Ninja Social Oroscopo dal 15 al 21 gennaio

Sono trascorse solo due settimane dall’inizio di questo 2015 ed è già tempo di bilanci, cari guerrieri. Perché?? Alcuni di voi si chiederanno. Ma no! Altri esclameranno. Questo è il momento migliore per verificare i primi passi fatti verso gli attesi buoni propositi, penserete mica di aspettare dicembre per combinare qualcosa di buono >D ?! Con l’aiuto dell’oroscopo, questa settimana cercheremo di capire chi, tra i dodici segni, sia sulla strada giusta per investire questo 2015 e chi, invece, rischi di farsi investire!!

L’Ariete, per esempio, non correrà nessun rischio. Il suo impegno questa settimana supererà le sue stesse aspettative e lavorativamente parlando, farà faville. È evidente che se ci fosse la possibilità di eleggere un testimonial, questa settimana sarebbe il vincitore. Certo, non sarebbe una di quelle vittorie facili perché si sentirebbe il fiato sul collo dei nati sotto il segno della Bilancia e del Toro, pronti a dare il massimo per conquistare un posto nel cuore della persona amata e desiderata, sponsorizzati rispettivamente da Giove e da Marte: fortunato sarà chi sarà investito dall’irruenza e dalla positività della loro energia.

È facile pensare che i nati sotto il segno del Cancro saranno lì nei paraggi perché avranno una specie di potere ninja capace di attrarre l’altro sesso, saranno capaci di programmare questo inizio d’anno così da entrare a far parte del clan dei guerrieri che lo investiranno!

Qualora sentiste venire meno la vostra determinazione, non mollate, soprattutto se siete nati sotto il segno della Vergine, non questa settimana. Sarete un po’ stanchi, forse, ma se avrete la costanza di proseguire un passo alla volta alla fine sarete così soddisfatti di voi stessi da mettervi quasi a piangere dalla gioia, al contrario dei guerrieri Scorpione che potrebbero lasciarsi scappare, innervositi, una lacrimuccia. Anche se così fosse, non perdetevi d’animo, cari Scorpioncini, è non siate così contrari alla cambiamento del vostro punti di vista.

Anche i nati sotto il segno del Leone in qualche modo dovranno arrendersi alla necessità di investire tutto in questo 2015: il vostro viaggio, la vostra migrazione verso lo stato di grazia, è iniziato, ogni cosa andrà al suo posto, assicuratevi di avere abbastanza cassetti, viceversa fatene una scorta all’Ikea. Qualora poi non aveste voglia di fare tutto da soli sappiate che questa settimana il Sagittario avrà lo spirito da coach rompiscatole e comandino, un po’ troppo proiettato nell’intromettersi nelle questioni altrui prima di affrontare le proprie. La to do list dei Gemelli avrà bisogno di qualche dritta guerriera, viceversa questa settimana rischia di rimanere ferma in attesa di tempi migliori. Il segreto sta nel comprendere che può bastare un piccolo aiutino per fare decollare l’imprenditore che c’è in noi e che non sempre salta fuori quando serve!

Acquario e Pesci non saranno investiti dall’anno nuovo, ma potrebbero vacillare davanti alla tentazione di qualche finto e facile traguardo. I guerrieri dell’Acquario potrebbero vedersi rifilare la sola del secolo, nulla in confronto alla social bufala di Zara, semplicemente perché troppo “buoni”, sapete, non ci sono abituati ;D mentre i Pesci, elettrici come una scarica di mille volt, potrebbero non avere voglia di impegnarsi fino in fondo, cedendo all’emotività.

Be’avete capito chi sarà ad essere investito dall’anno nuovo questa settimana?? I nati sotto il segno del Capricorno, ma solo e soltanto in senso figurato, perché saranno così determinati e concentrati sulla loro personale fantasia cromatica di questo 2015 da non interessarsi di null’altro. Buona settimana, guerrieri!

Le cinque cose che un perfetto imprenditore fa ogni giorno

Chi ha detto che i buoni propositi devono essere necessariamente noiosi? Migliorare continuamente e costantemente noi stessi e il nostro modo e stile di vita sembra essere il focus principale che ci poniamo di perseguire al principio di ogni nuovo anno, in modo particolare se il nostro se il nostro è uno dei lavori tra i più complicati: l’imprenditore.

