missione girasole fabio casciabanca

Missione Girasole, dal social gardening alle smart cities [INTERVISTA]

Put flowers in your guns”, anzi meglio, pianta dei semi negli spazi verdi della tua città. È questa la versione 2.0 dello storico motto pacifista proposta dall’associazione Missione Girasole, che punta a trasformare la città di Taranto (e l’Italia) in un grande giardino partecipato.

Cinque domande ad uno dei nostri ninja più attivi e vice editor della sezione business, Fabio Casciabanca.  Fondatore di Pinguino Mag e presidente dell’associazione Missione Girasole, Fabio ci ha spiegato come funziona l’iniziativa e come possa nascere un’idea di business anche da un progetto no-profit.

 

missione girasole Fabio Casciabanca

 

Come nasce Missione Girasole e quali sono i vostri obiettivi?

L’obiettivo di Missione Girasole è molto chiaro: sensibilizzare al verde pubblico attraverso processi di condivisione sociale. In parole più semplici, se ognuno di noi piantasse un singolo seme, avremmo un enorme giardino collettivo.

L’idea di base è proprio questa e nasce da un modello positivo, una sorta di ispirazione: un uomo senza fissa dimora che, considerando tutta la città come casa sua, voleva colorarla. Esattamente come facciamo tutti sui balconi delle nostre case con fiori e piante. Da qui la consapevolezza che “tutto il mondo è casa”.

missione girasole Fabio Casciabanca

 

Cosa differenzia Missione Girasole dalle altre attività già conosciute di guerrilla gardening?

La parola guerrilla. Non mi è mai piaciuta: non verrò mai di notte sotto casa tua a piantare fiori nel tuo giardino.

Devi essere tu a prendere parte all’iniziativa volontariamente e soprattutto con la consapevolezza che un gesto semplice come regalare e piantare un seme può cambiare l’aspetto delle nostre città. Ci piace definirlo per questo motivo social gardening.

missione girasole Fabio Casciabanca

 

Come si partecipa alla missione, come si fa per ricevere i semi?

Partecipare a Missione Girasole è facilissimo e divertente: basta richiedere le bustine di semi tramite il sito o la pagina facebook per diventare “agente” armato di paletta e rastrello. Alla base dell’idea c’è naturalmente la condivisione, quindi l’invito è a postare le foto dei girasoli una volta spuntati e a diffondere l’iniziativa tra i propri contatti on e offline.

missione girasole Fabio Casciabanca

 

Ma in concreto, a cosa serve creare questo giardino condiviso?

Nel Sud d’Italia la quasi totalità dei capoluoghi dichiara una superficie di verde inferiore al 5%. Un dato incredibile per un territorio che gode di quasi 300 giorni l’anno di sole. La nostra idea parte dalla considerazione che i parchi e in generale gli spazi di verde pubblico debbano essere sempre più parte integrante del contesto urbano. Gli spazi verdi, per citare Bernard Tschumi, “devono basarsi sulla cultura, sull’educazione e sul divertimento e non più su una utilizzazione puramente estetica e passiva”.

missione girasole

 

Oggi la distribuzione di semi di girasole e domani?

Seguendo l’idea di smart city, esigenza indispensabile per l’innovazione delle infrastrutture urbane, siamo in fase di ultimazione di un progetto ambizioso che punta a rielaborare spazi verdi inqualificati con strumenti innovativi. Perché non può essere un luogo produttivo anche una piazza con aiuole? Ricaricare cellulari e smartphone pedalando, connettersi alla rete wifi comodamente seduti su una panchina dotata di pannelli fotovoltaici, mentre il cartellone pubblicitario raccoglie l’umidità dall’aria e la trasforma in acqua innaffiando gli alberi della piazza. E poi, tante altre piccole, grandi innovazioni che per il momento preferisco non svelare.

Fiori, film, hotel: i migliori annunci stampa della settimana

Bentornati validi guerrieri! Anche oggi vi presentiamo una raccolta dei migliori annunci stampa pubblicati nei giorni scorsi e premiati al Cannes Lions, il Festival Internazionale della Creatività. Ecco a voi!

