LinkedIn: quando la ricerca di lavoro si fa social

 

Sarà il social network a salvarci dalla disoccupazione? La risposta è forse. Cerco di spiegarmi meglio: l’utilizzo di piattaforme on line come LinkedIn ( noto servizio web di rete sociale, impiegato per lo sviluppo di contatti professionali ) può certamente aiutarci a trovare il lavoro dei nostri sogni, ma questo avverrà solamente se il social network sarà utilizzato nella maniera esatta.
Alle soglie del 2015 molti fanno affidamento a questa piattaforma che è sicuramente uno strumento utile e potente in ambito professionale, sia per la crescita in termini di carriera, sia per la ricerca di lavoro. In ogni caso non dobbiamo credere che basti aprire un profilo, inserire qualche esperienza di lavoro e una foto ammiccante per ricevere una pioggia di offerte lavorative. Il procedimento è in realtà alquanto più complesso.
Ecco qualche rapido consiglio da dare a chi vuol trovare il lavoro dei propri sogni attraverso internet.

Mantenere il segreto durante le modifiche del proprio profilo

Cercare sempre di nascondere le attività svolte “al buio”. Quando si aggiorna il proprio profilo, non è opportuno che i propri contatti vedano tutti i cambiamenti e gli aggiustamenti in corso d’opera. Per evitare questo piccolo problema, la soluzione è all’interno della piattaforma: accedendo al panello di controllo della privacy sarà possibile attivare la modalità che blocca altre persone dal vedere i cambiamenti in corso. Solo una volta terminate le modifiche, sarà possibile tornare a rendere pubblico il proprio profilo.

Repetita iuvant

In questo mondo la ripetizione non stanca ma aiuta, altroché se lo fa: è opportuno identificare le 5 competenze più richieste per la posizione in cui si ambisce, una volta fatto questo è consigliabile usarla più volte nel proprio profilo. Qualora la vostra competenza principale sia il merchandising, è consigliabile inserirla ovunque sia possibile nelle esperienze lavorative. Questo aiuterà il vostro account a essere più visibile alla giusta audience.

L’opportunismo paga

Non abbiate timore di unirvi a gruppi che vi interessano. Cogliere l’occasione di unirsi a questi gruppi lavorativi è molto interessante per il vostro profilo: non solo potrete avvicinare persone, che in altri casi, sarebbero molto difficili da raggiungere, ma potreste anche invitarle a collegarsi con il proprio network.

Sfruttate l’endorsement

Chiedete ai vostri contatti di approvare i vostri talenti migliori, perché un alto numero di endorsement influenza l’opinione di chi guarda il vostro profilo. Per contro, cancellate o rifiutate le approvazioni che non ritenete valide per il vostro account. Collegato a questo suggerimento, comportatevi in maniera diametralmente opposta verso chi vi chiede un’approvazione o una conferma e concedetela solo alle persone veramente meritevoli, perché la reputazione degli altri può essere vista come una misura dei vostri valori.

Non lasciate tracce durante il cammino

Ogni qualvolta controllate i profili delle persone con cui lavorate o volete lavorare, attenti a non farvi vedere. Non lasciate tracce e non fatevi scoprire, in altre parole cambiate in “anonimo” il settaggio alla voce: “Seleziona cosa vedono gli altri quando guardi il loro profilo”.
Infine il più classico dei consigli: Il vostro volto è il miglior biglietto da visita che si può offrire a una società.
Nel mondo del social e del web 2.0 l’aspetto più rilevante è quello della prima impressione, dell’impatto visivo. Assicuratevi che la vostra foto sia di qualità, ben illuminata e a fuoco. Soprattutto, nella foto dovete guardare in macchina o verso sinistra, in direzione del contenuto. Al contrario, si può dare l’impressione controproducente di prendere le distanze dal contenuto della propria pagina.

La timidezza nel mondo social non aiuta

Non solo qualità ma anche quantità. Arrivate ad almeno 500 contatti, perché oltre ad allargare il vostro network, il numero ha un impatto psicologico molto potente su chi vede il vostro profilo. Infine, non dimenticate che potete sfruttare i vantaggi di un account premium: potete acquistare un abbonamento mensile per raggiungere i contatti che vi interessano per poi eliminare questo tipo di account una volta scaduto il mese a disposizione.
La lista di consigli da noi stilata, non va presa come una bibbia. Questi sono piccoli suggerimenti che possono aiutarvi, a essere più visibile di fronte le società che cercano lavoro attraverso il mondo dei Social Network. Una volta messo in atto questo cumulo di consigli, di certo non troverete spalancate le porte del lavoro, ma otterrete senz’altro una visibilità rilevante che vi aiuterà a raggiungere il successo sperato.

