Guinness, Davivienda e Tyrolit: i migliori annunci stampa della settimana

Cerchi la carica di creatività giusta per iniziare al meglio la settimana in questo Blue Monday? Abbandona la tristezza e tuffati con noi nella rubrica dedicata ai migliori annunci stampa pubblicati durante la settimana appena trascorsa.

Cominciando con la comunicazione responsabile di Guinness, passeremo attraverso i messaggi importanti legati ai prodotti di consumo, fino alle pubblicità più creative per comunicare oggetti e servizi inaspettati.

Originalità, composizione e messaggio saranno come sempre i temi conduttori della nostra selezione.

Partiamo subito per il giro intorno al mondo alla scoperta dei lavori delle migliori agenzie creative!

Guinness – More than you can beer

Durante le feste viene spesso consumato moltissimo alcol: la campagna di Guinness incoraggia le persone a bere con moderazione, usando un gioco di parole e immagini familiari. Una brusca frenata che per fortuna questa volta produce solo la rovina di un tappo di birra. Ma che richiama chiara nella mente un’altra immagine più tragica.

“Non bere più di quanto puoi”.

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Advertising Agency: BBDO West Africa, Lagos, Nigeria
Executive Creative Director: Chuma Obumselu
Creative Director / Photographer: Kunle Akoleowo
Associate Creative Director / Copywriter: Jolomi Awala
Art Directors: Buchi Ugwumbah, Adebiyi Grillo
Traffic Manager: Uchechi Egonu
Account Director: Seun Odia

LEGGI ANCHE: Domino’s Pizza, Amazon Watch e Cabletica: i migliori annunci stampa della settimana

Banco Pichincha – Cash Only

Non è necessario andare così lontano per effettuare un pagamento in modo facile, ci ricorda Pichincha utilizzando le più classiche delle immagini, contestualizzate in due luoghi geografici un po’ distanti dalla Terra.

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Advertising Agency: MullenLowe Delta, Quito, Equador
VP Creatives: Carlos Oviedo, Jaime Duque
Creative Director: Rodrigo Mejía Vera
Art Directors: Álex Zapata, Sebastián Luna
Copywriter: Gabriela Estrella
Photographer / Producer: Juan Silva / Urbana Films
Retouching: Panico Studio, La Lupa
Additional Credits: Mauricio Alarcon

Davivienda – Anyone can live in the future

Per mostrare alle persone quanto sia semplice investire oggi, grazie alla sua piattaforma digitale “Homebroker”, la banca colombiana Davivienda ha pensato di introdurre l’elemento tech dove proprio non ce lo saremmo aspettato. Con il nuovo aggiornamento del suo sito web, chiunque può investire senza bisogno di assistenza.

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Advertising Agency: Leo Burnett, Bogotá, Colombia
Copywriter: Mateo Álvarez
Graphic Designer: Andrew López

Vision Electronics – Iron

Un ferro da stiro che non brucia i vestiti anche se lo dimentichi accesso. Come comunicare questa fantastica caratteristica senza tralasciare il pubblico di riferimento? L’agenzia JWT ha prodotto un annuncio stampa stimolante per i ferri di Vision: una bruciatura a forma di ferro da stiro su un pezzo di tessuto, con il volto di Aung San Suu Kyi sul piatto del ferro. Con oltre 500.000 musulmani Rohingya fuggiti in Bangladesh dal Myanmar dal 25 agosto 2017 a fronte di torture disumane, l’annuncio amplifica il fallimento attribuito al leader de facto della Birmania, il vincitore del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.

Il copy in bengalese, viene tradotto come: “Coloro che amano la pace, non bruciano mai le cose”. Il visual e il copy vogliono trasmettere, in modo polemico, l’idea che a differenza di alcune cose che diamo per scontato di poter ritenere “affidabili” – in questo caso Aung San Suu Kyi e alcuni modelli di ferri da stiro -, il ferro di Vision è un elettrodomestico di alta qualità di cui ci si può davvero fidare, senza causare mai danni imprevisti.

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Advertising Agency: Asiatic JWT, Dhaka, Bangladesh
Managing Director: Ferdous Hasan Neville
Account Director: Mezbaur Rahman
Account Manager: Opu H. Rashid
Creative Directors: ASM Tanvir Hassan, Shamim Sufian
Art Directors / Sculptors: Md. Asaduzzaman, Md. Abdullah Al Rana
Copywriter: Shamim Sufian
Photographer: Rashed Ahmed

Tyrolit – Done

Per dimostrare che gli attrezzi TYROLIT sono all’avanguardia, quando si tratta di lavori professionali di taglio, foratura e preparazione del calcestruzzo nel settore edile, la pubblicità mostra un operaio in grado di gestire facilmente anche le attività più impegnative in modo rapido e con risultati straordinari. “Done”, cioè “fatto”. Semplice, anche quando l’operazione edile si accosta ad attività diverse da quelle comuni.

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Advertising Agency: Heimat Wien, Vienna, Austria
Creative Director / Copywriter: Christoph Pausz
Creative Director: Georg Feichtinger
Art Director: Simon Pointner
Copywriter: Robin Kappacher
Photographer: Patrick Saringer
Retouching: Mladen Penev

web marketing digital strategy

Come si individuano le metriche vitali per il tuo business digitale? Segui la Free Masterclass

A chi vuole affacciarsi al mondo del marketing digitale – o rendere sempre più competitivo il suo profilo – non sarà sicuramente sfuggito che sono i dati a dover veicolare le nuove strategie.

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Knowledge for Change!

BE NINJA.

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Tutti i nuovi (e più assurdi) gadget che, dopo CES 2018, vorremmo avere subito

Ogni anno a Las Vegas si svolge il CES (Consumer Electronic Show) la fiera per eccellenza riguardante l’elettronica di consumo. Le cose presentate sono davvero tantissime e tra le più disparate tra loro.

Andiamo a dare un’occhiata a tutti i gadget più interessanti che sono stati presentati: da quelli effettivamente più utili, a quelli più divertenti. Ci sono minibus senza conducente, oppure macchine che piegano i vestiti, robot che vogliono essere coccolati e valigie che ci seguono.

Quante di queste idee diventeranno realtà? Quante di queste invenzioni cambieranno le nostre vite? Probabilmente non molte, però il frigo che dice le ricette da preparare in base agli ingredienti presenti e le mie preferenze lo trovo geniale!

