Verso l’infinito e oltre, diceva qualcuno, ma SpaceX, l’azienda di Elon Musk ha dichiarato che la maggior parte dei satelliti Starlink lanciati proprio la scorsa settimana sono andati distrutti a causa di una tempesta geomagnetica.
Su 49 satelliti, 40 stanno già bruciando e prima di raggiungere l’orbita. Lanciati il 3 febbraio dal Kennedy Space Center in Florida da un razzo Falcon 9, l’80% di essi non ce l’ha fatta. La perdita è una battuta d’arresto per il rivoluzionario piano d’infrastruttura Internet di Musk. Inoltre rappresenta una macchia sul record altrimenti stellare di SpaceX.
Se non la conosci, Starlink è una vera e propria costellazione di satelliti attualmente in costruzione da parte di SpaceX e serve a garantire l’accesso a internet satellitare globale a banda larga e a bassa latenza.
Insomma, Starlink mira a vendere connessioni Internet a quasi chiunque sul pianeta, tramite una rete crescente di satelliti privati in orbita sopra la nostra testa.
Cosa sappiamo sulla tempesta geomagnetica che ha distrutto i satelliti Starlink
Le tempeste geomagnetiche sono il risultato delle interazioni tra il vento solare, un flusso di particelle cariche provenienti dal sole, e il campo magnetico terrestre. Queste tempeste provocano il riscaldamento dell’atmosfera e l’aumento della densità atmosferica alle basse altitudini.
Da un’analisi preliminare effettuata da SpaceX, l’aumento della resistenza alle basse quote ha impedito ai satelliti di lasciare la modalità provvisoria per iniziare le manovre di sollevamento dell’orbita. Di conseguenza la velocità e la gravità della tempesta hanno provocato una sorta di resistenza atmosferica fino al 50% superiore rispetto ai lanci precedenti.
Si poteva evitare?
La società di tecnologia spaziale, fondata da Musk 20 anni fa, ha condotto il lancio il 3 febbraio, schierando 49 satelliti Starlink in orbita terrestre bassa da un razzo Falcon 9. Ma il giorno successivo, una tempesta geomagnetica ha costretto gli ingegneri a interrompere la missione.
Nonostante ai satelliti fosse stato ordinato di evitare la traiettoria della tempesta, cambiando l’angolo di volo e volando di “taglio”, cioè come un foglio di carta, non sono riusciti a eseguire le manovre necessarie per raggiungere l’orbita richiesta.
Fino a 40 satelliti rientreranno o sono già rientrati nell’atmosfera terrestre, e quelli in deorbitazione non comporteranno alcun rischio di collisione con altri satelliti. Questa perdita è già da record perché rappresenta il maggior numero di satelliti mai eliminati da un singolo evento geomagnetico.
Pioveranno satelliti?
I satelliti Starlink sono progettati per disintegrarsi al rientro nell’atmosfera terrestre, il che significa che non verranno creati detriti orbitali e nessuna parte del satellite colpirà il suolo terrestre. SpaceX ha già lanciato 2.000 satelliti Starlink e ha il permesso delle autorità statunitensi d’inviarne in tutto 12.000.
Le proteste dagli astronomi sui satelliti Starlink
Tutto ciò ha suscitato una crescente preoccupazione da parte degli astronomi, che temono che una “megacostellazione” di decine di migliaia di satelliti possa rovinare il cielo notturno ma soprattutto ostacolare lo studio dell’universo.
E non solo…
Josef Aschbacher, capo dell’Agenzia Spaziale Europea, ha affermato a dicembre che Musk, parafrasando, si vuole imporre un po’ troppo nello spazio e ha chiesto un’azione coordinata dall’Unione Europea per garantire che la costellazione Internet satellitare di SpaceX non impedisse ad altri Paesi di lanciare i propri satelliti.
Nello stesso mese, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di aver ignorato gli obblighi dei trattati internazionali dopo 2 incontri molto ravvicinati in cui la stazione spaziale cinese è stata costretta a manovrare per evitare collisioni con i satelliti Starlink.
Il prossimo lancio di satelliti Starlink è previsto per il 14 febbraio. Staremo a vedere.
E dallo spazio è tutto, alla prossima puntata!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/elon-musk-starlink.jpg537958Mariagrazia RepolaMariagrazia Repola2022-02-10 14:48:132022-02-11 15:58:39Starlink: 40 satelliti distrutti da una tempesta geomagnetica
Dal 2008, Spotify ha rivoluzionato per sempre il modo di ascoltare la musica. La sua mission è quella di liberare il potenziale della creatività umana, dando a un milione di artisti creativi l’opportunità di vivere della loro arte e a miliardi di fan quella di divertirsi e di essere ispirati dai loro idoli.
Oggi è il servizio di abbonamento di streaming più popolare al mondo, con una comunità di oltre 381 milioni di utenti su 178 paesi complessivi. Ora l’obiettivo è diventare punto di riferimento per l’audio a 360°, dalla musica ai podcast.
Spotify è stata una delle organizzazioni partner dell’edizione 2021 della Digital Factory di Ninja Academy. Scopriamo insieme a Ester Gazzano, Head of Consumer Marketing Southern & Eastern Europe, le nuove sfide e i segreti di una delle strategie di marketing più riuscite degli ultimi anni.
Oggi mirate ad ampliare la tradizionale associazione Spotify-musica all’universo dei podcast. Come cambia la strategia?
Il nostro obiettivo è quello di confermarci leader nella industry audio a 360°: crediamo che il futuro dell’audio sia senza limiti e i podcast rappresentano per noi una tipologia di contenuto su cui continuare a puntare, avendo rilevato una crescita dell’interesse tuttora in fortissima espansione. Basti pensare che oggi ospitiamo 2,6 milioni di titoli, +160% rispetto all’inizio del 2020.
Vogliamo offrire ai nostri utenti anche nel mondo podcast ciò che ci ha permesso di rivoluzionare l’industria musicale.
Mi riferisco ad esempio a pillars quali la discovery e la personalization, che offrono la possibilità agli utenti di vivere un’esperienza di scoperta sempre più allineata ai propri gusti e al proprio modo di fruire la piattaforma, ma anche all’ubiquity, ovvero la possibilità di fruizione su più device contemporaneamente, passando dall’uno all’altro senza soluzione di continuità.
Con la nostra strategia di marketing cerchiamo di offrire ai nostri listener veri e propri “mondi audio” a 360°.
Si pensi a Sanremo 2021: abbiamo puntato a offrire sulla nostra piattaforma l’esperienza di vivere l’edizione più social e digitale di sempre, creando un hub editoriale dedicato contenente 6 playlist diverse e un podcast, il primo original Spotify in Italia peraltro, “Tutto Sanremo ma dura meno” realizzato in collaborazione con i the Jackal. Il podcast è stato il più ascoltato in Italia per un mese e la playlist con le canzoni in gara la terza più ascoltata al mondo durante la settimana del festival.
Le vostre campagne prevedono una stretta integrazione di online e offline: quali gli strumenti e che incidenza ha il Digital?
Il Digital è da sempre la nostra leva principale. A seconda delle campagne, possiamo dire che pesa dal 50% al 100% degli investimenti. La user experience in-app è un elemento chiave.
La nostra campagna annuale Wrapped è appunto un esempio virtuoso di come un’experience in-app è in grado di generare advocacy da parte di una community molto forte come quella dei nostri utenti e degli artisti. Il resto della campagna media si aggiunge solo come un potente amplificatore.
Crediamo però molto anche nell’integrazione fra on e offline: è importante infatti far vivere il brand nel mondo reale; per questo, attivazioni online e out of home rientrano comunque nel nostro mix. A seconda poi del targeting e della campagna, ci piace anche fare incursioni nel panorama media più classico come in TV e Radio, e ci piace farlo a la Spotify, creando link molto forti con tutto quello che succede in app, sia lato Content che lato Experience dedicate ai nostri listener.
Ad esempio, abbiamo lanciato la nostra campagna TV legata a “Only you”. Abbiamo scelto un posizionamento estremamente qualitativo, durante le partite degli Europei sia su RAI che su Sky, con il primo spot lanciato proprio in occasione della prima partita della nazionale, l’11 giugno.
Lo spot mirava ad ampliare il nostro target di riferimento puntando sulle emozioni uniche che la musica è in grado di regalarci, soprattutto quando legata a momenti importanti della nostra vita. Lo spot ha avuto come colonna sonora “Un’estate italiana” per evidenziare quanto alcune canzoni siano in grado di accendere istantaneamente emozioni e ricordi, ma anche celebrare la nostra passione per il calcio. I nostri utenti hanno trovato in app una nuovissima Playlist, chiamata “Notti Magiche”, che ci aiuterà ad entrare in clima partita.
