Pepsi è pop con il live streaming dei concerti su Twitter

Pepsi è sempre stata legata al mondo della musica associando la propria immagine a Michael Jackson negli anni ’80 e a Britney Spears negli anni ’90. Ora è giunto il momento per Pepsi di “ritrovare il suo giusto posto come vera e propria icona della cultura pop” ha affermato Brad Jakeman, Chief Creative Officer di PepsiCo Beverages America.

Per l’imminente lancio della campagna Live for now è stata inaugurata la piattaforma Pepsi Pulse dove vengono raccolte tutte le notizie che ruotano attorno alla cultura pop: concerti, eventi, sport, sconti ecc…  contenuti condivisibili facilmente e velocemente su Facebook, Twitter e Pinterest. Si può inoltre partecipare all’aggiornamento di questa piattaforma twittando con gli hashtag #NOW e #LiveForNow.


La campagna Live for Now  ha come obiettivo il rilancio globale del marchio Pepsi e debutterà ufficialmente negli Stati Uniti il 7 Maggio con uno spot che avrà come protagonista Nicki Minaj, facendo affidamento quindi alla popolarità mondiale dell’eccentrica cantante americana per amplificare la propria immagine pop.

“Non è più sufficiente avere spot televisivi fenomenali” ha affermato Shiv Singh, Global Head of Digital for PepsiCo a Mashable, per cui il social media marketing è uno dei cardini di questa strategia.

Proprio per questo motivo in questo progetto globale è stata inclusa una partnership con Twitter che ha come scopo quello di offrire il live streaming dei concerti.

La cantante del momento, il live streaming dei concerti, gli hashtag “giusti” e la collaborazione con Twitter, i presupposti per risultare una campagna vincente e virale ci sono. Nell’attesa di vedere se i risultati confermeranno le aspettative e di assistere al live streaming dei concerti, diteci cosa ne pensate di questo restyling del volto pop di Pepsi 😉

Genitori non disperate, il web pensa a voi!

“In Italia non si fanno figli”. E una frase che sentiamo dire spesso e purtroppo i dati confermano la bassa natalità nel nostro Paese.

Molti attribuiscono la colpa di questo fenomeno alla carenza di strutture di supporto alle famiglie e alla mancanza di sicurezza economica. In effetti mantenere una famiglia con un solo stipendio è diventato difficile ed è necessario che entrambi i genitori lavorino. Ma questo toglie tempo prezioso alla cura dei figli.

E’ evidente la necessità di servizi che aiutino le mamme e i papà nel conciliare le loro attività lavorative con gli impegni familiari. Purtroppo il servizio pubblico non riesce a coprire tutto il fabbisogno, ma tranquilli ci pensa il web!

Applicazioni, siti, portali, forum: dal concepimento alla maggiore età dei vostri figli, l’esperienza più bella e importante della vostra vita potrebbe diventare anche la più facile!

Diventare mamma…

Esistono moltissimi forum e blog dove è possibile condividere le proprie esperienze e chiedere consigli a chi ha già vissuto la gravidanza.
Alcuni esempi sono Gravidanzaonline.it, Dolcemamma.it o alfemminile, portale interamente dedicato alle donne.

Tra i prodotti più simpatici e utili troviamo Igravidanza un’applicazione iphone per organizzare al meglio l’attesa più dolce che ci sia.

Molte donne si lamentano di quanto sia complicato organizzare la gravidanza: fissare gli appuntamenti al momento giusto, trovare la struttura medica più adatta o richiedere i documenti per il congedo… se non si ha l’aiuto di chi già ci è passato, occorre armarsi di tanta pazienza e cercare le informazioni da sole tra le diverse fonti disponibili.

L’ideatrice di questo prodotto è una mamma che ha deciso di organizzare tutte queste informazioni raccolte durante le sue gravidanze per creare uno strumento semplice, da portare sempre con sé, che potesse rendere il più sereno possibile questo periodo.
Sul sito web è possibile scoprire tutte le funzioni e acquistare l’app.