Bauducco Toast: Heroes/Astronauts/Holmes

Mai sottovalutare il contributo dei gregari! Per Bauducco Tost non bisogna sottostimare i ruoli di supporto: senza fetta biscottata non potresti assaggiare la marmellata. Senza Watson non ci sarebbe Holmes.

Advertising Agency: AlmapBBDO, Brazil
Chief Creative Officer: Marcello Serpa
Creative Directors: Bruno Prosperi
Art Director: Marcelo Tolentino
Copywriter: Marcelo Pignatari

Kanukte Flowers: Las Vegas/Sister in Law/Secretary

Una volta dicevano: “dillo con un fiore”.  Qui si dice: “nascondilo con un fiore”! Eventi per cui è necessario scusarsi, come una notte brava a Las Vegas,  la lite con la cognata e la brutalità contro l’incolpevole segretaria.

Advertising Agency: TBWA, Istanbul, Turkey
Chief Creative Officer: Ilkay Gurpinar
Creative Director: Emre Kaplan
Creative Director / Copywriter: Volkan Karakasoglu
Art Director / Copywriter: Gamze Ichedef
Copywriter: Yigit Irde
Illustrator / Retoucher: Dogu Dinmez

Lemonade Films: Drama/War/Erotic

Se avete poco budget e volete un grande spot pubblicitario per la vostra azienda, rivolgetevi all’agenzia canadese Lemonade film production che promette grandi film a basso costo.

Advertising Agency: Leo Burnett Tailor Made, Sao Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: Marcelo Reis
Creative Directors: Vinicius Stanzione, Alessandro Bernardo
Art Director: Ricardo Alonso
Copywriter: Flavia Coradini
Photographer: Nano Cunha

Road Lodge: Crack/Sack/Snog

Road Lodge è la catena di Motel a basso costo del gruppo City Lodge Hotel. Ironica questa campagna di comunicazione che in sostanza dice: abbiamo una sola stella, ma la usiamo per ciò che conta veramente.

Advertising Agency: TBWAHuntLascaris, Johannesburg, South Africa
Executive Creative Directors: Adam Livesey, Matthew Brink
Creative Directors: Charles Pantland, Vincent Osmond
Copywriter: Charles Pantland
Art Director: Shane Forbes

WWF: Shark/Rhino/Tiger

Il grande illustratore Surachai Puthikulangkura colpisce ancora. La campagna per WWF “Stop one. Stop them all.” è stata premiata con un leone di bronzo al Cannes Lions Award 2014.

Advertising Agency: Leo Burnett, Sydney, Australia
Chief Creative Officer: Andy Dilallo
Creatives: Brendan Donnelly, Guy Futcher
Concept Illustrator: John Henry Pajak
Photographer, Illustrator: Surachai Puthikulangkura / Illusion
Production: Somsak Pairew, Kitidej Rattanasuvansri

Una festa mondiale: la street art di Speto per Coca Cola

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale

(di Francesca Cartolano)

Ancora in fase di elaborazione del lutto per l’eliminazione dalla competizione della nazionale italiana, i Mondiali, si sa, rappresentano un rito che, come tale, richiede partecipazione tramite formule codificate.

Una di queste è sicuramente la presenza di una lattina di Coca Cola ghiacciata, ad accompagnare la visione dei 90 minuti di partita e, qualunque sia il risultato, tutto sommato di festa.

È proprio su questo che ha puntato la Coca Cola, sponsor ufficiale della Fifa da ormai 40 anni, in occasione dei Mondiali, concedendo le chiavi di tutto l’universo concettuale che la contraddistingue allo street artista brasiliano Speto che, in collaborazione con lo studio BGO di Leeds, ha creato un nuovo visual, ad hoc, per gli incontri calcistici del campionato internazionale.

Una festa mondiale la street art di Speto per Coca Cola

Le peculiarità che contraddistinguono il brand, a livello emotivo e istintivo, sono state rappresentate dall’artista attraverso il suo modo di leggere il mondo, con semplicità, immediatezza, universalità. Occorreva raccontare i valori della felicità, solidarietà, della condivisione per una festa alla quale tutti sono invitati.

