BattleMI: ecco i membri della giuria da conquistare

Il 18 marzo 12 startup presenteranno la loro innovativa idea d’impresa ad un pubblico di oltre 2000 persone e 200 investitori provenienti da tutto il mondo. Il pubblico del GEC 2015 non sarà facile da conquistare, e sarà ancora più difficile fare colpo sui membri della giuria che assegneranno il premio qualità.

La giuria de La Battaglia delle Idee 2014

Il generale Sun Tzu scriveva “conosci il tuo nemico“. A La Battaglia delle Idee powered by Quag è importante conoscere il tuo interlocutore: ecco chi sono gli esperti che faranno parte della giuria.

Donna Harris, Kauffman Foundation

Donna crede fermamente che gli imprenditori possano cambiare il mondo e lavora ogni giorno per contribuire a rendere il suo pensiero realtà. È co-founder di 1776, business incubator di Washington, e board member della Kauffman Foundation.

Jeff Hoffman,  Global Entrepreneurship Week

Imprenditore di successo, speaker motivazionale, e autore. Jeff è stato invitato a parlare in oltre 50 Paesi, alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato. È stato fondatore di numerose startup e amministratore delegato di aziende pubbliche e private. Oggi Jeff sostiene gli imprenditori e le piccole imprese a livello mondiale, partecipando al consiglio di amministrazione della Global Entrepreneurship Week

Paolo Gesess, United Ventures

Co-Founder e Managing Partner di United Ventures, è un veterano del settore. Ha cominciato nel 1998 come Investment Manager in FinTech Spa; nel 2000 ha fondato JupiterVentures e ha finalizzato una serie di investimenti in tutta Europa.

Anna Testa, TIM #WCAP

La donna a capo del #Wcap di Milano. Anna ha una profonda conoscenza dei Social Media e grazie al suo ruolo nell’acceleratore di Telecom Italia è anche un’esperta di business e imprenditoria innovativa.

Bernardo Mattarella, Invitalia

Direttore dell’Area Incentivi e Innovazione di Invitalia, l’Agenzia che gestisce i fondi Smart&Start del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Mariano Pireddu, Quag

Founder e CEO di Quag, il social network fondato sugli interessi.

Quag è il social network dove puoi interagire con persone che non conosci partendo da interessi comuni e dove puoi costruire una tua rete di contatti con le persone con cui ti senti più in sintonia. Il progetto è online dal marzo del 2013 ed è sviluppato in Italia da un team italiano.

Lisa Di Sevo, Dpixel

Appassionata di mobile e innovazione, muove i primi passi in Nec Italia e in H3G Divisione Innovazione, dove entra in contatto con il mondo startup e venture capital. Dal 2007 è in Dpixel e dal 2010 è project leader di Working Capital di Telecom Italia.

Roberto Magnifico, LVentures

Roberto Magnifico è un esperto di finanza d’impresa e di mercati finanziari. Ha lavorato a New York, Roma, Londra, e ricoperto incarichi in istituzioni finanziarie internazionali come Lehman Brothers, il Banco di Roma, UBS, Barclays Capital e Dresdner Kleinwort Benson. È board member di LVenture Group.

Layla Pavone, Digital Magics

Nel 1988 inizia il suo percorso professionale nel Gruppo Publicitas e dopo varie esperienze in network e startup, nel 2003 diventa presidente di IAB Italia e tre anni dopo di IAB Europe. Ad aprile 2014 entra in Digital Magics come Partner.

Startupper, cosa farete per conquistarli?

NaStartup: riparte l'acceleratore di Startup Napoletano

L’11 marzo, nel sito archeologico di Caponapoli, si è tenuta l’undicesima release di NaStartup: l’appuntamento di contaminazione e networking dedicato alle startup partenopee. Con questo appuntamento, NaStartup entra nel suo secondo anno di attività, aprendo ad un nuovo ciclo di eventi  che porterà l’innovazione in posti non convenzionali, rendendo  Napoli protagonista della scena dell’Innovazione e delle Startup.

E’ stato un appuntamento speciale nel quale si sono celebrati i successi del primo anno di attività dell’iniziativa! NaStartup è infatti attivo da Marzo 2014, presentando più di 45 idee imprenditoriali a investitori e appassionati e dialogando attivamente con le istituzioni di riferimento per migliorare il contesto locale in materia di startup. NaStartup11 è stata inoltre un’occasione per incontrare altri startupper, gli imprenditori che fanno da sponsor all’iniziativa, e per fare domanda per presentare il proprio pitch davanti alla stessa platea di NaStartup.

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Dopo l’iniziativa dell’incubatore d’impresa di Papa Francesco, anche Napoli ha il suo spazio di innovazione e contaminazione!

I partner

Oltre ai fidati partner Hiltron, Metan Tecno e Sintesi Sud, per questo nuovo inizio NaStartup ha ricevuto il supporto di Legambiente e Carlsberg. L’intento è quello di far convergere innovazione, tradizione e conservazione delle eccellenze in un unico evento.

Alberto Frausin, AD di Carlsberg Italia, dichiara:

Carlsberg da sempre ama chi ha coraggio e decide di cambiare le regole del gioco. Ecco perché l’iniziativa di Na StartUp ci ha colpito e abbiamo deciso di affiancarla. E’ un anno importante per l’Italia e per noi – EXPO è la grande occasione e noi con Birrificio Angelo Poretti, Birra Ufficiale di Padiglione Italia, saremo orgogliosi di rappresentare l’eccellenza birraria italiana davanti al mondo. NA StartUp, ugualmente, rappresenta un’eccellenza della città di Napoli e quella voglia di cambiare ed innovare di cui abbiamo grande bisogno. Brindiamo quindi con piacere a questa iniziativa…che ha sicuramente i numeri, come noi!