…o papà

Alla moda, con i freni posteriori, cinture omologate, ammortizzatori… non stiamo parlando di automobili, ma di passeggini.
Ne esistono di tutti i tipi e modelli e riuscire a scegliere quello adatto alla proprie esigenze è più difficile di quanto si possa pensare, soprattutto se non si dispone di budget elevati.

Enrico, dopo aver toccato con mano queste difficoltà, ha creato CercaPasseggini.it, un motore di ricerca studiato per semplificare la scelta del mezzo giusto.
Sul portale trovate strumenti indispensabili per cercare, confrontare, conoscere e acquistare il passeggino dei vostri sogni. Tutti gli articoli sono descritti da schede tecniche, video e manuali di istruzione. Molto utili i feedback inseriti sia dalla redazione che dagli utenti.

Con il tempo il sito si è arricchito, passando dal semplice motore di ricerca ad un punto di incontro tra genitori che vogliono condividere le proprie avventure, diventando anche un’impotante vetrina per molte aziende produttrici di articoli per l’infanzia.

Poi si torna a lavoro

Non è facile trovare una persona di fiducia al quale lasciare il proprio figlio mentre si è al lavoro, ma anche in questa fase internet ci aiuta attraverso di motori di ricerca più o meno sofisticati, che consentono di effettuare ricerche geolocalizzate all’interno di database con migliaia di candidati qualificati.

Di alcuni abbiamo già parlato, come Oltre tata e Mya Tata, ma troviamo anche Moby sitter, My Star Sitter e molti altri ancora.

Ma se non volessimo la tata?

Tate e baby sitter hanno un costo che non tutte le famiglie possono sostenere. Può anche capitare che alcuni genitori non vogliano affidare ad estranei la cura dei propri figli,così in entrambi i casi si sceglie di fare tutto da soli, pur consapevoli che non sarà facile incastrare perfettamente gli impegni.

Davide ed il suo team ci propongono una soluzione studiata per assistere questi genitori superimpegnati: Save the mom.

Il servizio è disponibile per diversi supporti : pc, smartphone e tablet. Ovunque siate, potrete tenere sotto controllo le attività di tutta la famiglia. E’ possibile anche seguire i movimenti dei familiari, tenere traccia di tutti gli appuntamenti e gestire e condividere la lista della spesa.

Ora cari genitori non avrete proprio più scuse per lamentarvi!

I colori della passione: il cinema che ricostruisce l’arte

Grazie all’uso magistrale del digitale, il videoartista e regista Lech Majewski si addentra in un dipinto per farlo vivere. Nelle sale italiane a partire dal 30 marzo, I colori della passione racconta la genesi di un’opera di Pieter Bruegel, La salita al Calvario. Dipinto nel 1564, il pittore fiammingo ambienta la Passione di Cristo nelle Fiandre, allora possedimento di Filippo II, che attuò una politica repressiva nei confronti dei movimenti religiosi riformistici che abitavano queste terre.

A causa della sua complessità tecnica il film ha richiesto 3 anni di realizzazione, ed un sapiente utilizzo del 3D e delle tecniche di computer grafica, che hanno dato vita a un’interessante fusione tra presente e passato, pittura classica e digital tecnology.  Il film stesso diventa un’opera d’arte, in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

 

Anche il grande cineasta Tarkovskij, nel 1974, si era ispirato all’arte di Bruegel, e in particolare al dipinto I cacciatori nella neve, nel film Lo specchio, suo capolavoro cinematografico. Ma Lech Majewski fa di più: proietta lo spettatore dentro il dipinto, attraverso fondali che danno l’illusione prospettica tipica dei quadri fiamminghi e sovrapponendo immagini dipinte a quelle digitali. L’opera d’arte si compone davanti ai nostri occhi, un tableau vivant in tempo reale: un’intima riflessione sul processo creativo di Bruegel e sulla sofferenza di Cristo.