Mark Zuckerberg, padre fondatore di Facebook, non è del tutto estraneo ai buoni propositi del nuovo anno e, attraverso un post sulla sua bacheca, ha invitato i suoi amici a suggerirgli nuove idee per il 2015. “Sto raccogliendo idee per le mie sfide personali del nuovo anno. Ogni anno mi metto alla prova per allargare le mie prospettive e imparare qualcosa”, queste le sue parole e noi non vogliamo essere da meno.

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Ecco cinque buoni propositi che, se seguiti ogni giorno, faranno in modo di migliorare il nostro modo di lavorare, rendendoci positivi e propositivi per dare il massimo, trasformandoci in un imprenditore di successo.

Darsi del tempo


E’ difficile rimanere sempre e costantemente concentrati durante il giorno, quindi è fondamentale riuscire a pianificare. Ritagliarsi del tempo per rimanere focalizzati sugli obiettivi e sulle sfide da affrontare durante la giornata lavorativa, aiuta a migliorare le performance raggiungendo così il massimo risultato. E’ necessario però riuscire a riservarsi del tempo libero per staccare la spina, dal momento che pensare sempre al lavoro potrebbe risultare controproducente. Iniziare la mattina con una lezione di yoga o con la palestra è sicuramente un ottimo modo per mantenere fresca la mente e mettere a fuoco gli obiettivi da raggiungere.

La To do list dell’imprenditore


Spesso ci si sente oberati di lavoro con la conseguenza di dimenticare delle cose, ed è per questo che molte volte ci si ritrova a perdere tempo cercando di recuperarlo. La soluzione a questo problema può essere la compilazione della giusta lista delle cose da fare. La to-do list è fondamentale per chi vuole costantemente avere a mente gli obiettivi giornalieri o settimanali da raggiungere. Che sia su un supporto cartaceo o digitale non fa la differenza. Questo è sicuramente uno dei modi più efficaci per una adeguata organizzazione di un perfetto imprenditore, senza dimenticare che risulta un ottimo modo per vedere quanti progressi si fanno e tenerne traccia.

Rimanere costantemente aggiornati


Aggiornarsi regolarmente sugli eventi in corso e sulle novità del proprio settore di attività è di fondamentale importanza. Ricercare articoli relativi al vostro business vi consentirà di essere puntualmente in contatto con gli aggiornamenti. Al vostro servizio una serie di validi strumenti, da Twitter a Facebook ai feed RSS. Rivestono per voi anche il ruolo di raccoglitore di news, sottoponendo tempestivamente alla vostra attenzione aggiornamenti tempestivi e mirati ai vostri interessi.

Social media


Che i social media siano un efficace mezzo di comunicazione e di informazione e non solo, lo sappiamo ormai tutti. Entrati quasi prepotentemente nel nostro quotidiano, ci hanno indirizzato a rapportarci con loro anche per ciò che riguarda il lavoro. Controllare gli account social sono azioni che svolgiamo quotidianamente e spesso meccanicamente, ed è per questo motivo che bisogna assicurarsi che siano sempre aggiornati, come il nostro sito internet. Non c’è niente di peggio per un cliente o potenziale tale andare sul sito e trovarlo in fase di costruzione o non funzionante. I social media ci permettono infatti non solo di condividere, promuovere e commercializzare ciò che riguarda il nostro lavoro, ma anche di raggiungere le persone sia a livello nazionale che internazionale.

Rimanere collegato con il proprio network


Rimanere isolati nel proprio lavoro non porta sicuramente dei vantaggi ed è per questo che bisogna sempre rimanere in contatto con la rete di professionisti con i quali condividiamo interessi ed obiettivi. E’ fondamentale riuscire a trovare del tempo per relazionarsi con le persone che si sono conosciute e incontrate nelle conferenze e nelle riunioni. Il computer o lo smartphone possono essere solo dei mezzi per collegarci con le persone, il face to face riuscirà sempre a dare valore aggiunto alle vostre idee.

Thai Life Insurance è tornata: da "Unsung Hero" a "Garbage Man" [VIDEO]

thai life insurance video

Ci risiamo. Thai Life Insurance ha rilasciato la sua ultima campagna, e tutti sappiamo già cosa fare: preparare un pacco di fazzoletti a fianco al pc per asciugarci gli occhi gonfi che anche questa volta difficilmente riusciremo ad evitare.