Parlando di spot TV, un altro caso che ci piace citare è lo spot che abbiamo creato per Sanremo 2021. In quel caso abbiamo optato per una soluzione molto unconventional: nessuno shooting, nessun attore, solo uno schermo nero, un font verde inconfondibile (il nostro) e un messaggio chiaro: “Dopo averlo guardato, inizia ad ascoltarlo”.
Tutti amiamo il Festival di Sanremo nella sua interezza, il costume, i presentatori, i fiori (“fiori, tanti fiori”), le foto (“foto foto foto”) ma se vogliamo davvero ascoltare le canzoni, lo possiamo fare su Spotify.
Come e quanto ha inciso la pandemia nelle vostre scelte di marketing e che risultati avete ottenuto?
La pandemia ci ha portato a sospendere il grosso delle nostre iniziative marketing durante il primo lockdown. Dall’altra parte, abbiamo osservato un aumento importante di engagement sulla piattaforma proprio nel 2020 e siamo felici di pensare di aver tenuto compagnia ai nostri ascoltatori a casa durante un periodo così complesso per la nostra storia recente.
Il 2020 ha accelerato dei trend che erano già comunque in embrione: uno di questi è sicuramente quello della crescita dei podcast, con l’audio che si è rivelato essere una forma di conforto e sostegno nei momenti più duri del primo lockdown, con persone che si sono rifugiate su contenuti legati alla religione, alla spiritualità e al self improvement.
Interessante rilevare che, comunque, anche nel ritorno alla normalità non c’è stata alcuna perdita di interesse verso questo fenomeno: oggi il 25% dei nostri ascoltatori ascolta i podcast, parliamo di più di 89 milioni di persone, con ore dedicate all’ascolto che sono state più che raddoppiate nel solo 2020.
La nostra campagna di fine anno, Wrapped, che viene lanciata a dicembre, è stata interamente dedicata a ringraziare la nostra community, di artisti e fan. Fra le varie attività di Wrapped, abbiamo lanciato #graziebalconi, una campagna per la quale abbiamo scelto di recapitare a sorpresa degli striscioni di ringraziamento proprio sotto quei balconi e quelle finestre teatro di alcune delle performance più indimenticabili ed emozionanti del periodo del lockdown.
Lato consumer, invece, abbiamo aggiunto anche delle experience direttamente sull’app, con quiz in-app, badge legati al proprio stato di consumatore e playlist personalizzate sulla base degli ascolti dell’anno.
Tra i segreti di Spotify c’è la personalizzazione della fruizione: in che modo la Marketing Automation viene in suo supporto?
Per Spotify, “listening is everything”, e ci piace pensare quindi di saper ascoltare anche gusti ed esigenze dei nostri ascoltatori per poter proporre loro i contenuti più in linea con i loro interessi.
Principalmente i nostri sistemi di automation si occupano di questo e sono content based. Mirano quindi a offrire un prodotto il più personalizzato possibile a ogni utente, sia in termini di contenuto, ad esempio con le Playlist personalizzate, ma anche in termini di comunicazione, con messaggi rilevanti e personalizzati per ogni utente.
Il nostro CRM è in grado di allertare i fan di un determinato artista ogni volta che quell’artista pubblica qualcosa di nuovo sulla piattaforma e lo comunica nel modo più efficace per l’utente nello specifico, scegliendo tra push notification, messaggi in app o email ad esempio.
La campagna “Solo tu” celebra appunto l’unicità di ognuno degli utenti attraverso storie che evidenziano i gusti e gli interessi diversi della nostra community globale. Che si inizi la giornata ascoltando un episodio di “Essential” o che si passino le serate ascoltando “Demoni Urbani”, il modo in cui ascoltiamo riflette un po’ chi siamo, e alla fine non importa come e cosa ascoltano i nostri listener, importa che Spotify sia il posto in cui possano sentirsi a casa e trovare una risposta ai loro bisogni.
Noi guardiamo ai nostri utenti come a una community: come tale tutti i Social sono un territorio ideale per dialogare con loro e per connettere tra di loro gli artisti e i fan.
Ad oggi, quindi, spaziamo da Instagram a TikTok, passando per Twitch e Twitter, ma usiamo molto anche la nostra piattaforma stessa, ad esempio per generare awareness sui nostri utenti intorno a tutto quello che è il mondo podcast.
In generale ci piace molto innovare e, a livello nazionale, cerchiamo di avere un approccio hyperlocal: nelle nostre campagne global non esiste un copy da tradurre, ma solo framework, e la parte dell’emozionalità, insieme alla tipica ironia, caratterizza il messaggio italiano. In questo Spagna e Italia sono i paesi che più si assomigliano!
Il rapporto dell’ex presidente americando Donald Trump con i social media più popolari è stato sempre molto turbolento. Bannato più volte e bandito definitivamente da Twitter, Facebook e YouTube per incitamento all’odio, l’ex capo di stato americano ha creato il suo social network: TRUTH Social.
Ecco cosa c’è da sapere.
TRUTH, il social network di Trump
TRUTH Social sarà ufficialmente online il 21 febbraio 2022 ma è disponibile il pre-ordine su Apple Store per i dispositivi iOs.
L’app è stata testata in beta test da alcuni ospiti su invito e al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali circa la possibilità futura di scaricare l’app sui dispositivi Android.
Come si legge sul sito ufficiale dell’applicazione, la mission della piattaforma di social media americana è incoraggiare una conversazione globale aperta, libera e onesta senza discriminazioni verso l’ideologia politica.
Infatti dopo gli eventi del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, Trump è stato estromesso da Facebook, Twitter e YouTube perché accusato di aver incoraggiato i suoi elettori ad assalire il Campidoglio. In risposta al ban, l’ex presidente ha promesso ai suoi follower di creare una piattaforma social in cui sarebbe stato possibile dialogare senza “pregiudizi“.
Così è nata TRUTH, il social Verità affidato alla neonata società Trump Media & Technology Group. Il nome è stato scelto per polemizzare contro le big tech della Silicon Valley che hanno estromesso il leader dai suoi account.
Il 14 dicembre 2021, Trump Media & Technology Group, TMTG, ha annuciato la partnership con Rumble per lo sviluppo di video e streaming sulla piattaforma TRUTH Social.
Il gruppo TMTG ha più volte sottolineato la volontà di voler chiudere accordi e partnership solo con aziende cha hanno la stessa vision sulla “libertà di opinione“.
A tal proposito, come si legge in un comunicato stampa ufficiale del gruppo, Chris Pavlovski, fondatore e amministratore delegato di Rumble, ha dichiarato: “Rumble è entusiasta di fornire tecnologia e servizi cloud a TMTG. Continuiamo a costruire l’infrastruttura per fornire un Internet libero, aperto e neutrale. Rumble è stato progettato per essere immune alla cultura del boicotaggio e siamo in prima linea nel movimento che crede che tutti possano beneficiare dall’accesso a una piattaforma neutrale che ospita idee e opinioni diverse.”
Il social Verità somiglia a Twitter
Il social preferito dall’ex presidente è sempre stato Twitter e questa preferenza ha condizionato fortemente il modo in cui alcuni elementi del design del suo social network sono stati costruiti.
Infatti il feed principale, le pagine profilo, i post, le icone di risposta, le ricordivisioni, i like e le condivisioni saranno del tutto simili al social dei cinguettii.
Gli utenti potranno pubblicare post (truth) e condividere le verità postate dagli altri utenti sul proprio feed grazie alla funzione retruth.
Il newsfeed della piattaforma si chiamerà truth feed e avrà un sistema di notifiche.
La creazione del nuovo social network è solo una delle inziative del gruppo di Trump che ha in agenda l’ideazione di una piattaforma di video-intrattenimento streaming in abbonamento chiamato TMTG+ e una rete di podcast.
Attualmente TMTG ha un valore azionario di 5,3 miliardi di dollari, aumentato in maniera significativa dopo che la Reuters ha segnalato la quotazione.
Benché la mission di TRUTH sia la libertà di espressione, tutto fa pensare a una piattaforma altamente politicizzata. Infatti una delle clausole dei termini di servizio dell’app informa gli utenti al momento della sottoscrizione di “non denigrare, offuscare o danneggiare in alcun modo il Sito”.
