google-for-job-cover

Google for Jobs: trova lavoro con l’aiuto di Google

Quante volte avrei cercato lavoro online? Quante volte ti sei chiesto da dove cominciare? Ecco, Google in questi giorni ha voluto offrire una risposta proprio a questi interrogativi.

L’obiettivo di Big G è semplice e il procedimento che si cela dietro questa novità lo è ancor di più! Google for Job è il nome utilizzato per indicare questa nuova feature che promette una vera e propria semplificazione nella ricerca di un impiego sul più grande motore di ricerca del pianeta, per l’appunto Google. Ma di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.

Google for Job, una prevedibile novità

google-for-job

Google for Job è una novità che stata lanciata in questi giorni negli USA, fruibile da mobile e da desktop , e che promette numerosissime novità. Ma procediamo per gradi.

Si tratta di un elenco di tutte le proposte di lavoro disponibili sul mercato. In cima ai risultati Google ci offrirà, ad ogni ricerca contenente delle keyword legate ad un settore di riferimento, un insieme di annunci che il motore di ricerca estrarrà non solo dai siti web, ma anche dai grandi network come LinkedIn, Monster e tantissimi altri portali dedicati.

Una bellissima novità che ha suscitato sin da subito un grandissimo entusiasmo non solo per la nuova feature, ma soprattutto per le numerose qualità del progetto. Infatti l’utente ha la possibilità, oltre che cercare con maggiore facilità l’annuncio lavorativo più idoneo alle proprie competenze, potrà anche applicare dei filtri per giungere ancor agevolmente al risultato sperato.

I filtri possono essere molteplici, come ad esempio la geolocalizzazione, ma tutti orientati alla semplificazione dell’intero processo.

Le inevitabili modifiche dell’algoritmo

Google for Job sembra essere una delle novità più interessanti di questi mesi. Un’innovazione già annunciata da Google verso la fine dello scorso anno e definitivamente attiva in questi primi mesi del 2017. Ma la domanda che tutti noi tecnici (e non solo) ci siamo posti dinnanzi ad una novità di questo genere e che ha scaturito anche a livello internazionale, è stata: quali saranno le consequenziali modifiche che saranno apportate all’algoritmo di Google? Ovviamente non si sa nulla di certo. E forse non lo si saprà mai.

Google ha confermato che ovviamente delle novità ci saranno. L’algoritmo sarà capace di estrarre gli annunci dai siti web, ordinarli ed introdurli nei risultati di ricerca evitando fastidiosi doppioni. Ma come farà ad ottenere tutto ciò?

Google ha esplicato due chiare modalità:

  1. Modificando ed inviando la nuova sitemap del sito web;
  2. Pubblicando dei Job Postings; 

Questi saranno gli strumenti che Google offre a tutti gli utenti interessati al progetto. Per saperne di più e per scoprire tutti i dettagli nello specifico, ti invitiamo a leggere la pagina con quale si annuncia il rilascio di questa nuovissima piattaforma.

Jaguar Land Rover cerca nuovi talenti attraverso la Gorillaz App e la tecnologia VR

Come si fa a trovare e reclutare i migliori talenti di un determinato settore? Semplice, sfidandoli sul loro stesso campo.

Questo è ciò che deve avere pensato Jaguar Land Rover nel momento in cui ha deciso di siglare una collaborazione con la virtual band Gorillaz. I due partner stanno collaborando per reclutare nuovi talenti dell’ingegneria con una sfida code-breaking che può essere trovata nell’app della stessa band, lanciata da pochi mesi.

La recruiting area all’interno dell’app propone un’ambientazione a 360 gradi del garage di casa della band, “popolato” anche da tutti i mezzi iconici che hanno caratterizzato il passato dei Gorillaz. I job seeker possono partecipare alla sfida a due step. Nel primo, progettato per educare i partecipanti rispetto ai benefici dei veicoli elettronici, è necessario assemblare la Jaguar I-PACE Concept. La seconda (e più impegnativa) parte del gioco è focalizzata invece su un task di cracking code in formato ARG (Alternate Reality Game).

Leggi anche: Digital HR: 3 libri per fare la differenza nel settore delle Risorse Umane

Una bella partnership che va verso il tema del digital & social recruiting: complimenti a Jaguar Land Rover per questa iniziativa!

Social network e piattaforme di messaggistica: come evitare lo spam

Quest’articolo è stato scritto da Roberta Rapicavoli, Avvocato esperto in privacy e diritto informatico & Docente del Master in Digital Marketing di Ninja Academy.

Sono milioni gli iscritti ai social network e numerosi gli utenti che utilizzano applicazioni di messaggistica istantanea cui poter proporre facilmente messaggi promozionali di vario genere.

Si pensi, ad esempio, alla pubblicazione di un messaggio commerciale sulla bacheca di un utente iscritto a Facebook o all’invio di una comunicazione promozionale tramite messaggio privato su Twitter o mediante applicazioni di messaggistica istantanea, come Telegram o Whatsapp.

Cosa occorre considerare prima di effettuare tali operazioni? Quali le regole da conoscere e rispettare per evitare di incorrere nello spam?

L’invio di messaggi promozionali richiede il consenso del destinatario

L’art. 130 del D. Lgs. 196/2003 (“Codice privacy”) prescrive l’obbligo di acquisire il consenso dell’utente o contraente per l’invio di comunicazioni promozionali tramite “posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo”.

