Prevista per quest'anno la fine di Friends, la serie che ha divertito una generazione

Quando 10 anni fa andò in onda il primo episodio della serie televisiva Friends non immaginavamo che i sei protagonisti diventassero davvero nostri amici. Invece, dopo aver visto le loro avventure, riso e pianto con loro è proprio strano dire loro addio.

Il 6 maggio 2004 è andato in onda negli Stati Uniti l’ultimo episodio di Friends, ‘The Last One‘, appunto. Pronti a commuovervi?

Ma questa notizia non è vecchia? Sì, è del 2004, anno in cui è nato Ninja Marketing. Festeggia con noi i #Ninja10Years!

Nasce TheFacebook: la community creata dagli studenti di Harvard

Facebook 2004

Da oggi gli studenti di Harvard hanno un nuovo mezzo per comunicare. Si tratta di thefacebook.com, il sito ideato da Mark Zuckerberg grazie all’aiuto dei colleghi Andrew McCollum e Eduardo Saverin.

Il sito combina elementi di un annuario con numerose funzioni del profilo che permettono agli studenti di cercare altri che seguono i loro corsi, che fanno parte delle associazioni o delle confraternite.

Il numero di utenti cresce ogni minuto che passa: in un solo giorno si sono iscritti 650 studenti.

Il creatore dichiara:

“Sono abbastanza contento della quantità di persone che si sono registrate finora. La natura del luogo è che l’esperienza di ciascun utente migliora se anche gli amici ne fanno parte.”

TheFacebook nasce da Facemash, sito lanciato il 28 ottobre 2003 e chiuso dopo che Zuckerberg fu accusato di aver violato la sicurezza, i copyright e la privacy individuale per essersi introdotto in aree protette della rete universitaria per copiare le foto dei documenti di riconoscimento degli studenti.

Questo non è l’unico problema di Mark Zuckerberg: i suoi colleghi Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra lo hanno già accusato di truffa e di aver copiato la loro idea “HarvardConnection.com”.

Ma questa notizia non è vecchia? Sì, è del 2004, anno in cui è nato Ninja Marketing. Festeggia con noi i #Ninja10Years!

MySpace cresce: raggiunto un milione di utenti per il social network più celebre del web

 

Sembra inarrestabile il successo di MySpace, la rete sociale creata lo scorso anno da Tom Anderson e Chris DeWolfe.

In pochi mesi il social network creato da una costola di eUniverse e ispirato a Friendster ha raggiunto un elevato numero di membri fino a toccare la soglia di un milione nel febbraio 2014.

Fino a poco fa i primi e unici utenti di Myspace erano i dipendenti eUniverse. La società ha organizzato concorsi per vedere chi sarebbe riuscito a far registrare più utenti e ha utilizzato i suoi 20 milioni di utenti e abbonati via e-mail per dare vita alla piattaforma.

La scalata al successo di MySpace continuerà senza intoppi o sarà minata da nuove piattaforme?

Ma questa notizia non è vecchia? Sì, è del 2004, anno in cui è nato Ninja Marketing. Festeggia con noi i #Ninja10Years!

Ubuntu e Firefox, l'open source fa guerra al monopolio di Internet Explorer

Stanchi dei soliti sistemi operativi e di web browser poco affidabili? Da oggi avete una scelta, quella di utilizzare dei prodotti open source, il sistema operativo Ubuntu e il browser Mozilla Firefox.

Cosa vuol dire open source?

Un software open source è un prodotto i cui autori autorizzano, anzi favoriscono, l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori al fine di migliorarlo. Questo sistema permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.

Ubuntu

Ubuntu è un software libero sotto licenza GNU GPL, distribuito gratuitamente e liberamente modificabile. Nasce da un fork di Debian, dopo che Mark Shuttleworth ha riunito un gruppo di programmatori per creare una nuova distribuzione Linux.

Mozilla Firefox

Mozilla Firefox è un web browser. Si tratta di un altro software libero, non commerciale la cui versione 1.0 è stata lanciata il 9 novembre 2004. Curiosità: la parola firefox significa letteralmente volpe di fuoco, ma in inglese indica il panda rosso.

