New York Times: ecco la nuova App di microstorie digitali pensata per l'Apple Watch

Il New York Times lancia un nuovo progetto di storytelling specifico per l’Apple Watch: racconti di una sola frase, ideali per piccoli (piccolissimi!) schermi come, appunto, lo smart watch della casa di Cupertino. L’idea nasce con l’intento di offrire ai lettori i dettagli essenziali di una “storia” (nel senso di “racconto di un evento”) , da cogliere al volo tra un impegno e l’altro.

Le foto non mancheranno, gli emoticon nemmeno, e i bullet points aiuteranno a chiarire i fatti principali. Si potrà integrare la nuova app con Handoff ed espandere il racconto su iPhone o iPad. Inoltre, ci sarà la possibilità di salvare e leggere il mini-racconto quando si vuole.

L’iniziativa permetterà di leggere sull’Apple Watch tutte le short stories delle sezioni più importanti del Times: business, politica, scienze, arti e, ovviamente, tecnologia. Il lancio è previsto per il 24 aprile.

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Mobile, informazione e storytelling: vietato ignorarli!

Questa notizia conferma due trend del mondo del digital marketing: il mobile è ormai una leva imprescindibile e la metodologia dello storytelling funziona tanto bene che anche l’informazione la sfrutta per raggiungere i suoi lettori (cfr. il fenomeno, molto discusso, dell’infotainment).

Insomma, nel momento in cui studiamo la nostra content strategy, dobbiamo pensare al mobile non come a un’opzione, ma come a un passo obbligato nel marketing contemporaneo, così come dobbiamo valutare se usare la metodologia dello storytelling per tutti i processi comunicativi della nostra azienda.

A voi la parola: cosa pensate di questa scelta del Times? La trovate intelligente o avventata?

Non chiamatelo pesce d’aprile: Ceres offre davvero una birra agli operai Expo

Fa sorridere, è decisamente originale e purtroppo terribilmente realistico.  Negli ultimi mesi, chi vive a Milano se ne sarà accorto, i cantieri Expo sembra quasi non dormano mai: pettorine arancioni e caschetti colorati si danno da fare di giorno e di notte, come piccole formichine laboriose lavorano per far nascere quelle strutture che tra un mese dovranno essere pronte per accogliere 20 milioni di visitatori in occasione dell’esposizione universale.

I veri eroi in tutto questo sono proprio loro, gli operai che ogni giorno alle 5 del mattino arrivano nei cantieri e ci rimangono fino a sera quando, stremati, vanno a ricaricarsi per il giorno successivo. Così sarà ogni giorno per il prossimo mese fino all’apertura ufficiale dei cancelli il prossimo primo maggio.

Ceres punta sulla tensione psico-sociale di Expo e decide di dedicare proprio a loro, probabilmente le vittime migliori per un “pesce d’aprile” quest’anno, questa giornata, offrendo birra e focacce. Tutti hanno riso, magari anche condiviso il post, in molti si sono meravigliati nel trovare il loro messaggio su Leggo e Metro, in migliaia si sono iscritti nel giro di poche ore all’evento creato su Facebook, ma in pochi hanno creduto che fosse tutto vero.

Portiamo una birra a questi ragazzi. Oggi pomeriggio alle cinque, alla fine del turno, offriremo birra fresca e focaccia ai lavoratori del cantiere EXPO.

Posted by Ceres on Mercoledì 1 aprile 2015

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Il messaggio è chiaro e non lascia spazio a fraintendimenti. Il punto è che siamo troppo abituati al carattere goliardico e un po’ sfacciato di Ceres e in una giornata in cui gli scherzi non si fanno mancare, risulta difficile prenderli sul serio. In realtà, però, forse proprio questo l’ha reso ancora più bello, proprio per questo ha stupito ancora di più.

Dopo la festa del papà, l’eclissi di sole, siamo pronti a scoprire che pesci ci saranno da pigliare questa volta. Grande attesa per vedere come i brand avrebbero approcciato questa giornata e una domanda è passata nella testa di molti: Ma Ceres che si sarà inventata questa volta?.

Beh, mi sento di dire che non ci hanno delusi e ancora una volta si sono distinti, un ulteriore passo avanti che li ha portati fuori dagli uffici di BCUBE – l’agenzia che segue la comunicazione per la birra danese. L’account a guidare il camion frigo, copy, art, direttori creativi e referenti della  Ceres schierati in prima linea a regalare un momento di leggerezza agli operai Expo. Casse di birra offerte da Ceres e tranci di focaccia da parte di BCUBE, una vera schiscetta, insomma!