ACCESSORI SMART

La valigia che ti segue: CX-1

Si chiama CX-1, la valigia creata da ForwardX, un’azienda cinese, che è in grado di seguirti ovunque tu vada: integra la tecnologia self-driving con riconoscimento facciale e intelligenza artificiale della fotocamera. Nel caso in cui la valigia perda il segnale è in grado di ritrovare il suo proprietario attraverso un apposito braccialetto smart. Inoltre il braccialetto (dovrebbe) anche avvisare in caso di furto del bagaglio.

ForwardX ha in programma di lanciare questa valigia entro la fine dell’anno, ma non è pronta a rivelare quanto potrebbe costare.

Tastiera mobile: Planet Computers Gemini

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È l’accessorio mobile perfetto per il tuo outfit anni ’90: il Clamshell Gemini è un ritorno al passato, ma con all’interno un processore a 10 core, 64 GB di spazio di archiviazione e connettività 4G, Wi-Fi e Bluetooth.

Non è ancora nei negozi ma è possibile pre-ordinarlo Il modello 4G LTE costerà all’incirca $ 599 e il modello solo Wi-Fi circa $ 499.

Custodia con carica batteria integrata: InCase IconConnected

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Incase noto produttore di custodie e borse ha presentato una nuova custodia con una batteria integrata che permette di ricaricare il proprio computer. Si chiama IconConnected, fino ad ora è compatibile solo con MacBook Pro, è dotato di presa USB-C e di una porta USB-A, grazie alla batteria da 14,000maAh permette di ricaricare fino a due volte (in modo completo) il proprio MacBook Pro.

Sarà disponibile entro fino anno e costerà circa $ 200.

La bottiglia d’acqua che si pulisce da sola: Quartz

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Quartz la bottiglietta d’acqua che grazie ad una luce UV-C è in grado di purificare l’acqua e di mantenere la bottiglia pulita. Queste le sue principali caratteristiche:

  • Il tappo contiene una luce UV-C che si attiva ogni quattro ore,
  • È dotato di una presa USB
  • Una carica dura da due a tre mesi
  • Disponibile in cinque colori: nero, rosa, blu, bianco e menta
  • Ha un doppio isolamento in grado per mantenere i liquidi freddi per 24 ore o caldi per 12 ore
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Sarà in vendita entro fine anno e costerà $ 99.

HEALTH

Sensore UV: L’Oreal

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L’Oréal ha lanciato un piccolo Sensore UV che si adatta all’unghia e tiene traccia dell’esposizione alla luce solare.

L’azienda ha sviluppato il primo dispositivo wearable senza batteria che misura l’esposizione ai raggi UV. Piccolissimo, quasi invisibile, 2 mm di spessore e 9 mm di diametro, può essere indossato su un’unghia, un paio di occhiali da sole o qualsiasi altro oggetto esposto alla luce solare.

È riutilizzabile e ri-adesivo, Il sensore UV funziona con un’app specifica, che sincronizza e traduce i dati dal sensore utilizzando la tecnologia NFC. I dati raccolti hanno lo scopo di informare gli utenti riguardo l’esposizione dei raggi UV.

L’Oreal UV Sense sarà disponibile esclusivamente presso i centri specializzati di dermatologia nel 2018.

Airbag “para-sedere”: Helite Hip’Air

L’Hip’Air sembra un marsupio, ma è pieno di sensori, una batteria, airbag e una cartuccia d’aria. Quando un sensore rileva una caduta, gli airbag si attivano per rompere la caduta di una persona.

Helite è un’azienda francese specializzata in airbag da indossare solitamente incorporati in abiti per sciatori e motociclisti. Questo prodotto ha una durata della batteria di una settimana ed è progettato per essere riutilizzato. Sarà disponibile in Europa questa primavera per € 600.

Il robot che ti aiuta a dormire: Somnox

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Somnox è stato progettato per aiutare le persone che hanno difficoltà a dormire e a riposarsi senza assumere alcun farmaco. Funziona semplicemente tenendo stretto il cuscino-robot e lui comincerà ad inspirare ed espirare: questo ha lo scopo di aiutare a rilassare, regolare la respirazione per poi addormentarsi senza difficoltà.

SMART HOME

Smart Home: Myteepi Woody

Myteepi è un accessorio di design che ha dei sensori che servono per tracciare il movimento, temperatura e umidità nella tua casa, per funzionare non ha bisogno della rete wifi ne 4G, ma funziona con due batterie AA per un massimo di otto mesi.

Di accessori per monitorare la propria casa e renderla super tecnologica ce ne sono diversi, ma Myteepi si differenzia per poter monitorare diverse cose contemporaneamente, che normalmente verrebbero fatta da più dispositivi; infatti è in grado di monitorare la temperatura, qualità dell’aria ecc..infine la sua peculiarità è che funziona anche senza la connessione ad internet. Questo perché i dispositivi Myteepi comunicano utilizzando la rete radio a bassa potenza SigFox, che invia avvisi al telefono tramite l’app Myteepi o tramite messaggio di testo, indipendentemente da dove ti trovi.

Lavastoviglie intelligente: Heatworks

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Questa lavastoviglie è stata selezionata come prodotto più innovativo nella categoria di prodotti per elettrodomestici per il premio CES 2018. La tecnologia che viene impiegata utilizza elettrodi di grafite anziché elementi riscaldanti tradizionali per riscaldare l’acqua.

La lavastoviglie può essere monitorata tramite l’app complementare, dove è anche possibile regolare la pressione dell’acqua, avviare da remoto e regolare i cicli. Inoltre funziona molto velocemente perché utilizza cicli di lavaggio di 10 minuti.

Pannelli luminosi: Nanoleaf

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Nanoleaf, azienda già consolidata in ambito di accessori smart per la casa, ha presentato una nuova linea di pannelli luminosi. Questi pannelli a LED ora sono quadrati e se ne possono collegare massimo 1000 tra loro a differenza di prima dove il massimo era 30.

Ora, inoltre, i pannelli si possono accendere e spegnere, oscurare verso l’alto o verso il basso o cambiare colore semplicemente toccandoli. Infine, c’è anche un microfono per la sincronizzazione della musica e un sensore di movimento in grado di illuminare i pannelli quando passi.

Per quanto riguarda il prezzo dobbiamo attendere ancora, prima che venga svelato.

Frigo smart: Samsung

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Samsung ha lanciato il nuovo frigorifero intelligente che consiglia ricette basate sulle preferenze alimentari della tua famiglia, sulle allergie e, grazie alle telecamere integrate, sugli ingredienti che hai a portata di mano. Inoltre, molte di queste funzionalità sono gestibili direttamente dalla nuova app che si può scaricare nel telefono.

