso Online in Corporate Storytelling

L’appuntamento è online e gratuito ma non perdere tempo e corri ad iscriverti, i posti sono limitati! Qualora fossi impossibilitato a seguire i web-live, potrai ritrovare video e slide a distanza di un paio di giorni dalla diretta sulla piattaforma e-learning. Sarà possibile consultarli online senza alcun limite di tempo.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
Corso Online in Corporate Storytelling

Daniele Orzati
Mercoledì 30 settembre 2015, dalle ore 17

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!
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10 cose che abbiamo imparato al Master Online in Social Media Marketing

Paola Leo

Questo articolo è stato scritto da Paola Leo, Guerriera del Master Online in Social Media Marketing 2015.

Il Master online in Social Media Marketing della Ninja Academy si è appena concluso, ma è già tempo di far tesoro dei concetti appresi. I docenti sono stati scelti tra i migliori professionisti del settore, quindi fare un breve sunto dell’intera esperienza del Master non è semplice.

Ecco perché riassumerò in 10 punti i concetti principali emersi durante le lezioni.

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#1 Il nostro brand è già sui Social Media, prima ancora di aprire qualsiasi account

Nelle conversazioni delle persone, tra i commenti e i racconti di esperienze, nelle pagine e nei profili fake e tra i gruppi nati spontaneamente online: il nostro brand vive già in rete, anche se non ha ancora una presenza ufficiale. La domanda, quindi, non è più se attivare una presenza ufficiale del brand, ma come farlo.

#2 La bussola di una Social Media Strategy è l’obiettivo di business

Non solo tattica, ma anche strategia. Partire sempre da un obiettivo di business per costruire un piano editoriale e scegliere quali metriche misurare sui social. La scelta di quali properties attivare non deve essere una corsa a chi ha più social, ma deve dipendere da obiettivi e strategia.

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#3 Mettere in relazione i dati per migliorare le performance

Questa è l’abilità più importante di un social media strategist. Non tutto può essere misurato, ma senza misurazione si naviga a vista. Ecco perché un piano editoriale efficace è sempre verificabile e misurabile.

#4 “Tell a great story, because facts tell, but stories sell”

Non importa cosa tu stia vendendo, la storia che devi raccontare è più importante del prodotto stesso. Un brand che si racconta definisce un’ambizione che va oltre le aspirazioni commerciali. Ecco perché è necessario costruire progetti narrativi efficaci.

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#5 Il video è il segmento più in crescita dell’adv online

Non esiste mezzo migliore per raccontare una storia di un video. Il video marketing (sotto forma di video tutorial, trailer, sessioni e-learning, lezioni in streaming o spot pubblicitari) è uno strumento imprescindibile per la generazione di lead qualificati.

#6 Non solo Youtube: l’escalation di Vine

Perfettamente declinato con la formula del SOLOMO (SOcial + LOcal + MObile), Vine è un valido strumento di branding, con un alto tasso di engagement. Qualche numero? Un Vine branded content è visto 4 volte di più rispetto ad un normale video.

#7 Internet è contenuto e capacità di portarlo alle persone

Tramite un contenuto interessante, un’azienda instaura un legame diretto ed emozionale con gli utenti. La qualità del contenuto determina la qualità delle audience coinvolte.

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#8 Pensa e agisci come un editore

Un piano editoriale è fondamentale, aiuta ad essere costanti, coerenti e variegati nei contenuti. Una linea editoriale può scegliere se concentrarsi maggiormente su brand e prodotto o se spostare il suo baricentro sugli interessi del target.

#9 Non puoi piacere a tutti

Alla domanda “A chi mi rivolgo?” non si può rispondere “Mi rivolgo a tutti”. Tentare di piacere a tutti porta sicuramente a un dispendio di risorse che non farà giungere ai risultati sperati. Occorre identificare network popolati dal nostro target o che lo possano influenzare nei processi di acquisto.