Non c’erano hostess, steward o animatori, non c’erano giacche brandizzate o bandiere, solo loro, i ragazzi che abbiamo imparato ad apprezzare per i post taglienti, ironici e divertenti, quelli che rispondono ai nostri messaggi schierando niente meno che i Power Rangers e Chuck Norris.

BCUBE e Ceres ci stanno mostrando un approccio diverso: una sinergia tra agenzia e cliente così forte, così sicura l’una dell’altro, che li sta portando a far parlare di loro qualsiasi cosa facciano. C’è fiducia, c’è sintonia e un pizzico di coraggio, c’è reattività, collaborazione e una visione d’insieme che va oltre al “dobbiamo preparare un’infografica per il primo aprile”. Una visione che parte da un progetto, da un’idea e poi trova il mezzo più adatto per realizzarlo, senza paura di lasciare i panni digital se necessario.

Noi di Ninja Marketing siamo andati lì con loro, li abbiamo visti ringraziare i ragazzi che lavorano dentro la fiera con entusiasmo, stringere mani con un largo sorriso in viso per tutti e divertirsi per davvero. Abbiamo ascoltato le storie di chi è impegnato nella crescita di queste strutture, ad organizzare il lavoro o viene formato in attesa dell’arrivo dei visitatori.

Lo stupore sui loro volti, l’incredulità di un gesto gentile proprio per loro, il viso rilassato che si apre in un sorriso quando scoprono che non c’è nulla sotto ma che, al contrario, è un ringraziamento sincero. Si fermano volentieri a chiacchierare e sono orgogliosi di essere i veri eroi, finalmente celebrati almeno per un giorno.

La prossima volta lasciate anche voi il computer a casa, sollevate gli occhi dal telefonino, togliete gli auricolari, alzate il sedere dalla sedia e uscite, parlate con le persone, riscoprite il mondo vero e vedrete quanto questo può essere meraviglioso e quanto ci sia da imparare là fuori!

 

Ringraziamo Giorgio Serinelli per le fotografie in anteprima

Quando cercare lavoro diventa un gioco: MSC Crociere punta sulla Digital Gamification con Inner Island

Lunghe file alle agenzie di collocamento, copie infinite di curricula distribuiti a mano, notti insonni per comprendere come poter essere candidati ideali, “giovani ma con esperienza”, da assumere. Problemi di ieri ancora attuali e che, al tempo stesso, nel mondo digital diventano diversi, inventando nuove procedure e modi innovativi di mettersi in gioco e di presentarsi alle aziende.
Una di queste modalità innovative è rappresentata dalla gamification.

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Il potere della Gamification

Come ci ricorda, nel suo blog, uno dei guru italiani in materia – Fabio Viola – gamification significa soprattutto puntare su engagement e retention del proprio target di riferimento, rendendolo il protagonista assoluto. Gli obiettivi da raggiungere si trasformano nella vera discriminante in grado di rendere una strategia di gamification vincente, capace di fidelizzare e aumentare la brand awareness.

Anche i reparti HR si lasciano ammaliare sempre più dal fascino e dalle potenzialità del gioco in azienda. Una candidatura nell’era digitale sembra doversi liberare dei canoni e delle procedure tradizionali, quasi a voler dire che colloqui tradizionali o l’invio di CV tramite le pagine aziendali siano già parte di un passato preistorico. Per una generazione che cresce a pane e touchscreen, recruitment diventa sempre più sinonimo di opportunità per mettere in mostra la propria creatività e la gamification si presenta come una strategia adeguata a rivoluzionare le modalità di selezione e attestazione delle capacità dei potenziali candidati.
Come rinnovare e “ludicizzare” i processi di selezione del personale? Diamo un’occhiata al binomio scelto da MSC Crociere.

Inner Island: alla ricerca della vacanza ideale… e di uno stage

Social recruiting e gamification: sono questi i due elementi strutturali di Inner Island, il progetto targato MSC Crociere, in collaborazione con l’agenzia creativa We Are social.

“Un’avventura virtuale che ti farà viaggiare e scoprire la tua vacanza ideale, condividere le tue idee e che ti offrirà l’opportunità di uno stage retribuito presso gli uffici di MSC Crociere.”

Insomma, il premio in palio è invitante, la modalità di “vincita” non è da meno.
L’azienda italo-ginevrina fa approdare sul web, da febbraio di quest’anno, questo nuovo esperimento che rende la gamification una digital strategy efficace per uno screening inusuale dei candidati. L’obiettivo sarà consentire a 8 studenti o giovani laureati di poter diventare parte del team MSC Crociere in una delle sedi della compagnia tra Francia, Italia, Spagna e Germania.

Let’s play!

