Consigli che renderanno competitivo il tuo brand

Le imprese non fanno acquisti, stabiliscono relazioni.
C.S Goodman

C’è chi considera la costruzione del brand uno sforzo inutile; mentre altri ne riconoscono il valore funzionale e simbolico. Tuttavia, è innegabile che il brand rappresenta l’identità e la personalità dell’azienda; è un vero e proprio “biglietto da visita”.

La marca può generare valore (equity) solo se vi è un radicamento profondo nella soddisfazione del consumatore, i punti fondamentali sono: creare una relazione e sviluppare il legame, comunicando in maniera sincera e coerente.

Nonostante ciò, soprattutto se il brand opera nel mercato globale, è difficile comunicare con mercati e consumatori differenti tra loro, mantenendo integra l’identità e l’autenticità del brand. Se racconti storie diverse in base al mercato in cui operi rischi di perdere credibilità e fiducia.

Per evitare quindi problemi di questo tipo e per arrivare a idee creative globali, si devono prendere in prestito alcuni punti della psicologia sociale; riconoscere le differenze di base tra le culture può aiutare a capire come comunicare un determinato valore creando storie interessanti.

Per avere un quadro di riferimento analizzeremo alcune variabili e capiremo come applicarle, per essere strategicamente coerenti ed in grado di conquistare il pubblico di tutto il mondo.

i trend che renderanno competitivo il tuo brand

Individualismo vs Collettivismo

Nei Paesi individualisti gli annunci spesso celebrano le persone che raggiungono grandi cose per conto proprio o sottolineano l’importanza dell’individuo sul gruppo, mentre i Paesi che si basano sul collettivismo enfatizzano il concetto di progredire insieme.

Un primo esempio è dato dalla campagna Dove Real Beauty.
Questo spot che abbiamo, più volte, visto chiede alle donne di scoprire la propria bellezza, è un messaggio rivolto al singolo; mentre in Cina questa comunicazione è stata reinterpretata, l’idea creativa impedisce quindi di pensare, solo ed esclusivamente, a se stessi.

Il concetto creativo è adattato alla cultura del Paese, ma il brand non va ad intaccare la propria identità.

Ambizione personale vs Successo del Paese

Come si fa a rimanere coerenti con i valori del brand, quando operiamo in Paesi che enfatizzano il successo personale, ed allo stesso tempo siamo presenti in Paesi dove l’ambizione ed il successo è riconducibile al territorio?
Ecco un esempio:

Quando Johnnie Walker ha portato la sua iconica campagna “Keep Walking” in Brasile, ha riadattato il concetto di successo e progresso alla cultura del Paese. L’attenzione non è stata più rivolta ad un giovane ambizioso, ma ad una nazione nel suo complesso.

Linguaggio e contesto sociale

In ogni comunicazione, fondamentale, è il linguaggio che si usa. Ad esempio nei Paesi come Giappone e Corea i soggetti sono più sensibili a determinati argomenti, pensiamo al sesso o ai conflitti. In questi Paesi il riferimento non può essere esplicito, ma sottile e trattato indirettamente. Questo atteggiamento connota rispetto nei confronti di un determinato ambiente sociale.

Sono questi i punti che ti permettono di non intaccare la brand identity. Seguendo questi consigli, combinandoli con l’ascolto sociale e con gli spunti culturali, sarai in grado di valutare e sviluppare le comunicazioni e contenuti che spiccano, nonostante la diversità culturale. L’importante è individuare il “linguaggio giusto” che ti permette di essere in linea con i valori aziendali, ma allo stesso tempo rispetta la sensibilità del tuo pubblico.

Pronto a conquistare il mercato globale?

Volkswagen, Listerine e Social: i migliori annunci stampa della settimana

Avete passato un weekend storto? I migliori annunci stampa della settimana vi faranno tornare il sorriso. Check this out:

Volkswagen: Bearrel/Humboon/Bumbletiger

annunci_stampa_

Sicuramente la migliore campagna della settimana!s
Qui si parla di Polo, che sarà pur piccola, ma estremamente feroce! 

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Cape Town, South Africa
Chief Creative Officer: Chris Gotz
Art Director: Matthew Pullen
Copywriter: Dean Paradise
Retoucher: Gavin Haywood

Listerine: Smile


Hey amico?! Hai appena fatto una figura di m…. !? Non preoccuparti e pensa che qualcuno ci ride su, senza tanti problemi!