Se siete tra i pochi che non sanno di cosa stiamo parlando ecco un brevissimo riepilogo: negli ultimi anni quello degli spot asiatici a stampo emozionale e drammatico è diventato quasi un filone a sè, e Thai Life Insurance ha fatto sicuramente da apripista a chi ha seguito con campagne come “Unsung Hero” e “Silence of love“.

LEGGI ANCHE: Dare è la migliore comunicazione: lo spot di TrueMove [VIDEO]

Garbage Man“, questo il titolo del nuovo video, propone una nuova storia costruita attorno allo stesso impianto narrativo dei precedecessori (il protagonista che vive in un contesto sociale ed economico difficile ma si prende instancabilmente ed eroicamente cura di chi lo circonda) e con lo stesso stile di regia: questa volta al centro troviamo un giovane ragazzino che aiuta la madre in difficoltà dopo essere stata vittima di un incidente stradale.

Nonostante siano progettati per un pubblico asiatico e basati su valori sociali fortemente condivisi in questa cultura, questi spot riescono sempre ad avere grande risonanza internazionale poiché pensati per veicolare un messaggio universale in grado di sottoesporre quello commerciale: il valore della vita e il bisogno di prendersi cura di chi ci sta attorno.

La campagna, come le precedenti, è stata ideata da Ogilvy & Mather Bangkok.

121 New Clues: Cluetrain Manifesto 2015! Pronti a farvi investire?

121 New Clues: Cluetrain Manifesto 2015! Pronti a farvi investire?

Trenininja! Lasciate stare le Frecce, prendete uno Shuriken!

Hear, O Internet

Rieccoli! Non contenti di essere ancora attuali a distanza di 16 anni, due degli autori del Cluetrain Manifesto hanno inaugurato il 2015 elaborando altri 121 indizi sul Web.

David Weinberger e Doc Searls questa volta si rivolgono a tutto il Popolo di Internet, e non principalmente alle aziende, ma questo non vuol dire che imprenditori e professionisti non debbano drizzare le antenne (wi-fi ovviamente).
Sin dall’introduzione, i due comunicatori esaltano le doti della Rete, mettendoci però in guardia contro i tre grandi pericoli. Il primo lo conosciamo già dalla loro precedente opera, e sono i Folli, le aziende che cercano di utilizzare Internet senza comprenderne le dinamiche.

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I due nuovi entranti sono invece i Predoni, che mirano a saccheggiare dati e soldi dei navigatori più inesperti, e… Noi. Siamo Noi a dover sfruttare il dono della connessione per confrontare le nostre individualità, non per livellarle, consumando tutto il “oh-so-tasty junk food” virtuale che ci viene incessantemente propinato dalle altre due categorie.

Ecco dunque 121 tesi pronte all’uso per ispirare e responsabilizzare il vostro uso di Internet, appena sfornate e condite con un buon numero di link, caratteristica assente nella precedente edizione del Cluetrain Manifesto.

Cluetrain manifesto, la carica dei centoventuno

La “Carica dei Centoventuno” travolge innanzitutto con l’organizzazione dei contenuti, raggruppati in tre sezioni e quindici temi che offrono uno spaccato caldo e appassionato, ma non per questo meno impietoso, dell’attuale condizione del Web.

Qualunque brand voglia parlare al Popolo di Internet, deve innanzitutto considerare di essere un attore tra tanti, desiderosi di connettersi per diffondere i propri messaggi, siano essi di natura commerciale o meno.
Le prime tesi ci ricordano infatti che Internet siamo noi, connessi. Il protocollo alla base del suo funzionamento non prevede altro che la possibilità di scambiarci dei dati, dei bit. Documenti? Social network? Marketing? Porno? Sono tutte possibilità valide, che non devono diventare usi esclusivi, dacché “ottimizzare l’Internet per uno scopo lo de-ottimizza per tutti gli altri” (tesi 15).

La destrutturazione della rete, alla ricerca della sua autenticità, prosegue evidenziando Internet non è fatto di contenuti, perché nessuno si mette alla tastiera con questo intento. La Rete non è un mezzo, non più di quanto lo sia una semplice conversazione: ogni messaggio, ogni link, porta con sé una piccola parte del creatore, frutto di quel paradosso dell’animo umano che porta a condividere generosamente per essere egoisticamente considerati.

