Quinto Conto Energia: ecco come cambia il mondo delle rinnovabili in Italia

Approvato dal Presidente della Repubblica in nuovo decreto sulle fonti di energia rinnovabile: diminuiscono gli incentivi in un contesto di maturità e maggiore efficienza delle tecnologie.

E’ finalmente giunta la fumata bianca sul quinto conto energia e sul decreto delle rinnovabili. Due provvedimenti, attesi da oltre 9 mesi, destinati a disciplinare il mondo delle energie rinnovabili nei prossimi anni.

I provvedimenti, firmati dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto conto energia) e per le altre fonti (eolico, idroelettrico, geotermico, biogas e biomasse).

Le critiche

Le polemiche, prevedibilmente, non si sono fatte attendere, dopo mesi di levate di scudi da parte degli operatiri del settore.
C’è chi già parla di un colpo definitivo al sistema di incentivi che aveva permesso all’Italia di primeggiare in Europa nel settore rinnovabili, al punto di superare anche la Germania, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

Per il governo, invece, i nuovi obiettivi consentiranno al paese di superare gli obiettivi europei, ponendo al contempo un freno ad una spesa ritenuta eccessiva e non più indispensabile visto le crescenti performance economiche, in particolare del fotovoltaico.

Massimo Sapienza, del movimento “SOS Rinnovabili” obietta aumenteranno i costi per i produttori e per i cittadini”.

“E’ paradossale che mentre si continua a parlare di tagli alle spese superflue se ne aggiungano altre rendendo obbligatori registri perfettamente inutili. Noi avevamo proposto di arrivare agli stessi obiettivi di contenimento della spesa con il metodo tedesco, cioè con l’abbattimento automatico degli incentivi man mano che si raggiungono determinati livelli di produzione: un metodo semplice e molto sicuro, capace di rendere il mercato fluido. Questa non è la strada per far crescere il paese”.

E’ pur vero, in questo caso, che in molti ritengono ormai la tecnologia fotovoltaica in grado di camminare con le proprie gambe.
Il Solar Energy Report del Politecnico di Milano, argomenta che il “sole” ha già rendimenti accettabili, in particolare al Sud Italia, anche senza l’aiuto dello Stato. Negli ultimi quattro anni, secondo il rapporto di Clean Edge, i costi per kilowattora del solare si sono dimezzati, con prezzi dei moduli fotovoltaici in picchiata.

La Posizione del governo

Il ministro dell’Ambiente evidenzia che sono stati “salvati” gli incentivi per gli impianti fotovoltaici nelle zone degradate. Inoltre potranno accedere alle tariffe incentivanti gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto.

Il Governo, in ogni caso, puntualizza che buona parte dei miglioramenti richiesti dalle Regioni è stata accolta e che, in particolare, è stato portato da 12 a 20 chilowatt il limite oltre il quale gli impianti devono essere iscritti a un registro.

Questo innalzamento della fascia permetterà, sempre secondo il governo, di installare pannelli per l’alimentazione di micro attività imprenditoriali ed officine per l’autoproduzione dell’energia, realizzando la cosiddetta generazione diffusa.

Il budget di spesa è stato ampliato per un totale di 500 milioni di euro annui suddivisi tra fotovoltaico (200 milioni) e non fotovoltaico (300 milioni).

Il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (che dovrebbe coincidere con il mese di agosto secondo alcune stime) e il primo gennaio 2013 per il non fotovoltaico (con un periodo transitorio di 4 mesi).

I nuovi incentivi

In sostanza, potranno accedere agli incentivi gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW in sostituzione di coperture di eternit o amianto, gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 12 kW (anche a seguito di rifacimento) ed i potenziamenti fino a 12 kW.

Inoltre, sono ammessi gli impianti fotovoltaici a concentrazione fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€, e gli impianti fotovoltaici realizzati da amministrazioni pubbliche sempre fino a 50 ML€.

C’è però un’eccezione, che interessa gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW e non superiore a 20 kW, che potranno accedere agli incentivi con tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante ai pari impianti iscritti al registro.

Le altre fonti rinnovabili saranno invece limitate per costo complessivo.
Il totale cumulato di tutte le tipologie di incentivi degli impianti a fonte rinnovabile tra cui biomassa, biogas, e bioliquidi sostenibili, non potrà superare i 5,8 miliardi di euro annui.


Scritto da

Nicola Purrello

Siciliano, consulente di strategia aziendale focalizzato su economia verde, gestione dei rifiuti e finanza aziendale. Laureato in Economia e Finanza presso la Bocconi, ha ... continua

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