Movies & outfits è una raccolta di locandine in stile minimal che celebra i film più indimenticabili della storia del cinema, da 007 a Juno, passando per Star Trek e Arancia meccanica, attraverso una prospettiva insolita.
Il costume da bagno modello “mankini”di Borat, l’impeccabile papillon di James Bond, il maglione a righe di Freddy Krueger sono ormai entrati nell’immaginario collettivo, al punto che identifichiamo i protagonisti dei film cult con il loro inconfondibile abbigliamento.
L’illustratrice di questa simpatica serie è una giovane graphic designer italiana trapiantata in Inghilterra, Giulia Villa, che ci parla un pò di lei e del suo lavoro in questa piccola intervista:
Giulia Villa
Vivi a Londra. Credi che l’estero sia l’unica via di salvezza per chi vuole intraprendere la carriera di illustratore?
Si, andare all’estero è l’ unica via di salvezza, per chi è nel mondo della creatività o della grafica!
In Italia (più nello specifico parlo di Milano) il mondo della creatività sta collassando, non c’è più rispetto per questo mestiere, sempre più ragazzi escono dalle scuole e vengono sfruttati e sottopagati dalle grandi e piccole agenzie, dove non c’è tutela per il loro lavoro e dove vengono proposti “contratti” a progetto o stage da 6 mesi o 1 anno non pagati, nella speranza di un lavoro stabile e adeguatamente pagato, combattendo per avere un salario minimo che si ha di base per qualsiasi altro lavoro.
Sono a Londra da 3 mesi ormai, poco tempo ma abbastanza da capire quanto sia diverso il mondo della creatività, come sia rispettato e tutelato.
Ci racconti il processo creativo dietro la serie Movies & outfits?
E’partito tutto dalla voglia di realizzare un progetto personale. Amante dei film, sono partita con l’idea di sintetizzare in maniera semplice e essenziale diversi film. Il primo poster è stato quello di “Reservoir dog” (essendo un’amante dei film di Tarantino) ho pensato a cosa rappresentasse meglio il film, ovviamente il loro outfit, lo stile.
Il mio scopo era quello di utilizzare solo forme geometriche, per renderlo più semplice e pulito possibile, in fine l’ho sintetizzato con una cravatta nera, mantenendo lo sfondo bianco, per rappresentare la camicia. Da lì ho cominciato a pensare agli outfits più famosi, e facilmente riconoscibili della storia del cinema. Penso che il mio preferito sia Juno, per la sua semplicità e la sua riconoscibilità (per chi ha visto il film).
Il momento più produttivo della tua giornata?
Il momento più produttivo della mia giornata penso sia la sera, quando torno a casa, dopo una lunga giornata e sono da sola con il computer, quando nessuno ti può distrarre e puoi sfogare la tua creatività.
3 cose che gli altri non sanno di te
Uhm non saprei, direi come prima cosa sono ossessionata dalla pulizia e dall’ordine, come seconda cosa, ho iniziato tardi ad andare in bici senza rotelle, rispetto agli altri bambini, e tuttora ho dei problemi ad andare in bici senza schiantarmi, cadere o far cadere gli altri.
Come ultima cosa, adoro sedermi in posizioni strane e apparentemente scomode per altre persone.
Se fossi un film saresti…
Helvetica di Gary Hustwit.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Katsumihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKatsumi2013-06-29 17:27:262013-06-29 17:27:26Movies & outfits: le illustrazioni minimal di Giulia Villa [INTERVISTA]
Vi ricordate la campagna Dumb ways to die? Ne avevamo parlato in un articolo tempo fa, ma in questi giorni è tornata protagonista vincendo l’oro a Cannes nella categoria PR Lions Grand Prix. Andiamo perciò ad analizzare la nascita di questa campagna dall’inconfondibile grafica minimal e accattivante (recentemente declinata in una serie di poster), e che numeri ha generato.
Tutto nasce dal numero crescente di incidenti e morti per disattenzione tra i giovani nella Metro di Melbourne negli ultimi anni, dopo uno studio si è notato che i messaggi di avvertimento e la segnaletica passavano totalmente inascoltati perciò si è pensato di trovare un modo alternativo di sensibilizzare i giovani.
