Alluvione a Genova: quando il brand può fare la differenza in situazioni di crisi

Quando ci si trova di fronte un disastro ambientale o un’emergenza come un terremoto o un’alluvione le prime cose che facciamo sono cercare di contattare i nostri cari per assicurarci che stiano bene e cercare di reperire informazioni su come metterci al riparo e affrontare le ore successive.

In situazioni di crisi spesso si rischia di entrare nel panico, soprattutto a causa dell’impossibilità di comunicare, per le linee intasate o per danni strutturali alle centraline.

In questi casi il primo brand che riesce a porsi come punto di riferimento guadagna molti punti agli occhi dei consumatori.

Come saprete, nei giorni scorsi si è abbattuta sulle alcuni regioni d’Italia un’alluvione che ha colpito numerosi comuni, in particolare Genova e Parma; causato vittime e molteplici danni. In quei giorni di crisi ci ha particolarmente colpito la strategia adottata da Telecom Italia, che ha dedicato tutta la sua comunicazione e tutti i suoi canali al servizio informativo per i cittadini.

I social network fanno informazione

Da lunedì 13 a giovedì 16 ottobre TIM e Telecom Italia hanno bloccato ogni tipo di pubblicazione sui canali Facebook e Twitter per dare spazio alla diffusione delle informazioni della protezione civile di Genova.

Post by TIM.

 

Anche nei giorni successivi gli account hanno continuato ad aggiornare le persone vittime dell’alluvione sul clima e sulle informazioni utili. Se nei primi giorni si è parlato principalmente di Genova, successivamente si è iniziato a parlare anche delle altre zone colpite dall’alluvione.

Un esempio di crisis management: da #TIMDown a #TIM4U

Nella giornata del 14 ottobre la crisi ha colpito direttamente anche l’azienda, poiché si è allagata la centrale di Parma PO che serve la regione dell’Emilia Romagna. Questo avvenimento ha impattato sulle linee fisse e mobili di Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia e provincia. Chiaramente questo problema ha creato numerosi disagi ai clienti che sono insorti contro l’operatore telefonico e non hanno mancato del mostrare il loro disappunto sui social network.

Gli utenti hanno creato in maniera spontanea l’hashtag #TIMDown su Twitter che ha generato più di 500 tweet e hanno iniziato a scrivere su Facebook (post, commenti e messaggi privati sia a TIM che a Telecom Italia) generando oltre 7000 interazioni in 3 giorni.

Le principali lamentele hanno riguardato il fatto che una sola centrale servisse 4 province, il fatto che non fosse previsto roaming d’emergenza verso altri operatori e la possibilità di rimborsi.

La strategia social utilizzata da TIM e Telecom Italia è stata quella di umanizzare il brand e trasformare una situazione di crisi in una interessante opportunità di parlare con i propri clienti e spiegare loro due cose:

  • che il brand era presente per aggiornarli e fornire assistenza ininterrottamente;
  • che nella centrale c’erano delle persone che stavano rischiando la loro vita e stavano lavorando in situazioni disagiate pur di ripristinare il servizio.

Tutti coloro che hanno scritto su Facebook e Twitter riguardo il disservizio hanno ricevuto una risposta. Su Twitter è stato monitorato anche l’hashtag #TIMDown ed è stata una data una risposta personalizzata a tutti generando più di 700 tweet spingendo l’hashtag #TIM4U.

Il risultato è stato passare dalla richiesta di informazioni delle prime ore alla rabbia per il disservizio, poi alla comprensione, fino all’in bocca al lupo e ai complimenti per la gestione della crisi.

Post by TIM.

tecnici della Telecom sono stati i veri protagonisti della vicenda e hanno ricevuto apprezzamenti sul loro lavoro.

La ciliegina sulla torta è stata l’accredito di 10 euro di traffico telefonico dato ai residenti nei comuni alluvionati di Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna.

Cosa abbiamo imparato da Telecom?

  • Essere sempre pronti, avere una strategia a portata di mano e delle risorse ben preparate.
  • Trasformare una crisi in una opportunità ascoltando, rispondendo alle richieste e cercando di consolidare il rapporto che si ha con la propria clientela.
  • Essere presenti, non limitandosi ad offrire ai propri clienti il servizio per cui pagano, ma anche comprensione e supporto. Ogni azienda fa parte di una comunità, grande o piccola che sia, ed è importante farsi avanti quando c’è bisogno del suo aiuto.

Pagine, gruppi e profili di Facebook: quali sono le caratteristiche e le differenze?

Come ci è già capitato di scrivere in passato, Facebook è sempre in continua trasformazione.

