Flessibilità: contano i risultati non le ore che impieghi per il lavoro

Definire il termine “flessibilità” sul luogo di lavoro sembra essere un’impresa ardua. Esso infatti si presta ad ambiguità interpretative: flessibilità intesa sia come possibilità concessa al lavoratore di rendere elastica la propria prestazione, tenendo conto delle esigenze e degli interessi personali, sia più in senso più ampio se si considera la flessibilità del sistema produttivo.

Le trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi anni hanno determinato un cambiamento e una spinta alla riorganizzazione di spazi individuali di gestione del tempo di lavoro, indirizzando ad un sano rapporto nella “life- work balance”.

Flex work

Le nuove esigenze e richieste dei prestatori di lavoro si esprimono principalmente in termini di flessibilità negli orari lavorativi. A confermare e rafforzare questi bisogni ci pensa la ricerca condotta da Unify, leader di software e servizi di comunicazione aziendale. Essa dimostra come oltre il 43% dei dipendenti intervistati preferisce un lavoro flessibile ad un aumento di salario.

“Employees are serious about flex work”, così si esprime Bill Hurley, Chief Marketing Officer di Unify, aggiungendo che più di un terzo dei dipendenti sarebbe disposto a lasciare il posto di lavoro per uno con un orario flessibile. Questa è la dimostrazione di come i lavoratori sarebbero soddisfatti e felici nel poter avere un paio di giorni per lavorare a casa o poter lavorare in ufficio per una parte della giornata e poi finire il lavoro in un altro luogo.

È indubbio che il lavoro flessibile debba necessariamente conciliarsi con le esigenze e la produttività dell’impresa. Pertanto mettere in atto le giuste pratiche di gestione del lavoro, come sfruttare la tecnologia per poter interagire con i colleghi dislocati in diversi luoghi ovvero creare un codice di condotta del team virtuale, renderà certamente la pratica del lavoro flessibile un vero e proprio successo.

Sintonia tra le parti

Nell’attività di gestione i manager dovrebbero tener conto delle esigenze dei lavoratori e riconoscere alla flessibilità lavorativa un valore motivazionale che, non solo incide positivamente sulla produttività, ma determina anche una maggiore fedeltà e diligenza nei confronti dell’azienda.

Di qualche giorno fa la dichiarazione del fondatore della Virgin, Richard Branson, sull’orario lavorativo dei propri dipendenti. “Contano i risultati, non le ore che passi in ufficio” , proprio a voler sottolineare l’importanza che ha portare a termine i propri compiti nel raggiungere gli obiettivi aziendali, comunque e ovunque ci si trovi.

Richard Branson è solo uno dei tanti ad esprimersi in questo modo. Ricordiamo sicuramente Larry Page, il numero uno di Google, che affermava “Se chiedessi ai dipendenti ‘vorreste una settimana di vacanze extra oppure una settimana lavorativa di quattro giorni?’, il 100% delle persone alzerebbe la mano” riferendosi alla seconda proposta, evidenziando come le persone amano lavorare, ma nello stesso tempo sarebbero grate se avessero più tempo a disposizione da trascorrere con la propria famiglia o per approfondire i propri interessi. “Per essere felici si deve lavorare meno. L’idea che tutti debbano lavorare freneticamente è semplicemente non vera”, così concludeva Larry Page.

Flessibilità, gestione del team e coordinamento nelle azioni per raggiungere gli obiettivi aziendali sono i punti cardine della nuova visione e percezione del lavoro, nell’ottica più generale della flex-security.

Anonimato su Facebook? Forse, con una nuova app

donna anonima di spalle con la schermata di facebook

Anonimato su Facebook?
Per molti può sembrare una contraddizione in termini, specialmente dopo le ultime polemiche che obbligavano gli utenti ad usare il proprio nome di battesimo; polemiche scatenate da artisti e dalla comunità LGBT, polemiche che hanno fatto registrare un boom di iscrizioni per il nuovo concorrente Ello.

Eppure sembra tutto vero: il New York Times sostiene che il social di Zuckerberg stia lavorando su una nuova app per mobile, disponibile sia per smartphone sia per tablet, che consentirà agli utenti di interagire usando uno pseudonimo.
Dopo anni di policy per rendere il social sempre più real, con un costante scoraggiamento di qualsiasi forma di nickname o di fake, questa mossa sembra un’inversione di tendenza senza un reale perché.

In realtà questa nuova app, di cui non si sa ancora il nome, potrebbe essere la risposta a Ello, neonato social network già oggetto degli onori della cronaca, che incoraggia i propri utenti a non usare il nome reale.