Un’immagine da ricercare dentro al fondo di un bicchiere di bollicine: il suono delle risate, il calore di un abbraccio, la spensieratezza della condivisione.
Un vero e proprio storytelling, il cui contenuto è l’emozione estetica che si sviluppa attraverso quattro personaggi, uniti dalla passione per il calcio e, per sineddoche, dalla voglia di partecipazione.

Una festa mondiale la street art di Speto per Coca Cola

Speto, che racconta di sentirsi vicino all’Arte Naif, è un artista autodidatta. La sua visione dell’arte come tecnica sociale del sentimento, è divenuta il manifesto, non a caso, attraverso cui il mega-brand Coca Cola ha deciso di omaggiare la Fifa World Cup.
Secondo l’artista poveri, ricchi, giovani e vecchi, tutti hanno il diritto (e la necessità) di esprimersi.

Volendo utilizzare metafore calcistiche, la realizzazione dell’opera è stata un assist dall’analogico al digitale. Come lui stesso racconta, dopo aver realizzato i graffiti e averli fotografati, li ha impressi su delle tavole di legno e in seguito finalizzati al computer, in post-produzione.

Una festa mondiale la street art di Speto per Coca Cola

La sfida più grande era quella di coinvolgere e incantare il pubblico mondiale, come in una lunga e solare festa. Mostrando così che la Coppa appartiene a tutti, tanto quanto una lattina di Coca Cola.

Preparati alla BattleSA: 10 post da leggere per presentare al meglio la tua startup

Mancano ancora pochi giorni al grande evento che chiama gli startupper di tutta Italia a mettersi alla prova in una vera e propria sfida a colpi di pitch.

Durante La Battaglia delle Idee, che si terrà a Salerno il 5 e il 6 Luglio, le startup iscritte potranno presentare le loro idea ad un pubblico di esperti e la migliore tornerà a casa con un ricco bottino di premi!

Partecipare alla battaglia richiede una buona dose di preparazione, studio, ricerca al fine di trovare il modo più adatto per presentare la propria idea in pochi secondi, sia sul palco che alle persone che incontrerai all’evento. Quindi, per aiutarti a prepararti abbiamo raccolto 10 post pubblicati su Ninja Marketing che contengono consigli che potranno essere utili durante l’evento.

Buona lettura e che vinca il più Ninja!

Il glossario delle startup: l’elenco definitivo dei termini tecnici

Dalla A alla Z tutti i termini che gli startupper dovrebbero conoscere per fare al meglio il loro lavoro.

Presentarsi in modo vincente, i consigli per fare colpo

Qualunque sia il tipo di evento al quale devi intervenire, una conferenza, un evento di networking, un meeting di lavoro, ricorda che i primi secondi sono essenziali per presentarti, catturare l’attenzione e rendere interessante il messaggio che vuoi comunicare.

I 10 errori nelle relazioni pubbliche che le startup devono evitare

La maggior parte degli gravi errori a cui si può andare incontro causa inesperienza, si possono aggirare. Ecco qui dieci disastri di relazioni pubbliche che le startup devono assolutamente evitare.

Startup e PR: le 10 regole per non fallire

Sobrietà, discrezione, cura nei dettagli, astuzia ed educazione sono alcuni degli aggettivi che contraddistinguono una campagna PR di successo.

Biglietti da visita efficaci in 4 step [HOW TO]

Suggerimenti ed esempi per creare business card indimenticabili, efficaci e creativi.

5 strumenti per realizzare presentazioni spettacolari

Le presentazioni sono diventate, sia nel personal branding che in azienda, sempre più importanti. Oggi esistono molte alternative che consentono di creare slide di grande impatto grafico ed emozionale.

Public Speaking, la guida per un discorso senza errori

Paura di fare brutta figura? Ecco qualche consiglio per tenere un discorso impeccabile!

L’elevator pitch: l’arte di comunicare un’idea in modo efficace e in pochi secondi

Una breve definizione, alcuni consigli flash per un elevator pitch che funziona e qualche risorsa da cui trarre ispirazione.

12 regole da rispettare quando si parla in pubblico

Mai andati nel panico nel tenere un discorso o una presentazione aperta al pubblico? Ecco qualche piccolo aiuto per dare alle tue presentazioni un tocco professionale, al fine di fornire la migliore immagine di te stesso e di ciò che stai illustrando.