Le startup

Tra le molte candidature pervenute sono state selezionate per presentarsi alla community in quest’occasione le seguenti:

Paisà Direttamente dal Premio SWNapoli arriva la piattaforma che vende pacchetti di esperienza a turisti, stranieri o cittadini che vogliono esplorare tradizioni locali. L’idea nasce da una studentessa del CLab (Contamination Lab), Anna di Paolo, con lo slogan “Vivere da protagonisti le Tradizioni Locali”. La creazione di Workshop realizzati da persone del luogo darebbe la possibilità a chiunque di fare tesoro di culture e usanze in un modo creativo e originale e consentirebbe alle tradizioni stesse di non essere dimenticate nel tempo.

House Travelling – un portale che mette in contatto viaggiatori che cercano una formula alternativa all’albergo e proprietari che intendono pubblicizzare la propria offerta di alloggi. House Travelling risponde a questo nuovo trend del turismo mondiale dando a chi viaggia la possibilità di prenotare un alloggio (una casa, una villa, una camera in un appartamento, etc.) con la stessa facilità e la stessa sicurezza con la quale si può prenotare un albergo.

Allinwallil progetto e’ vincitore del bando filas 2012/13. Tratta pareti modulari luminose multisensoriali ovvero attraverso hardware e software di nostra invenzione le pareti emettono luci colorate gestibili per intensità’, calore, musica e profumi. Il tutto si produce a misura fuori opera installabile in poche ore. Ideale per creare un ambiente relax in strutture private tipo camere da letto, soggiorni e ingressi oppure in strutture ricettive tipo camere di albergo e spa.

Class-it – una piattaforma che si prepone come obiettivo quello di migliorare la qualità di apprendimento degli studenti. Class-it è un’applicazione mobile che permette di creare una classe virtuale relativa ad uno specifico corso, consentendo lo scambio di contenuti non solo durante la lezione ma anche al di fuori, creando un luogo ove gli utenti possono interagire scambiandosi domande ed approfondimenti.

I relatori

Durante l’evento sono anche state tenute due tavole rotonde tematiche: una sulla social innovation e l’altra sullo spazio community.

Spazio Social Innovation

LEGAMBIENTE  – Treno Verde 2015, tornare alla terra per seminare il futuro – Le migliori esperienze dell’agricoltura italiana di qualità viaggiano a bordo del Treno Verde. Destinazione Expo con un carico di eccellenze e proposte. Vi aspettiamo a bordo

Spazio Community

Michele Boccia – fondatore di ImagoM racconta lo sviluppo del videogame Pompeii MTC  un adventure game ambientato nella famosa cittadina vesuviana, alla vigilia della catastrofica eruzione, ritorna dopo 30 anni

Festival del Bacio – Il Festival del Bacio, alla sua quarta edizione (la seconda a Napoli), è una scultura antropologico-relazionale che si compone, principalmente, di relazioni. E’ promosso da Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e Accademia di Belle Arti ed è organizzato dalla scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte e da mediaintegrati un team di artisti formatisi proprio in questa scuola. A presentarlo Alfredo capuano, Giovanni Muzio, Antonio Pezzella, Fabio Parmigiano.

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L’evento periodico dedicato a tutti gli amanti dell’innovazione per conoscersi, discutere e presentare le proprie startup con un  pitch davanti a una platea selezionata si tiene ogni mese. Seguite NaStartup per essere aggiornati sui prossimi eventi!

NA StartUp è realizzato in Autoproduzione con la partecipazione come sponsor tecnico di: BeGraphic.it, B&B La Thuya, Cambio Merci,, Carlsberg Italia e la sponsorizzazione di Metan Tecno srled  Hiltron.

Le foto dell’evento sono realizzate daStudio fotografico Primo Pianoed i video da Uncosofactory

IFTTT, Instagram e Do Camera: le migliori ricette per le vostre fotografie

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Un’immagine vale più di mille parole. Un dictat sempre più di moda, da quando le fotografie non sono più solo una passione di pochi ma un modo di comunicare molto più efficace, non solo tra persone ma anche per il business.
E cosa c’è di meglio di qualcosa che permette di automatizzare la condivisione e la gestione delle foto? Niente, e lo sa bene IFTTT!

Ecco quindi le migliori ricette per condividere e monitorare le vostre fotografie, citando Heisenberg di Breaking Bad: “Let’s cook!”.

Instagram

instagram

Il catalogo di IFTTT contiene oltre 18 milioni di ricette, utilizzate ogni giorno 20 milioni di volte. Tra queste spiccano sicuramente quelle collegate a Instagram, il miglior social di condivisione fotografica.
Ma come i social media manager di tutto il mondo sanno, non sempre condividere in modo efficace è sufficiente, anche monitorare è importantissimo.

Monitorare gli hashtag pià popolari, o analizzare tutte le foto di una particolare campagna Instagram, non sarà più un problema. Questa ricetta permette di salvare direttamente in Dropbox tutte le foto con uno specifico hashtag. È un’ottimo tool per campagne specifiche, ma è importante essere precisi con gli hashtag: un #follow4follow o un #tbt potrebbero intasare per sempre l’archivio Dropbox.

save your instagram likes

Un’ottima ricetta per creare facilmente degli archivi di immagini. Che sia per trovare un’ispirazione o per archiviare immagini importanti per qualche futura campagna di comunicazione, non bisognerà più fare screenshot, o salvare ogni singola immagine: basterà aggiungere un like alla foto per salvarla automaticamente su qualsiasi dispositivo fornito di iOS photo. Il vantaggio è sicuramente notevole, non è detto però che si voglia per forza che il like venga collegato al proprio account.