Come creare la propria vacanza ideale con Inner Island? Scopriamolo…
Con un target di riferimento giovane (dai 18 ai 25 anni), il primo step fondamentale per accedere all’esperienza virtuale di gaming prevede l’iscrizione tramite il proprio account Facebook.
Una volta effettuata l’iscrizione, i potenziali candidati possono accedere ai diversi livelli di gioco che stimolano i gamers ad esprimere il proprio potenziale e le proprie idee in quattro diverse aree: food & beverage, destinazioni, intrattenimento e benessere. Tutti gli ingredienti fondamentali per dare forma alla propria “Inner Island”, la vacanza perfetta secondo i propri standard e inclinazioni.
Con quiz a risposta multipla, ad esempio, l’azienda testa le preferenze di viaggio degli utenti. Le domande, infatti, delineano un profilo del potenziale candidato cercando di scoprirne l’indole, indagando diversi aspetti: dal modo in cui visita una nuova meta, alle preferenze gastronomiche.
Ad ogni livello del gioco è possibile condividere la propria esperienza sulle reti social (in fondo, ogni vacanza merita una cartolina da condividere con i propri digital friends) con l’hashtag #innerisland.


Dopo aver delineato il profilo del gamer/candidato, Inner Island dà spazio a diversi short-games che puntano a testare le capacità logico-matematiche dei futuri collaboratori. Soltanto i più intrepidi resisteranno alla tentazione di “saltare” questi piccoli rompicapi e sfide, per poi poter accedere ad una fase finale, la più importante del gioco.
Nell’ultimo livello, la fase di recruitment entra nel vivo: dopo aver ricevuto le istruzioni principali per poter proseguire il processo di selezione ed un brief al proprio indirizzo di posta elettronica, i partecipanti potranno presentare un’idea che punti a migliorare una delle aree intorno alle quali ruota Inner Island: food & beverage, entertainment, destinazioni ed escursioni, wellness e sport.


Il 23 giugno 2015 saranno decretati i vincitori, ovvero i gamers che saranno stati in grado di portare su Inner Island la propria idea originale ed innovativa di vita in crociera.

“Non è più solo un gioco…”

Condivisione, creatività e competitività: la formula creata da Inner Island si attesta come una ricerca concreta di una modalità innovativa di fare recruiting. Le strategie di gamification si adattano e plasmano i tradizionali processi di selezione, stimolando aziende e candidati a giocare con nuovi linguaggi, ambienti e formule che rendono la ricerca di lavoro sempre più social e sempre più ludica. Senza mai dimenticare, però, che il premio in palio è davvero importante.

Cari ninja, avete già sperimentato un’esperienza di gioco come quella ideata da MSC Crociere? Cosa ne pensate, siete pronti a mettervi in gioco?

Social media strategy: la regola delle 5 C per assicurarsi il successo

Il marketing è pieno di lettere e numeri: 4P, 4S, 4V non sono semplici codici ma vere e proprie linee guida per il successo di una strategia. Mentre le quattro P stanno per: “product, price, place, promotion”, le quattro S significano: “speed, service, satisfaction, sincerity”, e ultime ma non ultime le V: “variation, versatility, value, vibration”. E per la social media strategy? Quali sono le regole più utili da tenere a mente?

Oggi vi presentiamo quella delle 5C, i cinque requisiti che una social media strategy deve avere per risultare di successo.

Prendendo spunto da WeRSM, oggi vi illustreremo le 5C che non potranno mancare nelle vostro vocabolario.

Contenuto

Sembra davvero banale, è vero, ma visto e considerato che moltissimi brand, anche di medio successo, non propongono contenuti originali ci è sembrato giusto mettere questa C in prima posizione.
Non scordatevi mai che il contenuto è il re indiscusso del mondo social: potete avere ottimi piani editoriali, un ottimo servizio di social care, e forse sarete anche i più bravi ad ottimizzare tecniche e sforzi.
Ma senza un contenuto di valore non esiste nessuna social media strategy.

Coerenza

In inglese consistency, la seconda C della serie indica il bisogno di essere sempre connessi con il pubblico target. È inutile avere un contenuto che registrerebbe un picco di condivisioni da parte di ragazzine adolescenti, quando il vostro target è quello dei sessantenni vicini alla pensione.
Inoltre parlando di social media strategy, significa essere coerenti con la comunicazione, ovvero organizzandola in una visione d’insieme sui diversi canali, tenendo conto delle continue innovazioni.

Conversazione

La comunicazione social non è unidirezionale. Bisogna costantemente cercare la conversazione con il proprio pubblico di riferimento: coinvolgete sempre chi vi ascolta o vi legge.
Monitorate i contenuti che hanno raggiunto l’attenzione del vostro pubblico, e studiatene i motivi.
Usate i canali social come modo di interazione, rispondendo sempre se gli utenti pongono domande o critiche.

