E-commerce, Marketing Tribale e Rockettari in una parola: EMP

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Il mese scorso ho letto un libro di Seth Godin che si chiama “Siamo tutti strambi”. Lui lo conoscete di sicuro, il guru del marketing che ha scritto, tra le altre cose, “La Mucca Viola”.

Bè comunque nel libro Godin parla dell’opportunità/necessità di smettere di cercare un mercato di massa fatto di prodotti che vanno bene per tutti, per rivolgersi invece a gruppi più ristretti ma più interessati e fedeli: gli strambi. Che poi a dirla tutta sono cose che Alex Giordano diceva già nel 2008 quando parlava di marketing tribale.

Nel mondo degli E-commerce esiste un esempio concreto e di grande, grandissimo successo di mercato per strambi, o marketing tribale: EMP.

Per chi non lo conoscesse è e-commerce di abbigliamento rock ‘n roll o forse è meglio dire “alternativo”. Che negli anni (le sue ogni risalgono alla metà degli anni 80) è diventato un punto di riferimento nel mondo per tutti coloro in cerca di uno stile diverso da quello che si può trovare passeggiando per le vie del centro.

Il successo così eclatante di un progetto come questo mi ha stupito molto, come suo utente e come marketing coso digital ma ha fatto davvero piacere avere quindi l’opportunità di intervistare Alberto Gaglio, Managing Director di EMP Italia.

Alberto Gaglio

Alberto Gaglio

Ciao Alberto, ma allora esistono davvero così tanto rockettari nel mondo ?

Sì! Moltissime persone ascoltano e amano il rock, ma magari preferiscono non dimostrarlo apertamente durante la vita quotidiana. Ogni giorno scopro che sempre più persone amano il nostro mondo, i nostri prodotti. Chi non vuole vivere la propria vita in modo rockeggiante? EMP esiste, ed è diventato quello che è, proprio perché soddisfa questo bisogno.

Sulla carta un e-commerce come EMP sembra un progetto di nicchia, invece è un successo mondiale. Qual’è la ricetta di questo successo?

Descrivere in poche parole una storia di oltre 25 anni non è facile, essendo la nostra casa madre attiva dal lontano 1986 in Germania. Se dovessi riassumere il tutto direi che porre il cliente e le sue richieste al centro del proprio business creando un mondo nel quale possa realizzare i suoi desideri è stata una scelta vincente.

Lo stile di EMP è molto definito seppur trasversale nelle tipologie di capi, come selezionate cosa mettere a catalogo?

Siamo in grado di soddisfare moltissime richieste di stili diversi, mantenendo però un carattere unico e decisamente ben definito. La selezione dei capi spesso avviene proprio grazie alle segnalazioni che riceviamo. Oggi non è più come una volta in cui il buyer decideva quali prodotti acquistare e proporre, oggi è il cliente che decide. A lui viene giustamente riconosciuto il potere di decidere il successo o l’insuccesso di un prodotto e, permettimi anche di aggiungere, il successo o l’insuccesso di una azienda.

Recentemente si è vista una campagna affissione che promuove il sito italiano, non è certo usuale per un e-commerce e per di più tematico, quali sono i vostri obiettivi di marketing?

La campagna promozionale sulla metropolitana di Milano ci ha dato delle grandissime soddisfazioni soprattutto in termini di “branding”. L’obiettivo era proprio questo: far avvicinare potenziali nuovi clienti al mondo dell’e-commerce ed ovviamente di EMP. Purtroppo in Italia la diffidenza verso l’acquisto on-line è ancora alta e spesso dovuta alla mancanza di fiducia o il timore di essere truffati. EMP si rivolge solo apparentemente ad una nicchia, mentre in realtà coinvolge persone di qualunque sesso ed età che abbiano passioni nel mondo musicale e alternativo. Affermo sempre con decisione che EMP può soddisfare le richieste dei ragazzi, ma anche delle persone ben più mature ed, ovviamente, le statistiche confermano il tutto.

So che il marchio EMP sponsorizza i più importanti festival rock da anni, c’è qualche progetto in corso di cui ci vuoi parlare?

EMP considera l’evento dei festival come una grandissima occasione per incontrare i proprio clienti… i propri fedelissimi. E’ una esperienza fantastica essere presenti agli eventi ed essere in prima linea per poter ascoltare i clienti, avere un feedback e poter capire come migliorarsi.

Spesso si investono molte risorse in ricerche di mercato e sondaggi, cosa che facciamo anche noi chiaramente, ma ripeto sempre che basta saper ascoltare i propri clienti ed oggi grazie al web è tutto molto più facile. Prendiamo l’esempio di Facebook.

EMP ha una pagina molto importante e spesso dedico il mio tempo a leggere i commenti ed i post dei nostri clienti, non mancando di rispondere. Sono con loro… tra loro!