Nasce l'Academy per i talenti del digital che restano al Sud

restoalsud academy

Hai tra i 23 e i 29 anni e vivi nel quartiere di Scampia a Napoli? Questa potrebbe essere la tua occasione per conoscere il mondo dei social media ed imparare a sfruttarlo per creare progetti innovativi! Un progetto tutto italiano dedicato a chi vive nei quartieri Tamburi di Taranto, Zen di Palermo e nel progetto C.a.s.e. de L’Aquila.

Ogni giorno i Ninja vi propongono le migliori campagne di comunicazione al mondo volte a risuonare nella mente e nel cuore dei consumatori, a creare conversazioni ma soprattutto capaci di restituire qualcosa alla comunità in termini di innovazione culturale e responsabilità sociale. Questo progetto nasce per permetterci di contribuire alla nostra comunità di riferimento e di farlo in prima linea, strutturando un progetto formativo davvero speciale: un progetto che crede nella volontà di ripartire dalle nostre terre, ovunque siano, anche se a volte possono apparire svantaggiate.

Da un’idea di Resto al Sud ed in collaborazione con Tiscali, Conad, Carpisa-Yamamay, Ninja Academy ed Unioncamere Sicilia nasce la “Resto al Sud Academy”.  Abbiamo deciso di mettere a disposizione le competenze dei nostri docenti, tra i migliori professionisti nel loro campo:

Pensiamo che sia fondamentale dedicare parte del nostro tempo a progetti importanti che possano portare valore alla nostra comunità. La nostra missione è quella di aiutare i professionisti e imprese a crescere grazie agli strumenti del marketing digitale. La conoscenza è libertà e tutti dovrebbero poter avere accesso alla migliore formazione possibile per poter manifestare i propri talenti.” (Mirko Pallera CEO Ninja Marketing/ Ninja Academy)

Il progetto prevede formazione sui temi social media, web grafica e web tv a quattro giovani del Sud, che potranno seguire il corso online con un impegno di 8 ore settimanali dal 30 ottobre 2014 al 30 giugno 2015. Inoltre avranno accesso a quattro diversi workshop che si terranno durante l’anno (ed ai relativi rimborsi per gli spostamenti e soggiorni).

master ninja academy

I quattro selezionati per l’Academy riceveranno in regalo anche un tablet con connessione gratuita di un anno per avere un accesso illimitato ai social media.

Voglio partecipare!

1: Rispetto i requisiti?:  vivere in uno dei quattro quartieri indicati, avere un’età compresa tra i 23 e i 29 anni, un titolo di studio universitario e conoscere la lingua inglese.

2: Invio la domanda ENTRO il 30 SETTEMBRE: è possibile inviare la domanda di partecipazione, allegata di curriculum e copia della carta d’identità, all’indirizzo mail talenti@restoalsud.it ed a roberto.zarriello@gmail.com.

3: Partecipo alla selezione: i candidati dovranno anche sostenere un colloquio via web con il coordinatore dell’Academy Roberto Zarriello. Il 10 ottobre 2014 sul portale Resto al Sud saranno poi resi noti i nomi dei quattro ammessi all’Academy, scelti da una commissione ad hoc che valuterà la singole domande.

Ci deve essere un’alternativa tra cedere e fuggire. E noi pensiamo che l’innovazione possa essere una risposta. E vogliamo contribuire. Dentro il nostro portale svilupperemo una scuola dei talenti 3.0, una accademia web gratuita che permetta ai giovani del Sud che hanno una inclinazione per innovazione e social media di conoscere il mondo del digitale. Per sconfiggere rassegnazione e stereotipi bisogna agire ed è per questo che il nostro progetto culturale vuole farsi azione, piccola azione concreta. E se tra un anno avremo aiutato un pugno di giovani del Sud a sviluppare il loro talento 3.0, avremo fatto una cosa buona” – Roberto Zarriello, founder Resto al Sud

Cosa state aspettando? Partecipate per conoscere il mondo digital e dei social media, strumenti che permettono di intraprendere carriere innovative pur restando fedeli al proprio territorio.

