Come rovinare la tua reputazione online

??Sesso? Solo con ventenni?. Se la provocazione costa cara

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Chiamarla reputazione online o semplicemente reputazione poco importa. Se hai un messaggio forte da comunicare, che sia una boutade o una provocazione per lanciare un prodotto o un’azienda, sappi che prima o poi farai i conti con i moralisti e i benpensanti.

Come ti sconvolgo la platea

Caschetto biondo, pantaloni aderenti in pelle nera, così, con la sua voce incalzante Cindy Gallop si confessa al TED, come se stesse confidandosi alle sue migliori amiche:” Esco con i ragazzini, soprattutto con i ventenni. E quando ci incontriamo, facciamo sesso”. La ex presidentessa della BBH ha deciso che per fa parlare di sé e della sua azienda MakeLoveNotPorn, una sua esplicita dichiarazione in tema di sesso potesse essere calzante e pertinente. Come darle torto.

Qualsiasi tua presa di posizione che abbia per oggetto il sesso, l’omosessualità, la guerra, il lavoro o ancora, i diritti degli animali, espressa sui social media verrà strumentalizzata per screditare la tua persona o il tuo brand. Un Guido Barilla che dichiara di essere esclusivamente a favore della famiglia tradizionale ha sollevato un polverone incredibile. A distanza di un anno, potrebbe essersi trattata semplicemente di un’affermazione sincera da parte del presidente.

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E l’immagine del brand?

L’imperatore dell’industria alimentare evidentemente sapeva di parlare a un suo pubblico.
Caduta di stile? Antipatia nei confronti del brand? Ripercussione negativa sull’immagine? A distanza di un anno bisognerebbe chiedere all’imprenditore milanese, se il fatturato abbia subito o meno un significativo calo di fatturato a seguito di quella esternazione.

Reputazione online, contenuto e identità

Online le persone ti giudicano per ciò che pubblichi. Forse a Cindy Gallop non interessava cavalcare l’onda del fenomeno culturale delle M.I.L.F. Il suo intento probabilmente è stato quello di creare appeal e generare curiosità nei confronti di chi si riconosce nei suoi medesimi valori: quello è il suo target. Lei è una donna di marketing, in fin dei conti.

Sul web vincono le persone autentiche

Poco importa se la redazione di TED non abbia voluto pubblicare il suo discorso, perché ha reputato offensivo il contenuto. Poco importa se, subito dopo, TED lo abbia pubblicato su youtube, disabilitandone i commenti. Ciò che vince è l’affermazione di un’identità autentica. Tant’è vero che alla richiesta accolta di abilitare i commenti al video, la stessa Gallop ha risposto personalmente al 90% dei commenti (si parla di più di 3.000 – come riporta un articolo del Business Insider). Certo, torniamo però coi piedi terra.

welcome to reality

Cindy Gallop, così come Guido Barilla, per quanto discutibili possano essere state le loro affermazioni, li possiamo giustificare. In fondo si tratta di trasmissione di valori legittimi legati a dei brand. Ora, se a pubblicare post del genere fosse stato uno sconosciuto qualsiasi, sicuramente non ci avrebbe fatto una bella figura agli occhi di recruiter, capi o colleghi. Sul web siamo vulnerabili, attaccabili e sempre comunque in svantaggio. Perché? Perché non ce ne accorgiamo, ma ci troviamo a fare i conti con la moltitudine e di fronte alla moltitudine non possiamo sperare di piacere a tutti. E se ci sono tool in grado di controllare tutto ciò che avviene online, ti ricordo che quello che accade offline a seguito di una tua azione online non lo è.

Basta, voglio scomparire dal web!

Oggi è un commento ingiurioso, domani una foto compromettente, dopodomani un tweet lamentoso. I contenuti che pubblichi dicono cosa sei e partecipano al processo di identificazione con la tua persona, che è tanto veloce quanto pericoloso. Sul web infatti non c’è tempo di contestualizzare in tempo reale un messaggio. Spesso mancano gli strumenti e i riferimenti per capire che cosa ci sia dietro ad uno sfogo e il tuo contenuto può essere travisato o interpretato male. Scomparire dal web?

Se non esisti per Google, non sei nessuno

Sì, l’hai pensato, vero? Immagina di dover prendere sul serio questa decisione. Allettante come idea. No Facebook. No Twitter. No Linkedin. No Instagram & co. Che liberazione. Non sei più sulla bocca di alcun individuo. Online. Eppure, non esserci online equivale a non avere un’identità offline. E credimi non c’è cosa peggiore che non essere nessuno per Google.

E quindi, #solocosebelle?

No, solo cose contenuti utili, soprattutto per te stesso.

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Scritto da

Emanuela Goldoni

Nasce nel cuore dell'Emilia, a Mirandola, per intenderci, la città del filosofo Pico della Mirandola. Per metà è partenopea, ma di mediterraneo ha preso solo il senso ... continua

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