C’è un progetto in particolare a cui teniamo e cioè il crowdfunding del circolo Magnolia, la più grande campagna di questo tipo mai realizzata in Italia. Un bellissimo progetto a cui EMP ha partecipato, che coinvolge tra gli altri il Politecnico di Milano, la Bicocca e l’accademia di Brera e che prevede che questo circolo musicale, diventato davvero importante a livello di eventi musicali, sia ad impatto zero sull’ambiente. Siamo entusiasti di partecipare e felicissimi che l’obiettivo sia stato raggiunto, per altro in anticipo sulla data di scadenza per la raccolta fondi. EMP_2013_Italia_Main

Che peso ha il merchandising dei gruppi all’interno del vostro business?

Il merchandising dei gruppi è importante perché l’offerta che abbiamo è davvero ampia e spesso i più o meno giovani posso acquistare comodamente da casa l’articolo tanto sognato.

Vendiamo anche molto merchandising di altro tipo, dalle serie TV ai videogiochi ad esempio, e moltissimo abbigliamento non brandizzato e cioè neutro – per capirci, il pantalone militare o la maglietta semplice – proprio per dare un’offerta a 360°. Spesso sono gli stessi clienti appassionati di merchandising rock che acquistano anche questa tipologia di prodotti. Il rock rimane comunque il nostro core-business. Siamo un e-commerce rock e così rimarremo.

Ma voi vi vestite sempre così? Nel caso vi stimo molto…

In EMP ognuno è libero di vestirsi come meglio crede. Abbiamo stili molto diversi e direi anche originali, ma abbiamo una grande passione comune: la musica! Una grande azienda nel quale i ragazzi si realizzano e condividono sogni e permettimi di rubare una riga per ringraziarli. EMP esiste, ed è quello che è, grazie anche al loro lavoro!

 

E anche stavolta è tutto, se qualcuno di voi ha mai provato EMP, o frequenta altri e-commerce “tribali” mi faccia sapere che ne pensa!

Jack ‘n Roll

Wowcracy, la startup per il fashion crowdfunding

Wowcracy, startup incubata da Nana Bianca, non è l’ennesima piattaforma di crowdfundig, Wowcracy è una sfida.

Lucas Vigliocco, Marco Torello, Andrea Gulisano e Davide Tronzano hanno un desiderio comune, riuscire a democratizzare la moda, scopriamo come insieme a loro.

1. Cos’è Wowcracy e come nasce?

“Wowcracy è una piattaforma digitale, che permette a fashion designers e brand di presentare progetti di comunicazione e vendita, al fine di coinvolgere l’utenza in una brand experience in grado di includere sia la pre-ordinazione di prodotti non ancora in commercio sia la partecipazione ad eventi o esperienze.

L’idea nasce alla fine del 2011 a Torino, da una lunga conversazione avuta con una mia cara amica e collega, con la quale collaboravamo presso una galleria d’arte del centro della città.

Era un periodo di forte disagio politico (come oggi), era anche l’inizio del mandato Monti e di tanto in tanto si sentiva parlare di morte della “democrazia”;è un po’ triste se l’establishment di un intero paese inizia a delirare e perde di vista gli obiettivi fondamentali della “cosa pubblica”;  così iniziammo a pensare ad una parola positiva che ci facesse sentire meglio.

Così nacque “Wowcracy” il cui concetto di fondo era semplicemente che se le persone provassero, con entusiasmo, a sostenersi ed a partecipare collettivamente ad un’obiettivo comune, ci sarebbe più positività.

Il web offre da sempre questa potenzialità, la moda si nutre di nuove idee e visioni, Wowcracy vuole essere quello spazio in cui questa filosofia e la natura creativa del fashion si incontrano.”

2. Moda democratica é…

“La moda democratica è la possibilità, per tutti, di sentirsi parte di un’idea, non unicamente attraverso l’acquisto di un capo, ma anche attraverso diverse e molteplici forme di contribuzione e partecipazione.”

3. Crowdfunding e moda, quali prospettive?

“Il crowdfunding applicato alla moda (e non solo), non si riduce alla cosiddetta colletta, ma può essere un banco di prova nel quale designers e brand possono permettere ai propri followers  di sbirciare e prendere parte a progetti futuri.

In prospettiva può diventare un’indagine qualitativa diffusa, in grado di far comprendere i propri pubblici in anticipo sulla produzione, ottimizzando gli sforzi di marketing, comunicazione e sviluppo prodotto.”

4. Come si posiziona Wowcracy all’interno del fashion system?

“Attualmente stiamo collaborando con Vogue Talents e per noi è un grande onore poter offrire il nostro servizio in collaborazione con un partner così importante; questo ci aiuta a posizionare il nostro servizio presso quei pubblici di giovani stilisti molto più attenti e lungimiranti sulle potenzialità che offre la rete.