Che sia un amico, un influencer o un competitor, questa ricetta permetterà di ricevere delle notifiche ogni volta che un utente particolare pubblica una foto. Questa è una ricetta particolarmente interessante, perché rispetto alle due precedenti che salvano le foto sul dispositivo, questa si limita a inviare una notifica, senza occupare nessuno spazio in memoria. Ovviamente più si aumentano gli utenti seguiti maggiori saranno le notifiche ricevute, per cui sarà utile selezionare attentamente chi si intende seguire per non essere subbissati ininterrottamente.

Ultima, ma non ultima, per le ricette IFTTT, un’ottima soluzione per locali ed organizzatori di eventi: ogni volta che viene pubblicata una foto in un particolare luogo se ne riceve il link. Inoltre questa ricetta prevede l’uso di Pushbullet un’app che permette di connettere i vari device tra loro: è possibile, ad esempio, ricevere chiamate e messaggi direttamente sul computer, rendendo molti procedimenti (come il trasferimento dei file tra device) molto più semplici.

Do Camera

do camera logo

L’introduzione dei tool Do di IFTTT, ha reso l’automazione ancora più efficace.
Mentre le ricette standard di IFTTT permettono di collegare tra loro due servizi diversi e generare nuove azioni digitali, Do mette in moto comandi complessi con un solo tap sullo smartphone.
Basta un tocco per spegnere le luci o regolare il termostato di casa, oppure, rimanendo in tema foto, condividere immediatamente su qualsiasi social d’interesse.

Questa nuova app è fatta in realtà di tre sfaccettature.
Do Button è quella più generica e generale, che lascia spazio alla creatività; Do Note aiuta a condividere, inviare e salvare in automatico gli appunti; e infine Do Camera che permette di condividere le fotografie.
Do Camera in particolare può caricare le foto in uno specifico album di Facebook, inviarle su Gmail, e stamparle direttamente con una stampante HP.
Ecco qui le ricette suggerite direttamente da IFTTT.

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Che ne pensate di queste ricette? Le avete trovate utili o avete già le vostre preferite? 

Come Apple Watch cambierà il mercato della tecnologia wearable

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La rivoluzione dei dispositivi mobile continuerà con il wearable. Ne è convinto anche Tim Cook, che il 9 Marzo ha mostrato al pubblico l’Apple Watch: il primo smartwatch della mela.

Uno smartwatch che ha persino un testimonial d’eccezione: la modella e fondatrice dell’organizzazione no profit Every Mother Counts nonché maratoneta Christy Turlington, che ha testato Apple Watch addirittura durante la maratona in Tanzania e che racconta la sua esperienza nel blog ospitato dal sito ufficiale di Cupertino.

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Design

Il form factor dello smartwatch richiama il quello degli altri dispositivi Apple: quadrante rettangolare con angoli smussati, cassa bombata e tasto rapido incastonato nella scocca. Molto particolare e ricercata la corona digitale: l’interfaccia fisica attraverso la quale l’utente naviga nei vari menù o effettua zoom in/out. I materiali di costruzione sono tutti di ottima fattura, ma dipendono dalla versione del prodotto. Tutte le versioni saranno disponibili con una cassa da 38 o 42 millimetri, e la batteria sarà intercambiabile!

Versioni e specifiche tecniche

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L’Apple Watch verrà distribuito in tre versioni: Apple Watch Sport, Apple Watch ed Apple Watch Edition.

  • Le varianti sport avranno la cassa in alluminio, color argento o grigio siderale. Sarà possibile acquistarli solo con cinturini “sport”, e non avranno il vetro zaffiro;
  • Il Watch “normale” avrà la cassa in acciaio inossidabile, color argento o nero siderale. Sarà possibile acquistarli anche con cinturini in metallo;
  • Il Watch Edition sarà disponibile in oro rosa o giallo a 18 carati, trattato in modo da essere più resistente rispetto all’oro tradizionale.

I cinturini intercambiabili, acquistabili a parte, saranno disponibili in metallo, pelle o plastica.

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Tutti gli Apple Watch avranno il display retina e saranno alimentati da una batteria che durerà, stando alle dichiarazioni dell’azienda, 18 ore in media. Il dispositivo sarà mosso grazie ad un chip innovativo, battezzato da Apple come S1, di cui si sa ancora poco: il chip dovrebbe comprendere, da solo, il modulo Wi-Fi, le memorie Ram e Rom ed il processore.

La batteria, intercambiabile, è in un vano a parte e si ricaricherà senza fili. Sulla parte inferiore del dispositivo trovano posto quattro led che dovrebbero permettere di misurare la pressione sanguigna. Una novità riguarda il “Force Touch”, un sistema di rilevamento della pressione che permetterebbe all’Apple Watch di distinguere tra tap veloci e pressioni forti.

Infine, sappiamo che sarà presente il “Taptic Engine”: un innovativo sistema di vibrazione che dovrebbe simulare il più fedelmente possibile la sensazione del tocco umano sul polso. Gli Apple Watch avranno una memoria da 8Gb.