Advertising Agency: JWT, São Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: Ricardo John
Head of Art: Fábio Simões
Creative Directors: Erick Rosa
Copywriters: Bruno Pereira, Gabriel Morais
Art Directors: Robison Mattei, Pablo Lobo, Pedro Ricci
Illustrators: Pablo Lobo, Pedro Ricci
Graphic Producers: Flávio Schaefer, Flávio Colella

Zim coloured powder: Love is colorful

Se non siete brasiliani non la capirete al 100%, ma l’art direction fa entrare senza troppi indugi questa coloratissima campagna in top 5!

Advertising Agency: Tuppi, Salvador, Brazil
Creative Director / Art Director / Copywriter: Lucas de Ouro
Photographer: Dodô Villar
Retoucher: Liverson Costa

Psiphon: Social

Ci sono paesi del mondo dove l’internet e i social network sono bloccati o limitati dai governi nazionali. Psiphon è un tool che permette di aggirare i blocchi della rete, rendendo fruibili le informazioni.

Advertising Agency: Rack & Pinion Creative, Toronto, Canada
Creative Director: Lenny Poplianski
Art Director: Dorota Pankowska
Copywriter: Adriano Marchese
Managing Director: Deryn Robson

Anida: Without water

Semplice e geniale: un serafico batterio v a incontro a morte sicura. Uccidi i batteri senza l’uso dell’acqua! (usa il gel antibatterico

Anida

Advertising Agency: Havas Worldwide, Warsaw, Poland
Creative Director: Michał Imbierowicz
Art Directors / Copywriters: Jakub Zielecki, Martin Winther
Illustrators: Kuba Socha, Michał Socha ­/ BrosFX
Designers: Jakub Zielecki, Martin Winther / BrosFX
Account: Juliusz Baliszewski

LEGGI ANCHE: Smartwatch, etichette e Coca-cola: i migliori annunci stampa della settimana

Content Marketing: la produzione dei contenuti [SECONDA PARTE]

content strategy

Questo articolo è stato scritto da Erik Fiorello e Marco Sorrentino, Digital Content Marketers.

Come dicevamo nel primo articolo dedicato alla definizione della strategia dei contenuti, il secondo step riguarda la produzione.
Se lo paragonassimo ad una ricetta di Cracco, ora saremmo nella fase in cui abbiamo letto e compreso il metodo e definito gli ingredienti (la nostra strategia) e ci staremmo per immergere nella fase di preparazione del piatto (la produzione).

Ma quali sono i giusti contenuti da creare? Risposta: dipende dal brand, dal mercato e dagli obiettivi aziendali.

 

Commento (ovvio): siamo al punto di partenza.

Chiariamo subito la questione: la fase strategica e’ lo step fondamentale per definire aree semantiche e trend di ricerca pertinenti al marchio e al settore di riferimento. Questo si traduce in un file excel (a volte molto lungo) ricco di keyword rilevanti in termine di volume di ricerche o strategiche per il mercato in cui si opera. Dove trovo tutte queste informazioni? Oggi i tool che permettono l’analisi della rete e delle query sono numerosi: Google Adwords, Google Trend, Radian6, Sysomos, Crismo Exagon, ecc.

Il passo successivo consiste nel mixare in modo armonioso gli output complessi forniti da questi strumenti, individuando insight strategici per il brand.

LEGGI ANCHE: Content marketing all’amatriciana: la ricetta della strategia

Le tipologie di contenuti

content production

Una volta individuate le aree semantiche rilevanti non ci resta che sporcarci finalmente le mani, producendo i famosi contenuti. Per contenuti digitali definiamo qualsiasi produzione multimediale veicolabile in rete: contenuti editoriali, video, gallery fotografiche, ecc. In modo correlato potremmo far rientrare anche landing page, contest, tab facebook e minisite.

Per semplificare il discorso possiamo definire tre filoni di contenuti indispensabili per la creazione di una corretta strategia di content marketing:

1) Serp oriented

content marketing definizione

Appartengono a questa categoria tutti quei contenuti realizzati per rispondere ad una specifica domanda di informazione degli utenti. Si devono studiare le ricerche effettuate sui motori di ricerca e fornire agli internauti una risposta concreta ad ogni loro possibile domanda.

