Il glossario delle startup: l'elenco definitivo dei termini tecnici

Dalla A alla Z tutti i termini che gli startupper dovrebbero conoscere per fare al meglio il loro lavoro.

Chi lavora in una startup, chi ha in programma di farlo e anche chi semplicemente è appassionato a questo mondo si imbatte sistematicamente in una serie di termini tecnici che identificano specifici aspetti di business coinvolgendo aspetti di organizzazione, finanza, valutazione di aziende e molti altri ancora.

In rete già in molti hanno dato il loro contributo spiegando una serie di termini tecnici delle startup, ma ancora nessuno ha realizzato un glossario completo ed esaustivo.
L’obiettivo di questo post, organizzato in ordine alfabetico, è proprio quello di mettere insieme quanto già fatto e completare ulteriormente la raccolta, mettendo a disposizione una risorsa utile e aggiornabile nel tempo.

I contributi dai quali questo articolo attinge sono linkati in fondo alla pagina e chiunque può proporre nei commenti ulteriori termini che andranno ad arricchire il presente glossario delle startup.

A

Acceleratore
A differenza dell’incubatore, che supporta la startup nella fase di crescita primordiale, un acceleratore la supporta nel passaggio da startup a impresa matura.
Un acceleratore può richiedere una quota della società in cambio di piccoli finanziamenti e di mentorship. Tipicamente i programmi di accelerazione durano più di quelli di incubazione.

B

Bootstrapping
E’ il processo di auto-finanziamento che vede l’imprenditore sostenere il processo di startup esclusivamente con i suoi mezzi, senza l’apporto di capitale esterno.

Break Even Point
La cifra d’affari che assicura la copertura dei costi fissi e variabili e che il deficit sia estinto. Il punto “break-even” si calcola nel seguente modo: prezzo di vendita meno la somma dei costi variabili e dei costi fissi.

Burn Rate
E’ il tasso al quale la startup consuma le risorse a sua disposizione. Se una startup ha a disposizione 100.000€ e ne consuma 10.000 al mese per supportare tutti i suoi costi, questo è il suo burn rate e a questa velocità la startup ha 10 mesi di vita, a meno che nel frattempo non ottenga altri finanziamenti/aumenti di capitale.

Business Model
E’ il modello con cui funziona la startup e che le permette di generare valore nel tempo. Consiste nella spiegazione del meccanismo con cui la startup intende far interagire i seguenti elementi: Partner chiave, Attività chiave, Risorse Chiave, Value Proposition, Relazioni con i clienti, Canali di mercato, Segmenti di Clienti, Struttura dei costi e Flusso dei ricavi.
Si è soliti rappresentarlo attraverso il Business Model Canvas.

Business Plan
Contiene la descrizione dell’idea imprenditoriale (Business Model), un’analisi di mercato e delle risorse, gli obiettivi dell’azienda e anche le misure appropriate e i passaggi chiave (Milestones) dell’evoluzione aziendale. Queste informazioni sono incluse in un piano finanziario globale. Questi piani finanziari sono richiesti da investitori, banche e altri partner.

Business Angel
Si tratta di investitori privati o di aziendi che sostengono la startup con una partecipazione finanziaria. Condividono con la startup il know-how, i contatti e partecipano al consiglio d’amministrazione. Contrariamente alle società di venture capital, la loro motivazione non è unicamente legata al guadagno finanziario.

C

Cap Table
Abbreviazione di Capitalization Table, ovvero una tabella che indica chi possiede shares, quanti ne possiede, quanto li ha pagati, quanto valgono adesso, e di conseguenza quanta % possiede della società.

Coworking
Il coworking è una modalità lavorativa che prevede la condivisione di spazi fisici e di servizi in apposite strutture nate allo scopo di fornire un’alternativa al lavoro in casa a tanti professionisti e piccoli imprenditori. Il coworking mira inoltre a favorire la sviluppo della dimensione sociale tra coloro che condividono gli spazi e il lavoro collaborativo.
E’ possibile affittare una scrivania, una sala riunioni o una semplice postazione a tariffe vantaggiose e per periodi che vanno da poche ore ad alcuni mesi.

D

Due Diligence
Il processo di valutazione della startup. E’ una fase delicata e tecnicamente molto complessa, infatti viene spesso affidata ad esperti di valutazioni.

E

Early Stage Financing
Prima fase di finanziamento di un’azienda durante la quale solitamente non si hanno né clienti né prodotti finiti a disposizione.

Exit
Quando un investitore parla di Exit intende la vendita della startup al momento in cui questa ha raggiunto il suo obiettivo in termini di plus valore del capitale. Le possibilità di Exit sono, per esempio, la vendita ad un’altra impresa (Trade sale), il riacquisto da parte del fondatore (Buy Back), la quotazione in borsa (Going Public – IPO).

Equity
Capitale proprio dell’azienda versato, generalmente, attraverso la sottoscrizione di azioni o quote.