Come rendere il tuo personal brand più interessante in 10 mosse

10 idee, a metà tra consigli e mantra. Interroga te stesso su queste dieci dimensioni e valuta il tuo personal brand.

Non ti sei ancora iscritto alla #BattleSA?

Se vuoi metterti in gioco e sfidare le altre startup a colpi di pitch visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato! Preparati a due giorni di training, networking e duelli all’ultimo sangue! Consulta qui il programma completo.

E per raggiungerci, viaggia con Italo: chiamando il numero gratuito  060708 chiedi della promo Italo Ninja e prenota il tuo viaggio in treno con il 15% di sconto!

L'esperimento di BIC che esplora le calligrafie del mondo

 

BIC ha chiesto agli utenti di 80 paesi nel mondo di contribuire ad un esperimento globale sulla scrittura, per combinare migliaia di calligrafie singole analizzandole come variazioni di un singolo font.

Il progetto celebra la penna BIC Cristal e rappresenta il primo tentativo di unire dati demografici da tutto il mondo per creare un alfabeto digitale unificato.

È proprio questo l’obiettivo di BIC: unificare la scrittura a mano in un unico typeface globale. Sul sito di The Universal Typeface è possibile esplorare i contributi esistenti degli utenti e aggiungere il proprio.

Un’iniziativa che, aldilà dell’obiettivo finale, lascia una panoramica interessante sulla calligrafia mondiale, mappandola geograficamente e demograficamente, rispondendo a interrogativi su quanto l’età, il sesso e la collocazione geografica possano influire sulla scrittura a mano.

Il progetto esamina l’espressività di ciascuna lettera dell’alfabeto analizzando spessore e altezza di ogni linea: la finalità è creare un vero font “handwriting”, ottenuto calcolando una media delle misure di tutte le singole lettere scritte dai partecipanti all’esperimento.

Nelle Filippine ad esempio, la “V” ha una connotazione piuttosto appuntita, mentre altri highlights sono relativi ad età e genere. La calligrafia tende a diventare più disordinata con l’invecchiamento: le curve della D tendono ad allungarsi e la barra verticale a sbordare verso l’alto.

Ad agosto, BIC realizzerà un font set di una calligrafia che sarà la media di tutte quelle esaminate: il font sarà scaricabile e utilizzabile.

E voi, ninja writers, avete già contribuito all’esperimento globale?

Ikea ha creato il primo "sito web" su Instagram

ikea instagram

Avete capito bene, IKEA Russia ha lanciato su Instagram quello che ha tutte le carte in regola per essere definito un sito web (più pagine, contenuti multimediali, collegamenti ipertestuali), e l’ha fatto utilizzando la griglia di visualizzazione delle app, un grande numero di account e la funzione di tag delle foto.

Il profilo in questione – quello principale, per lo meno – è ikea_ps_2014 e tramite questo abbiamo accesso ad un vero e proprio catalogo interattivo della collezione 2014 IKEA PS.

Il principio, sebbene abbia comportato un impegno cospicuo e l’apertura di un grosso numero di account, in realtà è molto semplice: attraverso i tag dei profili sulle foto si può navigare all’interno del catalogo, proprio come se fossero dei collegamenti.

ikea instagram sito

Inoltre, sempre grazie alla funzione di tag, gli utenti possono arricchire il catalogo fotografando il mobile appena acquistato e taggando l’account corrispondente.

ikea instagram sito

Purtroppo – come avrete notato se avete aperto dal pc il link che porta al profilo – la visualizzazione web non è adatta a questo trucco per via della mancanza della tipica griglia delle app e della differente disposizione delle foto.

Questo, però, non è un problema per IKEA che ha usato come slogan per questa collezione il motto “Always On The Move” anche a prova del fatto che il “sito” è appositamente studiato per essere visitato in mobilità; quindi armatevi dei vostri smartphone e aprite Instagram se volete visitarlo!

Chissà se anche altri sul mercato utilizzeranno quest’idea originalissima per rendere un po’ più dinamici i profili che pubblicizzano i loro prodotti!