Al momento sul social network non è prevista la possibilità di fare pubblicità in quanto iscrivendosi alla piattaforma si accetta, “in qualità di utente del Sito, di non utilizzarlo per fare pubblicità o per offrire e/o vendere beni e servizi”.
Staremo a vedere se questa sarà la verità o se in futuro si apriranno degli spiragli per gli inserzionisti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/truth-trump-cosa-sappiamo.jpg7471330Flavia AlviFlavia Alvi2022-02-09 14:30:062022-02-10 14:48:46Il nuovo social network di Trump, cosa sappiamo e cosa aspettarci
A sperimentare le potenzialità del NFT marketing sono stati già molti brand del settore moda, food e beverage: poco dopo la prima diffusione degli NFT, verso la fine del 2019, avevano coniato i loro NFT, deciso i loro obiettivi e sviluppato una strategia.
Tra i primi ad accogliere e utilizzare questa innovativa forma di marketing, ci sono stati brand del calibro di Gucci, Adidas, Coca Cola Mc Donald’s, Ray-Ban o Mattel, solo per citarne alcuni.
Attraverso piani di NFT marketing questi brand hanno intrapreso iniziative importanti realizzate per scopi diversi, ma tutte accomunate dai grandi risultati raggiunti in termini di profitto e di branding, attestando così il valore che le strategie di NFT marketing sono in grado di apportare ai brand.
Gli NFT rappresentano una tendenza in continua crescita già dal 2021, come viene mostrato anche dal grafico di Google Trends sottostante. Quali sono i motivi principali alla base di questa crescita costante?
Volendo riassumere le motivazioni che potrebbero spiegare il successo degli NFT, possiamo elencare tre motivi principali:
la tecnologia alla base degli NFT (blockchain);
il supporto degli NFT ricevuto da alcuni dei marchi più grandi e innovativi del mondo;
il legame degli NFT al bisogno inconscio comune negli esseri umani di appartenere e far parte di una comunità esprimendo la propria persona attraverso i propri beni, fisici o digitali.
Cosa sono gli NFT
Gli NFT (o token non fungibili) sono certificati di proprietà rilasciati su opere digitali, dei veri e propri smart contract quindi, che si caratterizzano per la propria unicità e la cui creazione e i cui successivi passaggi di proprietà vengono gestiti e registrati tramite la tecnologia blockchain.
Ed è proprio la blockchain a fare da garanzia rispetto alla loro unicità, non replicabilità e autenticità.
Tali caratteristiche fanno dunque in modo che gli NFT si prestino in maniera ottimale a incapsulare contenuti come opere d’arti digitali, oggetti digitali collezionabili, brani musicali, insomma, praticamente qualunque asset digitale.
Chiarito il loro potenziale utilizzo grazie alla blockchain, possiamo occuparci di definire cosa si intende con l’espressione “token non fungibile” attribuita loro al fine di capire esattamente cosa sono gli NFT. Con token non fungibile si vuole intendere che un oggetto è unico in quanto non può essere sostituito da qualcos’altro.
Per spiegare questo concetto è possibile portare ad esempio un’opera d’arte, che è unica nel suo genere e quindi non fungibile, poiché se fosse scambiata con un’altra opera d’arte, si avrebbe in mano qualcosa di completamente diverso anche se dello stesso valore.
Una banconota da un dollaro invece rappresenta un esempio opposto e può essere quindi ritenuta fungibile, poiché scambiandola con un’altra banconota sempre da un dollaro, si otterrà la stessa identica cosa, intercambiabile e dello stesso valore.
Questa caratteristica di non fungibilità rappresenta il più grande valore dei non-fungible token. Basti pensare a quanto sia difficile verificare l’autenticità di un oggetto nei beni di lusso. In questo caso, un NFT rappresenta una valida verifica che un acquisto sia davvero autentico, che si tratti di oggetto, bene o esperienza.
Possiamo quindi immaginare come nei prossimi anni tutto ciò che verrà acquistato sarà fornito con un gettone come ricevuta che darà modo di verificare l’acquisto fatto come reale, registrato per sempre nella blockchain.
NFT e Metaverso
Il Metaverso rappresenta una novità nel modo di interfacciarsi al mondo e tale novità porta con sé una moltitudine di esperienze ora possibili che possono collegarsi a diversi settori quali ad esempio moda e gaming.
NFT e Metaverso sono collegati perché oggi ogni persona ha modo di creare un proprio avatar 3D e, ad esempio, procedere ad esempio all’acquisto di capi o accessori (ma anche di porzioni di territorio virtuale o accessi a community esclusive) tramite NFT.
Questa possibile esperienza si traduce in due differenti vantaggi per l’utente e per il brand rispettivamente riassumibili nei seguenti punti:
l’utente ha la possibilità di acquistare o provare “nella vita virtuale” un capo o un prodotto, che potrebbe essere fuori dalle proprie possibilità economiche o di altro tipo nella vita reale;
l’azienda acquisisce invece la possibilità di aumentare i propri profitti attraverso la vendita di prodotti e vestiti virtuali ad un pubblico sempre più vasto.
Come esempio della commistione tra moda e gaming nel Metaverso possiamo fare riferimento alla collaborazione instaurata tra Balenciaga, brand di moda molto noto a livello internazionale ed Epic Games, sviluppatore di Fornite, uno dei big del gaming.
Grazie a questa collaborazione, gli utenti durante il gioco hanno avuto la possibilità di comperare all’interno dei negozi virtuali Balenciaga degli autentici look realizzati appositamente per Fortnite.
Unicità ed esclusività rappresentano dunque i punti cardine di questa collaborazione tra i big del gaming e della moda.
Gli scenari futuri del Metaverso prevedono diversi sviluppi di quest’ultimo, che punta ad ottenere un’interazione “materiale” attraverso:
i device;
la domotica;
il lavoro;
l’intrattenimento;
le interazioni con i social media;
le possibilità offerte dalla realtà aumentata.
Come gli NFT creano valore per i brand
Il valore che un piano di NFT Marketing può apportare al brand è valutabile sotto diversi punti di vista; per capire dunque come gli NFT creano valore per i brand è indicativo individuare le opportunità che questi offrono loro.
Gli NFT infatti sono in grado di:
permettere una connessione diretta con la propria fanbase;
consentire al brand di non limitarsi all’offerta di prodotti o servizi solo fisici, ma spaziare anche nei prodotti virtuali;
permettere la vendita ad un pubblico sempre più vasto;
eliminare diversi problemi quali spedizione, difetti del prodotto, costi di stoccaggio e altri, che non riguardano i prodotti virtuali ma rappresentano una criticità solo per le attività commerciali;
consentire un aumento dei profitti;
offrire opportunità di branding.
Gli NFT nelle strategie di Marketing
Utilizzare gli NFT nelle strategie di marketing è fondamentale per approfittare del valore che questi sono in grado di offrire ai brand, ma per utilizzarli in maniera ottimale è bene tenere conto della correlazione con diverse discipline, attività e strumenti, tra cui:
Search Engine Optimization (SEO)
Influencer Marketing
Community Management
Invio Notifiche Push Web E Mobile
Email Marketing
Raccolta dei Feedback
Azioni di co-marketing
Campagne social
Search Engine Optimization (SEO)
Impostare una SEO strategy è essenziale in questo contesto perché conoscere le parole chiave giuste per l’ottimizzazione dei motori di ricerca rappresenta un aiuto fondamentale affinché il pubblico di destinazione raggiunga rapidamente e facilmente i mercati NFT del brand.
Influencer Marketing
L’influencer Marketingè in forte crescita e rimane uno strumento indispensabile per raggiungere alcuni obiettivi. Resta particolarmente importante la scelta dell’influencer più adatto, che deve essere in linea con il proprio pubblico target, e che può diventare un ottimo punto di partenza per la propria strategia di NFT marketing.
Community Management
Creare una community online è necessario per fidelizzare i consumatori ed è l’azione basilare per creare una connessione a lungo termine con il proprio pubblico.
Attraverso una community sarà infatti possibile per il marchio avviare un processo di educazione verso i propri clienti agli NFT e aggiornarli sulle tendenze del mercato.
Invio di notifiche push Web e mobile
Le notifiche push sono messaggi pop-up cliccabili che compaiono sui browser degli utenti e rappresentano una tecnica in grado di consentire alle aziende la trasmissione di messaggi, offerte o altre informazioni a chi si è abbonato alle notifiche push. Va da sé che possiamo considerarli anche un buon sistema per la promozione delle nostre strategie riguardo ai token non fungibili.