Proiettore 4k: Sony LSPX-A1

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Il nuovo proiettore ultra-short-throw di Sony ha l’aspetto di una credenza di design, con un piano in marmo artificiale e una struttura in alluminio a specchio e una mensola in legno. Costruito nella parte superiore, tuttavia, c’è un proiettore 4K in grado di creare un’immagine da 120 pollici con risoluzione 4K, posizionato a soli 9,6 pollici dal muro. Sony LSPX-A1 sarà in vendita questa primavera per $ 30.000.

link video: https://www.cnet.com/videos/this-30000-sony-projector-is-basically-a-piece-of-furniture/

Dispenser di storie che ci tiene compagnia

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Il dispenser di racconti brevi che ci fanno compagnia, nasce per essere inserito in posti affollati, come aeroporti, stazioni ecc..dove solitamente molti di noi durante le attese scelgono di “perdere tempo” scorrendo attraverso social media, messaggi o video casuali, nonostante in ogni momento i nostri telefoni abbiano accesso a libri, letteratura, storia e scienza.

Il dispenser non è altro che un cilindro sottile con un cartello in plexiglass illuminato in alto che ci fa selezionare il tempo di lettura che vogliamo dedicare: da minimo 1 minuto, fino ad un massimo di 5. Usarla è semplicissimo, basta premere il pulsante per la lunghezza della storia che desideriamo e in pochi istanti uscirà un breve racconto originale stampato su un pezzo di carta spessa delle dimensioni di una ricevuta lunga. Ovviamente la storia è gratis.

Questi sono alcuni dei numerosi gadget che sono stati presentati in questi giorni al CES, come dicevamo inizialmente non tutti probabilmente avranno successo o diventeranno indispensabili, però al di là di questo possiamo trarre alcune conclusioni. Tra tutti gli accessori presentati sicuramente emerge la tendenza a creare oggetti smart, nella maggior parte dei casi li si rende smart attraverso l’integrazione di app da usare da mobile. Filone conduttore, inoltre, è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che da un po’ di tempo si sta integrando sempre di più nella vita di tutti i giorni.

Infine si vogliano creare gadget pratici che semplificano la vita, come la custodia con batteria per il MacBook Pro, la bottiglia che è in grado di purificare l’acqua ecc..

Le novità sono sicuramente tantissime, a voi quale ha colpito di più?

Da Fiocco di Neve allo YouTuber senza limiti: gli Epic Win e Fail della settimana

Inutile mentire: sappiamo che questa è la vostra rubrica preferita e noi siamo qui per accontentarvi, come ogni lunedì, mettendo sul vassoio gli Epic della settimana appena trascorsa. Partiamo con gli Epic Win, così, per lasciarci il meglio alla fine.

Epic Win

Stavolta “Fiocco di Neve” non è il nome di un animale parlante in qualche film che danno sotto Natale in TV. Il Fiocco di Neve di cui vi parliamo oggi è un bambino di 9 anni che ogni giorno, per andare a scuola, compie quasi 5 km a piedi.
Questo tenero appellativo gli è stato dato dalla maestra, una mattina in cui è arrivato a scuola mezzo assiderato: aveva compiuto il suo solito pellegrinaggio a una temperatura di.
Oltre ad attribuirgli il nomignolo, la docente gli ha anche scattato una foto che è diventata virale e che ha portato alla luce l’annosa questione della povertà in cui versano numerose famiglie dello Yunnan, in Cina.

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Fortunatamente questa è una storia a lieto fine, perché grazie al passaparola e alle magiche trame dei social, Fiocco di Neve ha intenerito il popolo del Web, che ha raccolto 100000 renminbi (circa 15 mila dollari). Ciliegina sulla torta: una ditta è venuta a conoscenza della vicenda del piccolo Wang Fuman e ha offerto un lavoro a suo padre.
Certo, si tratta di una gocciolina nel mare, anzi: di un singolo fiocco di neve in una distesa innevata, ma noi Ninja abbiamo il cuore tenero e riteniamo che questo sia un vero e proprio Epic Win di umanità, cooperazione e, per quanto riguarda il piccolo Wang, di determinazione, passione e coraggio, diamine!

Torniamo ai fatti di casa nostra: se doveste passare in via Fondazza, a Bologna, e scorgere diverse cassette degli attrezzi appese al muro, non stupitevi: la vostra vista funziona benissimo. Potete anche aprirle, non sono chiuse a chiave. Dentro vi troverete cacciaviti, cavi per auto e una pompa per bici. Sono li per voi. Beh, per voi e per tutti i passanti che dovessero averne bisogno.

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Tutto ha avuto inizio con la pagina Facebook intitolata I residenti di via Fondazza, nella quale i protagonisti del titolo hanno cominciato a conoscersi e a stringere rapporti tra loro, fino a dare origine a un vero e proprio esempio di Social Street. In Italia ne sono seguite negli anni altre 453.

Le rappresentanti nostrane di questa pratica di buon vicinato sono Bologna e Milano. Insomma, un vero e proprio Epic Win di quartiere!

Marcondirondirondello sarebbe fiero di questa storia: ci troviamo in Francia, per la precisione nei boschi del Poitou-Charentes. Qui, al centro di un romantico fossato pieno d’acqua, si ergono le rovine di un antico maniero, lo Château de la Mothe-Chandeniers. La sua storia è presto detta: nel corso dei secoli è passato tra le mani di nobili, baroni e industriali, fino a quelle di un professore di liceo (no, non Walter White).

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Come in ogni fiaba che si rispetti, il castello ha visto anche tempi bui, come la perdita quasi totale dei suoi tesori, qualche incendio e una rivoluzione, o meglio, LA Rivoluzione. Infine, nel 1870 è stato ricostruito per poi venire dimenticato all’interno della proprietà che, invece, fu acquistata, spezzettata e venduta in lotti, dalla banca Crédit Lyonnais.
Ora arriva la parte dell’Epic Win: sul sito Dartagnans.fr si sono fatti tutti per uno e uno per tutti e hanno dato il via all’operazione “Adotta un Castello, che ha raccolto sul Web, in soli 80 giorni, mezzo milione di euro per comprare la fortezza e salvarla dall’inesorabile scorrere del tempo.
Adesso lo Château de la Mothe-Chandeniers ha 7.000 padroni provenienti da tutto il mondo (anche dall’Italia), che se ne sono aggiudicati una parte per l’irrisoria cifra di 51 euro. Avresti voluto saperlo prima per poter contribuire? Non temere, sei ancora in tempo per unirti alla missione di salvataggio, servono infatti ulteriori donazioni per i lavori di restauro.

