La protesta bianca dei designer per difendere il diritto alla giusta retribuzione

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist

Era il 1971 quando una studentessa di grafica realizzava sotto richiesta di Phil Knight uno dei più famosi marchi astratti di sempre, lo swoosh, il noto “baffo” della Nike per intenderci. Carolyn Davidson allora fu ricompensata con trentacinque dollari, una cifra incredibilmente irrisoria visto il grande successo che l’azienda ha ottenuto negli anni grazie anche al marchio disegnato dalla Davidson.

A onor del vero la designer venne successivamente ricompensata del suo lavoro con un pacchetto di azioni e un anello di diamanti a forma di swoosh, a conti fatti non le è andata certo male.
Il mestiere del designer e del creativo ha subìto molte sregolatezze negli anni, non ultimo il caso del bando indotto dal comune di Napoli in estate. Facciamo chiarezza.

Il bando proposto dal comune di Napoli

Lo scorso 25 luglio il comune di Napoli indice un concorso per l’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica. Il concorso è aperto a professionisti, studenti e semplici cittadini. Il bando richiede sostanzialmente l’ideazione e creazione di un’immagine coordinata di Napoli dove viene chiaramente specificato che la procedura non è onerosa.


Non è la prima volta che accade infatti poco tempo prima il comune di Napoli aveva indotto un bando per la Notte Bianca del Vomero anch’esso a titolo gratuito. Il ragionamento del committente è chiaro. Non è prevista alcuna retribuzione ma le proposte selezionate saranno pubblicate su un apposito catalogo, il solito lavoro che non paga se non con la visibilità a dimostrazione del basso valore che viene dato al mestiere del graphic designer in Italia.

La protesta

Già pochi giorni dopo la pubblicazione del bando AIAP insieme a ADCI, ADI e TP pubblica una lettera aperta destinandola alla direzione centrale cultura, sport e turismo del comune di Napoli scrivendo quanto segue:

“il fatto che non sia stato previsto né un premio né un rimborso spese per i partecipanti è un fatto talmente grave che ci impone di richiedere agli associati di non partecipare”.

Nella lettera si continua sottolineando come questa prassi si stia diffondendo a macchia d’olio anche tra le pubbliche amministrazioni che svalorizzano il ruolo del creativo e la sua professione, citando addirittura la legge 4/2013 – disposizioni in materia di professioni non organizzate e l’Art.36 della Costituzione (“il lavoratore ha diritto ad un retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”).

Dalla piazza ai social media: la campagna della X

È noto a tutti il ruolo della piazza come simbolo della protesta ma come succede da molto tempo a questa parte è il web e in particolare i social media ad avere il ruolo principale in questa specifica protesta. Infatti è il 23 settembre, data di scadenza del concorso, quando Facebook viene popolata da molte X nere su fondo bianco con le parole: ecco la mia proposta per il concorso indotto dal comune di Napoli.

Si tratta di una campagna promossa sulla pagina Facebook dalla delegazione Campania AIAP con il nome Moltiplicare X cambiare che ha riunito molti creativi e non solo che hanno iniziato a creare scherzi visuali, risposte e declinazione del logo originale della città di Napoli creando un’incredibile viralità.

La protesta promossa da AIAP Campania in “Piazza Social Network” probabilmente non servirà a cambiare le carte in tavola ma almeno potrà far rivedere il modo in cui viene visto il lavoro del grafico da parte delle pubbliche amministrazioni e da qualsiasi altro ente che promuova un bando simile.