“Non devi usare il tuo vero nome su Ello. Noi incoraggiamo le persone a essere chi vogliono essere”.

donna che chatta su ello in anonimo

Il progetto di questa nuova applicazione è di Josh Miller, uno dei product manager di Facebook, arrivato nella sede centrale in seguito all’acquisizione, in gennaio, della sua startup Branch, focalizzata proprio sulle conversazioni online.
Branch permette infatti di poter creare dei piccoli gruppi di conversazione: colleghi, amici, ma anche influencer come giornalisti o esperti. Il lavoro sull’applicazione sarebbe durato più o meno un anno, ed è ormai nella sua fase conclusiva.

Quest’app, in particolare, potrebbe avere un senso se contestualizzata nell’ambito health, sempre più importante sul mercato, dall’iWatch a Runtastic.
La misteriosa novità di Facebook, infatti, potrebbe essere utilizzata come piattaforma che raccoglie le proprie performance sportive o i problemi di salute. Potrebbe essere, quindi, negli interessi degli utenti mantenere l’anonimato in situazioni del genere.

Per adesso si sa solo che l’applicazione consisterà in una chat anonima, che richiama Secret o Whisper (in questi giorni entrambe sotto i riflettori, perché voci di corridoio sostengono che siano state usate dall’Isis per scambiare informazioni).
Improbabili teorie del complotto a parte, piattaforme del genere permettono di esporsi su qualsiasi argomento, senza dover rivelare la propria identità.

schermata di secret

Sorge spontanea la preoccupazione sui troll e gli spammer, che grazie all’anonimato trovano vie più facili per dare fastidio.

In attesa di qualche novità in più cosa ne pensate? Secondo voi sarà un’app stand alone, o sarà collegata in modo strategico all’ecosistema della messaggistica di Facebook (Slingshot, Messanger e Whatsapp)?

Opportunity day: il contest dedicato al mondo delle startup

Quale miglior modo di vincere un pacchetto promozionale comprendente banner pubblicitari, articoli dedicati su siti, blog e quotidiani nazionali, una postazione all’interno di IXCAMP, l’assegnazione di una borsa concessa da Mind the Bridge e la partecipazione ad un workshop in cui presentare il proprio pitch? Semplice. Opportunity day è la risposta!

“Opportunity day”

Il 22 ottobre, dalle 9 alle 18, alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in occasione della settima edizione del Career Day “Campus&Leaders&Talents”, avrà luogo un grande contest dedicato al mondo delle startup: “Opportunity Day”.

Tale evento, organizzato da ALET (Associazione Laureati Economia Tor Vergata), ha gli obiettivi di sostenere i giovani talenti nella creazione di startup e di diffondere soprattutto la cultura imprenditoriale.

Come partecipare all’Opportunity Day

I destinatari di tale iniziativa sono le startup in ogni loro stadio di sviluppo, in grado, però, di dimostrare di avere una stabile organizzazione e che il progetto da esse elaborato sia attivo e in piena fase di realizzazione.

Per partecipare al contest le startup dovranno inviare entro il 17 ottobre una presentazione del loro project all’indirizzo: opportunitydaytvg@gmail.com e le migliori dieci selezionate avranno poi il diritto ad uno stand preallestito all’interno della manifestazione e il supporto da ROMA STARTUP e STARTALIA, nella stesura e definizione del proprio business plan e business model.

In particolare, in fase di selezione verranno privilegiati i progetti concernenti i settori green, food, travel, big data, logistica e mobilità, social innovation, event management e dating.

I premi

La startup vincitrice riceverà un pacchetto promozionale comprendente banner pubblicitari concessi da BLOGO, articoli dedicati su siti, blog, quotidiani nazionali e una postazione all’interno di IXCAMP, nello spazio di co-working gestito da IXITALY, per un periodo di sei mesi.

Inoltre, i membri delle 10 startup selezionate potranno aggiudicarsi una borsa concessa da Mind the Bridge.

L’evento, che ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata d’Israele in Italia, si concluderà con un workshop sulle opportunità per le startup a livello mondiale, con focus su USA, Cina, Israele ed Europa, nel quale, poi, verrà decretato il progetto migliore e vincitore presentato dalle tre startup finaliste.