Puma offre una birra alle “vittime” di Fàbregas

Per celebrare l’ingresso nella famiglia Puma del centrocampista Cesc Fàbregas del FC Barcelona, l’agenzia Droga5 New York ha elaborato la campagna “Puma Rondas” con cui Puma consola i tifosi delle squadre che subiscono un gol dal campione spagnolo offrendo loro una birra.

I fan che desiderano partecipare a Rondas devono solo registrarsi sul sito, selezionare la partita desiderata e scoprire se, a seconda della capacità della sala, possono partecipare ad una serata Rondas nel bar scelto per l’evento. Inoltre, coloro che non sono stati selezionati riceveranno uno sconto del 30% sull’acquisto delle Puma PowerCat, proprio il modello di scarpe indossate da Fàbregas,  in uno dei negozi della catena El Corte Inglès.

La promozione è valida solo per la Liga Spagnola.

Credits:

Title: Puma “Rondas”
Agency: Droga5 New York
Creative Chairman: David Droga
Executive Creative Director: Nik Studzinski, Ted Royer
Associate Creative Director: Tim Gordon, Amanda Clelland
Copywriter: Feliks Richter
Art Director: Alexander Nowak
Interactive Creative Director: Roxana Zegan
Head of Integrated Production: Sally-Ann Dale
Agency Producer: Sara Flood
Production Company: Wind Productions
Director: Pol Penas

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design! [NINJA REVIEW]

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Eccoci finalmente pronti a raccontarvi il testing del notebook ASUS Automobili Lamborghini, modello “VX7”.

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Veniamo innanzitutto colpiti dal packaging di questo computer, che si presenta da assoluta “fuoriserie”.

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Le dimensioni in centimetri dell’elegante scatola nera, che ci siamo presi la briga di misurare accuratamente, sono rispettivamente di ben 58.1 x 33.8!
Numeri importanti che riescono a catalizzare la nostra attenzione, invitandoci quanto prima a scoprirne con la dovuta cura il contenuto.

Prime impressioni / sensazioni dei materiali usati

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

All’interno di un vano rialzato troviamo alloggiato con cura il notebook.
Il colore arancione lucido metallizzato della scocca (Argos Orange) colpisce istantaneamente e piacevolmente la nostra vista.
Le due prese d’aria posteriori sono decisamente ampie, evidenti e ben disegnate.

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Possiamo notare subito come al di sopra di queste ventole di raffredddamento sono perfettamente incastonate delle plastiche trasparenti rosse, che ricalcano da vicino i fanali posteriori di una vera e propria supercar Lamborghini.
Sul lato sinistro del notebook troviamo due ingressi USB 2.0 e il lettore/masterizzatore Blu-ray.
E se guardiamo la parte anteriore-sinistra è presente l’alloggiamento della scheda di memoria (SDXC, MMC, MS, MS-Pro, MS-Duo).

Mentre sul lato destro sono presenti un ingresso Gigabit LAN (10/100/1000 Mbps), due connettori d’uscita video HDMI 1.4 e VGA, un connettore dell’alimentatore; anche qui troveremo due ingressi USB (un classico 2.0, l’altro un 3.0), inoltre due Jack Audio (per cuffie e microfono).L’ergonomica tastiera nera è perfettamente integrata in un’elegante struttura in alluminio.

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Nell’insieme l’Asus VX7 risulta molto piacevole da guardare grazie alla sua splendida cover, in cui troviamo incastonato in rilievo il gagliardetto Lamborghini.
Mentre ai lati del touchpad multi-touch (realizzato con materiali ceramici e finitura a specchio) abbiamo apprezzato i suoi confortevoli poggiapolsi in pelle con cucitura artigianale.

Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Il display è un Full HD di 15.6 pollici (16:9), 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED. Il processore è un quad-core Intel i7-2630QM (2.0 GHz – fino a 2.93 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).

La memoria conta su 6 GB SDRAM di tipo DDR3 (1333 MHz). La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 460M  con 3GB VRAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione ha a disposizione un disco SATA da 750 GB (7200 rpm). Il drive ottico è un masterizzatore Blu-ray e DVD Super-Multi DL.