Email Marketing
L’email nell’NFT Marketing è un altro degli elementi molto utili da utilizzare in un piano strategico di successo, perché attraverso le email il brand ha l’opportunità di:
condividere informazioni sul rilascio di un nuovo prodotto;
ricevere feedback da parte loro sui nuovi prodotti;
individuare i momenti migliori per i lanci di prodotto.
Raccolta dei Feedback
Alla base del successo di qualsiasi progetto c’è l’ascolto dell’utenza. Sono i feedback grazie ai quali il brand ha modo di venire a conoscenza delle esigenze e dei desideri dei propri clienti e di quelli potenziali.
I feedback rappresentano quella comunicazione bidirezionale da instaurare con i propri clienti che è di fondamentale importanza per l’eventuale miglioramento della strategia intrapresa.
Azioni di co-marketing
Questa strategia di è un altro ottimo modo per commercializzare i propri servizi NFT. Fondersi con diversi settori in base al bisogno rappresenterà infatti un buon modo per ottenere maggiore visibilità e traffico.
Campagne social
Sono necessarie per inserire una strategia di PR nel mercato di prodotti e servizi. Le piattaforme social come Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn sono quindi da tenere in forte considerazione per le campagne, perché sono ottimi strumenti attraverso cui comprendere desideri ed aspettative del proprio pubblico di riferimento.
Brand e NFT
I progetti NFT vengono attualmente lanciati e supportati da alcuni dei marchi più grandi e innovativi del mondo che, attraverso gli NFT, stanno ottenendo numerosi successi in termini di apprezzamento ed incasso.
Chiunque infatti può coniare un NFT e renderlo disponibile per l’acquisto. Tra i brand molto noti che hanno coniato i propri NFT troviamo già:
Adidas
Budweiser
Taco Bell
Asics
Clinique
Mattel
McDonald’s
Ray-Ban
Original Penguin
Gucci
Pepsi-Cola
Dolce & Gabbana
Adidas
Adidas, la nota multinazionale di abbigliamento, scarpe e accessori sportivi, ha avviato un progetto denominato “Into the Metaverse”, attraverso cui ha ottenuto un successo incredibile vendendo una collezione di 30.000 token digitali ad un prezzo di 0.2 Ether ciascuno (pari a circa 700 euro) per un incasso di 23,5 milioni di dollari.
Ma oltre all’incasso a destare attenzione è un altro risultato, ovvero le voci legate all’iniziativa che hanno di certo contribuito alla brand equity di Adidas.
In questo caso, quindi, grazie al NFT marketing il valore ottenuto dal brand è stato un rafforzamento del brand e un immediato profitto.
Coca-Cola
Coca-Cola, già nel luglio 2021 per celebrare la Giornata Internazionale dell’Amicizia, aveva lanciato un’asta con 4 NFT avvenuta sul marketplace per NFT, Opensea che ha ottenuto un incasso complessivo pari a 575.000 dollari in sole 72 ore.
L’incasso è stato devoluto a Special Olympics, la più grande organizzazione mondiale per lo sport per persone con disabilità.
Budweiser
Lo scorso anno Budweiser, la nota azienda americana di birra Anheuser-Busch ha lanciato una collezione di NFT, composta da 1.936 diverse illustrazioni artistiche ispirate all’iconica lattina della birra Budweiser con NFT venduti tra i 500 e i 1.000 dollari, realizzando per l’azienda un incasso pari a un milione.
Anche in questo caso è bene evidenziare come non sia solo il guadagno a dover saltare all’occhio, bensì l’efficacia e l’innovatività in riferimento al branding.
Taco Bell
Già nel marzo 2021 Taco Bell aveva realizzato e venduto 25 NFT.
Pioniere nell’uso del nuovo strumento, il brand li ha venduti ad una cifra simbolica inferiore ai 2 dollari, ottenendo quindi un incasso non di rilievo ma confermando la riuscita del test.
Infatti, già dopo poche ore dall’acquisto degli NFT, questi venivano rivenduti raggiungendo in certi casi anche 20.000 dollari.
Asics
Anche Asics già a luglio era uno dei primi brand ad utilizzare gli NFT per la vendita della collezione Sunrise Red di Asics che includeva sneakers digitali in edizione limitata.
Questa iniziativa è stata descritta dal marchio sportivo come una “celebrazione dello sport e un primo passo nella costruzione di un futuro in cui i beni digitali ispirano l’attività fisica“.
I proventi dell’offerta NFT di Asics vengono reinvestiti nel loro programma Artist-in-Residence tra content creator digitali permettendo uno scambio culturale tra diversi paesi.
Clinique
Il famoso marchio di prodotti di bellezza a ottobre, ha presentato MetaOptimist, la sua prima serie in edizione limitata di NFT.
Clinique ha indetto un concorso per regalare tre NFT ai membri del suo programma Smart Rewards che condividono storie di ottimismo e speranza per il futuro sui social media con gli hashtag #MetaOptimist #Clinique #Concorso.
I vincitori del concorso hanno anche ricevuto prodotti gratuiti in omaggio.
Mattel
Mattel, uno dei principali produttori di giocattoli al mondo, ha lanciato gli NFT nel suo marchio Hot Wheels, rilasciando a novembre 40 diversi design NFT Hot Wheels con un prezzo iniziale di 15 dollari ciascuno.
Mattel definisce i suoi NFT come un modo per coniugare arte e innovazione nel settore dei giocattoli, nonché una strada per essere sempre al passo coi tempi e rendere senza tempo le sue creazioni.
McDonald’s
A novembre 2021 McDonald’s ha lanciato la sua prima promozione NFT in assoluto emettendo un numero limitato di NFT (soprannominati MCNFT) come parte di una collezione d’arte virtuale da collezione.
Obiettivo di questa iniziativa è stato quello di creare entusiasmo per il ritorno temporaneo del prodotto McRib nel menu del fast food. La strategia di marketing utilizzata dal marchio prevedeva che la raccolta di 10 singoli McRib NFT fosse disponibile solo per coloro che avevano ritwittato l’invito del marchio.
Più di 21.000 persone hanno raccolto e condiviso l’invito.
Ray-Ban
Nell’ottobre del 2021 il marchio di occhiali è entrato nello spazio NFT con il suo primo e unico NFT, gli iconici occhiali da sole Aviator, creato dall’artista tedesco Oliver Latta e messo all’asta su OpenSea. Il ricavato delle vendite è andato all’Italian Art Trust.
Original Penguin
Lo storico marchio americano di abbigliamento sportivo Original Penguin, a differenza degli altri brand che sono saliti sul treno in corsa degli NFT, si è distinto per una strategia che lo ha visto essere il primo brand di moda a commissionare a influencer la realizzazione di video di TikTok come risorsa NFT.
Original Penguin ha infatti collaborato con artisti influencer di TikTok nella creazione e consegna della sua prima asta NFT, che si è tenuta a novembre.
I proventi dell’asta sono stati devoluti a Free Arts NYC, un’organizzazione no-profit che aiuta i giovani attraverso programmi di arte e tutoraggio.
Gucci
Il noto brand di moda italiano a giugno ha messo all’asta il suo primo NFT denominato “Aria”, un’operaispirata dal fashion film Gucci Aria co-diretto da Alessandro Michelein un’asta online con un prezzo di partenza di 20.000 dollari.
Anche in questo caso il ricavato viene donato dal brand all’UNICEF USA al fine di sostenere l’iniziativa COVAX dell’organizzazione no-profit volta a garantire un equo accesso ai vaccini anti Covid-19.
Pepsi-Cola
Pepsi-Cola ha lanciato una collezione di 1.893 NFT unici, ispirati a oggetti iconici del mondo della musica, per rendere omaggio alla storia leggendaria del marchio nella musica. L’elemento principale tra palchi e accessori è il microfono.
Ogni NFT mostra infatti un microfono vintage con caratteristiche differenti.
Nike
Nel 2019 il brand di abbigliamento sportivo aveva lanciato CryptoKicks, una linea di sneakers, dove ogni paio di scarpe è abbinato ad un NFT attraverso cui ne viene dimostrato il possesso e l’autenticità.
Con questa strategia Nike è artefice di un primo esempio di tokenizzazione di un prodotto consumer.
Solo il primo questo, di altri che vedremo di certo in futuro. Nike ha infatti annunciato l’acquisizione di RTFKT Studios, una startup innovativa nata per creare “oggetti da collezione di prossima generazione capaci di unire cultura e gioco“ e ha aperto un suo spazio virtuale in Roblox.