Ma questa notizia non è vecchia? Sì, è del 2004, anno in cui è nato Ninja Marketing. Festeggia con noi i #Ninja10Years!

Happy Birthday Ninja Marketing: il clan dei guerrieri digitali compie 10 anni

Era il 2004, anno ricco di eventi e fatti indimenticabili: la sonda spaziale Spirit inviava le prime immagini di Marte, Mark Zuckerberg creava Facebook, giungeva alla sua conclusione la serie televisiva Friends e nascevano il primo sistema operativo open source Ubuntu e il web browser Mozilla FirefoxMySpace festeggiava il traguardo del milione di utenti registrati.

Oggi l’homepage di Ninja Marketing appare un po’ diversa dal solito. Quello che vedete andando qui è così come il sito appariva quell’anno. Utilizzando l’archivio di Way Back Machine siamo riusciti infatti a recuperare il codice di Ninja Marketing esattamente alla data di oggi, ma di dieci anni fa.

GUARDA COM’ERA NINJA MARKETING DIECI ANNI FA: clicca qui

2004: l’anno della fondazione.

Nel novembre 2004 accadeva anche qualcosa di importante per il mondo della comunicazione: Mirko Pallera e Alex Giordano, conosciutisi all’Accademia di Comunicazione di Milano nel 2000, con un post su Fiat danno il via alle pubblicazioni su Ninja Marketing, il primo blog-osservatorio sul marketing non-convenzionale.

Il sito, sviluppato sullo scheletro di un magazine online locale, è tra i primi web-log (“diari di rete”) in Italia a dedicarsi allo studio e alla divulgazione delle nuove teorie e modelli di marketing (viral, guerrilla, tribale, seeding, social network, digital pr, ecc.), termini e strumenti che entreranno poi a far parte della disciplina contemporanea.

I due partono prima su una barca di una amica ancorata tra il porto di Napoli e Salerno e poi si stabilizzano nella sede di una associazione culturale a Cava de’ Tirreni, in un ufficio condiviso con uno studio di architetti. Pochi mezzi, solo due computer, ma un grande obiettivo: quello di creare un movimento di creativi, professionisti del marketing, studenti di Scienze della Comunicazione, uniti dalla voglia di rinnovare il modo di comunicare delle aziende.

L'osservatorio nasce su una barca a vela

Il sito viene poi presentato ufficialmente nel giugno 2005 durante una presentazione stampa in Accademia di Comunicazione e sotto la benedizione del loro Maestro Michelangelo Tagliaferri, presidente della scuola che ha plasmato lo spirito Ninja.

Proprio in Accademia iniziano anche la loro attività di divulgatori delle nuova scuola del marketing di fronte ai primi studenti. Nel corso di questi dieci anni, in prima persona e poi attraverso la Ninja Academy, i Ninja hanno formato ben oltre 15.000 professionisti in tutta Italia, mantenendo fede alla loro missione di lavorare per il cambiamento delle teorie e delle pratiche del settore.

Perché Ninja Marketing?

I Ninja per centinaia di anni vissero sulle montagne, praticando arti esoteriche e dedicandosi allo studio delle leggi fondamentali della natura. Furono così in grado di perfezionare un sistema di arti marziali che gli ha fatto guadagnare la reputazione di guerrieri invincibili“.

Ninja Marketing nasce da una metafora semplice e impattante, quella dei Ninja contro i Samurai, rappresentanti del “vecchio marketing”. Al contrario di questi che servivano il rigido codice del Bushido, i Ninja utilizzavano tecniche non convenzionali come quelle utilizzate dai guerriglieri. Creatività come arma fondamentale quindi, innovazione come telos costante.

In quei primi anni, i Ninja del marketing si dedicano anima e corpo allo studio delle “tecniche segrete” del marketing e muovendosi con agilità nel settore arrivano in poco tempo ad essere chiamati a testimoniare in eventi nazionali e internazionali come l’Art Directors Club Award di New York, dove partecipano alla giuria interactive come unici italiani – non senza scatenare l’incredulità di molti esponenti della “vecchia scuola” della comunicazione italiana.