Oltre a ciò il notebook è dotato di una webcam è da 2 Mega pixel. La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 3.0 e Wi-Fi 802.11b/g/n.
Il comparto audio è dotato da speaker stereo e microfono integrati, avvalendosi della tecnologia Creative Audigy HD.
La batteria è a 8 celle (5200 mAh) e la tastiera è retroilluminata con tasti a isola.

Esclusive funzionalità native ASUS per Intel Core i7 di seconda generazione

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Essere in grado di gestire le prestazioni e i consumi di un notebook è davvero importante, per tutto questo ci viene incontro la tecnologia ASUS Super Hybrid Engine che riesce a migliorare in maniera incisiva l’autonomia della batteria (fino al 35%), merito della combinazione del sistema nativo Power4Gear Hybrid con l’Energy Processing Unit, che abbiamo avuto il piacere di verificare come sia sempre riuscito ad ottimizzare la potenza energetica a seconda della mole di applicazioni utilizzate.

Potremmo scegliere, tramite un apposito tasto, tra: High Performance, Entertainment, Quiet Office e Battery Saving.

La nostra modalità preferita è stata ovviamente High Performance, che abbiamo avuto modo di apprezzare soprattutto durante l’esecuzione di videogiochi in alta risoluzione grazie all’incremento automatico di velocità grazie alla tecnologia Intel Turbo Boost 2.0 del suo processore quad-core i7 di seconda generazione, operando ad una frequenza superiore.

L’autonomia della batteria in ambito gaming si è attestata  su 1 ora e 40 minuti circa, mentre in modalità Entertainment guardando i nostri film Blu-ray preferiti la batteria è riuscita a garantire un’autonomia di circa 2 ore e 20 minuti.

La tecnologia NVIDIA Optimus, CUDA, PhysX

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Abbiamo avuto l’occasione di testare con diversi videogames il comparto grafico del Lamborghini VX7, che si avvantaggia di una scheda video GeForce GTX 460M.

La tecnologia NVIDIA Optimus riesce ad ottimizzare in maniera intelligente ed automatica  le prestazioni grafiche in relazione alla durata della batteria. Allo stesso tempo l’architettura di elaborazione in parallelo CUDA permette netti aumenti delle prestazioni di computing grazie al pieno sfruttamento della potenza di calcolo della GPU, che è affiancata dalla tecnologia PhysX  in grado d’aggiungere effetti dinamici ancor più realistici e verosimili.

Per di più i 3GB  di memoria video dedicata di tipo GDDR5 si sono dimostrati il partner perfetto per questa specifica scheda video Nvidia.

Multitasking avanzato grazie a Windows 7 64 bit

Asus VX7 Lamborghini, connubio perfetto tra performance e design!

Grazie a Windows 7 64 bit il notebook VX7 può gestire maggiori quantità di informazioni rispetto ad un computer con un sistema a 32 bit che è in grado di usare soltanto circa 3.5 GB di memoria.

Potendo utilizzare più memoria RAM, l’Asus Lamborghini è risultato davvero affidabile quando abbiamo eseguito più applicazioni contemporaneamente.

Abbiamo potuto testare ripetutamente che con ben 55 schede aperte del Chrome (scaricando diversi video HD in streaming), Skype attivo, l’Office Word, il TeamSpeakgiocando inoltre ad un recente videogame multiplayer: I valori di Ram utilizzata si sono attestati sull’80%, senza rivelare alcun rallentamento. 🙂

Se amate quindi il multitasking estremo l’Asus Lamborghini non vi deluderà di certo.

Giudizio complessivo

Abbiamo gradito moltissimo la qualità della retroilluminazione LED Backlight del display da 15.6 pollici 16:9 Full HD nella sua risoluzione ottimale di 1920×1080.
Le potenzialità multimediali, in particolar modo quelle espresse ne film Blu-ray, sono state in grado di esprimere dei livelli qualitativi straordinari.

