Walking in New York: passeggiando da sole nella metropoli [VIRAL VIDEO]

Quello delle molestie per strada è un problema che interessa milioni di donne in tutto il mondo. Molto spesso questo fenomeno viene sottovalutato pur essendo in costante aumento e, molto spesso, sfociando in conseguenze ben più serie come aggressioni e violenze.

A far luce sul preoccupante fenomeno ci ha pensato Hollaback, un’organizzazione
no-profit di attivisti impegnati nel monitoraggio delle molestie da strada
che, con il prezioso contributo di Rob Bliss, noto ideatore di video virali, ha realizzato un video davvero interessante, uno strumento per sostenere avvocati, legislatori e cittadini nella loro lotta per l’eliminazione di questo grave problema.

Volendo offrire uno sguardo imparziale sul fenomeno Bliss ha lasciato che fossero i fatti a parlare, e lo ha fatto in un modo molto semplice. Ha posizionato una telecamera Go Pro sulla sua schiena all’interno di uno zainetto e ha ripreso, per 10 ore, l’attrice Shoshana B. Roberts che camminava dietro di lui indossando jeans, maglietta a girocollo …e un microfono nascosto.

In 10 ore di camminata oltre un centinaio sono state le molestie subite tra fischi e commenti, dai più ‘ordinari’ tipo “come sei sexy”, “bellissima”, “che Dio ti benedica”, a quelli un po’ più pesanti “hei dico a te, dovresti ringraziarmi per quello che ti ho detto”.

Un uomo, seguendola con molta insistenza: “Non vuoi parlarmi perché sono brutto? Non possiamo essere amici, nulla? Non parli?”.

Un altro uomo è rimasto al suo fianco in silenzio per 5 minuti!

Alla fine delle riprese, può sembrare strano, il più provato dall’esperienza è risultato proprio Rob Bliss: ‘Sono rimasto sorpreso dalle numerose interazioni, molte di esse aggressive ai limiti dello Stalking’. Per la Roberts un risultato poco sorprendente, questo tipo di molestie sono all’ordine del giorno per una donna!

Ello diventa una Public Benefit Company, ma senza pubblicità

Ello

Vi abbiamo già parlato qualche settimana fa di Ello, il social network con l’ambizione di diventare il vero, grande rivale di Facebook.

La popolarità di Ello, letteralmente esplosa negli ultimi due mesi, è legata soprattutto alla solenne promessa fatta dai suoi fondatori agli utenti: non ci sarà mai pubblicità e i vostri dati saranno sempre al sicuro e riservati. Esattamente l’opposto rispetto a quanto fatto da Facebook in questi anni, chiamato a rispondere ad esigenze commerciali sempre più pressanti, soprattutto dopo la quotazione in borsa.

Nelle ultime settimane, però, assieme al boom di iscrizioni si sono fatte largo voci di pressioni anche per Ello. Non è un segreto, infatti, che Ello nasca con un investimento di circa 435.000 dollari fatto da alcuni venture capitalist. Non sarebbe strano che proprio questi ultimi pretendano un ritorno dal loro investimento, particolarmente complesso in assenza di pubblicità o di cessioni di dati ad enti terzi.

Ello manifesto

La risposta di Ello non si è fatta attendere. Con una nota ufficiale, a firma di tutti i fondatori, ha comunicato di essersi costituita come una Public Benefit Company, ossia una nuova tipologia di società for-profit concepita per creare benefici alla società nel suo complesso, impedendo agli investitori la possibilità di creare ingerenze circa la massimizzazione del profitto. In questo modo, Ello può continuare ad imporre anche ai portatori di capitale le sue tre regole fondamentali:

1) Mai fare soldi con la pubblicità;

2) Mai fare soldi con la vendita dei dati degli utenti;

3) In caso di cessione della società, i nuovi acquirenti dovranno rispettare le due precedenti regole.

Insomma, un modello societario completamente nuovo che intende stravolgere le attuali regole commerciali dei social media.