Epic Fail

Come si suol dire, “dulcis in fundo”. Perché questa è la parte migliore, ammettetelo, sadici amanti degli scivoloni altrui che non siete altro!

Anche la parte degli Epic Fail comincia con la storia di un bambino, ma stavolta si parla di una vicenda tutt’altro che tenera. H&M ha diffuso la pubblicità di una felpa con la scritta “La scimmia più cool nella giungla” (e già qui sorgono numerose domande che lasceremo inespresse) mettendola addosso a un bambino di colore. La leggerezza di questo articolo non ci permette di inerpicarci in articolate questioni etico-morali, ma ci consente di puntare il dito contro questa pessima azione del noto brand di abbigliamento.

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Le conseguenze sono andate oltre la pioggia di insulti sul web: in Sudafrica i negozi del gruppo svedese sono stati infatti presi di mira e invasi da numerose persone che hanno scatenato la propria ira infrangendo vetrine, danneggiando cartelloni e buttando a terra la merce in vendita.
La campagna è stata immediatamente fermata ed H&M si è scusata annunciando di non sapere come sia potuto succedere.
Mbuyiseni Ndlozi, portavoce del gruppo di estrema sinistra Economic Freedom Fighters, ha guidato una manifestazione contro la catena di negozi, trovando le scuse dei “colpevoli” come insufficienti e tardive. I manifestanti sono stati parte di una vera e propria guerriglia durante la quale gli agenti di polizia hanno sparato proiettili di gomma per disperderli.
H&M, ti becchi un Epic Fail tutt’altro che cool!

Chi più chi meno, conosciamo tutti Logan Paul, vlogger e attore statunitense noto per i suoi sketch sul Tubo. A soli 22 anni vince la corona come Re degli Epic Fail.

Sul suo canale, che conta più di 15.000.000 di iscritti, ha caricato un video girato in Giappone, nella foresta di Aokigahara (detta: dei suicidi), dove si trovava con degli amici.
Fin qui tutto bene, direte. E invece no: durante le riprese è incappato nel corpo di un ragazzo che si era evidentemente tolto la vita. Davanti allo youtuber si sono presentate due opzioni: premere il pulsante Stop sulla videocamera o continuare a riprendere e caricare il video sul proprio canale. Poichè si trova in questa rubrica, avrete già capito quale delle due ha scelto.
Successivamente ha girato un video di scuse, ma questo non gli eviterà tutta la nostra disapprovazione.

LEGGI ANCHE: Come autodistruggersi in 5 minuti con un video, il caso Logan Paul

Lasciamoci alle spalle gli YouTubers. Avete presente quando state stalkerando qualcuno sui social e usate il cellulare come fosse una bomba da disinnescare e voi foste abili artificieri? Vi è mai capitato di commettere un errore e mettere like dove non avreste dovuto, durante quelle ore di spionaggio? Se si, probabilmente capirete come si deve essere sentito il povero tecnico che ha erroneamente inviato un messaggio di allarme di proporzioni EPICHE a tutti i telefonini degli abitanti delle Hawaii!

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Ebbene si, il messaggio inviato è stato proprio questo: “Un missile balistico si sta dirigendo verso l’arcipelago, mettersi immediatamente al riparo. Questa non è un’esercitazione.”.
Certo, non avremmo voluto trovarci nei panni di chi si è trovato a leggere queste righe sul proprio smartphone, ma nemmeno in quelli dell’impiegato del reparto Hawaiìs Emergency Management Agency che, durante un cambio turno, ha premuto il pulsante sbagliato.
Lo stato di allarme è durato 38 lunghissimi minuti, finchè il dipartimento di polizia di Honolulu ha smentito e tranquillizzato tutti con un Tweet ufficiale.

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Noi premiamo un unico pulsante su questa vicenda:

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Jeff Bezos dona 33 milioni di dollari per aiutare i “dreamers”

La ricchezza e la filantropia. Sono due parole che spesso corrono insieme nella vita degli uomini e delle donne che gestiscono i maggiori capitali al mondo. L’ultima notizia in questo senso riguarda Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, che pochi giorni fa è salito al primo posto della classifica di Bloomberg degli uomini più ricchi del pianeta. Venerdì 12 gennaio il miliardario statunitense ha deciso di donare 33 milioni di dollari a un fondo per assegnare borse di studio ai cosiddetti “dreamers”, sognatori in inglese, giovani immigrati arrivati negli Stati Uniti da bambini e con una vita tutta da costruire intorno al sogno americano.

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L’azione di Bezos a favore dei dreamers

La scelta di Bezos appare in controtendenza rispetto all’attuale politica del presidente Donald Trump che durante un incontro con alcuni membri del Congresso nello Studio Ovale avrebbe parlato di “paesi-cesso” come i luoghi dai quali arriva il maggior numero di immigrati. È stato così rigettato un possibile pacchetto che conteneva anche una soluzione allo status dei “dreamers”.
L”intenzione della presidenza, però, è quella di bloccare il programma Deferred Action for Childhood Arrivals che aveva assicurato a 700mila minori protezione legale durante l’era Obama. All’orizzonte al momento non c’è nessun provvedimento alternativo a questo. Un centinaio di dirigenti di alto livello come Bezos, Mark Zuckerberg di Facebook, Tim Cook di Apple e i manager di General Motors, AT&T, the Gap, Target, Starbucks, Johnson & Johnson, Warby Parker, Uber, Lyft hanno firmato una lettera per sollecitare il Congresso a un intervento.

Gli obiettivi del fondo TheDream.US

Il fondo che riceverà la donazione di Bezos sarà il TheDream.US, un programma che dal 2014, anno della sua creazione da parte di Donald E. Graham, ha fornito assistenza finanziaria per 19 milioni di dollari a circa 1.700 immigrati. Con quella somma verranno assegnate 1.000 borse di studio per il college. «Mio padre è arrivato neglli Stati Uniti quando aveva 16 anni all’interno dell’operazione Pedro Pan. È approdato qui da solo e senza sapere l’inglese», ha raccontato in una nota ufficiale il ceo di Amazon. L’arrivo del padre da Cuba ha quindi avvicinato molto Bezos e sua moglie MacKenzie alle vicende dei dreamers. «Con coraggio e determinazione e l’aiuto di alcune importanti organizzazioni in Delaware, mio padre è diventato un cittadino eccezionale e continua a restituire al Paese che lui crede l’abbia benedetto in molti modi», ha aggiunto Bezos.