La McCann Australia, società contattata per realizzare la campagna, ha pensato di realizzare una piattaforma di comunicazione basata sull’intrattenimento e un contenuto attraente non solo per l’approccio creativo usato (cartoni animati abbinati ad uno humour nero) ma anche per la varietà di mezzi con cui è possibile fruire la campagna.
Infatti è possibile trovare traccia di Dumb ways to die su svariati media e in mille modi diversi, si parte ovviamente dal video passando dalla canzone su iTunes, dal videogioco per mobile al libro cartaceo, dai poster (che vedete nell’articolo) alla radio, dal sito a Tumblr fino alle cover della canzone ascoltabili su Youtube. Ma a che risultati ha portato tutto ciò?
Oltre al citato premio nella categoria PR Lions Grand Prix, Modi stupidi per morire ha ottenuto i seguenti risultati:
– Ruduzione degli incidenti del 21% in 3 mesi. L’obiettivo era raggiungere il 10%
– La campagna è arrivata al 25% del core target
– Il video ha avuto 44 milioni di views e un alto livello di engagement con 450.000 likes
– Dumb Ways to Die è diventata la campagna di un servizio pubblico più condivisa della storia, con 3 milioni di Facebook shares e 2000 post sui blog.
– Il jingle è stato scarica in 28 paesi e passato sulle stazioni radiofoniche di tutto il mondo.
– Dopo 155 giorni dopo il lancio la campagna è ancora condivisa per 2.500 volte ogni giorno su Twitter, Facebook e Instagram.
– L’attività è stata riportata in oltre 750 news su website mondiali.
– Il valore degli earned media è di oltre $60m.
Niente male, vero?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00focahsukehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngfocahsuke2013-06-29 15:19:532013-06-29 15:19:53Dumb ways to die: il Radio Lions Grand Prix e gli altri successi
Tutti gli amanti del cinema si saranno trovati davanti al problema della classificazione dei generi. La “Settima Arte” ha sfornato un numero impressionante di film ed è molto difficile conoscerli tutti per poter scegliere quale guardare la sera comodamente seduti in poltrona. Per risolvere questo spinoso problema si è fatto avanti Martin Kruusimägi, con la sua bellissima infografica che racchiude la top 50 dei film più amati dalla comunità di IMDb.
Il lavoro di Martin è frutto di mesi e mesi di ricerche, ripagate da un risultato non solo utile, ma anche molto bello graficamente. Dalla sintesi delle sue ricerche è emerso che il genere maggiormente presente risulta essere quello drammatico. Un vero è proprio Re, considerando la presenza degli altri generi. Altro elemento degno di nota sono le icone realizzate ad hoc per ogni film. Un lavoro non indifferente, considerata la difficoltà di rappresentare l’essenza di ogni film in un piccolissimo rettangolino!
Ora non vi resta altro che sedervi comodi, spulciare l’infografica e scegliere il miglior film per la vostra serata 😀
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Lara Zaccariahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngLara Zaccaria2013-06-29 09:00:052013-06-29 09:00:05I 50 film più belli di IMDB divisi per genere [INFOGRAFICA]
Basta etichette sulla frutta, è in arrivo un nuovo trend minimalista e ecofriendly: i tatuaggi laser saranno il futuro del packaging? Secondo Laser Food, la rivoluzione è in atto. La compagnia spagnola ha sviluppato un macchinario per “tatuare” i frutti (fino a 54,000 pezzi l’ora!) in totale sicurezza e nel pieno rispetto della natura.
Un nuovo regolamento dell’Unione Europea permette l’uso di sostanze chimiche – ossido di ferro e idrossidi – sulla frutta purchè applicate tramite laser che non penetrino oltre la pelle sui prodotti freschi. Logo, informazioni di origine e persino QR codes per avere accesso a contenuti più approfonditi sul produttore potranno quindi essere applicati direttamente sulla buccia, personalizzando il frutto e rendendo obsolete le vecchie etichette.
Addio carta, plastica e colla: il nuovo packaging è tutto da mordere!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kumikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKumiko2013-06-28 20:15:262013-06-28 20:15:26Addio packaging: laser tattoos rimpiazzano le etichette
Mentre in Italia sta lentamente prendendo piede il pagamento tramite smartphone e tecnologia NFC, in Spagna la Startup PayTouch guarda già al futuro proponendo un innovativo sistema di pagamento biometrico basato sulle impronte digitali.