121 New Clues: Cluetrain Manifesto 2015! Pronti a farvi investire?

Farsi notare: in certe situazioni è più importante che in altre.

Marketing raccapricciante

Già nel 1999 era stato detto che “I mercati sono conversazioni”. Partendo da questa base, i due autori ricordano che, come in ogni dialogo che si rispetti, una delle prime necessità è conoscere l’interlocutore, spingendo le aziende a presentarsi (letteralmente) in modo consono e veritiero. La comunicazione non è più verticale, per cui la voce del business non può più imporsi, ma deve imparare a chiacchierare con gli internauti, senza avanzare la pretesa di essere ascoltato.
Le priorità delle aziende non sono quelle del Popolo della Rete: termini come “big data” sono estranei alla logica delle persone, mentre altri come “consumatori” risultano fastidiosi. “Ogni volta che ci chiamate “consumatori” ci sentiamo come mucche davanti alla parola “carne” (tesi 57).

Allo stesso modo, mascherare le aziende da persone e le pubblicità da news, non sono altro che le ultime “raccapriccianti” trovate dei pubblicitari: quando vengono svelate provocano disagio nel lettore, e quest’ultimi sono sempre più smaliziati.

App e privacy

Gli ultimi due temi forti sono le app e la privacy.

Qual è la differenza tra un mondo di pagine Web e un mondo di app? Forse che il primo è un mondo di connessioni e il secondo un ammasso di programmi? Quale dei due presenta uno spazio aperto di discussione e quale invece uno spazio privato in cui nulla viene creato ma tutto è gestito?

Anche uscendo da questi spazi proprietari la nostra attenzione è comunque monopolizzata dai big players. Google, Amazon, Facebook, Apple ci attraggono come buchi neri grazie al network effect della Rete: molti la usano perché molti la usano.

“Quando non ci sono alternative competitive, dobbiamo essere oltremodo vigili, per ricordare a questi Titani della [Silicon] Valley i valori della rete che sono stati la loro fonte di ispirazione” (tesi 82).
Se è difficile sfuggire a questa polarizzazione, per i privati come per le imprese è necessario affrontare il Web con consapevolezza e civiltà. Dare valore ad ogni pezzetto di privacy che gestiamo, nostra o dei nostri clienti, è un buon inizio.

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Flic o floc?

Internet è sorprendente

Nonostante tutto, il web rimane un luogo meraviglioso, ci ricordano Searls e Weinberger: “C’è un sacco di musica in più nel mondo” (tesi 96).

La conoscenza e i legami sono le due possibilità più importanti, e sono gratuite. Possiamo approfondire tutto: amicizie, argomenti ludici e professionali, offerte commerciali e perfino i discorsi dei politici!
Le aziende che vogliono navigare in rete col vento in poppa non devono semplicemente parlare il linguaggio degli internauti, ma stare dalla loro parte e “vivere i valori che vogliono che Internet promuova” (tesi 114).

Prendiamo per esempio il Copyright: un diritto sicuramente utile, ma non un obbligo. I New Clues, ad esempio, sono Open Source, per cui sono consultabili e riproducibili liberamente, a patto di indicarne la fonte: http://cluetrain.com/newclues.

Non masticate l’inglese? Centoventuno è una cifra che fa girare la testa? Gradite una lettura ragionata delle nuove tesi?

Tenete sottomano (sottomouse?) l’homepage di Ninjamarketing per seguire le evoluzioni del discorso intorno al Cluetrain Manifesto e ai New Clues!
Il prossimo appuntamento è per venerdì, con l’ultimo articolo della serie: Cluetrain Manifesto: la tua comunicazione è fuori moda?

5 casi in cui l'uso del testimonial ha fatto discutere

L’utilizzo di una Pop Celebrity come volto di un brand è sempre un’azione spregiudicata, un’arma a doppio taglio: da un lato il brand può attingere e nutrirsi del suo fanbase ma, d’altra parte, legare un volto ad un brand significa anche farlo entrare in simbiosi con il personaggio e le azioni di quest’ultimo possono ricadere sulla brand image e sulla brand identity.

