La campagna di Budweiser contro alcool e guida [VIDEO]

La campagna di Budweiser contro alcool e guida

Vi ricordate di “Puppy Love“, lo spot di Budweiser lanciato in occasioen dell’ultimo SuperBowl? Il brand di birra ha creato una sorta di seguito per la sua ultima campagna a sfondo sociale dal titolo “Friends are waiting“.

Protagonisti un giovane ragazzo e il suo cane, che vediamo crescere da cucciolo fino a tenero cagnone, in un crescendo di tenerezza e gioia. Fino alla sera in cui il padroncino esce di casa con gli amici e un bel po’ di birra, e il cane rimane ad aspettare per ore il giovane, che sembra non tornare, lasciando immaginare il peggio agli spettatori.

Il finale tuttavia presenta una svolta a lieto fine, utile a veicolare il messaggio sociale sull’importanza di non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Probabilmente non sarà la paura di lasciare i vostri animali a convincervi a non bere e guidare, ma sicuramente questa scelta narrativa, finora inesplorata per questo genere di comunicazione, risulta piacevole e sortisce qualche effetto.

Credits:

Agency: Momentum Worldwide
Director: Gus Black
DP: David Morrison

5 strategie di digital marketing per far crescere il tuo business

Se parliamo di digital marketing, è importante sapere che pianificare e implementare strategie di comunicazione su canali digitali integrando efficacemente forme di comunicazione offline con piattaforme e strumenti online, è l’assunto di base per progettare campagne marketing di successo.

Il 90% delle nostre interazioni avviene tramite pc, tablet, smartphone e televisione (connessa alla Rete). Solo per il restante 10% ci affidiamo alla carta stampata e alla radio. Comunicare in digitale, quindi, rappresenta un vantaggio competitivo al quale un professionista del marketing non dovrebbe mai rinunciare. Per avere il massimo della resa in termini comunicativi, infatti, è fondamentale integrare e coordinare i diversi strumenti a nostra disposizione ed utilizzarli in modo sinergico nell’ambito di una strategia.

Ecco 5 semplici strategie di digital marketing che ogni imprenditore può implementare per far crescere il proprio business.

1. Fissare un obiettivo

Siete alla ricerca di modi per far crescere la vostra impresa? Desiderate avere più clienti, aumentare la brand awareness, essere riconosciuti più facilmente? Partire dalla definizione di un chiaro e solido obiettivo è il primo passo per iniziare ad impostare una strategia di marketing mirata.

Sicuramente il digital marketing è la migliore strategia di crescita per le PMI, ma la cosa fondamentale è avere un obiettivo specifico da raggiungere, studiare gli utenti di riferimento e creare un piano efficace per raggiungere quel task.

2. Costruire un “marketing funnel”

Con “marketing funnel” si definisce il sistema utilizzato per descrivere il processo che avviene dalla visita di un potenziale cliente alla vendita. E’ il “viaggio” del consumatore, dalla conoscenza di un brand/prodotto/servizio all’acquisto.
La figura a forma d’imbuto fa capire visivamente la naturale restrizione dai visitatori iniziali agli acquirenti finali e, quindi, che solo una parte di quei visitatori diventeranno clienti effettivi giungendo alla meta, intesa come atto d’acquisto. Sono quattro i momenti cardine:

AWARENESS: Cioè consapevolezza dell’esistenza del brand/prodotto, il potenziale cliente è a conoscenza del vostro prodotto o servizio. E’ ancora un estraneo, ma è arrivato sul vostro sito perché sta cercando qualcosa di cui ha bisogno e, quindi, bisogna attirare la sua attenzione.
INTEREST: Interesse attivo verso determinati prodotti. In questa fase, i consumatori vengono interessati dai vostri prodotti e/o servizi. Lo scopo è fornire ulteriori informazioni.
DESIRE: Desiderio di entrare in possesso di quel prodotto. Arrivato a questo punto, il visitatore desidera un prodotto o un servizio specifico e, quindi, bisogna fornirgli maggiori dettagli: caratteristiche, benefici, vantaggi, etc.
ACTION: L’atto di acquisto è il momento in cui bisogna essere in grado di trasformare il visitatore in acquirente. Abbiamo dimostrato di essere attenti alle esigenze dei visitatori e di avere proprio ciò di cui hanno bisogno. Ora quello che resta riguarda il prezzo, le modalità di pagamento e gli altri aspetti legati all’acquisto. Lo scopo non è ottenere più contatti, ma generare un passaparola virale tra i consumatori. 

