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Corso in Content Marketing: Strategy, Storytelling, Web Copywriting

Il Content Manager supervisiona tutte le iniziative di Content Marketing sia interno che esterno ed attraverso una moltitudine di piattaforme e formati, al fine di guidare le vendite, l’engagement, la fidelizzazione, la raccolta di lead ed i comportamenti d’acquisto dei consumatori.

In questo contesto nascono diverse opportunità per chi sa gestire a 360° la progettazione, lo sviluppo e la gestione nel tempo dell’ecosistema di contenuti legati ad un business. ll ruolo del Content Manager diventa sempre più importante per l’evoluzione di progetti, aziende ed organizzazioni.

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Corso Online in Content Marketing + Content Marketing LAB

Ninja Academy propone il Corso in Content Marketing, formula Online + Aula Pratica (opzionale), un percorso studiato per aggiornare le competenze aziendali necessarie per mettere a punto strategie e tecniche di Content Management che possano massimizzare le conversioni nel proprio mercato.

Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:

  • Ideare i contenuti più adatti a raggiungere gli obiettivi di business della tua azienda
  • Pianificare Content Strategy a 360 gradi
  • Adottare strumenti di lavoro che facilitano i flussi, il coordinamento e la creatività editoriale
  • Analizzare le Buyer Personas alle quali indirizzare i contenuti più adatti
  • Costruire un’ecosistema di contenuti per rafforzare le campagne di comunicazione
  • Migliorare l’efficacia dei testi di marketing

Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online con Francesco Gavatorta, Alberto Maestri e Valentina Falcinelli consente di ottenere competenze specifiche sugli elementi strategici del Content Marketing: strategie, obiettivi, framework, strumenti e metodi di valutazione. Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze trasmesse dal percorso in Content Marketing, Ninja Academy aggiunge una Bonus Track gratuita di 5 ore formative On Demand extra con Luca De Berardinis e Massimo Guerci.

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online, erogata attraverso webinar in diretta
  • I Question Time sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

LEGGI ANCHE: Copywriting: il lavoro del copywriter. Cos’è, come e dove si impara

Come funziona il Content Lab?

A complemento del Corso Online, il Content Marketing Lab [Milano, 28 e 29 Aprile 2017] guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese al Corso Online. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online.

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Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

Sono tanti i Guerrieri Ninja che hanno già trovato lavoro grazie ai nostri corsi, i più aggiornati e professionalizzanti del settore. Un esercito di talenti ha già sperimentato cosa voglia dire sbloccare il proprio potenziale da Ninja!

Content-Marketing-Testimonianze

Vuoi una demo del corso? Partecipa alle Free Masterclass per conoscere i tuoi docenti ed il loro metodo di insegnamento:

8 febbraio 2017 dalle ore 13 alle ore 14
Content Marketing Manifesto Le regole di base per chi lavora con i contenuti digitali

5 aprile 2017 dalle ore 13 alle ore 14
Gli strumenti avanzati per il Content Marketing Risorse, tool e piattaforme di lavoro per attuare Content Strategy

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?

  • Webinar live per apprendere tecniche e nozioni
  • Question time per interagire direttamente con i docenti
  • Laboratorio pratico per imparare ad applicare le nozioni di Content Marketing
  • Accesso alla piattaforma online
  • Video e slide dei corsi sempre disponibili e consultabili online in modalità On Demand
  • Servizio di Job Placement e Career Consultant a tua disposizione
  • Syllabus didattici validati dal Comitato Scientifico
  • Bonus Track e Free Masterclass
  • Certificato di Partecipazione al Ninja Corso Online ed al Lab in Aula

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Corso Online: 349€
Corso Online + Aula Pratica a Milano: 699€

Hai meno di 28 anni? Per te uno SCONTO di 100 euro sul Content Lab, cumulabile con lo sconto dell’acquisto in bundle. Contattaci!

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Gli boiettivi dell'influencer marketing

4 modi per umanizzare i tuoi contenuti sui social media

Il linguaggio delle aziende, soprattutto sui social media, è cambiato, questo si sa. Non è più necessario mantenere una certa distanza tra la propria azienda e i propri clienti ed è possibile dire addio al vecchio linguaggio formale e poco amichevole utilizzato in passato.

Grazie ai social media creare connessioni con gli utenti che seguono il proprio brand è molto più semplice.