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Bill e Melinda Gates contro la poliomelite in Nigeria

TheDream.Us ha in passato ricevuto altre donazioni anche da parte di Bill e Melinda Gates. I due nomi che hanno creato l’universo Microsoft sono da sempre impegnati in operazioni a sostegno di persone in condizioni di disagio. È notizia di qualche giorno fa che la fondazione creata dalla coppia si sia presa l’impegno di ripagare un grosso debito che il governo della Nigeria aveva contratto con il Giappone per fronteggiare il problema della poliomelite nel paese nel 2014. Si tratta di una somma di 76 milioni di dollari. L’obiettivo di sconfiggere la malattia nel mondo è da sempre una delle priorità della Bill e Melinda Gates Foundation.

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Il cane in ufficio aumenta la produttività: ecco le policy più pet-friendly delle aziende

Con il cane vicino alla scrivania dell’ufficio, si lavora meglio. Lo dicono diversi studi: l’umore migliora, la pressione sanguigna si abbassa, lo stress diminuisce. Di conseguenza i dipendenti sono più felici e produttivi. La pratica di permettere ai proprietari di animali domestici di portare al lavoro il proprio cane o gatto si è diffusa in molte aziende statunitensi e da lì in tutto il mondo, anche in Italia. Certo, bisogna avere a mente anche le esigenze di chi non è amante degli animali, oppure allergico al pelo.

Nel trend di estensione dei benefici del welfare aziendale, alcune imprese hanno deciso di consentire l’ingresso al lavoro degli animali domestici insieme al loro padrone, in alcuni giorni e a condizioni particolari. Si tratta solo di una delle possibili politiche pet-friendly. Ogni compagnia stabilisce le sue regole per semplificare la vita di chi si fa in quattro per conciliare professione e cura del proprio amico.

Ecco cosa prevedono le aziende più amiche degli animali.

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Credits: Depositphotos #173483336

Amazon: a lavoro con Fido, ma con zone dog-free

L’idea di Amazon è conciliare le esigenze di chi non vuole lasciare sempre a casa il suo animale domestico e quelle di chi non ha simpatia per cani e gatti. Nella sede centrale di Amazon a Seattle è possibile portare con sé il cane tutti i giorni, basta che abbia fatto tutte le vaccinazioni necessarie e che sia registrato al suo ingresso. Può sedersi vicino alla scrivania del padrone ma deve per forza essere al guinzaglio a meno che non si tratti di una stanza singola. Chi non ama gli animali può chiedere di spostarsi in una zona dog-free.

Purina e l’esempio per le altre aziende

Un’azienda che produce cibo per cani e gatti non poteva non avere una policy per gli animali domestici dei dipendenti. Con l’iniziativa Pets@Work vengono fissati periodicamente dei giorni in cui è possibile portare il cane in ufficio. L’intenzione è di porre la pratica di Purina come esempio per altre organizzazioni. Purina mette a disposizione una guida e consigli per i manager che vogliono introdurre politiche pet-friendly nella loro azienda.

LEGGI ANCHE: Cosa intendiamo quando diciamo welfare aziendale (no, non è solo la palestra in ufficio)

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Mars: una giornata dedicata agli amici a quattro zampe

Nota più per le barrette di cioccolato, Mars opera anche nel settore pet-care. Nelle sue sedi, compresa quella di Assago, organizza una volta al mese il “Pet friendly day“. Da un sondaggio interno è risultato che l’85% degli intervistati pensa che avere il cane vicino migliori le sue performance lavorative perché porta allegria e relax.

I venerdì di Nintendo

Nella sede di Vimercate sono stati istituiti i “Pet Fridays“. Ogni venerdì è possibile portare con sé il proprio cane vicino alla scrivania per metà della giornata. Questa limitazione è stata introdotta per evitare che gli animali trascorrano troppo tempo al chiuso visto che negli uffici non ci sono spazi verdi in cui ospitarli.

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Google, una dog-company

Nota per i benefits che offre ai dipendenti, Google non poteva non avere misure a sostegno di chi ha un cane. Per i gatti la storia è diversa. Nel codice di condotta Google, i felini non sono accolti con troppo entusiasmo. L’azienda si definisce una “dog company”, in cui «ci sentiamo piuttosto ansiosi quando un gatto entra nel nostro luogo di lavoro».

LEGGI ANCHE: Il profilo Instagram? Ormai ce l’hanno proprio tutti. Anche gli animali

Da Brewdog i cani sono parte del personale

Il birrificio scozzese è stato fondato da Watt e Martin Dickie e dal loro cane Bracken. Nell’azienda i cani vengono considerati come membri del personale  a tutti gli effetti. Sono inseriti nell’organico e possono entrare in ufficio quando vogliono. Brewdog ha persino deciso di concedere una settimana di congedo ai dipendenti che comprano o adottano un cane.

Street art e musica: la combo di Shepard Fairey e Pharrell Williams

di Silvia Scardapane

Dal connubio tra street art e musica sono sempre nate interessanti collaborazioni, ad esempio bellissime cover divenute, nel tempo, veri pezzi da collezione.
Al primo posto, è chiaro, troviamo la copertina del singolo “Without Love” realizzata da Keith Haring per David Bowie nel 1983. Poi, successivamente, Futura2000 per i The Clash e persino Banksy per l’album “Think Tank” dei Blur. Un vero art business che ha coinvolto finanche la musica pop con la cover realizzata da D*Face per “Bionic” di Christina Aguilera o il famosissimo refresh firmato da Mr. Brainwash per il greatest hits “Celebration” di Madonna. L’artista urbano contemporaneo che si è maggiormente prestato alle collaborazioni con il mondo della musica è però Shepard Fairey.

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Shepard Fairey, nato a Charleston, inizia a legarsi alla strada tramite la sticker art. A partire dall’estate del 1989, Fairey ha creato un adesivo serigrafato con l’immagine di André the Giant, da cui ha poi preso nome la campagna artistica che l’ha reso famoso. Contando su una vasta rete di amici, Fairey è riuscito a diffondere l’immagine in tutto il mondo, stimolando la curiosità di migliaia di persone e il loro rapporto con l’ambiente circostante. Ci sono state inizialmente delle perplessità tra il pubblico, ma Fairey è riuscito brillantemente nell’intento: risvegliare l’interesse verso l’arte di propaganda, a disseminazione urbana.
L’adesivo è sicuramente un bizzarro oggetto d’arte, ma ciò che resta della sua operazione è il forte umorismo filosofico che ha legato (e lega) migliaia di persone all’artista. Seguace dei messaggi di Andy Warhol e Keith Haring, inoltre, Shepard Fairey ha dato vita ad una nuova immagine pop riconoscibile, amata, odiata e soprattutto quotata. Dopo di essa ne sono seguite tante altre, come il poster “Hope” divenuto l’iconico simbolo della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008.