Le impronte digitali sono uniche, universali e non variano con l’età. Questo fattore ha portato Javier Peso (CEO di PayTouch) all’idea che queste potrebbero rappresentare il modo più veloce e sicuro per ovviare al cellulare in diverse operazioni quotidiane.
PayTouch permette all’utente di:
Identificarsi
Accedere ad una banca dati online
Pagare
Utilizzare programmi di fidelizzazione clienti
La startup offre diverse soluzioni per le aziende che decidono di adottare questo sistema di pagamento digitale; è infatti possibile ridurre i costi di gestione e monitorare in tempo reale le transazioni e i programmi di fidelizzazione.
Sempre secondo Javier Peso i clienti potranno invece beneficiare di un trattamento personalizzato, di uno spazio web privato per la condivisione dei file attraverso smartphone ed ottenere un notevole risparmio di tempo negli acquisti (il sistema permette di realizzare la transazione in appena 5 secondi attraverso l’identificazione, la verifica e l’autorizzazione del circuito ospitante).
Al momento il progetto PayTouch sembra essere promettente ed è stata già avviata una fase di test ad Ibiza: vi aggiorneremo appena ci saranno ulteriori novità!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/06/paytouch.jpg392960Takijihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngTakiji2013-06-28 16:30:142013-06-28 16:30:14PayTouch: tra qualche anno il sistema di pagamento potrebbe essere biometrico
Ognuno di noi probabilmente ne ha avuto almeno un paio. Simbolo, soprattutto in passato, di un modo di vestire non convenzionale, le Chuck Converse sono uno degli accessori di abbigliamento più iconici degli ultimi decenni, che promette forte personalizzazione soprattutto in virtù della vastissima selezione di colori ed edizioni limitate. Per celebrare la nascita della pagina Google+ il brand ha indetto un concorso riservato ad agenzie creative incaricate di “hackerare le Chuck”.
Il brief:
“We’re going to give you some Chucks. You do something amazing with them, no rules, no guidelines, no limits”
C’è chi ha agghindato le scarpe con led comandati, chi le ha dotate di capigliatura che ripercorre i movimenti culturali di cui sono state simbolo, chi le bombardate di colore giocando a paintball. Risultato? Decine di pubblicità del prodotto sparse in rete, ovviamente 🙂
La competition, che sembra verrá aperta anche al pubblico, ha decretato i suoi vincitori durante le giornate del Cannes 2013.
Agency Republic ha conquistato il primo posto con questa idea.
Sulla pagina Google+ di Converse potete visionare tutte le altre entries, una più creativa dell’altra. Voi quale preferite? A noi social Ninja è piaciuta questa, che è anche interattiva 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-06-28 16:04:282013-06-28 16:04:28Il contest creativo di Converse per hackerare le sue Chuck [VIDEO]
Nel settore dei personal computer come in quello dei lettori mp3 portatili e ancor di più nel settore della telefonia, fondamentalmente il mondo dei consumatori più attenti e preparati (per intenderci: quelli che speriamo leggano anche le nostre pagine!) si divide in “chi odia” e“chi ama” Apple.
Del resto sappiamo anche noi di Ninja Marketing quanta attesa c’è dietro ogni nuovo prodotto Apple e quanto possono essere accese le discussioni tra i fan di Android e quelli della Mela ad ogni notizia che viene da Cupertino. Per questo motivo in questi ultimi mesi abbiamo portato avanti la collaborazione con iSpazio, che di device Apple se ne intende!
Daniele Cerroni (che avevamo già conosciuto con Cibando), Marketing & PR Manager di iSpazio, ci sta seguendo in questa nuova rubrica ed è per questo che con lui è nata una spontanea chiacchierata su Apple e sul mondo dei fan che gli gira intorno. Del resto iSpazio conta attualmente 1.7 milioni di utenti unici ed oltre 9 milioni di pagine visitate ogni mese: tanti lettori che costituiscono anche una community, tutti appassionati fan di Apple e che possono rivolgere anche direttamente le proprie domande e dubbi agli autori del blog come avviene nel caso del corner Genius.
Daniele, riesci a fare un profilo del “fan Apple”?