Tali contenuti permettono di posizionarsi in modo rilevante all’interno della SERP in riferimento ad una o più keyword. In questo caso avremo prevalentemente contenuti informativi.

Ad esempio, per una casa automobilistica che produce auto elettriche sarà rilevante presidiare la keyword “migliori auto elettriche” attraverso la produzione di contenuti dedicati con all’interno (e in particolari posizioni strategiche)  sia le parole chiave definite che il nome e le caratteristiche di un’auto elettrica che vogliamo lanciare sul mercato.

2) Trend Oriented

content marketing significato

Tale filone di contenuti risponde ad una esigenza informativa limitata nel tempo o particolarmente rilevante se veicolata in un determinato periodo.

Ad esempio, per un’azienda che opera nel mondo del design sarà fondamentale creare contenuti ad hoc durante il Salone del Mobile.

3) Engagement oriented

content marketing cos'è

Rispondono infine a tale caratteristica tutti quei contenuti multimediali che permettono di instaurare un legame duraturo con l’utente, stimolando da un lato l’interazione e dall’altro una continuità editoriale. In questo caso ci riferiamo nello specifico a contenuti divertenti, interattivi e “a puntate”.

Ora che il piatto e’ pronto non ci resta che farlo assaggiare agli amici. Sempre accompagnato da una buona bottiglia di vino, mi raccomando.

Ecco a voi Blabel, l'app ideata in Italia che sfida WhatsApp [INTERVISTA]

Cervello in Italia e braccia operative in California per questa interessante app di messaggistica istantanea sviluppata dall’azienda Vetrya e che si prepara a diventare una validissima alternativa a WhatsApp.

L’app si chiama Blabel, un nome geniale, perché “mischia” il chiacchiericcio tipico dei servizi di messaggistica alle ambizioni internazionali che muove l’azienda.

Blabel è un servizio sviluppato e gestito da giovani che credono in un mondo dove è possibile comunicare in maniera del tutto free.

Rilasciato lo scorso 18 marzo, Blabel non è la solita app di messaggistica istantanea, e a fare la differenza è il suo essere cross device. Infatti, è disponibile per iOS, Android e Windows Phone, ma anche per Pc nella versione web e prossimamente addirittura per Xbox.

Ma non è finita qui: Blabel funziona anche su smartwatch, già disponibile per Android e a breve anche per Apple Watch.

Io e il collega Ninja Matteo Pogliani l’abbiamo provata per voi, ed il giudizio è positivo, soprattutto se si pensa che al momento è solo in una fase beta.

È fluida, esteticamente molto curata e la user experience è davvero piacevole; è possibile inviare messaggi testuali, foto (anche con l’accesso diretto alla fotocamera dello smartphone o tablet) e immagini, audio (info sul brano che si sta ascoltando, non file), condividere la propria posizione e contatti in rubrica.

Molto carina l’idea del pulsante centrale, chiamato POP, che con un tap consente di inviare un poke con un testo stilizzato e personalizzabile (di default è Yeah!), con due tap un poke sonoro accompagnato da un emoticon, e tenendo premuto un messaggio audio (push to talk).

Blabel conferma un’idea che ho sempre avuto, ovvero che non bastano due nerd smanettoni bravi in programmazione per creare un’App di successo. Togliere fette di mercato a un colosso come WhatsApp non è affatto semplice, e per portare avanti un progetto di queste proporzioni serve una realtà solida e con esperienza pluriennale nell’innovazione, come Vetrya, un’azienda italo-californiana che opera da anni nello sviluppo di servizi digital, applicazioni e soluzioni broadband.

A me ha colpito molto, ed è per questo che ho deciso di contattarli nel giorno stesso in cui l’app è stata rilasciata per chiedere un’intervista.

Ho parlato con Luca Tommasini, Founder, Presidente e CEO.

Come nasce l’idea di Blabel?

Volevamo dare una risposta alla domanda di mercato. Oggi la volontà delle persone è sempre più quella di conversare e interagire in modo semplice, privato, diretto e in tempo reale, utilizzando qualsiasi tipo di device. Una necessità a cui i giganti hanno già dato una risposta, ma ritengo che ci sia ancora molto spazio per l’evoluzione di questo tipo di servizi.