3. Sviluppare una Call-To-Action

call to action

Per massimizzare la risposta degli utenti online è necessario includere nel proprio piano di digital marketing la creazione e l’ottimizzazione di una call-to-action.
La call-to-action esorta l’utente, in maniera diretta ed efficace, a compiere una determinata azione come,  iscriversi a una newsletter, scaricare un e-book, visualizzare un webinar, acquistare un prodotto/servizio o effettuare la donazione per un’associazione no-profit. Un’efficace call-to-action è predisposta in modo tale da attirare l’attenzione dell’utente, coinvolgerlo e fargli compiere una precisa azione e, in questo modo, si mette in moto il processo di conversione.

4. Creare un efficace “lead magnet”

lead magnet

Il “lead magnet” è un elemento gratuito e carico di appeal, che attrae i visitatori del nostro sito ad effettuare l’azione di conversione che noi vogliamo, come, ad esempio, l’ acquisto di un prodotto o servizio.
Si tratta di offrire agli utenti un benefit gratuito in cambio di qualcosa (di ben preciso) da parte loro che vada ad aumentare il tasso di conversione. Offrire qualcosa ai visitatori del nostro sito porterà ottimi benefici alla nostra strategia di digital marketing e farà in modo di “trasformare” i visitatori casuali in clienti, incrementando il nostro business online.
Dunque, bisogna riuscire a guidare gli utenti lungo tutto l’imbuto di marketing e a portarli a compiere l’azione che noi vogliamo.

5. Veicolare il traffico verso di noi

traffico

Come possiamo fare per indirizzare gli utenti sul nostro sito affinché, poi, possiamo guidarli lungo tutto l’imbuto di marketing?
Sicuramente bisogna puntare a contenuti di qualità e scegliere sempre parole chiave strategiche; ciò aiuterà il nostro contenuto e lo spazio in cui è ospitato ad essere visualizzato subito nei motori di ricerca e, quindi, ci porterà maggiori volumi di traffico. Un’altra strategia irrinunciabile per aumentare il numero di accessi è quella di utilizzare al meglio i social media e aumentarne l’engagement e, cioè, coinvolgere sempre più i nostri follower e raggiungerne di nuovi costruendo legami stabili e duraturi con i nostri clienti effettivi e potenziali.
La comunicazione mirata al social engagement risulterà funzionale al potenziamento della customer experience, alla generazione di lead e al consolidamento delle relazioni con i nostri utenti che passeranno, agevolmente, dai canali social alla piattaforma istituzionale e/o di vendita e viceversa.

Queste semplici strategie di digital marketing sono solo un piccolissimo assaggio di quello che può essere fatto per incrementare il successo del tuo business.
Per sviluppare e aggiornare le tue competenze sulle strategie di marketing e vendita nell’ambiente digitale, iscriviti al Master Online in Digital Marketing della Ninja Academy, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Giovedì 25 settembre, alle 17:00, siete tutti invitati al #DigitalDrink: un happy hour virtuale con cocktail a base di sano divertimento e social networking che vi darà la possibilità di conoscere alcuni dei docenti del Master Online in Digital Marketing. Iscriviti adesso, è gratis!

Gatorade firma l'addio di Derek Jeter ai New York Yankees [VIDEO]

Gatorade firma l’addio di Derek Jeter ai New York Yankees

Agli appassionati di sport, e di baseball in particolare, il nome di Derek Jeter è ben noto: capitano dei New York Yankees, dopo una carriera ventennale Jeter ha annunciato il suo ritiro previsto per la fine di questa stagione. In qualità di sponsor personale del giocatore, Gatorade ha realizzato un bellissimo video tributo a Jeter, un addio simbolico ai numerosissimi fan dell’atleta.

Interamente in bianco e nero, il filmato è un viaggio nostalgico tra i luoghi di New York e del Bronx che sono indissolubilmente legati alla storia degli Yankees e di Jeter. Protagonista è l’atleta stesso, che attraversa in auto la città diretto allo stadio e, attraverso ciò che vede dal finestrino, rivive i momenti più significativi ed intensi della sua carriera da capitano, fino a che non decide di scendere dall’auto per incontrare personalmente i fan. In strada, all’interno dei bar dove i tifosi si accalcano ogni volta per assistere alle partite della squadra.

Un viaggio emozionante raccontato sulle note di “My Way” di Frank Sinatra.