Twitter apre all'ecommerce con il tasto "Compra Ora"

twitter ecommerce

È bastata l’acquisizione di CardSpring (una società che si occupa di pagamenti in mobilità) a fornire un’idea della direzione in cui era diretto Twitter nell’ambito dell’e-commerce.

Sono bastati due mesi, infatti, per veder comparire sulla piattaforma i primi risultati dell’arrivo di questi specialisti nel team: stiamo parlando del tasto “Compra Ora“, una funzione che offre agli utenti la possibilità di comprare prodotti direttamente dalle app ufficiali di Twitter.

Il tasto “Compra Ora”, presente all’interno di speciali tweet sponsorizzati, offrirà a Twitter una nuova fonte di ricavo, grazie ad una percentuale sulle transazioni a carico dei negozianti, e permetterà agli utenti di aggiudicarsi prodotti rapidamente ed in mobilità.

Il procedimento è molto semplice: la prima volta che si decide di comprare qualcosa, l’app chiede di inserire l’indirizzo di spedizione e un metodo di pagamento che verranno registrati nell’account in tutta sicurezza, dopodiché gli acquisti successivi non richiederanno nulla più che un tap.

twitter ecommerce da smartphone

In questo modo i venditori potranno proporre offerte speciali direttamente ai propri follower, gli artisti vendere merchandising ufficiale e si potranno fare donazioni direttamente agli account di associazioni umanitarie. Hanno già iniziato a collaborare artisti e brand come Pharrell e Burberry, ma troviamo anche (RED), che spera di poter fare di questa funzione un nuovo strumento di raccolta fondi.

Al momento la funzione è in test solo per alcuni utenti statunitensi sulle app per Android e iOS. Non ci resta che aspettare che arrivi anche in Italia, o forse no, se non vogliamo cadere anche noi vittime dello shopping impulsivo.  😉

6 concept design che vorremmo fossero veri

Siamo ormai abituati ad acclamare quei prodotti in grado di contraddistinguersi per la loro creatività e strizzarci l’occhio dagli scaffali, ma cosa dire di quei progetti ideati da designer e studenti che però non hanno ancora visto (e forse mai vedranno) la luce del mondo reale?

Se pensavate di aver visto ormai di tutto siate pronti a ricredervi: ecco infatti 6 concept design non ancora realizzati che vi faranno comunque innamorare!

1. Calmati, dannazione!

Decisamente sui generis, questo concept design firmato Pascal Lefebvre reinventa la personalità della camomilla attraverso un eccentrico packaging fluo dal font calligrafico che definire irriverente è dire poco: sei stressato? Calm the F*ck Down e goditi una camomilla!

2. Sorrisi smaglianti

Se il principale plus di prodotto di una nuova gomma da masticare è un sorriso più bianco e luminoso, quale packaging migliore di questo per comunicarlo in modo memorabile? Sei soggetti per tre sapori, il concept design è di Hani Douaji e purtroppo no, non è ancora in commercio!

3. L’alfabeto per farsi le ossa

Ecco cosa succede quando un amante della typography si appresta a creare un metodo non convenzionale per insegnare ai bambini l’alfabeto: con Alphabones lo studente Joe Scorsone si fa letteralmente le ossa, ideando un concept design innovativo in grado di fare un baffo ai più comuni metodi d’insegnamento!

4. Bambini all’ascolto!

Nessun bambino potrebbe resistere a questo packaging per auricolari firmato Havas e, considerato il simpaticissimo riferimento alle ormai trapassate musicassette, probabilmente anche ogni nostalgico degli anni ’80/’90 vorrebbe che questo fosse… meno concept e più design!

5. Il vecchio e il pack

Il concept design di Nina Marie Cornelison riuscirebbe a far innamorare persino Hemingway! Avete mai letto Il vecchio e il mare? Se la risposta è no, questo potrebbe essere il momento giusto per farlo, ma munitevi di apriscatole!

6. Creatività al cubo!

Dal produttore al consumatore, ecco come risparmiare spazio e al tempo stesso rendersi indelebili nella memoria di ogni bevitore di birra che si rispetti: chi, infatti, rimarrebbe impassibile di fronte a questa bottiglia cubica minimalista e accattivante?
Concept design di Petit Romaine per Hineken.

StartupBus riparte da Napoli il 25 ottobre, direzione Vienna

Cos’è StartupBus ?