Dolce & Gabbana
Il noto brand di moda Dolce & Gabbana, nel settembre 2021, ha venduto all’asta una collezione digitale dal nome “Genesi” composta da nove creazioni di NFT ottenendo un profitto di circa 5.7 milioni di dollari e aggiudicandosi il titolo di collezione più costosa nel settore digitale.
Questi sono solo alcuni dei brand che stanno già esplorando le potenzialità e le opportunità di business e branding collegate al NFT marketing, ma la lista di brand è destinata a crescere molto velocemente nel corso del 2022.
Come utilizzare gli NFT nella tua strategia di marketing
Per capire come utilizzare gli NFT nella tua strategia di marketing è considerare una serie di casi d’uso esemplari che mostrano come alcuni dei marchi più noti, sia storicamente all’avanguardia sia considerati “più tradizionali” li abbiano utilizzati nel marketing attraverso lo sviluppo di strategie diverse e per ottenere scopi differenti.
Ed è proprio dall’analisi degli scopi perseguiti dai brand, prima di parlare della strategia adottata per ottenerli, che è necessario partire per capire bene l’uso che è possibile fare del NFT marketing e per trovare fonte di ispirazione per la propria strategia.
Alcuni degli obiettivi perseguiti da questi brand fino ad ora possono essere riassunti in:
generare nuovi flussi di entrate;
fidelizzare il marchio;
raccogliere fondi per una buona causa;
aumentare la propria immagine;
raccontare una storia;
raggiungere un nuovo pubblico;
utilizzare gli NFT come biglietteria per eventi dal vivo.
In base agli obiettivi più in linea con il proprio brand è quindi possibile costruire una strategia adatta agli scopi prefissati, fermo restando però che per sviluppare una strategia di NFT marketing di successo è essenziale prestare attenzione a tre elementi alla base dell’utilizzo ottimale degli NFT:
formazione;
accessibilità;
longevità.
Formazione
L’istruzione deve essere una componente essenziale di qualsiasi campagna. Il pubblico di destinazione deve avere un livello di familiarità e comfort con gli NFT per acquisire una risorsa.
È quindi essenziale creare materiale utile a spiegare:
cos’è un NFT;
perché la risorsa che stai offrendo è un NFT;
come utilizzare gli NFT.
Infine, è bene delineare anche eventuali restrizioni o aspettative sulla condivisione o sulla eventuale promozione dell’attività NFT.
Accessibilità
L’accessibilità degli NFT è invece legata ad alcune decisioni quali:
determinare il numero di copie da coniare;
il tipo di mercato da utilizzare;
il tipo di portafoglio NFT da utilizzare o da consigliare agli acquirenti.
Longevità
In riferimento alla longevità, pensare a lungo termine e valutare gli ecosistemi blockchain può essere invece una buona scelta per evitare un contratto frettoloso che può limitare significativamente le capacità di conio.
Infine, tra le considerazioni importanti da fare quando si definisce un programma NFT duraturo troviamo la mappatura:
dei diritti di proprietà;
delle royalty;
dell’ubicazione;
della durata dell’hosting.
Una campagna NFT di successo richiede una buona pianificazione. La fluidità del mercato NFT crea opportunità e sfide, ma entrambe sono gestibili seguendo le migliori pratiche.
Le principali piattaforme per gli NFT
Sono diverse le principali piattaforme per gli NFT utilizzate dai brand e dove è possibile creare aste online e vendere i diversi tipi di prodotti virtuali.
Coinbase NFT funziona principalmente come marketplace, ma anche come luogo per “promuovere le connessioni” fra creatori, investitori e professionisti, come dichiarato dalla società.
Caratteristiche di valore di questa piattaforma sono:
la quantità di scambi di volume;
la sua solida esperienza utente (UX);
il design dell’interfaccia utente (UI) semplificato e intuitivo.
OpenSea
OpenSea servendo più come aggregatore NFT che come galleria è stata la piattaforma decentralizzata dominante per gli utenti che desiderano coniare, acquistare, vendere e scambiare token non fungibili (NFT).
Crypto.com
Crypto.com è presente nell’ecosistema delle criptovalute dal 2016 ed è diventato uno degli Exchange crypto e delle piattaforme di pagamento crittografiche più popolari dove è possibile creare, visualizzare, acquistare e vendere nuovi NFT.
Binance NFT Marketplace
Binance NFT Marketplace è una piattaforma in cui gli utenti possono creare, acquistare e vendere NFT.
La possibilità di acquisto NFT offerta da Binance avviene in 2 modi: tramite asta o prezzo fisso.
Conclusioni
Oggi il marketing è uno dei fattori importanti per il successo di qualsiasi attività commerciale. Adeguare le proprie strategie in base ai cambiamenti e ai nuovi trend è quindi essenziale per una crescita a lungo termine.
In riferimento ai nuovi trend, gli NFT rappresentano certamente quello a cui prestare in questo momento maggiore attenzione vista la crescita costante registrata nell’ultimo anno.
A riprova di ciò ci sono anche i grandi brand di spicco del settore food e beverage o moda che stanno cavalcando l’onda ottenendo sempre grandi risultati. Di conseguenza considerare un piano di NFT Marketing per ogni azienda è certamente raccomandabile e non soltanto per i possibili profitti che è possibile ottenere, ma anche per un progetto di branding i cui risultati sono visibili a breve e lungo termine.
Riguardo invece alle strategie migliori da usare per i marketer nell’ottica di un NFT Marketing ottimale, si ha l’opportunità di osservare iniziative e successi portati a termine da grandi brand da cui prendere spunto, ma la strada migliore è sempre sperimentare qualcosa di innovativo, proprio come innovativo è questo nuovo trend.
Gli obiettivi finali alla base del NFT marketing dovranno comunque essere quelli di creare esperienze di marca uniche, aumentare la consapevolezza del marchio e incoraggiare l’interazione.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/nft-marketing.jpg7721376Manuela Di VietriManuela Di Vietri2022-02-09 12:29:282023-03-08 13:36:30NFT Marketing: casi di studio per la strategia del tuo brand
Come un fulmine a ciel sereno una notizia inaspettata, alquanto surreale, ha completamento stravolto e monopolizzato la giornata di ieri. Meta avrebbe dichiarato che ha intenzione di non fornire più alcuni dei suoi servizi in Europa. Di cosa si tratta? Sono servizi che tutti noi utilizziamo minimo più di una volta al giorno: stiamo parlando di Facebook e Instagram.
La nostra prima reazione è stato un sonoro e incredulo “cosaaa?!?”, ma prima di precipitarci a darvi questa notizia, abbiamo preferito aspettare.
Abbiamo respirato un attimo, ci siamo informati per bene evitando di scrivere la blasonata e fuorviante notizia acchiappa click.
Oggi con calma, siamo qui per confermarvi che non è assolutamente vero che Meta vuole chiudere Facebook e Instagram in Europa.
Cerchiamo però di capire insieme cosa è successo in questi turbolenti giorni.
Meta ha minacciato di ritirare Facebook e Instagram dall’Europa: sta bluffando?
Facebook Instagram
Meta, la società statunitense che controlla i social media Facebook e Instagram, ha minacciato di ritirare alcuni dei suoi più grandi servizi dall’Europa.
Il motivo? La solita disputa sulla condivisione dei dati. In un rapporto annuale presentato giovedì scorso alla Securities and Exchange Commission, Meta ha ammesso che probabilmente non sarà in grado di offrire alcuni dei prodotti e servizi più significativi, inclusi Facebook e Instagram, in tutta Europa se le sue piattaforme non saranno in grado di trasferire i dati dall’Europa agli Stati Uniti.
Lo sentite il panico?
Addio Facebook e Instagram in Europa. Le prime reazioni
Quello che abbiamo potuto notare è che tantissime persone si sono sentite quasi sollevate. Diversi i commenti a caldo di chi non vede l’ora di un blackout totale dei social media, e chi invece non ha creduto minimamente alla notizia, pensando addirittura a una bufala. Fatto sta che il succoso scoop è rimbalzato ovunque, e non solo sui social interessati.
Le autorità di regolamentazione dell’Unione Europea sono bloccate da mesi nei negoziati con gli Stati Uniti per sostituire un patto di trasferimento dei dati su cui facevano affidamento migliaia di aziende, ma che è stato cancellato dalla Corte di giustizia dell’UE nel 2020 per paura che i dati dei cittadini non fossero al sicuro una volta inviati negli Stati Uniti.
Il punto di vista di Meta: uno stallo alla messicana
Secondo Meta la capacità di elaborare i dati degli utenti tra i Paesi è fondamentale per la sua attività sia operativamente che per il targeting degli annunci. Le leggi europee volte a proteggere la privacy degli utenti, mantenendone i dati all’interno della giurisdizione dell’UE, hanno invalidato i sistemi precedenti.