Ma non solo, negli anni ’60 David Ogilvy sentenziava:

Rimango sempre più stupito dal fatto che un’intera industria investa milioni di dollari su una libera e, spesso, casuale associazione a volti famosi, dimenticando che il pubblico, di fronte a un personaggio famoso che fa pubblicità, la prima cosa che percepisce è il fatto che costui, già ricco, si arricchisce ulteriormente

Affermazione inopinabile e straordinariamente attuale, anche se, a cinquant’anni di distanza e nel boom della società delle immagini e delle notizie virali i ruoli si siano pressochè ribaltati. Negli ultimi anni è spesso accaduto infatti, che i brand, famelici di notorietà, siano abilissimi a cavalcare gli scandali perpetrati dalle celebrity e li usino ad arte per le loro adv.

LEGGI ANCHE: Pubblicità politicamente scorrette: quando vale la pena rischiare

Eccone 5 esempi:

1. Justin Bieber per Calvin Klein Jeans

Prima l’arresto poi un insolito referendum plebiscitario che lo vuole fuori dagli U.S.A, insomma a Justin Bieber è bastata l’adolescenza per passare dal caschetto d’oro alle croci tatuate.

Tatuaggi che non sono passati inosservati a Calvin Klein Jeans che, insieme alla top model olandese Lara Stone, l’ha scelto per la campagna pubblicitaria Primavera Estate 2015 delle linee Calvin Klein Jeans e Calvin Klein UnderwearNello storytelling appare un Bieber alla batteria con muscoli e tatuaggi in bella vista. La campagna prevede anche il lancio del progetto #mycalvins: i fan del marchio potranno postare sui social le loro foto con indosso il proprio capo Calvin Klein.

2. Amy Winehouse per Fred Perry

Su Amy Winehouse e la sua tragica morte già troppo si è detto e scritto. Come spesso accade, la sua inclinazione all’autodistruzione andava di pari passo con la sua genialità. Scelta come stilista e testimonial da uno dei brand “inglesi per antonomasia” come Fred Perry, solo pochi mesi prima della sua morte.

Avrebbe dovuto essere parte di un’ “operazione pulizia” della sua immagine e per l’occasione indossò personalmente i capi da lei disegnati. Fred Perry gestì al meglio la sua prematura e tragica dipartita, ma è innegabile che come la sua morte ha fatto entrare lei nella leggenda, ne sono entrate di diritto  anche le sue immagini mentre indossa Fred Perry.

3. Miley Cyrus per Golden Lady

Ancora sull’onda del clamore suscitato dal suo Bangerz Tour, l’ex stellina Disney è stata scelta dall’agenzia di Armando Testa come testimonial del nuovo collant seamless di Golden Lady. Uno spot confezionato sotto la direzione creativa di Vincenzo Cerri e Dario Anania che hanno creato una comunicazione evento in grado di suscitare il wow effect. Il regista dello spot è stato il fotografo Terry Richardson (che ha già lavorato, tra le altre, per Madonna e Lady Gaga). La colonna sonora è la hit #getitright tratta dall’ultimo album della stessa Cyrus e composta dal producers del momento Pharrel Williams

4. Kate Moss per Roberto Cavalli

Anoressia, sex addiction e relazioni pericolose sono state all’ordine del giorno per Kate Moss e tutto ha sempre continuato a farle gioco. Almeno fino al 15 settembre 2005 quando il Daily Mirror la sbatte in prima pagina intenta a sniffare l’ennesima “striscia”.

Nulla che non fosse già noto ma una foto così esplicita scandalizzò a tal punto l’opinione pubblica da far credere che la cattiva ragazza londinese fosse giunta all’ultima boutade.

Nulla di più sbagliato, il tam tam mediatico fu fragoroso e nessun contratto della super top model venne rescisso a partire dalla colossale campagna per Cavalli.

5. Madonna per Pepsi

Sul finire degli anni ’80 Pepsi e Coca-Cola cominciarono a fronteggiarsi a colpi di adv fenomenali, dai testimonial d’eccezione ad ingaggi stratosferici. Nel momento in cui Coca-Cola firmò un contratto con George Michael la Pepsi fece la sua contromossa ingaggiando Madonna per uno spot innovativo chiamato “make a wish” .