Il progetto Startup bus nato nel 2010 a San Francisco grazie ad un’idea di Elias Bizaness, consiste nel far viaggiare un gruppo variegato ad accuratamente scelto di innovatori, per metterli alla prova con l’obiettivo di far nascere delle nuove startup.

Attualmente presente in 5 continenti, rappresenta una delle opportunità più interessanti con visibilità internazionali per giovani designer,aspiranti imprenditori e programmatori.

25 partecipanti per bus, accuratamente scelti da una giuria di Buspreneurs si sfideranno in team tra di loro, ed i vincitori potranno volare a Vienna per presentare il loro progetto sul palco del Pioneers Festival (uno dei più importanti eventi europei in grado di riunire 2500 tra investitori, speaker, startup e giornalisti di fama internazionale).

I risultati della prima edizione italiana

Lo scorso anno, l’Italia si è aggiunta alle 5 nazioni europee già attive, portando in finale a Vienna ben due startup tricolore.

Un’occasione unica, un trampolino di lancio internazionale per mettersi alla prova e realizzare qualcosa di concreto, come hanno fatto i ragazzi di MyAngel Children Care, italiani arrivati in finale a Vienna, e vincitori della menzione speciale quale migliore idea, altamente scalabile rispondente ad un bisogno quotidiano. Ad otto mesi dal loro incontro, il prodotto che hanno sviluppato è attualmente in fase di lancio, consiste in un braccialetto contente le informazioni mediche di primo soccorso, leggibili tramite tecnologia NFC con un qualsiasi smartphone, ideale per i bambini a scuola o in gita.

Vi abbiamo raccontato la finale 2013 di Vienna in questo articolo.

StartupBus 2014

Quest’anno saranno 8 i paesi Europei (ESTONIA, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, INGHILTERRA, ITALIA, POLONIA e SPAGNA) a partecipare alla competizione.

L’edizione italiana è suddivisa in sei tappe, partenza da Napoli, il 25 Ottobre per poi passare da L’Aquila, Firenze, Bologna, Milano e concludere il viaggio con la finale a Treviso.

Le iscrizioni sono aperte ed il team per quest’anno è capitanato da Chiara Adam, che dopo aver curato la comunicazione nell’edizione 2013, è responsabile conductor di StartupBus Italy per il 2014.

Cervelli in viaggio non in fuga!

Il motto di per l’edizione italiana è “cervelli in viaggio, non in fuga!” proprio per sottolineare l’obiettivo di sostenere i talenti italiani attraverso i workshop che si terranno lungo il viaggio, ed il sostegno dei mentor ed esperti del mestieri che seguiranno lo sviluppo delle idee.

Ulteriori informazioni sui numeri e le iscrizioni sono disponibili sul sito europe.startupbus.com

Alla Festa della Rete a trionfare è stato il networking [NINJA REPORT]

Chi si aspettava scontri fra influencer, o presunti tali – soprattutto all’incontro Rudy contro tutti: Quanto gli influencer influenzano davvero? – è rimasto deluso, nessuno scontro. Chi si aspettava una festa vera e propria l’ha trovata!

Insieme alla Ninja Academy abbiamo partecipato ai tre giorni della Festa della Rete che si è tenuta a Rimini lo scorso weekend.

Foto credit @FedericaBulega

Durante il primo dei due panel moderati da Mirko Pallera, dal tema La conoscenza distribuita e la restituzione di valore nei processi partecipativi, è stato analizzato cosa significa per aziende e clienti la copartecipazione.

Abbiamo visto come la copartecipazione può influire sullo sviluppo del business delle aziende e analizzato alcuni esempi di brand che lo stanno facendo, ad esempio, dando la possibilità agli utenti di scambiarsi informazioni sui servizi offerti.

Alla fine ci si è ritrovati tutti d’accordo sull’affermazione di Mirko:

“Un brand per avere successo deve innescare un movimento sociale”

Il secondo, e tanto atteso, è stato l’incontro-scontro con Rudy Bandiera sul caso #unamacchinaperrudy che uno scontro non è stato, come ha poi scritto su Facebook lo stesso Rudy:

Alla ‪#‎festadellarete‬ il ring non c’è stato ed ero sul palco con persone divertenti, competenti, educate e pronte a confrontarsi, anche sui dati.
Alla fine ‪#‎unaMacchinaPerRudy è risultato un successo trasversale e un caso di cui parlare, a prescindere da tutto il resto che viene detto.