Un esempio notevole di narrazione legata ad un’attività di endorsement, che nello sport si traduce spesso in commercial costruiti attorno ai concetti di performance, vittoria e successo. Guardate il video e fateci sapere cosa ne pensate!

Credits:

Agency: TBWAChiatDay, Los Angeles
Chief Creative Officer: Stephen Butler
Executive Creative Director: Brent Anderson
Creative Director: Renato Fernandez
Senior Copywriter: Nick Ciffone
Senior Art Director: Dave Estrada
Executive Producer: Sarah Patterson
Assistant Producer: Garrison Askew
Director: Henry-Alex Rubin
Production Company: Smuggler
Executive Producers: Patrick Milling Smith, Brian Carmody, Lisa Rich, Lisa Tauscher
Producer: Drew Santarsiero
Editorial: Rock Paper Scissors
Editor: Damion Clayton
Executive Producers: Dave Sellars, Angela Dorian

Alibaba, le ragioni dietro al successo del più grande ecosistema digitale al mondo

alibaba group

E così Alibaba, il gigante cinese dell’eCommerce, si è quotata in borsa, a quanto pare facendo un discreto rumore. Ma cosa si cela dietro il successo della creatura di Jack Ma?
Sul sproprio blog interno a Forrester.com, la professionista di eBusiness Vanessa Zeng compie una breve analisi sul fenomeno Alibaba – preliminare ad una relazione più ricca – individuando i punti di forza di un colosso dal quale molti addetti ai lavori possono trarre ottimi insegnamenti. Scopriamo insieme quali sono questi punti.

Alibaba e il ricco ecosistema digitale costruito intorno all’eCommerce

L’universo economico di Alibaba gira attorno a un concetto chiave: diversificazione. Alibaba trae i suoi profitti da attività B2B (168.com e Alibaba.com), C2C (Taobao.com, l’eBay cinese) e B2C (Tmall.com, Aliexpress.com). Si calcola che nel 2013 ben 279 milioni di utenti abbiano utilizzato una delle piattaforme di proprietà di Alibaba.  Un preciso strumento di  data analytics ha permesso ad Alibaba di raccogliere dati e valutare l’attività dei clienti in ogni fase della transazione e di costruire un ecosistema digitale completo che coinvolge tutti gli attori del processo di compravendita: commercianti, acquirenti, operatori terzi.

Taobao e Tmall? I prediletti dai cinesi

Taobao è l’eBay cinese… amatissimo dagli stessi cinesi. Nato nel 2003, a fine 2013 ha fatto numeri da capogiro: 500 milioni di utenti e circa 800 milioni di prodotti a disposizione. Tutto questo nonostante alcuni difetti: un certo disordine nelle liste dei prodotti, merce contraffatta, mancanza di alcuni brand. Ma i vertici di Alibaba non sono rimasti con le mani in mano: nel 2008 hanno lanciato Tmall, una piattaforma con servizi adeguati a soddisfare le esigenze delle aziende più grandi, scelta da molti brand per aprire i propri store (considerata anche la presenza ancora persistente di prodotti “tarocchi” su Tabao). Parliamo insomma di che vanno a soddisfare bisogni differenti: una lezione di marketing (non solo digitale) da non sottovalutare.

Alibaba cresce: investimenti e acquisizioni

Come abbiamo detto, Alibaba si è quotata in borsa con successo. Un successo che viene da lontano: dal 2006, per la precisione. Nel corso degli ultimi otto anni, , coll’ambizioso scopo di soddisfare le esigenze di ogni acquirente cinese (ma non solo). Grazie a un’attenta analisi dei dati, Alibaba è riuscita a creare un identikit preciso di ogni consumatore “digitale”, in modo da fornire dati realmente utili agli operatori della piattaforma.
Inoltre, il colosso ha esteso il proprio eCommerce al di fuori della Cina, curando attentamente aspetti quali i servizi logistici e l’accesso da mobile.

Un quadro complessivo dell’impero targato Alibaba si può avere da questa grafica, tratta dal già citato post di Vanessa Zeng. Numeri da capogiro, come si può ben vedere!

Alibaba, il successo del più grande ecosistema digitale al mondo

Un insegnamento per tutti gli eCommerce

Secondo la Zeng, tutti gli operatori di eBusiness del mondo dovrebbero (anzi, dovranno) confrontarsi con l’impatto globale di Alibaba e del proprio modello di eCommerce.
Guerrieri Ninja, Siete d’accordo con le parole dell’analista Vanessa Zeng?