#10 Ogni social media manager deve legittimare il proprio lavoro ogni giorno

È molto frequente che figure professionali legate al mondo dei social vengano prese poco sul serio, come se svolgessero una sorta di attività accessoria del marketing. Occorre far comprendere il proprio ruolo sia agli occhi degli utenti, sia all’interno della propria realtà lavorativa aziendale.

La Ninja Academy Experience

Assistere e dibattere alle lezioni di alcuni dei più importanti professionisti del palcoscenico social italiano (e non solo) gratifica e accresce il bagaglio di esperienze.

Ninja Academy

La Ninja Academy è da anni maestra in questo: vantare grandi nomi di professionisti, costruire un modello di apprendimento semplice e flessibile, porre gli “studenti” nella posizione di interlocutori e costruire una piattaforma che consente la consultazione di tutto il materiale utilizzato durante le lezioni.

Terminato il corso i materiali sono sempre pronti da consultare e sul sito della Ninja Academy è possibile trovare i video delle lezioni. Se hai qualche domanda puoi rivolgerti direttamente al docente via email o utilizzare il tempo a disposizione durante i Question Time, e le lezioni dedicate agli approfondimenti.

Ninja Academy

Il gruppo privato su Facebook riservato ai partecipanti del Master Online diventa un vero e proprio forum in cui confrontarsi, scambiarsi idee e fare networking.

E ora?

A proposito, hai per caso perso l’occasione di iscriverti al Master e assistere alle lezioni? Nessun problema, il Master online è disponibile anche in versione on demand, quindi sei ancora in tempo per approfondire e arricchire i 10 punti che hanno maggiormente colpito me.

Dai un’occhiata anche ai prossimi corsi in programma! >>

Perché il marketing dei micro-momenti è il futuro secondo Google

Nel mondo iperconnesso di oggi, la difficoltà maggiore per i marketer è quella di prevedere i cambiamenti nel comportamento del proprio target. Negli ultimi anni il maggior impatto è stato provocato dalle tecnologie mobile che hanno modificato radicalmente l’atteggiamento di consumo, frammentando il consumer journey in micro-momenti.

Big G ha recentemente diffuso un’infografica che descrive sinteticamente i tratti più rilevanti di questa tendenza. Esisterebbero 4 micro-momenti principali:

  • I-want-to-know
  • I-want-to-go
  • I-want-to-do
  • I.want-to-buy

Il brand deve riuscire a intervenire in tempo reale su quelli che sono i bisogni di un consumatore sempre più impegnativo. Deve riuscire a fornire una risposta immediata, rilevante e adeguata alla necessità.

 

Dati alla mano

Un recente studio del colosso di Mountain View mostra le percentuali che descrivono come le abitudini dei consumatori siano innegabilmente condizionate da decisioni prese sul momento, in genere grazie alla consultazione di uno smartphone.

Circa l’82% degli utenti ricorrono allo smartphone per orientarsi nella scelta durante un acquisto in store.

Il 62% cercano sul proprio smartphone la soluzione ad un problema o il modo in cui svolgere un compito nuovo.

Il 90% degli utenti ha fatto progressi nel raggiungimento di un obiettivo a lungo termine usando lo smartphone nei tempi morti.

Il 91% degli utenti trovano sullo smartphone nuove ispirazioni e idee mentre stanno facendo altro.

Consigli per i marketer

 

#1 – Individua i micro-momenti che vuoi dominare

Per prima cosa è necessario identificare quali sono le fasi del consumer journey in cui può essere fondamentale il tuo intervento per agganciare il cliente: come cerca informazioni? Quando ha bisogni del tuo prodotto?

#2 – Comprendi i bisogni del consumatore in ogni momento

Ti sei mai chiesto se in un preciso momento il tuo cliente ha un determinato bisogno che tu puoi soddisfare? Puoi fornirgli dei contenuti utili al riguardo?

#3 – Decidi in base all’ambiente in cui si trova un utente

La localizzazione sia geografica che temporale può aiutarti a trasmettere delle informazioni sempre su misura del cliente.

#4 – Migliora con il tempo

Ricorda che l’unica variabile importante è il consumatore, muoviti e modifica le tue strategie intorno a lui, non ad altri obiettivi.