#unamacchinaperrudy è diventato un caso che, proprio perchè ha fatto molto discutere, ha fatto sorgere la domanda: chi sono gli influencer e che influenza hanno davvero in rete?

Da questa domanda ci si è poi chiesto quanto – nel caso specifico – Rudy Bandiera possa influenzare nell’acquisto di una auto. E’ stata data la parola, quindi, al Gruppo Roncaglia – agenzia di Smart Italia – che ha affermato che:

Ascoltare la rete è stata la chiave di successo di #unamacchinaperrudy

e che la scelta di accogliere la richiesta di “aiuto” di Rudy da parte di Smart è stata fatta proprio perchè in linea con il brand:

Rudy Bandiera è simpatico e irriverente, come Smart

Foto credit @mirkopallera

Anche qui alla fine si è stati tutti d’accordo sul fatto che

Il vero influencer è colui che riesce a fare da ponte tra comunità differenti

Numerosi gli altri panel dei temi fashion&beauty, food, media, economy e kids, passando dagli showkooking ai workshop.

E’ tautologico, lo sappiamo, ma la chiave del successo della Festa della rete è la rete stessa.

La rete – intesa come networking – ha contraddistinto questi 3 giorni di incontri e dibattiti, dando l’occasione di conoscere – o rivedere – coloro con i quali si interagisce ogni giorno online. E, forse, è anche per questo motivo che poi quando ci si incontra dal vivo non si ha voglia di litigare, ma solo di passare del tempo insieme, anche se si hanno convinzioni diverse – soprattutto davanti ad una buona piadina  😀

Foto credit @mirkopallera

Foto credit @mirkopallera

Evento clou del sabato sera le premiazioni dei Macchianera Awards, nella gallery trovate le foto dei vincitori 😉

Che dire… ci vediamo l’anno prossimo!

Salvo ove indicato diversamente, i credits delle foto della gallery sono miei 🙂 @IdaGlitter

Uber: le nuove frontiere della grande sfida targata sharing economy

Quali sono le ultime novità, e puntate, della lunga ed avvincente telenovela di Uber? Riparliamo proprio della famosa e famigerata app di sharing economy dedicata alle corse a pagamento in auto operate da NCC (noleggiatori con conducente) e da poco perfino da privati cittadini.
È già un gigante ed in crescita: viene attualmente valutata intorno ai 15-20 miliardi di dollari di valore, ed è attiva in oltre 45 paesi e 200 città con un ambizioso piano di espansione. Niente di strano se il tuo azionista principale di chiama Google, sei supportato dalla prestigiosa banca Goldman Sachs, oltre che disporre di un servizio innovativo dirompente.

In un articolo dello scorso giugno l’avevamo lasciata assediata e ricoperta dagli epiteti inferociti di centinaia di tassisti milanesi il giorno del lancio/annuncio della nuova APP per smartphone Uber-Pop, dedicato appunto ai privati cittadini che vogliano mettere a disposizione il proprio tempo ed automobile per effettuare corse a pagamento. In Italia il quadro normativo era, ed è ancora, del tutto impreparato a gestire la novità. Sempre nell’articolo di cui sopra evidenziavamo la pressante necessità di aggiornare le regole del gioco. Dove siamo oggi a tre lunghi mesi di distanza?

Arrivano i primi “ban”

È notizia di questi giorni che Uber ha ricevuto il primo stop ufficiale da un tribunale Federale Tedesco, rispondendo al ricorso di una società di taxi, la Taxi Deutschland Servicegesellschaft, dopo che altri tribunali avevano sospeso il giudizio su cause simili. La sentenza è basata sulla mancanza dei requisiti legali per operare nel Paese tedesco, ed è nello specifico avversa al servizio Uber-Pop in tutta la nazione, mentre i normali servizi collegati a noleggi con conducente autorizzati possono continuare ad operare.

Una soluzione molto politica ma comunque simbolica. In attesa della pronuncia definitiva il servizio viene quindi proibito, ma da San Francisco si sono affrettati a far sapere che ignoreranno la sentenza, che la contrasteranno, che non si può fermare il progresso, e negando accuse di negligenza rispetto alla sicurezza dei passeggeri superate da appositi accordi assicurativi. Taxi Deutschland Servicegesellschaft nel frattempo suggerisce che Uber potrebbe dover scucire fino a 250 mila euro per singola corsa se il giudizio avverso dovesse diventare definitivo. Troppo anche per i ricchi banchieri azionisti.

