Il fenomeno StartupWikli. Scopriamolo con il fondatore Marco Magnocavallo [INTERVISTA]

Il fenomeno StartupWikli. Scopriamolo con il fondatore Marco MagnocavalloOggi abbiamo con noi un ospite di eccezione: Marco Magnocavallo, fondatore di Blogo.it, il popolare network di blog da poco acquisito dalla media company europea Populis.

In particolare parleremo di StartupWikli, un nuovo progetto editoriale dedicato a chi si interessa di startup, venture capital e innovazione. Vedremo di cosa si tratta, come è nata l'idea e le motivazioni per cui si stia diffondendo molto velocemente tra gli addetti ai lavori e non solo.

La genesi dell'idea e il bisogno che risolve

Come è nata l'idea di Startup Wikli e di cosa si tratta? Perché credi ci sia bisogno di un servizio come questo?

Dopo sei anni di Blogo con cui negli ultimi tempi siamo arrivati a pubblicare circa 500 pezzi al giorno in 40 verticali e 5 paesi ho preso atto di una tendenza nel mondo dell'informazione on-line. Siamo in una situazione di overload informativo per cui quando una persona decide di seguire una specifica nicchia, viene inondato di informazioni provenienti dai social network, dai blog verticali o dai siti di news tradizionali. E' difficile però avere un filtro su queste informazioni, un filtro fatto da una persona competente che per passione segue già il settore e che quindi può fare un digest, una selezione dei contenuti migliori.

Ciò è unito alla considerazione un po' in controtendenza (che però ultimamente è sposata da sempre più persone anche all'estero) per cui l'email sia uno strumento sempre più usato. C'è chi dice che l'email sia morta, io dico il contrario! L'email è sempre con noi, anche se tutti i social network stanno portando parte delle mail e delle conversazioni fuori dalla casella di posta. Per esempio su Twitter ho un certo tipo di conversazioni, su Facebook un altro tipo, ma secondo me l'email rimane più pulita, ha meno spam e quindi è il target ideale su cui far arrivare informazioni riguardo una specifica nicchia che mi interessa.

La cosa un po' difficile da spiegare è che StartupWikli non è una newsletter, o meglio è una newsletter perché veicola news attraverso lo strumento dell'email. D'altro canto siamo abituati a pensare alla newsletter come un oggetto invasivo da cui non si vede l'ora di cancellarsi perché spesso vengono veicolate solo notizie di marketing o prodotti che non interessano alle persone. Startup Wikli è un piccolo giornale specializzato con un pezzo molto commentato e una serie di link che io reputo interessanti che sono meno mainstream rispetto a quello che si trova in giro. Questo è il punto da cui sono partito.

Lo sviluppo del progetto e il fondatore

Chi c'è dietro StartupWikli oltre a te?

Marco MagnocavalloE' partito da una mia idea e nell'ultimo mese ne ho parlato con molta insistenza con Juliette Bellavita, la mia compagna, la quale è editor e esperta di social media e marketing on-line. Ho seguito diversi suoi consigli e ha fatto un po' da contraltare alle mie ipotesi iniziali.

In quanto tempo hai realizzato il servizio? Qual è stato il processo di sviluppo di StartupWikli?

Io come background nasco come sviluppatore e una quindicina di anni fa nella mia prima startup, una webagency, sono partito sviluppando. Nel corso degli anni ho dovuto abbandonare questa mia passione per seguire di più la gestione dei progetti e della società. Tre settimane fa quando ho messo a punto l'idea ho pensato che potesse essere bello togliersi la "polvere dalle mani" e rimettersi a programmare, da un lato perché è molto divertente, dall'altro con la vendita di Blogo ho un po' più tempo disponibile. Perciò mi son buttato a capofitto sullo sviluppo delle caratteristiche principali del sistema: il sistema di referral che mi permette di sapere quali persone hanno invitato quali altre, il sistema di inviti e di share e l'integrazione con Facebook.

Ho messo in piedi tutta la struttura in un paio di sere abbondanti, ma la messa a punto di tutto il meccanismo ha richiesto altre quattro cinque mezze giornate di lavoro. Se avessi lavorato full time avrei realizzato tutto il progetto in quattro/cinque giorni pieni. Tieni conto però che l'infrastruttura è abbastanza semplice, non è un progetto molto tecnologico, è più di contenuto. La parte su cui spendo più tempo è la preparazione dei contenuti che verranno inviati.

Quali sono le fonti a cui attingi per gli articoli e qual è il processo di selezione delle notizie?

Il processo è abbastanza semplice. Seguo il settore delle startup, dei venture capital e dell'imprenditoria sul web da almeno una decina d'anni per passione. Nel mio aggregatore ho già più di un centinaio di fonti che nel corso degli anni ho selezionato. Mano o mano che leggo gli articoli che escono nel corso della settimana, metto da parte ciò che potrebbe interessare non solo me, ma un pubblico un po' più vasto e mi appunto un commento molto breve.