Per il workshop, al momento, è confermata la presenza di figure note come: Giuseppe Novelli (Rettore Università degli studi di Roma “Tor Vergata”), Salvo Mizzi (Founder Working Capital & TIM Ventures), Naor Gilon (Ambasciatore d’Israele in Italia), Brian Pallas (Founder Opportunity Network), Arianna De Leo (TLcom), Gianmarco Carnovale (presidente Roma Startup), Marco Meneguzzo (Docente Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) e Carmine Vittorio Esposito (Responsabile relazioni esterne ALET).

Contributo fondamentale di tale evento è dato dai main sponsor come Working Capital, che si occuperà della valutazione e selezione delle startup, Mind the Bridge che concederà (come già scritto), una borsa di studio per uno dei team finalisti e Blogo, che assicurerà articoli e banner pubblicitari per un valore totale di 7.500 euro.
Importanti anche gli altri partner come l’associazione Roma Startup, l’acceleratore Startalia, l’azienda newyorkese Opportunity Network e l’acceleratore Ixcamp.

Per maggiori informazioni: www.aleteconomia.it/opportunity-day

Local Awareness: Facebook baserà gli annunci ads sui luoghi visitati

Local Awareness Ads

Come noto, Facebook conosce tutto di noi (o quantomeno tutto quello che decidiamo di condividere con lui). Conosce dove abitiamo, i luoghi che visitiamo e in cui scattiamo le nostre foto e quali sono i nostri prodotti preferiti. E, ovviamente, queste informazioni da noi liberamente fornite le condivide con gli inserzionisti.

Come riportato da Mashable, lo scorso martedì Facebook ha annunciato che le inserzioni dedicate ai proprietari di locali, create nel 2012 per coinvolgere in maniera più efficace clienti attuali e potenziali, offrirà un nuovo strumento di grande impatto: la “Local Awarenes“.
Local Awareness

Questo strumento, disponibile a tutti gli inserzionisti proprietari di pagine Local, si baserà sulla localizzazione geografica dell’attività commerciale, consentendo di delineare un raggio d’azione specifico attorno all’area geografica a cui ci si vuole rivolgere.

In questo modo, una volta impostata l’area geografica desiderata, si potrà definire un raggio di interesse a cui destinare l’annuncio, definendo ulteriormente il target con possibili combinazioni di età e sesso. In questo modo, l’annuncio sarà visibile solo alle persone che vivono nella zona definita, o che di recente hanno visitato luoghi vicini.

Altre novità interessanti riguardano la possibilità di includere negli annunci delle call-to-action, come ad esempio “Ottieni indicazioni”, che consente agli utenti di attivare sulla mappa l’itinerario per arrivare al locale direttamente sul proprio smartphone.

Call to action Local Awareness

Ovviamente, così come per tutti gli altri strumenti di Facebook, ogni utente ha la possibilità di disabilitare la possibilità di essere “tracciato” con questo nuovo strumento di advertising.

Sul blog ufficiale dedicato agli strumenti di business, Facebook ha annunciato che gli strumenti di “Local Awareness” saranno disponibili per tutti entro poche settimane.

Showroomprive.com è il primo in Europa ad adottare i Bitcoin


DELL, Expedia e Overstock sono solo alcuni degli importanti nomi che, operando nel settore delle vendite online, hanno integrato ormai tra i loro servizi i bitcoin, la nuova moneta virtuale.
In Europa, il mercato europeo dei bitcoin non può dirsi completamente maturo, ma c’è comunque qualcuno che decide di scommettere sul futuro. Showroomprive.com è il primo sito in Europa a integrare nel proprio modello questa nuova soluzione di pagamento.

Cos’è Showroomprive.com

Showroomprive si definisce “tra i principali player delle vendite private online in Europa” infatti “distribuisce più di 1.500 marchi di moda per donna, uomo e bambino, accessori, arredi, decorazioni e prodotti per la casa, cosmetici e prodotti di bellezza, gastronomia, attrezzature sportive”.

Come portale è sempre stato molto avanzato in queste tematiche di pagamenti ed innovazioni di servizio, infatti nel 2013 si aggiudicò il primo premio al Netcomm eCommerce Award, come miglior sito di e-commerce italiano. Bitcoin, invece, è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo, conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che usa la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banche. Già un anno fa, abbiamo parlato di cos’è e come funziona.

Perché Bitcoin

Showroomprive nel 2013 ha realizzato un fatturato di 350 milioni di euro, di cui il 40% proviene da dispositivi mobile (smartphone e tablet). In Italia, attualmente vanta più di 2 milioni di membri, ed ha sempre sostenuto una filosofia basata sull’innovazione e la flessibilità. Con i bitcoin, il sito compie un ulteriore passo avanti offrendo una nuova forma di risposta alle esigenze dei propri clienti.