Un computer di grande personalità sotto ogni punto di vista, dalla stabilità costante e dalla silenziosità disarmante, con la possibilità altresì di espandere la memoria RAM fino a 16 giga. Lo troverete eccellente come accessorio univoco per il proprio salotto e per gli uffici più Hi-Tech.
Le sue linee estremamente ricercate, aggressive e di grande impatto visivo sono perfettamente in linea con l’esclusivo marchio automobilistico di Sant’Agata Bolognese che desidera incarnare.

La connettività Wi-FI si è dimostrata sempre all’altezza. Davvero eccezionale la ricezione anche in condizioni proibitive, dove i più “classici notebook” perdono facilmente il segnale.

In definitiva, possiamo affermare che questo Lamborghini VX7 rappresenta un connubio perfetto tra designqualità d’assemblaggio e prestazioni.  😉
Probabilmente dal punto di vista prettamente estetico è uno dei più bei computer portatili mai realizzati in commercio, se non il migliore in assoluto.

Ringraziamo ASUS per averci inviato il notebook, in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo prestigioso testing ufficiale.

Netiquette e social media, fra VIP e "fan-stidiosi"

La settimana scorsa abbiamo continuato l’analisi del ruolo del Community Manager: mettendo al centro il caso di Repubblica XL nel post “La Repubblica XL, quando il community manager mette a rischio il valore del brand” abbiamo potuto constatare come in un’efficace strategia di social media marketing un dialogo che rispetti a 360° i principi della Netiquette sia assolutamente necessario, per evitare di trasformare una comunicazione che per sua natura è bidirezionale in una “dittatura del leader”, dove la parte del leone la recitano community manager affetti da manie di protagonismo che li rendono agli occhi degli user arroganti e prepotenti.

Nella social sfera come nella vita quotidiana, però, il dialogo ha due componenti: una principale (il brand, o come scopriremo in questo post, il VIP di turno) e una complementare e indispensabile, cioè la miriade di user che si connettono ad essa: una voce, questa seconda componente, che si autodetermina e performa su sé stessa, proprio perché formata da interazioni secondarie.

Sia esso Twitter o Facebook, l’equilibrio fra voce principale e complementare è il modo migliore per rendere l’ambiente social funzionale a veicolare qualsiasi messaggio – e quindi ad agevolare l’engagement verso un brand o un prodotto.

Ma quest’equilibrio può rompersi a causa degli utenti e non per colpa di un community manager o un VIP troppo pieno di sé?

Abbiamo assistito a sfoghi di celebrità su Facebook (ricordate il post “Fabio Volo molla Facebook. Siete contenti? E soprattutto perché?“) mentre su Twitter, come ci segnala anche il Corriere.it, da qualche settimana si assiste anche a una tendenza particolare, la chiusura degli account da parte di personaggi del mondo dello spettacolo (uno dei casi più eclatanti è stato Fiorello).

L’ultimo ‘fattaccio’ in ordine di tempo, qualche giorno fa, è stato il noto stilista Roberto Cavalli, dileggiato per aver twittato in un inglese “personalizzato” e per questo autore di una risposta un po’ piccata. Ecco qualche screenshot del fattaccio:


Qualche utente, letto il post, non può non commentare con tono divertito, citando Totò a Milano. E ovviamente, la risposta di Roberto Cavalli non si fa attendere:


Risposta che si fa più articolata e che si chiude con gli utenti “colpevoli” bannati dalla lista dello stilista italiano.
Interessante notare come, dopo il caso di #BoldiCapra portato agli onori delle cronache da @Vendommerda, si stiano moltiplicando i casi in cui personaggi noti del mondo dello spettacolo vengano “pizzicati” a rispondere, talvolta in maniera piccata e offensiva, a critiche di utenti che li seguono.

Quello su cui ci vogliamo interrogare, però, è se effettivamente sia sempre colpa loro: non è che certe volte followers di Twitter e fan su Facebook passano il segno?

Abbiamo sbirciato su Wikipedia, per leggere cosa sia effettivamente la Netiquette, e un passaggio ci ha colpito particolarmente:

Il mancato rispetto della netiquette comporta una generale disapprovazione da parte degli altri utenti della Rete, solitamente seguita da un isolamento del soggetto “maleducato” e talvolta dalla richiesta di sospensione di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari a essa (di solito l’e-mail e Usenet). In casi di gravi e recidive violazioni l’utente trasgressore è punibile col ban.