Ovviamente, accanto alle ottime intenzioni della società è necessario sempre fare i conti con i freddi numeri. Il New York Times, infatti, ha comunicato la notizia che la recente esplosione di popolarità di Ello obbligherà gli investitori ad accordare ulteriori fondi (circa 5,5 milioni di dollari) per potenziare le infrastrutture tecnologiche e far fronte al vasto pubblico che sta accorrendo in massa sul social network.

Un investimento importante, ma che non scoraggia i fondatori intenzionati a mantenere “pura” la loro creatura. Si pensa, infatti, ad un modello sostenibile di finanziamento, basato sulla completa personalizzazione dell’esperienza d’uso del social network dietro pagamento di piccole somme di denaro.

Per Ello, infatti, l’approccio da profilo standard di Facebook è un modello superato, e sta pensando alla possibilità di consentire agli utenti di scaricare widget ed elementi personalizzati monetizzando queste funzioni.

Siamo molto curiosi di osservare l’evoluzione di questa avventura. E’ possibile creare un social network redditizio lasciandolo al riparo dalle classiche logiche commerciali basate sui dati personali degli utenti? Ovviamente noi tifiamo per Ello, e speriamo di sì.

Mobile Playbook: il mobile marketing secondo Google

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La seconda edizione del Mobile Playbook, creato dall’agenzia HelloMonday, è una delle iniziative della Creative Sandbox di Google: un archivio a libero accesso di case history e tutorial per la creatività d’impresa, promosso direttamente da Big G.

Il volume interattivo si propone come “guida al successo con i mobile device per manager impegnati”, e può essere consultato anche in italiano. Il Mobile Playbook nasce dalle perplessità dei manager, che, più che chiedersi “perchè”, si interrogano su “come” investire in iniziative di Mobile Marketing.

La seconda edizione contiene dunque best practices aggiornate e nuove strategie per pianificare il proprio piano di Mobile Marketing ed è utile sia ai manager che vogliono prendere consapevolezza del fenomeno, sia agli addetti marketing che vogliono approfondire alcuni aspetti o diffondere la cultura Mobile nel proprio ufficio.

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La guida è divisa in 5 capitoli, ma prima di intraprenderne la lettura è bene leggerli come domande rivolte alla propria impresa:

  • Come il Mobile influisce sulla value proposition?
  • Qual è l’impatto del Mobile sui piani di sviluppo dei canali digitali?
  • L’organizzazione si sta adeguando al Mobile?
  • In che modo i piani di Marketing devono adattarsi al Mobile?
  • Come agganciare un target che utilizza più dispositivi?

Infine vengono elencati i consigli d’oro da ricordare mentre si struttura un piano di Mobile Marketing e la lista delle fonti citate per le best practices.

Ecco una piccola anteprima del volume (clicca sulle immagini per ingrandirle).

francesco_piccolo_the_mobile_playbook

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francesco_piccolo_the_mobile_playbook

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Il Mobile Playbook è un volume interattivo da studiare. Infatti è possibile navigare liberamente all’interno dei contenuti, ma si possono fare ricerche per parole chiave. Potete trovarlo, in tutte le lingue, all’indirizzo www.themobileplaybook.com.

Insomma, direi che stavolta vi abbiamo fatto proprio un bel regalo: ora sapete come proporre il vostro piano marketing ai manager impegnati, portando casi concreti e spunti di valore approvati da Google. Date uno sguardo al Playbook e fateci sapere cosa ne pensate! Se avete guide Mobile di valore da segnalarci i commenti sono a vostra disposizione.

Ecco cosa succede ad una battaglia fra startup a colpi di rap #BattleSA

battaglia idee 2014 video

Se sei stato attento, ricorderai che il 5 e il 6 luglio di quest’anno si è tenuta, al Teatro Ghirelli di Salerno, La Battaglia delle Idee, l’evento organizzato da Ninja Marketing che ha ospitato innovatori, startup, coach e professionisti dell’eccellenza digitale.