All’interno dei messaggi “di altro tipo” richiamati dalla citata disposizione rientra qualsiasi tipologia di messaggio inviato tramite i diversi strumenti offerti in ambito digital, tra cui, per quanto di interesse, anche le piattaforme di messaggistica (come whatsapp o telegram) o di social network (come facebook).

Ciò viene chiaramente indicato dal Garante privacy nelle sue Linee guida in materia di marketing del 2013, in cui l’Autorità stabilisce, che “i messaggi promozionali inviati agli utenti dei social network (come Facebook), in privato come pubblicamente sulla loro bacheca virtuale, sono sottoposti alla disciplina del Codice, e, in particolare, agli artt. 3, 11, 13, 23 e 130” e che “la medesima disciplina è applicabile ai messaggi promozionali inviati utilizzando strumenti o servizi sempre più diffusi tipo Skype, WhatsApp, Viber, Messanger, etc.”.

Pertanto, quando si pianifica o si svolge un’attività di marketing sfruttando le piattaforme di social network o di messaggistica, occorre ricordare che, per poter promuovere i propri prodotti e servizi attraverso la pubblicazione di post nella bacheca dell’utente o l’invio di messaggi diretti tramite gli strumenti messi a disposizione dalla stessa piattaforma, si rende necessario acquisire dal destinatario, previamente informato, il consenso espresso e specifico al trattamento dei dati per la finalità di marketing.

Eccezione alla regola del consenso per fan o follower

Nelle citate Linee Guida del 2013 però il Garante individua un’eccezione alla regola generale – che, come detto, richiede il consenso per l’invio di messaggi promozionali – stabilendo la possibilità di inviare, anche senza autorizzazione, comunicazioni promozionali all’utente che sia diventato “fan” della pagina di una determinata impresa o società oppure si sia iscritto a un “gruppo” di follower di un determinato marchio, personaggio, prodotto o servizio, purché dal contesto o dalle modalità di funzionamento del social network, anche sulla base delle informazioni fornite, possa evincersi in modo inequivocabile che l’interessato, diventando fan o follower, abbia voluto manifestare anche la volontà di fornire il proprio consenso alla ricezione di messaggi promozionali da parte di quella determinata impresa.

In base a quanto previsto nelle citate Linee guida non è però sufficiente che la comunicazione sia diretta a fan o follower, ma – come detto – occorre che possa evincersi “in modo inequivocabile” che l’interessato, diventando fan o follower, abbia manifestato il proprio interesse a ricevere comunicazioni promozionali.

credits: Depositphotos #15640275

credits: Depositphotos #15640275

Come indicato dal Garante, il fatto che l’utente, avendo deciso di diventare fan o follower, abbia espresso in modo inequivocabile la volontà di rimanere aggiornato sulle offerte, attività e promozioni svolte, può evincersi “anche sulla base delle informazioni fornite”. Per tale ragione allora può essere utile gestire un Avviso – da inserire, ad esempio, nella policy relativa alla pagina facebook o all’interno di un DM su twittercon cui l’utente viene informato del fatto che, in quanto fan o follower, potrà ricevere comunicazioni promozionali o commerciali.

Resta inteso ovviamente che se il fan o il follower dovesse smettere di essere tale (perché decide di non seguire più la società o perché si oppone a ulteriori messaggi promozionali), il successivo invio di comunicazioni non potrebbe più considerarsi lecito. Occorre dunque prestare attenzione a tale profilo e verificare costantemente se l’utente continua a essere fan o follower o comunque se si sia opposto alla ricezione dei messaggi promozionali, dovendosi, infatti, altrimenti considerare illecita l’eventuale prosecuzione dell’attività di invio di comunicazioni promozionali nei suoi confronti.

Cambiamenti per l’invio di messaggi promozionali con la nuova disciplina europea di prossima applicazione?

Dal 25 maggio 2018 troverà applicazione il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679), che abroga la Direttiva madre 95/46/CE, ed è inoltre in fase di definizione il Regolamento che andrà ad abrogare la Direttiva e-privacy, da cui deriva, tra gli altri, anche l’art. 130 del nostro Codice privacy.

In base all’attuale proposta del Regolamento, che – come detto – andrà ad abrogare la Direttiva e-privacy, non sembra ci saranno modifiche in ordine alla necessità di acquisire il consenso per il trattamento di dati effettuato per finalità di marketing attraverso email o messaggi.

Pertanto, chi intende inviare comunicazioni promozionali tramite tali strumenti senza violare la normativa, dovrà proseguire a raccogliere il consenso, che continuerà a dover essere libero, specifico e informato – secondo le caratteristiche richieste anche nel Regolamento UE 2016/679, in cui lo stesso viene definito come “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento” (cfr. art. 4 n. 11 del Reg. UE 2016/679).

 

>>> Esplora ed apprendi le strategie e gli strumenti operativi per far crescere un business attraverso il web. Segui il Master in Digital Marketing di Ninja Academy (formula Online + Digital Factory: a 60 ore di didattica online abbina un percorso pratico a Milano o Roma)

Satya Nadella CEO Microsoft

Business Recap: le 4 notizie più importanti della settimana

Vuoi conoscere tutte le notizie più importanti dal mondo business di questa settimana? Come sempre la redazione di Ninja Marketing ha raccolto per te i più importanti avvenimenti tra acquisizioni, importanti eventi e nuove leggi, per restare sempre aggiornati.

Ma non perdiamo altro tempo, e corriamo subito a scoprire le ultime dal mondo degli affari!

Partiamo con il nostro Business Recap.