Trasmesso in occasione dei Grammy Awards lo spot raggiunse 250 milioni di telespettatori. Il video approdò solo il giorno dopo nella sua versione ufficiale, nettamente differente dall’innocente spot, dove Madonna assisteva ad un crimine, amoreggiava con la statua di un santo di colore vestito come l’iconografia classica di Gesù, ballava in mezzo a croci infuocate e aveva le stigmate.

La tempesta non tardò ad arrivare: prima la protesta dell’American Family Association, poi la scomunica direttamente da Roma.

La Pepsi fu costretta a ritirare lo spot ma la polemica che ne scaturì rese quei due minuti memorabili.

Madonna Ciccone, l’ultima degli immortali per Pepsi 1989.

Immagini digitali: ecco come scegliere tra JPEG, GIF o PNG [INFOGRAFICA]

Dopo l’avvento del web e della moltitudine di professioni a esso associate è ormai chiaro come non sia indispensabile essere grafici per ritrovarsi a fronteggiare questo dilemma: JPEG, GIF o PNG, quale formato scegliere per le immagini digitali del proprio progetto?

Del resto, un digital copywriter potrà pure strizzare l’occhio allo sviluppatore quando gli consiglia di utilizzare solo JPEG in alta per il blog aziendale, ma sappiamo tutti benissimo che le possibilità che non abbia decriptato fino in fondo il messaggio siano altissime e, si sa, non si può vivere di soli post-it.

Per fortuna anche questa volta le infografiche giungono in nostro soccorso, per salvare le giovani menti a digiuno di trucchi grafici e, perché no, rinfrescare la memoria a chi la grafica la mangia a colazione ma ogni tanto gradisce il bis.
Perciò ecco a voi le caratteristiche principali di JPEG, GIF e PNG: trovate quella giusta per le vostre immagini digitali!

1. JPEG

Acronimo di Joint Photographic Experts Group, il JPEG è un tipo di compressione “lossy” (cioè con perdita d’informazione) usato quando parte della qualità di un’immagine può essere sacrificata a vantaggio di una minore grandezza del file, così da diminuire lo memoria necessaria e aumentare la velocità di caricamento.
Per questo motivo il formato JPEG è utilizzato principalmente per immagini digitali statiche, fotografie e immagini con molti colori e/o ombreggiature.

2. GIF

Acronimo di “Graphics Interchange Format”, il formato GIF utilizza 256 colori indicizzati, consente la trasparenza e può essere animato, il tutto mediante una compressione senza perdita di dati. Utilizzando meno colori è chiaramente un formato più leggero rispetto a quello JPEG e per questo motivo è utilizzato soprattutto per animazioni, grafiche web con pochi colori e immagini digitali semplici.

So già a cosa state pensando: si dice “gif” o “jif”? Bene, dopo essere sopravvissuta a malapena ai dibattiti su “LA font o IL font”, “LA selfie o IL selfie” e affini, ho capito come a volte sia meglio accettare il fatto che non esista una risposta a tutto, e anche quando esiste (dato che il creatore del formato ha stabilito chiaramente che la pronuncia corretta sia “jif” ma non se l’è filato nessuno), non è detto che i dibattiti si plachino, quindi meglio mettersi l’anima in pace!

3. PNG

Il formato PNG (acronimo di “Portable Network Graphics”) utilizza una compressione senza perdita d’informazione e si suddivide in due tipologie: PNG-8, assimilabile alla GIF ma più piccola, si avvale di 256 colori e consente la trasparenza; PNG-24, molto simile alla JPEG ma più grande, si avvale di più di 16 milioni di colori ed è un formato privo di compressione.
I principali utilizzi del formato PNG sono: immagini web (tra cui loghi che richiedono trasparenza e dissolvenza), immagini in elaborazione e immagini complesse (come le fotografie, sempre che la dimensione non sia un problema).

Ecco a voi, dunque, le conclusioni. Avete ancora qualche dubbio? Scoprite l’intera infografica su WhoIsHostingThis!

Come convertire le attività di digital marketing in vendite? Partecipa GRATIS al primo dei Ninja Talks

adversing online

Tra i nuovi propositi per il 2015 della Ninja Academy c’è la volontà di dispensare ancora più conoscenza, diffondere i segreti del marketing e fare in modo che tutti i guerrieri Ninja siano sempre aggiornati sulle strategie più efficaci.