È di pochi giorni fa la notizia dell’aggiunta della funzione Safety Check; precedentemente erano state aggiornate le News Feed e reso Messenger obbligatorio su smartphone; e chissà quali novità saranno introdotte nel futuro…

La curiosità spinge noi che scriviamo e voi che leggete ad approfondire sempre tutte le innovazioni del social di Mark Zuckerberg, ma non possiamo dimenticarci che ci sono ancora funzioni e procedure, per alcuni banali e ovvie, che ad altri possono creare dubbi e domande.

Senza contare poi, tutti coloro che ogni giorno entrano per la prima volta nel magico mondo della grande effe bianco-blu!

La registrazione è intuitiva e non ha bisogno di un nostro commento, ma qualche dubbio potrebbe nascere osservando la varietà di modalità di registrazione.

Pagine, profili e gruppi: cosa sono, in cosa differiscono, quali sono le loro caratteristiche principali?

Da Mashable, ecco alcuni consigli per chiarire le idee a tutti e aiutare a scegliere ciò che è meglio per i nuovi iscritti.

Profilo

Il Profilo è il più comune e il più utilizzato su Facebook. È utilizzato da un singolo individuo reale ed esistente e non ha fini commerciali.

Come sapete bene tutti, viene utilizzato per caricare fotografie, per scrivere post, e raccogliere tutte le nostre esperienze. È diventato, in pratica, l’equivalente del diario che qualcuno teneva, segreto o pubblico, da adolescente.

Tramite il profilo, diamo informazioni su di noi: che aspetto abbiamo, quando siamo nati, se siamo impegnati in una relazione sentimentale, che studi abbiamo fatto, che lavoro svolgiamo e abbiamo svolto, quali sono i nostri passatempi preferiti, quali i cibi che amiamo di più ecc… Ci teniamo in contatto con amici e parenti e possiamo indicare, con un like, le pagine e i post che ci piacciono.

Tutte queste attività arricchiscono la nostra bacheca e rappresentano un flusso incessante di informazioni che condividiamo con il resto del popolo di Facebook.

Creare un profilo, come già detto, è molto semplice ed è il passo primo per entrare a far parte di questo mondo.

Pagine

Le Pagine di Facebook sono dei profili per organizzazioni, società, marchi e figure pubbliche.

Le attività che possono essere fatte all’interno delle pagine sono le medesime dei profili: scrivere post, caricare foto, creare eventi, mettere like ad altre pagine.

Non appartenendo la pagina a un utente classico, non può però richiedere amicizie ad altri utenti, ma potrà solo essere seguita – tramite like – da terzi.

Tutti possono creare una pagina su Facebook e gestirne più di una simultaneamente; l’unico requisito è che si abbia un profilo.

Colui che ha creato una pagina, può nominare altre persone – che vengono chiamati Amministratori – per gestire le attività della stessa.

Negli ultimi tempi le pagine sono diventate davvero popolari su Facebook. Ve ne sarete accorti da soli: quante richieste di like vi arrivano ogni giorno da ristoranti, agenzie, film, case editrici, siti web, negozi di abbigliamento, associazioni ecc…?

Il motivo è semplice: chi cerca di vendere qualcosa ha capito, complice la crisi, che è molto più redditizio investire tempo – e qualche denaro, se si vogliono usare i post a pagamento – nella promozione sui social. Si crea uno zoccolo duro di affezionati di un brand e lo si tiene sempre aggiornato sulle proprie attività, avendo la certezza di poterlo raggiungere molto più facilmente che con un cartellone pubblicitario, uno spot televisivo o radiofonico o con una brochure.

Questo perché, come già detto mille altre volte, Facebook è la piazza in cui passiamo la maggior parte del tempo!

Le Pagine possono anche essere aggiornate tramite smartphone (iOS e Android), per non farsi scappare l’occasione di commentare e condividere fuori dalle quattro mura di un ufficio o domestiche.

Importantissimi per le pagine sono gli Insights, una serie di strumenti per monitorare il flusso di visite sulla vostra pagina, il numero di like raccolti durante la settimana, la copertura dei post che avete realizzato.

Tutti questi strumenti, messi insieme e archiviati, rappresentano la documentazione che ogni social media manager deve fornire per documentare la bontà (o meno) del proprio lavoro.

Per creare una pagina, vi basterà entrare in Facebook con il vostro profilo, cliccare la freccina in alto a destra e selezionare “Crea una Pagina”; quel che vi apparirà sarà questa immagine:

Non vi resterà poi che seguire le indicazioni, cercando di selezionare le definizioni più vicine alla realtà della vostra nuova Pagina.

Gruppi 

Come per la vita reale, quando scopriamo di avere una passione, desideriamo condividerla con altre persone animate dallo stesso interesse. Su Facebook esistono i gruppi che, come facile immaginare, ospitano profili di persone unite da un sentire comune per uno specifico argomento.

Ad oggi, più di 500 milioni di persone fanno parte di gruppi su Facebook e 200 mila nuovi gruppi vengono creati ogni giorno.