#Generazione 2.0, il manuale per capire e dialogare con i giovani sempre connessi [RECENSIONE]

Svogliati, incompetenti, incapaci di reagire, tutto il giorno su Facebook: sarebbero queste le principali valutazioni fatte da genitori, amici e parenti riferendosi alle generazioni più giovani. Qualcuno le ha addirittura definite senza speranza, altri non hanno esitato a vedere in internet lo strumento della ‘rovina’.

Ma è davvero così? Assolutamente no, a leggere #Generazione 2.0 – Chi Sono, Cosa Vogliono, Come Dialogare con Loro”, il nuovo libro di Federico Capeci (con prefazione di Riccardo Luna) edito da FrancoAngeli. Un manuale frutto di una vastissima raccolta di dati e materiale qualitativo, recuperato attraverso le ricerche (più di 15000 interviste!) di Duepuntozero Research (società del Gruppo DOXA di cui lo stesso Federico Capeci è DG).

E, come anticipavamo, il quadro sulla Net Generation delineato nell’opera è molto più ottimista e roseo rispetto ai tanti luoghi comuni che, causa anche la crisi, si stanno diffondendo con insistenza tra i più e non solo in Italia. I giovani tra i 16 e i 30 anni sono la prima generazione Less is More, che vive sempre connessa e – pertanto – non risente dei limiti spazio-fisici e sociali. Seppur con qualche rischio di effetti collaterali legati alla privacy, non ha paura di creare e difendere la propria immagine online, purché coerente con ciò che sono realmente. Se così non fosse, infatti, l’illimitata vetrina del web smaschererebbe tutto in poco tempo.

Per capire i Gener 2.0 occorre adottare una web forma mentis: esiste dunque la concreta necessità di avere una nuova lente di ingrandimento, fatta da una nuova semantica e – soprattutto – da un framework di analisi rinnovato: l’autore lo chiama S.T.I.L.E. (Socialità, Trasparenza, Immediatezza, Libertà ed Esperienza), descrivendo con casi reali ed esempi ciascuna delle 5 variabili. Senza di questo, il rischio è di continuare ad analizzare il nuovo da una prospettiva antiquata, pertanto molto incompleta e inesatta.

#Generazione 2.0 si rivela così un manuale chiaro, capace di proporre un modello efficace di lettura delle nuove generazioni risultando così indispensabile per una vasta platea di potenziali lettori, dai genitori più e meno apprensivi agli esperti di strategie di marketing, passando per rappresentanti politici ed educatori.

Se cercavate una lettura dedicata al tema della generazione 2.0 completa, interessante e focalizzata sul contesto italiano, eccovi finalmente il libro da leggere… in ufficio o sotto l’ombrellone! 😉

TOP 140 Venture Capital e investitori italiani [#BattleSA]

startup

E così hai avuto una brillante idea che rivoluzionerà il mondo, hai radunato un team di teste di serie e insieme avete trascorso notti insonni a programmare e stilare business plan.

Ciò che ti manca è una persona che scommetta sul tuo team, guidandolo verso la giusta direzione e che porti la tua startup allo step successivo.

Cercare un investitore non è un’impresa semplice. Devi dimostrare che tu più di tutti gli altri meriti la sua attenzione e, prima di questo, devi trovare la persona giusta a cui chiedere questo atto di fiducia. Dove cercarla?

L’AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital – nel 2013 ha contato 171 operatori, interessati soprattutto all’expansion ma nanche a progetti in early stageNon è un numero paragonabile a quelli del mercato statunitense, ma se saprai giocare bene le tue carte potrai conquistare l’interesse di un Business Angel.

Innanzitutto, prova a bussare alla sua porta e partecipa a La Battaglia delle Idee, il 5 e 6 luglio a Salerno: alcuni importanti investitori sono in lista!

Battaglia delle Idee

Intanto, ecco la lista aggiornata al 2014 dei 140 Venture Capital italiani più importanti, compilata con amore dai Ninja insieme ad Antonio Prigiobbo, hacker civico e innovatore seriale, curatore della sezione Startup de La Battaglia delle Idee.

Magari uno di loro si innamorerà proprio della tua idea!