#Openfoodacademy e Contaminationlab: due bandi dedicati alla cultura digitale


Con l’arrivo dell’autunno partono gli eventi dedicati all’innovazione. La stagione autunnale è stata preceduta dalla social media week, un importante evento dedicato all’innovazione che è ormai quasi giunto al termine avendo affrontato diversi temi cruciali: dal social advertising al commercio elettronico, passando per la digital music.

Due invece sono gli eventi che ci proponiamo di mettere alla vostra attenzion e perché legat a due bandi per i giovani: #openfoodacademy e contaminationLab.

#Openfoodacademy

10-11 ottobre – Pisa

In occasione dell’Internet festival di Pisa 2014 sotto la direzione di Claudio Giua è stato inserito in calendario un evento dedicato alla relazione tra rete e food improntato sulla riflessione collettiva per immaginare come le nuove tecnologie possano aiutare i cittadini ad avere accesso a cibi salubri, tema questo che trae spunto dallo slogan della prossima esposizione universale di Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

L’obiettivo di #openfoodacademy è quello di reinventare il futuro del cibo attraverso i saperi tecnici e tecnologici per generare nuove proposte da aggiungere alle sfide e ai punti di vista intrapresi da EXPO 2015 in materia di cibo. Le candidature sono aperte a chiunque lavori su questo campo o che sia semplicemente interessato all’innovazione nel food ma che abbia un’età non superiore ai trentacinque anni.

Le tematiche che verranno affrontato sono diverse: gli esperti presenti all’evento si concentreranno su quali sono i processi innovativi che permettono di rivedere i sistemi di produzione del cibo come primo passo per un futuro sostenibile, verranno inoltre affrontate le modalità in base alle quali le tecnologie possano aiutare a produrre cibi senza mettere a rischio la salute.

Un ulteriore tema che sarà affrontato riguarda l’importanza di rimettere al centro dei processi di produzione l’homo faber, colui che dovrebbe ridare valore al cibo e soprattutto alla cultura necessaria per produrlo. Infine ulteriori due tematiche che riguarderanno il mondo del web: “food, innovazione e social media” e “cibo, trasparenza e bigdata”. Su questo sito potrete trovare informazioni più dettagliate e il bando per l’iscrizione.

ContaminationLab

Start 15 ottobre, durata sei mesi – Napoli

ContaminationLab è un evento promosso dal dipartimento di scienze sociali dell’Università di Napoli Federico II. Si tratta di un luogo di contaminazioni tra studenti che ha come obiettivo quello di promuovere la cultura dell’imprenditoria attraverso le innovazioni di tecnologie digitali e non. Il CLab si propone di formare negli studenti una cultura digitale di impresa per valorizzare le loro capacità creative al fine di favorire nuove forme di imprenditoria.

Le tematiche che verranno affrontate toccano essenzialmente quattro punti: Green Economy, Smart Technology, Arte e Design ed infine Media e industria culturale. L’inizio delle iscrizioni sono previste per il 15 ottobre, il corso avrà una durata di 6 mesi ed è destinato esclusivamente agli studenti universitari di diverse aree disciplinari. Per maggiori informazioni potete consultare il sito del dipartimento di scienze sociali dell’Ateneo di Napoli. Non vi resta che segnare le date sul vostro calendario.

Ninja social oroscopo dal 25 settembre al 1° ottobre

Finalmente l’Autunno è arrivato, cari Astro-guerrieri Ninja: sì, finalmente! Perché archiviate le avventure estive per tutti i segni questo è la settimana per progettare, fantasticare e comunicare a tutti i propri buoni propositi per “l’anno nuovo”. Alzi la mano chi ancora non ha visto comparire sui social link alle attività più strampalate, dalle app sportive ai corsi di knitting, possibilmente “pubblicizzati” dal diretto interessato con un live-twitting continuo perché, anche se non VIP, fa figo stesso! A farci iscrivere in palestra, dunque, potrebbe anche essere il trigono di Giove e Urano, ma sappiate sin da subito che poi, la costanza nell’allenamento, dovrete mettercela di tasca vostra!

La Bilancia, sarà la prima a mettere in pratica tutto questo entusiasmo e, sfruttando un alleato particolarmente caro, le PR, riuscirà a portare all’attenzione del suo responsabile quel progetto che le sta tanto a cuore. Certo, prima di buttarsi nell’impresa, il consiglio è di assicurarsi che quest’ultimo non sia un Capricorno perché potrebbe avere la testa tra le nuvole, intento a condividere foto, twitt e aggiornamenti di stato #love #amore #trottolinoamorosodudududadada: sconfiggere il potere dell’hashtag sarebbe impossibile.