I membri di questi gruppi si scambiano opinioni, suggerimenti e aiuti sugli argomenti che li hanno messi intorno a un “tavolo virtuale”.

Per entrare a far parte di un gruppo basta fare richiesta, cliccando il bottone “Iscriviti al gruppo” posto in alto sulla pagina; chi gestisce il gruppo esaminerà la vostra richiesta e valuterà se accettarla.

Esistono 3 tipologie di gruppi:

  1. pubblico: aperto a chiunque voglia farne parte, previa richiesta di iscrizione o invito;
  2. chiuso: chiunque può chiedere di entrare a farne parte, ma il gruppo ha un nucleo ristretto che non vuole si espandi a dismisura;
  3. segreto: chiunque può farne parte, ma solo se invitato da chi ha creato il gruppo.

Per creare un gruppo, entrare in Facebook con il proprio account, scegliere dalla colonna di sinistra la voce “Altro” di fianco a “Gruppi”, quindi cliccare “+Crea un gruppo” in alto a destra.

Profili, pagine e gruppi: tre contenitori da riempire del vostro vissuto e da condividere con il popolo di Facebook.

Siete pronti a dire addio al brand Nokia?

Microsoft aveva già lanciato qualche inequivocabile segnale il mese scorso facendo sentire la propria presenza sulle property digitali dello storico marchio finlandese, conosciuto ai più per i cellulari. Come riporta la rivista The Verge, i cellulari Lumia avranno una nuova identità: non più Nokia, ma Microsoft.

Sul sito Nokia.com infatti, troverai il riconoscibile logo di forma geometrica quadricromatica accanto alle lettere in stampatello maiuscolo dipinte di blu. E ancora, il messaggio “Entra nella nostra nuova casa”  non lascia spazio a molte interpretazioni: verrai immediatamente catapultato al sito del colosso americano Microsoft.

Addio al nome Nokia

“Su tutte le scatole dei telefonini e degli accessori Lumia scomparirà il nome Nokia” –  puntualizza il social media manager della fanpage Microsoft Lumia. L’operazione di re-branding Microsoft Lumia vuole essere un chiaro ed immediato messaggio:  i cellulari Lumia sono prodotti realizzati e venduti da Microsoft e non da Nokia, che continuerà ad essere un’entità separata che fornirà tra i servizi i software per le mappe e le infrastrutture di rete.

The move is an attempt by Microsoft to send a better message to consumers that Lumia phones are manufactured and sold by Microsoft and not by Nokia, which continues to be a separate company looking after services like Here Maps that were not sold to Microsoft.

Rebranding: da Nokia Lumia a Microsoft Lumia su tutti i social

Il primo paese europeo ad essere interessato dal processo di rebranding è la Francia, che già sulla fanpage ufficiale di Facebook ha lanciato un messaggio ai propri utenti, avvisandoli dell’imminente cambiamento. A ruota seguiranno anche gli altri stati che modificheranno i loro profili social con il nuovo nome: Microsoft Lumia.

Se sei un nostalgico del Nokia 3310, acquistato coi primi soldini dei lavoretti estivi, e la notizia ti ha almeno un po’ scosso, ti capisco. I cellulari Nokia hanno segnato la nostra generazione.

Rinnovabili in Italia: un futuro più piccolo, più eolico e più internazionale

Abbiamo letto ed apprezzato degli ultimi record del settore delle rinnovabili in Italia. Un settore in cui il nostro paese primeggia a livello mondiale, per conoscenze tecnologiche, precocità nello sviluppo e per contributo alla produzione energetica complessiva. Nella scorsa estate, infatti, si sono registrati picchi del 50-55% di energia verde sul totale scambiato alla borsa elettrica. Sono oggi oltre 120.000 gli addetti del settore.

È un dato certamente favorito dalle ondate di incentivi pubblici a sussidio del settore e della cronica “fame” di energia di un paese, l’Italia, povero oppure sottosviluppato nello sfruttamento di fonti di energia fossile. Ma qual è il vero stato di salute del settore?

Parabola retta

Il quinto conto energia, varato nel 2012, aveva per la prima volta calmierato seriamente la crescita del settore, riducendo gli incentivi ed introducendo limitazione di fatto alle nuove installazioni, con particolare attenzione ai grossi impianti (come avevamo trattato in un nostro pezzo redatto proprio in quei giorni). Ricorderete ancora il vespaio di critiche di tecnici ed imprenditori del settore che criticarono la miopia di voler deprimere quello che era, a loro dire, l’unico settore veramente in crescita e capace di creare nuovi posti di lavoro.