In tutta onestà, ad oggi la nostra posizione all’interno del fashion system è in fase di sperimentazione, quello che vogliamo fare è comprendere a fondo questo sistema vivendolo dal suo interno, offrendo di volta in volta un servizio sempre migliore.”

5. Ci raccontate la storia di un designer che su Wowcracy ce l’ha fatta?

“Una delle case histories che ha avuto successo è quella di Judy Clark con il progetto “fashion a frok coat”, si tratta di una designer scozzese, la quale ha saputo giocare molto bene le sue carte, facendo parlare diversi giornali scozzesi del suo progetto su Wowcracy. Riuscire a concludere un progetto su Wowcracy è prima di tutto l’intenzione di voler raggiungere un obiettivo mettendo in campo creatività e concretezza, Judy Clark è riuscita molto bene in questo e ad oggi rappresenta una delle migliori case histories che abbiamo avuto.”

La stessa Judy Clark ci fa sapere che “”Wowcracy is the perfect platform to showcase my work to a global audience. Through the site, anyone can buy into my entire design process from start to finish.”

Mindie: l'app simile a Vine che aggiunge una soundtrack al tuo video

Vine e Instagram hanno dato una nuova misura al video: quella del miniclip che come abbiamo avuto modo di vedere possono essere una formula nuova per il marketing e addirittura per il personal branding.

Il progetto dietro all’app Mindie si inserisce in questo filone di nuove app per la creazione di minivideo: lo fa però aggiungendo la possibilità di creare video con una soundtrack.

L’app Mindie è stata lanciata poco più di due settimane fa e sposta l’attenzione dal video-editing alla condivisione e alla costruzione di una community attraverso la musica: infatti Mindie è anche un’app social, proprio come le app sopracitate.

Mindie: una canzone e 7 secondi di video

Con un’interfaccia molto pulita e a schermo intero, Mindie è facile da usare e facile da navigare: è sufficiente scegliere una canzone dal database di iTunes, registrare un video 7 secondi e pubblicarlo sul social network Mindie. Ovviamente è poi possibile condividere il vostro nuovo video con soundtrack su Twitter e Facebook.

Non è la musica la didascalia, ma il video!

Mindie cambia nuovamente il concetto di minivideo: al centro dell’app non c’è infatti il video in sé, ma la musica.  “La musica è un catalizzatore per la creatività “, come ha dichiarato a Techcrunch il co-fondatore dell’app Grégoire Henrion.

Tutto questo non è facile da capire se non si prova l’app personalmente: vi accorgerete che navigando l’app l’esperienza è più simile allo scorrere una playlist di canzoni.

La dimensione è (per ora) molto intima, a differenza di Vine e Instagram e questo rende l’app molto interessante in attesa di nuovi sviluppi, soprattutto per mano dei più creativi.  Intanto vi lasciamo qui sotto un video prodotto con Mindie tratto dalla pagina Facebook dell’app. per chi volesse invece scaricare l’app, può farlo da iTunes, perché l’app è al momento disponibile solo per iOS.

Italy in a Day: in un video social la vita di noi italiani

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Immagine tratta da www.primissima.it

Protagonisti del Social Movie per un giorno

Sabato 26 ottobre 2013 ha avuto luogo Italy in a Day, esperimento cinematografico collettivo su scala nazionale ispirato all’originale Life In A Day di Ridley Scott, diffusosi su Youtube nel 2010 e definito come il primo Social Movie, o Crowdsourced Movie, per eccellenza.

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C’è chi parla di cinema dal basso, di definitiva decomposizione del pianeta cinema per come si è conosciuto e vissuto per tanti decenni, o forse – più verosimilmente – di una prima svolta dovuta alla comparsa nella vita degli italiani dei social media, della condivisione di foto, video, musiche, pensieri, modi di vivere nei post di Facebook, nei caricamenti di Youtube, di Vimeo, di Instagram o nei 6 secondi di Vine.

Gli scatti e le riprese che quotidianamente facciamo circolare in rete a ritmi vertiginosi di crescita esponenziale, però, sembrano soffrire tutti della stessa problematica. Immaginiamo un web senza motori di ricerca: i contenuti, per quanto vengano condivisi, non saranno ordinati secondo precisi schemi di indicizzazione, restando pertanto “a se stanti” e privi di quel senso conferito dall’esser parte di qualcosa di più grande, dall’essere tassello di un enorme mosaico universale.

L’oceano profondo del web 2.0

Certo, il punto del web 2.0 attuale è proprio questo: un continuo autoalimentarsi dei social network tramite le interazioni delle communities di utenti che, generando contenuti, diventano essi stessi parte attiva nei processi creativi. Tuttavia sembra faticoso pervenire a un significato profondo, a un filo conduttore della gran matassa che è la rete.