La situazione Italiana

In Italia dal punto di vista regolamentare poco è cambiato. Dopo i proclami populistici di alcuni sindaci e politici di spicco in seguito dalla sopracitata sommossa dei tassisti milanesi (che alla fine dei conti ha creato un’enorme grancassa mediatica gratuita ad Uber) nessuna legge ad hoc o provvedimento è stato messo a punto per regolamentare il servizio, in particolare la versione appunto dedicata ai privati cittadini. Che è quella più economica e potenzialmente micidiale per i “vecchi” tassisti, impegnati ancora nell’ammortamento ventennale della propria licenza pagata magari anche alcune centinaia di migliaia di Euro.

È però stata più volte ventilata dai media nazionali la possibilità che un conducente che venga “pizzicato” ad accompagnare a pagamento un cliente senza avere una valida licenza (da taxi o NCC) possa essere punito con il ritiro della patente. Basterà fingere che il passeggero è un amico?

Spionaggi

Uber da parte sua non resta a guardare ed affila le armi. La Società, oltre ad infischiarsene delle sentenze dei tribunali e di pianificare un robusto piano di espansione, ha iniziato a combattere una guerra senza quartiere contro il principale concorrente negli Stati Uniti (Lyft), che offre un servizio sostanzialmente identico. La strategia adottata è un vero e proprio piano di sabotaggio, di cui sono stati soffiati numerosi e succosi dettagli riassunti in questo articolo. Uber ha sostanzialmente reclutato centinaia di “ambasciatori” muniti di numerosi iphone Uber e carte di credito, con lo scopo di prenotare corse su Lyft per provare a “convertirne” il conducente al servizio Uber (con tanto di modulo di adesione, canovaccio di convincimento e forti incentivi economici).

Gli stessi ambasciatori si possono poi trasformare in sabotatori, prenotando nel complesso migliaia di corse farlocche dove poi non si presenteranno, in modo da esasperare ulteriormente i conducenti di Lyft in vista della migrazione proprio ad Uber. Questo unito a manovre di intelligence e spionaggio che hanno, per esempio, permesso ad Uber di anticipare di 24 ore il lancio di un servizio per le corse dedicate a più passeggeri, oltre che campagne mediatiche di attacco diretto montate su camioncini sguinzagliati nelle strade delle città contese.

Consegna a domicilio

Infine, Uber si sta lanciando in servizi complementari come la consegna a domicilio di acquisti vari (inclusa la spesa al supermercato), dietro compenso dell’apposita corsa. Un altro modo in più per miminizzare il “tempo inutilizzato” di una quattroruote. Che altro si può fare con un’automobile? Alla fantasia di Uber, ed alla pigrizia del regolatore, l’ardua sentenza

Nonne Rock, batterie e aceto: i migliori annunci stampa della settimana

Eccoci pronti come ogni lunedì per mostrarvi i migliori annunci stampa provenienti dalle più creative agenzie di tutto il mondo. Quale sarà il più bell’annuncio della Ninja top 5 di questa settimana?

Sarson’s Malt Vinegar: Perfume/Pint/Bath

Per fortuna è… venerdì! (vi piacerebbe eh?) In Inghilterra, come in molte altre parti del mondo, venerdì significa relax e felicità. In queste pubblicità il tutto è condito dall’ottimo aceto di malto Sarson’s che arricchisce il classico fish&chips britannico!

Advertising Agency: mcgarrybowen London, UK
Executive Creative Directors: Angus Macadam, Paul Jordan
Art Director: Remco Graham
Copywriter: Richard Holmes
Illustrator: Paul Thurlby

LG Hom-Bot Vacuum Cleaner: Dirt

 

Lg Hom-Bot promette di pulire tutta la sporcizia anche quella che non riesci a vedere! In questi esempi la sporcizia è presentata come “segreti nascosti” (manette, riviste, stivali/parrucca).

Advertising Agency: Y&R, São Paulo, Brazil
Executive Creative Director: Rui Branquinho
Creative Directors: Rui Branquinho, Victor Sant’anna
Creatives: Cleber Cardoso, Leon Valente

Duracell: Lasts for ages

Duracell, durano anni. In queste ad pulite sono presentati vecchi giocattoli e dispositivi elettronici che evidenziano la lunga durata delle batterie.