“con l’implementazione dei bitcoin, abbiamo voluto testare l’approccio al cambiamento dirompente di questa nuova tecnologia nei sistemi di pagamento. Un servizio innovativo, che ha già avuto un certo successo negli Stati Uniti e dovrebbe diffondersi rapidamente anche in Europa.” – ha dichiarato Thierry Petit, co-CEO e co-fondatore di Showroomprive.com.

Il servizio per l’accettazione dei Bitcoin è al momendo disponibile solo sul sito olandese poiché è in versione di prova. Sono stati scelti i Paesi Bassi proprio per la loro vicinanza alle tematiche di innovazione monetaria. A breve però verrà implementato anche sul sito francese e, gradualmente, in tutti gli altri siti europei in cui è presente Showroomprive.com.

Showroomprive.com, bitcoin e Paymium

Per garantire una qualità del servizio ottimale, Showroomprive.com si avvale della collaborazione con Paymium, la società francese pioniera nei servizi Bitcoin. Paymium ha creato la piattaforma di scambio Bitcoin Euro Paymium.com e ad oggi offre anche soluzioni di accettazione per i commercianti, permettendo loro di accettare pagamenti in Bitcoin, evitando il rischi del cambio. Con il suo sistema di accettazione dei bitcoin, Paymium permetterà anche di convertirli in tutte le valute dei paesi in cui Showroomprive.com è presente.

Un’implementazione dei servizi dunque, ma anche un nuovo modo di fare business che precede tutti gli altri. Shoroomprive.com decide non solo di scommettere sul futuro ma anche di anticipare modelli e tendenze di consumo legandosi al destino dei Bitcoin. Ed ora c’è solo da chiedersi, quale sarà questo destino?

Coca-Cola investe nel wearable: vision e strategie di un brand globale in continua evoluzione


Coca-Cola non è solo uno dei tre marchi più quotati al Mondo secondo l’ultima ricerca stilata da Eurobrand nella “Global Top 100” (Apple e Google rispettivamente al primo e secondo posto) ma è un’azienda globale con interessi in svariati campi, non solo nel settore del food and bevarage. The Coca-Cola Company, di cui Coca-Cola fa parte, è una società globale che investe in vari settori (Spotify, Endomondo, Music Dealers, tra gli altri) purché le potenzialità e vision rientrino o siano riconducibili al core-business dell’azienda. Coca-Cola ha sviluppato una strategia di marketing piuttosto articolata ed approfondita che vede come obiettivo temporale il 2020. Scopriamo insieme cosa sta combinando questo grande brand!

Coca-Cola e i wearables

Per capire la strategia complessiva di Coca-Cola dobbiamo tornare al 2013, quando il cosiddetto The Coca-Cola Company’s Strategic Marketing Ventures Team – il cui compito è appunto investire in startup ad alto potenziale – ha iniziato ad interessarsi al settore wearable.

Perchè il il Team ha puntato il mirino su questo settore apparentemente lontano dal core-business aziendale? Semplice, una delle key-priority nella vision di The Coca-Cola Company è motivare e spingere le persone ad una maggiore attività sportiva, utilizzando anche dispositivi wearable adatti a monitorare la propria attività fisica. Una delle startup più interessanti nel campo wearable è sicuramente Misfit Wearables come indicato da Bachir Zeroual, Global Director of Marketing Ventures, con una frase che tradotta e riassunta suonerebbe come “sono i migliori e sicuramente i più promettenti”.


La scelta di investire in Misfit Wearables è derivata anche dai tre main focus ricercati in una possibile startup: persone, prodotti e scopo. Dalla collaborazione tra Coca-Cola e Misfit Wearables è nato il The Coca-Cola Red Shine, lanciato ai Giochi Olimpici di Sochi 2014 distribuito agli olimpionici russi e durante la FIFA World Cup in Brasile.

Il Red Shine è stato lanciato ufficialmente il 4 Luglio 2014 in occasione della Festa di indipendenza degli Stati Uniti D’America al prezzo di 99,99 Dollari, ma è solo l’inizio. Coca-Cola infatti ha rimarcato il proprio sostegno a Misfit Wearables (dandole quindi visibilità globale) ri-pubblicando un loro vecchio post di aprile dedicato proprio all’argomento wearable a sostegno del nuovo prodotto uscito a Settembre, il Misfit flash.