Microsoft conferma l’acquisizione della startup israeliana Cloudyn, per una cifra compresa tra 50 e 70 milioni di dollari

microsoft-nadella

Si parlava di questa acquisizione già da aprile, ma ci è voluto un po’ di tempo perché Microsoft potesse rendere ufficiale l’acquisizione del servizio di cloud con sede in Israele.

Secondo alcune fonti la cifra dell’accordo si aggirerebbe tra i 50 e i 70 milioni di dollari e in un post sul blog della società, Jeremy Winter, Product Unit Manager di Microsoft, ha scritto:

“Sono lieto di annunciare che Microsoft ha firmato un accordo definitivo per acquisire Cloudyn, un’azienda innovativa che aiuta le imprese e i gestori di servizi a ottimizzare i propri investimenti nei servizi cloud”.

Grazie a questa acquisizione Microsoft si garantisce una soluzione per la fatturazione e la gestione dei servizi cloud con un vantaggio competitivo rispetto a concorrenti come AWS e Google Cloud Platform, all’interno di una strategia globale.

Cloudyn, inoltre, sta accumulando una lista di grandi clienti ed è già partner di Microsoft.

Microsoft ha acquisito diverse altre società di sicurezza israeliane, tra cui Aorato, Adallom e Secure Islands, e all’inizio di questo mese ha acquistato Hexadite per 100 milioni di dollari, secondo le fonti.

In Germania passa la legge su Social Media e hate speech

business recap

Dopo la multa record di questa settimana da parte della Commissione europea a Google, un nuovo rischio arriva per i giganti del Tech dall’Europa: la legge appena approvata dal parlamento tedesco sulle ammende che le società come Facebook dovranno pagare se non saranno in grado di eliminare post violenti, offensivi e razzisti dal social network entro 24 ore.

La legge, che prevede multe fino a 50 milioni di euro (57 milioni di dollari) per non aver eliminato gli hate speech, dovrebbe entrare in vigore a partire da ottobre.

Il ministro della Giustizia Heiko Maas e altri sostenitori del disegno di legge hanno dichiarato che è necessario attenuare la diffusione dei discorso di incitamento all’odio, strettamente disciplinati dalla legge tedesca. Ma gli attivisti per i diritti digitali hanno criticato la legge, dicendo che avrebbe violato la libertà di parola e che darebbe alle aziende tecnologiche una responsabilità sproporzionata nella determinazione della legalità dei contenuti online.

I portavoce di Facebook e Twitter non hanno ancora risposto alle richieste di commento sulla legge.

LEGGI ANCHE: Business Recap: le 5 notizie più importanti della settimana

Codemotion chiude un round di finanziamento da 1,5 milioni di euro

business recap codemotion

Codemotion ha appena chiuso un round di investimento per 1,5 milioni di euro, per rafforzare la propria leadership in Europa.

L’Hub di innovazione internazionale e punto di riferimento per una comunità di 570.000 sviluppatori software, ha accelerato la propria crescita e offerta di formazione tecnica, kids education, hackathon in collaborazione con i principali attori nel campo tecnologico internazionale.

Barcamper Ventures, Invitalia Ventures e LVenture Group hanno investito nella società fondata nel 2013 da Chiara Russo e Mara Marzocchi.

“Siamo estremamente felici di aver chiuso questo round di investimento che ci permetterà di far crescere e consolidare la presenza di Codemotion all’estero in modo veloce e strategico – commenta Chiara Russo CEO e Co-Founder di Codemotion -. Mara ed io siamo partite quattro anni fa con una vision chiara e nel cuore la nostra passione per la tecnologia. Ora, grazie ad un team in continua crescita e con l’entrata dei nuovi soci, potremo raggiungere obiettivi più ambiziosi, diversificando la nostra offerta per aziende e sviluppatori, che sono e rimangono per noi un valore fondamentale”.

L’aumento di capitale punta a rafforzare la vasta community di sviluppatori che ruota intorno all’azienda, consolidare il percorso di crescita internazionale già avviato ed allargare la propria offerta.

Per il fondo Barcamper Ventures, che ha guidato l’aumento di capitale, Gianluca Dettori entrerà nel Consiglio di Amministrazione della società.

L’Amazon Prime Day di quest’anno apre anche ai mercati asiatici

https://youtu.be/vCX_ERiBt1Y

Amazon ha annunciato la terza edizione del suo evento più atteso, l’Amazon Prime Day, dedicato a tutti gli abbonati al servizio Prime.

Come vi abbiamo già raccontato, la data ufficiale per non perdere neanche uno sconto è l’11 luglio, ma le offerte inizieranno già dal pomeriggio del 10 luglio, per una durata totale di 30 ore.

La notizia più importante di quest’anno, dal punto di vista business però, è che Amazon Prime Day sbarcherà anche in India e Cina, due grandi mercati per il gigante dell’eCommerce, il secondo dei quali saldamente presidiato da Alibaba.

Il servizio di abbonamento annuale Prime è sbarcato in India solo lo scorso luglio, seguito dalla Cina alcuni mesi dopo, per questo l’Amazon Prime Day è un importante momento nel settore del retail online, con cui Amazon punta a superare anche i risultati del Black Friday.

Amazon ha raddoppiato i suoi sforzi per incoraggiare i clienti a iscriversi al programma Prime, che include non solo le consegne rapide e gratuite, ma anche servizi come Amazon Prime Video.

L’obiettivo finale non è tanto quello di raccogliere quote di abbonamento annuale, quanto fidelizzare in modo forte i clienti, legandoli all’intero ecosistema Amazon, che sempre di più punta all’integrazione tra online e offline, come dimostrato anche dalla recente acquisizione record di Whole Foods.