Su Life in a Day MacDonald e Scott avevano cercato di dipanarla a partire dallo svolgersi dei momenti della giornata, paragonandola alle tappe della vita: le ultime ore prima dell’alba, il risveglio ed i suoi rituali, il giorno, la sera.

A fianco a questi: il miracolo della nascita, il mistero dell’amore, la morte. Il messaggio è di cercare di trasmettere, con un certo taglio enciclopedico, tutto il campionario della “cultura umana”, morte inclusa, imbrigliando nella colonna sonora e nello schermo una celebrazione laica della vita, una chiave di lettura per le meraviglie e le contraddizioni del nostro tempo.

Illustrazione di Costanza Prinetti

Illustri antecedenti e ambasciatori

Prodotto da Indiana Production e Rai Cinema, con Gabriele Salvatores al timone della regia, Italy in a Day si pone dunque come un ambizioso poema audiovisivo che vuole dare la possibilità di mostrare al mondo intero, e non soltanto ai propri fan e ai propri follower, la quotidianità degli italiani.

Una cosa è certa: il progetto non è originale, dato che oltre all’idea lanciata da Scott ha in seguito avuto luogo nel 2011 Britain in Day, organizzato dalla BBC e diretto da Morgan Matthews, quindi il Giappone che ha poi replicato l’esperienza in memoria del primo anniversario dello tsunami del 2011.

Marco Cohen, fondatore della Indiana Production, evidenzia l’importanza degli ambasciatori di tale iniziativa, la quale conta personaggi noti come Rosario e Beppe Fiorello, Luciana Littizzetto, Gianna Nannini, Christian De Sica, Micaela Ramazzotti, Nicola Savino e l’astronauta Luca Parmitano, promettendo inoltre che il video sarà completato entro il prossimo anno.

Anche stavolta l’abbiamo provato di persona per voi: tramite la partecipazione del Centro Culturale Kolbe di Mestre, abbiamo infatti filmato l’esibizione della Polifonica Benedetto Marcello impegnata a sostenere il progetto di musicoterapia “Met – Music Education Teraphy” che,  per la prima volta in Italia, verrà applicato in un reparto di Pediatria e di Neonatologia.

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Estratto del video girato per Italy in a Day

Video, liberatorie e burocrazia

Una prima impressione è scaturita subito da un dato di fatto: i filmati potranno essere utilizzati solo se verranno debitamente compilate e firmate le liberatorie dagli autori dei video, dalle persone riprese (genitori e tutor, se minorenni) e dai responsabili per i luoghi delle riprese, con tanto di numero di documento identificativo richiesto. Inoltre l’account Twitter di Italy in a Day aveva richiesto di avvertire tutti i partecipanti nel caso di riprese ad eventi con molte persone, o di non riprenderne il volto. Molti filmati saranno probabilmente scartati solo per non aver osservato tali disposizioni.

Totale fogli liberatorie: 15 pagine, senza contare le 26 del Codice Etico del Gruppo Rai. Diciamo che, quanto meno di primo acchito, la partecipazione in questo modo non appare poi così facile e istantanea: chissà quanti avranno rinunciato solo alla vista di tanta burocrazia.

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Istruzioni per girare il video tratte da framesaddicted.com

Tempistiche, modalità e parole chiave

Per il resto, è richiesto di caricare entro il 17 novembre 2013 sul sito ufficiale dell’iniziativa filmati di massimo 15 minuti ciascuno, girati solamente durante il 26 ottobre stesso. Si potevano utilizzare videocamere o cellulari in orizzontale, purché con risoluzione 1280×720, in formato originale e ovviamente corredati di liberatorie.

Tutti i selezionati per il montaggio finale saranno citati come co-autori del film accanto al nome di Gabriele Salvatores, entrando a far parte del primo documentario social della storia italiana.

Per dipingere il volto dell’Italia in un giorno, il regista premio Oscar ed il suo team hanno chiesto ai partecipanti di suddividere i video per domande, precisamente: “Cosa ami?”, “Di cosa hai paura”, “In cosa credi?” e “Qual è la tua Italia?”. Volendo assicurarsi poi una fotografia realistica e completa, la produzione ha già stretto accordi con ospedali, carceri, militari in missione e italiani all’estero.

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Gabriele Salvatores, immagine tratta da Invidia.it

Un’idea futuribile per un quadro in evoluzione

Raccogliere milioni di sguardi, vite, punti di vista, per scomporli, ricomporli, orchestrarli sull’ossatura cronologica delle 24 ore di un giorno prescelto: ho avvertito da subito il fascino dell’alto potenziale creativo, innovativo e perfino sociale del progetto. Un film da centinaia di filmati mandati dalla gente è un’idea futuribile, eccitante”, ha sottolineato Salvatores.