Customer Service

Direttamente correlato al punto precedente, la C della customer service, indica il bisogno non solo di conversare, ma di prendersi materialmente cura del proprio consumatore.
Ottimi esempi in questo senso vengono dati su Twitter da molti brand che interagiscono con il consumatore, dando servizi aggiuntivi sui social, rispondendo direttamente alle domande, facendo sentire il consumatore parte di un qualcosa.
Questo conferma alcuni studi che sostengono che addirittura oltre il 70% degli utenti cerchino su Twitter una risposta ai loro problemi con le aziende, anziché rivolgersi ai numeri verdi.

Crisis Management

Ultima ma certo non per importanza, la C del crisis management. Nessuna strategia è lungimirante se arrivati allo scivolone (inevitabile a volte, succede anche ai migliori) vi fate prendere dal panico.
Bisogna sapere come gestire un epic fail, di quando in quando, e non barricatevi dietro la frase fatta: “Ogni pubblicità è buona pubblicità”. Ogni volta che pensate questa frase un esperto di brand reputation muore, sappiatelo.

E voi? Seguite già queste 5C o comincerete a inserirle nella vostra social media strategy?

Content Delivery: la scelta del giusto contenitore [TERZA PARTE]

corso content marketing

Questo articolo è stato scritto da Erik Fiorello e Marco Sorrentino, Digital Content Marketers.

Ricordate i nostri due precedenti articoli sul content marketing? Per rinfrescarvi la memoria: nel primo, parlavamo di ricette (la strategia), nel secondo di preparazione (la produzione) ed ora arriviamo alla parte finale del processo, ossia l’assaggio, con tanto di invito a cena di amici e colleghi: la delivery dei contenuti.

Ci stiamo forse dimenticando di qualcosa? Eh sì, del vino (la pubblicità). Ma andiamo con ordine.

Una volta definita la strategia di content marketing e realizzati i contenuti multimediali dovremo necessariamente occuparci della delivery. Non avremo fatto tutti questi sforzi per poi gettare il piatto nel cestino senza nemmeno assaggiarlo?

LEGGI ANCHE: Content Marketing all’amatriciana: la ricetta della strategia

Ogni contenuto nel giusto contenitore

content marketing definizione

Dove pubblicheremo i nostri contenuti? La risposta esatta e’ che ad ogni contenuto bisogna associare la giusta piattaforma digitale.

Come analizzavamo nel precedente articolo vi sono almeno 3 diverse tipologie di contenuto: serp oriented, trend oriented e engagement oriented.

SERP ORIENTED: tale tipologia di contenuti svolgono generalmente un ruolo informativo e rispondono a specifiche keywords di ricerca. Per questo motivo sara’ cruciale pubblicarli sul sito corporate, portali di blogger/influencer e youtube.

TREND ORIENTED: questi contenuti si differenziano dai precedenti in quanto cavalcano un’onda emotiva e un’esigenza informativa temporanea. In questo caso sara’ fondamentale presidiare i principali social network, oltre alla produzione di contenuti multimediali sul sito corporate e blog di settore.

ENGAGEMENT ORIENTED: per quest’ultima linea editoriale i canali social risultano lo strumento più efficace. Senza dimenticarsi pero’ di orientare sempre il traffico verso il sito corporate in caso di progetti continuativi.

LEGGI ANCHE: Content Marketing: la produzione dei contenuti

E il vino?

content marketing cos'è

Ed eccoci alla scelta del vino: non possiamo pensare che i contenuti creati raggiungano gli obiettivi sperati senza un boost pubblicitario. Produrre un contenuto virale che raggiunga il target in modo organico e’ spesso un’utopia.

Stando con i piedi per terra chiederemo aiuto a native advertisingSEO e SEA, influencer, Facebook ads affiché la nostra voce si faccia sentire nel marasma complessivo della rete.

Non può mancare il dolce

Ops, dimenticavamo il dolce. Vi rubiamo ancora poche righe per porre l’attenzione sui contenuti video: oggi accanto al colosso Youtube si sta posizionando con forza Facebook.

Come ci dovremo comportare? Contenuti video dedicati che rispondano a strategie con obiettivi differenti. Una cosa e’ certa: ne sentiremo parlare molto nei prossimi meeting con clienti ed agenzie.

Si può davvero trovare lavoro grazie ai social network? Partecipa gratis al Ninja Talk con Adecco

adecco

UPDATE: Il Ninja Talk era previsto per l’8 aprile ed è stato rinviato al 23 aprile.