“Beh credo non esista un profilo solo del Fan di Apple ma ne esistano più di uno. I motivi possono essere i più disparati ed ognuno vede Apple a suo modo. Steve Jobs è stato molto bravo a dare negli anni un’identità all’azienda, vista da sempre come l’anti-omologazione (in molti ricorderanno le prime battaglie tra Apple e IBM), come un brand creativo dedicato a chi vuole diversificarsi dalla massa portando avanti le proprie idee (e qui vengono in mente i famosi poster pubblicitari raffiguranti personaggi famosi e il noto slogan Think Different).
I Fan Apple vogliono confrontarsi tra loro, parlare della loro personale esperienza di utilizzo di iPhone, iPad, Mac, ecc. Per questo ogni qualvolta Apple si appresta a commercializzare un nuovo prodotto si crea la ormai nota fila di fronte al negozio, questa “follia” del mettersi in fila molte ore prima dell’apertura di uno Store non ha come unico scopo quello del mero acquisto del dispositivo, ma permette soprattutto alle persone di condividere la propria passione con altri estimatori di questo marchio”.
Il blog spazia dalle notizie più recenti riguardo la casa di Cupertino alle guide per il jailbreak e per Cydia: in sostanza ogni giorno hai a che fare con sviluppatori, geek o semplici curiosi. Sai indicarci gli argomenti più “hot” per i lettori?
“Solitamente gli argomenti Hot sono ciclici, ovvero ci sono dei periodi in cui è molto seguito l’argomento “Sistema Operativo” perchè apple si appresta ad annunciare la nuova versione (come accaduto in questi giorni), oppure l’arrivo di un nuovo modello di iPhone o iPad e ancora, come ricordavi tu, il “Jailbreak”, ovvero lo sblocco del sistema operativo. Diciamo che a seconda dei periodi ci sono argomenti Hot.
Per fare un esempio pratico si potrebbe dire che l’estate è il periodo dei Rumor sul nuovo modello di iPhone che viene solitamente presentato tra Luglio e Settembre, il periodo natalizio spesso ha portato invece a parlare della nuova generazione di iPad in arrivo per Febbraio o Marzo oppure la primavera lascia spazio alle possibili novità che Apple potrebbe presentare al famoso WWDC annuale, ovvero la conferenza dedicata agli sviluppatori che quest’anno si è tenuta il 10 giugno”.
Quali sono secondo te i punti di forza di Apple che ne hanno fatto un’azienda vincente anche nel settore dei “device di piccola taglia”, appunto tablet e smartphone?
“Apple è riuscita a progettare dispositivi mobili che, prima di tutto, montano un sistema operativo semplice da utilizzare anche per quelli che non hanno esperienza con questo genere di prodotti, ed inoltre permette di svolgere delle operazioni che in passato erano possibili, appunto, solo con un computer.
Molti smartphone e tablet di diverse aziende sono ormai sullo stesso livello e permettono di inviare mail, navigare sul web o scattare foto e girare video ma è proprio la semplicità di utilizzo di un prodotto Apple a fare la differenza, assieme all’ecosistema perfetto che si viene a creare tra i vari iPod, iPad, iPhone e Mac. Inoltre i clienti apprezzano il design curato dei prodotti e la scelta di materiali di qualità. Questo è il mix che a mio avviso ha permesso ad Apple di divenire un’azienda vincente anche nel campo dei “device di piccola taglia”.
Da non dimenticare anche l’incredibile abilità di Steve Jobs nel presentare e “vendere” questi prodotti iniziando proprio dalla presentazione in pompa magna di ogni nuovo nato.
N.d.A. Qui di seguito un video divertente del 2007: è la presentazione del nuovo iPhone e Steve Jobs fa uno scherzo telefonico in diretta a Starbucks
Un esempio su tutti mi viene in mente pensando ai Tablet, tipologia di prodotto esistente da oltre una decina d’anni. Quando Jobs presentò nel 2010 il primo modello di iPad disse che era “magico'” e che non avremmo più potuto vivere senza, ne mostrò le caratteristiche e le funzioni principali davanti ad una platea scettica ma allo stesso tempo desiderosa di provare il dispositivo.