Prada investe nel made in italy con il progetto academy

Il gruppo Prada continua ad investire nel nostro paese, con il progetto Prada academy, nonostante i risultati in calo nel primo quadrimestre 2014, con un utile netto di 105,3 milioni di euro, in calo del 23,8% rispetto ai 138,2 milioni di un anno fa. L’amministratore delegato Patrizio Bertelli durante l’ultimo l’investor day ha definito il quadrimestre chiuso il 30 aprile come “a quarter of transition”per sottolineare come le decisioni strategiche annunciate con la chiusura del bilancio 2013 porteranno risultati nel medio lungo termine.

Prada spa è una società quotata dal 2011 presso la borsa di Hong Kong, dove è stata valutata 9,2 miliardi di euro, oltre ad essere considerato uno dei brand più influenti al mondo rientrando nella classifica di Interbrand alla posizione 72.

Le assunzioni in concreto

Tra tutte le iniziative del gruppo, della Fondazione Prada e dei singoli brand in portafoglio (Prada, Miu Miu, Church e Car shoes), vale la pena focalizzare l’attenzione sull’annuncio relativo alle 1500 assunzioni di giovani previste entro il 2016. Questa notizia rientra nel progetto di investimento nella formazione di giovani dai 16 ai 21 anni, proveniente da tutto il mondo, chiamato Prada academy. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione con sede a Valdarno, dove ex dipendenti pensionati del gruppo insegneranno le arti manuali dell’artigianato made in Italy per favorire il ricambio generazionale.

L’obiettivo è formare giovani da inserire nelle proprie fabbriche, per proseguire con l’investimento in produzione interna che ad oggi conta dieci fabbriche, suddivisione per tipo di produzione nei vari distretti produttivi. L’undicesima struttura produttiva del gruppo ha sede in Gran Bretagna a Northampton, oltre ad un network di manifatture esterne accuratamente selezionate  (secondo il company profile del gruppo).

I tre macro temi su cui si focalizzerà il rafforzamento del know how aziendale sono i tre centri di ricavo del gruppo: pelletteria, calzature e abbigliamento.

Le assunzioni riguarderanno l’industria manifatturiera per il 60%, la distribuzione retail e l’organizzazione corporate. Del resto sono l’espansione internazionale del gruppo prevede solo nel 2014 ben 80 nuove aperture.

Non solo moda, Prada diversifica con Pasticceria Marchesi

L’investimento nel made in Italy da parte del gruppo non si ferma solo al moda, sulla scia dell’acquisto della pasticceria Cova da parte del gruppo francese LVMH, Prada investe 7,7 milioni di euro per la pasticceria Marchesi di Milano per esportare l’eccellenza food italiana all’estero all’interno dei propri store.

Bottega Veneta e Zegna, diversi modi per investire nel futuro

Altri marchi italiani della manifattura e del lusso investono nella formazione dei giovani favorendo i distretti di appartenenza, realizzando partnership con gli istituti scolastici più prestigiosi. Un esempio è il marchio Bottega Veneta, famoso per la lavorazione intrecciata, che in partnership con la Facoltà di Design della Moda dell’Università IUAV di Venezia organizza corsi specializzati. È infatti grazie all’affiancamento di lezioni in aula ed esperienza prima in laboratorio e poi direttamente in azienda, che è possibile trasferire conoscenza alle nuove generazioni di studenti, favorendo l’inserimento nelle realtà produttive.

Diversa è l’iniziativa del gruppo Zegna, leader nella produzione di collezioni e filati per l’abbigliamento maschile, con il programma “Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship” .

Stanziati un milione di euro l’anno per 25 anni, con l’obiettivo di finanziare giovani neolaureati preselezionati meritocraticamente da otto atenei italiani (Bocconi, Cattolica di Milano, Statale di Milano, Politecnico di Milano e di Torino, Luiss, Normale di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) , per corsi di specializzazione all’estero, con la promessa di rientrare in Italia per l’inserimento nel mondo del lavoro. Ovviamente non si tratta di manifattura ma di figure manageriali e tecniche, per limitare la fuga di cervelli delle future generazioni.