Leone e Toro avranno bisogno di un incitamento mattutino: il primo, galvanizzato dal “suo” Giove salterà giù dal letto rispondendo alla domanda “chi sarà il migliore oggi?” mentre il secondo , che di alzarsi proprio non ne avrà voglia, dovrà trovare il modo di non fare i capricci, ma la colazione e filare dritto in ufficio. Come?? Scaricando una delle 5 App ideate per non lasciarci dormire, ovviamente!

La Vergine questa settimana sarà irriconoscibile, scombussolata tra ragione e sentimento sentirà il bisogno di condividere le sue esperienze “adolescienziali”, l’iniziativa #riciclalo sarà quella che farà al caso suo. Non sarà facile disfarsi del proprio diario, ma vincerà la curiosità di poter sbirciare in quello altrui… chiudete nel cassetto le agende dell’ufficio!

Il planisfero di Google My Maps questa settimana sarà presidiato dall’Acquario, desideroso di condividere il programma del suo viaggio da qui alla fine dell’anno, etichettandolo, colorandolo e stabilendone da subito tutte le tappe per raggiungere importanti progetti personali, e dai Pesci che, al contrario, dovranno ripulire il loro percorso immaginario che collega mete, realtà e obiettivi senza nessuna connessione logica, impegnandosi ad aggiungere sulla mappa un pin alla volta, giornalmente, passo dopo passo.

L’Ariete avrà bisogno di qualcuno paziente e disponibile, soprattutto nei primi giorni di questa settimana. Si sentirà incompreso e questo lo renderà irascibile, che paura! La lucidità del Sagittario potrebbe essere l’unico elemento ad infondere fiducia nell’Ariete, con grande soddisfazione di entrambi da lunedì in poi.

I Gemelli, alle prese con delle profonde riflessioni settembrine, riusciranno ad approfondire, emotivamente, ogni aspetto della propria settimana, un po’ come se per il lavoro, per la vita privata, avessero a disposizione dei contenuti multimediali mai visualizzati prima tutti da esplorare. Certo è che un approccio guidato a domande e risposte, come quello offerto dalla App “Ok Venice” farebbe tanto comodo anche allo Scorpione, così scombussolato da alti e bassi in amore da rischiare di travisare la realtà dei fatti.

Il Cancro, che ha finalmente imparato a domare la propria timidezza, avrà voglia di buttarsi in un impresa memorabile; nell’attesa di riuscire a imparare anche a valutare le proprie intuizioni potrebbe fare un po’ di pratica partecipando a quella di qualcuno che ha già trovato una nobile causa da sostenere da sostenere: The Ocean Cleanup per salvaguardare l’acqua, il suo elemento sembra perfetta.

Il live-tweeting dei programmi TV è meglio VIP

Continuiamo il nostro viaggio chiarificatore all’interno del mondo di Twitter.

Abbiamo visto come si usa correttamente il Social creato da Jack Dorsey e poi abbiamo cercato di darvi l’idea di quanta e quale sia la potenza di un hashtag. Oggi vedremo quanto può essere utile fare un live-tweeting.

Per chi ancora non lo sapesse, il live-Tweeting è il commento in diretta di un evento tramite i tweet.

Fare una Twitter-cronaca di un qualcosa che si sta svolgendo sotto i vostri occhi è diventata prassi comune, e non è solo appannaggio di chi con i social ci lavora.

È un’azione che molto probabilmente tutti voi avrete già avuto modo di usare almeno una volta, quando, seduti davanti alla tv, esprimete la propria opinione su serie tv o reality show.

Una modalità di fruizione di un contenuto che da personale – racchiusa com’è nelle mura domestiche – è diventata interattiva e collettiva, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet.

Accade così che tutti i principali canali televisivi si siano aperti degli account per poter comunicare in diretta con i propri follower (e chi ancora non l’ha fatto – si vedano i 3 canali principali di Mediaset – dovrebbe spiegarci il perché!).

Interessante diventa allora capire quali tweet raggiungano meglio l’obiettivo di portare nuovi contatti e far crescere la discussione.

Partiamo da un’esempio statunitense: la serie tv Scandal (in Italia su Fox Life e Rai3).

Lo show creato da Shonda Rhimes e Kerry Whasington è passato dall’essere a rischio cancellazione a diventare una punto di forza dell’emittente ABC, salvato dalla passione dei suoi fan sui social.