Perché umanizzare i contenuti sui social media?

La configurazione degli account ed un vasto numero di seguaci “senza volto” che, in realtà, non interagiscono con il proprio marchio, non bastano oggi a rendere la propria azienda competitiva sul mercato.

Di cosa hai bisogno? Di utenti che s’impegnano e sono coinvolti emotivamente dal tuo marchio, tanto da diventare clienti fedeli. Tutto questo è possibile solo attraverso una campagna di social media marketing umanizzata ed emozionante per gli utenti che – non dimentichiamolo – sono prima di tutto esseri umani e non semplici account.

Trattare i seguaci come fossero amici è importante per la tua social media strategy ma non è l’unica cosa che puoi fare per migliorare le prestazioni della tua azienda: connessione è la parola chiave.

Ecco quattro semplici mosse per aumentare l’engagement degli utenti ed assicurarti una loro maggior approvazione ed attenzione.

Utilizza una voce piacevole

Parlare la “lingua delle aziende” ed utilizzare messaggi piatti e privi di brio può rendere le tue interazioni noiose e poco accattivanti.

Oggi, il linguaggio commerciale è cambiato: sono ammessi – anzi consigliati – toni meno formali, l’uso di slang e forme contratte, la pubblicazione di post e tweet “conversazionali”. Tutto ciò – ovviamente senza esagerare – renderà più semplice la comunicazione tra la tua azienda e gli utenti.

Addirittura, oggi, anche le compagnie assicurative stanno imparando che un po’ di personalità in più sui social può dare grandi risultati. Un esempio? Il profilo Twitter di The GEICO Gecko, una compagnia assicurativa che vanta oltre 20 mila seguaci, è ricco di immagini e disegni stravaganti e battute divertenti.

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Smetti di parlare solo del tuo brand e celebra i tuoi fan

Quando i tuoi amici postano sui social un progetto concluso, un risultato raggiunto o un evento importante cosa fai? Ti complimenti con loro e condividi quel post in modo da farlo vedere ad altre persone.

Puoi fare la stessa cosa con il tuo pubblico sui social media: sottolinea qualcosa che uno dei tuoi seguaci ha fatto particolarmente bene e fallo sentire speciale!

Bon Appétit, ad esempio, mette in evidenza le immagini dei propri lettori per aumentarne il coinvolgimento.

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In questo modo renderai le persone più coinvolte nella tua attività online e, allo stesso tempo, promuoverai la tua pagina in maniera non aggressiva.

Ascolta e rispondi come una persona (e non come un computer)

Sui social media parlare e promuovere il proprio prodotto è importante, ma lo è altrettanto ascoltare i propri seguaci e dare loro modo di fare domande, dare consigli ed esporre reclami.

Timehop, un’applicazione per smartphone che raccoglie vecchi post e foto dai social, ha fatto un ottimo lavoro di interazione con i suoi seguaci sui social media, rispondendo ai tanti commenti che apprezzavano il servizio e ne tessevano le lodi ma anche a quelli ai quali, al contrario, non era piaciuto o avevano da esprimere dei reclami.

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Ascoltare e rispondere alle critiche è necessario per migliorare e per cambiare la percezione negativa dei clienti.

Diverti i tuoi seguaci

Mostrare il proprio lato ironico e divertente può essere utile per mantenere i propri seguaci, trasformarli in clienti ed attirarne di nuovi: puoi pubblicare post e immagini divertenti anche se non hanno nulla a che fare con la tua attività, creando un rapporto con gli utenti che prescinda dall’ambito strettamente commerciale.

Conclusioni

Utilizzando gli insegnamenti tratti dalle diverse aziende che hanno reso il proprio marketing sui social media umano ed emozionante, puoi iniziare a creare collegamenti autentici con il tuo pubblico.

Le caratteristiche fondamentali per dar vita ad una campagna di social media marketing che sia davvero umana, bisogna non perdere mai vista le linee guida: come ad esempio essere divertenti, strani, affascinanti e – a tratti – sciocchi, sfruttando il proprio lato umano per avvicinare le persone al proprio business. Parlare dei (e con i) propri clienti, facendo battute, segnalando novità, interagendo, avviando o partecipando alle discussioni… Insomma, comportarsi come se si stesse cercando di fare amicizia.