Ma anche il settore più in crisi crescerebbe o quantomeno si riabiliterebbe se foraggiato con incentivi rivelatisi a posteriori eccessivamente generosi. È per questo che con il quinto conto energia si è provveduto a riequilibrare il meccanismo. Il settore tuttavia continua a crescere, anche se a ritmi molto più contenuti ad esempio del 2011 dei record, quando vennero installati oltre 2.500 MW di fotovoltaico contro i 600MW dell’anno precedente e seguiti da un “modesto” 300MW proprio nel 2012. Il settore quindi continua, e continuerà, a crescere in maniera più contenuta e stabile, una sorta di parabola retta.

Viva i piccoli

Il quadro incentivante attuale premia in particolare i piccoli impianti, soprattutto a carattere residenziale, incentivando l’autoconsumo tramite gli schemi di scambio sul posto. Per le utenze residenziali, appunto, le condizioni a partire dal 2014 sono praticamente immutate rispetto agli anni precedenti (oltretutto con la conferma della deduzione fiscale al 50% anche per il 2015 come previsto dalla legge di stabilità attualmente in discussione). Viene oltretutto creato un incentivo ad hoc per i piccoli impianti fotovoltaici fino a 20Kw, con l’eliminazione di tutti gli oneri di sistema per l’energia auto-consumata, la cui soglia viene anche aumentata da 200 a 500 Kw. L’implicazione pratica sarà probabilmente la riduzione della dimensione media degli impianti sul tetto di casa.

Vacche più magre invece per le utenze commerciali ed industriali che vedono ridotte gli incentivi per lo scambio sul posto rispetto al 2013. Inoltre sono allo studio misure spalma incentivi e tagli retroattivi in particolare per le centrali al di sopra dei 200MW , con conseguenze sui rendimenti di progetto già messi a piano dagli investitori.

Quale mix in futuro per l’Italia?

La produzione rinnovabile italiana è attualmente sbilanciata su idroelettrico (43%) solare (31%) ed eolico (17%), quest’ultimo tarpato dalla cronica intermittenza della materia prima (il vento). Ma i rapidi progressi sul fronte dell’immagazzinamento dell’energia (es., sistemi basati sul pompaggio di aria ed acqua in appositi serbatoi duranti i picchi di produzione, per poi essere rilasciati durante i cali di produzione attraverso turbine che continuano la produzione).

È quindi lecito aspettarsi un aumento del contributo dell’eolico nei prossimi anni, soprattutto se prenderanno corpo i progetti di parchi eolici offshore tanto chiaccherati dalla stampa ed osteggiati dalle popolazioni costiere.

Uno sguardo oltreoceano

Se il mercato Italiano, sviluppato e già in linea con target europei ed internazionale, fatica a mantenere i ritmi di crescita degli anni d’oro, numerosi altri paesi (in particolare al di fuori del vecchio continente) stanno solo adesso muovendo i primi passi. Basti pensare che la media di produzione rinnovabile a livello mondiale è ancora appena al 7%. Ed è a questi mercati che guardano le imprese italiane, portatrici come detto di eccellenze tecnologiche e di know how. Tra i paesi più importanti si notano il Brasile ( dove sono appena agli inizi le aste per il fotovoltaico), il Giappone (grazie alle tariffe molto remunerative), Arabia Saudita (dove gli enormi spazi desertici, e gli enormi ricavi del petrolio stanno portando alla costruzione di mega centrali fotovoltaiche) ed il Messico. La tecnologia sviluppata anche grazie ai sussidi pubblici italiani finirà con beneficiare più l’estero che il nostro stesso paese?

 

 

5 + 1 validi motivi per cui il Digital rivoluzionerà il settore Automotive

La rivoluzione Digital che stiamo vivendo coinvolge indistintamente tutti gli aspetti, i servizi ed i prodotti della nostra vita quotidiana (qualche esempio? Dall’IoT alla stampa 3D). A proposito, uno dei settori maggiormente coinvolti in questa rivoluzione industriale è sicuramente quello Automotive. Si tratta di un settore strettamente collegato all’ambito Digital: basti pensare che proprio dall’Automotive sono nate le le Smart Home! E’ per questo motivo che oggi vediamo insieme i 5 + 1 motivi che – a nostro parere – stanno migliorando il settore, o lo faranno nell’immediato futuro.

1) Apple CarPlay

Grazie all’uso costante di termini come IoT (Internet of Things) è ormai uso comune parlare di oggetti costantemente connessi al Web ed in grado di interagire tra loro. Una delle evoluzioni Digital sicuramente più interessanti è rappresentata dalla possibilità di collegare e connettere i nostri smartphone alle nostre auto, rendendo il tutto un unico oggetto. Dopo svariati tentativi finiti non proprio benissimo (pensate a Hyunday qualche anno fa) Apple è la prima a realizzare un sistema di collegamento tra iPhone ed automobile attraverso il suo Apple CarPlay

Apple CarPlay trasferisce sul touch-screen di alcune selezionate automobili, le applicazioni maggiormente utilizzate sul nostro Smartphone.