In Cina e in India, Amazon punta ora ad una crescita esponenziale, anche grazie a giornate promozionali come l’Amazon Prime Day.

Week in social: Facebook pronto a salvare il mondo e YouTube le vostre serate solitarie

In questo ultimo venerdì di giugno, oltre agli aperitivi in spiaggia o all’organizzazione delle vacanze, non possiamo sicuramente perderci le principali novità social della settimana. Ecco quindi la nostra review.

Facebook

Iniziamo dall’impero di Zuckerberg, che festeggia il raggiungimento di ben 2 miliardi di utenti iscritti.

Questo dato, oltre a confermare che Facebook resta il social media più utilizzato, ci evidenzia anche un altro traguardo, ben più impressionante: più di un quarto della popolazione mondiale ne fa uso. Considerando che è vietato in Cina e limitato in altre nazioni, che le persone al di sotto dei 13 anni non ci si possono iscrivere e che delle 7.5 miliardi di persone nel mondo 3.8 miliardi non hanno accesso a internet, risulta che in effetti Facebook è utilizzato dal 53% delle persone che possono accedere al web, più di una ogni due.

Se vuoi celebrare questo risultato insieme a Facebook, puoi farlo con il video personalizzato lanciato per l’occasione.

È comunque sempre più chiaro che da questa reach deriva molta responsabilità. Ecco perché Zuckerberg ha annunciato un cambio di mission che punta a fare la differenza: “Bringing the world closer together“.

Nell’ultimo decennio ci siamo concentrati nel rendere il mondo più interconnesso e aperto. Ma pensavo che per rendere il mondo un posto migliore fosse sufficiente dare alle persone un mezzo per esprimersi e aiutarle a essere connesse una con l’altra. Guardandoci intorno, però, vediamo che la società è ancora fortemente divisa. Abbiamo la responsabilità di fare di più, non solo connettere il mondo, ma renderlo più unito.”.

Queste le parole di Zuckerberg che pongono grandi obiettivi, ma fanno anche sorgere anche grandi questioni in merito alle modalità di interazione di queste intenzioni con i più concreti obiettivi di business.

Ma non di soli ideali vive l’uomo, e neppure Facebook Messenger, che ha recentemente lanciato negli USA Discover, una nuova sezione all’interno di Messenger in cui cercare nuovi bot, locali e aziende nei paraggi. Per le aziende Discover diventa un tool per mostrare messaggi agli utenti di Messenger.

discover

Last but not least, Facebook continua il suo percorso televisivo e lo fa questa volta andando dritto al cuore dei 34 milioni di tifosi che seguono la Champions League. Grazie ad un accordo con Fox Sport, infatti, sarà possibile seguire la Champions direttamente su smartphone, senza doversi scomodare a uscire dal social network. La visione, gratuita, prevede: due match di ciascuna giornata nella fase a gironi, quattro gare negli ottavi di finale e altre quattro gare nei quarti. Al momento questa svolta epocale è riservata agli Stati Uniti.

A tal proposito, Luca La Mesa, il top teacher di Ninja Academy, ha commentato:

La notizia non è la prima del suo genere dati gli accordi già firmati il mese scorso con la Major League Baseball per trasmettere 20 partite ma è sicuramente la più eclatante per il grande interesse mondiale verso il calcio e la Champions League. Facebook sta sapientemente studiando tutti i meccanismi per abituarci a rimanere sempre più a lungo sulla sua piattaforma. In particolare ci abitueremo a vedere filmati molto più lunghi (come una partita di calcio) per poi ritrovarci a vedere delle mini serie che si vocifera essere in studio proprio in questo periodo ed infine ci faranno compagnia delle Facebook Live di utenti con un buon pubblico che potranno lanciare dei veri e propri “spot” durante la diretta andando in revenue share pubblicitario con Facebook. L’importante è che la contropartita per noi utenti sia la qualità dei contenuti, e la Champions League sicuramente è qualcosa di super riconosciuto e apprezzato. Se volete provate a stimare quanti utenti in contemporanea vedranno la prima partita su Facebook Live e a Settembre vedremo insieme i risultati.

Instagram

Kevin Systrom, CEO e co-fondatore di Instagram, ha annunciato che sono arrivati due nuovi due filtri per mantenere Instagram un luogo sicuro in cui ognuno possa esprimersi: un filtro per i commenti offensivi e un filtro anti-spam. Una mossa che conferma l’impegno del social network nel voler essere un luogo aperto e accogliente per tutti.

Il primo filtro nasconderà i commenti offensivi nei post e nei video in diretta e sarà possibile disattivarlo andando nel menu delle impostazioni delprofilo, scorrendo fino a toccare “Commenti”. Il lancio del filtro sarà dapprima in inglese, ma altre lingue verranno in seguito integrate. Il filtro anti-spam, invece, rimuoverà lo spam evidente nei commenti in inglese, spagnolo, portoghese, arabo, francese, tedesco, russo, giapponese e cinese. Questi filtri si basano sul “machine learning”, ottimizzato per essere in grado di riconoscere i commenti offensivi e lo spam.

instagram

Snapchat

Anche da Snapchat arrivano novità che potrebbero essere utili ai business, nonostante siano al momento limitate al mercato USA. Finalmente sarà possibile personalizzare i filtri di geolocalizzazione direttamente dall’app, quindi senza doverli creare dapprima in studio.

custom-snap-filters

Sarà sufficiente andare in setting, nel menu chiamato “Geofiltri on-demand”  scegliere tra opzioni pre-impostate, scegliere un template e personalizzarlo con testo, emoticons e tutti gli sticker di Snapchat. Potrai poi selezionare in che luogo e tempo vorrai rendere disponibile il filtro e inviare a Snapchat per approvazione, voilà!