Uno dei punti di forza della vostra app è il suo essere multi-piattaforma. Come mai questa scelta?

Perché a nostro avviso uno dei limiti delle app di messaggistica tradizionali è la specificità verso un determinato device. Volevamo un’applicazione di messaggistica multi-piattaforma, che con un’unica registrazione potesse essere utilizzata ovunque. Blabel è disponibile su tutti i principali store di mercato: Apple, Android e Windows Phone, inclusi gli smart watch android e il nuovo Apple watch. È inoltre fruibile attraverso il sito web www.blabel.com e, a breve, anche in versione mobile web. Praticamente su qualsiasi smartphone e tablet, indipendentemente dal sistema operato utilizzato. In arrivo anche la versione per XBOX. Abbiamo una roadmap sfidante in termini di features.

Uno dei limiti nell’utilizzare le app di messaggistica per fare marketing è rappresentato dalle evidenti limitazioni strutturali e di UX. In cosa Blabel è diversa?

Non è il nostro caso. Abbiamo sviluppato una UX dedicando la massima attenzione all’usabilità. È il risultato di diversi focus group che abbiamo fatto su target differenti di utilizzatori. La coerenza della UX è riscontrabile su ogni device, indipendentemente dal sistema operativo usato e dal tipo di device.

L’integrazione di Blabel con i wearable devices è molto intrigante. L’Internet of Things è il settore sul quale puntare secondo voi?

L’Internet of things è uno dei settori della digital economy che sicuramente nei prossimi anni avrà uno sviluppo molto significativo nell’economia mondiale. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Un settore, anche se non l’unico, su cui Vetrya investirà in modo importante.

È sempre bello quando cervelli italiani danno un contributo valido al mondo digital, ma non capita così tanto spesso. Quanto è difficile fare innovazione nel nostro Paese?

Non è facile, ma nemmeno impossibile. A mio modo di vedere il concetto di Paese per le aziende che operano in rete è superato. Le difficoltà in Italia ci sono come in altri Paesi, molto dipende dallo spirito con cui guardiamo alla vita: provare con impegno a superare le difficoltà ci fa crescere, offre spunti per nuovi desideri e a volte regala il piacere di vederli realizzati.

La sede italiana di Vetrya di Orvieto è stata premiata come “Great Place to Work”. Cosa vi ha fatto meritare questo titolo?

Quando il Great Place to Work® ha condotto l’indagine il Vetrya Corporate Campus non era ancora stato aperto. L’indagine svolta serviva per misurare il livello di soddisfazione dei nostri dipendenti. Il risultato ha fotografato un gruppo coeso, fidelizzato, armonico dove ogni individuo può crescere secondo le proprie inclinazioni rendendo giorno dopo giorno il gruppo più forte. Certo oggi, con il corporate campus tutto è più semplice. Avere degli spazi dove poter condividere non solo le avventure lavorative ma anche momenti di svago rende il clima più sereno (i nostri ragazzi hanno a disposizione campo di calcetto, tennis, una palestra attrezzata, una sala per fare danza, aree di relax con videogiochi, biliardino 4 contro 4, ping pong, pianoforte a coda…).
Il Corporate Campus è anche una risposta a chi vuole dare un aiuto concreto alle giovani donne, madri: il servizio di mini club aziendale – attivo dalle 15 alle 20 – permette alle mamme di non dover scegliere tra famiglia e lavoro.

Blabel è stato rilasciato lo scorso 18 marzo. Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?

Siamo solo all’inizio. Blabel non sarà un solo servizio di instant messaging. Seguiteci e lo scoprirete!

Digital Marketing: facciamo il punto [INFOGRAFICA]

Sapevi che internet è utilizzato dal 40% della popolazione mondiale?
Se vuoi fare digital marketing, sia che ti occupi di un piccolo brand, o di una grande azienda è necessario che tu abbia una visione complessiva dell’utilizzo di internet nel mondo in termini quantitativi e qualitativi. È necessario quindi che tu conosca lo stato dell’arte del digital marketing. Che cosa vogliamo dire?