2) Jaguar Land Rover Smart Assistant

Il termine Smart Car sta entrando prepotentemente nel linguaggio di uso comune, defininendo una serie di caratteristiche che le nuove automobili devono necessariamente possedere. Per rendere l’auto sempre più Smart Jaguar Land Rover (JLR) sta lavorando ad uno Smart Assistant che renderà le proprie vetture maggiormente intelligenti entro due anni. In pratica, attraverso questo sistema, JLR cerca non solo di attrarre possibili clienti troppo concentrati sulla tecnologia e quindi non attirati dal fascino delle proprie autovetture, ma anche di migliorare (e non poco) la user experience del guidatore.

 

A livello operativo, lo Smart Assistant rileva attraverso un sistema di telecamere e di face recognition il volto del guidatore, adattando quindi l’automobile allo stile di guida personale senza che il guidatore faccia nulla. Il tutto “appoggiandosi” allo smartphone dell’autista, al fine di regolare la climatizzazione e le differenti features del veicolo.

3) Uber

Azienda di San Francisco di cui si discute molto sia in Italia che in Europa, Uber consente di collegare autisti e clienti grazie ad una App (disponibile per App Store, Google Play e Windows Phone Store) rendendo le città più accessibili e consentendo un utilizzo dei mezzi di trasporto con conducente maggiormente consapevole e trasparente.

4) Car Sharing

Un altro settore che sta vivendo una vera e propria evoluzione Digital grazie all’ampia diffusione ed alla disponibilità di App dedicate, è il car sharing. Questo servizio, presente nelle principali città italiane come Roma e Milano, consente di noleggiare una automobile attraverso una App a cui è necessario essere registrati. Il pagamento avviene in modo del tutto automatico ed il costo è spesso basato sull’effettivo tempo di utilizzo dell’automobile stessa.

5) Intermediari digitali

L’evoluzione Digital non coinvolge solo i servizi offerti dal settore automotive, ma consente anche di migliorare l’interazione tra consumatore e settore stesso – soprattutto quando si ha la necessità di vendere la propria automobile per comprarne una nuova. Si tratta di progetti nati per rendere maggiormente “indolore” il durissimo approccio alle inserzioni per vendere automobili.

Per esempio è proprio con tale vision che, dopo il successo in Germania è arrivato anche in Italia il servizio on-line noicompriamoauto.it, che attraverso pochi e semplici passaggi e in modo del tutto gratuito consente di ottenere una quotazione della propria auto. Provare per credere!

Il servizio fornisce al consumatore anche assistenza telefonica ed in filiale fornendo un servizio completo in tutte le fasi di compravendita, dalla prima valutazione del mezzo al passaggio di proprietà registrato regolarmente al PRA ed alla demolizione (anche questi servizi sono totalmente gratuiti). Al momento le sedi fisiche sono presenti esclusivamente a Milano, ma a breve apriranno anche a Roma, Torino e Napoli. Grazie a noicompriamoauto.it, la vendita della nostra vecchia auto sarà sicuramente più rilassante!

5 + 1) Il futuro elettrico e smart dell’automotive

Non preoccupatevi: d’ora in poi solo immagini, basta parole!

Ninja, cosa ne pensate di queste importanti innovazioni nell’automotive? Le avete già sperimentate tutte per viaggiare in modo più smart?

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con www.noicompriamoauto.it, il partner per la vendita veloce e sicura di auto usate a Milano. Valutazione gratis sia online che in sede da esperti del settore!

Ninja Social Oroscopo dal 23 al 29 ottobre

Cari guerrieri amanti dell’horror, quest’anno per Halloween dovrete cavarvela da soli, scordatevi la trovata geniale di uno Scorpione, quella che non solo vi avrebbe risolto la serata ma vi avrebbe anche sollevati da una settimana di preparativi tra ragnatele, zombie e vampiri! Da questa settimana Sole e Venere entreranno nel segno dello Scorpione, metteranno fine alle tenebre rendendo noto l’ignoto. Scorpione sei pronto a tutto ciò? Noi forse no, fatto sta che per i segni d’acqua sarà sempre più forte il desiderio di coppia, di semplici affettuosi gesti. Non stranitevi dunque se nei corridoi dell’Ikea troverete un Pesci o un Cancro pronti a rinnovare il loro nido, il vero shock sarà vedere lo Scorpione con in mano catalogo, matitina e foglietto per gli appunti!

In generale questa settimana sarà di preparazione interiore, un team building tra segni e pianeti per capire quali aspetti positivi prevarranno sotto questo nuovo cielo.

L’Ariete, liberatosi dalla stretta opposizione di Venere troverà il modo giusto di rendere interessante e “zuccherosa” anche l’iniziativa più semplice; il Capricorno, sostenuto da Marte, abbatterà letteralmente qualsiasi ostacolo in grado di rallentare il suo pensiero ancora prima del suo modo di agire, forse poco zen ma mooolto guerriero!