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Oggi l’artista ritorna a celebrare il mondo della musica, già ampiamente esplorato con l’album “Mothership” dei Led Zeppelin, per collaborare con i N * E * R * D, gruppo musicale capeggiato da Pharrell Williams, di cui già nel 2001 aveva realizzato il primo logo.

Pharrell ha dimostrato di essere una forza importante culturalmente come membro dei N * E * R * D, come artista solista, come produttore per altri artisti e come stilista di moda. Ero emozionato quando lui e il suo team mi hanno chiesto di collaborare alla realizzazione di un’opera d’arte per l’ultimo album “ComplexCon” – Shepard Fairey, street artist

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Il poster, dai colori predominanti del blu e del rosso, sarà rilasciato in sole duecento unità al costo di $65 sul sito ufficiale di Obey Giant, dove sarà possibile acquistare anche t-shirt in edizione limitata con la medesima grafica. I proventi saranno invece devoluti al Southern Poverty Law Center (SPLC), un’organizzazione impegnata nell’individuazione dei “gruppi d’odio” (ovvero gruppi organizzati che vanno propagandando odio razziale o religioso), nella tutela delle vittime e nell’informazione tramite programmi di educazione alla tolleranza.

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Negli ultimi anni anche in Italia si investe molto di più in simili combo. Sono tanti gli street artisti italiani che hanno prestato la propria arte per album o video musicali, da Millo ad Ozmo fino a Mr.Wany. Restano collaborazioni ancora fortemente legate al mondo musicale di nicchia e/o indipendente, ma siamo certi che questa fruttuosa collaborazione artistica possa diffondersi maggiormente anche nel nostro Paese, regalando agli appassionati di musica e street art non solo opere d’arte da collezionare ma anche interessanti iniziative artistiche a favore di un pubblico che ascolta sempre più musica quando è in giro tra le strade delle città.

Facebook lancia il nuovo algoritmo. Cosa cambia

Un post di Mark Zuckerberg, come spesso accade negli ultimi tempi, ha annunciato un importante cambiamento in casa Facebook. La preoccupazione del ceo del più frequentato social network del mondo questa volta è il tempo dei suoi utenti. È per questo che ha pensato di modificare l’algoritmo che fa comparire le notizie nelle nostre bacheche: privilegerà quelli di amici e parenti, penalizzando quelli di marchi, aziende, media. Secondo Zuckerberg l’effetto che hanno questi soggetti sulla nostra vita social è quello di ridurre lo spazio per i nostri momenti personali e per i contatti con i quali vogliamo intrattenere una relazione.

Il ceo di Facebook Mark Zuckerberg. Foto di by b_d_solis/Flickr

Il ceo di Facebook Mark Zuckerberg. Foto di by b_d_solis/Flickr

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Le interazioni ci fanno stare meglio

Per sottolineare la validità scientifica della sua scelta, Zuckerberg ha citato una ricerca: «Usare i social media per connetterci con le persone alle quali teniamo può essere positivo per il nostro benessere. Possiamo sentirci più uniti e meno soli e questo risulta in correlazione sul lungo termine con il grado di felicità e di salute. Dall’altro lato, leggere passivamente o guardare video, anche se sono di intrattenimento o informativi, può non essere così positivo», ha scritto il numero uno di Facebook.

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Cosa accadrà ai contenuti delle pagine pubbliche

L’obiettivo dichiarato del nuovo corso sarà quello di aiutare gli utenti ad aumentare le interazioni sociali piuttosto che a fornire loro contenuti interessanti. In altre parole, vedremo sulle nostre bacheche maggiormente i post dei nostri amici e meno quelli di pagine pubbliche.

Nella newsroom di Facebook viene precisato che il nuovo algoritmo consentirà di prevedere su quali contenuti ci sarà maggiore interazione. Come da Palo Alto sottolineano, questo significherà una diminuzione della reach, del tempo di visione dei video e in generale del traffico referral per le pagine pubbliche. Agli utenti sarà comunque lasciata la possibilità di impostare come prioritaria la visione dei contenuti delle proprie pagine preferite.

La lotta all’engagement-bait

Facebook arriva a suggerire anche una possibile via d’uscita per le aziende e per i media. Siccome ad essere privilegiati saranno i contenuti che generano maggiore interazione, viene consigliato di preferire i video live e i contenuti che suscitano discussione tra gli utenti. Lotta dura, invece, sarà condotta nei confronti di quei profili che praticano il cosiddetto engagement-bait che troppo a lungo, secondo il social network, ha sfruttato a suo vantaggio l’algoritmo studiato in California.

I rischi del nuovo algoritmo

Il cambiamento previsto potrebbe comunque avere anche qualche conseguenza negativa. Secondo quanto scritto da Mike Isaac sul New York Times, il rischio è che privilegiare i contenuti di amici e parenti potrebbe portare nelle bacheche sempre lo stesso genere di contenuti, in linea con le proprie idee. Questo significa non esporre gli utenti a posizioni di segno opposto e dare minori possibilità di individuare eventuali notizie false o semplicemente far riflettere in maniera critica.

Social Media Content Plan

Week in Social: Facebook e Sony lanciano Sound Collection, mentre Messenger chiude il suo chatbot

Il mondo dei social corre più veloce di tutti: instancabilmente, aggiornamenti e novità giungono da ogni angolo del mondo per migliorare l’interazione con gli utenti. Anche questa settimana riportiamo grandi notizie da Facebook & soci. A voi, la rubrica più social di sempre!

Facebook

Apriamo con una notizia bomba! I nostri lettori più attenti ricorderanno che, poco tempo fa, proprio in questa rubrica, accennammo alla possibilità per tutti i videomaker operanti con il social di Zuckerberg, di utilizzare gratuitamente la musica. Il servizio Sound Collection di Facebook sembrava già promettere bene ed ora che l’accordo è chiuso anche con Sony, allora sembra tutto rose e fiori.

È stato infatti siglato l’accordo (pluriennale) con Sony/Atv Music Publishing che consentirà ad utenti Fb e Instagram di pubblicare video con i brani appartenenti all’etichetta. Ma quanto sarà costato? Non è dato saperlo, ma noi, in fondo, siamo felici così.