L’infografica realizzata da Smart Insight e TFM&A ci spiega visualmente che sono ben 3 miliardi di persone al mondo ad usare internet tramite supporti digitali. Il desktop rimane la piattaforma più utilizzata per l’accesso al web ma è interessante vedere i trend di crescita dei supporti mobile. L’80% di chi è su internet, usa uno smartphone; il 47% è proprietario di un tablet. E questi numeri sono in crescita, vediamo in che modo.

Lo stato del Digital Marketing

Tenendo presente dunque i numeri di quest’infografica, come accrescere la tua digital audience?
Sia che tu ti occupi di B2C che ti occupi di B2B, puoi subito notare come le tattiche di contenuti digitali più utilizzate siano:

  • Social media content
  • Newsletter
  • Articoli sul tuo sito web

Molto spesso da digital marketer ci sentiamo dire dai nostri capi: “Si, ma in termini di conversione?“. Chiaro è, che il canale che maggiormente converte rimane ancora la piattaforma desktop. Ed è facile capire che ancora oggi, i consumatori si sentano più sicuri ad affrontare spese ed acquisti su un supporto statico fisso piuttosto che sul mobile. I numeri probabilmente cambieranno ma per ora è fondamentale, per far sbarcare il tuo brand online, tenere a mente questi dati. I consigli per pianificare, gestire ed ottimizzare i canali digital sono essenzialmente tre:

  1. Hai bisogno di una digital marketing strategy
  2. Integrare le attività online ed offline
  3. Ottimizzare, ottimizzare, ottimizzare

Ecco l’infografica completa per fare il punto sullo stato del digital marketing:

30 copy indimenticabili della pubblicità italiana

Dopo aver discusso sulle 10 campagne il cui successo è il connubio tra visual e copy, abbiamo pensato: quali sono invece quelle tagline che ci sono rimaste impresse e che abbiamo ripetuto fino alla nausea? I pubblicitari, cari persuasori occulti, sanno bene che la frase giusta al momento giusto può entrare nel cervello del consumatore e non uscirne più.

Ecco quindi i 30 copy che la redazione di Ninja Marketing ha scelto dopo ore di brainstorming online 🙂

No Alpitour? Ahi ahi ahi

Ti piace vincere facile?

Buonaseeeeera

Mira el dito

Ciribiribi Kodak

Denghiu

Fei belliffima

Anto’, fa caldo

Non ci vedo più dalla fame

No Martini? No party

La mia non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di buono

Per dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande o un grande pennello?

Toglietemi tutto, ma non il mio Breil

Chi c’è c’è, chi non c’è, non c’è

A te ti piace, a me me piace

C’è Gigi?

Un diamante è per sempre

Milano da bere

Alle morbide Fruit Joy tu resistere non puoi

Sono finteeee

Fenomenale

Two is megl che one

La potenza è nulla senza controllo

No, lavato con Perlana

Altissima, Purissima, Levissima

Le ho provate tutte

Metti un tigre nel motore

Svizzero? No, Novi

Non so voi, ma io bevo Aperol

E chi sono io, Babbo Natale?

Quali abbiamo dimenticato?

Siamo sicuri che nei meandri di YouTube si nascondano altri spot degni di entrare in questa lista. Suggeriscili tu nei commenti al post sulla nostra fanpage!

Facebook Messenger: un nuovo mix di business e divertimento

Facebook Messenger

Quando nel 2011 Facebook lanciò Messenger, gli utenti si divisero tra scettici sulla sua utilità e annoiati all’idea di dover scaricare un’ulteriore app per chattare via Facebook.

A tre anni dal lancio di Messenger, il numero di utenti attivi dell’app ha superato recentemente i 500 milioni: è ovvio che il download obbligatorio ha dato una bella spinta in questo senso, ma non si può negare che in questi tre anni Facebook ha lavorato molto per rendere Messenger sempre più cool. Eppure “essere cool” non è tra i primi obiettivi di Mark Zuckerberg, come affermò nel 2013 in un discorso passato alla storia:

La gente da per scontato che stiamo cercando di essere cool. Non è mai stato il mio obiettivo. Io sono la persona meno cool al mondo! (…)

Forse l’elettricità era cool quando è nata, ma abbastanza rapidamente la gente smise di parlarne perché il punto importante non è la cosa nuova, la vera domanda che voi dovete considerare a questo punto è “Ci sono meno persone che accendono le luci perché è meno cool?”.