Una battaglia metaforica! Ovviamente, non si è fatto male nessuno. Anzi, come sottolinea Federica Bulega, Account Manager di Ninja Marketing, si è trattato di un vero e proprio momento di “formazione, networking e divertimento” che ha fatto bene a tutti i presenti.

federica bulega battaglia idee 2014

Federica Bulega - Ninja Marketing

Quello che devi sapere sulla Battaglia delle Idee, edizione 2014

  • A Marco Zamperini, il funky professor del web, è stata dedicata l’edizione della Battaglia delle idee 2014. La figlia Rachele, sveglia, poliglotta, determinata – verrebbe proprio da dire “buon sangue non mente” – ha spiazzato tutti quando sul palco, di fronte a una platea di businessman adulti, alla domanda: “Quali sono i tuoi obiettivi futuri”, con tutto il suo candore e la sua disarmante spontaneità ha risposto: “Finire il liceo”.
  • La Maestra di cerimonia? Una scoppiettante Kris Grove, che ha tenuto a battesimo gli startupper alla pitch competition, tra sketch esilaranti e ritmi scanditi dalla musica rap.
  • “La vera innovazione? Decidere di stare nel proprio territorio, al Sud”. Questo è il messaggio sfidante lanciato da Roberto Zarriello, founder di Resto al Sud.
  • Sono 16 le startup selezionate che si sono battute nella pitch competition.
  • Vittoria rosa alla Battaglia delle Idee 2014: lo scettro è andato all’app Addoway, di tre giovani donne pugliesi. E il premio della giuria tecnica va a Massimo Morgante, che ha presentato Volumeet.
  • Entusiasmo, impegno e  forza creativa dei ragazzi che hanno partecipato alla pitch competition sono gli elementi che Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel ha particolarmente apprezzato.
  • Il cliente ha sempre ragione, soprattutto se si crea valore dal suo caso specifico, afferma Emanuela Zaccone, co-founder di TOK.tv.
  • Come bisogna essere sul web? Autorevoli, umili e sinceri, precisa Filippo Giotto, Social media manager di Banca Mediolanum.
  • Cosa fa un ninja? Un ninja prega, ascolta, agisce e migliora.
Enrico Quaroni Rocket Fuel

Enrico Quaroni - Rocket Fuel

4 chiacchiere coi protagonisti de La Battaglia delle Idee 2014

Vuoi saperne di più sull’edizione de La Battaglia delle Idee 2014? Qui il report dell’evento e qui le slide di workshop e seminari. Ma mi raccomando, non perdere l’edizione 2015!

Mi interesso, dunque sono – su Quag

Mi interesso, dunque sono (su Quag)
Dopo l’annuncio dell’uscita di Rooms della scorsa settimana, abbiamo avuto la conferma che il trend che guiderà piattaforme e applicazioni nei prossimi mesi – se non anni – è quello di sviluppare esperienze sociali ponendo al centro i propri interessi, non più i propri contatti e collegamenti.

È, ad esempio, anche il caso di Quag, una rete sociale 100% Made in Italy che conta oltre 22 mila iscritti che ha fondato la sua essenza proprio sugli interessi, sulle passioni e sulle curiosità degli utenti.

A dispetto della caratteristica che ha permesso ai social più famosi di diventare dei veri e propri colossi, ovvero quella di entrare in contatto con altre persone secondo le proprie amicizie della vita reale, su Quag è possibile trovare e conoscere persone a te affini che prima non conoscevi grazie alla condivisione delle proprie passioni.

In pratica, su Quag sei ciò che posti, aldilà del tuo nome e delle tue barriere territoriali: puoi dialogare, condividere post, video, link… l’essenza della piattaforma è fondata sulla tua identità più profonda, sulle emozioni che condividi e sul modo in cui lo fai, non sull’aspetto che hai!

Mi interesso, dunque sono (su Quag)

Rispetto all’ultima volta in cui vi avevamo parlato di Quag, oggi la piattaforma si è rinnovata e offre una esperienza d’uso ancora più coinvolgente grazie alla possibilità di scoprire nuovi argomenti vicini agli interessi già seguiti e grazie alle sempre maggiori interconnessioni tra Quagger.