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Anche Luca La Mesa, Top Teacher di Ninja Academy, commenta così la notizia:

Un’altra ottima notizia per tutti i creatori di contenuti, amatoriali o professionali, presenti su Facebook o Instagram. Il beneficio non è solo nella possibilità di usare la musica ma anche nel ridurre tutti i problemi dovuti ai video che si bloccavano perché nel sottofondo, anche senza nessuna colpa del creatore del contenuto, si sentivano canzoni di cui non si era certi se fossero coperte da diritti. È capitato in diversi casi e queste soluzioni all’origine sono veramente un grande e lodevole sforzo da parte di Facebook.

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Messenger

Se è vero che le buone e le cattive notizie corrono su binari paralleli, ecco che una spiacevole notizia bussa alle porte di Messenger. Quanti di voi sanno spiegare cosa (o chi) sia M?

Ecco, non tutti sanno che Messenger aveva un Bot-Siri tutto suo, rimasto seppur alla versione beta. E sarà forse per questo motivo che, dopo tre anni, di M rimarrà solo una funzionalità e si chiamerà M Suggestions. Un piccolo down? Ci sta, siamo sicuri che quanto avvenuto in questa parentesi sarà il successo e il boom per qualcosa che, come sempre, ci stupirà.

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Instagram/Whatsapp

“Rubate” a Snapchat, il vero punto di forza di Instagram, al momento, sono le stories. I lettori più attenti sapranno già quanta importanza viene data ad esse e quanto gli aggiornamenti siano indirizzati in questo senso. Da Messenger a WhatsApp, ogni social ora cerca di sfruttare al meglio questa potenzialità.

Non vi dovrete stupire, infatti, se da un giorno all’altro ci sarà la possibilità di trasformare le Stories di Instagram in stati di WhatsApp. In effetti, pensateci su: quante volte avete visto contenuti clonati e postati su vari canali? Il sito TechCrunch ha lanciato questa notizia bomba e noi non vediamo loro che sia tutto vero!

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Ancora Luca La Mesa commenta così questa grande news:

“I contenuti hanno un valore in proporzione alla loro distribuzione e questo test potrebbe aiutare ad aumentarne la portata. Non a caso anche Snapchat sta sperimentando la possibilità di far vivere gli snap anche al di fuori della piattaforma. Ricordiamoci però che ciò di cui parliamo è solo la parte di “distribuzione” del contenuto e nel tempo ciò che premierà sarà la qualità del contenuto stesso. Sempre più spesso si dice “Content is King, distribution is Queen”.

Un’altra notizia tra il social e il tech: ricordate quando lo scorso anno Facebook annunciò il lancio di un visore per realtà virtuale? Ebbene sì, Oculus Go sarà costruito da Xiami e verrà lanciato sul mercato nel corso dell’anno.

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È il caso di dirlo: ne vedremo delle belle! E ora, un bel weekend ninja. Alla prossima #weekinsocial!

8 digital trend da tenere d’occhio nel 2018 (secondo We Are Social)

Innovazione e tecnologie emergenti cambiano costantemente lo scenario digital: la sfida del 2018 per i brand è essere in grado di adattare la propria offerta di prodotti e servizi per continuare a essere rilevanti per le persone. In che modo? Seguendo ed appropriandosi dei nuovi digital trend in grado di guidare le scelte strategiche dell’azienda.

We Are Social ha individuato le otto tendenze più interessanti, che influenzeranno il comportamento delle persone e avranno un impatto decisivo sul marketing e la comunicazione nel corso dell’anno.

Le parole chiave da cui partire sono:
  1. Binge-watching
  2. Direct messenger marketing
  3. Social commerce
  4. Social search
  5. Intelligenza Artificiale  
  6. Sonic-branding
  7. Hyper-transparency e chiarezza
  8. Contributor

Analizziamole insieme, una per una.

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1. Il binge-watching, ovvero contenuti più lunghi e seriali

Se in passato le piattaforme consigliavano ai brand di creare contenuti sempre più brevi – ricordi l’importanza dei video da 6 secondi? – e se  è ancora vero che le conversazioni delle persone vertono spesso su contenuti immediati e semplici da fruire, è altrettanto interessante osservare come video ed esperienze di più lunga durata, che catturano l’attenzione ben oltre una manciata di secondi, stiano diventando sempre più rilevanti per le persone.

Un esempio su tutti: il fenomeno del binge-watching, o ai documentari di media come Vice e Vox o, ancora, il costante aumento dei podcast.

Accanto ai format brevi, le persone interagiscono e apprezzano sempre di più i contenuti di lunga durata. Facebook Watch, ad esempio, che distribuisce serie video attraverso la sua piattaforma social, è un esperimento in questa direzione. Interpretare questa tendenza come un’opportunità per il proprio brand equivale a costruire relazioni di lunga durata con i clienti.

«Non è vero, insomma, che la durata della nostra attenzione equivale a quella di un pesce rosso: se ci piace un contenuto infatti, vogliamo vederne di più».

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direct message

2. Direct messenger marketing, per rendere più immediate le conversazioni

L’evoluzione dei servizi di messaggistica è destinata a continuare. Più utilizziamo canali privati ​​- messaggi diretti – per contattare gli altri e più tempo spendiamo utilizzando servizi di messaggistica, più diventa importante per i brand capire come apportare valore a questo scenario.

Strumenti evoluti, sia al livello hardware che software, consentono di trasformare questi messaggi in un elemento creativo, proprio ora che Instagram sta testando un’app separata e indipendente per i messaggi diretti, con lo scopo di migliorare questo aspetto della comunicazione.

Intanto la spinta verso funzionalità sempre più utili all’interno delle app di messaggistica ha permesso il moltiplicarsi di bot text-only e Facebook vuole che Messenger diventi la piattaforma preferenziale per il servizio di customer care, con la possibilità che la stessa chat business to consumer possa essere trasferita da Facebook al sito web di un brand. Oltre all’help desk, ci rivolgeremo sempre più ai robot di messaggistica per tutto – dall’ordine del ristorante alle previsioni del tempo – sui nostri smartphone, anche grazie al controllo vocale, nelle case e nei veicoli.

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3. Social Commerce, la svolta per il mercato statunitense è prevista per il 2018

Se ancora oggi il social commerce rappresenta meno del 2% del totale delle vendite al dettaglio secondo i dati del Technavio’s report, si prevede che questo numero sia destinato ad esplodere nei prossimi anni. Le entrate generate potrebbero ben presto raggiungere 165 miliardi di dollari a livello globale e in particolare per quanto riguarda il mercato statunitense il vero punto di svolta è atteso già nel 2018.