All’F8, il mega evento a San Francisco dedicato agli sviluppatori su Facebook che si è tenuto il 25 e il 26 marzo di quest’anno,  l’obiettivo principale di Mark è stato ancora più chiaro: Facebook è ora un ecosistema di applicazioni che mira a sostituirsi al concetto stesso di Web. Da semplice iconcina blu sul nostro smartphone, ora Facebook ha intorno a sé un mondo di applicazioni, ma soprattutto un esercito di sviluppatori a cui proprio durante l’F8 sono state rivelate molte novità allettanti.

Facebook, le app e l’Internet of Things

Niall Kennedy @Flickr

LEGGI ANCHE: Mark Zuckerberg presenta Connectivity Lab: “Invieremo internet dal cielo con aerei senza pilota” [BREAKING NEWS]

Ai developer su Facebook è stata annunciato il rilascio del kit per lo sviluppo con Arduino sulla piattaforma in cloud Parse : ok, facciamo un passo indietro per spiegare meglio ciò di cui stiamo parlando.

Parse è la piattaforma per realizzare app creata da Ilya Sukhar che è stata acquistata un anno fa da Facebook: Parse è un platform as a service, cioè permette agli sviluppatori di creare app senza doversi preoccupare di aspetti quali cloud, storage, backend, analitici, ecc.

Arduino è l’hardware che permette di realizzare cose come controllori di luce, di velocità, sensori di umidità, di temperatura, ecc: in sostanza tutto ciò di cui sono composte le tecnologie della demotica. Per gli sviluppatori lavorare su Parse con Arduino significherà in sostanza poter realizzare applicazioni che hanno utilità nella vita di tutti i giorni: sì, stiamo parlando di Internet of Things, l’Internet delle Cose.

Messenger ora è un’app per il business

Ed eccoci di nuovo a Messenger  e alle grandi novità rivelate agli sviluppatori durante l’F8: non più solo un’applicazione per  chat e chiamate, ma ora una piattaforma dedicata alle aziende, Business on Messenger.

Business on Messenger offre alle aziende su Facebook un accesso diretto e immediato ad un servizio di assistenza clienti. Progettato per essere facile come chattare su Messenger, elimina il disagio delle telefonate, delle code e delle email.

Ecco alcuni esempi d’uso reali che potranno essere realizzati via Messenger:

Fare acquisti da Messenger;

– Confermare un ordine;

– Inviare gli aggiornamenti automatici di spedizione;

– Effettuare ricevute e fatture;

– Rintracciare le Spedizioni.

Facebook Messenger è anche divertimento

Il nuovo servizio è parte della nuova piattaforma di Messenger di Facebook, che si apre  gli sviluppatori di terze parti e si lancia con diversi partner, come Zendesk, Everlane e Zulily.

Cosa significa di fatto per noi utenti questa novità? In pratica potremo ricevere contenuti di vario tipo (immagini gif, video, file audio…)via Messenger e potremo scegliere se aprirli installando l’applicazione necessaria per vedere quel contenuto o aprendo quell’app stessa sull’app di Messenger.

Inoltre nella chat di Messenger visualizzeremo anche le app usate dagli amici e quelle suggerite. Alcune app sono già disponibili e includono app per realizzare video come Magisto, app per creare gif come Giphy, Dubmash e app per realizzare piccoli testi in musica come Ditty. It’s very funny, guardate:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?t=10&v=MUAW2RDAJWU’]

Zuckerberg sa che in un mondo di applicazioni di messaggistica sempre più varie, l’unica scelta possibile è la diversificazione: nel futuro di Messenger ci sono però così tante possibilità che questa volta possiamo dire che Facebook è andata oltre al puro concetto di “diversificazione”. Facebook sembra puntare ad essere sempre di più un servizio indispensabile e non un semplice social network… sì, insomma, come l’elettricità di cui parlavamo sopra.

Ambizioso o troppo arrogante? Vedremo…

Le 10 surfiste più belle da seguire su Instagram

Playboy, all’inizio dell’anno, ha stilato la classifica delle 21 surfiste mondiali più hot e più seguite dei social media. Ci sono proprio tutte le più sexy, alcune new entry e in prima posizione la bellissima Sage Erickson, rivelazione del 2014.