#5 – Misura e controlla

Non c’è progressione se non sai dove stai andando. Quindi misura i tuoi successi per continuare ad aggiustare il tiro (vedi punto 4).

10 gadget ideali per tutti i Social Media Addicted

A me sono venuti gli occhi a cuoricino, appena li ho visti sono saltata sulla sedia e puntando il dito allo schermo ho iniziato a urlare: “Li voglio… sì, anche questo… deve essere mio!!!” Se anche voi come me siete dei veri Social Media Addicted non potrete resistere ai 10 gadget social e tecnologici scelti per voi dai Ninja e proposti da Buzzfeed.

Le T-shirt

Sono 2 social t-shirt che esprimono la passione per un tipo di comunicazione che ha rivoluzionato il modo di vedere le cose… rendendoci anche un po’ delle persone strane 😆

1 – Social media thing

 Con €20,50 la maglietta che ‘non tutti possono capire’ può essere vostra nei colori bianco, grigio e blu. Acquistabile online su Cafespress.co.uk 

2 – Tutti insieme appassionatamente

 

E’ la t-shirt che raccoglie tutti i social e che i più addicted adoreranno! Al prezzo di $20,49 può essere vostra tramite in una infinità di colori su Spreadshirt.com 

In cucina

Anche davanti ai fornelli si può mantenere viva la passione per i social, e con questi oggetti è molto semplice.

3 – Social mattarello

 

Per dar vita anche a impasti social e hi-tech: il gadget può essere vostro a €22,82 acquistandolo su Etsy.com

4 – Biscotti hashtag

Ad un party tra social media addicted di certo non possono mancare i biscotti a forma di cancelletto e con soli €9,31 potrete creare questo originale prelibatezza.

5 – Un cancelletto porta schifezze

Per poter mangiare caramelle e schifezze varie ma contemporaneamente twittare  😆 L’originale ciotola è acquistabile online a €9,60. 

In ufficio 

E’ proprio nell’ambiente dove lavorate che, cari Social Media Addicted, potete dare libero sfogo alla vostra passione.

6 – Un timbro che piace?

Per poter dire cosa ci piace ma anche cosa non ci piace nella vita reale ecco il ‘like’ e ‘dislike’ stamp! Si compara su Amazon con soli $18,18 

7 – Una tazza di notifiche

E’ la tazza che gli appassionati delle foto e del social per eccellenza, Instagram, non possono non avere sulla scrivania: disponibile su Etsy.com costa solo €9,31

8 – Un inbox di appunti

Molto originale il block notes a forma di messaggio Facebook: è disponibile su Amazon a $5,98. 

9 – Una chicca per le Instagramers

Una borsetta cool e anche vintage per portare con sé la macchina fotografica e (non solo). L’accessorio che rappresenta il logo del social di immagini costa €30,70 e presto tornerà ad essere disponibile all’acquisto su Etsy.

10 – Una chicca per i Geek Men

gemelli a forma di chiocciola sono un accessorio che ogni ragazzo Hi-Tech e Social Addicted vorrebbe avere. Si possono acquistare con un investimento di €185,32… ehm, sì, “costicchiano”… ma sono fatti a mano e ne vale la pena!

Allora Ninja, avete scelto il gadget che più riassume la vostra passione per i social network? Ditecelo tra i commenti!  😉

Spotify: tre regole per costruire la tua presenza digital-musicale


La musica è una leva potentissima che può portare ogni esperienza a livelli memorabili. Per questo  uno dei più importanti servizi di streaming musicale al mondo, Spotify, rappresenta una grande opportunità soprattutto se si vuole arrivare al pubblico più giovane. Per aziende che non fanno parte dell’industria musicale, la sfida sembra complicata: ma come ci raccontano alcuni casi studio di questi ultimi anni, non impossibile.
Andiamo a scoprire tre regole fondamentali per costruire la propria presenza su Spotify, per far diventare questa piattaforma organica al nostro ecosistema digitale.