I Ninja al gala dei Webby Awards con "Ask a Ninja"

Per risultare più efficaci decidono di codificare in un primo Manifesto il loro approccio al marketing innovativo: che si basa sull’arte della guerriglia, senza trascurare però riflessioni etiche e valoriali che daranno vita negli anni a progetti di ricerca come quelli sul Marketing Mediterraneo, sul Societing, sull’Archetypal Branding e infine sul Marketing Spirituale. Nel tempo Ninja Marketing riesce a far conoscere e ad affermare la definizione Marketing Non-Convenzionale, che diventerà una delle più utilizzate dagli innovatori del settore.

Il primo manifesto dei Ninja segna la strada sulla quale si muoverà il gruppo, che piano piano si allarga aggregando nuove energie e coinvolgendo marketing manager di aziende sempre più grandi che iniziano a credere nel nuovo approccio.

Con Tim Berners Lee e Vinton Cerf, i padri fondatori di Internet

Il passo successivo è stato quello di sintetizzare lo studio di anni nei “10 principi fondamentali del marketing non-convenzionale“, un decalogo dei principali concetti che segnano il passaggio del marketing ad una nuova fase. Concetti poi approfonditi in un fortunato libro edito dal Sole 24 ORE scritto dai Ninja insieme al professore francese, nonchè marketing guru, Bernard Cova. Il libro è attualmente utilizzato in decine di Università e Business School come manuale di testo.

Con Bill Emmott, già direttore dell'Economist

 

Con i fondatori di YouTube all'11 esima edizione dei Webby Awards di New York

Dal blog alla Sacra Scuola del Marketing

Nel 2010, dopo una lunga gavetta in innumerevoli sessioni di formazione in giro per le Università e Business School italiane, i Ninja decidono di fondare la propria scuola, in modo da poter proseguire in maniera più strutturata la loro opera di evangelizzazione. Nasce così la Ninja Academy, ovvero la “Sacra Scuola del Marketing Non-Convenzionale” con l’obiettivo di formare i comunicatori del futuro. Il primo corso si tiene a Milano in uno spazio appositamente allestito come un dojo giapponese ed è un successo, tanto che si deve immediatamente replicare la data. Il pubblico risponde all’offerta formativa in stile ninja con un grande entusiasmo. E’ una seconda rivoluzione.

Divulgazione in Università

Oggi la Ninja Academy è considerata fra i principali e più innovativi player della formazione sul marketing e sulla comunicazione con all’attivo un catalogo di decine di corsi specialistici che coprono tutte le aree della formazione al marketing digitale. La scuola scopre e recluta come docenti i migliori talenti del marketing italiano, facendo salire “in cattedra” non dei professori lontani dalla realtà ma dei veri e propri professionisti che riescono a trasferire le loro competenze ed esperienze concrete di innovatori del settore.

Ninja Marketing oggi (e domani)?

Unconvention 2014

Dopo 10 anni, Ninja Marketing è il blog di marketing e comunicazione più letto in Italia – non lo diciamo noi, ma Teads – e viene visitato giornalmente da influencer, trend setter, early adopter, in particolare imprenditori, manager di agenzie e aziende, pr, giornalisti, geek.

La società oggi ha due “covi”, uno a Salerno (la sede storica) e uno a Milano, dove lavora la maggior parte del team dedicato alla formazione. Ma i contributor che collaborano con la redazione e che scrivono per il sito sono sparsi in tutta Italia. Quindi in qualsiasi città è probabile che ci sia un Ninja che combatte per l’evoluzione del marketing e per una comunicazione migliore.

Il clan è oggi costituito da oltre 150 guerrieri che ogni giorno raccontano le pubblicità più originali, i social network più innovativi, le app da scaricare, le startup da tenere d’occhio, i gadget più cool, i designer da ammirare, i video da condividere. Ma la filosofia Ninja è portata ogni giorno in centinaia di aziende da oltre 15.000 professionisti formati dalla Sacra Scuola.

La consegna dei diplomi della Ninja Social Factory

Ninja Marketing pubblica quotidianamente in sette sezioni guidate da editor e vice-editor la cui missione è informarvi su tutto ciò che è unconventional. Capitanati da Adele Savarese e coordinati dalla managing editor Nunzia Falco Simeone, gli editor a capo del manipolo di ninja sparsi in tutta Italia sono attualmente Ida Perri, Alberto MaestriFrancesco Gavatorta, Eugenio Pezone, Emanuela Goldoni, Claudia Ingrassia, Rosanna Perrone, Fabio Casciabanca, Daniela Mazza, Elena Silvi Marchini, Giuseppe Rivello.