Apple Watch sarà compatibile con tutti i dispositivi dotati di iOS 8.2, il nuovissimo aggiornamento per iPhone e iPad. Si tratta di un punto da tenere in considerazione, perchè l’Apple Watch non sarà utillizzabile da solo: avrà bisogno di un iPhone o un iPad a cui collegarsi.

Utilizzi e applicazioni

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L’Apple Watch arriverà al pubblico con una serie di feature di partenza, ma sono già state annunciate alcune app interessanti.

Nativamente, attraverso l’Apple Watch sarà possibile effettuare telefonate, inviare mail e sms, utilizzare il navigatore, monitorare la propria attività fisica, visualizzare le fotografie e fare scatti a distanza tramite la fotocamera dell’iPhone, consultare meteo e calendario, comunicare informazioni agli altri possessori di Apple Watch. Ci aspettiamo l’annuncio di nuove feature native prima della commercializzazione del dispositivo.

Come riportato da Mashable, sono già pronte delle applicazioni compatibili con l’Apple Watch, per migliorare la produttività, il monitoraggio di parametri biologici durante lo sport e tanto altro.

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Si apre dunque una nuova sfida anche per gli sviluppatori di app, che potranno creare nuove app o porting di quelle già esistenti.

Prezzi

Arriviamo alle note dolenti: i prezzi.

Sebbene non siano stati rivelati i prezzi ufficiali per l’Italia, in Francia l’Apple Watch Sport costa dai 399 ai 449 euro, mentre la versione standard costa dai 649 ai 1249 euro. Tutt’altro prezzo ha l’Apple Watch Edition, la versione di lusso: si parte dagli 11000 euro, ma si può arrivare anche ai 18000.

E a proposito di prezzi, ecco cosa ne pensa Asus…

Cosa ne pensate degli Apple Watch? Condividete le decisioni commerciali e di design, o vi sareste aspettati un dispositivo diverso? Fateci sapere e restate aggiornati su queste pagine per ulteriori aggiornamenti sugli smartwatch Apple.

5 smartphone che vi sorprenderanno nel 2015

smartphone mwc 2015

Fonte @Trusted Reviews

Il Mobile World Congress 2015 di Barcellona si è concluso da meno di una settimana, e com’era prevedibile il passaparola intorno ai tantissimi device presentati è ancora ben lontano dal placarsi. Anche quest’anno abbiamo visto meraviglie, bizzarrie, soluzioni smart per chi ha a cuore il portafoglio, novità ambiziose dai mercati emergenti.

LEGGI ANCHE: Runcible, il non-smartphone presentato al MWC2015

Se a breve avete in programma di acquistare un nuovo gingillo tecnologico fermatevi, perché l’evento mobile first più importante dell’anno ha tirato fuori dal cilindro parecchie novità da tenere in considerazione: ecco 5 smartphone che devi conoscere prima di fare shopping nel 2015.

Samsung Galaxy S6 Edge

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Fonte @Cnet

Premiato come “Best New Handset, Tablet or Device” al WMC 2015″.

Se il design non è nulla di rivoluzionario, vi assicuriamo che il suo forte non è solo la curvatura che migliora la UX: secondo Display Mate lo schermo è semplicemente è il numero uno in circolazione, con 5.1 pollici per la bellezza di 577 ppi con una migliore precisione del colore (+27%) e dell’efficienza energetica (+20%, sempre rispetto al modello top di gamma).

Il display è il fiore all’occhiello, ma nemmeno l’hardware scherza: processore 64-bit Exynos octa-core, 3 gigabyte di RAM, sensore fingerprint e camera posteriore esagerata da 16 megapixel. Se volete portarlo a casa, preparatevi al salasso: i rumors parlano di 889 euro con memoria da 32 gigabyte e 999 euro per il modello da 64 gigabyte.

Sony Xperia M4 Aqua

5-smartphone_Sony Xperia M4 Aqua

Fonte @Cnet

Quante volte il nostro smartphone rischia ogni giorno di finire nella lavastoviglie o nella tazza del water? In realtà molto poche, ma Sony ha ugualmente pensato ai più sbadati e soprattutto ai lupi di mare con un modello 100% waterproof.

Senza rinunciare a specifiche di tutto rispetto, come il processore octa-core Qualcomm Snapdragon 615 e la fotocamera posteriore da 13 megapixel. Presto arriverà anche in Italia, dovrebbero servire tra i 300 e i 400 euro per portarlo a casa.

Yezz Project Ara

5-smartphone_Yezz Project Ara

Fonte @Cnet

In molti aspettavano questa notizia: Project Ara ufficialmente sul mercato. Non si tratta però di Big G, la prima company a crederci per davvero è  Yezz che presto esordirà in Porto Rico con il famoso smartphone componibile. Se vi trovate nei paraggi, con 200 dollari circa potreste avere un pezzo d’avanguardia tra le mani.

Blackphone 2

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Fonte @Cnet

Con il primo modello le app proprietarie criptavano praticamente qualsiasi tap sul telefono, ora il sequel monta persino una ROM tutta nuova, PrivatOS, per non lasciare dubbi su quale sia il telefono anti-intercettazioni per eccellenza. Se siete interessati a tutte le specifiche, ne abbiamo parlato in questo articolo giusto poco tempo fa.

Lenovo Vibe Shot

5-smartphone_lenovo-vibe-shot

Fonte @Cnet

Chi si aspettava fuochi d’artificio dalla company cinese, ancora una volta non è rimasto deluso. La sola definizione di questo device ha già creato rumore: c’è chi lo chiama cameraphone, chi lo definisce un crossover della telefonia mobile.