Continua la collana di appuntamenti online del tutto gratuiti, pensati per i professionisti del digital & social media marketing. Il prossimo free webinar offerto dalla Ninja Academy è previsto per il 23 aprile, dalle ore 17 alle ore 18, ed è dedicato al social recruiting.

Social recruiting: trovare lavoro grazie ai social network

L’era digitale sta trasformando le risorse umane, consentendo alle aziende di raggiungere i candidati che desiderano e di creare nuove forme di employer branding. Dall’altra parte, per chi cerca lavoro, i social media sono uno strumento prezioso per trovare opportunità professionali e giocare d’anticipo nella pianificazione della propria carriera.

In questo Ninja Talk Beatrice Podda, Digital Marketing & Communication Manager Adecco Italia, che ci svelerà cosa guardano i responsabili del personale quando controllano la reputazione online di un candidato, al di là delle esperienze professionali: il numero delle connessioni, selfie e post condivisi. L’obiettivo sarà distinguere quali contenuti social possono aiutare o danneggiare la tua prospettiva di carriera.

Esploreremo, quindi, il social recruiting, basandoci sui dati dell’ultima ricerca Adecco, e Silvia ci offrirà 10 consigli estremamente pratici per sfruttare il social recruiting per la crescita professionale.

Durante il Ninja Talk saprai come valutano effettivamente i recruiter quando esaminano una candidatura online, imparerai a sfruttare in maniera efficace i Social media per cercare lavoro e capirai come migliorare il tuo Personal branding on e offline.

Come partecipare ai Ninja Talks?

I nuovi appuntamenti #NinjaTalks targati Ninja Academy sono completamente gratuitibasterà iscriversi qui per prenotare il proprio posto digitale e collegarsi alla nostra piattaforma per seguire il webinar.

Ricapitoliamo:


Social recruiting: trovare lavoro grazie ai social network

Beatrice Podda, Digital Marketing & Communication Manager Adecco Italia
Giovedì 23 aprile 2015, dalle ore 17 alle ore 18

ISCRIVITI ORA!

 

Ninja Social Oroscopo dal 2 all'8 aprile


La settimana del guerriero sarà scandita da tre grandi momenti: concentrazione, distrazione e nuovamente concentrazione. Guarda caso il momento della disattenzione cadrà giusto nel weekend, ma questa è un’altra storia! Il ritmo sarà dettato prevalentemente da Mercurio e Giove con qualche intromissione della Luna. L’oroscopo della settimana di ogni segno sarà più o meno positivo a seconda dell’aspetto dei singoli pianeti e della predisposizione di ognuno ai contenuti concreti; sarà la primavera, sarà l’idea della gita fuori porta di Pasquetta ad infondere serenità, ma anche nei momenti di fiacca il bicchiere sarà sempre mezzo pieno, di vino rosso, probabilmente!

I segni d’aria saranno quelli che maggiormente si metteranno in discussione. I guerrieri dell’Acquario cercheranno di riscoprirsi, approfondendo il proprio rapporto con la passione e solo successivamente quello con l’altro. I guerrieri nati sotto il segno della Bilancia, invece, saranno riflessivi, pondereranno ogni domanda ed ogni risposta fino allo sfinimento… come piace a loro, il tempo non sarà un problema, prenderanno quello che servirà. I Gemelli, in attesa di giocarsi la carta Venere (in arrivo nel loro segno il 12 aprile) si dedicheranno a famiglia e affetti. L’arma segreta in grado di accomunarli? Un buon caffè, da bere in un locale capace di restituire armonia o da portare a casa o in ufficio a mo’di film americano con il bicchierone di Starbucks.

L’oroscopo della settimana di Ariete, Leone e Sagittario sembra sponsorizzato da Amazon Prime, peccato solo che siano più i guerrieri ad avere una mela sulla scrivania o in tasca (Apple, ndr :P) piuttosto che quelli che vivono in una grande-mela!! Il servizio di consegna in un’ora di Amazon nell’area di Manhattan sembra essere la risposta alle esigenze generate dal pianeta Mercurio. Solo così l’Ariete potrebbe regalarsi qualsiasi cosa anche all’ultimo minuto, il Leone potrebbe soddisfare ogni capriccio prima di piangere e picchiare i piedi per terra e il Sagittario potrebbe avere questo, quello e quell’altro, qualora i primi due non fossero sufficienti. Pianeta assecondato con solo otto dollari!