CREARE

Questa estate 2015 vede la Dunkin’ Donuts  promuovere la sua linea di iced coffee organizzando cinque concerti con altrettanti artisti in cinque città. La campagna DD Summer Soundtrack ha visto la partnership con Spotify non solo per distribuire questi contenuti esclusivi ma anche per la promozione degli stessi sui social. Insomma, creare delle playlist dedicate che richiamino gli eventi offline può essere un modo per far rivivere le emozioni dell’evento stesso!

LEGGI ANCHE: SPOTIFY, ARRIVA LA PLAYLIST INTELLIGENTE DISCOVER WEEKLY 

INTEGRARE

Un’ idea perfetta se si tratta di servizi distribuiti in rete: raggiungere Spotify dal proprio smartphone o da desk, infatti, è molto più semplice!
Ne sa qualcosa Uber, che a novembre 2014 ha creato Spotify your ride: attraverso il proprio profilo premium il passeggero potrà scegliere la musica per accompagnare la propria corsa… Sempre a condizione che l’autista Uber abbia abilitato quest’opzione.

PERSONALIZZARE

Il brand ha un’identità: personalizzare il più possibile quest’identità, scegliendo la musica che più è coerente con i valori che la marca porta con sè diventa decisivo. Questo però non vale solo per un discorso di brand identity: infatti, con il passare del tempo la musica giusta può cambiare, assumere mood nuovi, doversi aggiornare così come si aggiorna – ad esempio – l’azienda e i prodotti che propone.
Il network Bravo, ad esempio, ha creato delle playlist per alcune serie televisive, disponibili sul proprio sito e su Spotify. La selezione musicale viene aggiornata ogni settimana, seguendo l’evoluzione degli episodi.

E tu, come utilizzeresti Spotify? Scrivicelo nei commenti!

Letzgo, la mobilità urbana riparte dalla sharing economy [INTERVISTA]

Arrivata all’improvviso sulle prime pagine dei giornali grazie alle polemiche intorno al servizio offerto da Uber, in particolare a Milano, Letzgo parte in realtà da un’idea molto diversa da quella del noto servizio californiano.

Nella nostra chiacchierata Davide Ghezzi, founder e CEO di Letzgo, ci ha tenuto a sottolinearlo: “Offriamo un servizio di car pooling, rispettando le normative sui trasporti”.

L’idea di Letzgo è nata molto semplicemente, guardando le macchine ferme ai semafori in viale Papiniano a Milano. Una decina di anni fa Davide ha notato che il 90% di queste macchine avevano quattro posti liberi, cioè trasportavano solo l’autista. Lui era in ritardo, aveva bisogno di andare da un posto ad un altro e si chiedeva perché non potesse chiedere un passaggio a qualcuno che andava nella sua stessa direzione.

Poi sono arrivati gli smartphone, che hanno permesso di geolocalizzare i passeggeri che vogliono salire su quelle macchine e i driver che sono disposti a cedere uno dei loro posti, condividendo la stessa direzione di marcia.

L’unione tra la frustrazione per questa mobilità urbana poco efficiente e la tecnologia, che ha reso possibile una nuova fiducia nel prossimo, ha permesso di ideare e creare Letzgo.

“L’aspetto più importante di Letzgo credo che sia proprio questo: la tecnologia e la sharing economy abilitano una fiducia verso il prossimo che abbiamo già innata in noi. Il potere delle community della sharing economy è proprio quello di far leva sulla fiducia tra le persone e sulla possibilità di selezione all’interno delle stesse community”. Spiega Davide, ispirato, qualche anno dopo anche dall’esempio di Airbnb.

Le principali differenze con Uber e l’importanza dell’aspetto social di questa startup ce le ha spiegate proprio il founder di Letzgo.

Quali sono le differenze tra Letzgo e Uber? Ti aspetti le stesse reazioni controverse?

Letzgo, la mobilità urbana riparte dalla sharing economy

Letzgo è un servizio molto simile a Uber per quanto riguarda l’esigenza delle persone di muoversi nelle città, ma nel nostro caso tutto avviene attraverso un’app. Ci sono delle somiglianze chiare dal punto di vista dell’esperienza del passeggero, ma le vere differenze stanno nel fatto che noi ci uniformiamo alle caratteristiche del car pooling.