Analizzando tweet, retweet e preferiti è emerso che le discussioni generate dagli attori della serie tv, durante la messa in onda di un episodio, generassero il 64% in più di traffico rispetto agli show che non possono contare sul lavoro alla tastiera dei loro principali interpreti.

Altro dato da tener presente è che quando è l’emittente a twittare, in questo caso la ABC, l’incremento è solo del 7%.

Discorso analogo può essere fatto in occasione della messa in onda del primo episodio di una serie (fenomeno questo, atteso e seguito con passione negli Stati Uniti). Quale occasione migliore di conquistare nuovi follower, se non durante il primo episodio?

Ebbene se la diretta è accompagnata dailive-tweeting degli attori, l’acquisizione di nuovi seguaci schizza del 228% in più (contro il 14% attirato dall’emittente televisiva). Reality Show e altre serie Tv – come la nicchia della fantascienza – non sfuggono a questo risultato.

La domanda nasce spontanea: per quale motivo il live-tweeting non è pratica costante per tutti i programmi tv?

Anjali Midha, capo della sezione Global Media e Agency Research di Twitter, crede che il motivo vada ricercato nella pianificazione:

“Ci vuole un po’ di strategia. È come per un canale marketing: bisogna prevedere un po’ di fatica a monte, per poi avere dei vantaggi”.

E in Italia? Anche qui i VIP muovono le masse?

Se prendiamo a esempio la nuova edizione di X-Factor, si direbbe di sì.

La stessa esibizione – quella del giapponese Yusaku, che sta facendo il giro del web – è stata twittata dall’account ufficiale di X-Factor Italia e da Fedez, uno dei nuovi giudici di questa edizione. I risultati?

Il tweet di X-Factor:

E qui quello di Fedez:

Esempi simili si potrebbero fare per altre trasmissioni (ne citiamo una sola: la versione italiana di Braccialetti Rossi, andata in onda su Rai1 la scorsa stagione, e diventata un cult proprio grazie ai commenti in diretta dei suoi protagonisti e dei fan appassionati).

Insomma, sembra che non si possa più pensare a trasmissioni tv senza tener conto di una strategia su Twitter e sugli altri Social.

Reti tv avvisate…

Boyan Slat inventa il modo per ripulire gli oceani grazie al crowdfunding


Diciannove anni, studente di ingegneria aerospaziale, già all’età di diciassette anni aveva escogitato un sistema per eliminare la plastica dagli oceani. Oggi la sua creatività e passione sono diventati realtà.

The Ocean Cleanup

La soluzione escogitata da Boyan Slat promette di rimuovere 7.250.000 tonnellate di spazzatura in plastica dagli oceani. Il dispositivo è costituito da una lunga rete collegata con alcune piattaforme galleggianti che permettono di convogliare la plastica verso i vari punti di raccolta. Il sistema sfrutta le correnti marine per convogliare la plastica all’interno del meccanismo.

Per sostenere la causa

Grazie al crowdfunding in poco tempo ha già raccolto oltre due milioni di dollari ma non solo, questa invenzione comporta anche un costo, per la ripulitura dei mari, 33 volte inferiore rispetto ai tradizionali strumenti di pulizia.

La raccolta fondi, dal nome The Ocean Cleanup, è accessibile a tutti va, infatti, da un contributo di 4,50€ per raccogliere fino a un chilo di plastica, a 23 euro per cinque chili, fino a 550 euro per 120 chili. Chi può donare 7.400 euro permetterebbe invece di ripulire circa 1.700 chili di plastica, in palio un biglietto per la Great Pacific Garbage Patch, nel Pacifico.

Già 22.000 persone hanno condiviso e sostenuto lo stesso sogno di Boyan: per tutti quelli interessati a dare il proprio sostegno alla nobile causa qui la possibilità di trasformarla in realtà, un realtà più pulita per tutti.

Google Glass e turismo digitale, arriva la guida turistica interattiva “OK Venice!”

Courtesy of Mubo

Martedì 23 settembre 2014 è stata presentata a Venezia la app per i Google Glass “OK Venice!”, un’innovativa guida turistica per la visita della leggendaria città lagunare.

Tramite una mappa interattiva e geolocalizzata a tappe, grazie all’app il visitatore potrà infatti riscoprire nelle calli di Venezia esperienze fatte di esplorazione e curiosità; un’agile user interface consentirà infatti di catapultarsi in una dimensione che trasformerà ogni tappa in una meravigliosa occasione di apprendimento.