Ecco perché inauguriamo i Ninja Talks: una collana di appuntamenti online del tutto gratuiti, pensati per i professionisti del digital & social media marketing. Un’occasione ricorrente di aggiornamento professionale, approfondimento disciplinare e, perché no, di networking.

Dagli Adserver al Real Time Bidding. Convertire le attività di digital marketing in vendite

Il primo appuntamento dei Ninja Talks è dedicato all’advertising online e ai suoi segreti. Mercoledì 11 febbraio dalle 18 alle 19 conosceremo Alfonso Mariniello, direttore commerciale di Adform che parlerà di adserver, tag management, path to conversion e real time bidding.

Imparerai a conoscere l’importanza degli adserver nella gestione delle campagne online, a capire che ci sono altri modelli di attribuzione delle conversione oltre il “last cookie win” e scoprirai come funziona l’acquisto di spazi in RTB.

Abbiamo pensato a questo incontro per aiutarti a capire quali canali online funzionano meglio per il tuo business, per spiegarti perché l’acquisto in RTB sta cambiando radicalmente il mondo della pubblicità online e come tenere sotto controllo tutte le attività di marketing digitale. Qui il programma completo.

Come partecipare ai Ninja Talks?

I nuovi appuntamenti #NinjaTalks targati Ninja Academy sono completamente gratuiti, basterà iscriversi qui per prenotare il proprio posto digitale e collegarsi alla nostra piattaforma per seguire il webinar.

Ricapitoliamo:

Dagli Adserver al Real Time Bidding. Convertire le attività di digital marketing in vendite
con Alfonso Mariniello, direttore commerciale di Adform
Mercoledì 11 febbraio 2015, dalle ore 18 alle ore 19

ISCRIVITI ORA!

500 euro regalati da Zara? La "social-bufala" che sta invadendo Facebook

Metti il sogno comune di fare shopping con una carta regalo di ben 500 euro per gli acquisti tanto desiderati. Aggiungi il fatto che a proporti questa gift card sarebbe l’amatissima catena di abbigliamento Zara. Affida il passaparola al social più virale che esiste, et voilà il gioco è fatto: una grossa bufala inizia a circolare e invadere Facebook, ingannando numerosi utenti.

Se da ieri anche vostri amici di Facebook continuano ad invitarvi ad un “evento concorso” per vincere carte regalo di Zara da 400-500 euro, sapete di cosa parliamo 🙂

La modalità di propagazione del “bufalo-contest”

L’iniziativa è stata organizzata con astuzia per ingannare più utenti possibili: una serie di eventi su Facebook, con immagini del profilo e di copertina del brand d’abbigliamento, organizzati da pagine apparentemente affidabili come “Zara Promo 2015”.  In palio, ben 400 gift card del valore di 500€, ognuna spendibile entro il 14 gennaio presso i punti vendita di Zara, seguendo queste semplicissimi step:

  • cliccare su “Partecipa” assicurando la partecipazione all’evento social creato e diffuso;
  • invitare altri 10 amici all’evento e lasciare un commento con la scritta “Grazie Zara” sulla pagina dell’evento.
  • L’estrazione avverrebbe poi su un sito sconosciuto, che richiede il download di un file misterioso (la presunta lista dei fortunati).

Chi è un minimo esperto di social networking, capisce subito che si tratta di una truffa. Tempo fa c’era stato il caso della bufala dedicata a H&M su Instagram e le modalità erano sempre le stesse:
– aderire ad un contest (presunto);
– invitare altri contatti (contribuendo alla viralità della truffa, inconsapevolmente);
– lasciare i propri dati personali (in pericolo la sicurezza degli account che hanno ingenuamente aderito).

 

Come fare a capire che si tratta di una bufala?

Innanzitutto, i concorsi a premi in Italia hanno norme molto precise. È necessario che siano depositati presso il Ministero dello Sviluppo Economico e che abbiano un regolamento rigidamente strutturato, chiaro e consultabile a partire dalla descrizione del concorso stesso.
Cosa che non accade in questo “contest”, dove la descrizione del concorso è scritta in un italiano quantomeno opinabile e abbastanza generico: frasi come «le carte saranno date il 14 gennaio» e «se si omette uno dei passaggi di cui sopra sarete esclusi dal estrazione» senza specifiche sulle modalità, le condizioni e le motivazioni, non lasciano spazio ai dubbi. Insomma, nessun regolamento ufficiale.