Letzgo, infatti, ha studiato per due anni, con un gruppo di legali esperti di digitale e di normativa sulla mobilità, una struttura che potesse essere legale. Per fare ciò abbiamo scelto di impostare il servizio sulla normativa del car pooling a livello europeo.

Una delle maggiori differenze con Uber è proprio questa: il passeggero indica il posto in cui deve andare, che è uno dei dati fondamentali per parlare di car pooling. Mentre in altri servizi è il guidatore a stabilire la destinazione e il passeggero lo segue, nel caso di Letzgo avviene il contrario: è il passeggero a dire dove deve andare e il guidatore, se e solo se sta facendo quella tratta, lo carica a bordo.

LEGGI ANCHE: Come la Sharing Economy può salvarci dalla crisi economica

La seconda vera differenza è che Letzgo nasce anche come una community di amici e quindi il pagamento della corsa è facoltativo e indicativo.

L’importo è volontario e libero, ma naturalmente Letzgo indica da subito un valore di rimborso spese che sia il passeggero che il driver condividono prima di accettare la corsa. Il passeggero, alla fine della corsa, può decidere se lasciare quell’importo, o se corrispondere di più o di meno, rispetto a quelli che crede siano stati i costi realmente sostenuti da parte del driver. In pratica, è un po’ come quando si va in macchina con amici e si lascia la cifra che si ritiene sia ragionevole.

Rispetto a Uber non ci aspettiamo problemi. Senz’altro pensiamo che la mobilità negli ultimi cinquant’anni non abbia avuto nessun tipo di innovazione e vogliamo essere parte di questo cambiamento che come sempre sta arrivando dalla California, ma anche dalla Francia, e che noi vediamo come inarrestabile.

La mobilità a livello urbano avrà degli attriti, questo è fuori discussione, ma non ci aspettiamo la reazione che c’è stata per Uber, anche e soprattutto perché la nostra non è una vera e propria tariffa.

L’esigenza a cui risponde Letzgo è quella della mobilità urbana, come Uber e come altri servizi. La differenza, che viene anche indicata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che negli ultimi tre mesi si è molto battuta per innovare la mobilità urbana, è che questo tipo di servizi sono complementari rispetto alla normale mobilità, cioè soddisfano una domanda che non verrebbe soddisfatta dai normali servizi già esistenti. Si tratta di una domanda più giovane, perché i rimborsi sono più economici, e quindi va investire un’utenza che comunque non userebbe un servizio più costoso come quello dei taxi.

Questo è il motivo per cui crediamo che community come Letzgo avranno supporto da parte delle autorità che dovranno essere chiamate a gestire le aree grigie che ci sono.

Letzgo adotta la filosofia della sharing economy, ma punta anche sul suo animo social. Cosa rende vincente questa accoppiata?

Letzgo, la mobilità urbana riparte dalla sharing economy

Questi due concetti sono nati insieme: il fatto che le persone si incontrino sempre di più sui social, quindi senza un vero e proprio contatto umano, fa crescere un’esigenza di contatto umano in modalità nuove. BlaBlaCar, Letzgo sono tutti casi in cui per soddisfare l’esigenza di muoversi si può approfittare di un momento per conoscere qualcuno di nuovo, all’interno di una community, dunque sempre in un circuito “protetto”.

Si può parlare di un vero e proprio risvolto naturale della crescita dei social online: il fatto che si sia pronti a conoscere altre persone è uno dei punti di forza di questi servizi, è quello che li fa funzionare.

Quando mi è venuta in mente l’idea di Letzgo pensavo proprio a queste necessità: muoversi e conoscere altre persone. L’unione delle due esigenze, insieme ad uno sfruttamento più conveniente delle risorse ha dato vita a questa startup.