Wearable, contenuti e strategia

Come già accennato, l’investimento nel settore wearable fa parte di una vision estremamente vasta partita nel 2012 (e proseguita nel 2013 con investimenti concreti), e chiamamta C2020I (Coca-Cola Content 2020 Initiative Strategy) promossa da un video molto interessante nel quale si sottolineano le strategie di content marketing attraverso lo storytelling.

La vision (o intuizione, dato che parliamo di un progetto partito nel 2012 quando il wearable era un tema ancora molto “fumoso”) di Coca-Cola può essere vista in modo curioso, considerato l’interesse in un campo dedicato principalmente al fitness (antitesi delle bevande gassate e zuccherate); ma anche come una vera e propria campagna di marketing 3.0 in quanto troviamo tutti i main topic:

Attraverso la nuova ondata tecnologica del wearable coca cola cerca di contribuire (con profitto ovviamente, le aziende non sono delle onlus a meno che non nascano con quella mission) a migliorare la vita dei propri clienti perseguendo la propria vision tramite la collaborazione tra varie entità (consumatori – tecnologia – azienda).

Se guardiamo la roadmap del progetto (“Roadmap for winning together: TCCC and our Bottling partners), troviamo tutti gli elementi che contribuiscono a rafforzare il marketing emozionale 3.0 di Coca-Cola:

“Our mission: To Refresh the World… Inspire moments of optimism and happiness… Create value and make a difference.”

Coca-Cola ha quindi deciso di lanciare un progetto di content- marketing di lungo periodo, incentrato su 3 focus principali e (dove rientra pienamente anche la partnership con Misfit Wearables):

  1. necessità di incrementare il proprio business
  2. diffusione della creatività generata dal consumatore e trasmessa al brand
  3. diffusione della tecnologia

Coca-Cola refresh the world!

Orange compie vent'anni: cosa chiederesti al tuo Future Self?

Chi non ha mai desiderato avere una macchina del tempo? Da questa settimana, grazie alla compagnia telefonica Orange puoi curiosare nel futuro!

Il brand francese ha infatti lanciato il progetto#futureself attraverso i software Kinect e Faceshift, il sistema è in grado di generare da una foto un avatar, permettendoti di dialogare con il “futuro te” nel 2034.

Ho scelto di provare per voi questa campagna di comunicazione, per  capire qual è la chiave del suo successo.

Per poter iniziare a creare il proprio avatar è necessario accedere al sito futureself.orange.com.

Una volta entrata nel sito, il sistema mi ha chiesto di caricare una foto in primo piano.  Meglio allontarsi leggermente dall’obiettivo della webcam, così che il software sia in grado di elaborare l’avatar senza contorni imprecisi.

Dopo aver modificato i lineamenti, per una resa migliore, ho risposto a delle semplici domande: sesso, range di età, colore occhi e colore della carnagione.

Tra vent’anni sarò così!

Dopo il primo momento di stupore, ho iniziato a fare alcune domande al mio avatar. Sono previste due modalità di dialogo, entrambe in lingua inglese: la prima attraverso il microfono del proprio PC, la seconda attraverso una chat diretta.

Le mie più grandi curiosità riguardavano la mia futura dimora e il mio lavoro. Voi quali domande fareste?

In pochi giorni questa iniziativa ha riscosso un enorme successo. Quali sono le motivazioni?

Orange parla ad un nuovo target: i Millennial

La compagnia telefonica si è sempre distinta più per la sua storia e, in misura minore, per le sue capacità di innovazione all’interno del mercato. La domanda da cui sono dunque partiti è stata la seguente: “su quale target puntare per comunicare i nostri passi in avanti?”Ad oggi la risposta è una sola: i Millennial.

Analizzando i tratti principali di questa campagna di comunicazione è chiaro come sia determinante per un’azienda, soprattutto tecnologica, puntare sul coinvolgimento diretto di questo nuovo target di consumatori, creando stupore e ideando strumenti, dall’alto potenziale innovativo, che ruotino attorno al concetto di iperconnessione. I Millennial ricercano, infatti, meno prodotto, più brand e condivisione.

Promozione o Engagement?

Diversi competitor di Orange utilizzano, sia in occasioni speciali sia per il lancio di un nuovo prodotto, iniziative con un basso livello di engagement, puntando più sulla comunicazione di occasioni di risparmio. Il rischio, a livello marketing, è quello di diventare uno dei tanti e di non essere ricordati dai propri consumatori, “sommersi” ogni giorno da messaggi promozionali.

Studiare una strategia con un elevato livello di engagement innanzitutto significa fare leva sulle emozioni, stimolandole, invitando così gli utenti a giocare con il brand. In questo modo le innovazioni tecnologiche e i prodotti futuri sono comunicate al mercato in modo ludico, facilitando il ricordo soprattutto al momento dell’acquisto.