Di cosa vi abbiamo parlato?

Red Bull Stratos, il Momento Oreo del Super Bowl 2013, il Selfie da Oscar, il ritorno del Winner Taco, la lettera di Lego, finanziamenti, acquisizioni, epic win e epic fail: noi c’eravamo e l’abbiamo raccontato in oltre 12mila articoli scritti in questa decade. Voi avete letto con interesse i nostri pensieri, e noi i vostri commenti. Ogni giorno spargiamo le nostre news attraverso i social ad una community di lettori che continua a crescere.

I Ninja d’Italia si incontrano: Ninja Camp!

Ninja Camp

Il clan al Ninja Summer Camp

Anche se il clan Ninja è sparso in tutta Italia, trova sempre il modo per riunirsi. Il primo raduno per la mente e per lo spirito dei nostri contributor è stato il Ninja Camp del 2011, un momento di incontro e condivisione di conoscenze per il cambiamento.

I Creative Class Heroes fanno insieme la #Rivoluzione creativa

Il primo CCHeroes, a Salerno

L’impegno dei Ninja non si ferma in rete. Ninja Marketing supporta l’innovazione anche dal vivo in tutte le città d’Italia. Ecco perché abbiamo ideato e promosso l’aperitivo dedicato alla “classe creativa” Creative Class Heroes. Il #CCHeroes è un format replicabile da tutti, pensato per incontrarsi e per fare insieme la #RivoluzioneCreativa.

Le startup di sfidano a colpi di rap: La Battaglia delle Idee

È “La Battaglia delle Idee” il big event targato Ninja Marketing e Ninja Academy: una due giorni di workshop, seminari e battaglia tra startup! La prima Battle fu organizzata nel 2012 presso il magnifico Castel dell’Ovo di Napoli con Marco Zamperini come Maestro di Cerimonia.

Sul palco della Battle12

Per la seconda Ninja Battle i Ninja si sono trovati a Salerno, in una location non convenzionale, il teatro ex fabbrica di laterizi Antonio Ghirelli. Powered by Rocket Fuel, con dei partner d’eccezione e Kris Grove di Radio 105 come presentatrice, anche la #BattleSA è stata un successo ponendo le basi per il prossimo evento già fissato per il 18 marzo 2015 all’interno del Global Entrepreneurship Congress, che quest’anno si terrà a Milano.

Quest'anno sul palco del Teatro Ghirelli per la BattleSA

Ancora insieme, per altri 10 anni

Pensate che i Ninja siano stanchi? Vi sbagliate di grosso, perché il bello deve ancora venire! A 10 anni ci sentiamo ancora giovani e con tante cose da ideare e sviluppare. Abbiamo il mondo da rendere migliore. Il clan si allarga sempre di più e stiamo preparando grosse sorprese per il 2015. Una delle prime cose che faremo sarà organizzare una bella festa a cui sarete tutti invitati. Per cui continuate a leggerci e continuate ad alimentare lo spirito ninja che è in voi secondo il nostro detto:

“Un Ninja prega, agisce, ascolta, migliora”.

Too Many Cooks, perché il nonsense è così virale

Too Many Cooks

Probabilmente ne avrete sentito parlare: l’ultima viral sensation a raccogliere migliaia di fan sul web è “Too Many Cooks“, un cortometraggio diretto da Chris “Casper” Kelly andato in onda qualche settimana fa sulla rete americana Adult Swim.

Too Many Cooks si presenta come una parodia delle serie tv anni ’80 e dei suoi stereotipi: gli 11 minuti del corto prendono il via proprio dalla sigla di inizio di questo telefilm lo-fi, in cui i personaggi vengono presentati uno ad uno seguendo lo stile delle sitcom più seguite allora (come “Full House“, di cui Kelly imita anche la grafica).