In America ho cominciato a lavorare ad un servizio che si chiamava Ambrogio, dopo pochi mesi sono nate delle community, la più importante delle quali si chiama Lyft, che avevano come caratteristica un senso molto forte della community. Ecco, diciamo che anche quella è stata un po’ un’ispirazione e una conferma dell’aspetto social così importante.

Utilizzare il car pooling per muoversi è più utile, più sostenibile o semplicemente più cool?

Secondo me utilizzare il car pooling è veramente cool! Ma soprattutto cool è come vogliamo farlo diventare.

Prima di raggiungere questo obiettivo c’è ovviamente un tema di efficienza che va affrontato, ma il vero successo di queste community sta proprio in quanto è divertente tutta l’esperienza.

Innanzitutto il servizio deve funzionare, quindi c’è un’esigenza di utilità dalla quale non si può prescindere, ma il successo è dato proprio dalla capacità di distinguersi dai mezzi di trasporto tradizionali.

LEGGI ANCHE: Sharing Economy: i trasporti costano meno grazie alle startup italiane

Siamo concentrati sull’efficienza del servizio, ma il fatto di essere un servizio divertente è quello su cui ci stiamo focalizzando ora, magari portando avanti idee provocatorie e interessanti.

I driver di Lyft, ad esempio, mettevano enormi baffi rosa sui radiatori delle loro macchine. Ora sono stati eliminati perché erano un po’ troppo appariscenti, ma quei baffi hanno contribuito a creare la community. Noi siamo proprio a questo punto.

A differenza di Uber, la tariffa sulle auto in car pooling di Letzgo è su base volontaria. Il vostro business model è abbastanza forte per offrire questa possibilità agli utenti?

Letzgo, la mobilità urbana riparte dalla sharing economy

Io credo profondamente che la sharing economy renda possibili business model impensabili fino a qualche tempo fa.

Il comportamento opportunista all’interno della sharing economy e delle sue community non funziona a medio e lungo termine. L’esempio più calzante è proprio quello del viaggio condiviso con un amico: se il nostro amico non dividerà le spese, probabilmente dopo il primo o il secondo passaggio non sarà più preso a bordo.

Nel medio e lungo periodo questi business saranno invece sostenibili perché la community selezionerà in modo del tutto naturale le persone più corrette.

La community di passeggeri e di driver di Letzgo lo sta già facendo, selezionando chi effettivamente paga il rimborso pattuito prima della corsa.

Il nostro business model è molto stabile e testato: a partire da settembre noi prenderemo il 20% di qualsiasi rimborso. Quindi sempre proporzionale rispetto alle corse.

Davide Ghezzi, giovane ma non proprio adolescente. Letzgo un progetto che porti avanti dal 2013. Ci vuole pazienza per portare davvero una startup al successo?

Letzgo, la mobilità urbana riparte dalla sharing economy

Tantissima! Fortunatamente io avevo delle esperienze solide di partenza: ho lavorato prima a Londra in una Banca d’affari, poi ho fatto parte di una società di energie rinnovabili tra Londra, la Romania e l’Italia, e quindi sapevo già a cosa andavo incontro.

Un progetto di questo tipo è molto più complicato e ambizioso perché va a toccare un’innovazione che ha già avuto molto successo in città come Milano, ma che non è più stata toccata.

L’età è molto utile per l’esperienza e per imparare a non demordere, ma soprattutto per avere uno standing diverso rispetto a investitori e interlocutori. In Italia le cose stanno molto cambiando, ma è ancora importante dimostrare di aver fatto bene in passato per poter convincere un investitore a darti dei soldi e portare avanti la tua idea.

Già durante l’università, nel 1999, avevo creato una società che si chiamava Cellulari.it, ma nessuno credeva a dei ragazzini. Non c’era quella fiducia che è arrivata con l’esperienza, anche se alla fine la società è andata avanti ed è stata anche venduta.

Per questo ho cercato col tempo di fare esperienze che potessero darmi un curriculum tale da permettermi di presentarmi in modo diverso davanti a chi mi doveva aiutare a partire o a sviluppare l’idea. Parlo di stakeholder davvero molto vari, dagli investitori di diverso tipo, agli amministratori pubblici, fino ai ministri.