Non deve mancare l’elemento fondamentale: i contenuti emozionanti. Il fattore emozionale fa la differenza: gli utenti tendono a scegliere un prodotto particolare, se il contenuto che lo raccontava è stato in grado di provocare emozioni e sensazioni forti.

E infine, bisogna accettare le lodi ma anche le critiche: leggere e rispondere ai commenti positivi fa sempre piacere, ma non bisogna mai tralasciare quelli negativi, che aiutano a capire cosa si sta sbagliando e offrono l’opportunità di cambiare (in meglio) le opinioni degli utenti.

Insomma, umanizzare il proprio social media marketing è necessario e molto facile. Perché non provarci da subito seguendo queste semplici regole?

Se volete, raccontateci la vostra esperienza sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn!

Copywriter VS Content Writer. Tutto quello che c’è da sapere

Quante volte si è rimasti perplessi di fronte a questo dilemma? Quante volte crisi d’identità vi hanno pervaso mentre un papabile capo vi chiedeva se vi sentite più copy o più content? Tranquillizzatevi, riconoscersi e autodefinirsi in questa circostanza potrebbe non essere così radicale e definito. In realtà non c’è nessun “versus” tra queste due figure professionali, questo lo diciamo subito spegnendo forse ogni debole speranza di trovare il proprio posto nel mondo digital una volta per tutte.

Attenzione: quello che stiamo per dire e sostenere non riguarda la scomparsa di una o l’altra figura ne il prevaricare di una sull’altra. Quello che vogliamo mettere in luce, data l’importanza di entrambe delle figure, è il legame sempre più stretto tra le due specializzazioni e la necessità di diversificarle per unirle veramente.

LEGGI ANCHE: Social Media Manager: impariamo a riconoscerlo

Copiwriter VS Content Writer

Cosa stiamo cercando di dire? Presto detto. Se fino a qualche anno fa la distinzione tra le due figure era molto più netta, ora con con i social, o meglio con la creazione di contenuti per i social questo confine si è fatto sempre più liquido. Fino a qualche anno fa il copy era il creativo, la mente brillante con il cappello a cilindro da cui tirar fuori payoff da urlo o testi pubblicitari da podio all’Eurobest, mentre il content writer o semplicemente web writer, il topo da tastiera, quello che sfornava battute su battute neanche fosse un revival dei Miserabili.

Infiniti testi per il blog, newsletter, opuscoli e tutto ciò che con parole poteva essere tradotto. Formazione pubblicitaria il primo, molto più giornalistica il secondo. Adesso, se sei un content writer non puoi non conoscere le regole base del web marketing e tradurlo in concetti e parole e se sei un copy non puoi limitarti ad un approccio esclusivamente di vendita ma abbracciare il credo del content marketing. Ma di cosa si occupano dunque queste due figure all’inetrno di un’azienda? Quali sono i loro compiti principali?

Premettendo che molto spesso, come abbiamo già detto, queste due figure vivono ino uno stesso corpo e in una stessa mente creativa sopratutto se facciamo riferimento ai social, vediamo insieme quali sono i loro principali compiti.

Chi è il Copywriter?

Copywriter VS Content writer

All’interno di un team di lavoro è quello che fa un pò il “lavoro sporco”. Cosa vogliamo dire? Seduce, ammalia, influenza e conquista il cliente con i suoi messaggi. Trasforma in parole, poche, l’obiettivo finale di un brand o un’azienda: vendere un prodotto o un servizio. Ha il compito di mischiare parole, colori, assonanze, immagini e creare il payoff perfetto! Qualunque sia il prodotto, qualunque sia l’obiettivo finale, qualunque sia il brand per cui lavora quello che vuole un copywriter e sopratutto quello per cui viene pagato è farti compiere l’azione per cui ha deciso di realizzare quel testo.

Tra i suoi compiti principali creare annunci pubblicitari che attirino l’attenzione ( che siano per il web, per i social network o per la comunicazione offline), ideare le sceneggiature per spot televisivi o web, scrivere i testi per gli spot, e occuparsi di tutti i testi che riguardino prevalentemente una call to action che molto spesso coincide con l’invito all’acquisto.

Chi è il Content Writer?