Ma dopo pochi minuti il video prende tutt’altra piega, prendendo in prestito scene tipiche di telefilm polizieschi, di serie fantascientifiche, e diventa un po’ horror e un po’ splatter quando un serial killer inizia ad uccidere uno ad uno tutti i personaggi. Diventa insomma ciò che ha reso “Too Many Cooks” il video di cui tutti parlano. Perchè? Proviamo a scoprirlo assieme. Ma prima dovete proprio ritagliarvi 11 minuti e godervi il lavoro di Chris Kelly.

Parodia e nonsense

Le serie tv hanno sempre avuto un grande impatto sulla cultura popolare. Molte delle sitcom più seguite negli anni ’80 ruotavano attorno alle vicende quotidiane di famiglie medio borghesi, spesso molto numerose. Una rappresentazione, questa, tanto amata dai fan quanto guardata con occhio sarcastico da certe comunità di subcultura e controcultura che ne hanno sempre messo in evidenza la natura di fondo capitalista accompagnata alla mancanza di contenuti realistici. Per questo, molti utenti potrebbero aver visto in Too Many Cooks una satira della cultura popolare mainstream televisiva.

too many cooks video

Ma il video riesce ad essere molto più di una semplice parodia: il suo sviluppo narrativo segue il nonsense più totale, effetto ottenuto attraverso l’eccesso di stimoli, significati, di inversioni, incongruenze, ripetizioni senza fine.

Questi, aggiunti alle tante citazioni e alle parodie-nella-parodia creano dei cortocircuiti continui nella ricerca di un significato unico e univoco di questo lavoro. L’eccesso di significati (guardate a tal proposito la mappa mentale realizzata da John Hogan nel tentativo di ricollegarli tutti) sovraccarica il cervello e fa di “Too Many Cooks” il fenomeno virale di cui tutti scrivono alla stesso tempo “Geniale!” e “Non ha senso!”.

Un generatore di meme

Internet è anche, e forse soprattutto, un grande contenitore di meme. Per questo “Too Many Cooks” ha trovato nel web l’ambiente ideale di propagazione: online le persone cercano e condividono informazioni, per scopi professionali o personali, ma vi trascorrono la restante parte del tempo alla ricerca di contenuti che sono puro intrattenimento, spesso nonsense.

Online esistono numerose comunità che amano e creano contenuti di questo tipo, e che hanno decretato il successo di siti come 4Chan o 9gag.

L’importanza dell’influencer

Ricordate l’intervento al TEDX di Kevin Allocca, trend manager di YouTube, secondo il quale uno dei tre fattori che determina la viralità di un contenuto è il ruolo giocato da un influencer che condivide il contenuto con la sua rete?

Too Many Cooks è stato trasmesso per una settimana, ogni notte alle 4 del mattino, a partire dal 27 ottobre, all’interno del programma “Infomercials” della rete Adult Swim. A rendere noto il video al grande pubblico ha contributo l’esposizione data dai tweet di alcuni personaggi noti come Edgar Wright (regista di “L’alba dei morti dementi”).

Da lì in poi è stata questione di ore prima che il video diventasse trending topic su Twitter e una delle tendenze più seguite su Reddit e siti affini.

 

Sicuramente anche la componente nostalgica messa in campo dal richiamo ad un’era lontana e per molti “felice” ha la sua rilevanza nel successo di questo video. Per non parlare dell’anima un po’ splatter che 1. si contrappone nettamente alla grande maggioranza di contenuti video che diventano virali e che giocano principalmente sui buoni sentimenti (gattini & co…) e 2. catalizza catarticamente quella dose di nevrosi che la sovraesposizione a certi contenuti ci provoca quotidianamente o ci ha provocato negli anni.

Too Many Cooks è già un cult, e a testimoniarlo sono arrivate anche le prima parodie della parodia.

Dai Muppets…

… alla serie “8-bit NES”.

Siete ancora un po’ confusi e storditi? Tranquilli, sono le 7 fasi che attraversa chi vede Too Many Cooks per la prima volta 😉

Social commerce e Black Friday: tre domande per una strategia vincente

Social commerce e Black Friday tre domande per una strategia vincente

Ci siamo. Questo venerdì sarà quello successivo alla Festa del Ringraziamento, che in America dagli anni ’80 dà ufficialmente il via agli acquisti natalizi, e lo fa con una giornata chiamata “Black Friday”: 24 ore di super sconti durante i quali gli americani perdono ufficialmente la testa.