Questo fruttuoso scambio di informazioni intorno ad interessi partecipati, innesca un naturale processo di condivisione delle idee che fa e farà solo che bene al nostro tempo speso sul web.

Mi interesso, dunque sono (su Quag)

Troppo spesso, ormai, ci ritroviamo a scorrere velocemente le TimeLine, lasciando passare davanti ai nostri occhi orde di link e parole che il cervello non registra più.

Avere invece un luogo ricco sì di notizie, ma di qualità, selezionate secondo ciò che noi siamo più interessati ad apprendere, permetterà alle nostre menti di ricominciare ad essere incuriositi davanti ad un elemento condiviso, fermandoci qualche secondo in più a leggere di cosa si tratta, piuttosto che schiacciare passivamente il tasto “mi piace”.

DS 3 BY NIGHT: tecnologia Pixelstick sullo sfondo di Parigi

DS 3 ha lanciato recentemente una campagna social, #DS3bynight per valorizzare la sua firma luminosa. Il brand, da sempre attento al design, all’eleganza e all’innovazione, non a caso ha scelto Parigi la Grande, notoriamente simbolo di raffinatezza e stile, come sfondo per i messaggi luminosi lasciati dagli internauti. Grazie ai Pixelstick, in combinazione con la tecnologia Xeno e Full LED utilizzate per i nuovi proiettori di DS 3, gli utenti hanno preso parte all’iniziativa di light painting, lasciando messaggi di luce.

DS 3 by night: La luce ti rivela

La campagna digital, lanciata il 10 Ottobre e terminata il 27 Ottobre, ha riscosso un grande successo, soprattutto su Twitter. I naviganti europei non hanno infatti perso l’occasione di condividere sul social un tweet di luce personalizzato. E in Italia? Come avrà reagito il pubblico tricolore chiamato a partecipare all’iniziativa? C’è chi ha seminato misteriosi messaggi criptici in latino, chi ha dispensato consigli di vita e naturalmente chi ha sfruttato l’iniziativa per fare proposte di matrimonio.

“Diane, vuoi sposarmi?”

Una promenade virtuale tra luci colorate

Utenti francesi, italiani, inglesi, spagnoli e tedeschi hanno dato il loro contributo. Dediche d’amore, messaggi di ringraziamento e di speranza sono stati raccolti in singoli video, della durata di poco più di 15 secondi ciascuno. E così, passeggerai virtualmente per le vie di Parigi, e ti sembrerà di leggere sui muri di ogni angolo della città un messaggio lasciato dal più poetico dei writer.

Souvenir luminosi da Parigi

Troverai tutte le dediche dei poeti italiani sul canale YouTube di Citroën Italia. Chissà, magari ce n’è una anche per te.

#DS3bynight: la campagna

#DS3bynight: The making of

Sei curioso di vedere che cosa c’è dietro questa iniziativa? Ecco che cosa è accaduto dietro le quinte!

Porsche, Mercedes, Audi: nella corsa alle Electric Cars, l'automotive tedesco va all'attacco di Tesla

Come discusso nell’articolo “5+1 motivi per cui il Digital rivoluzionerà il settore Automotive“, lo stesso settore Automotive è in continuo fermento sia nell’ambito delle Smart Car che in quello Elettrico, tramite uno sviluppo costante di nuove Electric Car da qui ai prossimi anni. I produttori? Sia big come Tesla – che continua a mietere successi a livello globale – che automaker (almeno all’apparenza) “lontani” da questa tipologia di auto.

È infatti di pochi giorni fa (anche se era nell’aria da tempo, considerati gli approcci con l’Audi RS7 e le dichiarazione di Febbraio sulla Audi Q8 e-tron) la notizia che entro il 2017 Porsche, Mercedes ed Audi introdurranno sul mercato berline full electric, in diretta concorrenza con l’automaker Californiano e produttore della bellissima Tesla Model S (tutte e tre le case producono attualmente solo supercar ibride).

