Content Marketing: la produzione dei contenuti [SECONDA PARTE]

Strategia, produzione e delivery: i tre passi per fare content marketing in modo efficace

content strategy

Questo articolo è stato scritto da Erik Fiorello e Marco Sorrentino, Digital Content Marketers.

Come dicevamo nel primo articolo dedicato alla definizione della strategia dei contenuti, il secondo step riguarda la produzione.
Se lo paragonassimo ad una ricetta di Cracco, ora saremmo nella fase in cui abbiamo letto e compreso il metodo e definito gli ingredienti (la nostra strategia) e ci staremmo per immergere nella fase di preparazione del piatto (la produzione).

Ma quali sono i giusti contenuti da creare? Risposta: dipende dal brand, dal mercato e dagli obiettivi aziendali.

 

Commento (ovvio): siamo al punto di partenza.

Chiariamo subito la questione: la fase strategica e’ lo step fondamentale per definire aree semantiche e trend di ricerca pertinenti al marchio e al settore di riferimento. Questo si traduce in un file excel (a volte molto lungo) ricco di keyword rilevanti in termine di volume di ricerche o strategiche per il mercato in cui si opera. Dove trovo tutte queste informazioni? Oggi i tool che permettono l’analisi della rete e delle query sono numerosi: Google Adwords, Google Trend, Radian6, Sysomos, Crismo Exagon, ecc.

Il passo successivo consiste nel mixare in modo armonioso gli output complessi forniti da questi strumenti, individuando insight strategici per il brand.

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Le tipologie di contenuti

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Una volta individuate le aree semantiche rilevanti non ci resta che sporcarci finalmente le mani, producendo i famosi contenuti. Per contenuti digitali definiamo qualsiasi produzione multimediale veicolabile in rete: contenuti editoriali, video, gallery fotografiche, ecc. In modo correlato potremmo far rientrare anche landing page, contest, tab facebook e minisite.

Per semplificare il discorso possiamo definire tre filoni di contenuti indispensabili per la creazione di una corretta strategia di content marketing:

1) Serp oriented

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Appartengono a questa categoria tutti quei contenuti realizzati per rispondere ad una specifica domanda di informazione degli utenti. Si devono studiare le ricerche effettuate sui motori di ricerca e fornire agli internauti una risposta concreta ad ogni loro possibile domanda.

Tali contenuti permettono di posizionarsi in modo rilevante all’interno della SERP in riferimento ad una o più keyword. In questo caso avremo prevalentemente contenuti informativi.

Ad esempio, per una casa automobilistica che produce auto elettriche sarà rilevante presidiare la keyword “migliori auto elettriche” attraverso la produzione di contenuti dedicati con all’interno (e in particolari posizioni strategiche)  sia le parole chiave definite che il nome e le caratteristiche di un’auto elettrica che vogliamo lanciare sul mercato.

2) Trend Oriented

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Tale filone di contenuti risponde ad una esigenza informativa limitata nel tempo o particolarmente rilevante se veicolata in un determinato periodo.

Ad esempio, per un’azienda che opera nel mondo del design sarà fondamentale creare contenuti ad hoc durante il Salone del Mobile.

3) Engagement oriented

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Rispondono infine a tale caratteristica tutti quei contenuti multimediali che permettono di instaurare un legame duraturo con l’utente, stimolando da un lato l’interazione e dall’altro una continuità editoriale. In questo caso ci riferiamo nello specifico a contenuti divertenti, interattivi e “a puntate”.

Ora che il piatto e’ pronto non ci resta che farlo assaggiare agli amici. Sempre accompagnato da una buona bottiglia di vino, mi raccomando.