Guardare ciò che le masse avranno deciso di riprendere non potrà forse farci scorgere, dopotutto, una sorta di panoramica dell’inconscio “collettivo”, di mente nazionale al di sopra di ogni credo, religione o politica?

Elon Musk: il Superman delle startup

Elon Musk

Elon Musk lavora molto. Workaholic. Due start-up fondate e vendute nei primi anni del web, CEO di una compagnia che produce navicelle spaziali, presidente della Tesla Motors e azionista di maggioranza della più grande agenzia di energia solare degli Stati Uniti. Lavora molto.

Poi, ogni notte, torna nella sua villa sulla strada per Bel Air. Le foto dei suoi 5 bambini, due matrimoni falliti alle spalle, lo studio immerso nel silenzio. Fuori c’è un giardino che è una tenuta. Ventimila ettari in cui far viaggiare lo sguardo, e le idee

Su Elon Monk dovrebbero farci una serie tv. Una vita incredibile, di progetti giganteschi e talento scatenato. Da piccolo nerd a ultra-ricco sfondato. La sua scalata al successo comincia 30 anni fa. Aveva 12 anni, e un debole per i videogiochi. Oggi è il ritratto del milionario vulcanico ed eclettico, capace di incrociare passioni e incassare trionfi.
Ad Hollywood gira voce che la sua storia abbia ispirato la figura di Tony Stark, il protagonista della saga di Iron Man. La sua, di saga, non è poi da meno. Un super businessman con la faccia e il nome da supereroe. Programmatore, inventore, imprenditore, filantropo.
E in ogni nuovo episodio, un nuovo successo.

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Il ragazzo delle startup d’oro.

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Da ragazzino la grande passione di Elon Musk erano le stringhe di codice. Va ancora alle medie quando produce il suo primo videogioco, Blastar, che rivenderà a un’importante società per 500 dollari. Il suo primo bel colpo. Si iscrive all’Università della Pennsylvania, facoltà di Fisica ed Economia, e impara a fondere energia e fiuto per gli affari.

Nel 1999 cede Zip2 – una società di software fondata insieme al fratello Kimbal – al gigante Compaq incassando 22 milioni. Un anno dopo compra a prezzo stracciato un sistema per i pagamenti online destinato a diventare il più diffuso al mondo: Paypal.
Per acquistarlo, circa due anni dopo, eBay sborserà 1.5 miliardi di dollari.

Progetti spaziali.

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Elon Musk fonda la sua terza società nel 2002, a 31 anni. SpaceX produce veicoli per viaggi nello spazio. In particolare si occupa di tecnologie per la progettazione di razzi innovativi. Nella vita di Musk è una passione nuova, influenzata dai romanzi di Asimov, una passione che diventa una filosofia e una missione.

I viaggi nello spazio rappresentano l’unica possibilità di preservare l’umanità dalla minaccia dell’estinzione. La sfida, ha spiegato, è progettare razzi riutilizzabili per più di un volo, l’unico modo per rendere le gite spaziali sostenibili e accessibili ad un pubblico più ampio. Per il momento SpaceX ha ottenuto un contratto con la NASA, per i viaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale, dal valore di oltre 2 miliardi.

Tesla motors: passione elettrica.

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L’altra passione di Elon Musk sono le auto elettriche. Con la sua Tesla Motors ha brevettato fin qui tre modelli rivoluzionari (Tesla Roaster, Model S, Model X) realizzati con tecnologie d’avanguardia e con l’idea di dare nuova velocità al futuro dei veicoli elettrici.
La Tesla Motors non produce soltanto auto col proprio marchio, ma vende singole componenti ai principali produttori di electric cars in tutto il mondo.

Musk ha in testa di rivoluzionare e plasmare un intero mercato in rapida espansione. Sono in molti a considerarlo, in un certo senso, il nuovo Henry Ford dell’automobile ricaricabile.

Alla conquista del Sole.

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SolarCity è nata da una sua idea. Una grande rete di energia solare per abitazioni private, industrie, organizzazioni no-profit (e macchine elettriche, ovviamente). Successivamente Elon Musk ha girato il comando a suo cugino Lyndon Rive, mantenendo il controllo del pacchetto azionario. Ad oggi SolarCity è il primo fornitore sul mercato USA, con oltre 16.000 dipendenti.

Come al solito, in pieno stile Musk, dietro una grande idea di business c’è un’alta – altissima – missione: sconfiggere per il sempre il global warming.

Hyperloop! Verso nuove fantastiche avventure.

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Nell’agosto del 2012 Elon Musk ha svelato il suo nuovo piano: un treno ultraveloce che colleghi Los Angeles e San Francisco in 30 minuti, alla velocità di oltre 960 km/h. L’ha chiamato Hyperloop, una specie di aereo su binari (ad energia elettrica).