Youtube

E chiudiamo con una grande svolta firmata Youtube: Uptime. Con Uptime i tempi in cui guardavate la TV facendo live tweet vi sembreranno preistorici come l’idea di fare uno squillo in risposta a un sms.

Perché guardare i video da soli  e condividerli, quando potete guardarli direttamente insieme ai vostri amici? Sia guardando in contemporanea che in tempi diversi, potrete condividere reazioni che, comunque, compariranno al tempo esatto in cui le avete inserite. L’app inizialmente prevedeva un invito per condividere l’esperienza, mentre ora quest’opzione è stata eliminata.

I tipi di reazioni previsti sono qualcosa che già conosciamo e che arrivano un po’ da tutti gli altri social: faccina che sorride, faccina sorpresa, cuoricini, faccina arrabbiata, smorfie e lacrime. Potrete anche inondare il video di stelline, ma queste saranno visualizzate soltanto da chi vede in diretta con voi il video. Tra le ultime novità, inoltre, anche la possibilità di ricercare gli amici di Facebook. Insomma, sembra che Uptime sia sempre più pronta a uscire dalla fase test e a conquistare il nostro tempo libero.

uptime

Tra chi vuole salvare il mondo e chi propone di inondare i video di stelline, anche questa settimana è stata piuttosto piena di novità. Vediamo ora, cosa ci porterà il resto dell’estate.

8_consigli_ninja_per_affrontare_l’estate_in_modo_costruttivo

8 consigli ninja per affinare le tue competenze durante l’estate

Durante l’estate ci piacerebbe tanto chiudere tutto per starcene in panciolle in riva al mare: invece, i social media manager veramente virtuosi affrontano anche questa stagione dell’anno in modo costruttivo.

L’estate è ritenuta bassa stagione per le attività di social media marketing ed in generale il carico di lavoro diminuisce (esistono sempre le eccezioni): ci sono meno campagne di advertising attive, alcune piccole e media aziende chiudono per qualche settimana e i clienti ci stanno meno col fiato sul collo.

È il momento giusto per organizzarsi e agire da veri guerrieri ninja. La fase di addestramento è infatti fondamentale. I veri ninja dedicano molto tempo a studiare l’avversario e allenarsi, prima di entrare in azione. Si preparano scrupolosamente per dare il massimo nel momento del combattimento. Un vero ninja del social media marketing deve sapersi prendere il tempo necessario per studiare, fare pratica, affinare le proprie tecniche in modo da essere pronto alla competizione e a sbaragliare gli avversari con campagne assolutamente vincenti.

8_consigli_ninja_per_affrontare_l’estate_in_modo_costruttivo

Ecco come fare a resistere alla tentazione dell’ombrellone e rimanere focalizzati sul proprio lavoro per sfruttare al meglio il periodo estivo.

Fai pratica con gli ultimi aggiornamenti lanciati dai social media

I social media sono in continua evoluzione e non è facile rimanere sempre aggiornati. Sei sicuro di non esserti perso niente? Se hai la sensazione di non sapere come sfruttare al meglio quella nuova feature appena lanciata, è il momento di recuperare e fare tanta pratica!

8_consigli_ninja_per_affrontare_l’estate_in_modo_costruttivo

Leggi il più alto numero possibile di case studies e articoli di approfondimento

Se durante il periodo invernale sei preso da varie attività e clienti che hanno urgenze ogni giorno, il tempo per fermarti a leggere case studies e approfondire temi interessanti è sempre poco. Approfitta dell’estate per investire su te stesso. Leggi con calma quell’articolo che avevi salvato tra i preferiti o quel libro che hai sul comodino da settimane, rivedi i video dei webinar che hai lasciato indietro e dedica tempo di qualità per imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

>>> Partecipa alla Free Masterclass “Come costruire un brand attraverso i Social Media” – 19 luglio 2017 dalle ore 13 alle ore 14

Testa e sperimenta nuovi strumenti di lavoro

Sono tanti i tool a disposizione di un social media manager, che possono davvero aiutare nel rendere più efficiente e produttivo il lavoro quotidiano. È importante capire bene le proprie esigenze per trovare gli strumenti corretti per facilitare il lavoro. Alcuni programmi offrono la possibilità di avere delle settimane di prova gratuite: l’estate è il momento giusto per testarli e capire quale potrebbe essere il tool migliore da implementare.

Focalizzati sui contenuti

“Content is the king” e per creare buoni contenuti c’è bisogno di tempo. Studia i temi che riguardano i tuoi clienti e portati avanti nella creazione di contenuti che possono essere interessanti per il tuo piano editoriale.

Speech bubble with content word. Business concept. Sketch notes

Pensa a nuove idee creative e offerte per le tue campagne

È difficile avere sempre il tempo per fermarsi a lavorare su nuove idee per le proprie campagne. L’estate però ci può conferire quella giusta tranquillità per liberare la mente e dare sfogo al nostro spirito creativo. Lasciati ispirare, elabora nuove offerte e cerca di capire quali potrebbero essere aggiunte nella tua strategia.