Infine, l’engagement è alla base del viral marketing. Basta infatti dare uno sguardo all‘hashtag #futureself su Twitter per affermare che un livello elevato di coinvolgimento del consumatore può risultare il fattore di successo di una brand strategy.

Orange avrà un suo #futureself?

Il progetto iniziato con #futureself sarà efficace solo se la compagnia telefonica saprà declinare questa iniziativa anche in un momento successivo, mettendo da parte la strategia promotional, dialogando sempre di più con la nuova generazione, facendo conoscere in modo creativo e concreto l’impresa, il suo potenziale e le innovazioni tecnologiche.

Ora tocca a voi: iniziate a chattare con il vostro Future Self e scoprite quali sorprese vi riserverà il futuro!

Orange: Futureself Casestudy from Jam3 on Vimeo.

Credits

Orange
Deputy Director of Communications: Béatrice Mandine
Brand Director: Thierry Marigny
Adv agency: Publicis Conseil
International Creative Director: Steve O’Leary
Copywriter: Méric Settembre
Art Director: Thomas Bernard
Digital Strategic Planner: Benoit Candelle
Producers: Pierre Marcus, Thierry Delesalle (Prodigious)
Dialogues: Benjamin Euvrard, Ingrid Morley-Pegge, Benjamin Dumont, Charly de Witte, Romain Grandsire

Ninja social oroscopo dal 9 al 16 ottobre

 

Cosa sta per accadere ai nostri 12 amici segni questa settimana??

Potrebbe sembrarvi anche astrologicamente un festival dell’advertising per la creatività esplosa di alcuni segni, Pesci in primis, a cui fioccheranno opportunità lavorative importanti!

Per fortuna dei loro partner, invece, i Gemelli si liberano della spinosa quadratura di Venere e ripartono in quarta con coccole e romanticismo. Se avete amici o fidanzati del Sagittario, aspettatevi più che vi mandi un invito su BEER?!  perché Marte nel segno li renderà più scanzonati e mondani…ma un Sagittario saprà a prescindere come farvi divertire!!

Giornate lunatiche per la Vergine, che si sente Barbie digital guru ma in lamentela perché pensa che nessuno le dia la giusta attenzione e lieve fase di stallo anche per il Cancro, teso e incompreso ma tanto tanto amato e Capricorno, che pur di vedere di più il partner lontano organizzerà una mostra di tutte le sue fotografie degna una vera  mostra d’autore.

Toro in protesta insieme ai designer di moda per la penuria economica ma sapranno reinventarsi entro fine anno, mentre l’ Ariete è ancora dubbioso al semaforo giallo in amore. Al contario le relazioni del Leone sono così in ascesa che gli servirebbe per gestirle un ufficio stampa, con passionalità a mille, mentre la Bilancia è finalmente più sicura e riporta equilibrio in tutti i rapporti, dopo mesi di lieve sconquasso.

Scorpione leggermente stralunato ma quacosa sta per bollire in pentola e potrebbe arrivarne il prossimo progetto futurista da presentare al Maker Faire di Roma . Acquario…si sentono un po’incompresi…ma basterà rilassarsi  e scegliere tra gli amici i giusti “influencer” per far andare tutto alla grande!

 

Buona settimana!!!

15 funzioni poco conosciute dei più famosi social network

C’è un social network per ogni scopo, e tutti noi ne utilizziamo ormai almeno due in maniera costante. Condividiamo momenti della nostra vita, foto, traguardi lavorativi e pensieri. Ma tra tutte le funzioni ce ne sono alcune sconosciute perfino agli utenti più attivi.

Abbiamo scoperto una serie di trucchetti e funzioni secondarie che possono aiutarci a migliorare le nostre esperienze con i più famosi social e le abbiamo raggruppate per voi!

Ecco le 15 funzioni meno conosciute dei social network più utilizzati:

Cominciamo da Facebook:

1 – Leggi più tardi

Se qualcuno pubblica una storia che vi interessa ma non avete momentaneamente tempo da dedicargli, questo bottone vi sarà utile.

Basterà cliccare sul tasto in alto a destra nel post e selezionare “Salva“. Questa funzione è attiva per link, luoghi, musica, libri, film, serie-tv ed eventi (praticamente tutto tranne aggiornamenti di stato e foto). Potete addirittura salvare le pagine cliccando i tre puntini accanto ai tasti “Mi piace”, “Segui” e “Messaggi” in cima alla pagina.