Quindi, poiché l’UE e gli Stati Uniti non sono stati in grado di raggiungere nuovi accordi sulla condivisione dei dati, Meta sta pensando che potrebbe dover abbandonare il continente europeo. Questa frase però è stata in un certo senso estrapolata da un intero comunicato è lanciata come una bomba scatenando un putiferio mediatico.
Facebook Instagram
Cosa ne pensa l’Europa
Sebbene questa situazione possa comportare alcuni rischi per la società, l’idea che Meta potrebbe effettivamente chiudere Facebook e Instagram in Europa è un tantino esagerata. Gli europei costituiscono circa il 15% della base dei suoi utenti, e quindi rappresentano circa un quarto delle entrate dell’azienda.
E se molti hanno scritto che ormai l’irreparabile rottura è avvenuta, nemmeno 24 ore fa Meta ci ripensa, o meglio smentisce le voci e chiarisce la sua posizione su quella dichiarazione.
Lasciare l’Europa danneggerebbe enormemente la sua attività e sarebbe probabilmente l’ultima risorsa per l’azienda. Ha infatti affermato di non avere alcun desiderio e nessun piano di ritirarsi dall’Europa, ma che, come molte altre aziende, organizzazioni e servizi, anch’essa fa affidamento sui trasferimenti di dati tra l’UE e gli Stati Uniti in per operare in servizi globali.
In conclusione: pace fatta?
Come se non bastasse tutto questo trambusto non ha beneficiato agli affari. Giovedì scorso Meta ha subito un calo del 26% a causa dei timori sulle prospettive di Facebook, che hanno prodotto la più grande perdita di valore nella storia del mercato azionario. Lunedì poi le azioni sono scese fino al 4,5%.
La Commissione Europea ha affermato che i negoziati sul trasferimento dei dati con Washington si sono intensificati, ma richiedono tempo data anche la complessità delle questioni discusse e la necessità di trovare un equilibrio tra privacy e sicurezza nazionale.
E voi cosa fareste se i social media che tanto amiamo e odiamo sparissero davvero?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/meta-lascia-leuropa-anzi-no.jpg537957Mariagrazia RepolaMariagrazia Repola2022-02-08 17:50:392022-02-09 12:30:03È vero che Facebook e Instagram lasceranno l'Europa? Assolutamente no
Prima di entrare nel vivo di un progetto è necessario pianificare bene ogni aspetto: esaminare lo scenario, definire target e obiettivi, studiare una strategia di marketing efficace.
Realizzare i criteri di un piano progettuale è un’impresa ardua, e avere successo lo è ancora di più. Una buona pianificazione è condizione necessaria ma, tuttavia, si rivelerà insufficiente senza un’efficace esecuzione della strategia.
Quante volte ti è capitato di iniziare a lavorare alla realizzazione di un progetto per poi renderti conto che qualcosa non funzionava, che mancava l’elemento di slancio, o, peggio ancora, la definizione di un’identità precisa che non lo banalizzasse?
Quello che stavi trascurando, probabilmente, era l’importanza di acquisire gli strumenti necessari in grado di ottimizzare la tua idea sul piano pratico.
Il management di un progetto digitale: la Free Masterclass Ninja
Il management di un progetto digitale si articola in diverse fasi:
Sviluppo del concept
Definizione degli obiettivi, del target e dei canali da utilizzare
Pianificazione di una strategia di marketing efficace a 360°
Monitoraggio e analisi delle performance
Presentazione dei risultati
Quando ti approcci allo sviluppo di una strategia che renda il tuo progetto originale e fruibile a un pubblico adeguato, devi considerare che, qualsiasi sia il tuo intento, avrà certamente radice in un contesto reale, non distante dalle dinamiche che vivi e condividi.
Seguendo il Free Webinar di Ninja Academy, live il 10 febbraio alle ore 13.00, potrai osservare modelli pratici e tecniche vincenti e, alla fine dell’appuntamento formativo, sarai in grado di orientarti con prontezza nei dettagli di un progetto digitale.
In questo percorso ti aiuteranno:
Alessio Pieroni,Digital Strategist, già Apple e Mindvalley
Valentina Turchetti,Content Strategist e founder YourDigitalWeb
Marco Magnaghi, Chief Digital Officer Wavemaker Italy
Antonio Marrari,Head of Marketing AW LAB
Michaela Matichecchia, Co-founder Tourtools.it e Consulente di Marketing Digitale
A condurre sarà Mirko Pallera, CEO e founder Ninja.
A chi è rivolta e perché seguire la Masterclass
La Free Masterclass è dedicata a imprenditori, studenti universitari, freelance, Marketing Manager, Digital Strategist e Web Marketer e ti consentirà di:
acquisire gli strumenti necessari per trasformare un’idea in un progetto concreto e definito
sviluppare una strategia che renderà il tuo business fruibile al giusto target
comprendere in che modo analizzare i risultati ottenuti.
Al termine della diretta, sarà lanciata una sfida per mettere subito a terra la teoria.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/management-di-un-progetto-digitale.jpg7701377Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-02-07 11:00:052022-02-08 09:11:10Il management di un progetto digitale: come sviluppare una strategia per il giusto target
I personaggi iconici di M&M’s si rifanno il look, l’identità visiva sarà ancora più inclusiva
Colvin attua la sua rivoluzione/evoluzione per rendere la vita quotidiana più emozionante
Yamamay compie 20 anni e per l’occasione effettua un restyling in collaborazione con lo IED
Norton rilancia la propria brand identity e aggiorna il suo logo
Harmont&Blaine presenta un nuovo marchio con il claim “feel good everyday style”
Energia che continua a rigenerarsi: Eni gas e luce cambia nome e diventa Plenitude
Il rebranding inclusivo di M&M’s
Introdotto nel 1941, M&M’s, parte della famiglia Mars Incorporated, è tra i cioccolatini più conosciuti al mondo. La “m” posta su entrambi i lati è stata “stampata” per la prima volta negli anni ’50 per distinguere il prodotto dalle imitazioni.
Nel corso degli anni, il ripieno originale di solo cioccolato ha lasciato il posto a una serie di varietà tra cui burro di arachidi, mandorle, pretzel, croccante, cioccolato fondente e caramello.
A gennaio il brand ha introdotto una nuova brand strategy globale e un linguaggio visivo rinnovato che è stato progettato da Jones Knowles Richie.
M&M’s ha annunciato il proprio impegno globale per la creazione di un mondo più inclusivo. L’iconico marchio, che da oltre 80 anni delizia i palati con i suoi dolcetti colorati, ha promesso di usare il potere del divertimento per includere tutti.
L’obiettivo del rebranding è quello aumentare il senso di appartenenza di 10 milioni di persone in tutto il mondo entro il 2025.
I fan di M&M’s vedranno anche cambiamenti nell’aspetto del marchio come parte della sua evoluzione:
Una versione fresca e moderna dell’aspetto degli amati personaggi con personalità più sfumate per sottolineare l’importanza dell’espressione personale e del potere della comunità attraverso la narrazione. Da notare gli stivali alti della pralina verde che nella versione aggiornata sono stati sostituiti con delle scarpe da ginnastica.
I personaggi prima e dopo
Una maggiore attenzione all’iconica tavolozza dei colori del marchio con l’aggiunta di diverse forme e dimensioni di M&M’s su tutti i punti di contatto per trasmettere ancora più divertimento.
Un’ulteriore enfasi sulla e commerciale – elemento distintivo all’interno del logo M&M’s che serve a collegare le due M – per dimostrare come il marchio miri a unire le persone.
Un tono di voce aggiornato: più inclusivo, accogliente e unificante, pur rimanendo radicato al caratteristico umorismo da giullare.
Il rebranding di Colvin
Colvin ha un obiettivo ben preciso: mantenere e creare legami tra le persone grazie a fiori e piante.
Il marchio nato appena cinque anni fa a Barcellona da tre studenti universitari consegna migliaia di ordini ogni giorno in Spagna, Italia, Germania e Portogallo.
Vecchio logo Colvin
Piante e fiori freschi dal design sorprendente per aiutare le persone a trasformare straordinariamente le proprie giornate. Il brand lavora direttamente con i coltivatori stabilendo rapporti commerciali a lungo termine.
Per continuare il suo processo di crescita, l’eCommerce dall’anima green qualche settimana fa ha comunicato il suo rebranding.
La rivoluzione/evoluzione sta proprio nel riconoscere che Colvin è molto più che fiori freschi e belle piante.