Copy VS Content

È il buon caro amanuense del gruppo. Scherziamo… Ma non troppo. Tra le sue mani passa la maggior parte dei testi da produrre. Mentre il Copy imbastisce la strategia e il sentiment dei testi da produrre, il Content Writer si mette all’opera sulla produzione di testi che siano brevi o lunghi, l’importante è che siano SEO friendly. Conosce le parole giuste da utilizzare,  sa scrivere molto bene, sa di che parlare,  è un architetto dei contenuti e si occupa di produrre testi di qualità. A differenza del Copy il Content Writer è  meno orientato alla parte commerciale e più sul contenuto in sè.

Solitamente al Content Writer o anche Content Creator viene affidata la gestione del blog aziendale, le newsletter, le presentazioni, brochure, opuscoli e tutto ciò che riguarda la parte testuale vera e propria.

E ora la domanda ve la facciamo noi. Vi sentite più copy o più content? Scrivetecelo sulla nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn!

Amazon Prime Video, ora disponibile in Italia e in oltre 200 paesi del mondo

Prime Video, l’alternativa di Amazon a Netflix & co., è disponibile da oggi, senza costi aggiuntivi, per gli iscritti ad Amazon Prime in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Canada e India. Per i clienti nei nuovi paesi coperti da Prime Video, il prezzo di lancio è di $2,99 (o €2,99) al mese per i primi sei mesi.

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Le serie del debutto

Il catalogo di Prime Video in Italia debutta con diversi titoli interessanti: “The Grand Tour” con Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May, le serie pluripremiate Amazon Original tra cui la vincitrice del Golden Globe “Mozart in the Jungle” e “Transparent”; le serie vincitrici dell’Emmy “The Man in the High Castle”“Tumble Leaf”, oltre a film di Hollywood e altre serie TV (tra cui Crisis in Six Scenes di Woody Allen, originale Amazon).

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The Man in the High Castle

 

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Transparent

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Crisis in Six Scenes

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Mozart in the Jungle

La piattaforma

Accessibile su PrimeVideo.com, il layout è un mix tra Amazon e Netflix.

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Gli utenti possono fruire dei contenuti Amazon Prime Video in inglese; sottotitoli e doppiaggio in italiano, francese, portoghese e spagnolo sono disponibili per parte del catalogo. Gli utenti possono accedere ad Amazon Prime Video anche attraverso la app di Amazon Prime Video disponibile per smartphone e tablet Android e iOS, tablet Fire, alcuni modelli di Smart TV di LG e Samsung.

Sarà anche possibile scaricare tutti i film e serie TV per la visione offline (recentemente implementata anche da Netflix su parte del catalogo) — ciò significa che sarà possibile vederli in aereo, sul treno o altrove, senza costi aggiuntivi.

I clienti Prime Video possono anche controllare il consumo di dati utilizzati durante lo streaming e il download dei video, scegliendo tra le diverse impostazioni della qualità di visione Good (qualità buona), Better (qualità superiore), Best (qualità ottima), che utilizzano le tecnologie di compressione video di Amazon Prime Video per ridurre il consumo di dati senza ridurre la qualità di visione.

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Come Amazon Go cambierà il nostro modo di fare acquisti

In questi anni, Amazon è riuscito a cambiare radicalmente la maniera in cui effettuiamo i nostri acquisti e il modo di approcciarsi allo shopping, non solo online.

Da piccolo sito eCommerce per la vendita di libri è divenuto uno dei primi punti di riferimento quando vogliamo informarci sulle caratteristiche dei prodotti che vorremmo acquistare, consultando voti e recensioni create dagli altri utenti.

Come Amazon cambierà il nostro modo di fare acquisti

Siamo ormai abituati alla facilità con cui possiamo acquistare prodotti su questa piattaforma, in pochi click, senza dover reinserire ogni volta le nostre informazioni personali e di pagamento. È inoltre raro non rimanere soddisfatti dalla celerità e dalla trasparenza delle spedizioni, sempre monitorabili online.

Amazon Go: non più solo online

Amazon Go

Innovazione e attenzione per il cliente sono alla base di questo incredibile successo, che guarda sempre più anche all’offline.

Oltre alla libreria aperta lo scorso anno a Seattle infatti, la scorsa settimana è stata annunciata la prossima apertura di Amazon Go, una nuova tipologia di supermarket dove i clienti – armati di smartphone e account Amazon – non avranno più bisogno di fare la fila alla cassa per pagare ma potranno uscire in tutta libertà una volta terminati gli acquisti.