Questa presentazione ebbe un grandissimo impatto mediatico che ha portato la gente a considerare l’iPad un sinonimo di Tablet (in quanti hanno sentito definire ‘iPod’ anche i lettori Mp3 di altre marche?), ritenendolo capostipite dell’intera categoria, come se questo genere di prodotti fosse nato proprio quel 27 Gennaio del 2010″.
Pensi sia l’ora di radicali cambiamenti per Apple nel settore del Mobile dove la competizione con Android è sempre più agguerrita?
“La battaglia tra Apple e Google (sviluppatore del sistema operativo Open Source Android) è solo l’ultima in ordine di tempo. Prima di Google ci sono stati (ed alcuni ci sono ancora) gli scontri con Microsoft per i Computer, Philips o Creative per i lettori Mp3, Nokia per i dispositivi mobile (attualmente Samsung e HTC).
Ogni volta che si è sentita pressata dalla concorrenza Apple ha richiamato a sé l’attenzione mediatica presentando qualcosa in grado di stupire gli appassionati di tecnologia e riprendere il controllo della situazione e la leadership acquisita in precedenza. Di recente l’azienda ha presentato il nuovo iOS 7, disponibile per iPhone, iPad ed iPod Touch di ultima generazione, rivoluzionando completamente l’interfaccia utente ed inserendo nuove utili funzioni.
Nell’ultimo periodo la critica che spesso viene fatta all’azienda di Cupertino è quella di essersi fermata, lasciandosi raggiungere dalla concorrenza. Credo che il cambiamento radicale di iOS 7 sia il primo passo per dimostrare di non essere un’azienda che si sta adagiando sugli allori e che, anzi, punta ancora una volta ad innovare e proporre cose nuove. In molti attendono sostanziali novità per quanto riguarda il prossimo iPad o il prossimo fantomatico iPhone.
In generale, quali sono secondo te i trend del Mobile più interessanti per gli sviluppatori di applicazioni? E per il mondo del marketing?
Ogni giorno vengono pubblicate in App Store migliaia di App e quelle che a mio avviso vanno per la maggiore al momento sono i social network ed i giochi. Oltre Facebook, Twitter ed Instagram, ogni giorno vengono creati nuovi modi per condividere qualsiasi cosa con gli altri, partendo da musica, fino ad arrivare a luoghi visitati, scarpe acquistate, ecc.
Poi come dicevo ci sono i giochi, una categoria in cui ognuno cerca la sua piccola nicchia di mercato ispirandosi ai famosi Angry Birds, Fruit Ninja o Doodle Jump, giochi che hanno avuto un successo planetario facendo la fortuna delle aziende che li hanno sviluppati. Pubblicizzare la propria App non è facile, bisogna trovare il giusto Mix di visibilità e mostrarsi al pubblico giusto.
Le prime tre domande da porsi sono sempre le stesse: “cosa voglio comunicare?”, “a chi lo voglio comunicare?” e “con quale mezzo”. In questo modo eviteremo di spendere risorse economiche per trasmettere un messaggio giusto al target sbagliato o scegliendo un canale di comunicazione che non raggiunge il nostro target (il che equivale a pubblicizzare automobili su una rivista di cucina)”.
Ringraziando Daniele per la chiacchierata, vi invitiamo a seguire l’appuntamento con iSpazio per le NM Answers sul mondo Apple!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/06/daniele_cerroni_ispazio.png435590Naokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNaoko2013-06-28 13:20:252013-06-28 13:20:25Una chiacchierata con iSpazio su Apple e il Mobile
Come ogni Venerdì siamo prontissimi a mostrarvi i migliori annunci stampa da tutto il mondo. Le campagne di questa settimana provengono da Cina, Venezuela, Brasile e Sud Africa. Un bel giro vero? A voi la scelta per decidere il migliore!
Brazilia Shoes: I Love My Boots
Questa campagna si rivolge all’universo femminile stivale dipendente che ama a tal punto questo tipo di calzatura da non separarsene mai! Il prodotto non si vede ma lascia il segno: nel primo esempio quasi tutte le gambe sono tatuate tranne la parte finale dove solitamente troveremmo un bel paio di stivaletti; nella seconda l’abbronzatura estiva termina proprio in prossimità della calzatura, lasciandoci intuire che neppure in spiaggia si trova il coraggio di liberarsi degli amati stivali.