Verso la fine della settimana emerge da tutti i link, le news e le cose che mi sono segnato, il tema su cui scriverò l'articolo più lungo, ma di solito si tratta del tema più discusso della settimana. Facendo un digest settimanale non posso inserire in StartupWikli notizie scoop e se facessi così arriverei sempre in ritardo. Dunque la cosa importante è il commento, è fare un pezzo che riepiloghi tutto ciò che è successo nel corso della settimana su un argomento specifico. Ovviamente utilizzo come fonte di informazione anche Twitter o le segnalazioni che mi arrivano direttamente. C'è da dire poi che l'Italia è un settore abbastanza piccolo per le startup per cui tante notizie arrivano di prima mano da amici e conoscenti del settore.

Il meccanismo virale e la promozione del servizio

Startup Wikli sta avendo una diffusione molto veloce a quanto pare. Puoi raccontarmi in che modo hai agito per diffondere il servizio?

Landing Page di StartupWikli
Il meccanismo alla base di StartupWikli è di per sè abbastanza virale perché ogni persona iscritta è spinta a far iscrivere i suoi amici. Le fasi di sviluppo sono state più o meno queste:

  • mentre sviluppavo, appena ho avuto lo scheletro ho lanciato il servizio un po' in sordina;
  • non appena ho messo in piedi la struttura più o meno definitiva ho comprato qualche decina di euro di annunci su Facebook e su Google e questo mi è servito a far arrivare le prime 500-1000 persone;
  • ciò mi ha permesso di ottimizzare tutti i meccanismi e per fare ciò fatto tanto A/B Testing per capire quli testi mi permettevano di convertire maggiormente, quali bottoni, come poter ottimizzare al massimo il processo. In questa settimana di test ho aumentato del 400% le conversioni delle persone che arrivavano sulla landing page rispetto alla prima bozza che avevo lanciato;
  • appena tutto il processo ottimizzato, ho fatto un post sul gruppo Italian Startup Scene, l'ho segnalata a qualche amico e da lì il meccanismo è partito. Nei primi giorni c'erano decine di share su Facebook, su Twitter, Retweet, si è messo in moto il meccanismo in modo semplice e spontaneo.

Quali strumenti hai utilizzato per l'A/B Testing?

Solitamente utilizzo tre strumenti in particolare: Google Website Optimizer, secondo me abbastanza complesso e poco intuitivo da usare, Visual Website Optimizer, strumento sviluppato da un ragazzo indiano molto simpatico che conosco direttamente e infine un altro, Optimizely (società cresciuta in Ycombinator circa sei mesi fa) che avevo già utilizzato in passato per Blogo. Io avevo a regime una decina di varianti di combinazioni tasti, tutte diverse che continuavano a ruotare. Ogni giorno eliminavo le peggiori e ne inserivo di nuove fino a quando sono arrivato alla combinazione attuale, al momento quella più performante.

Il valore della reputazione per una startup

Quanto credi abbia influito la tua reputazione sul successo dell'iniziativa e in generale che importanza ha per una startup questo fattore?

Sicuramente è d'aiuto, soprattutto in questo caso in cui non ho lanciato una farmacia, ma un'iniziativa legata all'editoria. Il fatto che io abbia fatto Blogo è stato di grande aiuto. La seconda cosa è che il fatto che io sia direttamente un imprenditore nel web con una quindicina d'anni d'esperienza e che faccia ultimamente un po' di investimenti in startup dà un po' di credibilità al fatto che io stesso scriva di questo settore.

D'altro canto è vero anche che sono importanti i contatti personali; la gente che mi conosce e che ha fiducia in me ha meno problemi quando chiedo di farmi un piacere come per esempio segnalare ai loro amici una certa cosa.

Secondo te la reputazione e i contatti sono fattori indispensabili quando si avvia una startup?

Non è indispensabile, ma che faciliti molto sì. Basta vedere negli Stati Uniti, Square è nata da uno dei fondatori di Twitter e ha avuto subito una copertura enorme e nessun problema a trovare i primi fondi da venture capital molto conosciuti. Evan Williams, anche lui tra i cofondatori di Twitter, prima aveva fondato Blogger e Odeo, è insomma una persona molto credibile nel settore. D'altro canto però si vedono tutti i giorni startup nuove realizzate da ragazzi in gamba che non hanno mai avuto una loro prima esperienza. E' un po' più difficile partire se si ha meno credibilità ma dire che è impossibile è sbagliato.

Il futuro di StartupWikli

Hai idea di quale possa essere il futuro di Startup Wikli?

Ad aprile dovremmo partire con Francia e US, quindi in lingua francese e in lingua inglese con lo stesso identico modello. Nello stesso tempo proveremo altre due/tre nicchie sull'Italia per capire se il progetto abbia avuto un iniziale successo solo perché sulle startup ci sono meno informazioni e quindi la gente è più assatanata di notizie o se il modello può funzionare anche in nicchie diverse.

E cosa mi dici per quanto riguarda il modello di business?

Per ora il modello di business non mi interessa molto. Tieni conto che l'advertising nelle email ha dei CPM molto più alti rispetto al Web e dei tassi di conversione più interessanti e quindi non vedo problemi da quel punto di vista.

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