Il negozio si servirà di telecamere e sensori per monitorare ed identificare quali prodotti i clienti mettono nel carrello, trasferendoli direttamente sul loro account Amazon, al quale verrà addebitato il pagamento una volta fuori dallo store.

Secondo alcune indiscrezioni, Amazon vorrebbe aprire 2000 di questi negozi. Nonostante ciò sia stato già smentito dai portavoce dell’azienda, rimane vero che questo tipo di grocery sia una rivoluzione per il mondo del retail.

Si tratta di un’esperienza d’acquisto del tutto nuova, un mix tra digitale e necessità quotidiane che risponde alle esigenze di consumatori con sempre meno tempo da dedicare alla spesa.

LEGGI ANCHE: Lo shopping su Instagram: ecco come lo hanno testato i brand

Anche da Amazon Go, non è tutto oro quello che luccica

amazon go

Non si sono fatte attendere le critiche di questo modello, soprattutto in merito alla sostituzione del lavoro dovuta all’automazione e quindi alla minor interazione umana.

In effetti, le mansioni a rischio sono potenzialmente tante e ancora una volta viene dimostrato il rapporto inversamente proporzionale che esiste tra innovazione tecnologica e occupazione.

C’è anche da considerare la rivoluzione che Amazon ha già portato in tutta la filiera della vendita – online prima e offline adesso -, a partire dalla stessa gestione del magazzino, dalle spedizioni e dalle consegne con drone, in cui il colosso dell’eCommerce investe già da qualche anno.

Un altro aspetto è legato alle abitudini di acquisto offline delle persone: non pagare prima di uscire, non fare la fila alle casse, potrebbero non far sentire pienamente a proprio agio molti consumatori, che solo con il tempo accetteranno di modificare i propri comportamenti.

Questioni calde, soprattutto per un colosso già più volte criticato per le condizioni lavorative dei suoi dipendenti.

facebook contro la pubblicità ingannevole

Facebook contro la pubblicità ingannevole

In casa Facebook la battaglia per la trasparenza non si ferma. Una delle sfide più difficili che il social sta affrontando è proprio quella di garantire la credibilità del suo network, dove si aggirano più o meno indisturbati individui, organizzazioni e brand.

Facebook contro la pubblicità ingannevole

Foto: BuzzFeed.com

Gli strumenti a disposizione di questi utenti sono diversi, alcuni molto efficaci e diffusi come ad esempio Facebook Ads. Tuttavia, dietro a questo dirompente tool di marketing, si celano anche situazioni poco chiare riconducibili spesso al fenomeno della pubblicità ingannevole.

Troppo bello per essere vero

Immaginatevi un annuncio che vi mostra il vestito o l’accessorio dei vostri sogni ad un prezzo stracciato, che fa capo ad una pagina con milioni di like, grafica professionale e testimonial famosi. L’esperienza di shopping sul sito di riferimento è facile ma, al momento della consegna, ciò che arriva (se arriva), non è esattamente quello che avevate visto indossare dalla modella in foto… E magari il rimborso è merce rara.

Facebook contro la pubblicità ingannevole

Foto: BuzzFeed.com

Il tema è stato affrontato in occasione di un’inchiesta svolta da BuzzFeed News lo scorso 5 aprile. I reporter del sito hanno identificato un gruppo di aziende cinesi di abbigliamento che si celano dietro a brand come Zaful, SammyDress, DressLily, RoseGal, RoseWe, TideBuy, Choies e RomWe. Il meccanismo, denunciato in questo caso da migliaia di donne americane, è molto semplice: i brand pubblicano inserzioni utilizzando come oggetto foto rubate da altre aziende o persone; i prodotti che vengono realmente spediti risultano essere però delle scarse riproduzioni, talvolta impossibili da indossare.

La risposta di Facebook

Il fenomeno non è isolato tanto che il social network sta lavorando per correre ai ripari e per difendere la credibilità dei contenuti che promuove.

“Uno dei nostri obiettivi più importanti con Facebook Ads è quello di presentare agli utenti quelle esperienze che sono rilevanti e di qualità” afferma Andrew Bosworth, Vice Presidente di Facebook Ads e Facebook Pages, in una dichiarazione inviata in merito all’indagine; “comprendiamo la gravità del problema” continua “e stiamo prendendo la questione molto seriamente”.