Ecco: la generale disapprovazione da parte degli utenti è uno dei segnali che è stata infranta l’etichetta che vige in Rete. Talvolta, però, come nei casi di manifestazioni degenerate in tafferugli, la “folla” tende a disapprovare ciò che socialmente è considerato inappropriato anche quando a prima vista non ci sarebbe giustificazione a una reazione simile. Prendiamo il caso degli utenti di Facebook sbarcati su Twitter (ricordate l’hashtag #tornatesufacebook? Ne avevamo parlato nel post “Tornate su Facebook”: i Twitteri italiani sono diventati snob?): può nascere la disapprovazione dal pregiudizio?

La cosa capita quotidianamente a Massimo Boldi, magari deciso nelle posizioni (e, come nel caso di #BoldiCapra, poco attento ai contenuti postati) ma il più delle volte attaccato su Twitter semplicemente per i suoi film.

Non si può pretendere che la social sfera diventi il paradiso del politically correct, e forse un pizzico di sale non guasta: ma è altrettanto vero che luoghi come Facebook e Twitter rimangono affascinanti perché ogni contenuto prodotto ha la stessa importanza sia se prodotto da un VIP, che da un brand, o da un semplice utente che offre un contributo interessante. Spingere al massimo il grado di critica rischia di trasformare le piazze virtuali in luoghi dove la caciara è l’abitudine.

Nella definizione di User Generated Content che si può leggere sempre su Wikipedia compare un’espressione: democratizzazione dei contenuti. Ecco,crediamo che i social network siano importanti perché rendono possibile l’amplificazione della voce di chi normalmente voce non ha, ossia la gente comune: attenzione al filo sottile che svilisce questa loro natura.

I Ninja a Digital Makers, l'evento CNA NeXT di Firenze

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, a Firenze si è svolto l’evento di punta della “Mostra dell’artigianato”: a Digital Makers quest’anno si è parlato di Open Innovation!

I Ninja a Digital Makers, l'evento CNA NeXT di Firenze

L’evento, organizzato in collaborazione con Google e Giovani Sì Regione Toscana, ha visto la partecipazione dei grandi nomi dell’artigianato digitale (tra cui il nostro Alex Giordano, direttore del Centro Studi Etnografia Digitale e del gruppo di ricerca sul Societing).

“Essere un Digital Maker significa capire che la cultura digitale è una cultura non industriale, bensì artigianale, che cerca di completare l’oggetto, di sedurre la forma, plasmandola ed avvicinandola al contesto e ai comportamenti sociali.

Per competere occorre riscoprire l’asset di fondo del Made in Italy, la capacità artigianale, fatta di vicinanza al cliente, di ascolto e personalizzazione. Un mix di attenzione allo sviluppo delle tecnologie, conoscenza profonda del mercato di riferimento, proattività, flessibilità e duttilità. Sono caratteristiche che le migliori tra le nostre piccole imprese e giovani makers possiedono”.

Potevano manca i ninja? Assolutamente no!

Ecco il video (prodotto dalla Redazione di Be Ninja Tv) e alcune foto dell’evento:

I Ninja a Digital Makers, l'evento CNA NeXT di Firenze

I Ninja a Digital Makers, l'evento CNA NeXT di Firenze

I Ninja a Digital Makers, l'evento CNA NeXT di Firenze

Perché un naming sbagliato può far fallire la tua startup?

Dalle esperienze notate negli sviluppi di diverse startup e da quelle acquisite durante numerose iniziative ad esse dedicate, ho imparato come per una nuova impresa anche la scelta di un nome è fondamentale, sia ai fini dei successi che si vogliono percorrere, sia ai fini di una buona politica di marketing, se mai questa dovesse servire.

Ispirandomi ad un articolo apparso su TheNextWeb qualche giorno fa, ho provato a presentare una guida per coloro che sono alle prese con la scelta di un nome per una startup o magari hanno avuto difficoltà a tal proposito.