Oggi anche i ragazzi più giovani, per fortuna, sono più ascoltati, sintomo che qualcosa sta davvero cambiando.

Affissioni intelligenti: il nuovo esperimento di MC Saatchi

Immaginate una campagna billboard, posizionata presso una pensilina del bus, i cui elementi principali dell’annuncio mutano rispetto alla reazione suscitata nei passanti.

Scenari futuristici da Cronache marziane?Nuove forme di advertising provenienti da Kepler 452b? No, semplicemente si tratta dell’ultima campagna dell’agenzia creativa M&C Saatchi London per il fake brand Bahio Coffee.

La tecnologia alla base della campagna utilizza un algoritmo “genetico” che valuta l’efficacia dei diversi elementi (copy, layout, fonts e immagine) attraverso il riconoscimento facciale. Una videocamera piazzata sul billboard misura l’efficacia dell’annuncio in tempo reale rispetto alle espressioni dei passanti (felici, tristi o neutrali).

LEGGI ANCHE: Come rendere i brand editori? Il caso Show Reel

Tutti gli elementi che non riescono ad innescare interesse vengono semplicemente eliminati dall’algoritmo a vantaggio di quelli maggiormente apprezzati. Ciò ovviamente prevede un lavoro a monte di produzione delle diverse creatività proposte sul display dell’affissione.

David Cox – CIO @ M&C Saatchi – ci tiene però a rassicurare i pubblicitari di tutto il mondo:

Quest’innovazione rappresenta un territorio nuovo per l’industry poiché per la prima volta un annuncio viene lasciato vivere da solo, sulla base di ciò che funziona, e non su ciò che un singolo individuo crede possa funzionare. Non vogliamo con questo sminuire il ruolo del creativo ma siano consapevoli che la tecnologia avrà sempre un ruolo maggiore in ciò che facciamo.”

L’idea nasce probabilmente dall’esigenza di introdurre all’interno dei tradizionali annunci stampa billboard la possibilità, tipica del performance marketing, di modificare la campagna in tempo reale rispetto alle reazioni del target.

Ad oggi non è stata resa pubblica la struttura specifica dell’algoritmo dietro quest’azione né il budget che tale creatività richiede rispetto ad una campagna tradizionale. Sembrerebbe piuttosto un invito da parte dell’agenzia rivolto ai brand di tutto il mondo a sperimentare nuove forme di advertising, possibilmente con M&C Saatchi.

 

Credits:
Cliente: Bahio
Agenzia: M&C Saatchi London
Agenzia OOH: Posterscope
Media: Clear Channel UK

Lovie Awards, otto motivi per partecipare

Indeciso? Non esserlo più. Ecco otto motivi per iscriverti ai Lovie Awards.

1. Il tuo lavoro sarà esaminato dai migliori

I vincitori dei Lovie Awards sono selezionati da una comunità esperta di artisti, innovatori in tutti i campi del panorama digitale.

Quanto ti iscrivi, il tuo lavoro è osservato dai membri dell’ International Academy of Digital Arts and Sciences (IADAS). Fra i giudici ci sono Stephen Fry, Imogen Heap, Dan Howell (Vlogger, danisnotonfire), Vic Hayes (“il padre del Wi-Fi”), Robin Chase (Fondatore di Buzzcar), Iain Tait (ECD, Wieden+Kennedy London), Eric Wahlforss (Co-Founder, Soundcloud), il fashion designer Henry Holland and so many more.

2. Celebra il tuo team

Attraverso l’iscrizione, rendi onore alla fatica e alla dedizione che tu e il tuo team avete impiegato in questo progetto. Mostragli quanto valore dai al loro lavoro.

LEGGI ANCHE: Come rendere i brand editori? Il caso di Show Reel

3. Socializza e scambia opinioni

I Lovie Awards sono l’unico premio pan-europeo riconosciuto dal web. Con la crescita del web, sono diventante molte le tecnologie, i contenuti e le esperienze da premiare. Ogni anno partecipano ai Lovie Awards le menti europee più brillanti.