Social commerce e Black Friday tre domande per una strategia vincente2

Quale miglior luogo per riportare, anche in Europa, la tradizione del “venerdì nero”, se non online? Si stima infatti che le vendite online durante il black friday siano cresciute del 19% lo scorso anno, raggiungendo poco meno di 2 miliardi di dollari (fonte: Nextopia).

Se ormai immaginiamo che ogni rivenditore abbia già preparato alcune strategie da applicare al proprio e-commerce in occasione di questa data, ci chiediamo quanti, invece, abbiano già pensato alle proprie strategie di s-commerce, ovvero di social commerce.

Chi infatti non spende tempo ad interagire sui social network alla ricerca del regalo perfetto o dell’occasione imperdibile? Secondo una analisi di Vision Critical, il 63% degli americani naviga sui social già a novembre alla ricerca di offerte e indicazioni su dove fare gli acquisti migliori per il proprio Natale. A seguire queste statistiche, quindi, non si può davvero perdere la possibilità di realizzare una strategia di s-commerce.

Social commerce e Black Friday tre domande per una strategia vincente3

Per farlo, vi consigliamo di rispondere prima alle seguenti domande:

Come può la mia azienda fare leva sui contenuti generati dagli utenti sui social media?

Lo abbiamo detto più volte: il contenuto user-generated è senz’altro la chiave di volta per avere successo sui social network. Infatti può non solo aumentare la consapevolezza dei vostri prodotti e delle vostre promozioni, ma può anche spingere direttamente all’acquisto: la condivisione sui social potrebbe invogliare amici e parenti a fare lo stesso o, ancora meglio, ad acquistare i vostri prodotti perché concepiti come consigliati da una persona di loro fiducia.

Come la tecnologia mobile potrebbe influenzare gli acquisti sulla mia piattaforma e le mie strategie di s-commerce?

Il 52% degli americani confronta prezzi e brand direttamente dal proprio telefonino mentre sta facendo shopping in un negozio fisico. Come possono allora i vostri social media portare traffico al vostro sito o a pagine che stimolino l’acquisto verso il vostro marchio?

Come posso usare i social media per proporre offerte esclusive?

Social commerce e Black Friday: tre domande per una strategia vincente4

Per rispondere a questa domanda, l’unica cosa che non dovete limitare è la creatività. Più infatti sarà originale l’offerta e l’iniziativa, più avrete possibilità di emergere in un mondo in cui, soprattutto durante il venerdì nero, i consumatori sono bombardati di proposte.

Una iniziativa interessante è stata quella di Ahlens, una catena svedese di grandi magazzini, che attraverso Instagram ha proposto una attività di gamification + couponing divertente e interessante: sfidando la capacità di realizzare uno screenshot con il proprio telefonino, ha pubblicato sul proprio profilo tre video instagram ad alta velocità in cui apparivano alcuni prodotti scontati al 50%. Gli utenti che riuscivano a realizzare una fotografia allo schermo mentre l’oggetto era ripreso, e a pubblicarlo con l’hashtag di riferimento, si portavano a casa il prodotto a prezzo scontato.

In questo black friday quindi non frenate la vostra creatività e lasciatevi andare alle idee più bizzarre per traghettare i vostri fan e seguaci dai social media ai vostri e-commerce!

Kim Kardashian, Fiat, Libri: i migliori annunci stampa della settimana

Eccoci pronti come ogni lunedì per passare in rassegna la top5 dei migliori annunci stampa pubblicati questa settimana. Via!

IKEA: Chair

Ecco davanti ai nostri occhi un bell’esempio di instant advertising. Quei burloni dell’agenzia australiana 303LOWE hanno pensato bene di indirizzare quest’annuncio stampa direttamente all’attrice statunitense Kim Kardashian, che nei giorni scorsi ha fatto bella mostra di sé, o meglio, del suo imponente didietro, nella copertina della rivista Paper scandalizzando mezza America. Per Ikea questa sedia è perfetta per ospitare “il sedere che ha bloccato internet”. Geni! 