I segni d’acqua saranno messi alla prova in maniera molto diversa fra loro, in alcuni casi addirittura opposta. Certo è che l’oroscopo questa settimana suggerisce di esporre il fianco più scoperto, caratterialmente parlando. Nessuno accetterà di essere valutato dall’apparenza, come un libro giudicato dalla copertina! Il Cancro cercherà di fare pace con la sua passionalità vivendo intensamente le emozioni quotidiane. Lo Scorpione potrebbe imbattersi in un banco di nebbia e trovarsi costretto ad agire d’istinto per non perdersi; guerrieri pinzuti, non gettate la spugna alla prima difficoltà! I Pesci si scomoderanno per servire e riverire il loro interlocutore, convinti che la soddisfazione del partner, del capo, della mamma (che è sempre la mamma, anche per un ninja!) sia proporzionale alla loro.

Dulcis in fundo, l’oroscopo della settimana dei segni di terra che al posto delle stelline ninja sferreranno colpi alla Cupido con tanto di frecce! Marte e Venere nel segno del Toro trascineranno lentamente l’attenzione del Capricorno dal calendario delle riunioni di lavoro a quello degli eventi su Facebook. I nati tra fine agosto e settembre, Vergine, si concentreranno su un contratto importante più simile a quello discusso tra la signorina Steele e il signor Grey che ad una fusione tra colossi. I guerrieri del Toro, a meno che non abbiano puntato qualcuno sul lavoro, potrebbero essere seriamente tentati dal prendere una settimana di ferie per dedicarsi ad altro. Meritatissime, secondo noi!!

Siamo Onlus e così NutriAmo il futuro con Fondazione Mediolanum

Sara Doris Fondazione Mediolanum Nutriamo il futuro

Parte la seconda edizione di NutriAmo il futuro, il bando di Fondazione Mediolanum che  premia i progetti delle Onlus, dedicati all’alimentazione, al nutrimento e al sostentamento dei bambini, che versano in condizioni disagiate.

Nutriamo il futuro non ha limitazioni territoriali, perché come ha ricordato la stessa Sara Doris, Presidente Esecutivo della Fondazione, “l’anima non ha confini, così come non ne hanno acqua e aria”. La mancanza di risorse idriche ad esempio, non è un problema che colpisce unicamente una comunità locale, ma diventa un problema di tutti.

LEGGI ANCHE: Nutriamo il futuro, l’iniziativa di Fondazione Mediolanum a favore dell’infanzia 

Questa presa di coscienza si tramuta proprio in responsabilità sociale concreta, quella che ha contraddistinto dal 2002 ad oggi, tutti le iniziative della Fondazione. Responsabili e concreti sono, non a caso, i 3 progetti delle Onlus, che hanno vinto la passata edizione. Proprio loro ieri sera, sono state co-protagoniste dell’evento, il cui hashtag ufficiale #nutriamoilfuturo, è entrato in pochissimo tempo in trending topic su Twitter.

fondazione mediolanum nutriamo il futuro twitter

NutriAmo il futuro 2014: le Onlus vincitrici

30.000 euro sono andati alla onlus NPH di Francesca Rava, che con il progetto “Haiti: pesci per nutrire, lavoro per il futuro” si aggiudica il terzo premio. L’ente no profit di Francesca Rava ha realizzato due allevamenti di tilapia, pesce tipico delle zone tropicali del Sud America e dell’Asia. Duplice è stato l’effetto di questa iniziativa che ha portato sollievo ad una Haiti già devastata dal terremoto: non solo si è creato un sistema di autosostentamento, che ha coinvolto un’intera comunità, (sono diversi gli abitanti locali impegnati ad allevare i pesci), ma grazie all’acqua “sporca” prodotta all’interno degli allevamenti, è stato creato un canale di irrigazione per portare acqua a terreni, da cui è nata una piccola foresta caraibica. Verba docent, exempla trahunt: le parole insegnano, ma gli esempi trascinano. Ed è stato proprio così, perché alcuni fondatori di enti no profit spagnole hanno replicato il progetto di Francesca Nava.

Da Haiti a Nairobi. Il secondo classificato è il progetto Ndugo Mdogo Rescue Center, di Amani for Africa, che ha ottenuto una donazione di 70.000 euro. Grazie a 3 pasti al giorno, alle cure, all’istruzione, all’assistenza sanitaria sono stati salvati dalla stratta 200 bambini. L’associazione laica fondata da padre Kizito Sesana, che in kiswahili vuol dire pace, nasce proprio per offrire un punto di riferimento non solo per i bambini, ma per le intere famiglie della baraccopoli di Nairobi.

Si rimane sempre a Nairobi, per il primo classificato. Il progetto Food for Life by Alice for Children della Onlus Twins International si è aggiudicato il premio di 150.000 euro. Proprio tra le due discariche a cielo aperto di Nairobi, opera Food For Life, che fornisce un pasto caldo ai bambini  lavoratori della discarica e nasce con lo scopo di offrire loro istruzione, inserendoli nelle scuole primarie di Korogocho e Dandora. 1.600 sono stati i piccoli salvati dalla discarica di Dandora. “Non solo cibo per i bimbi, ma anche incentivazione al microcredito nello slum”, con queste parole ha chiuso il suo intervento Diego Masi del progetto Food For Life by Alice for Children, sostenuto da tutto il web e in particolare dalla community di Radio Italia.