I tre automaker teutonici pensano di realizzare automobili partendo dal design di auto già in commercio e consolidate all’interno del panorama global, sia a livello di vendite che di apprezzamento da parte del pubblico.

Tale scelta è probabilmente derivata dalla liberalizzazione dei brevetti da parte di Tesla (Giugno 2014), una mossa assolutamente non casuale e probabilmente poco open-source. Aprendo infatti i propri brevetti al mondo Automotive – sulla scia di Jaguar per l’assemblaggio delle carrozzerie in alluminio – Tesla sta cercando di abbattere i costi di produzione e, probabilmente, punta a produrre autovetture con un appeal maggiormente mainstream.

Ed ecco che introduciamo un nuovo attore: Sony! Cosa c’entra? Semplice: proprio Sony ha sviluppato il sensore CMOS “IMX224MQV” (per intenderci, i sensori impiegati nelle fotocamere delle Reflex e degli SmartPhone) in grado di catturare immagini ad alta risoluzione con una luminosità inferiore a 0,005 Lux (pensate alla scrivania del vostro ufficio: lì ci dovrebbero essere circa 500 lux), i quali potranno essere utilizzati all’interno dei sistemi di Face Detection e/o Park Assist delle nuove SmartCar!

Bene, e allora? Non sembra essere una grande novità. La reale innovazione sta infatti nel fatto che un global brand appartenente ad un settore (a prima vista) distante dall’Automotive ha deciso ufficialmente di entrare a far parte di questo business.

Chissà quale altro brand sconfinerà in questo settore: magari… Coca Cola? 😉

Sognare in grande: è questo il messaggio di Martini con la nuova campagna Begin Desire

Sognare in grande

Quante volte ci è stato detto di non sognare, di guardare la realtà ed avere sempre i piedi saldi a terra? Come se sognare fosse una prerogativa, esclusiva, dei bambini; qualcosa però nell’aria è cambiata e Martini con Begin Desire invita ad inseguire i propri sogni.

Con la pubblicazione su Youtube dello spot e con un comunicato ufficiale sul proprio sito internazionale, Martini spinge ad assecondare i desideri, con la sua nuova campagna internazionale: Begin Desire.

Begin Desire non è altro che un inno alla vera artigianalità, alla delicatezza ed alla voglia di vivere con passione ed autenticità. Un messaggio che comunica che tutto ciò che desideriamo è possibile, sottolineando i valori fondamentali del brand, diretto anche alle giovani generazioni che non dovrebbero mai smettere di credere nei propri sogni. Il lancio della campagna è avvenuto con il nuovo spot pubblicitario, diretto dal regista Jake Scott, figlio di Ridley, della casa di produzione RSA Films, una romantica celebrazione del mondo Martini.

“Perché non assecondare i propri desideri?” Con questa domanda, Martini dà il via sul suo profilo Twitter al teasing della sua nuova campagna Begin Desire. La comunicazione abbandona Hollywood, per raccontare un sogno italiano. La creatività è firmata Opperman Weiss e pianificata da ZenithOptimedia. Lo spot è girato per le strade di Roma, ed è solo una parte di una campagna multimilionaria che sarà diffusa in tutta Europa con il coinvolgimento di affissioni, social media, e tv. In Italia la campagna è iniziata domenica 26 ottobre, mentre nel resto dell’Europa avverrà nel corso di novembre.

Lo spot si apre con una cameriera vestita di bianco che, durante il proprio lavoro, scopre un messaggio su un tovagliolino lasciato da un misterioso straniero. L’uomo, che la ragazza intravede in piedi su un tetto accanto ad un’insegna Martini, la guida verso un vicolo, dove viene trascinata da una folla che appare improvvisamente. La cameriera giunge alla stazione ferroviaria, dove la folla svanisce, lasciandola con una valigia accanto ai piedi. La ragazza la raccoglie, sale su un treno ed inizia il viaggio per realizzare ogni suo desiderio.