Altri progetti di Elon Musk: un’automobile sommergibile per immersioni a 4 ruote e la prima colonia di esseri umani su Marte. Ottantamila posti disponibili, da mezzo milione di dollari ciascuno. Tutto questo, e molto altro, nelle prossime puntate della vita di Elon Musk.

Le migliori startup in scena al WebSummit 2013 di Dublino [FOTOGALLERY]

Il 30 e il 31 ottobre ha preso vita a Dublino la nuova edizione del WebSummit, il raduno globale di pensatori e gli attori leader a livello mondiale nella tecnologia e nell’innovazione che seguiamo puntualmente.

Non si tratta solo di un evento che presenta le migliori startup del pianeta o aziende tecnologiche, ma di imprese, grandi e piccole, che vengono influenzate dalle nuove tecnologie. Quest’anno più di 10.000 partecipanti da tutto il mondo e oltre 300 relatori, hanno animato workshop e tavole rotonde contaminandosi vicendevolmente, con l’importante presenza degli italiani.

Tra di essi c’eravamo anche noi grazie all’adesione di Adele Savarese, che per l’occasione aveva intervistato Paddy Cosgrave, lasciandosi dare qualche consiglio per prepararsi al meglio a questa esperienza.

Top 10 fumetti e illustrazioni: speciale Lucca Comics and Games 2013

Top 10 fumetti e illustrazioni: speciale Lucca Comics and Games 2013

Questa settimana come vi avevo annunciato la Top 10 fumetti e illustrazioni è completamente dedicata alla manifestazione Lucca Comics & Games 2013, il festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco che si svolge dal 31 ottobre al 3 novembre a Lucca.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca 2013

La manifestazione come ogni anno riunisce gli appassionati del fumetto e non solo in una lunga festa di quattro giorni. Difficilissimo scegliere solo dieci titoli per la nostra consueta top settimanale tra tutti quelli che si presentano veramente interessanti. Alcuni poi li riconoscerete tra le anteprime che vi abbiamo proposto nelle scorse settimane. Per tutto il resto vi rimandiamo al Lucca Comics and Games Ninja Report 2013 la prossima settimana!

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca Comics 2013 Gipi

Gipi, uno dei più grandi autori italiani, torna al fumetto con il suo attesissimo Unastoria ed. Coconino Press. Questo acquerello è un poster che i visitatori troverano disponibile allo stand della casa editrice durante l’evento.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca Comics 2013 Abhishek Singh

Questa invece è un’illustrazione realizzata da Abhishek Singh, autore per Bao del volume Krishna. Un viaggio interiore, che figura tra i volumi scelti nella selezione Gran Guinigi 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca 2013 Tuono Pettinato

Tuono Pettinato presenta durante il festival in anteprima il suo fumetto noir dal titolo Corpicino. Horror, mistero e humor nero, in un fumetto come prima non ce n’erano, edito da GRRRzetic.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca 2013 Anna Deflorian

Canicola Edizioni presenta in anteprima Roghi, volume in grande formato di Anna Deflorian, giovane talento in ascesa.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Terry Moore

Strangers in Paradise, ve l’abbiamo già ricordato è un cult, e in questi giorni è presentato a Lucca dall’autore Terry Moore che è anche il protagonista della mostra dedicata ai suoi splendidi personaggi femminili: Women’s Power.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca Comics and Games 2013 Horacio Altuna

Altro ospite internazionale uno dei maggiori autori dell’Historietas argentina, Horacio Altuna, per l’occasione RW edizioni raccoglie in un volume l’opera L’ultima gioventù, realizzata con il maestro Carlos Trillo.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca Comics 2013 Guy Delisle

Dal Canada arriva Guy Delisle uno dei più apprezzati tra gli autori di graphic journalism ospite e protagonista di una mostra dal titolo Sulle tracce di Guy Delisle. Si parlerà dei suoi: PyongYang, Cronache Birmane, Cronache di Gerusalemme e in anteprima del Diario del cattivo papà, ed. Rizzoli Lizard.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca Comica 2013 Teiera

Ten Step in the city è il nuovo lavoro del collettivo Teiera autoproduzioni delle brave Cristina Spanò, Giulia Sagramola e Sahah Mazzetti, che vede la partecipazione di tantissimi artisti, anche >Paolo Bacilieri!

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale lucca comics 2013 Amenità Guarnaccia

Amenità, altro collettivo di autoproduzioni ha pronta la nuova tenerissima uscita dedicata ai cuccioli: Amenità #3! L’immagine è tratta dal lavoro di un loro nuovo, giovane e bravo autore, Francesco Guarnaccia.