Diego Masi Food for Life Nutriamo il futuro

NutriAmo il futuro: al via il bando per l’edizione 2015

Proprio come l’anno scorso, Fondazione Mediolanum mette a disposizione 250.000 euro, distribuiti sui 3 progetti più votati: 150.000 euro al primo classificato, 70.000 euro al secondo e 30.000 euro al terzo. Se la tua organizzazione no profit è stata costituita prima del 2011, ha un gestito annuo su progetti superiori a 500.000 euro e  ha ottenuto – nel corso dei tre esercizi anteriori alla data di partecipazione al bando –  un rapporto tra la somma degli incassi dell’ente e la somma delle uscite di cassa per attività istituzionali non inferiore a 0.8 (80%), così come certificato dai relativi bilanci per singolo esercizio, allora sei un papabile candidato. La partecipazione è completamente gratuita e avviene sul sito www.fondanzionemediolanum.it. Nella sezione Iniziative, potrai trovare il regolamento di NutriAmo il futuro e permettere ai tuoi amici e sostenitori di votarti.

braccialetti Nutriamo il futuro Fondazione Mediolanum

NutriAmo il futuro 2015: fasi del processo di selezione

Il processo di selezione seguirà un iter di quattro fasi. La prima prevede proprio l’inserimento dei progetti di onlus interessate all’iniziativa. Dalle ore 9.00 di questa mattina al 16 aprile alle ore 18.00 potrai quindi partecipare inserendo il tuo progetto sul sito.  In un secondo momento, entro il 27 maggio 2015, verranno selezionati i 10 progetti più interessanti. Nella fase 3 avverrà la votazione online della community. Dalle ore 9.00 del 29 maggio alle ore 12.00 del 16 giugno dovrai contare su amici e sostenitori, che potranno contribuire a decretarti vincitore di uno dei 3 premi di NutriAmo il futuro. E infine, nella fase 4, entro il 17 giugno 2015 verranno proclamati i vincitori. Che cosa puoi fare? Scegli tu: sei sei una Onlus, partecipa al bando! Se credi ancora nei progetti concreti, hai un compito: votare per il tuo preferito!

Starbucks, si può parlare davvero di tutto davanti a un caffè?

starbucks race together

Come reagireste se, durante il vostro caffè mattutino, vi invitassero a parlare di un argomento come il razzismo? Starbucks ha scelto di provarci.

Il noto brand ha deciso di focalizzarsi sia sull’abitudine dei suoi consumatori, che percepiscono la pausa da Starbucks come un momento di tranquillità e conversazione, sia sull’azione tipica del personale di scrivere su ogni mug il nome del destinatario. Questa volta però al posto del nome è comparso un hashtag, #racetogether.

Uomo che scrive su bicchiere di Starbucks

L’obiettivo di Starbucks, partito da numerosi conversazioni sul forum riguardanti il tema, era quello di stimolare la conversazione tra consumatore e il personale su un argomento come il razzismo, così importante se si pensa che numerosi baristi sono persone di differenti nazionalità.

Il brand ha sviluppato un’area dedicata all’iniziativa all’interno del website aziendale, spiegando che solo una conversazione può aprire la mente, portare al rispetto reciproco attraverso un confronto maturo.

ragazzi che reggono i bicchieri di Starbucks

Il successo non è arrivato. Numerose persone hanno espresso il loro disappunto sui social network, trasformando questa campagna di comunicazione in un vero e proprio flop.

Starbuckers di tutto il mondo hanno mostrato il loro disappunto, ritenendo che Starbucks abbia sviluppato un’idea buona in un modo troppo leggero.

April, ad esempio, annuncia dal suo account Twitter che non potrebbe mai spiegare 400 anni di oppressione razziale davanti ad un caffè.

Due i motivi per cui questa campagna marketing non è stata così efficace: il primo è che la conversazione dei consumatori, online e offline, deve essere solo stimolata, mai porre delle costrizioni.

Un esempio è la campagna di comunicazione lanciata da Procter&Gamble, con il marchio Always: tutti i contenuti sono stati caricati online, sono state raccontate delle storie, e dai contenuti sono nate le conversazioni.

LEGGI ANCHE: La mappa del Content Marketing nel 2015

Il brand americano avrebbe potuto realizzare una campagna strutturata online, raccontare ogni giorno una storia coinvolgendo così online. Oppure ogni barista avrebbe potuto scrivere sulla tazza qualche dettaglio della sua storia, facendo nascere curiosità.