8_consigli_ninja_per_affrontare_l’estate_in_modo_costruttivo

Affina lo studio del tuo pubblico di riferimento

Conoscere bene le proprie buyer persona e creare dei pubblici personalizzati di riferimento è fondamentale per il successo delle campagne di advertising. Questo presuppone un lungo lavoro di analisi e profilazione. Approfondisci lo studio degli interessi del tuo pubblico e crea più custom audience in modo da essere pronto quando dovrai attivare le campagne e mirare al giusto target, con il giusto messaggio.

Sfrutta l’estate per testare le tue campagne

Sai già che a settembre dovrai partire con nuove attività? Ad esempio, gestisci la pagina Facebook di un’azienda che vende prodotti per la caduta per capelli e sai che l’autunno è la stagione perfetta per promuoverli. Bene, non aspettare che arrivi settembre e che il cliente ti chiami. Portati avanti, inizia a testare le offerte in modo da essere pronto al fine tuning al rientro dalle vacanze estive.
Crea diverse inserzioni e testa diversi aspetti: ad esempio il pubblico di riferimento, la creatività, il messaggio che vuoi dare.

Pianifica e rivedi la calendarizzazione delle tue attività

L’autunno è dietro l’angolo, fra pochi mesi sarai di nuovo sommerso dagli eventi e dalle urgenze. Stila una lista delle priorità, prendi in mano il calendario e pianifica le attività che ripartiranno da settembre e quelle che arriveranno nei mesi successivi in modo da avere ben chiaro cosa ti aspetta e prepararti al meglio.

8_consigli_ninja_per_affrontare_l’estate_in_modo_costruttivo2
Sei pronto a vivere la tua estate? A settembre ricordati di scriverci sulla nostra pagina Facebook o nel nostro gruppo LinkedIn se ti sono stati utili i nostri consigli!

Gadget Aziendali

Gadget aziendali: idee semplici e innovative in linea con il brand

I gadget aziendali sono da sempre un piccolo ricordo, utile o solo simbolico, che può comunicare il significato di un evento o esprimere l’identità di un progetto aziendale. Il valore del gadget sta nel brand, con poche semplici regole per renderlo davvero visibile e coerente con i valori aziendali.

Rispetto alle mitiche matite di IKEA o alle lattine da collezione di Coca-Cola, com’è cambiato oggi il mondo dei gadget aziendali? Naturalmente in senso digitale.

In mano, in tasca, in borsa. Ma anche in auto, sul divano o in cucina. Il nostro smartphone ci accompagna ormai dappertutto ed è diventato una comune estensione del nostro corpo. Grazie al nostro device siamo in grado di telefonare, fare ricerche, acquistare, seguire le indicazioni per trovare un indirizzo, preparare un nuovo piatto seguendo la ricetta trovata online. Insomma un fedele compagno che non ci abbandona mai e che non esitiamo a proteggere, decorare, migliorare con l’aggiunta di accessori.

E se anche lo smartphone diventasse un ottimo spunto per offrire a clienti e partner un assaggio del nostro brand?

grip phone

Grip-Phone: un’idea innovativa e personalizzabile

L’idea, davvero interessante, considerata la frequenza con la quale maneggiamo questo device, arriva da H3D, che ha ideato un nuovo prodotto utile ed innovativo: Grip-Phone.

Questo perfetto incontro tra creatività, tecnologia e utilità permette di applicare un supporto adesivo sullo smartphone per attaccarlo (e staccarlo) ovunque riteniamo utile (su superfici lisce e pulite come specchi, lavagne, metallo, mobili, piastrelle), così da avere sempre il proprio telefono a portata di mano senza ingombri per le mani.

grip phone gadget aziendali

Come ogni prodotto di H3D anche il Grip-Phone può essere personalizzato e brandizzato, diventando un perfetto gadget tecnologico e utile, capace di comunicare dinamismo e dare spazio alla creatività.

Ideare accessori utili, ma che siano in grado di coniugarsi con uno stile di vita digitale, diventa sempre più difficile per le aziende che non vogliono accontentarsi del classico power bank, ma vogliono regalare un’esperienza più innovativa a clienti e partner.

gadget aziendali

Le regole d’oro per il gadget aziendale perfetto

Se il legame con il digitale è ormai un must, non bisogna dimenticare altre importanti caratteristiche per ogni gadget aziendale che sia destinato a rimanere davvero impresso nella memoria di chi lo riceve.

Ecco le regole d’oro secondo i Ninja del marketing:

  1. mettere in evidenza il brand
  2. essere creativo e coerente con i valori dell’azienda
  3. puntare insieme su innovazione e utilità

Come sapere se abbiamo raggiunto il nostro scopo? La prova del nove è nel selfie: un gadget che colpisce nel segno provoca subito l’inarrestabile bisogno di una foto o di un selfie per mostrare a tutti il fantastico regalo appena ricevuto 😉

Aruba: il CMO Stefano Sordi ci parla del nuovo Global Cloud Data Center Campus

Aruba continua ad investire nel cloud e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche sul suolo italiano. L’ultima  struttura arrivata è il nuovissimo Global Cloud Data Center, un vero e proprio campus tecnologico dove viene, tra le altre cose, ospitato il terzo Data Center italiano della company.