Advertising Agency: 303LOWE, Perth, Australia
Creative Director: Richard Berney
Creatives: Scott Pritchett, Dan Robinson, Joe Hawkins
Art Director: Ross Dungey
Copywriter: Joe Hawkins

Penguin Audiobooks: Story

Gli audio libri Penguin ti fanno ascoltare le storie come eri abituato a fare quando eri piccolo. Gran bel plus rispetto alla lettura tradizionale, con un pizzico di richiamo all’infanzia felice. Bravi!

Advertising Agency: Y&R, Shanghai, China
Creative Director: Handsome Wong
Art Directors: Hannah Song, Handsome Wong, Joao Pereira, Ong Kien Hoe, Nils Andersson
Copywriters: Hannah Song, Nils Andersson
Photographer: Wang Feng
Retouching: Pafassion SH

LEGGI ANCHEEnergia pulita, Spider Bond, Ladri: i migliori annunci stampa della settimana

Fiat Park Assist: Tv/Guitar/Surfboard

“Quando spendi denaro per riparare la tua auto, non spendi per te stesso”. Previeni il default personale acquistando 500 Cabrio con il nuovo sistema di assistente al parcheggio!

Advertising Agency: Leo Burnett Tailor Made, São Paulo, Brazil
Creative Directors: Marcelo Reis, Márcio Juniot, Pedro Utzeri
Art Directors: Luis Paulo Gatti, Rafa Oliveira, Vitor Menezes
Copywriter: Lucas Arantes
Illustrator: Flávio Callegaro / Big Studios

Van Gogh Museum Amsterdam: Museumnight

Il vecchio Vincent dovrà fare le ore piccole dato che le autorità del Museo Van Gogh di Amsterdam hanno deciso di aprire le porte ai visitatori anche nelle ore notturne: Museumnight!

Advertising Agency: FHV BBDO, Amsterdam, The Netherlands
Creative Director: Mark Muller
Art Director: Joris van Elk
Copywriter: André Dammers
Illustrator: Jeroen Schuyt
Photography: Van Gogh Museum Amsterdam
Producer: Marcel Kremer

2014 DMA Echo Awards Italy: Beer/Beans/Spinach


Questa campagna stampa è in realtà un po’ vecchiotta (Marzo 2014) ma l’abbiamo inserita ugualmente perché volevamo condividerla con voi visto che ci ha divertito tanto! Nel marketing moderno non si può prescindere dai risultati. Ed è per questo che da un paio di anni gli Echo Awards Italy premiano quelle campagne pubblicitarie che hanno avuto, dati alla mano, grandi risultati. Ottime! 

Art Directors: Adriano PacinoMattia Rivetti

Il potere è donna: The Circle di Oxfam Italia per vincere la fame

“Indignatevi. Commuovetevi e siate parte del cambiamento”

Quante donne al mondo ogni giorno lottano per trovare cibo per sé e per i propri figli? Tante, troppe. Spesso prive di risorse, diritti, terre da coltivare, le donne vivono in prima persone il problema della fame.

Ecco perché Oxfam, la confederazione di 17 organizzazioni non governative, è da 70 anni a fianco di chi soffre la fame ed in particolare Oxfam Italia ha lanciato la campagna ‘Con le donne per vincere la fame’. Un’iniziativa attraverso la quale si vuole aumentare il sostegno alle donne, garantendo loro istruzione, risorse, accesso al credito e alla terra.

LEGGI ANCHE: Women’s Circle 2013, i social network contro la povertà

Women’s Circle 2014

L’altra sera Ninja Marketing ha avuto il piacere di partecipare all’evento Women’s Circle 2014, l’evento annuale di raccolta fondi promosso da The Circle Italia, fondato dalla direttrice di Marie Claire Antonella Antonelli.

Quest’anno la cena di gala e l’asta benefica hanno permesso di raccogliere 400.000 euro, grazie ai quali Oxfam potrà liberare da fame e povertà 6000 contadine e le loro famigliead Haiti, Ecuador, Marocco e in tutti quei posti del mondo dove la povertà è la regola e non l’eccezione.