In poche parole, Vibe Shot è uno smartphone progettato per essere utilizzato orizzontalmente con a bordo features e specifiche tecniche da camera digitale di prim’ordine.

L’obiettivo posteriore monta un sensore full frame 16:9 che consente di scattare foto in condizioni di scarsa illuminazione, un flash tricolor e uno stabilizzatore ottico, senza dimenticare il sistema di modifica automatica della luminosità, l’autofocus ad infrarossi, la possibilità di modificare diversi parametri in post produzione e un pulsante fisico per l’otturatore.

Il tutto sospinto da un hardware da top di gamma: esordio a giugno oltreoceano a partire da 349  dollari, rigorosamente dual sim.

Voi quali modelli ci suggerite? Quali sono gli smartphone che vi hanno stupito maggiormente durante il Mobile World Congress 2015?

(photo credits: CNET)

Essere sempre di fretta può ucciderci: Cancer Research UK [VIDEO]

cancer research

Cancer Research UK, organizzazione britannica benefica che si occupa di ricerca e divulgazione pubblica sul cancro, ha realizzato uno spot che riesce in maniera tanto semplice quanto efficace a comunicare l’importanza dell’attenzione ai sintomi e della prevenzione.

LEGGI ANCHE: Henna Heals: un tatuaggio all’henné per far sentire più belle le donne con il cancro [INTERVISTA]

Riproducendo una via frequentata e affollata di un qualunque centro cittadino, “The Lump” rende perfettamente l’idea della freneticità della routine quotidiana, che spesso diventa causa di disattenzione e indifferenza a sintomi e campanelli d’allarme, rappresentati in questo video da un’enorme massa sconosciuta che cresce sempre più sotto la superficie della pavimentazione urbana.

cancer research the lump

cancer research uk

cancer researck uk spot

Solo uno dei tanti passanti sembra non considerare normale l’enorma palla che cresce sotto terra proprio davanti ai loro occhi, ma alla fine la fretta e la freneticità vincono anche su di lui.

Cosa ne pensate? Trovate che quella scelta sia una metafora visiva efficace?

Credits:

Agency: AMV BBDO, London
Creative Director: Mike Crowe, Rob Messeter
Copywriter: Charlotte Adorjan
Art Director: Michael Jones
Agency Planner: Emily Harlock, Sarah Sternberg
Account: Gareth Collins, Emily Atkinson, Ally Humpherys
Agency Producer: Sophie Horner
Media Agency: Mediacom
Media Planner: Lucy Mitchell
Production Company: Rogue
Producer: Maddy Easton
Director: Sam Cadman
Sound: Gary Turnball / Grand Central Recording Studios
Postproduction: Joseph Tang / The Mill
Editor: Kev Palmer / TenThree
Model Makers: Artem
Music: The Sound Works

Ebay punta sul food Made in Italy nell'anno dell'Expo

Lo sappiamo già tutti: il primo maggio prenderà il via il più grande evento mondiale dedicato all’alimentazione, l’Expo 2015. Avrà luogo a Milano col tema Nutrire il pianeta, energia per la vita. I riflettori sono tutti puntati sul food Made in Italy che, giocando in casa, proporrà anche le eccellenze della nostra tavola alle migliaia di visitatori che verranno da tutto il mondo. Se nella Gdo e nell’Horeca il settore alimentare trova il suo canale di vendita privilegiato, il food Made in Italy stenta a decollare sul web: in Italia l’alimentare rappresenta solo l’1% del totale degli acquisti online. Il dato è imbarazzante se paragonato al 13% del Regno Unito e diventa ancor più inadeguato se si considera che l’agroalimentare rappresenta circa il 17% del nostro Pil.

Ma se guardiamo la situazione delle vendite online da un altro punto di vista, l’eCommerce alimentare presenta un grosso margine di crescita ed Ebay ha deciso di cogliere l’opportunità.

 

LEGGI ANCHE: 8 consigli per rendere il tuo eCommerce competitivo come Amazon

Zero commissioni per chi vende cibo online

Dal 2 aprile il colosso dell‘eCommerce non applicherà l’abituale commissione dell’8,7% sul prezzo di vendita per chi vende generi alimentari sulla piattaforma. Resteranno solo i costi di inserzione o del negozio.

Secondo i vertici di Ebay Italia tale agevolazione darà la spinta necessaria alle piccole e medie imprese italiane del settore alimentare, consentendo loro di elaborare strategie di internazionalizzazione sfruttando i costi contenuti e l’affidabilità e la visibilità offerte da uno dei marketplace più grandi al mondo.

In difesa del food Made in Italy

Ebay punta sul food Made in Italy nell'anno dell'Expo

Nel frattempo in un banco frigo australiano...

Un altro passo fondamentale per tutelare il buon nome dei prodotti d’eccellenza del food Made in Italy è l’accordo stipulato da Ebay con l’AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) e il Ministero per le Politiche Alimentari per la protezione dei prodotti DOP e IGP. La lotta alle contraffazioni alimentari e ai prodotti italian sounding è già iniziata e sono oltre 150 in 10 mesi i prodotti ritirati dal marketplace a causa di violazioni sulla qualità.

Le prospettive dell’eCommerce alimentare italiano

Nel panorama italiano sono poche le grandi aziende nel settore alimentare. Se poi andiamo alla ricerca dei prodotti di qualità e dei presidi Slow Food ci rendiamo conto che tale mercato è composto quasi esclusivamente dalle PMI che sono il tessuto vivo del Made in Italy.