La nuova struttura è stata realizzata alle porte di Milano, per l’esattezza a Ponte San Pietro (BG), in una posizione strategica sia per la vicinanza a tutti i principali Aeroporti sia per le caratteristiche dell’area geografica. In occasione dell’annuncio della pre-apertura di questo DC Campus eco-sostenibile, abbiamo intervistato Stefano Sordi, Chief Marketing Officer di Aruba, un caro amico di Ninja Marketing (ricordi l’intervista legata alla conquista di Aruba del Cloud?).

we START you UP: il nuovo programma Aruba per le Startup [INTERVISTA]

LEGGI ANCHE: We START you UP: scopriamo il nuovo programma di Aruba dedicato alle Startup

Buongiorno Stefano, bentornato su Ninja Marketing! Il nuovo data center ha un ruolo globale e (quindi) una vocazione di carattere internazionale. Quale sarà l’impatto di questa struttura sulla strategia di Aruba e quali vantaggi avrà per la zona dove è stata realizzata?

Ciao Andrea e buongiorno a tutti gli amici di Ninja Marketing! Il nuovo Global Data Center è centrale nella strategia di Aruba, sia quella italiana – in quanto questo DC potrà offrire servizi di livello enterprise a tutte le aziende del nord Italia (così come alla Pubblica Amministrazione, a operatori IT e PMI, Enti locali, system integrator e Telco) – sia quella internazionale, in quanto sarà strategico per il centro Europa, per tutte le aziende extra-italiane interessate ai servizi cloud. Si tratta del terzo data center italiano del gruppo che va ad affiancarsi ai due di Arezzo e si inserisce nel network di data center europei che Aruba sta continuando a far crescere per servire i principati mercati europei, dalla Francia al Regno Unito, dalla Germania alla Repubblica Ceca. Si tratta di un vero e proprio campus tecnologico di oltre 200.000 mq in cui abbiamo intenzione di sviluppare altri grandi data center, uffici, spazi di co-working e un moderno auditorium, il tutto per consentire ai nostri clienti la più ampia e confortevole evoluzione per il propri business. Siamo stati accolti con entusiasmo dalla comunità locale e questo anche perché abbiamo riqualificato un’area ormai dismessa da tempo alla quale vogliamo dare una prospettiva nuova, moderna e tecnologica.

Il CMO di Aruba ci parla del nuovo Global Cloud Data Center campus! [INTERVISTA]

Parlaci dell’approccio innovativo utilizzato per questa struttura, sia a livello tecnologico che a livello sostenibile. Quale credi che sia l’innovazione più importante messa in campo?        

Il Data Center è stato realizzato nel pieno rispetto dei massimi standard di affidabilità e prestazioni e progettato per avere il massimo livello possibile di efficienza energetica, non solo per assicurare qualità e convenienza dei servizi, ma anche per ridurre il più possibile il suo impatto ambientale. Il Global Cloud Data Center è alimentato da energia proveniente dagli impianti idroelettrici e fotovoltaici di proprietà, che sono situati nel campus. Per tutte le esigenze non coperte in autonomia, viene prelevata dalla rete solo energia con origine certificata a livello europeo grazie alla Garanzia di Origine (GO) e quindi generata al 100% da fonti rinnovabili.

Tutti gli impianti, inoltre, sono stati progettati e costruiti per soddisfare ed eccedere i massimi livelli di resilienza previsti dal livello Rating 4 (formerTier4) di ANSI/TIA 942-A. Non a caso, AgID ha scelto lo standard TIA-942, come standard di riferimento all’interno delle Linee Guida del piano che prevede la razionalizzazione delle infrastrutture IT della Pubblica Amministrazione, quindi si tratta di un traguardo molto importante per noi.

La visione di Aruba nel lungo termine sembra intravedere una focalizzazione sul ruolo del Cloud: quali altri investimenti avete in programma? Quali sfide sono all’orizzonte?

Il ruolo del Cloud è sicuramente essenziale per Aruba e per le sfide che ci coinvolgono nel prossimo futuro. Abbiamo seguito con attenzione tutte le normative e, anche in vista dell’entrata in vigore del GDPR nel maggio 2018, abbiamo dato vita insieme ad altre aziende leader del settore cloud ad un Codice di Condotta al quale ci atterremo, con l’obiettivo di uniformare le linee-guida in ambito di privacy, localizzazione e sicurezza dei dati nel cloud, e garantire la loro massima tutela e rispetto.

Con questi intenti è nato il CISPE – Cloud Infrastructure Services Providers in Europe – una coalizione di aziende e provider cloud provenienti da tutta Europa. Ognuno porta la propria esperienza legata al proprio territorio, perché all’interno di CISPE ci sono, oltre chiaramente all’Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia, Bulgaria, Norvegia, Polonia e Svizzera.

Grazie ancora al CMO di Aruba Stefano Sordi, e in bocca al lupo per le prossime sfide. Un altro grande progetto ed investimento da parte di Aruba nel nostro Paese: certamente, un’opportunità per tutti! #GoNinja

Nasce Digital Open Learning, la formazione online per team aziendali

Come stare al passo con la trasformazione digitale?

Siamo partiti da questa domanda e dall’analisi delle esigenze formative delle aziende per realizzare la nuova offerta Digital Open Learning, un percorso di alta formazione e di aggiornamento continuo 100% online sulle discipline del Web Marketing.

È un piano di abbonamento annuale all’intero catalogo di corsi online Ninja Academy, attivabile esclusivamente da team di lavoro costituiti da almeno 3 persone. Il modo più semplice, comodo ed altamente professionalizzante di tenere il passo con la trasformazione digitale del tuo business.

arie

Le aree disciplinari

Social Media Marketing, Content Marketing, Search Engine Marketing, Web Analytics, Growth Hacking, eCommerce Management diventeranno, giorno dopo giorno, la cultura digitale condivisa del tuo team.