Tutto ciò che salvate finisce in una sezione dedicata, che trovate nella colonna alla sinistra del vostro feed.

2 – Follow anche su Facebook

Lo sapevate che se siete interessati ai contenuti di alcuni utenti potete seguirli anche senza chiedergli l’amicizia? In questo modo troverete le loro notizie sul vostro feed senza il vincolo di dovergli fare la richiesta. Inoltre, anche voi potete dare agli altri la possibilità di seguirvi andando nelle impostazioni del vostro profilo sotto “Persone che ti seguono“.

3 – Sezioni della pagina ordinate

Se avete una pagina potete gestire le sezioni della vostra pagina – Informazioni, App, Foto, Post – dandogli l’ordine che preferite. Vi basterà cliccare sulla matita che trovate in alto a destra di uno qualsiasi dei box a sinistra della timeline. Potete farlo anche sul vostro profilo.

4 – Statistiche avanzate per ogni post della pagina

Sotto ogni post della vostra pagina compare un dato: “X persone raggiunte“. Avete mai provato a cliccarci sopra? Otterrete informazioni precise su tutte le statistiche nel post proprio come le trovereste nelle Analytics, ma in maniera molto più intuitiva e veloce!

Passiamo a Twitter:

5 – Tag nelle foto

Prima non avevamo la possibilità di caricare nativamente foto su Twitter. Ora possiamo addirittura taggare altri nelle nostre foto.

È molto semplice: quando componete un tweet e caricate una foto, vi basterà cliccare sul tasto “Chi c’è in questa foto?” ed aggiungere gli utenti presenti. Questo vi sarà molto utile per non sprecare nemmeno uno dei preziosi 140 caratteri.

6 – Collage fotografici

Quando caricate una foto, cliccate “Aggiungi altra” e fatelo finché potete. Il risultato sarà un bel collage di più foto in un unico tweet.

7 – Silenziatore

Se non volete vedere i tweet di un particolare utente, ma non volete nemmeno smettere di seguirlo, avete sempre la possibilità di farlo tacere. Vi basterà andare sul suo profilo e cliccare sul piccolo ingranaggio accanto al tasto “Following” e selezionare “Togli voce a @…“. Se poi cambiate idea sarà sufficiente un click nello stesso posto.

Ce n’è anche per Google+:

8 – Sondaggi

Nonostante non sia una funzione nativa del social network di BigG, reputiamo che questo sia un ottimo stratagemma per lanciare un sondaggio sulla piattaforma. Condividete un semplice aggiornamento di stato ponendo la domanda che vi interessa e aggiungete una serie di commenti che rappresentino le diverse opzioni: il commento che riceverà il maggior numero di +1 sarà il vincitore del sondaggio. Assicuratevi di disattivare la possibilità di commentare il post in modo che il sondaggio rimanga bello ordinato.

9 – Cerchie vuote

Anche questo si tratta di uno stratagemma. Sapete che potete creare delle cerchie senza metterci nessuno dentro? Sappiamo che può sembrare insensato, ma potete creare post e condividerli con questa cerchia per salvarli e utilizzarli in futuro con cerchie “vere”. Consideratela come una funzione “salva per dopo“. D’altronde i post pubblicati dentro questa cerchia non saranno visibili a nessuno che ne sia fuori, a parte voi.

10 – GIF come immagini profilo

Potete farlo. Fatelo 😉

Non dimentichiamo LinkedIn!

11 – Download dei collegamenti

Potete scaricare in un documento la lista completa dei vostri collegamenti con tanto di nome, titolo attuale, nome azienda attuale e indirizzo e-mail.

È molto semplice: cliccate su “Rete” in alto, dopodiché selezionate “Esporta collegamenti” in basso a destra.

12 – File multimediali nel profilo

Potete aggiungere immagini, documenti ed altro al vostro profilo. In questo modo gli darete un aspetto più piacevole e sarete in grado di rinforzare le diverse sezioni con materiale correlato (molto utile ad un web designer, ad esempio).

Potete farlo cliccando l’icona con il simbolo + a fianco del tasto modifica di ogni sezione. Ah, quelle freccette accanto all’icona che puntano in alto o in basso servono a cambiare l’ordine delle sezioni all’interno del vostro profilo. Personalizzate anche questo in base alle vostre necessità.

13 – Salvataggio di ricerche

Dopo aver effettuato una ricerca in LinkedIn, avete l’opzione di salvarla da qualsiasi pagina dei risultato. Il tasto “Salva ricerca” è posizionato in alto a destra. Potete salvare dieci ricerche alla volta e potete addirittura impostare degli alert che vi ricordino della ricerca periodicamente. In questo modo sarete sempre aggiornati sulle nuove proposte di lavoro per il vostro campo.