Elevator pitch (o semplicemente Pitch)
Un tipo di discorso ed una forma di comunicazione con cui ci si presenta, per motivi professionali, ad un’altra persona o organizzazione. Questo discorso viene spesso convertito in forma scritta. La prima impressione della vostra startup si basa su questo.

F

G

H

I

Incubatore
Iniziative che offrono la possibilità alle start-up di sviluppare la loro idea imprenditoriale beneficiando di un sostegno pratico a livello di consigli, infrastrutture, ecc…
L’opportunità di risiedere all’interno degli incubatori (o acceleratori d’impresa) è limitata nel tempo.

J

K

L

Love Capital
Capitale raccolto presso i propri familiari, parenti e amici per l’avvio e/o lo sviluppo dell’impresa.

M

MBO (Management Buy-Out)
Acquisto di un’azienda da parte dei suoi quadri grazie a finanziamenti esterni.

Mentor
Il mentor durante il processo di start up risulta una figura molto importante, soprattutto per chi, come la maggior parte degli startupper, muove i primi passi nel mondo imprenditoriale. I suoi suggerimenti possono essere un utile supporto, specie nella fase di creazione e strutturazione del business plan.

MVP (Minimum Viable Product)
Si tratta di un prodotto che presenta le caratteristiche di base per funzionare e per essere rilasciato al pubblico per i test e per ricevere i feedback. E’ l’approccio seguito da chi fa beta testing e preferisce rilasciare una versione immatura molto presto, sfruttando il vantaggio di un feedback anticipato, piuttosto che rilasciare una versione più matura che potrebbe non riscontrare l’interesse dei potenziali user.

N

NDA (Non-disclosure Agreement)
E’ un accordo di non divulgazione che talvolta gli startupper fanno firmare a finanziatori e/o partner per assicurarsi che la loro idea non sia copiata e realizzata da altri.

O

Option Plan
Un piano di opzioni, solitamente per impiegati e management. Un’opzione è definita come il diritto ad acquistare una determinata quantità di quote o azioni, ad un determinato prezzo. Le opzioni sono molto usate in quanto fino a quando non si esercitano, non si possiede nulla e quindi non si è tassati.

Option pool
Una parte di quote o azioni della società destinate agli impiegati ed assegnate con il modello di opzioni, spiegato prima.

Outsourcing
E’ l’esternalizzazione di un processo particolare e si fa per 4 motivi principali: Genera un taglio dei costi; Consente di trovare risorse con competenze altamente specifiche; Si può affidare l’attività ai migliori esperti di un determinato mercato; Consente di essere flessibili poiché è una risorsa di cui si può usufruire On Demand.

P

Private Equity
Operatore finanziario che partecipa al capitale sociale di un impresa non quotata (private = non quotato, public = quotato).

Pivot
Significa cambio di direzione. E’ una correzione di entità variabile che si apporta al business model dopo aver testato varie ipotesi e che dovrebbe permettere una performance migliore della startup.

Q

R

Round A, B, C
Un Round nella vita di una startup è un momento di raccolta di finanziamenti da investitori. Sono chiamati così perché si susseguono e vengono spesso indicati con le lettere A, B, C, ecc…
Tecnicamente anche una IPO può essere considerata un Round perché è un momento di raccolta di capitali.

S

Seed Capital
Partecipazione finanziaria durante la fase iniziale della creazione dell’azienda. In questa fase sono spesso disponibili unicamente una prima versione del piano finanziario e i primi prototipi (o schizzi) del prodotto.

Shareholder
Socio dell’azienda, letteralmente detentore di quote (share).

Stakeholder
Chiunque abbia un interesse (stake) nell’azienda o in quello che l’azienda fa, direttamente o indirettamente.

Spin-off
Separazione di un settore dell’impresa che diventa totalmente indipendente. Le università chiamano così le start-up che nascono a partire dai loro laboratori di ricerca.

Split testing (A/B testing)

Startup
Non esiste una definizione univoca di startup, tuttavia una delle più utilizzate è quella di Eric Ries: una istituzione umana creata per realizzare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza. Anche per quanto riguarda la durata non esiste un’opinione concorde. In generale un processo di startup può durare da pochi mesi a qualche anno.

T

Traction
E’ l’evidenza quantitativa della domanda di mercato. Rappresenta la prova che il prodotto o servizio è richiesto e può essere espressa, a seconda dei casi, con diverse metriche (Ricavi, Margini, Utenti attivi, Utenti registrati, Engagement, Traffico, ecc…)

U

V

Venture Capital
Sono investitori nel capitale di rischio di società con forte potenziale di crescita e danno valore aggiunto alle società investite sotto forma di consulenza direzionale e strategica. Effettuano investimenti maggiori dei Business angel e di durata anche più lunga. La decisione, da parte di un BA o di un VC se investire o meno in una start-up dipende da numerosi elementi: la cultura organizzativa dei proponenti, i loro curricula e competenze, la capacità di comunicazione interna e di prendere decisioni, il sistema organizzativo, oltre che, ovviamente, le previsioni di mercato.

W

X

Y

Z

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