Top 10 fumetti e illustrazioni speciale Lucca 2013 maicolemirco

E’ il nuovo libro degli Scarabocchi di maicolemirco, la serie di libretti rossi dalla comicità tagliente e dalla riflessione profonda. Si intitola Sono Mario? e invita i lettori a fare un viaggio nel dubbio.

In chiusura vi ricordo come sempre che se siete dei giovani artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie mille a tutti quelli che l’hanno già fatto!

Alla prossima,
Odri

Building the Vision, World Wide Rome

In occasione dell’eccezionale presenza a Roma di Steve Ballmer, CEO di Microsoft, il 5 novembre 2013 alle ore 13:30, presso il Teatro Eliseo, si terrà Building the Vision, un evento promosso da World Wide Rome insieme a InnovAction Lab e Codemotion in collaborazione con Microsoft.

All’iniziativa, moderata da Riccardo Luna, parteciperanno numerosi protagonisti del mondo delle startup innovative come Gianluca Dettori, founder e director di Dpixel; Max Ciociola founder and CEO di MusiXMatch; Luigi Capello founder di LVentures e di Luiss Enlabs; Paolo Borella, director di AppCampus il programma di accelerazione per applicazioni mobile fondato da Nokia e Microsoft; Augusto Coppola, Director in LVentures e founder di InnovAction Lab; Chiara Russo co-founder di Codemotion.

Interverrà infine Anders Nilsson, direttore della divisione Developer and Platform Evangelism di Microsoft Italia che parlerà di Microsoft YouthSpark, il programma dedicato al supporto all’imprenditorialità giovanile di Microsoft e Fondazione Cariplo.

Building the Vision: perché è importante?

Ascoltare le storie di successo di alcune delle più innovative startup italiane, serve a ispirare e soprattutto far riflettere su come costruire la vision della propria startup. Proprio in questo contesto si inserirà il ruolo di un player internazionale come Microsoft che illustrerà le opportunità per le start-up che vengono generate del programma YouthSpark.

YouthSpark: aiutare 300 milioni di giovani

Lanciata nel settembre 2012 da Microsoft, YouthSpark è un’iniziativa globale, che grazie ai progetti di responsabilità sociale e ai programmi internazionali, permette ai giovani di immaginare e realizzare il loro potenziale mediante opportunità concrete nel campo della formazione, occupazione e imprenditorialità.

YouthSpark risponde alle sfide economiche e sociali sempre più pressanti che i ragazzi di oggi si trovano ad affrontare, soprattutto per quanto riguarda il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Con questo programma Microsoft si è posta l’ambizioso obiettivo di aiutare, entro i prossimi 3 anni, 300 milioni di giovani di tutto il mondo a realizzare i loro sogni professionali.

In particolare, dopo il primo anno dell’avvio di tale iniziativa, l’importante azienda informatica ha annunciato la disponibilità di nuovi e più estesi programmi formativi tecnologici, sulla base dei risultati e delle opportunità avute e create per 103 milioni di giovani nel mondo, di cui 22 milioni solo in Europa!

Building the Vision: Agenda

Ecco il programma di Building the Vision, con tutti gli eventi, che si terrà (ricordiamolo!), il 5 Novembre a Roma.

13:30 Inizio registrazioni
14:30 Saluti iniziali (R. Luna Asset Camera e Microsoft)
14:40 Un nuovo approccio alla formazione grassroot (A. Coppola)
14:55 Finanziare le startup: problemi ed opportunità (G. Dettori)
15:10 Finanziare le startup: un caso reale su Roma (L. Capello)
15:20 Esperienza AppCampus (P. Borella)
15:35 Internazionalizzazione di una startup: un caso reale su Roma (C. Russo)
16:00 Building the Vision (Steve Ballmer)
16:30 3 pitch di startup italiane
17:00 Programmi locali a favore delle Startup italiane (A. Nilsson)
17:15 Esperienza Startup Revolutionary Road (video Fondazione Cariplo)
17:20 Innovation Week (Asset Camera)
17:35 Saluti finali (R. Luna, Asset Camera e Microsoft)
17:40 Networking finale

Building the Vision: Info

L’evento Building the Vision è totalmente gratuito, ma per prendervi parte, data l’esclusività dei posti, occorre registrarsi su Eventbrite.

Inoltre, i giornalisti che vogliono parteciparvi possono accreditarsi inviando una mail a press@worldwiderome.it con nome, cognome e testata di riferimento.

Per maggiori informazioni potete consultare il seguente sito web: buildingthevision.worldwiderome.it .

Halloween: come lo celebrano i brand sui social?

È probabilmente una delle feste più discusse qui in Italia, per il suo essere più o meno lontana dalle nostre tradizioni. Stiamo parlando di Halloween che, inutile negarlo, negli ultimi anni è diventata a tutti gli effetti una festa da celebrare per bambini, adulti e, ovviamente, brand.