La protagonista è una vera cameriera, Elena Mirela, che lavorando in un bar di Roma è stata notata da Jake Scott e dalla sua troupe. Sandy Mayo (Global Category Director di Martini) ha spiegato:

“Questo è un momento particolarmente entusiasmante per Martini e vogliamo riportarne in vita l’essenza di un brand iconico che ha 150 anni di storia. Lo spot, lancia il concetto Begin Desire in un modo autentico e senza tempo, combinando l’eredità di Martini con la cultura contemporanea. Questa campagna vede il brand tornare alle sue origini e celebrare quello che ha reso il suo passato così iconico. Viviamo in un’epoca in cui lo stile e l’autenticità sono al centro del mondo dei nostri consumatori. Martini è un drink romantico e questo filmato vuole sottolinearlo. Il video non è un vero e proprio commercial, quanto piuttosto un romantico cortometraggio, un modo per celebrare la storia e l’eredità del brand ribadendo la sua rilevanza per il mondo del 21esimo secolo.”

Sul set Begin Desire è stato chiamato Jeff Weiss, già direttore creativo dello spot con Charlize Theron, lanciata proprio da uno spot Martini nel 1995. Ed è proprio in questi anni che diventa sempre più forte la partecipazione di modelle e di star internazionali dai volti magnetici e seducenti. Come non ricordare la campagna tv, realizzata da Armando Testa, incentrata sul tema del party affidata negli anni a Naomi Campbell, Sharon Stone e George Clooney.

Martini è, senz’altro, un capitolo importante della storia della pubblicità italiana. Il suo modo di comunicare è uno stile, un percorso continuo e coerente. Segue nel tempo i valori e gli ideali del Bel Paese, elementi che lo contraddistinguono da altri brand e lo rendono leader nel proprio settore. Nel mondo Martini si percepisce il velo malinconico degli anni d’oro, che ricordano la bella Italia con un soffio di speranza, freschezza e gioventù.

Martini è il Paese di ieri, di oggi e di domani; un brand unico che riesce a sfruttare le sue radici e la sua storia, rimanendo comunque contemporaneo.

5 logo design che lasciano il segno visti su 99designs

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bo_rad @ 99designs

Il logo è la sintesi efficace di tutta l’immagine e i valori di un’azienda. Un marchio professionalmente progettato è il fondamento per qualunque azienda commerciale (grande o piccola) o per un prodotto che si desidera promuovere attraverso tutti i media. Renderlo unico e riconoscibile richiede grande impegno creativo e soprattutto capacità di essere al passo coi tempi. Perché ogni epoca, si sa, ha il suo stile. Ma quali sono oggi sono i trend più attuali per il logo design?

Ne abbiamo individuati 5:

1. Un disegno fatto a mano

Un design fatto a mano è diventato uno degli elementi caratteristici per un’attività artistica o artigianale, spesso usato per indicare tradizione e genuinità. Questo stile appare più accessibile e unisce i vantaggi di un design digitale con un look artistico. E’ perfetto per illustrazioni o per attirare i visitatori.

Creato da Wintrygrey

5 loghi 99 designs Rezaernanda

Creato da Rezaernanda

2. Lo spazio negativo

Lasciare bianco lo spazio non è utile solamente per organizzare meglio gli elementi di una pagina web o un foglio stampato. Può essere utilizzato per unire due concetti opposti in un unico simbolo. Utilizzare spazio bianco nel tuo design è un’ottima idea per creare un’icona minimalista per il tuo logo.

logo apnea - 99designs

Creato da Efatabali

bull fish 99designs
Creato da Lorem Ipsum

3. Un logo “distintivo”

Un emblema è una rappresentazione che funziona come un simbolo. E se contiene il nome di un’azienda, può diventare un logo davvero interessante. Però attenzione, troppe informazioni all’interno lo rendono difficile da rimpicciolire e adattare a diversi utilizzi.