Advertising Agency: Grey, Mumbai, India
Chief Creative Officers: Amit Akali, Malvika Mehra
Executive Creative Director: Rohit Malkani
Creative Directors: Sachin Kamath, Bhavesh Kosambia
Copywriter: Sonam Yethenpa
Art Director / Illustrator: Surendra Gohey

Softbox: Little Red Riding Hood/Snow White

C’è qualcosa di strano in questa catena di montaggio del software. Sistemi di software inappropriati potrebbero danneggiare la tua azienda. Affidatevi a softbox e attenti al lupo!

Advertising Agency: Diferi, Brazil
Creative Directors / Art Directors: Fabrício Gallo, Mário Virva
Copywriter: Sandro Porto
Illustrator: Studio Nuts

Centrum: Rocker/Hipster/Dark

Nonnini di tutto il mondo aprite bene le orecchie per ascoltare il messaggio di Centrum, il multivitaminico della multinazionale pfizer: “Meglio sentirsi giovani dentro” (che fuori). Da domani qualche vitamina in più, e qualche ora di shopping giovane in meno!

Advertising Agency: Brother Escuela de Creativos, Buenos Aires, Argentina
Copywriter: Diego Lopez
Art Director: Isac NetoPhotographer:
Celeste Martearena
Retoucher: Murilo Viviurka
Styling: Chumi Nogales

Social Media Release: come comunicare e monitorare la propria presenza online

social media release

Qualche settimana fa mediainformer.it ci ha dato dei consigli su come scrivere un comunicato stampa efficace. Il passo successivo alla stesura del messaggio è naturalmente la sua diffusione.

Se un tempo bastava fare il giro delle testate nazionali cartacee, oggi il comunicato abbandona la sua forma di carta stampata e assume la forma della Social Media Release per viaggiare in rete su blog, forum e social network.

Diffondere il proprio messaggio sul web significa raggiungere un pubblico più ampio con un investimento minore e con più informazioni, grazie alla sua multimedialità.

Cos’è una Social Media Release?

social media

La Press Release diventa una Social Media Release, ovvero un comunicato stampa creato però per il pubblico del web, con un linguaggio più user friendly e corredato da immagini, video, link, approfondimenti.

L’obiettivo della Social Media Release è quello di aiutare i giornalisti della rete a sfruttare al meglio la piattaforma che utilizzano e di fornire ai lettori una notizia utilizzando un format ed i canali di diffusione più adatti al mezzo di pubblicazione.

Misurare l’impatto di un comunicato stampa online.

Monitoring tool social media

Il web ci offre una grande opportunità, ma dopo aver inviato il comunicato a giornalisti, blog e testate online, un buon comunicatore deve monitorare i risultati dei suoi sforzi.

Quanti articoli sono stati dedicati alla mia azienda? Quanti visitatori hanno portato al mio sito? Quante conversioni?

Se fino a qualche decennio fa la rassegna stampa consisteva nel raccogliere tutti i quotidiani e giornali cartacei che parlavano dell’azienda o del prodotto, oggi bisogna scandagliare tutta la rete per monitorare chi parla di noi. E questa operazione è tutt’altro che semplice! E’ necessario che non ci non sfugga nessuna menzione del brand o del prodotto, che sia su una testata online, in un forum, su un blog o sui social network.

Ecco perché esistono tool di monitoraggio che misurano l’impatto del nostro comunicato stampa analizzando tutti contenuti del web e avvisandoci quando qualcuno, su un blog, sui forum o sui social network ci nomina.

È importante essere presenti nelle conversazioni in cui si parla di noi, per essere pronti a rispondere e tramutare le conversazioni in conversioni.

Analisi semantica: quali opportunità per misurare il sentiment?

Alcuni tool di monitoraggio della rete consentono di esaminare tutti i contenuti online in tempo reale per gestire immediatamente eventuali crisi, misurare gli effetti di un’azione di marketing e analizzare la reputazione online del brand.

Strumenti come Webdistilled, partner di Mediainformer, offrono la possibilità di analizzare anche il sentiment, ovvero valutare ciò che si dice su internet di un brand o di un prodotto e valutare subito come gli utenti reagiscono a specifiche azioni di comunicazione.

Ciò avviene grazie alla ricerca e all’analisi semantica online – effettuata grazie al motore semantico Iasmine – che avviene in real time e secondo criteri impostati in modo dettagliato dall’utente, in modo tale che ogni ricerca si basi su un preciso modello di analisi semantica.