Un signore prende un caffè al banco di Starbucks

Una campagna di marketing sociale che avrebbe portato una maggiore apertura verso le persone, la loro identità e la loro storia. Quale strategia se non lo storytelling può avvicinare sia ad un brand sia ad un pensiero?

La seconda causa è il fatto di basarsi solo sulle conversazioni via web dei consumatori per sviluppare una campagna di marketing sociale.
Quando si tratta di argomenti sensibili è opportuno condurre delle ricerche quantitative e qualitative approfondite.

Ragazzi che prendono un caffè ad un tavolo di Starbucks

Non si tratta di ridurre i pensieri solo a delle analisi, ma di capire lo strumento migliore per avvicinarsi alle persone e al loro modo di pensare e percepire la realtà.

Forse gli Starbuckers non sono ancora pronti a parlare di ogni argomento, ma possono ascoltare con piacere le tante storie diverse che ognuno ha da raccontare. Davanti ad un caffè fumante in un giorno di pioggia.

Philip Kotler ci svela il futuro del marketing

“Il marketing è una corsa senza una fine”

Esperti di settore e studiosi di marketing si saranno chiesti, almeno una volta durante la loro attività quotidiana, le evoluzioni che ci sono state, ci sono e ci saranno nel loro campo. Philip Kotler è per molti il guru del marketing moderno e attraverso un suo recente articolo fornisce nuovi spunti e un panorama molto interessante, ricco di opportunità ma anche di errori da evitare.

In principio il marketing era inserito come supporto dell’area vendite; numerosi operatori del settore utilizzavano questo prezioso strumento solo come un plus per attirare il proprio cliente.

Marketing non è vendita

Vi starete chiedendo: e il consumatore? per Kotler, è scorretto ridurre le scelte di un individuo ad una persona che cerca solo di massimizzare l’utilità del proprio portafoglio.

Soluzione: partire dal concetto che i consumatori sono, prima di tutto persone con dei pensieri, gusti ed emozioni.

Il primo obiettivo è quello di costruire un marketing avanzato, che studi in modo approfondito i desideri. Bisogna sempre chiedersi perchè una persona sceglierebbe un prodotto al posto di un altro: ad oggi non è sempre il prezzo a fare la differenza.

Prima il prodotto o prima il marketing?

Diverse imprese prima studiano i prodotti da inserire sul mercato e poi interpellano il marketing su come lanciarli. Un ritorno alle origini, dunque, con uno strumento utilizzato solo a supporto delle vendite. Il risultato è quello di avere prodotti cool, ma che non corrispondono a delle esigenze reali.

Soluzione: per Kotler, il marketing è ricerca, approfondita e di qualità.

È necessario fare un salto culturale e superare la concezione dell’ufficio marketing visto come un centro di costo, o un centro di assistenza, iniziando a capire che è in realtà la forza motrice che rende un’azienda di successo e costruisce il futuro della stessa, è in questo il ruolo del Direttore Marketing è fondamentale.

Il marketing è sempre un’opportunità: supporta i brand nell’innovazione costante, crea prodotti e sceglie la migliore forma di comunicazione, adattandosi alle caratteristiche non solo fisiche ma anche esperienziali.

Sempre e solo social media?

Giusto comunicare, ma mai nel modo sbagliato. Diversi piani media vengono sviluppati senza porre attenzione ai tipi di prodotto, alle azioni dei competitor. Inoltre, molti brand percepiscono come unico mezzo di comunicazione i social media, ritenendo stampa e tv strumenti superati.

Soluzione: il pensiero di Philip Kotler ci suggerisce di utilizzare i social media come mezzo per supportare i media classici: dietro ad un piano di comunicazione ci deve essere un’analisi dei trend di settore, dei target e di quali strumenti e come vengono fruiti.

Ad esempio, i giovani guardano la televisione e, nel frattempo, twittano e condividono, i loro genitori sono più attenti alla carta stampata e interessati solo a certi programmi televisivi o website.

Il principio fondamentale è quello di porre sempre al centro di ogni azione il consumatore, come persona con comportamenti, desideri e abitudini non sempre prevedibili.

Vieni a conoscere Philip Kotler al PKMF15

Se vuoi conoscere altri importanti segreti e trovare una soluzione a tutti le tue domande, non perdere l’appuntamento con Philip Kotler, il 15 maggio presso la suggestiva aula magna dell’Università Bicocca. Potrete condividere i vostri pensieri, curiosità live attraverso l’hashtag #PKMF.

“Creating a better world Marketing” Philip Kotler