The Cover That Judges You, il libro che non vuole essere giudicato dalla copertina

Una videocamera integrata e un sistema di riconoscimento facciale che scansiona il volto del lettore: scopriamo "The Cover That Judges You"!

Vi è mai capito di entrare in una libreria e sfogliare o acquistare un libro unicamente incuriositi dalla copertina?

Che si converta, poi, nel vostro libro preferito o un oggetto impolverato tra gli scaffali delle librerie domestiche, l’acquisto impulsivo insegna, da sempre e anche al lettore più accanito, che le nostre scelte d’acquisto sono dettate anche dalle emozioni. La copertina del libro si impone, quindi, come uno degli elementi di marketing più strategici nel mondo editoriale. Che si tratti di libri digitali o cartacei, la copertina si interpone tra lettore e contenuti alla stregua di una sottile “barriera” definita da colori, font e titoli che si espongono allo sguardo fugace, a volte distratto, del consumatore.

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Ad incentivare il lettore a resistere al potere delle copertine accattivanti ci hanno pensato anche case editrici e piccole librerie, in giro per il mondo, creando iniziative e strategie originali, come Blind date with a book” (esperimento approdato anche nello stivale italiano con Sperling & Kupfer) che, avvolgendo e “incartando” le copertine dei libri e stuzzicando l’interesse del lettore con piccoli indizi, provano a rivendicare il potere del contenuto su quello visivo, provando a ricordare quanto il libro non sia unicamente un prodotto industriale.

“Don’t judge a book by its cover”

L’espressione idiomatica inglese ci suggerisce di non fidarci troppo delle apparenze, un po’ come l’equivalente nostrano di “non è tutto oro quel che luccica”, e lo fa con una delle immagini più evocative: la copertina di un libro. Spesso, infatti, giudicare un libro dalla copertina diventa una scelta rischiosa che definisce il destino del libro stesso.

Confessate, quanti libri acquistati unicamente per l’appeal irresistibile della copertina avete finito di leggere o esposto su un ripiano della vostra libreria come fossero oggetti da collezione? L’artista olandese Thijs Biersteker ha deciso- con l’aiuto ed il supporto della tecnologia – di invertire questo trend.

E se fossero le copertine dei libri a giudicare il lettore?

Quasi rievocando le atmosfere magiche delle favole Disney, il prototipo ideato dall’artista olandese dona ad un oggetto inanimato come il libro, la capacità di interagire con le emozioni del proprio lettore. Dal progetto realizzato in collaborazione con il team creativo Moore di Amsterdam, Thijs Biersteker ha creato The Cover That Judges You, il prototipo di una copertina che integra la tecnologia al suo interno.


L’idea è semplice quanto originale: una copertina in grado di rendere accessibile o meno un libro, adattandosi e rispondendo allo sguardo del lettore. All’interno del libro, creato in occasione dell’evento “Art Directors Club Netherlands“, si cela una collezione delle migliori creazioni di advertising dell’anno. Ma non a tutti è concesso accedere ai contenuti, a meno che…

Come accedere ai contenuti? Basta osservare…

Allineando il proprio volto a quello dalle sembianze “robotiche”, delineato ed inciso sulla book cover, ha inizio “il gioco di prestigio”.

L’occhio elettronico all’apice della copertina rileva la posizione del viso umano e ne scansiona le espressioni, supportato da un software di riconoscimento facciale in grado di processare i dati e definire lo stato emotivo del lettore, nel momento in cui osserva la copertina. Quest’ultima risponde in modo binario: illuminazione rossa per l’accesso negato a chi si dimostra scettico o troppo entusiasta, in definitiva eccessivamente prevenuto di fronte alla copertina. La neutralità (o inespressività?) nello sguardo dei potenziali lettori, invece, permette l’accesso ai contenuti del libro, grazie ad un impulso sonoro trasmesso alla scheda elettronica Arduino che attiva il segnale verde sulla copertina e consente l’apertura automatica del lucchetto posto alla sua estremità.

La generazione dei libri più “umani”

Inserendosi sulla scia dei wearable books, questo nuovo prototipo di copertina evidenzia la capacità e la voglia del mondo editoriale di evolversi, per inserirsi e reinventarsi nelle dinamiche mutevoli del mondo digital. Il libro muta la sua stessa natura – ibridandosi con la tecnologia – offrendo nuove esperienze d’uso.

Così come rivelato nella pagina web dedicata al progetto, l’intenzione dell’artista olandese è restituire al lettore (e all’essere umano, in generale) il piacere di disfarsi del fardello dello scetticismo e delle aspettative e di riscoprire, invece, il piacere di lasciarsi sorprendere, guardando a ciò che ci circonda con uno sguardo nuovo, come fosse la prima volta che ci ritroviamo davanti ad un libro.

Un libro dall’aspetto più “umano”, capace di rispondere all’approccio del lettore, al suo sguardo, ai suoi pregiudizi

E voi, Ninja, siete pronti a lasciare che siano le copertine dei libri a giudicarvi dallo sguardo?

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