Queste che elencherò sotto sono le cause maggiori per le quali i nomi di alcune startup non hanno l’efficacia necessaria per ottenere il successo sperato.

Perché un nome sbagliato può farti fallire

Spesso, senza rendersene conto, si fanno scelte sbagliate relative al naming del proprio prodotto o della propria impresa ed una delle cause potrebbe essere tra quelle qui sotto elencate:

– Mobile
Se il nostro prodotto è una mobile app, molto più importante del nome sarà l’icona che rappresenterà lo stesso. Il riconoscimento del marchio è più efficace del riconoscere il suo nome, pertanto badate bene a trovare un naming che vi aiuti in questo senso.

– Carenza di naming
Esistono così tante app sul web che gli utenti ormai sono abituati a nomi molto frivoli, quindi sarà molto importante colpire l’utente per la qualità del prodotto piuttosto che con il suo nome.

– Carenza di idee
Molti sono soliti dire “Al momento compriamo un dominio con il prefisso ‘get’ o ‘app’ per lanciare il prodotto, poi quando avremo successo penseremo ad acquistarne uno ufficiale”: bene, quanto mai sbagliato pensarla in questo modo. Un approccio solido e non superficiale vi aiuterà ad avere buoni feedback da coloro che utilizzano la vostra applicazione e saranno loro che probabilmente vi faranno capire che aver scelto questa linea sarà stata la migliore idea.

– Valori
Il nome della vostra startup vi rappresenta e come noto dovrebbe includere anche i vostri valori (siate prima di tutto la startup di voi stessi!)

– Brainstorming
Molti sottovalutano il tempo da dedicare al brainstorming: “Ho molte altre cose alle quali pensare, il nome non è importante”, è una delle scuse di coloro che poi spesso hanno chiuso baracca.

– Siate naive!
Ci sono miriadi di startup con nomi davvero strani: Zynga, Zobonko, giusto per citarne qualcuno. Basta pensare che il vostro potrebbe essere molto più accettabile!

Lumen Project: L'assalto sta per cominciare! [EVENTO]

Lumen Project, l’associazione culturale impegnata nella divulgazione dell’urban culture e al concetto di aggregazione e condivisione attraverso la reinvenzione dell’utilizzo di spazi urbani, vi invita alla sua prossima edizione dal 18 maggio al 3 giugno presso il Castello Arechi di Salerno.

La terza edizione: Assault edition!

La terza edizione di Lumen, evento di arte urbana e musica made in Salerno, cercherà di creare un percorso sul territorio provinciale, un percorso caratterizzato da opere su grandi superfici, realizzate da noti street artist della scena italiana e non solo.

Un messaggio di contemporaneità quello che il Lumen vuole dare, che ha una doppia funzione di promozione del territorio e del filone culturale che la manifestazione si è prefissata di divulgare avvalendosi di tecniche innovative e di un’offerta culturale decisamente fuori dal normale.

Il contest

Tanta arte, tanta musica e tanto stare insieme, ma non solo. Come ogni anno, anche questa edizione di Lumen sarà accompagnata da un contest.

Lumen sarà un’agglomerato di eventi e per non perdersi nell’assalto di vita che colpirà Salerno verranno realizzate delle mappe; proprio dietro queste ci saranno delle immagini… quali? Questo spetta a voi deciderlo!

Il contest Assalti consiste nell’inviare entro il 4 maggio – quindi i tempi stringono! – un proprio elaborato grafico con tema e tecnica liberi, a: lumen.contest.assalti@gmail.com.

Se la tua candidatura sarà ritenuta valida verrà inserita in un apposito album sul profilo Facebook di I ♥ Street Art, dove i “mi piace” e una commissione di Lumen, decreteranno le tre immagini che verranno affiancate alla mappa di questa terza edizione.

E in caso di vincita? Bè, oltre all’eterna gloria, vi attenderà la shopping bag della manifestazione, la t-shirt firmata FONZY NILS e i vari poster/map realizzati!