Attivando il Digital Open Learning, i tuoi dipendenti avranno accesso a:

  • 400+ ore di Alta Formazione Professionale in eLearning
  • Oltre 30 Corsi Online sui temi del digital marketing
  • Materiali didattici sempre disponibili e consultabili da qualsiasi device
  • Contenuti sempre aggiornati e programmi progettati insieme ai più autorevoli esperti di marketing digitale in Italia
  • Certificato di partecipazione, scaricabile al termine di ogni corso dopo aver completato il questionario finale
  • Possibilità di integrare il Digital Open Learning con corsi personalizzati e complementari in house
  • Tutor & Career Consultant sempre a disposizione del team per assistenza tecnica e didattica

Un’offerta esclusiva

Per il lancio di questo piano abbiamo riservato un’offerta esclusiva: forma il tuo team in modo flessibile e in tempo reale su progetti specifici e innovativi a partire da 75€ al mese a collaboratore (abbonamento annuale 899 + IVA) per piccoli team da 3 a 15 utenti.

Daily-Ninja-600x350

>>> Ti interessa iscrivere il tuo team? Contattaci ora!

Social customer care: perché i clienti scontenti lasciano recensioni negative?

La storia del “se il tuo business non ha un account social allora non esiste” la sapete già, ma quella su come gestirli soprattutto in termini di social customer care conviene sempre ripassarla perché le recensioni negative sono inevitabili, pericolose per il vostro brand e sempre in agguato.

Una faccia della medaglia ci racconta come il social customer care abbia innalzato il potenziale di connessione diretta con il cliente a livelli quasi perfetti: mai come oggi è stato semplice contattare velocemente un’azienda per ricevere informazioni, fare ringraziamenti o presentare delle lamentele. L’altra faccia presenta il conto rendendovi vulnerabili e largamente esposti alle recensioni negative.

Recensioni negative: perché si scrivono?

Domanda da un milione di euro: cosa porta un cliente a scrivere recensioni negative e a pubblicarle sulla pagina social di un brand? La risposta universale è sicuramente rabbia e delusione. La rabbia è il primo grande catalizzatore di una recensione negativa soprattutto quando si tratta di problemi legati a prodotti fallati o non funzionanti, quando vengono applicati costi aggiuntivi non menzionati, se un operatore del customer care è stato scortese o se il prodotto nella realtà non corrisponde alla descrizione.

Cosa ci si aspetta dopo aver scritto una recensione negativa?

Secondo un’indagine di Corra.com basata su un campione di 2000 clienti (donne e uomini tra i 20 e i 75 anni) il 73,2% lascia cattive recensioni per evitare che altri futuri clienti affrontino le stesse problematiche. Sono le donne in particolar modo a motivare più degli uomini questa scelta magnanima verso il prossimo toccando quasi l’80%.

social-customer-care-clienti-scontenti-recensioni-negative-2

Il 48,7% lo fa più per sfida personale con l’intento di far capire alle aziende dove stiano sbagliando e dove poter migliorare soprattutto riguardo la trasparenza e l’onesta applicate a costi e policy aziendali. Molti altri sperano in un rimborso o uno sconto per l’inconveniente, altri semplicemente pretendono delle scuse (38,9%).

Secondo le statistiche anche le dimensioni contano, specialmente per le donne: le recensioni femminili, quando negative, si aggirano attorno a una media di 215 caratteri, circa il 30% in più rispetto a quelli di un uomo e lo stato civile influisce visto che soggetti separati scrivono recensioni il 20% più lunghe dei single.

19668143_1399271956774900_1514944490_n

 

Le dimensioni del post sono anche una questione di età e quindi di cultura: non è un caso che le recensioni lasciate da clienti intorno ai 70 anni siano particolarmente verbose e almeno il doppio più prolisse rispetto a quelle di un ventenne.

19622384_1399270443441718_30003874_n (1)

 

Il social customer care toglie, il social customer care dà

Torniamo a quel 73% che vuole evitare ad altri clienti la loro stessa sorte e tiriamo le somme: il customer care può salvare la vostra brand reputation. Gli errori capitano e i vostri servizi potrebbero non essere sempre super impeccabili perciò siate pronti ai giudizi negativi e puntate tutto sulla reattività di risposta del vostro servizio clienti, sulla sua efficienza e sulla vostra empatia con il cliente.

social-customer-care-clienti-scontenti-recensioni-negative-1

L’88% dei clienti ammette di evitare alcuni brand dopo aver letto recensioni negative sui loro social ma c’è anche una buona notizia: il 90% circa dei clienti che hanno lasciato recensioni negative sulle bacheche delle aziende che li hanno delusi sono pronti a concedere una seconda possibilità. I più motivati sembrano essere uomini intorno ai quaranta, mentre le più rancorose sono donne di circa 60 anni.

Quindi non abbattetevi alla prima lamentela: le recensioni negative sono inevitabili specialmente per le attività product-driven perciò l’unica soluzione è saper gestire con fermezza ogni problematica. Siate disponibili, veloci nella risposta, aperti all’ascolto, pronti a immedesimarvi nel cliente e a imparare dagli errori.

Attivatevi per migliorare l’esperienza di acquisto rendendo chiare e trasparenti le informazioni inerenti al prodotto e alla vendita: un buon servizio a monte sarà (per buona parte) il vaccino che eviterà il crollo della vostra brand reputation.

LEGGI ANCHE: Il customer care ai tempi dei social media