In tutto questo trambusto, non aspettatevi una partecipazione significativa da parte di un Toro perché i nati tra aprile e maggio saranno concentrati a scarabocchiare e pianificare la propria sopravvivenza da qualche astro, in primis il Sole, pronto ad adombrarne gli obiettivi.  Anche il Sagittario senza la sua anima gemella sarà schivo, si crogiolerà nella nostalgia delle storielle passate andando indietro con la memoria fino agli anni Novanta, pur sapendo che la risposta alle sue domande è stata e sarà sempre scritta nel futuro. Diciamo che una bella doccia di realismo questa settimana farà molto bene anche ai nati sotto il segno del Leone, ultimamente troppo gasati e poco propensi a calibrare le energie in maniera intelligente.

Pioggia di sms per Gemelli e Bilancia tutti presi a stabilire un contatto emotivo con il partner presente o futuro, ad organizzare aperitivi, cene e dopocena. Ma non lasciatevi trarre in inganno, non da entrambi per lo meno. Se la Bilancia sarà mossa dal desiderio sincero di condividere questa settimana con una persona da lei ritenuta speciale, per i Gemelli l’obiettivo principale potrebbe essere portare a casa il risultato che Marte si aspetta… impossibile deluderlo!

La settimana riflessiva per eccellenza sarà quella della Vergine che, addolcita da Venere, dedicherà del tempo a sé stessa, per rinnovarsi, proseguendo il percorso già intrapreso dall’inizio dell’anno, lo StartUp Bus sarà il suo mezzo di trasporto.

E i Pesci?? Stanno facendo ammenda, se settimana scorsa hanno quasi messo in fuga amici e parenti, questa dovranno chiedere scusa e recuperare i rapporti incrinati dagli sbalzi di umore. Fortunatamente dal 26 in poi saranno davvero solo un ricordo!

Buona settimana, astro guerrieri!

Il crowdfunding di Bitcoin è il vero crowdfunding?

Negli ultimi mesi si è molto discusso su come la tecnologia di base di Bitcoin stia per rivoluzionare non solo il sistema monetario mondiale, ma anche i servizi notarili, i DNS, quelli di autenticazione, di proprietà intellettuale e di archiviazione dei dati.

Mentre la maggior parte dei prodotti e dei servizi che avrebbero dovuto già vedere la luce partendo dal protocollo bitcoin devono ancora nascere, c’è una applicazione bitcoin che invece è stata sviluppata da alcune startup: si tratta di un servizio di crowdfunding decentrato.

Bitcoin e Kickstarter

Kickstarter, Indiegogo e tutte le altre piattaforme tradizionali agiscono come intermediario fidato per la gestione della campagna di crowdfunding.

Grazie a loro, un sostenitore può essere sicuro che i soldi che invia alla piattaforma per un progetto specifico saranno effettivamente destinati a quel progetto una volta raggiunta la somma obiettivo della campagna, o che il denaro venga effettivamente restituito se la campagna, al contrario, fallisce. In cambio del suo denaro, l’investitore di Kickstarter ottiene l’accesso a un pre-ordine o a T-shirt e altri gadget.
Le piattaforme di crowdfunding basate sulla tecnologia blockchain, cioè sul registro pubblico che contiene tutte le transazioni di bitcoin, eliminano la necessità di questo intermediario. Consentono quindi alle startup di raccogliere fondi, creando le proprie valute digitali e vendendo “azioni” agli early backers. In parole povere, questo significa che gli investitori di una campagna di crowdfunding ottengono azioni della startup che sostengono e possono effettivamente beneficiare del valore di apprezzamento dell’azione.

Questo è il motivo per cui la comunità Bitcoin si riferisce al crowdfunding bitcoin-powered come a reale crowdfunding.

L’entusiasmo intorno a questi progetti è legato anche al fatto che queste piattaforme sarebbero una vera e propria fonte di investimenti per altri tipi di applicazioni basate su blockchain e potrebbero aiutare il finanziamento di infrastrutture bitcoin.

Swarm, Koinify e Faro sono tre piattaforme di crowdfunding decentrate che hanno generato un bel buzz nella community di Bitcoin ed effettivamente hanno ottenuto finanziamenti per il loro sviluppo in varie forme.
Swarm ha utilizzato la propria piattaforma di crowdfunding per raccogliere fondi nel mese di luglio e ha ricevuto 1 milione di dollari dai sostenitori. Per ora si concentra su progetti basati su tecnologia blockchain ed ha aperto l’applicazione solo per i primi cinque progetti che la piattaforma sosterrà e che saranno presentati in un demo day il 5 novembre.