Sempre secondo il sito BuzzFeed, uno dei risultati dell’impegno preso potrebbe essere proprio il recente lancio, in versione test, di un nuovo strumento che consente agli utenti di valutare la qualità dell’acquisto effettuato a seguito di annunci pubblicati con Facebook Ads.

Immagine: @AlexCKaufman

Immagine: @AlexCKaufman

La finestra appare sotto l’inserzione, chiedendo all’utente se in passato abbia mai comprato da quel venditore e in tal caso, di indicarne l’esito: è andata “bene”, “male” oppure “non ho comprato”.

Il social network sarà così in grado di raccogliere feedback sulle esperienze degli utenti e contemporaneamente, salvaguardare la correttezza delle attività commerciali che avvengono al suo interno. Va evidenziato che attualmente non risulta chiaro il numero di utenti che sono sottoposti al test; tra le testimonianze autorevoli c’è un tweet  pubblicato lo scorso 7 dicembre da Alex c. Kaufman editor di Huffington Post.

Che ne dite, amici lettori? Facebook riuscirà a vincere la sua battaglia contro gli inserzionisti poco corretti? Diteci la vostra sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn!

A quale Casa di Hogwarts appartiene la tua azienda?

Se le più grandi Corporate ICT si sottoponessero al giudizio del Cappello Parlante, in quale Casa di Hogwarts verrebbero collocate? È questa la domanda a cui il team di Venngage, sito web per la creazione di infografiche online, ha cercato di rispondere attraverso un’interessante e singolare ricerca.

Le protagoniste della ricerca sono 54 società legate al mondo dell’ICT che, in base alla loro cultura aziendale, sono state smistate all’interno delle Case di Hogwarts. Per definire al meglio mission e valori di ciascun brand, il team di Venngage ha intervistato i dipendenti, chiedendogli di definire la cultura aziendale della loro società.

Il passo successivo è stato quello di stilare, con l’aiuto delle informazioni contenute sul portale Pottermore, l’elenco dei tratti distintivi delle quattro Case di Hogwarts rapportandoli al contesto aziendale. Ecco quello che è emerso.

  • Grifondoro: le aziende con una cultura Grifondoro sono coraggiose, determinate e competitive. Non hanno paura di perseguire un obiettivo e, anzi, si mettono in gioco assumendosi spesso dei rischi.
  • Tassorosso: nelle aziende con una cultura Tassorosso regna l’affidabilità, la collaborazione e il senso di comunità. Infatti le organizzazioni no-profit e le Aziende che operano nel campo dell’istruzione sono molto affini con questo casato.
  • Corvonero: per le aziende Corvonero creatività e innovazione sono le risorse migliori. I dipendenti si distinguono per saggezza e buon uso dell’intelletto, grazie al quale riescono a perfezionare i loro prodotti sul mercato.
  • Serpeverde: nelle culture Serpeverde astuzia e ambizione sono all’ordine del giorno. I membri del team aspirano al miglioramento continuo e sono sempre alla ricerca di nuove strategie per raggiungere con successo i loro obiettivi.

Sulla base di questo quadro, il Cappello Parlante di Venngage è entrato all’opera smistando le aziende nelle 4 Case di Hogwarts.

GRIFONDORO – TASSOROSSO – CORVONERO – SERPEVERDE

hogwarts infografica

@Credits: Venngage.com

A guidare la classifica è Grifondoro, dove sono state collocate 17 aziende tra le 54 oggetto d’indagine. A seguire Corvonero con 16 aziende, Tassorosso con 15 e, fanalino di coda, Serpeverde con sole 7 aziende.

Infographics: Tech Company Culture Hogwarts Houses | Venngage

Facebook e Twitter sono due Grifondoro DOC, per via della loro intraprendenza e della loro predisposizione ad osare con coraggio per raggiungere ogni traguardo. Non sorprende che Google sia stato posizionato nei Corvonero, il casato dei creativi e dei grandi inventori. Apple compare tra i Serpeverde, per l’alone di mistero e di astuzia che avvolge ogni brevetto dei suoi prodotti sul mercato.