Ebay punta sul food Made in Italy nell'anno dell'Expo

Riuscire a sfruttare il canale dell’eCommerce porterebbe benefici al settore e all’economia in generale: maggiori esportazioni vuol dire maggiori introiti ma anche crescita dell’occupazione. Con un piccolo investimento sull’organizzazione del proprio business le possibilità degli investitori di avvalersi della grande promozione del food Made in Italy offerta dal carrozzone dell’Expo, aumentano esponenzialmente.

Ad ottobre il grande circo dell’Expo ripartirà verso il prossimo grande appuntamento, ma in pochi mesi permetterà di rinvigorire la fama della già rinomata cucina italiana: è il caso di rimboccarsi le maniche e cogliere l’opportunità affinchè tra i ricordi dell’Expo ci siano le bontà del Padiglione Italia anzichè quelle del padiglione Coca-Cola (che sono pronto a scommetterci, ci stupirà con la sua comunicazione)!

Rispettare l'ambiente utilizzando la plastica? Con EKOCYCLE Cube, si può!

Se si potesse definire lo stato del rapporto tra l’ambiente ed il progresso tecnologico utilizzando una formula social potremmo dire che si trovano in una “relazione complicata”. Si, perché ogni sviluppo dell’uomo e della società ha prodotto l’erosione del suolo e il consumo massiccio delle risorse naturali che il pianeta ci ha “maternamente” donato; eppure, ogni volta che si parla di ambiente e di risparmio energetico si finisce sempre con l’illustrate tecnologie e invenzioni che potrebbero, almeno a parole, salvare il mondo dall’estinzione di massa.

La nuova promessa, la quarta rivoluzione industriale, ad esempio, è rappresentata dalla possibilità di produrre in autonomia ciò di cui abbiamo bisogno, attraverso delle strumentazioni sempre più semplici ed alla portata di tutti.

In questo scenario ad occupare il posto d’onore sono le stampanti 3D. Quando si è iniziato a parlare di questi dispositivi l’associazione ai film di fantascienza è stata inevitabile, in particolare illustrandone le applicazioni in campo medico e scientifico, con la possibilità di ricreare tessuti e organi umani, e questa dimensione da fiction da nerd ne ha un po’ rallentato lo sviluppo, ma le possibilità sono veramente enormi.

Ritornando alla premessa, anche nelle politiche di risparmio energetico e nella difesa dell’ambiente le stampanti 3D possono avere un ruolo molto importante, anche se c’è un ostacolo iniziale che bisogna affrontare: l’utilizzo della plastica.

Le stampanti 3D tradizionali, infatti, utilizzano una “cartuccia” che altro non è che plastica che viene modellata fino ad assumere la forma desiderata e disegnata con i programmi di grafica e rendering. Come può un dispositivo che utilizza come materia prima la plastica essere ecologica?

La risposta giunge dalla Coca Cola Company con il progetto EKOCYCLE™.

LEGGI ANCHE: Come le stampanti 3D stanno trasformando il marketing

EKOCYCLE

La multinazionale americana, con il volto di will.i.am dei Black Eyed Peas ha infatti avviato questo progetto dedicato alla produzione, ed al conseguente merchandising, di prodotto realizzati interamente o parzialmente con materiali riciclati.

Fin qui, ad essere sinceri, non è una grande rivoluzione, anzi, sembra la “solita storia” della Big Company che cerca di ripulirsi un po’ la coscienza. Ma a rendere il progetto meritevole di essere preso in considerazione è la partnership con Cubify, l’azienda produttrice della stampante 3D EKOCYCLE™ Cube.

Utilizzando l’equivalente di tre bottiglie di plastica di Coca Cola, questa stampante 3D permette di realizzare piccoli oggetti dal design molto ricercato e con materiale riciclato, nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura.

Come dice will.i.am

“”Things don’t have to end. They can begin again.”

LEGGI ANCHE: La stampa 3D rivoluzionerà le nostre vite? [PARTE 1]

La EKOCYCLE™ Cube è legata ad un brand molto potente, e c’è il rischio che – come tutte le iniziative a sfondo sociale messe in campo da questo tipo di aziende – venga sfruttato solo a scopi “propagandistici” senza avere delle reali applicazioni o sviluppi, ma resta il fatto che la tecnologia sviluppata da Cubify c’è, esiste ed è reale, e potrebbe rappresentare un mattoncino importante in un processo più ampio.

Immaginiamo i Paesi in via di sviluppo, nei quali le infrastrutture e le tecnologie industriali e manifatturiere scarseggiano: introdurre questi dispositivi tecnologici nell’economia locale potrebbe essere il seme per qualcosa di più grande, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali.

Staremo a vedere.

Tutto quello che c'è da sapere sul SEO dei video

Se le dinamiche per realizzare un video online (con strategie di marketing efficienti, ovviamente) sono in gran parte incomprese, è proprio sulla parte SEO che si manca, maggiormente, l’obiettivo.

Il problema è certamente appellabile ad una strategia poco valida che penalizza la crescita, piuttosto che incentivarla, e per aiutarti a sciogliere i nodi più articolati in questa rete di informazioni e parole, in cui tutti arrancano per il podio, ti proponiamo una serie di arguti consigli (o magari spunti) per ragionare in termini di SEO. 