Vi mostriamo le prime 10!

Perché? Perché la psicologia ci dice che quando siamo stressati al lavoro immaginare cose belle ci rilassa e ci motiva; inoltre potete sempre imparare qualche lezione di marketing spulciando i social di queste ragazzone.

QUINDI ricarichiamoci con queste visioni:

10. Coco Ho

surf

9. Alejandra Guilmant

8. Nikki Van Dijk

7. Kelia Moniz

kelia moniz

 

6. Ellie Jean Coffey

ellie jean coffey

 

5. Erica Hosseini

erica hosseini

 

4. Bree Kleintop

Bree Kleintop

 

3. Lani Doherty

Lani Doherty

2. Laura Enever

Laura Enever

 

1. Sage Erikson

Sage Erickson

Digital Storytelling: come creare un legame interattivo [CASE STUDY]

Quella dello storytelling è un’arte difficile ed in continua evoluzione che, però se analizzata nella maniera giusta può sfruttare al meglio i mezzi che offre l’era digitale.

Seppur sia un’opinione diffusa non è più sufficiente eseguire un “copia e incolla” della storia pubblicata su carta o sul sito online; bisogna andare oltre.

In sostanza, questo tipo di lavoro deve essere una conversazione ed un processo di continua scoperta. Bisogna rischiare, imparare, adattarsi ed andare avanti, sfruttando tutte le potenzialità che il mercato offre.

Ecco cosa racconta Frances Perraudin della sua avventura:

Nella parte finale del programma di giornalismo digitale ci hanno dato la possibilità di trascorrere quattro settimane a lavorare su un progetto di “narrazione digitale”.

Il progetto si è concentrato sulla ricerca degli strumenti migliori per spiegare una notizia. Lo studio dimostra che giornali come The Guardian presumono troppo spesso che i lettori abbiano tutte le conoscenze necessarie alla comprensione, tuttavia, di frequente, non è così.

“Intrattenere, informare ed educare” è lo scopo che devono perseguire tutte le testate giornalistiche.
The Guardian informa e diverte, ma fornisce tutti gli elementi culturali? Purtroppo, no. Proprio, per questo motivo si dovrebbe, per quanto possibile, mirare a dare a tutto pubblico la possibilità di comprendere perfettamente ogni articolo.

Il progetto

L’idea del progetto è nata nel mese di luglio. Sostanzialmente il concetto, fondamentale è quello di inserire all’interno di ogni articolo riferimenti a notizie che siano risorse educative per i lettori. Oltre al dettaglio di una storia, possono essere utilizzati anche biografie, processi scientifici e/o legali ecc.

Il modello che questi “studiosi innovativi” hanno fornito si basa sul design interattivo preesistente su The Guardian.

Ecco alcuni esempi di ciò che è stato monitorato per alcuni mesi:

Il progetto ha ricevuto un buon feedback. La conclusione? È importante utilizzare mappe interattive, link, brevi profili, figure chiave ecc per spiegare la notizia e renderla comprensibile e, di conseguenza, interessante per tutti i lettori.

Se tutte le testate giornalistiche prenderanno spunto o meno da questo progetto è presto per dirlo, sicuramente quelle più innovative ci stanno già pensando.

Colloquio di lavoro, istruzioni per prepararsi alla selezione

Hai trovato l’annuncio di lavoro giusto per te. Le tue competenze rispecchiano perfettamente la posizione da ricoprire. È l’azienda dei tuoi sogni e vuoi fare colpo in tutti modi! Invece di candidarti subito sulla spinta dell’emozione, aspetta! Fermati un attimo a riflettere.

Prima di inviare il tuo cv, ci sono delle cose che dovresti fare; piccole strategie, o meglio accorgimenti, che apparentemente potrebbero sembrare banali, ma che in realtà non lo sono affatto.

LEGGI ANCHE: Cinque domande da non sottovalutare per prepararsi ad un colloquio

Ma come arrivare pronto e preparato ad un colloquio di lavoro? Ebbene, esistono dei fondamentali passaggi da seguire.

Reputazione online: aggiorna i tuoi profili sui social media


Sembra banale, ma i social network stanno diventando sottili “armi a doppio taglio”.