Instagram

Per quanto riguarda Instagram i consigli che vi daremo non sono legati direttamente all’app, ma ci affideremo ad alcune app di terze parti utili a raggiungere questi scopi:

14 – Creare collage

Avete visto amici o persone che seguite postare dei collage di foto e non sapete come hanno fatto? Beh, ve lo diciamo noi. Non hanno usato Instagram, ma delle app apposite; una delle più famose è Pixlr Express, disponibile per iOS e Android.

15 – Ripostare una foto

Proprio come fate abitualmente su Twitter col retweet, potrebbe venirvi voglia di ripostare un’immagine che vi ha colpito caricata da qualcun altro. Anche per questo ci sono delle apposite app, come PhotoRepost su Android e Repost for Instagram su iOS.

Allora? Conoscevate già questi trucchetti? Commentate e fateci sapere se ne avete altri da consigliare a noi!

Nexus 6: l'attesa è quasi finita? [RUMORS]

E’ passato ormai un anno, dal novembre 2013 in cui uscì il Nexus 5, il Googlefonino per eccellenza: progettato da Google e prodotto dalla coreana LG. Il 2014 sarà l’anno del nuovo dispositivo Nexus e pare che Google sia pronta per mostrarcelo a breve. Rispetterà le aspettative?

I rumors più accreditati sul Nexus 6 vagano per la rete dall’inizio del 2014, ma ultimamente sembra che l’uscita del nuovo smartphone sia prossima, se non in questo stesso mese. La produzione è stata affidata alla Motorola, dopo che Google si è appropriata della casa di produzione statunitense, era quasi scontato il binomio nella realizzazione del nuovo device. Abbiamo analizzato per voi i rumors più accreditati, perciò andiamo a scoprire come potrebbe esser il nuovo Nexus.

Caratteristiche e Hardware

Anche se la gran parte dei “fan Nexus” non prenderà bene la notizia, è quasi sicuro che il Nexus 6 avrà uno schermo da 5.9 pollici, il che lo renderebbe un phablet a tutti gli effetti. Sarebbe più voluminoso di un LG G3, o di un iPhone 6 Plus, con i loro 5.5 pollici. Nonostante ciò, forse verranno prodotte due versioni, proprio come per l’iPhone, una da 5.5 pollici ed un’altra versione mini. 

Per quanto riguarda la fotocamera, il Nexus 6 non si spingerà oltre i propri competitor. Le fotocamere previste sono da 13 Megapixel per quella esterna e 2.1 Megapixel per quella interna. Quella esterna avrà uno stabilizzatore ottico ed altre funzionalità come la Geolocalizzazione, riconoscimento facciale, photosphere ed altre funzioni integrate.

Come tutti gli altri dispositivi della gamma Nexus, anche il 6 non avrà una memoria esterna, si potrà sfruttare solo quella interna probabilmente da 32 GB o 64 GB massimo. La RAM sarà da 3 GB e per quanto riguarda la CPU ci sarà il SoC Snapdragon 805 di Qualcomm cloccato a 2.5 GHz. La batteria sarà da 3200 mAh, una delle più potenti tra gli ultimi smartphone top di gamma.
Un’ulteriore caratteristica innovativa sarà lo speaker posizionato frontalmente in stile HTC, a differenza delle altre versioni precedenti in cui veniva posizionato posteriormente e dava dei problemi di ascolto in base alla superficie su cui veniva appoggiato.

Il sistema operativo che utilizzerà verrà probabilmente presentato insieme allo smartphone da Google.  Quasi sicuramente sarà Android L che ha già superato la fase di test su Nexus 5, Nexus 4 e Nexus 7. Per quanto riguarda il nome del nuovo smartphone, si hanno ancora dei dubbi per un problema di trademark. Molto probabilmente questo dispositivo arriverà sul mercato per il 1 Novembre, e potrebbe chiamarsi anche Nexus X.

Se questi rumors verranno confermati alla futura presentazione, il Nexus 6/Nexus X, sarà di sicuro uno smartphone che riuscirà a competere con i principali top di gamma competitor, proprio come nelle versioni precedenti. Nonostante la poca apertura al mercato di massa, la serie Nexus riesce sempre a soddisfare i requisiti ed i bisogni dei propri clienti, con smartphone dal rapporto qualità/prezzo a dir poco eccellente.

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