La testata svizzera Neue Zürcher Zeitung ha lanciato di recente una collana di grandi classici che si possono trovare in allegato con la rivista cartacea. Si tratta di edizioni slim che hanno lo scopo di rendere più agevole e veloce la lettura dei classici. Nella visualizzazione grafica troviamo due libri aperti che ricordano il simbolo forward (avanti veloce).
Advertising Agency: Jung von Matt / Limmat, Zurich, Switzerland
Creative Director: Alexander Jaggy
Art Director: Lorenz Clormann
Copywriter: David Hugentobler
Photographer: Felix Streuli
Graphics: Tobias Wirz
Penguin China: Change Direction
La lettura ha il potere di farci cambiare prospettiva e di arricchirci ogni giorno facendoci scoprire molti luoghi e punti di vista diversi. Con queste print la casa editrice britannica Penguin books ci dice molto di più: “Un libro può cambiare la storia della tua vita”. I disegni colorati che troviamo nell’illustrazione hanno un destino negativo segnato, ma grazie all’incontro di un libro specifico prendono una direzione diversa, positiva e vincente.
Nella prima print l’esuberante e prepotente personaggio sfugge al carcere grazie all’incontro di un libro di leggende sportive che lo proietta verso la vittoria del campionato di football. Nella seconda il bambino dispettoso che usa gli aghi rovinando l’infanzia agli amichetti dopo l’incontro con un libro di filosofie orientali diventa gran maestro di agopuntura sfuggendo così alla sua futura morte per overdose.
Advertising Agency: Y&R, Beijing, China
Executive Creative Director: Nils Andersson
Creative Directors: Ronnie Wu, Donghai Liu
Art Directors: Candy Wang, Ronnie Wu, Jianjun Geng, Nils Andersson
Copywriters: Gao Han, Donghai Liu, Nils Andersson
Designer: Bruce Xie
Illustrator: Josh Holinaty
Sherwin Williams: Grasshopper
La pittura Sherwin Williams è ottima per rifinire le superfici esterne. Per veicolare questo semplice plus di prodotto si è fatto riferimento ad un pennello imbevuto di pittura verde (riferimento all’esterno e alla natura) che ad una prima visione assomiglia moltissimo ad un prato rigoglioso. A dare forza a questa lettura è la presenza della cavalletta che si posa pacifica sopra al prato/pennello della print.
Advertising agency: Concept McCann, Caracas, Venezuela
Creative VP: Alejandro Esteves
Creative Director: Julio Moreno
Art Director: Roger Colina
Copywriter: Desirée Argotte
Photographer: Pedro Primavera
International Food Photography Festival: I went down to my garden
L’agenzia creativa brasiliana Studio SC City è stata chiamata in causa insieme ad altre agenzie di San Paolo per aiutare la comunicazione del festival internazionale di fotografia del cibo. La proposta è simpatica ed efficace: la tovaglietta sopra il tavolo è sostituita da terra da giardino dove spunta vigorosa una foglia di insalata. Il cartello in basso a destra che cita “Sono andato giù nel mio giardino” promuove di fatto il cibo a chilometro zero, anzi, in questo caso, il cibo a centimetro zero!
Advertising Agency: Studio SC City, São Paulo, Brazil
Creative Director / Art Director: Ilson Igreja
Copywriter: Rose Ferraz
Photographer: Sergio Coimbra
Manager / Retoucher: Washington Borges
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karokihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaroki2013-06-28 12:35:022013-06-28 12:35:02Stivali, libri e km zero nei migliori annunci stampa della settimana
L’hashtag su Twitter ha una precisa utilità: dare evidenza ad un particolare contenuto.
Per leggere in tempo reale i tweet riguardanti l’ultima partita della nazionale, o scoprire le reazioni degli altri spettatori non appena finito l’ultimo episodio di Game of Thrones, basta scrivere #SpagnaItalia o #GoT.
In questo modo è facile e immediato conoscere i pareri degli altri che si interessano ad un argomento. Se succede qualcosa di eclatante, attraverso l’hashtag, la notizia può fare il giro del mondo in un attimo.
Come vi abbiamo già annunciato, da alcuni giorni Facebook ha introdotto il supporto agli hashtag; ma ce n’è davvero bisogno sul social network di Zuckerberg?