#1 Le tendenze Video Marketing del 2015

Per lo sviluppo, l’implementazione ed il monitoraggio delle varie campagne SEO, è fondamentale capire l’importanza dei contenuti video in un quadro più ampio. L’elenco che segue riporta informazioni statistiche rilevanti. (Da Syndacast)

  • Nel 2017, il 74% di tutto il traffico internet sarà video.
  • I video faranno parte delle prime tre tattiche di social media marketing più efficaci sia tra B2B e B2C, in tutto il mondo.
  • Il 52% dei professionisti di marketing sostengono che i video portino ad un rendimento più elevato rispetto a qualsiasi altra forma di contenuto.
  • La parola “video” nell’oggetto di un’e-mail aumenta i tassi di apertura del 19%, le percentuali di click sono del 65%, e quelle di abbandono sono ridotte del 26%.
  • Uno su tre possessori di device, trascorre almeno un’ora al giorno guardando video.
  • All’avvio di un video, il 65% degli utenti guarda almeno il 75% del video.
  • Il 93% dei marketers utilizzano i video per le vendite, la comunicazione ed il marketing online.

Quale tra queste percentuali sorprende? Ti aspettavi numeri inferiori? È evidente che i video sono uno strumento di marketing incredibilmente potente e diventano sempre più significativi per le dinamiche del SEO.

#2 Visual is King

Un contenuto scritto è potente, ma un contenuto video vince su tutto; questo perché il 90% delle informazioni trasmesse al cervello umano sono visive (le immagini video vengono elaborate 60.000 volte più velocemente del testo). Questo spiega anche perchè le pagine contenenti video hanno un aumento delle conversioni mediamente intorno all’ 86%.

#3 Le tipologie di video su cui ogni azienda dovrebbe investire

Per guadagnare visibilità (nel 2015 e oltre), ci sono quattro tipi di video su cui è necessario puntare perchè hanno un potenziale rilevante in termini di ROI.

  • Profili aziendali. Un company profile progettato per informare gli utenti su ciò che è la tua azienda, genera valore. Pensa ad una società di ristrutturazioni case per esempio, il loro company profile avrebbe probabilmente più valore se mostrasse un cantiere con i vari servizi offerti. I company profile hanno un valore poco discutibile se veicolati attraverso le giuste immagini
  • Demo del prodotto. Per gli e-commerce che vendono prodotti fisici, i video dimostrativi sono incredibilmente efficaci. Sono capaci di influenzare le decisioni dei clienti e l’influenza sull’acquisto è data dal valore delle immagini. I video demo del prodotto dovrebbero essere applicati all’introduzione di un nuovo prodotto o per la vendita di un prodotto unico.
  • Testimonianze dei clienti. Sono i contenuti più complessi da realizzare, ma le testimonianze dei clienti sono, senza dubbio, le più potenti. Questi video hanno un ascendente molto forte nell’influenzare le decisioni di acquisto e possono rafforzare il valore di prodotti e servizi. L’escamotage potrebbe certamente ridursi all’assunzione di attori o portavoce, ma la sincerità ripaga sempre, quindi è molto meglio coinvolgere i clienti effettivi. Per definizione parliamo di Customer Testimonial video.
  • Promo brand awareness. Infine, ti consigliamo di investire in promo brand awareness. Parliamo essenzialmente di video pubblicitari, utilizzati per mantenere gli utenti impegnati e curiosi migliorando la brand awareness.

#4 Top Video SEO Tips

Come forse sai, un buon contenuto non sempre equivale ad un buon ranking. Magari è proprio il tuo lavoro a massimizzare l’efficacia del video, assicurando la buona visibilità dei contenuti. Farlo è possibile, seguendo questi consigli SEO:

  • Ottimizzare titoli e descrizioni. Ci sono tre elementi di base per l’ ottimizzazione dei video sui motori di ricerca, e devono necessariamente combinarsi con contenuti video di alta qualità. Sono: 1) titolo del video 2) descrizione del video e 2) metadati.
  • Keywords. Oltre ad essere accattivante, il titolo dovrebbe includere quelle keywords che indicano per i motori di ricerca, ciò che il video rappresenta e perché è rilevante.
  • Contenuti. Invece di limitarsi ad etichettare il video con descrizioni generiche, provare a raccontare i contenuti con maggiori particolari. Le descrizioni dovrebbero seguire lo stesso principio descrivendo tramite keywords quello che è il contenuto del video. Per quanto riguarda i metadati, assicurarsi di compilare tutti i campi richiesti. Più sono descrittivi, più aumenta l’ottimizzazione del contenuti per i motori di ricerca.
  • Hosting. YouTube, Vimeo, e altri siti di condivisione hanno un certo valore, se vuoi aumentare il valore di SEO devi ospitare i video sul tuo dominio. Google considera un video hosting più credibile di uno not-hosted.
  • Ottimizzare la sitemap video. Google vuole vedere la sitemap di un video configurata correttamente.
  • Incorporare trascrizioni video. Sapevi che posizionando il testo direttamente nel codice HTML della pagina stessa potrebbe aumentare il valore del video nel ranking di ricerca? Probabilmente uno dei passaggi più facili e in grado di scavalcare le pubblicazioni dei concorrenti.

Assumendo una visione olistica, come puoi vedere, il video è un potente strumento di marketing e può essere facilmente integrato in qualsiasi strategia SEO.

Quindi? Work-hard Play- hard (and start play)

Engagement su Twitter: 4 modi per misurarlo

Stimolare engagement, soprattutto se non siete i social media manager di marchi diversi da Coca Cola, Apple o Starbucks, non è semplicissimo e molto spesso il non vedere risultati immediati ci può abbattere, far venir voglia di abbandonare il nostro progetto o pensare che il nostro piano sia completamente sbagliato. Può essere, o forse no.