Per maggiori info e per il programma completo stay tuned sul sito Lumen!

La Cina alla conquista dell'eCommerce

Dopo aver appurato che l’eCommerce è un ottimo strumento anti-crisi, oggi analizziamo un paese Asiatico che sta facendo la parte da leone nel campo.
La popolazione Cinese sta dimostrando nel tempo un crescente ricorso agli acquisti online, generando numeri che la fanno posizionare al secondo posto dopo gli Stati Uniti per volume.

Esistono motivazioni specifiche per le quali la Cina sta facendo così tanto ricorso all’eCommerce, motivazioni che spaziano da quelle di carattere demografico a quelle di carattere geografico fino a quelle puramente economiche.

Numeri chiave dell’eCommerce in Cina

Il mercato Cinese dell’eCommerce vale qualcosa come 300 miliardi di dollari, un numero impressionante se si pensa che ad oggi soltanto poco più di un terzo della popolazione ha accesso a internet e che circa il 25% fa spese online, percentuale destinata a salire al 44% nel 2015.
Numerose ricerche di mercato hanno affermato che nel 2015 la Cina diventerà il primo paese al mondo per spesa in eCommerce, superando quindi gli Stati Uniti.

I fattori chiave che determineranno il sorpasso sono la crescente informatizzazione della popolazione e il valore dei salari che crescono del 12% su base annua, andando ad infoltire la classe media Cinese.
Secondo una ricerca del Boston Consulting Group oggi l’acquirente medio Cinese spende 490$ l’anno in acquisti online, mentre ci si aspetta che questa cifra possa aumentare fino a 1.000$ nel giro dei prossimi 4 anni.

Il ruolo dei social media

Inutile dire che anche nel continente Asiatico i social media stanno rappresentando un fenomeno di grande influenza sulle abitudini di vita e di acquisto delle persone.
Tuttavia i Cinesi utilizzano social network e fonti informative molto diverse da quelle del mondo occidentale, ad esempio Baidu rappresenta il principale motore di ricerca e Weibo il principale social netowork (circa 300 milioni di utenti), sul quale molti brand Americani ed Europei sono già presenti.

Motivi della crescita dei social media in Cina (Fonte: Womarketing)

Anche se i social media sono molto influenti, gli utenti Cinesi al momento si fidano molto più del passaparola e delle opinioni che leggono sui blog di loro conoscenza, mentre fanno meno affidamento sulla comunicazione dei blog ufficiali dei brand.

Cosa cercano i clienti Cinesi nell’eCommerce?

Il cliente Cinese è una persona molto sensibile al prezzo dei beni che acquista e in questo mercato sono senz’altro favoriti i brand con un’offerta molto competitiva in termini di prezzo.
Inoltre i Cinesi danno molto valore al customer service e spesso prima di procedere all’acquisto telefonano al numero del servizio clienti per sincerarsi della bontà dei prodotti.

Il Boston Consulting Group individua nella facilità di accesso ad internet uno degli elementi che stanno favorendo la crescita dell’eCommerce in Cina, insieme ad un sistema di spedizioni davvero conveniente. La Repubblica Popolare Cinese offre infatti un servizio da 1$ al Kg, contro i 6$ al Kg degli Stati Uniti.

Come avvicinarsi al mercato Cinese?

Innazitutto per inquadrare la struttura del mercato Cinese del commercio elettronico è necessario comprendere che si tratta di un mercato molto concentrato. Il 90% dei consumatori infatti si affida principalmente ad Alibaba e a Taobao acquistando prevalentemente abbigliamento, macchine fotografiche digitali, offerte per viaggi last minute e prodotti cosmetici.

Viste le specificità culturali, normative, logistiche e quelle riguardanti i sistemi di pagamenti Cinesi, è raccomandabile, a chi si avvicina a questo mercato con una propria offerta commerciale, fare affidamento alle piattaforme di rivendita Cinesi che conoscono molto bene il mercato e possono aiutare i commercianti esteri a ridurre i rischi, soprattutto in fase iniziale.