Alla luce della breve analisi sull’utilizzo dell’hashtag su Twitter, basandoci sull’immediatezza che questo offre, possiamo constatare che Facebook, al contrario, non è – e non è mai stato – un ottimo strumento per la fruizione di contenuti in tempo reale.
Il potere di Twitter, nel caso di fenomeni naturali ad esempio, è ineguagliabile. Le notizie sono ordinate in uno stream organizzato cronologicamente, fatto di messaggi brevi, immediati e concisi. Quando un hashtag si diffonde particolarmente, diventa trending e la notizia arriva immediatamente ad ancora più persone.
Su Facebook, invece, i contenuti sono ordinati in base agli interessi di ogni utente. Anche quando selezioniamo l’opzione per avere notizie ordinate in base alle più recenti sul Newsfeed, difficilmente saranno ordinate esclusivamente in ordine cronologico.
I motivi di questa scelta possono essere molteplici, seppure non particolarmente influenti sull’esperienza utente. Tanti utilizzavano gli hashtag prima che fossero supportati. In questo modo si dà senso al fatto che per abitudine molti già li utilizzassero. Per quelli che hanno collegato i propri account Facebook e Twitter, questo fa sì che anche sul primo i contenuti rimangano taggati. Questo vale anche per i tag delle foto pubblicate da Instagram.
Lo scopo di questi tag però non è preciso; tant’è che, al momento, lo stream offerto dal click su un hashtag è disordinato e per nulla organico con il resto dell’interfaccia.
Invece, basandoci sul peso dato agli advertisers durante la presentazione della nuova Newsfeed, l’uso del hashtag potrebbe avere uno scopo molto più preciso. Prima ancora che per gli utenti, gli hashtag, saranno utili a Facebook e a chi lo usa come canale per farsi pubblicità. Infatti, anche chi li userà raramente, darà a Facebook la possiblità di tracciare i propri interessi. In questo modo il social network potrà offrire pubblicità ben mirata. Questa motivazione, rivolta alla monetizzazione, potrebbe essere molto più valida.
Insomma, come ogni strumento nuovo, ne scopriremo la sua precisa funzione col tempo, attendendone la maturazione. Come ben sappiamo, inoltre, a molte cose nate con uno scopo, può capitare che col tempo ne acquisiscano un altro proprio grazie agli utenti e alle loro necessità.
Voi cosa ne pensate degli hashtag su Facebook?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Paolo Navahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPaolo Nava2013-06-28 12:00:552013-06-28 12:00:55C'è davvero bisogno degli hashtag su Facebook?
Il mercato thailandese dei soft drink è da sempre uno dei più competitivi al mondo. Qualche anno fa la solita Coca-Cola risultava tuttavia alle spalle di Pepsi che comandava con il 40% di quota di mercato. Il terzo incomodo era rappresentato dall’ outsider Big-Cola che aveva rosicchiato il 10% in 5 anni, con un tasso di crescita addirittura superiore alle company americane.
Interbrand considera Coca-Cola come il marchio dal valore più alto al mondo ed in Thailandia non risultava neanche tra i top of mind. Qualcosa bisognava essere fatto.
La tragedia
A peggiorare la situazione negativa arriva l’ annus horribilis. Nel 2011 il paese fa i conti con una delle alluvioni più disastrose che la storia ricordi. Almeno due terzi della popolazione rimangono isolati. Bangkok è paralizzata per giorni e Coca-Cola è costretta ad interrompere la produzione.
Finita l’alluvione, un’enorme possibilità si presenta dinanzi alla marca made in USA. La lunga estate calda e secca. La comunicazione globale di Coca-Cola punta da 65 anni sul concept di Happiness che si trasforma in Summer Fun durante la stagione calda. Sembrava terribilmente inappropriato proporre questo tema in un modo convenzionale. I thailandesi stavano ancora spalando fango fuori dalle loro case.
L’azienda si propone di trovare un nuovo modo di connettere il brand ai consumatori. La felicità rimane la chiave di volta dell’operazione. Coca Cola non lo sa. Sarà la sola beneficiaria dell’emergenza.
L’idea
Si decide di rivitalizzare la brand image e dare finalmente un nuovo impulso alle vendite. Il paese asiatico è conosciuto da sempre come “Terra dei Sorrisi”. La catastrofe aveva messo la nazione in ginocchio e per i suoi abitanti c’era veramente poco da sorridere.