Il CEO Mirko Pallera, il managing editor Nunzia Falco Simeone e l’account manager Federica Bulega hanno trascorso la serata al ‘tavolo della rete’, con gli invitati di Amplr Mario Romanelli, Stefano Vitta, Arianna Chieli, Raffaella Amoroso, Paola Sucato, simplyNabiki, Orazio Spoto e Federica Comanducci, Direttore Qualità e Persone presso Oxfam Italia.

Il focolare. Cena di gala di @oxfamitalia per #womencircle2014 #VSCOcam #igersmilano

Una foto pubblicata da Thesmarttraveller (@thesmarttraveller) in data:


Abbiamo cenato ascoltando le note di Malika Ayane, Lisa Stansfield e Dire Straits Legend, presentati da Ilaria D’Amico, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Ci siamo divertiti molto, soprattutto perché sapevamo di supportare un’ottima causa!

I #DireStraits al #womencircle2014 di Oxfam Italia #NinjaMarketing

Una foto pubblicata da iamnunzia (@iamnunzia) in data:

 

The Circle Italia: un movimento di donne, per le donne

The Circle Italia è un network di donne che, attraverso le proprie idee, competenze e risorse, sostengono i progetti di Oxfam a favore delle donne che vivono in povertà nel mondo. Nato in Inghilterra nel 2008, per volontà di Annie Lennox, ambasciatrice globale di Oxfam, e promosso in Italia grazie al supporto di Livia Firth e Antonella Antonelli.

The Circle è un gruppo di donne provenienti da differenti paesi e ambiti che apportano idee, contatti, abilità ed entusiasmo per sostenere Oxfam nel combattere la povertà e l’ingiustizia, favorendo azioni di raccolta fondi, comunicazione e sensibilizzazione.

Vuoi dare il tuo contributo? Sostieni The Circle Italia e le sue donne!

Foto: ® Laura Bianca

Il futuro non decolla, crollano gli investimenti early stage in Italia

Il futuro non decolla, crollo degli investimenti early stage in Italia

Il primo semestre del 2014 non è stato un bel periodo per le startup nostrane. I dati dell’AIFI, l’Associazione italiana del private equity e venture capital, parlano di un massiccio calo degli investimenti early stage nel nostro paese.

LEGGI ANCHE: Gli investimenti early stage in Italia dell’ultimo anno

I dati dello scorso anno

Nel 2013 la situazione era più rosea, le startup hanno beneficiato di investimenti per 81 milioni di euro, suddivisi in 158 operazioni. Il dato relativo al primo semestre era di 28 milioni in 65 operazioni.

Il futuro non decolla, crollo degli investimenti early stage in Italia

Il primo semestre 2014

I dati relativi ai primi mesi di quest’anno sono tuttaltro che incoraggianti: 17 milioni di euro per 54 operazioni. Solo 9 milioni sono stati investiti da parte di operatori specializzati negli early stage per le startup.

Il futuro non decolla, crollo degli investimenti early stage in Italia

Possibili prospettive

Con un dato parziale così poco incoraggiante c’è poco da stare sereni, c’è un clima di sfiducia da parte degli investitori le cui cause sono molteplici.

Il primo ostacolo è il sistema normativo italiano troppo rallentato dalla burocrazia ed ostacolato ulteriormente dall’aumento della tassa sul capital gain. Inoltre i pochi interventi pubblici sotto forma di prestiti e non di investimenti in equity non agevolano le startup.

Un altro problema è di mentalità e credibilità: i giovani imprenditori italiani faticano nel rendersi credibili e nel venire incontro agli investitori.

Una speranza di ripresa è legata all’investimento di ben 50 milioni da parte della Cassa Depositi e Prestiti, ma ancora non sono chiare le modalità di erogazione di tali fondi.

Purtroppo l’Italia è un paese poco incline ad investire sulle startup e spesso gli imprenditori nostrani sono costretti a ricercare altrove investimenti da parte di business angel stranieri. Puntare sui nostri giovani potrebbe essere un modo per rilanciare la nostra economia e aumentare il tasso di occupazione tra i giovani.

Nuovi e consistenti investimenti, sia pubblici che privati, potrebbero rallentare l’emorragia di cervelli che attanaglia il Belpaese e migliorare la nostra economia.