Lo slogan “Make Life Vibrant” (#MakeLifeVibrant) riflette bene questo cambiamento. Non è semplicemente un hashtag, rappresenta la vera mission di Colvin.
L’idea è quella di spostare il focus interamente sulle persone e creare nuovi modi per rendere la vita quotidiana più emozionante. Il logo rappresenta questa rivoluzione/evoluzione: il colore verde lime simboleggia l’energia e la gioia trasmesse da fiori e piante.
Oltre al verde lime, la palette si colora di tonalità vivaci come l’arancione, il rosa, il rosso e il viola. La nuova grafica, ispirata alle forme naturali di fiori e piante, porta colore e vita a qualsiasi comunicazione.
Il font Rebond Grotesque si presenta in semi grassetto e regolare: carattere tipografico contemporaneo e dinamico, funziona sia in digitale che in stampa.
Le illustrazioni, elemento cardine di Colvin, si evolvono per comunicare a un pubblico sempre più ampio. La nuova identità ha un carattere dinamico e uno stile d’animazione iconico.
Tra i vari elementi è stata ridisegnata anche la scatola per la spedizione di fiori e piante con un design allegro e divertente.
Yamamay festeggia 20 anni con una brand identity rinnovata
Nuova identità visiva ancorata al passato e che guarda al futuro per la società di intimo italiana. Yamamay per questo speciale anniversario si dota di una nuova immagine. Il progetto è stato affidato allo IED Firenze in collaborazione con l’Accademia Galli-IED Network di Como.
Un’identità rinnovata che si nutre del talento artistico dei giovani creativi che hanno svolto una rivisitazione del logo rendendolo ancora più armonioso e contemporaneo.
La nuova veste del brand è pronta per affrontare il mondo digital e apparire senza problemi di leggibilità sui diversi dispositivi.
Il logo si tinge del colore rosso da sempre distintivo dell’anima di Yamamay. La scritta compare su fondo bianco per alleggerire visivamente il logo rispetto alla versione precedente.
Anche il monogrammatipografico è stato ridisegnato: la “Y” è più bold e oggi più che mai rappresenta l’essenza del marchio.
Il nuovo logo sarà esteso a partire da gennaio 2022 e sarà posto su tutti i mezzi e i materiali di comunicazione: vetrine negozi, shopping bag, etichette dei prodotti ma anche sui canali social e digitali del brand.
Norton aggiorna il suo logo
Il marchio Norton, noto al grande pubblico per il suo Norton Antivirus, nel corso degli anni è cresciuto in maniera smisurata: da fornitore leader di antivirus a una delle piattaforme di sicurezza informatica più complete al mondo. Sono infatti milioni le persone che si fidano quotidianamente dei prodotti per la sicurezza firmati Norton: dai dispositivi personali alla protezione dell’identità e della propria privacy online.
Norton, vero e proprio alleato digitale, di recente ha lanciato un nuovo look.
La nuova identità visiva mette al centro le persone grazie a un design semplice e accessibile che illumina prodotti e servizi.
Il giallo è più luminoso e audace, segnala la visione ottimistica di Norton nel mondo digitale. Il cerchio è aperto, a dimostrazione che la Cyber Safety è “aperta” a tutti.
Il segno di spunta è privo di pixel e si presenta ancora più semplificato, come simbolo della semplicità delle soluzioni. La N diventa minuscola e più friendly.
Rebranding di gennaio: Harmont&Blaine presenta nuovo marchio e claim
Eleganza e lifestyle. Tradizione e innovazione. Sono questi i capisaldi di Harmont&Blaine che a inizio anno ha aggiornato il proprio marchio. Il brand napoletano entra in una nuova dimensione e si dota di un nuovo claim “feel good everyday style”.
Uno statement che ridefinisce non solo lo spirito di Harmont&Blaine ma che guida a un generale rebranding del marchio.
Nuovo logo
Vecchio logo
Il nuovo logo rispecchia l’attitudine vivace, spontanea e positiva del brand. La revisione del lettering in chiave giocosa e moderna è accompagnata da una rivisitazione dell’iconico pittogramma e logo identificativo: il bassotto Blaine.
Il marchio da sempre interpreta i cambiamenti e l’evoluzione del lifestyle contemporaneo e dell’eleganza Made in Italy.
Le attività di rebranding si legano a un ampio progetto di crescita per Harmont&Blaine che include lo studio e lo sviluppo di un nuovo concept store.
Eni gas e luce diventa Plenitude
Plenitude è il nuovo nome di Eni gas e luce. Il cambiamento raccoglie l’eredità di Eni e, al tempo stesso, rappresenta la pienezza di una visione globale e di un’energia che continua a rigenerarsi.
Plenitude continuerà a offrire ai clienti soluzioni all’avanguardia, studiate sia per la casa sia per l’impresa.
Il cane nero a sei zampe si tinge di verde e col suo nuovo gradiente punta tutto su un futuro migliore.
Il cambio di rotta rappresenta l’occasione propizia per rilanciare l’azienda come Società Benefit in grado di porre sullo stesso piano obiettivi di business e impegno verso la sostenibilità.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/REBRANDING-DI-GENNAIO-copertina.jpg540960Giuseppe TempestiniGiuseppe Tempestini2022-02-07 09:33:242022-02-08 17:51:01Rebranding di Gennaio: M&M’s, Colvin, Yamamay, Eni gas e luce
Tenere sotto controllo tutti i task della giornata può essere un’impresa davvero ardua, ma c’è uno strumento che può aiutarci a farlo. Anche migliorare il proprio network presenta alcune difficoltà e richiede un certo impegno e, pure in questo caso, il web accorre in nostro soccorso fornendoci la soluzione.
Che tu sia il capo del tuo team o uno stagista appena entrato in azienda, i digital tool ti permetteranno di arrivare al weekend con la sicurezza di aver dato il massimo. Dai un’occhiata alla nostra selezione di oggi.
Hai mai immaginato di poter letteralmente entrare dentro un disegno e vederlo animarsi sotto i tuoi occhi e le tue mani? Mental Canvas consente di fare proprio questo, trasformando il modo in cui si sviluppano le idee grafiche e condividendo concetti spaziali. Il miglior modo per spiegarlo è guardarlo!
Crowdfunding per NFT
Letsmint è una piattaforma di crowdfunding la cui missione è quella di fornire agli artisti tutti gli strumenti e le condizioni necessarie per finanziare le loro collezioni di opere digitali, garantendo allo stesso tempo benefici ai loro finanziatori.
Tieni il tempo
Come organizzare e tenere sotto controllo tutti i task della giornata? Puoi provare Time Bloc, uno strumento semplice, a blocchi, per gestire il tuo tempo e sapere con precisione quanto spazio dedicare ad ogni attività.
Messaggi a prova di LinkedIn
Come migliorare il tuo networking sulla piattaforma professionale? Ecco una utile raccolta di 50 messaggi diretti per ispirarti e aiutarti a coinvolgere le tue connessioni in conversazioni significative. In inglese, ma facilmente traducibili anche in italiano.
Magia
Se hai salvato un link sul tuo smartphone, ma ti serve mentre sei al computer, con Magic Copy potrai gestire gli appunti in modo universale come con una bacchetta magica. L’app consente di creare note in tempo reale e si sincronizza con tutti i dispositivi senza problemi!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/DIGITAL-TOOL-DELLA-SETTIMANA.jpg7721379RedazioneRedazione2022-02-04 11:39:402022-02-07 13:02:21Mental Canvas, Time Bloc e Magic Copy: i digital Tool della settimana
Continua la mania degli NFT e noi Ninja monitoriamo costantemente il tema. Gli NFT, i token non fungibili, sono risorse digitali come i bitcoin, ma sono unici e insostituibili come un’opera d’arte. E proprio il mondo degli NFT attira sempre più aziende e brand, tra cui Lamborghini che fa il suo debutto in questo universo in grande stile e con un’opera unica.
Come un viaggio intergalattico che parte dalla strada e arriva oltre il cielo fino a toccare le stelle, il progetto di Lamborghini combina la tecnologia dell’industria automobilistica con lo spazio.
In collaborazione con l’artista Fabian Oefner, Lamborghini ha sviluppato 5 opere d’arte, che possiamo già trovare all’asta. Le opere sono composte da un elemento fisico e da una componente NFT.
The Space Key questo è il nome del progetto, ha per tema lo spazio, ed è formato da un frammento di materiale composito avanzato in fibra di carbonio che ha compiuto un incredibile viaggio.