Sebbene solo una parte del paese aveva vissuto direttamente il dramma, ogni thailandese si sentiva coinvolto dal punto di vista emotivo. Nel gennaio 2012 il tasso di felicità medio nelle case si era abbassato ulteriormente del 10%. Contribuire a riportare il sorriso sul volto delle persone è la sfida giusta per gli ambasciatori della felicità.
L’operazione
Gli americani per primi notano un trend che oggi risulta essere incontrovertibile. Le notizie corrono sui social media più velocemente che i mezzi tradizionali. Durante il primo giorno di alluvioni il numero di tweet supera i 3,3 milioni. Così come le rivoluzioni in Medio Oriente, tutto viene raccontato su Twitter in tempo reale.
A quella gigantesca mole di notizie negative Coca Cola decide di opporre una serie di messaggi e storie positive. Nasce così la campagna “Un milione di ragioni per credere nella Thailandia”. L’azienda incoraggia i thailandesi a diventare ambasciatori della felicità (e quindi di Coca-Cola) tramite la condivisione di storie positive e messaggi di supporto.
L’intera iniziativa è accompagnata da una mastodontica installazione luminosa e sonora piazzata su uno dei grattacieli più alti della capitale. Un faro a disposizione dell’intera città per poter “contemplare” la felicità e non perdere la speranza. Uno schermo manda in onda senza sosta messaggi di speranza. Coca Cola si fa carico di un compito importante. Unisce quella parte fortunata del paese a quelli che vivevano l’angoscia della distruzione.
La conclusione
L’orgoglio nazionale si risolleva. La marca destina svariati milioni di dollari a due organizzazione umanitarie. Un numero elevato di storie e messaggi sprigionano il loro potenziale viral sui social network e la pagina Facebook di Coca-Cola diventa il punto focale della campagna.
I principali programmi TV e radio si interessano alla vicenda, dedicando una rubrica fissa alle buone notizie giornaliere. L’operazione si conclude con un’ ulteriore azione di Ambient Marketing. Teatro dell’installazione è un famoso centro commerciale, il cui tetto diventa la più grande bottiglietta di Coca-Cola al mondo.
All’interno della struttura viene anche aperta la “stanza della felicità”. Così come in un museo d’arte, ogni messaggio condiviso durante quel periodo viene messo in esibizione. Quell’ azione dimostra al mondo e agli stessi thailandesi che il paese era caduto, ma si era rialzato più forte e fiero di prima. Ed una bottiglietta gigante “a gonna stretta” contenente milioni di storie felici aveva catalizzato questo processo.
I risultati
In questo caso l’azienda riesce a lavorare sulla propria brand equity e brand awareness cogliendo una situazione negativa e trasformandola in opportunità. Raggiunge il suo scopo sociale e, in un secondo momento, anche il suo scopo economico. Coca-Cola dimostra di “vivere” nel mondo in cui opera. Interagisce con la realtà locale e senza snaturarsi si impegna per migliorarla.
D’altronde i brand sono come dei partiti. E le persone esprimono il loro voto a questi attraverso il processo d’acquisto. Non ci dilunghiamo poiché la potenza dei numeri è incontestabile.
– A fine marzo 2012 il 92% dei thailandesi era venuto a conoscenza della campagna “Un milione di ragioni per credere nella Thailandia”.
– Un milione di thailandesi ha partecipato attivamente alla campagna, la quale ha generato 137 milioni di contatti sui social network.
– Nonostante il PIL thailandese fosse in picchiata, Coca-Cola ha contato vendite di fine campagna per la cifra record di 29 milioni di unità in un mese.
– La quota di mercato ha sfondato il 30% riducendo interamente il gap con Pepsi ferma ad un 32% che continua a scendere.
– Alla fine della campagna il tasso di felicità domestica era salito al 75%. Non è un’esagerazione affermare che la Thailandia è di nuovo “Terra del Sorriso” e Coca-Cola ne è lo “sponsor” principale.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Antonio Espositohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonio Esposito2013-06-28 11:05:222013-06-28 11:05:22Coca-Cola riporta la felicità in Thailandia [CASE HISTORY]
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