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia
Il videogioco online free-to-play “Heroes of the Storm” è l’ultimo titolo in fase di sviluppo dalla nota software house americana Blizzard, attualmente nella cosiddetta fase di alfa tecnica. Appartiene allo specifico genere MOBA (una frenetica arena di battaglie a squadre online), in cui si affrontano sulla medesima mappa 10 giocatori, divisi rispettivamente in due differenti squadre da 5.

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Ringraziamo NVIDIA Italia per averci inviato il notebook in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo testing ufficiale.

27 è il numero dei diversi personaggi attualmente disponibili, tutti presi rispettivamente dalle ambientazioni di Diablo, StarCraft e World of Warcraft.
Che si caratterizzano in 4 ruoli differenti: Assassino, Guerriero, Supporto e Specialista.
I campi di battaglia sono 4Dragon Shire (Contea del Drago), Cursed Hollow (Anfratto Maledetto), Blackheart’s Bay (Baia di Cuornero), Haunted Mines (Miniere Infestate).

Specifiche del sistema Hardware utilizzato: MSI GE60 2PE Apache Pro

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Il display è un Full HD di 15.6 pollici, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED, anti-glare. Supporto garantito per il sistema di visualizzazione Matrix, permettendo il collegamento simultaneo del notebook a due schermi esterni utilizzando le connessioni HDMI 1.4 e VGA.
Il processore è un quad-core di 4a generazione Intel i7-4700HQ (che può raggiungere i 3.40 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 16 GB RAM di tipo DDR3 (L).
La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 860M con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione conta su 256 GB SSD (Super Raid) + 1 TB da 7200 rpm.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi 802.11 b/g/ n/ac.

Obiettivi del Testing Nvidia

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

  1. La verifica di piena compatibilità con la versione alfa del gioco prima della sua pubblicazione e con i suoi vari aggiornamenti.
  2. La verifica di stabilità della specifica configurazione hardware utilizzata al massimo delle opzioni video consentite.
  3. La verifica di piena funzionalità con le meccaniche del gameplay.

Obiettivi dell’Alfa Testing “Heroes of the Storm”

L’alfa testing di Heroes of the Storm consiste in una delicata serie di fasi di collaudo della versione non definitiva del gioco prima della sua pubblicazione, che si pone svariati obiettivi:

– L’individuazione di bug (difetti del software) con apposite segnalazioni sui forum ufficiali da parte degli stessi utenti non professionisti, invitati a partecipare alla fase di test generalmente con un estrazione randomica, attivando l’opzione del profilo beta tramite applicazione sulla pagina di gestione dell’account Battle.net .
– La rifinitura e il perfezionamento costante delle stesse meccaniche di gioco svolto direttamente dal dipartimento di sviluppo dei tester professionisti interni all’azienda sotto la supervisione dei produttori.
– La verifica di compatibilità con un’ampia fascia di differenti configurazioni hardware.
– La simulazione di stabilità dei server e del gioco con il rilascio graduale di ondate di inviti; probabilmente vedremo in futuro appositi stress test aperti a tutti per un limitato lasso di tempo.

La Patch Alfa, versione 30829

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Da meno di 2 giorni è stato rilasciato l’ultimo aggiornamento del client, versione 30829 (disponibile solo in inglese).
Novità principale l’introduzione del nuovo personaggio eroico “Zagara” direttamente dall’ambientazione di StarCraft IIHeart of the Swarm.
Inoltre sono state rinnovate completamente le interfacce grafiche dei talenti (visibili live ai livelli: 1 – 4 – 7 – 10 – 13 – 16 – 20) e delle statistiche dei combattimenti di ciascun giocatore (amico o nemico).
Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Impostazioni delle Opzioni Video

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Il gioco presenta una caratteristica visuale isometrica (con possibilità di effettuare uno zoom) su grafica 3D che in queste ultime settimane abbiamo avuto modo di testare su diverse risoluzioni, settabili dal pannello delle opzioni video interno al gioco inclusi altri specifici parametri grafici:

Display Mode : Fullscreen.
Resolution : 1920×1080.
– Vertical Sync : disattivato.
Texture Quality : Medium .
Graphic Quality : High.
Shaders : High.
Lighting : High.
Shadows : High.
Terrain : High.
Reflections : Off.
Effects : High.
Antialias : Attivo.
Post-Processing : Medium.
Physics : High.
Models : High.
Unit Portraits : 3D.
Indirect Shadows : Off.