Il 2017 è stato l’anno dell’espansione degli annunci pubblicitari su Instagram – che aumenterà ancora in termini di frequenza ed efficacia -, mentre i bot Messenger hanno dimostrato che esiste un potenziale reale per ridefinire l’esperienza di vendita al dettaglio. WeChat di Tencent, il gigante cinese di app per la messaggistica e il pagamento mobile, infine, con il suo quasi un miliardo di utenti, da tempo non fa mistero  della sua intenzione di aumentare il proprio presidio negli Stati Uniti.

Anche l’importanza del dark social, e in particolare delle app di messaggistica che consentono di condividere contenuti in forma privata, crescerà all’interno dei piani di marketing, mentre brand come Amazon e app indipendenti come Screenshop, stanno già innovando lo scenario e offrendo concrete soluzioni di social commerce.

Anche Google e Starbucks non stanno con le mani in mano e hanno cominciato ad integrare in modo sostanziale il social commerce nell’ambito delle loro reti di vendita tradizionali, costruendo una vera strategia di marketing omnicanale digital e social in grado di offrire alle persone un’esperienza di acquisto integrata e dinamica.

4. Social Search: tag, insights e approfondimenti accanto al classico motore di ricerca

La storica funzione di Google, che continua ancora oggi a perfezionare l’esperienza di ricerca, rendendola sempre più locale, personalizzata e rilevante, è stata già affiancata da quella delle piattaforme social, che raccolgono una crescente quantità di dati per diventare i nuovi luoghi della ricerca online. Tag geografici, insight comportamentali, approfondimenti su interessi e passioni e ricerca visiva, rendono le piattaforme strumenti sempre più popolari per soddisfare le richieste degli utenti.

Il nuovo ‘Lens’ di Pinterest è un ottimo esempio di come una piattaforma stia sfruttando la ricerca visiva per fornire ispirazione. Un’interessante evoluzione della ricerca su Instagram è invece la nuova funzione Hashtag follows, che consentirà agli utenti di seguire un hashtag particolare, non solo una persona. Ma anche Facebook sta investendo in maniera significativa nella ricerca visiva, facendo leva sulle funzionalità di intelligenza artificiale inizialmente sviluppate per migliorare l’accesso al social network da parte delle persone ipovedenti. Questi aggiornamenti della piattaforma ora verranno estesi, consentendo a tutte le persone di cercare immagini tramite parole chiave che descrivono effettivamente il contenuto di una foto, invece che solamente con tag e didascalie.

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5. Intelligenza artificiale e attivazione vocale, cioè Sonic-Branding

Entro il 2029 la metà delle interazioni uomo-macchina sarà probabilmente effettuata tramite intelligenza artificiale attivata vocalmente. Ma, secondo Gartner, già entro il 2020 il 30% della navigazione Internet avverrà senza uno schermo. In questa fase di passaggio dallo screen-first al voice-first, la maggior parte di noi parlerà quotidianamente con un’intelligenza artificiale e questo apre nuovi scenari anche per i brand.

Il potere della voce è infatti un nuovo touchpoint molto importante per il marketing: quello che prima avveniva nei testi dovrà avvenire anche nella voce, con lo sviluppo di un tone of voice di marca distintivo, che richiederà importanti investimenti nel cosiddetto sonic-branding, affinché le persone possano riconoscere la voce pronunciata da un’IA e quello che rappresenta.

Nell’era delle AI sviluppare l’identità sonora di un brand non sarà privo di problematiche, dato che gli assistenti vocali non si limiteranno a essere disponibili tramite smartphone nella sfera del one-to-one, ma anche in quella collettiva delle nostre case, a portata di orecchio di tutta la famiglia.

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6. Ancora AI, per il Content Marketing

Già il 2017 aveva visto l’avvento di soluzioni di marketing basate sull’intelligenza artificiale che consentono alle aziende di far leva sulle abitudini delle persone per sviluppare strategie social sempre più mirate. Analizzando tutto ciò che gli utenti vedono, fanno, condividono e quello con cui interagiscono, forniscono informazioni significative sul target di riferimento, delineando scenari futuri di cui i brand devono tenere conto per attuare le loro strategie.

Anche nel 2018 le piattaforme di AI marketing permetteranno alle aziende di sviluppare contenuti sempre più efficaci e rilevanti. Consentendo di distribuire contenuti tramite soluzioni personalizzate, forniranno previsioni su come, dove, perché e quando le persone vogliono essere coinvolte dai messaggi. Il futuro del content marketing, insomma, sarà sempre di più nella capacità di soddisfare singole audience.

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7. Hyper-transaperncy, la chiave della comunicazione online

I brand sono oggi impegnati nel riconquistare la fiducia dei propri consumatori, fornendo certezza e una trasparenza assoluta delle informazioni. Anche se l’apprezzamento delle persone per la trasparenza non è una novità, nell’era delle fake news, la sfiducia nei confronti di marchi, media e governi si è moltiplicata.

Proprio questo scenario lascia aperta per il 2018 una sfida ai brand per conquistarsi la fiducia delle persone. Non sarà più sufficiente dire che sei onesto o che il tuo staff lo è: devono essere le terze parti a comprovarlo. Le aziende dovranno poter parlare di tutto, non solo delle cose positive, dimostrando (anche) di essere consapevoli delle debolezze relative al business – o al settore di attività – e di essere già all’opera per migliorarle.

8. User generated content, cioè le persone come contributor

Infine un ultimo importante trend digital per il 2018: i brand sono sempre più guidati dalle idee e dalle interazioni con i loro consumatori e le persone si stanno sempre di più  trasformando in contributor. Non si tratta solo di essere un acquirente occasionale, ma di avere un senso di appartenenza reale alla community della marca e dell’esercitare un ruolo attivo nel delinearne il futuro.

Consentendo alle persone di sviluppare questo senso di appartenenza verso i brand preferiti, è possibile formare comunità di co-creatori grazie alle quali si generano nuove idee e prodotti, sulla base di feedback in tempo reale da parte di chi acquista, andando anche oltre rispetto al classico UCG.

La community diventa la più grande risorsa del brand, promuovendolo nel bene, difendendolo nel male e aiutandolo a disegnare sviluppi futuri in base a desideri e bisogni dei clienti. Discussioni e feedback provenienti dai social possono aiutare a far emergere questioni rilevanti, da affrontare prima che diventino veri e propri problemi.