Il segreto, secondo i promotori della ricerca, è quello di scegliere le caratteristiche migliori di ogni Casa e applicarle alla propria cultura aziendale. Nessuna Casa prevarica su un’altra: la vera magia sta nel trovare il giusto mix di intraprendenza, creatività e gioco di squadra.

Sei curioso di sapere a quale Casa di Hogwarts appartiene la tua azienda? Fai il test di Venngage e buon divertimento!

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Snapchat annuncia la funzione Gruppi

Le Feste portano tante novità, anche per gli amanti delle app: Snapchat ha infatti annunciato sul suo sito ufficiale, Gruppi, una nuova funzionalità che consente di chattare con un massimo di 16 amici. Del resto, come chiarisce Snapchat, le Feste sono proprio il momento ideale per trascorrere il tempo libero con amici e parenti!

I gruppi possono essere creati durante l’invio di un Snap o quando si sta aprendo una nuova chat. Quando i tuoi amici sono presenti in una chat di gruppo, Snapchat ti mostra il loro nome in fondo alla chat: è sufficiente toccare il nome di un amico per iniziare una chat one to one, e poi tornare facilmente al gruppo in un solo tap! Questa funzionalità rende semplice la possibilità di mantenere viva la conversazione con un amico senza fare spamming sul Gruppo. Le Chat inviate a un gruppo vengono eliminate per impostazione predefinita dopo 24 ore.

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Fonte @Snapchat

Gli snaps inviati a un gruppo possono essere aperti e riprodotti una sola volta per ogni destinatario. Se un Snap non viene aperto, viene eliminato dopo 24 ore, proprio come le Chat.

Snapchat ha anche introdotto due nuovi strumenti creativi: le forbici e il pennello. Ora è possibile usare le forbici per tagliare parte di uno Snap sulla schermata di anteprima così da trasformarlo in un adesivo. Quando invece si modifica uno Snap in Ricordi, è sufficiente toccare il pennello per dare un nuovo look ai vecchi Snap.

Fonte @Snapchat

Infine una novità per gli amanti della musica: ora è sufficiente tenere premuto sulla schermata fotocamera per identificare un brano tramite Shazam. I brani identificati tramite Shazam appariranno poi in Impostazioni.

Non resta che fare il download dell’aggiornamento (iTunes e Google Play Store) e Happy Snapping!

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L’animazione di ManvsMachine per Nike Air Max 2017

Animazione e sound design d’avanguardia nel nuovo spot Nike Air Max. L’iconica scarpa, sinonimo di leggerezza, comfort e tessuti d’avanguardia ritorna al centro della scena.

Per il piacere dei fan che seguono i modelli Air Max sin dagli anni ’80, Nike ha lanciato una campagna pubblicitaria in cui mostra l’assemblaggio della calzatura. Attraverso la fusione dei diversi materiali e grazie a un gioco di forme e colori nasce la nuova Air Max.

Nel video la scarpa subisce una serie di trasformazioni e mostra le diverse texture che la compongono. I colori che prevalgono sono il rosa e il blu. Nello spot di 30 secondi, si vedono materiali incredibili, ognuno di questi rappresentati con grande plasticità.

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La campagna è stata pensata da ManvsMachine: il design & motion studio londinese, nato nel 2007 e cresciuto grazie al lavoro di direttori creativi specializzati nella produzione di commercials, animation e film. Quest’ultimo lavoro per Nike rappresenta un’esplorazione metaforica dell’aria e dello spazio negativo che la scarpa occupa:

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Le Air Max ‘17 montano un sostegno ultraleggero per offrire il massimo comfort quando sono indossate. Nel video sono ritratte attraverso una serie di metafore visive ispirate agli scenari tipici di una corsa. Il concept è rafforzato anche dal copy ‘Go Lighter, Go Longer’ che vuole sottolineare la particolarità delle nuove Air Max.

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Nel mini film di 30 secondi ogni materiale trasmette sia morbidezza e delicatezza, ma anche leggerezza e forza traspirante.

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Il sound design è curato dallo studio Zelig e si ispira ai rumori che normalmente si possono ascoltare durante una corsa di tutti i giorni. Si tratta di un mix davvero esplosivo composto dal ritmo dei colpi del piede, percussioni di rumori e traffico, riferimenti sonori che ricordano il flusso dell’aria e il respiro del corridore.