4. Alza l’asticella

Vincere i Lovie Awards significa arrivare ad un altro livello. Brillerai davanti ai tuoi clienti, colleghi e conoscenti. Con oltre 45 milioni di impression all’interno di testate come Creative Review, Huffington Post, BBC, The Sunday Times e The Next Web, la pubblicità e il riconoscimento dei Lovie Awarda generano per i loro vincitori un valore enorme facendo conoscere al mondo il tuo lavoro.

5. Domina il Social Web

Seguendo lo spirito del web, i finalisti verranno votati dai pubblico per vincere il premio “People’s Lovie Award” nella loro categoria. Partecipare a questo premio aiuterà a costruire una community, facendo conoscere il tuo progetto a tantissime persone in tutto il mondo.

6. Dichiara il tuo amore

Non solo i vincitori celebreranno la loro vittoria al più grande party europeo a Londra, ma accetteranno il premio con un discorso dichiarando il loro Lovie per l’innovazione e il rinnovamento.

7. Fare la storia

I vincitori entreranno a far parte di una comunità di innovatori del web. Aiutaci a celebrare i lavori più innovativi, creativi del web.

8. Esserci per vincere

Non dimenticarti il fattore più importante: il tuo fantastico lavoro non potrà essere celebrato dalla nostra Academy se non avranno la possibilità di vederlo. Per vincere devi iscriverti. L’ultimo giorno utile per iscriverti è il 31 Luglio. Iscrivi oggi il tuo progetto.

Ninja Social Oroscopo dell'Estate

oroscopoEccoci finalmente arrivati all‘estate e non c’è dubbio che tutti i segni, in modo diverso, sapranno come sfruttare questo magico momento dell’anno!

Per il segno del Leone questa stagione potrebbe addirittura considerarsi “ipnotica”, perché tutti ma proprio tutti penderanno dalla sue labbra, partner in primis…altro che potere Social dei Vip! Attitudine diversa per il Toro, che potrebbe andare incontro a una separazione stile Google +, molto serena e pacifica (e solo laddove lo vorrà), ma che gli farà vivere un’estate decisamente più libera da ingombri…

Per l’Acquario si profila un’estate densa di impegni, ma che dovrebbe vivere piuttosto alla giornata senza inutili e stancanti aspettative, mentre il Capricorno penserà (speriamo non troppo) a come massimizzare visibilità e redditi…che si goda le vacanze e stacchi per ripartire carico al prossimo corso di SEO !

Bilancia finalmente più libera dal senso di colpa, nei confronti del partner, nei confronti del capo oppure della famiglia: sarà lui/lei stessa a fare da Editor della propria vita! Ariete vacanziero innamorato e dedito a dare attezioni al partner (se qualcuno tuba sotto il vicino ombrellone scommetiamo che sia uno di loro) e se vi foste sbagliati si tratterà probabilmente di una Vergine, che grazie a Venere e Giove si trasfoma in Dea dello Storytelling anche da spiaggia…purché a lieto fine!

Volete sapere che vacanzieri saranno  i Gemelli ?? Leggete l’intervista di un autorevole esponente della squadra e ne avrete un’idea: geniali, creativi e sempre mooolto ironici e stimolanti!

I Pesci sono decisamente più maturi e consapevoli sia dentro che fuori dall’acqua, sicuramente in fase di proficua trasformazione un po’ come youtube…occhio solo a non pestargli le pinne! Non tanto diversamente succederà al Sagittario, per cui Saturno ha avuto lo stesso effetto di un gavettone d’acqua fredda: shoccante, ma anche super stimolante!

Estate di serenità e riflessione amorosa per il Cancro con tanti momenti ed emozioni da fotografare (ovviamente con smartphone) e periodo di meritatissimo relax per lo Scorpione che anche in vacanza si guadagnerà il titolo di leader indiscusso della comagnia, anche per decidere a che chiosco andare a bere l’aperitivo…ci sta bene, a patto che soprattutto in vacanza riusciate a volte a DELEGARE!

BUONA ESTATE A TUTTI!!!