Queste in definitiva sono risultate essere le impostazioni ottimali per garantire 60 FPS stabili, eccetto alcuni casi di combattimento frenetico 5 contro 5, in cui il frame rate calava all’incirca di 10, in particolar modo con l’ultima versione disponibile dell’alfa che a sorpresa ha rifinito incredibilmente la grafica già ottima, anche se ha reso il tutto certamente più pesante da far girare in maniera fluida.

Nvidia ShadowPlay su GeForce GTX 860M

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Utilizzando l’apposita feature ufficiale ShadowPlay di Nvidia, tramite GeForce Experience, abbiamo registrato con piacere un paio di video del gioco a qualità “ridotta” (per modo di dire, visto che 5 minuti corrispondono a 563 MB).


Visualizzazione dell’interfaccia del menu e skin dei vari eroi giocanti.


Gameplay di gioco con Zagara.

Le temperature e le risorse necessarie dei processi in uso

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Durante il testing del videogioco la temperatura media dei quattro core della CPU in Full HD è risultata di 66°C, mentre la GPU ha registrato una temperatura media di 58°C.
Mentre quelle massime sono state rispettivamente per la CPU di ben 98°C  e di 93°C per la GPU.
E nonostante simili picchi, il notebook non ha mai dato segni di eccessivo sforzo (anche se l’uscita di aerazione laterale sinistra emetteva bell’aria calda) o un particolare surriscaldamento della cover esterna.
Allo stesso tempo abbiamo svolto un test parallelo, utilizzando un’apposita base di raffreddamento Cooler Master, registrando delle temperature più basse di circa 8°C.
In tutto questo siamo arrivati ad utilizzare fino al 55% della RAM, tenendo circa 45 schede aperte su Chrome più altri piccoli programmini gestionali,  e nello specifico Heroes of the Storm arrivava ad occupare circa 1.9 GB dell’intero banco di memoria (16 GB).

Conclusioni e giudizi sul gameplay

Impressioni e giudizi sull'Alfa del videogioco "HEROES OF THE STORM", testata ufficialmente per Nvidia

Heroes of the Storm a 1920×1080, in 16:9 a tutto schermo, è risultato graficamente molto bello, curato e ricco di dettagli che faranno la gioia degli appassionati, anche se non abbiamo potuto spremere al massimo le impostazioni; per farlo sarà necessario avere a disposizione una scheda video Nvidia decisamente più potente, ma comunque sia questo gioco strategico di squadre online è risultato fluido e piacevole, con l’accortezza di non settare eccessivamente le impostazioni video.

Il gameplay è risultato sempre divertente, talmente curato che sorprende davvero sia un titolo del tutto gratuito (facendo finta che non sia un “MOBA”), escludendo naturalmente tutti quei contenuti estetici, come skin e cavalcature che saranno venduti a soldi veri nelle varie regioni di gioco.
Non ci siamo mai annoiati nonostante abbiamo ripetuto un’infinità di volte le varie mappe, la componente “umana” del PvP decisamente non stanca mai.  😀

Abbiamo gradito senz’altro l’esperienza condivisa del gruppo (in cui è fondamentale lavorare di squadra), l’assenza di oggetti indossabili (per quello c’è Diablo III), la ricca personalizzazione nella scelta dei talenti e la possibilità di giocare anche partite brevi di 8/10 minuti se supportati da un gruppo di amici affiatato ed allenato.

L’impressione è che il gioco riesca ad andare ben oltre l’abbattimento delle semplici Torri avversarie in attacco o la difesa di quest’ultime. Da un lato gli accampamenti dei mercenari presentano una buona varietà tra Giganti d’Assedio, Cavalieri e Boss; dall’altro la varietà degli obiettivi e delle cose da fare nelle diverse mappe non deludono di certo.

In definitiva possiamo affermarvi che il gioco presenta un appeal unico per quel background e prestigio che contraddistingue da tanti anni i singoli eroi (eccetto ovviamente l’inedito personaggio Murky) dei tre franchise più importanti della storia Blizzard, ritrovandosi per la prima volta tutti insieme sullo stesso gioco. Semplicemente magnifico.