Si tratta del campione inviato da Lamborghini sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2019, nell’ambito di un programma di ricerca congiunto. Da questo oggetto, unico nel suo genere, sono stati ricavati solo 5 esemplari, ciascuno collegato a un’opera d’arte digitale esclusiva realizzata dallo stesso artista, disponibile tramite il QR code posizionato sul retro.
Lamborghini e NFT: un viaggio fino alle stelle
L’opera digitale a cui si può accedere attraverso il codice QR, è composta da una serie di fotografie di una Lamborghini Aventador Ultimae, in volo verso le stelle.
Le immagini formate da singoli momenti a pochi secondi l’uno dall’altro, ritraggono l’auto mentre si alza dalla superficie terrestre. Le sue parti, il motore, la trasmissione, le sospensioni e centinaia di dadi e bulloni volano via dal telaio come se fossero la fiamma di un razzo.
Quella che può sembrare un’immagine generata dal computer è in realtà interamente creata dal vivo.
L’artista ha catturato più di 1500 singole parti di un’auto reale. La fotografia della curvatura terrestre è stata invece realizzata inviando un pallone meteorologico dotato di una fotocamera al bordo della stratosfera.
Fabian Oefner ha quindi assemblato con cura tutte le sequenze fotografiche in un secondo momento. Ogni pezzo è formato da più di 600 milioni di pixel. Quando si ingrandiscono le immagini, vengono rivelati i dettagli nascosti della fotografia iperrealistica.
L’opera di Fabian Oefner per l’NFT di Lamborghini
Fabian Oefner condivide le sue intuizioni sul significato intimo dell’opera d’arte, svelandoci di essersi ispirato alla sua infanzia, cresciuto con le immagini dello space shuttle che si lancia nel cielo notturno. Un’opera che guarda sì al futuro ma che parte dai ricordi di ognuno di noi.
Affascinante, non è vero?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/02/Lamborghini-NFT-1.jpg540960Mariagrazia RepolaMariagrazia Repola2022-02-03 15:17:462022-02-04 17:29:30Lamborghini entra nel mondo degli NFT: all'asta l'opera che ha viaggiato nello spazio
Il 18 gennaio del 2022 verrà ricordato sotto vari profili come l’anno che ha visto la più costosa e complessa acquisizione societaria di sempre, parliamo dell’acquisizione di Activision Blizzard, il big della game industry, da parte della Microsoft per ben 68,7 miliardi di dollari.
In dettaglio, per gli amanti dei numeri, Microsoft pagherà ogni singola azione della Activision per un valore di 95 dollari e l’intera transazione, tutta in contanti, è valutata 68,7 miliardi di dollari.
Per avere un’idea del valore di questa cifra possiamo prendere in considerazione il valore di capitalizzazione dei vari competitor del gaming segnalati dal portale CompaniesMarketCap (il valore di capitalizzazione esprime il valore di tutte le azioni esistenti e già in circolazione).
Oltre a Microsoft, il cui valore di capitalizzazione è di 2,272 trilioni di dollari (inferiore solo a quello di Apple), le altre aziende del gaming hanno valori che vanno dai 558,29 miliardi di dollari di Tencent ai 3,6 miliardi di dollari di Sega:
Tencent: $558,29 B
Sony: $153,94 B
Nintendo: $54,77B
EA: $38B
Take Two + Zynga: $28B
Nexon: $15B
Bandai Namco: $15B
Embracer: $10,8B
Netmarble $7B
Ubisoft: $7B
Konami: $6B
Square Enix: $5,6B
Capcom: $4,9B
Sega: $3,6B
Va da sé che con quella cifra potreste comprarvi la Nintendo.
Precisiamo però che paragonare il market cap delle aziende alle cifre dell’affare Microsoft-Activision è un esercizio sotto molti aspetti improprio dato che il market cap non rappresenta il valore a cui le varie compagnie sarebbero acquistabili e Activision, in questo senso, ha ricevuto un’offerta il 45% più alta del suo market cap.
Si tratta più di un paragone per mettere in prospettiva la cifra spesa dato che il market cap di Nintendo è circa 15 miliardi inferiore. Un modo per sottolineare ancora una volta quanto l’acquisizione e il potere economico/finanziario di Microsoft siano impressionanti.
Resta il fatto che, grazie a questa acquisizione, Microsoft diventerà il terzo top player del settore per fatturato dietro aziende del calibro di Tencent e Sony.
Che l’obiettivo di Microsoft sia in realtà questo ?
in molti pensano ci sia altro, basti ricordare che l’elenco di acquisizione ha visto già il 12 Marzo 2021 l’acquisizione da parte di Microsoft di ZeniMax Media, azienda madre di Bethesda Softworks, uno dei più importanti sviluppatori e publisher privati a livello mondiale per 7,5 miliardi di dollari.
Andando ancora indietro nel tempo, il 14 settembre del 2014 Microsoft aveva acquisito lo sviluppatore Mojang, azienda svedese che ha dato vita al franchise di Minecraft, per una somma di circa 2.5 miliardi di dollari.
Anche Microsoft punta al Metaverso
A seguito della recente acquisizione di Activision, Satya Nadella attuale CEO di Microsoft, in una lettera ai suoi dipendenti ha testualmente riferito: ”Il videogioco è la categoria più dinamica ed eccitante dell’intrattenimento su tutte le piattaforme oggi e svolgerà un ruolo chiave nello sviluppo delle piattaforme di metaverse”.
Il comune denominatore di queste acquisizione e di tanto interesse verso le aziende che producono quelle tipologie di videogiochi come Minecraft potrebbe essere proprio quello di guadagnarsi un ruolo dominante nel crescente fenomeno del metaverso?
In effetti, sono numerose le iniziative messe in campo da Microsoft in questo senso, dalla collaborazione con Qualcomm per la realizzazione di un hardware specializzato per l’accesso al mondo virtuale, fino a Mesh, una piattaforma che consente ai suoi utenti di tenere riunioni tramite ologrammi mentre si trovano in luoghi diversi.
Ritornando ai videogiochi, che ad oggi coinvolgono circa 3 miliardi di persone nel mondo, di tutte le età e sesso, questo settore rappresenta la forma di intrattenimento più importante e in rapida crescita al mondo, un’industria che ha superato i 200 miliardi di dollari nel 2021.
Da sempre i videogiochi hanno trainato l’evoluzione delle CPU, delle GPU (processori delle schede video), memorie di massa, la banda larga, il cloud-gaming e tanto altro ancora.
Tutto ciò porta il settore del gaming a essere un mercato incredibilmente competitivo.
L’acquisizione di Activision consentirà a Microsoft di accedere ad importanti titoli, la maggior parte dei quali ha il proprio punto di forza nella modalità multiplayer e quindi già incentrati sugli eSport.
Alcuni dei titoli presenti nel portafoglio di Activision come Call of Duty, World of Warcraft, Hearthstone, Starcraft e Overwatch sono piattaforme competitive collegate, con ambientazioni riprodotte tramite schermi 2D piuttosto che VR: il vantaggio indiscutibile per i gamer sarebbe quello di spostarsi agevolmente tra le versioni VR di questi giochi all’interno di un metaverso Microsoft.
Per comprendere l’opportunità finanziaria legata a questi titoli basta prendere in considerazione il titolo “World of Warcraft” dove l’utente ha un proprio avatar, una lista di cose da fare ogni giorno e può estrarre risorse per produrre oggetti di gioco da vendere per oro.
Molto prima dell’avvento di Bitcoin, gli sviluppatori di questo titolo hanno escogitato un modo per stabilire un tasso di cambio con denaro reale e i giocatori sono stati in grado di vendere oggetti e oro online in contanti tramite gli acquisti PayPal.
Ora, immaginiamo di aggiungere a questi titoli una tecnologia come le criptovalute e gli NFT (token non fungibili): il metaverso sarebbe già bello pronto a offrire opportunità sia di compravendita sia di pubblicità in-game per le aziende, garantendo a Microsoft ingenti introiti.
Possiamo immaginare, quindi, che le console Xbox series S e X non resteranno “soltanto” degli hardware progettati e dedicati al gaming, ma si trasformeranno in portali per l’accesso al metaverso.
Concludendo, la corsa al metaverso continua e il futuro del web sembra prendere una direzione sempre più precisa verso la prossima piattaforma informatica.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/Microsoft-Activision-Blizzard.jpg7431333Antonio RomanoAntonio Romano2022-02-03 11:05:062022-02-03 15:18:06Anche Microsoft punta al Metaverso con l'acquisizione Activision-Blizzard
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