La reputazione online è importante

social media monitoring

Se pensate che essere presenti in rete sia semplice, vi invitiamo a dare un’occhiata a tutti gli epic fail di aziende più o meno importanti che hanno sottovalutato il potere della comunicazione online.

Per gestire al meglio la reputazione di un’azienda è saggio affidarsi a dei professionisti, come i Social Media Specialist e all’analisi semantica – powered by Webdistilled – di Mediainformer.

Email Marketing: come ottimizzare DEM e Newsletter? La parola a Marco Massara #ninjamaster

Master Online in Digital Marketing - Marco Massara

© Julien Eichinger - Fotolia.com

Continuiamo a conoscere i docenti della seconda edizione del Ninja Master Online in Digital Marketing, il #digitaldreamteam del marketing digitale italiano. Oggi è il turno di Marco Massara, docente del seminario monografico in Email Marketing del #ninjamaster.

Ciao Marco, Email Marketing ieri e oggi: cosa è cambiato?

Ciao! Di primo acchito verrebbe da dire: “Niente!”.
Ma per provare a capire come può cambiare il marketing non credo serva osservare lo strumento ma l’uomo. Ma non l’uomo in astratto: l’uomo in azione.

Allora dimmi se non son mutati:

a) il contesto in cui utilizziamo l’email (spesso fuggendo in cerca di riposo dalle notifiche sociali)
b) dove la utilizziamo (dal bagno del bar allo shuttle)
c) quando e in che stato fisico e mentale la guardiamo (a letto, mattina, giorno, sera, notte, addormentati, carichi, frenetici, sfiniti, sereni, in spiaggia…)
d) con che strumenti la leggiamo, la creiamo e la inviamo (smartphone, desktop, tablet)

Ma lei è sempre la stessa: giovane signora che spesso si adegua e mai si piega. Ha molti amici (CRM, ERP. CMS, Social Network…) e nessun amante. Ci aiuta il ricordare che per iscriverci a Facebook, Twitter, Google+ abbiamo bisogno di un’email e non il contrario.

Per rispondere meglio, mi sembra che l'”esplosione mobile” sia la veloce novità che ha intaccato più delle altre la Posta elettronica. Dall’accoppiata Email-Mobile nascono infatti fiumi di domande concrete: come posso far fare un’esperienza davvero efficace ai miei clienti? Come leggere, capire e rispondere proprio come voglio io? Come cliccare e andare su una landing o un sito dove fare esattamente “quello che faccio sul mio computer”, o altro? Un’altra domanda interessante potrebbe essere: voglio e posso davvero replicare sullo smartphone l’esperienza dell’email su desktop? Che nuova esperienze vorremmo fare?

E poi, non è forse l’email lo strumento più intimo che ci rimane?
Lo ripeto forse troppo spesso: credo che un luogo tuo come l’email, così tuo, senza share e senza like, lo vuoi.
L’email, restando se stessa, ha riempito un vuoto d’intimità creato dai Social.

 

 

3 consigli per un email marketing vincente?

Prendi un post-it, mettilo sullo schermo: sempre, sempre, sempre chi riceve la tua email (anche un tuo cugino) si chiederà:

  • Chi sei? (non dar per scontato che si ricordi di te)
  • Cosa vuoi farmi fare? (sto facendo altro)
  • Perché dovrei afre quello che vuoi farmi fare? (reason why: “Sono un uomo non un target: mi faccio certe domande…”)

Se mentre scrivi un’email non ti immedesimi e non ti fai queste domande, non scriverla. La parola killer è: empatia.

Quali sono le tue app e i tuoi strumenti web preferiti?

Mi piacciono moltissimo Facebook Custom Audience, (mi esalta, lo ammetto) fare test A/B con Optimizely, MailUp e altri software, mi stuzzica Tumblr (è molto leggibile) ed, infine, l’effetto WOW va agli SMS e alle lettere scritte a mano (adrenalina! :)).

La tua soddisfazione lavorativa più grande?

Ogni volta che qualcuno o qualcosa mi ricorda che l’altro che ho davanti o dall’altra parte dello schermo è totalmente ALTRO da me e allora ricomincio: “L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.” (C. Pavese)

Grazie Marco! Ci vediamo online al Master Online in Digital Marketing! #ninjamaster 😉

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Simone Tornabene – Pianificare, progettare e curare contenuti digitali.
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