“Un itinerario attraverso luoghi e monumenti insoliti alla scoperta della storia, dell’arte e dell’artigianato che hanno reso Venezia famosa nel mondo”

E’ questo è il payoff che ha introdotto “Ok Venice!” all’evento inaugurale nella Sala dei Mercanti nella Chiesa della Madonna dell’Orto.

Courtesy of Mubo

Attraverso la “metafora esplorativa”, ovvero grazie alla costruzione di un percorso guidato in una porzione del Sestiere di Cannaregio a Venezia, l’utente verrà invitato a intraprendere un percorso a tappe per le calli, abbinando per ciascuna un gruppo di contenuti aggiuntivi e multimediali che si potranno scoprire solo tramite lo schermo dei Glass.

Lo storytelling invece giocherà un ruolo fondamentale per raccontare le 6 tappe sulla base di ciò che ha reso famosa Venezia nel mondo: l’arte, la storia e l’artigianato d’eccellenza, dal vetro di Murano, al Tintoretto e agli squeri dove si fabbricano le gondole, sinonimi e icone nel mondo di Italia e Venezia.

L’applicazione supporta sia la navigazione sul percorso predefinito che i meccanismi di interazione. Quando in prossimità di ciascuna tappa, l’utente viene avvisato della presenza di un contenuto Glass-friendly nelle immediate vicinanze e può andare alla ricerca del luogo/opera d’arte/edificio su cui posizionare il proprio sguardo sulla base degli indizi forniti. Un puntatore rosso facilita l’esplorazione dell’area e una volta individuato il target, sarà possibile fruire dei contenuti aggiuntivi e interattivi, specifici per ogni tappa.

Courtesy of Mubo

Una volta che l’utente raggiunge un punto di interesse (POI o point of interest) i contenuti sono attivati hands-free. Grazie al giroscopio, è sufficiente che l’utente focalizzi il proprio sguardo sul punto reale di cui vuole avere le informazioni, affinché i Glass “riconoscano” in automatico il POI e scatenino l’esperienza “aumentata”.

In ogni “tappa” si possono scoprire uno o più contenuti multimediali ed interattivi, in modalità slideshow o interrogabili secondo un approccio guidato di domande-risposte.

Il tutorial iniziale guida dunque l’utente nell’apprendimento dei pochi e basilari gesti necessari per utilizzare l’app e il resto viene in totale naturalezza, grazie all’interfaccia ottimizzata per una user experience amichevole e che ben si presta ai meccanismi di interazione tipici dei Google Glass.

Courtesy of Mubo

La possibilità di indossare il device, anziché tenerlo in mano, rende la visita più immediata e coinvolgente; non è necessario distogliere lo sguardo, ma il monumento può essere fruito nella sua bellezza e contemporaneamente arricchito da informazioni aggiuntive in sovrapposizione, che permettono la riscoperta del suo vero valore storico.

Dopo l’intervento del partner editoriale del progetto Irene Angelopulos, Co-founder di Mubo, e del Partner tecnologico Giulio Caperdoni, Head of Innovation di Vidiemme Consulting, i presenti sono stati invitati per un tour con i Google Glass nelle Calli di Venezia. A proposito, nei prossimi giorni vi proporremo una loro intervista esclusiva. Stay tuned!

Non vorrai permettere che un amico finisca sulla sedia a rotelle se conosci la storia di Ahmed Barkhia

Crowdfunding: la lotta di Ahmed Barkhia [INTERVISTA]

Ahmed Barkhia ha seguito molti progetti nella sua vita. Ma su di uno solo, grazie al crowdfunding, sta puntando tutto.

È affetto da Nanismo Ipofisario e 8 anni fa ha scoperto di soffrire anche di osteonecrosi ed acondroplasia displasica con coxartrosi femorale bilaterale. Queste malattie colpiscono l’area del bacino e lo stanno lentamente privando dell’uso delle gambe. Dopo anni di tentativi, consulti, terapie mediche, e spese che non hanno portato risultati, a maggio di quest’anno ha trovato la risposta che cercava: la possibilità di curarsi in Belgio da uno specialista, e di guarire grazie ad un trattamento innovativo. La sua è una lotta contro il tempo, perché deve raccogliere la cifra di 75.000 euro entro novembre, tempo limite oltre il quale l’operazione non avrà alcuna efficacia.

Dona ora un bacino per Ahmed!