Come abbiamo già visto nell’articolo sui 5 errori di cui puoi far volentieri a meno quando creai contenuti digitali, la pazienza è la virtù dei forti ed è proprio di questa di cui dobbiamo armarci.

Molte persone si imbattono quotidianamente sui nostri post, tweet, pezzi o immagini e quelli che vi interagiscono attivamente con apprezzamenti o commenti sono solo la punta dell’iceberg, la maggior parte li vede e ci interagisce in silenzio.

Come Adam Schenfeld, CEO di Simply Measured, afferma: “Misurare i social è davvero una grande sfida, (…) concentrarsi esclusivamente sui “mi piace”, sulle risposte e sulle metriche di misurazione dell’engagement di base, non ci racconteranno tutta la storia.” Bisogna andare oltre, andare al di là della superficie.

Per questo motivo è saggio non fermarsi soltanto alla superficie ma scavare più a fondo, analizzare i dati che i numerosi strumenti che abbiamo a disposizione ci forniscono e studiare un piano d’attacco. Di seguito quattro consigli su come misurare l’engagement su Twitter per migliorare la nostra strategia da 140 caratteri.

1. Non fermarti ai Follower, Retweets, Risposte e Preferiti

Dal 14 luglio scorso Twitter ha messo a disposizione dei suoi utenti il Native Analytics (scaricabile all’indirizzo https://analytics.twitter.com/), uno strumento che permette di monitorare l’effettiva interazione sul nostro profilo al di là di tutti i dati evidenti che possiamo ricavare come il numero di followers, retweets, risposte e preferiti.

Twitter Analytics è, infatti, in grado di fornirci uno spettro di informazioni più ampio come il numero effettivo di click sui link condivisi, sugli hashtags, sulla nostra pagina profilo, etc.

Native Analitics è un componente gratuito a disposizione di tutti i social media manager, o comunque di chiunque abbia un profilo verificato, con cui è possibile aver accesso alle informazioni di tutte quelle azioni “invisibili” che accadono sul nostro profilo. Una volta installato il componente, saranno accessibili i dati dei trenta giorni precedenti, così da iniziar fin da subito il loro studio.

2. Connetti i diversi strumenti di monitoraggio

La sinergia, in generale nella vita, è sempre un’ottima strada verso il successo e lo stesso vale anche per il mondo digitale.

Ogni piattaforma, ogni social network ha i suoi strumenti per monitorarne traffico e interazione, alcuni di questi sono collegabili tra loro ricavando in questo modo dati ancora più precisi, soprattutto se il nostro interesse è capire come il flusso proveniente da questi ultimi vada a potenziare i risultati ottenuti dal nostro sito web, ad esempio.

E’ possibile, quindi, avere dati attendibili che ci permettono di verificare la conversione effettiva relativa a particolari campagne o contenuti specifici che ci interessa analizzare, cosa che si fa ancora più interessante soprattutto se abbiamo investito in pubblicità e vogliamo misurarne il riscontro.

Nel caso di Twitter, collegare i suoi dati con quelli di Google Analytics, permette di verificare se gli obiettivi che ci siamo prefissi in termini di traffico vengono raggiunti, in che termini e quali messaggi si sono rivelati più appetibili per il nostro audience.

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3. Gli amici “influenti” contano

Katy Perry twitta il progetto degli OLO Creative Farm, artisti italiani del video, per la ricostruzione di Cento (FE) a seguito del terremoto e il messaggio si diffonde a livello internazionale

Grazie alle statistiche che Twitter ci fornisce, siamo in grado di risalire anche a quali sono le persone che ci stanno aiutando amplificando il nostro messaggio attraverso menzioni, re-tweet o altro. Esistono vere e proprie star sui social network, persone che sono riuscite ad emergere dalla massa diventando il corrispettivo digitale delle celebrities di Hollywood.

Riuscire a creare una relazione con una di loro potrebbe davvero rilanciare anche il nostro profilo: ecco perché seguirli aspettando l’occasione buona per inserirsi nella conversazione creando un collegamento con il nostro prodotto/servizio potrebbe davvero fare la differenza, un utilizzo intelligente del mezzo al di là del mandare messaggi al mondo che fanno orbita soltanto intorno a noi stessi.

Individuate chi sono i più influenti nella categoria a cui appartiene anche il vostro prodotto/servizio, seguitene le mosse, scoprite cosa piace ai loro follower (che potrebbero essere potenzialmente anche i vostri) e come un cecchino aggiustate sempre più la mira, fino al loro vero e proprio coinvolgimento.

4. Misura il valore del cinguettio

Una volta mappato il traffico che da Twitter raggiunge il nostro sito, da dove arriva, chi l’ha influenzato e quali sono stati i messaggi più efficaci, sempre grazie alla sinergia con Google Analytics, è possibile risalire anche a dati più specifici.  Di questi sicuramente interessanti sono il numero di pagine visitate per ogni utente raggiunto, il livello di bounce e il tempo trascorso nel sito.

Queste informazioni sono in grado di darci un’idea ancora più specifica del valore che il nostro audience Twitter ha e che cosa possiamo aspettarci dal nostro canale. Twitter, per sua costituzione, è un canale veloce che passa attraverso la sinteticità ma se da questo riusciamo a conquistare anche con contenuti più strutturati, allora abbiamo fatto davvero centro.

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Per chi solo a veder tutti questi numeri sente la testa che comincia a pulsare, è arrivato il momento di far pace con la matematica e mettersi all’opera e, ricordate, le parole d’ordine sono: sinergia e strategia. Voi ne avete,  per caso, una terza da suggerire?