 

La società ha anche lanciato un incubatore a Palo Alto per ospitare progetti Bitcoin 2.0: secondo Swarm è questa la strategia migliore per la piattaforma per individuare progetti interessanti e incoraggiarli a utilizzare la tecnologia blockchain.
Un’altra piattaforma di crowdfunding decentrata, Koinify, ha appena raccolto 1 milione di dollari per finanziare il suo sviluppo e costruire un’interfaccia facile da usare. Koinify si concentra sul finanziamento di progetti molto specifici relativi alla tecnologia blockchain e alle cripto valute: applicazioni decentralizzate e infrastrutture per rendere l’accesso alla cryptocurrency più facile.

 

Faro finanzia lo sviluppo dei Bitcoin

Mike Hearn, uno sviluppatore di Bitcoin, ha invece dato vita a Faro, un’applicazione di crowdfunding che è stata più specificamente costruita per finanziare lo sviluppo di base dei Bitcoin e il coinvolgimento di community della prossima generazione di progetti bitcoin. Hearn ha vinto un bounty da 40 mila dollari offerto dall’autoproclamato milionario bitcoin e imprenditore Olivier Janssens.
Per ora quindi la maggior parte delle piattaforme di crowdfunding bitcoin non si concentrano su progetti di consumo e fanno appello solo ad investitori bitcoin, esperti di tecnologia.

 

Anche se non si tratta ancora di progetti mainstream, queste piattaforme meritano comunque attenzione per il loro potenziale sviluppo. Sono tutte basate sul principio di un cambiamento di paradigma: il passaggio da un modello centralizzato a tanti decentrati, con la rimozione dei soliti costosi intermediari.

Il vantaggio di un tale modello è che i servizi risultanti sono a buon mercato perché non hanno molti costi di gestione. Proprio Mike Hearn aveva presentato questa idea futuristica nel suo discorso sul futuro del denaro al Festival di Turing nel 2013.
Il Crowdfunding basato su tecnologia blockchain alimenta due speranze: è un modo per l’ecosistema bitcoin di finanziare il suo sviluppo di base a breve termine; nel lungo periodo, darà la possibilità agli individui di partecipare ad effettivi investimenti early-stage e di beneficiare realmente dell’apprezzamento della valuta.

IKEA si ispira a "Shining" per Halloween [VIDEO]

IKEA si ispira a "Shining" per Halloween [VIDEO]

Mancano ormai pochi giorni ad Halloween, e IKEA Singapore ha deciso di entrare nello spirito della festività più paurosa dell’anno rendendo omaggio ad uno dei registi che hanno reso grande il genere thriller con i loro film: l’ultimo spot del colosso svedese è ispirato nientemeno che alla famosa scena del corridoio di “Shining” di Stanley Kubrick.

Sfruttando il buzz e l’attesa che ruotano attorno ad Halloween, oramai anche ben al di fuori del mondo anglosassone, IKEA ha realizzato un’operazione di gamification a tema davvero ben progettata, anche nella sua parte di promozione. A presentare “IKEA Halloween Spot & Win Contest” ci pensa infatti questo apprezzatissimo video che trasforma un punto vendita IKEA nella casa infestata della pellicola cult di Kubrick.

Danny pedala svelto sul suo triciclo tra i percorsi indicati dalla freccie nere a terra. Come potrebbe succedere normalmente in un negozio IKEA. Se non fosse che qui le calde, confortevoli e colorate esposizioni che tutti abbiamo attraversato almeno una volta si trasformano sotto le soffuse e sinistre luci intermittenti emanate da lampadari ondeggianti; la musica sinistra ci fa presumere che qualcosa di terribile stia per succedere. Del resto, non è poi così normale che un bambino se ne stia da solo in un negozio di centinaia di metri quadri, pedalando tra tappeti ribaltati, individuati nascosti dietro alle tende e orsacchiotti un po’ inquietanti.

E infatti… ecco qualcosa di ancora più terribile delle gemelle di Shining: i “genitori-gemelli” del piccolo Danny.

IKEA si ispira a "Shining" per Halloween [VIDEO]

IKEA si ispira a "Shining" per Halloween [VIDEO]

Niente paura, è solo un sogno ad occhi aperti del bimbo, che viene richiamato alla realtà dalle voci dei genitori che lo stanno chiamando a sè mentre la headline ci comunica l’introduzione dell’orario serale nella catena.

Lo spot, seppure a tema “horror”, si inscrive perfettamente nello stile ludico del brand: oltre a spingere il contest creato su Facebook per coinvolgere gli utenti (che devono individuare 13 precisi prodotti IKEA nascosti all’interno della scenografia per vincere una Gift Card), il video rafforza i valori di divertimento e gioco (qui opportunamente declinati nella cornice narrativa) che fanno da sempre parte della brand equity IKEA.