In ambito professionale vengono, infatti, sempre di più utilizzati dai datori di lavoro per indagare ed ottenere qualche notizia in più sul candidato. Assicurati per questo che i tuoi profili online siano prima di tutto aggiornati, ad esempio che all’interno del tuo account LinkedIn ci sia l’esperienza più recente. Non è proprio “carino” per un tuo potenziale o futuro datore di lavoro (ma questo vale anche per chi un lavoro già ce l’ha), vedere proprio tutto ciò che hai condiviso: stati che raccontano ogni istante della tua vita, gli album delle tue vacanze, foto di serate troppo “allegre”. Limitati a fornire, almeno negli aggiornamenti pubblici, un’aria professionale di te.

Per il resto, usa gli strumenti a tutela della privacy per decidere cosa è meglio mostrare a parenti e amici. Le foto dell’addio al celibato, belle e divertenti, possono diventare un boomerang agli occhi di un esaminatore.

LEGGI ANCHE: Come rovinare la tua reputazione online

Cerca l’azienda online


Una volta letto l’annuncio, fai qualche ricerca. Questo passaggio è fondamentale. Studia prima di andare ad un colloquio o verrai bollato e messo sul registro degli impreparati.
Dai perciò uno sguardo al sito dell’azienda, ai commenti che trovi online, alle notizie relative alla società. Approfondisci più che puoi ogni notizia rilevante e che trovi ai fini del tuo colloquio. Otterrai un’idea migliore della posizione e mansioni che andrai a ricoprire.
Concentrati sulla mission statement, le performance passate e gli obiettivi futuri. Preparati sul settore di mercato.

Trova e memorizza il nome del reclutatore


Piccolo accorgimento: se l’annuncio riporta il nome del reclutatore, personalizza la lettera di candidatura con il nominativo della persona in questione e memorizzane il nome e cognome.

Aggiorna il tuo CV in modo che sia in linea con l’annuncio


Mai mentire sulle esperienze lavorative passate. Le bugie hanno le gambe corte, lo sappiamo bene, soprattutto se provi ad essere pagato per qualcosa che non sai fare.

Metti semplicemente in luce le caratteristiche che sono più in linea con l’annuncio a cui ti stai candidando. Perfeziona il Curriculum Vitae di volta in volta e studia bene ciò che c’è scritto su, in modo da saperlo illustrare in fase di colloquio. Sii sempre pronto a rispondere a domande riguardanti le tue precedenti occupazioni professionali, i rapporti con i superiori e le tue mansioni prevalenti, sulle quali dovrai, ovviamente, essere preparatissimo.
Porta sempre una copia del cv con te ed assicurati di avere tutti i documenti necessari e richiesti.

Inoltre, leggi sempre molto attentamente la descrizione del lavoro per cui ti sei candidato e pensa ai modi in cui la tua esperienza potrà apportare dei benefici al potenziale datore di lavoro (è proprio uno di quei temi che può diventare oggetto di domanda in un colloquio di lavoro).

La lettera di presentazione


Quando elabori la lettera di presentazione devi sempre ricordare di fornire la giusta presentazione di te. Professionalità, serietà e personalità sono le caratteristiche più gettonate e spesso vincenti da mostrare al futuro datore di lavoro.

E ricorda che ad un colloquio di lavoro…

È sempre buona cosa preparare certificati, referenze, una copia dell’annuncio e una scaletta di risposte a eventuali domande, come: “Mi parli di lei”,”Quali obiettivi ha raggiunto fino ad oggi?”, “È  soddisfatto/a della sua carriera finora?”, “Mi parli della situazione più difficile che ha dovuto affrontare e come l’ha risolta.”, “Cosa non le piace del suo ruolo attuale?”, “Quali cono i suoi punti di forza e di debolezza?”, “Che tipo di decisione trova difficile dover prendere?”, “Perché vuole lasciare il suo attuale lavoro?”.

LEGGI ANCHE: 25 domande insolite per un colloquio di lavoro

Sii pronto a proporre, poi, anche tu delle domande. Preparale prima! Ciò dimostrerà ancor più il tuo interesse per la posizione.

E una volta giunto il “grande giorno”, mai arrivare in ritardo. Anche se il colloquio non è ancora iniziato cerca di apparire sicuro di te stesso e soprattutto calmo.
Preparati con entusiasmo e presentati sempre con un bel sorriso!