“Lo studio Zelig ha registrato diverse tipologie di passi, l’editing e il loro re-pitching, giocando musicalmente per formare la melodia e dare il giusto ritmo al pezzo” ManvsMachine.

Come scegliere l’influencer che fa per te?

Si fa presto a parlare di influencer marketing, a definirlo, a definire anche le caratteristiche che gli influencer dovrebbero avere e perché i brand dovrebbero coinvolgerli.
 Ma ci sono almeno tre aspetti di cui si parla meno, che pur restando in ombra rappresentano dei problemi strategici per le aziende che vogliano muoversi in quest’ambito.

Mancanza di credibilità

Viene spesso chiamata in causa e rivendicata come una delle caratteristiche imprescindibili di un influencer: deve essere credibile. Nei fatti però i brand tendono spesso ad accordare maggiore attenzione a influencer con un più ampio seguito, cercando quindi di raggiungere una platea ampia e sfruttare in pieno il potere amplificante dei loro follower.

Il punto è che la scelta di un influencer rispetto ad un altro dovrebbe essere primariamente dettata dalla sua affinità con i valori stessi del brand e quindi dalla credibilità o meno presso la sua rete del messaggio di cui si farebbe portavoce.

Gli obiettivi dell'influencer marketing

Non è tuttavia una questione di ingenuità: in molti casi i brand non sanno davvero come trovare e scegliere gli influencer e tendono dunque a puntare su nomi che possano garantire loro un’ampia eco. Il social media monitoring, la social network analysis e strumenti come Buzzoole o anche Klout possono offrire un supporto notevole in tal senso, consentendo ad esempio di individuare chi sono gli utenti che parlano maggiormente di temi cari al brand, che ne incarnano i valori, che hanno una rete considerata target utile per il brand. In altre parole, sono strumenti che permettono di operare una scelta qualitativa, prima che quantitativa.

Influenza reale sulla rete di utenti

Se anche l’influencer individuato risulta affine ai valori del brand, cosa possiamo osservare dall’analisi della sua rete?

credits: Adobe Stock #129352078

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Gli altri utenti tendono a interagire e accordare credibilità ai contenuti che interessano al brand – e quindi è già chiaro che un contenuto loro affidato potrebbe avere successo – oppure l’influencer è più forte su altre tematiche ed è per questo che ottiene seguito? Che tipo di rete ha intorno? Ci sono degli altri nodi forti? Di che genere? Sono vicini o meno ai competitori del brand? La social network analysis può certamente dare un supporto fortissimo su questioni simili, come abbiamo visto di recente proprio qui su Ninja Marketing.

Capacità di convertire gli influencer (e gli utenti) in ambassador

Il sacro Graal di chi opera nell’ambito dell’influencer marketing resta indubbiamente il raggiungimento di una capacità tale di coinvolgimento degli influencer al punto da trasformarli in ambassador.

Non fraintendetemi, non mi riferisco in questo caso ad una forma maggiorata di fee che trasformi un impegno temporaneo in una testimonianza durevole nel tempo, quanto piuttosto nel genuino coinvolgimento che può nascere dall’adesione ai valori dl brand. Ed è in questo campo che entra in gioco anche un’altra tipologia di “influencer”, quello che viene riconosciuto come tale dalla community che si forma intorno al brand, quello che di solito nasce come ambassador e che spinto dal suo interesse verso il brand guadagna rispetto e influenza da parte degli altri utenti.

credits: Adobe Stock #128479745

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Ogni occasione mancata per identificare e coinvolgere utenti del genere è un’occasione mancata per cementare la community. Come identificarli? Monitorando le interazioni dei propri fan/followers è probabile che figure del genere emergano con chiarezza, motivo in più per attivare anche progetti di social CRM: non c’è nulla che converta meglio di un utente soddisfatto.

Per quanto quindi l’influencer marketing possa sembrare un tema già esplorato e in parte “esaurito”, il suo essere al crocevia di una serie di attività che vedono nel social media monitoring il loro migliore alleato, implica che c’è ancora parecchio da discutere.

E moltissime strategie da mettere in campo. I brand che sapranno trarne beneficio saranno indubbiamente i leader di domani.

> Emanuela Zaccone è docente dell’edizione 2017 del Master in Social Media Marketing Formula Online + Aula pratica (opzionale) a Milano e Roma di Ninja Academy.