Un’idea davvero efficace e ben progettata nei particolati: avete notato la scritta “RedRug” (tappetto rosso) che scimmiotta il “Redrum” della pellicola di Kubrick? 😉

Nissan cattura l'emozione ed oltrepassa il limite con Chase the thrill

Chi lo avrebbe mai detto che reale e virtuale, due mondi così opposti, si sarebbero congiunti al Motorshow di Parigi. Ci ha creduto fortemente, l’azienda automobilistica, Nissan, che in collaborazione con D2NA/DigitasLBi France (Agenzia di Marketing Digitale) e UNIT 9 (Studio di Produzione), ha con un approccio virtuale permesso ai visitatori di sentire l’emozione ed il carattere racchiuso in Nissan Juke.

L’innovazione è  Chase the Thrill, non è altro che un gioco interattivo, attraverso il quale Nissan vuole far battere i cuori e dare un assaggio di ciò che riserva il futuro, ai visitatori del Motorshow.

Il concept si ispira alla pubblicità televisiva della Nissan Juke, dove la guida non è solo piacere, emozione, ma una vera e propria, scossa di adrenalina.

Chase the Thrill consente, attraverso l’utilizzo del dispositivo Oculus Rift DK2 , di guidare in una città virtuale alla caccia di una Nissan Juke. Grazie ad uno “speciale” tapis roulant , con il movimento delle proprie gambe, l’avatar salta da un edificio all’altro, scivola sotto gli ostacoli, ad alta velocità, per stare al passo con la Juke.

L’utente assapora un’incredibile sensazione di immersione e di movimento, che nessuno avrebbe mai immaginato.

Se Nissan voleva contraddistinguersi, sicuramente, ci è riuscita, offrendo nuovi concept con uno sforzo tecnologico ed innovativo notevole. Tutto questo, rappresenta un nuovo modo di avvicinarsi agli utenti: è marketing, tecnologia, innovazione; un mix perfetto di ingredienti che caratterizza Nissan.

La società automobilistica ha dato la possibilità di provare Chase the Thrill al Motorshow fino al 19 ottobre; un’esperienza dove la realtà virtuale viene spinta al limite.

Credits:

D2NA/DigitasLBi France:

Creative Director: Jean-Baptiste Burdin

Senior Creative: Anthony Banks

Senior Creative: Frederic Roux

Account Director: David Ouanounou

Senior Project Manager: Martin Casilis

Senior Project Manager: Axelle Pisciotta

Project Manager: Victor Debaere

UNIT9:

Director: Gevorg Karensky

Producer: Richard Rowe

Project Manager: Josselin Milon

Technical Lead: Maciej Zasada

Game Developer: Paweł Miniszewski

City Environment: Triada Studio

Animation: Riccardo Giuggioli

Lo StartupBus è in partenza: sali sul bus dell'innovazione con Ninja Marketing

Sta per partire StartupBus, il bus più innovativo al mondo, che dal 25 al 27 ottobre porterà in giro per l’Italia 25 giovani imprenditori/innovatori al Pioneers Festival di Vienna. Al punto di arrivo, che li riunirà ad oltre 200 giovani startupper provenienti da altri 7 Paesi europei, avranno il compito di presentare l’idea sviluppata durante il viaggio, attraverso le soste e i workshop dedicati. L’obiettivo finale è quello di creare una comunità internazionale di talenti in grado di cambiare lo status quo.

StartupBus, cervelli in viaggio, non in fuga

Questo è il motto in cui il convoglio italiano delle idee ha scelto di identificarsi: sostenere i talenti e i cervelli italiani per raggiungere obiettivi importanti, anche grazie all’appoggio del Ministero per lo Sviluppo Economico e le partnership con realtà importanti come Working Capital e NanaBianca.

Il team italiano ha raggiunto ottimi risultati anche nella passata edizione del 2013: MyAngel Children Care, ad 8 mesi dalla finale di Vienna, sta per lanciare il suo prodotto per programmare cure mediche di primo soccorso attraverso la lettura dei dati tramite smartphone.

Ultimi posti sullo StartupBus. Parti con lo sconto per i lettori Ninja!

Sono pochi ormai i posti disponibili, soprattutto per designer e developer, per aggiudicarsi una comoda poltrona sul bus dell’innovazione. Le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito europe.startupbus.com, dove è indicato anche il programma del viaggio.

Il costo di partecipazione è di 200 euro per l’iscrizione più 150 euro per  vitto e alloggio, ma per i lettori Ninja più veloci StartupBus mette a disposizione uno sconto di 50 euro sul pacchetto totale, offrendo, in questo modo, la opportunità di partecipare al costo di 300 euro.

Per partecipare manda il curriculum a wannabebuspreneur@startupbus.it con il codice sconto Ninja SBNJM.

Cosa aspetti? Ancora alla fermata? Salta sul bus dell’ innovazione con StartupBus!