Sulla brand page Facebook del brand Zara non c’è alcuna traccia del presunto concorso. Il promotore dell’evento è la pagina denominata 2015 Zara_Promozione creata 2 giorni prima e che vanta poco più di 100 like.

– Nella pagina dove si dovrebbe scoprire «se sei il fortunato vincitore» bisogna cliccare su un link su cui compaiono alcuni banner pubblicitari e dove i dati personali eventualmente lasciati per partecipare al “concorso” possono essere facilmente rubati. Attenzione!

Cosa guadagna chi crea questi finti concorsi?

  • Attirare l’attenzione degli utenti.
  • Creare gruppi pieni di persone interessate all’abbigliamento che poi saranno rivenduti a varie agenzie di marketing e comunicazione.
  • Cliccare su un link su cui compaiono alcuni banner pubblicitari, fonte di guadagno per affiliati a circuiti promozionali.
  • Contatti email e personali da utilizzare per scopi pubblicitari.

La smentita di Zara

La cosa certa è che nessuno di questi utenti che ha cliccato “partecipa” riceverà una carta regalo di Zara da 500 euro. L’azienda spagnola secondo quanto riportato da La Repubblica fa sapere che  “Ovviamente è una bufala e adesso segnaleremo la cosa. Noi non facciamo alcuna promozione del genere, non lo abbiamo mai fatto, ed è bene che la gente non lasci il proprio numero di telefono o dati personali, qualora richiesti”.

I sogni son desideri….

Il consiglio ovviamente è quello di non abboccare a queste social truffe e di leggere bene la descrizione dei contest diffuse su web. Nel caso si notino concorsi finti, si può segnalare la truffa a Facebook in questo caso, attraverso appositi form.
Dedichiamoci ai saldi reali e abbracciamo la dura realtà: nessuno ti regala una gift card di 500 euro con un like, anche se, ammettiamolo, sarebbe il sogno delle shopping addicted; ma i sogni son (almeno in questo caso) solo desideri…

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

IKEA è un brand popolare, nella duplice accezione di celebrità e democraticità (commercialmente parlando). Le sue numerose campagne sono quasi sempre costruite attorno alla sua promessa principale: rendere casa nostra, la casa di tutti, un luogo accogliente e funzionale, ma anche di design. Rendere insomma la vita di tutti i giorni un po’ più bella e magica, anche quando si tratta di mettere in ordine la nostra stanza. Non fa eccezione l’ultimo commercial dell’azienda svedese, “The Joy Of Storage“.

Attraverso la metafora della migrazione stagionale degli stormi di uccelli, IKEA descrive come divertente e gioiosa la buona pratica di mettere ogni cosa al suo posto.

Col sottofondo di una musica epica e gloriosa, un’ottima resa scenografica e fotografica, seguiamo questo stra-ordinario gruppo di magliette che, proprio come farebbe un vero stormo, affrontano il lungo viaggio verso un posto più caldo e comodo.

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

LEGGI ANCHE: IKEA e la migliore parodia degli spot Apple: ecco a voi il bookbook

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Sino al termine dello spot lo spettatore rimane piacevolmente stupito dallo scarto creativo prodotto dall’intensità di musica e immagini e l’effetto comico che risulta dalla presenza di magliette sgualcite al posto degli uccelli.

A descrizione del video su YouTube leggiamo:

Molte persone credono che riordinare sia noioso ma in IKEA sappiamo quanta gioia può dare una buona soluzione per l’ordine. Una libreria ti permette di conservare e ripercorre tutti i tuoi libri preferiti. Una cassapanca di stile in soggiorno significa che non sarai circondato da giocattoli quando ti rilasserai la sera. E un guardaroba ben organizzato ti aiuterà a scegliere i tuoi vestiti velocemente la mattina, così potrai rimanere a letto 10 minuti in più.

Guardate il video e fateci sapere che ne pensate!

Credits:

Advertising Agency: Mother, London, UK
Creative Directors: Tim McNaughton, Freddy Mandy
Creatives: Rich Tahmesebi, Pilar Santos
Director: Dougal Wilson
Production company: Blink
Editor: Joe Guest / Final Cut
Post: MPC