A proposito di brand: come abbiamo già fatto per la festa della donna e la festa della mamma, vi proponiamo una carrellata di immagini e aggiornamenti social che le principali aziende commerciali hanno postato sui loro profili per far eco alla festa di fine ottobre.

A scatenarsi sono state principalmente aziende del settore food, in particolare quelle con prodotti destinati a un pubblico giovane o giovanissimo.

Ricette mania

Per inizare, Algida e Pan di Stelle hanno proposto alcune immagini di possibili ricette di Halloween, ovviamente utilizzando i loro prodotti! E dobbiamo ammettere che i cappelli delle streghette realizzati con i coni da gelato potrebbero riscuotere un buon successo durante la festa del 31!

Anche Tic-Tac, non potendo ovviamente proporre una ricetta vera e propria, si è data alla realizzazione di immagini legate ad Halloween con le famose caramelline riuscendo a integrare perfettamente il prodotto all’interno della comunicazione.

E se il target è bambino?

Con un prodotto destinato ad un pubblico giovanissimo come Chupa Chups, Kinder Cioccolato e Kinder Sorpresa, i brand si sono sbizzarriti a creare storie e personaggi che mangiano, usano o girano intorno al prodotto.

Bella in particolare l’idea di Kinder Cioccolato che ha postato su Facebook dei disegni da scaricare e far colorare ai bambini!

Hallowen sì, ma…

Fiat, Nesquick e i due famosi fast food, Mc Donald’s e Burger King, hanno optato per festeggiare Halloween senza realizzare particolari iniziative o grafiche.

A partire da Nesquick, che ha immaginato una scatola del prodotto mascherata da vampiro, ai due ristoranti, che hanno accostato il proprio menù a una zucca, fino ad arrivare a Fiat, che ha posizionato le proprie macchine di punta in una atmosfera tetra ad hoc.

Interagire con i fan

Per stimolare l’engagement della propria community, Fanta ha pensato invece di interrogare i propri fan con un simpatico indovinello a tema Halloween. Bella l’idea, peccato non averla cominciata a postare con un po’ di anticipo, per creare una sorta di filone settimanale con più di una domanda.

Oltre Halloween: comunicazione coerente

Molto interessante la proposta di Nutella, che è riuscita a creare una comunicazione a tema senza perdere la coerenza con l’attuale campagna dei nomi. I barattoli, infatti, hanno preso ogni giorno un nome diverso proprio di uno dei classici personaggi di Halloween, posizionando il prodotto all’interno di ambienti a tema e pertinenti. Bravissimi!

E a voi, quale strategia è piaciuta di più? Se avete altri suggerimenti, vi aspettiamo nei commenti!

Xbox One: promo tra video game e realtà [VIRAL VIDEO]

Xbox One: promo tra video game e realtà

L’evoluzione del mondo delle console di videogame passa per una sempre più accentuata personificazione del gamer regalando un’experience quanto più vera possibile, sempre più reale. Questo il messaggio che vuole comunicare Microsoft all’alba del lancio della nuova console Xbox One.

Invitation” è un video che mostra come il gioco è reso così reale da invadere la vita di tutti i giorni: da un robot di Titanfall che si presenta ad un meeting di lavoro a Steven Gerrard che invita uno spettatore a prendere parte alla partita. Da Mr Spock che compare al binario del treno fino ad uno zombie di Dead Rising 3 che invita uno studente in biblioteca ad entrare nel gioco.

Xbox One: promo tra video game e realtà [VIRAL VIDEO]

Xbox One: promo tra video game e realtà [VIRAL VIDEO]

Xbox One: promo tra video game e realtà [VIRAL VIDEO]

I 90 secondi terminano con la descrizione delle diverse features della nuova console proprio per sottolineare l’idea di experience unica e taylor made: il voice e face recognition, l’hands control, l’integrazione con il film player e con Skype.

La campagna di comunicazione partirà venerdi, campagna su cui Microsoft ha investito circa 100 milioni di dollari probabilmente per affrontare nel migliore dei modi il lancio della storica rivale arrivata alla quarta versione: Ps4. I lanci commerciali avverranno entrambi nel mese di novembre infatti, e anche Sony sta realizzando la sua campagna di avvicinamento a questo giorno con un sito dedicato “Greatness Awaits” che presenta un video “For the player since 1995” che racconta i 18 anni di storia della console.

Staremo a vedere come finirà questa nuova sfida della storica rivalità tra Xbox e Play Station e vedremo cosa accadrà anche nei rispettivi giorni di lancio, momenti topici di una campagna che risulterà fondamentale per il posizionamento dei due prodotti e per la loro evoluzione in un mercato florido e in evoluzione qual è quello del gaming entertainment.