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Creato da sumbermakmur

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Creato da micnic

4. La geometria è un’opinione

Dettagli curatissimi costruiti da linee dritte: i pattern a mosaico rappresentano crescita e unione. Quasi un origami digitale, caratterizzato da un livello di accuratezza estremo. Linee che si intersecano e colori accesi e vivaci, meglio se ad effetto acquerello, tono su tono.

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Creato da Groenendijk95

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Creato da sonjablue

5. Il vintage è sempre più attuale

Sempre attuali sono i loghi modern vintage: può sembrare una contraddizione in termini eppure sempre più designer utilizzano una tipografia basata su font calligrafici abbinata ad un effetto “carta di giornale” ingiallita. I colori preferiti sono opachi, sulle tonalità del cartone, abbinati ad oggetti d’epoca che evocano un passato glorioso.

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Creato da Makaz

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Design creato da Projec­t 4

Sappiamo che creare un logo è un processo dispendioso non solo sul piano economico, ma anche in termini di tempo e creatività. Tuttavia, è convinzione comune che investire in un branding di qualità porterà risultati soddisfacenti sul lungo periodo. Per questo esistono servizi come 99designs, il più grande mercato online dedicato al design di grafica, che lavora mettendo in contatto designer pieni di talento con clienti alla ricerca di design di qualità ad un prezzo accessibile.

Gli esempi che abbiamo citato nella nostra top 5 sono tratti da alcuni lavori rappresentativi creati dalla community internazionale dei ben 910.641 designer del sito, pronta mettere a portata di click, per le aziende di ogni dimensione, le migliori proposte di design in circolazione attraverso dei semplici contest dedicati.

A disposizione su 99designs, per ogni brief, non solo logo, ma web design, immagine coordinata, biglietti da visita, t-shirt o servizi speciali. Un approccio che mette il cliente di fronte ad una grande varietà di proposte contemporaneamente e i designer migliorare continuamente e instaurare rapporti con sempre nuove aziende.

Approfitta dello sconto riservato ai lettori Ninja Marketing

Non poteva mancare un’offerta dedicata ai lettori Ninja Marketing: per te uno sconto di 25 € al lancio di un contest di design più l’upgrade Power Pack gratuito (valore commerciale 75 €) per ricevere ancora più proposte di design. Approfitta subito dell’offerta a questo link!

Ninja social oroscopo dal 30 ottobre al 5 novembre

Forse qualcuno non se ne è ancora accorto, ma Marte, Sole e Venere passeggiano per tutta la settimana nel segno dello Scorpione,rendendo proprio quest’ultimo più proattivo e ganzo che mai (docente Scorpione superman per corso di Digital PR cercasi!!) I cari Pesci, dopo settimane di crisi isteriche tornano ad essere più dolci della Lollipop di Android mentre il Cancro non fa parte della fetta di non assunti nell’ICT dell’anno, perché riparte in quinta ed avrà modo di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Nuovo entusiasmo di coppia per la Vergine, che si leva dalle manine l’ascia di guerra, ritorni di fiamma ed utili esami di coscienza per i Gemelli mentre l’ Acquario ha qualche nervetto teso: dovrebbe ripassare qualche testo di neuromarketing per riassestare cuore e mente.

Toro un po’ sverso ma a pensare che David Beckham che è un appartenente al segno sta girando uno degli spot più fichi dell’anno ci si può anche tirar su, i Leone vivono gli ultimi giorni di stress dopo un anno decisamente impegnativo, ma la svolta s’avvicina!

Risveglio dei sensi per l’Ariete ma attenzione alle tentazioni proibite mentre gran ripresa sia fisica che umorale , degna di una strategia di narrazione d’impresa (a lieto fine!) per il Sagittario!

L’amica Bilancia è lanciata come un’automitiva digitalizzata sia nella sfera affettiva che negli affari, libera finalmente dall’aggressività e fase super evolutiva anche per il Capricorno, primo PR di se stesso ma anche attento (udite udite) all’ascolto altrui!!

 

Buona settimana a tutti i Segni!!!