Per questo motivo ha dato vita alla campagna di raccolta fondi #UnBacinoPerAhmed, diventando protagonista di una pratica di micro-finanziamento dal basso che vogliamo approfondire insieme l racconto della sua storia. E’ una campagna a cui i Ninja tengono moltissimo: nelle prossime settimane organizzeremo una serie di appuntamenti digital imperdibili per chiunque sia Ninja nel cuore e voglia stare vicino ad un amico.

Ciao Ahmed. Quando hai sentito parlare per la prima volta di crowdfunding? Quali sono state le tue impressioni in merito?

Nel 2012 avevo saputo da un amico, mentre facevamo radio in un sottoscala romano, di una nuova forma di raccolta fondi per le idee da realizzare. Una sorta di legame basato sulla fiducia delle persone verso il prodotto che tu presentavi ed avresti voluto realizzare. L’idea era interessante, poi in quel periodo era stata lanciata un’idea di Docking Station per iPhone, quindi ho partecipato a finanziare quell’idea; quello era il periodo storico in cui per la prima volta le persone micro-finanziavano idee straordinarie che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di realizzarsi.

Dal finanziare un prototipo tech al gettarsi un secchio d’acqua gelato in testa: cosa spinge le persone a donare?

Penso che alla base di tutto ci siano le emozioni. I sentimenti. Il coinvolgimento dell’utente in una campagna di crowdfunding è la chiave per il successo. Attraverso l’analisi del prodotto e del target group possiamo iniziare a creare dei veri e propri percorsi che accompagnano i nostri “micro-finanziatori” nella realizzazione di un sogno comune; anche se non è sempre così facile come la Potato Salad in cui c’è stata una pazzia di gruppo.

Inoltre ci sono campagne come quella dell’ice challenge bucket per l’ALS che non tutti hanno compreso, infatti Sir Patrick Hawes Stewart (Professor Xavier) è stato uno dei pochi che lo ha interpretato bene non gettandosi il ghiaccio addosso in quanto ha mantenuto la promessa della donazione. Ovviamente gettarsi un secchio di acqua ghiacciata sulla testa ha permesso a tantissime persone di farsi rivedere, seppur costando una piccola donazione verso una causa che non avrebbero mai conosciuto altrimenti.

Posso dire che le persone possono essere coinvolte attraverso la gola, attraverso il cuore oppure attraverso i ricordi (vedi il crowdfunding per il motorino da applicare agli aeroplani di carta).

Crowdfunding: la lotta di Ahmed Barkhia [INTERVISTA]

Hai anticipato la prossima domanda, ma te la pongo lo stesso: hai mai donato ad una campagna di crowdfunding?

Si, la prima volta per una Docking Station nel 2012. Ho sempre donato a tutte quelle campagne in cui credevo, l’importanza stava nel dare credito a proposte innovative che avessero come obiettivo l’evoluzione della Società (questo è un obiettivo che mi sono sempre posto).

Come fai a sensibilizzare sulla tua campagna? Hai notato un riscontro particolare da qualche canale, reale o virtuale che sia?

Purtroppo la mia campagna è partita nel periodo sbagliato dell’anno: il momento delle vacanze. Questo purtroppo ha rallentato moltissimo la possibilità di poter ricevere donazioni che permettessero di raggiungere in tempo l’obiettivo, quindi mi chiedevo se ci fosse la possibilità di renderlo viral per il rientro dalle ferie perciò è nato il video #UNBACINOPERAHMED in cui le persone che donavano facevano un video di sensibilizzazione della campagna (claim: anche io dono un bacino ad Ahmed, fallo anche tu! Ma fallo ora [lancio del bacino]).

Piano piano iniziarono a farlo in molti fino ad arrivare alle persone dello spettacolo come Pupi Avati, gli speaker di RDS, Il Muro del Canto, alcuni attori del mondo a luci rosse ed infine anche il mitico Chef Rubio! Questo è successo dopo la mia presenza “offline” durante la manifestazione Steamfest Roma in cui ho conosciuto tantissime persone ed ho anche avuto la possibilità di poter parlare a 5000 dal palco centrale.

Quindi il virtuale più il reale sono il giusto connubio per una campagna di crowdfunding come questa, in quanto le persone hanno l’opportunità di poter conoscere me e nello stesso momento mantenere un contatto via social network o website.

Crowdfunding: la lotta di Ahmed Barkhia [INTERVISTA]

Che differenze riscontri nel crowdfunding italiano rispetto al panorama internazionale?

La differenza che spicca è la quantità di “baker”, in america sembra una cosa molto normale e tutti danno un proprio contributo. In Italia, purtroppo, anche in questo campo vige la regola “Se non è un mio problema, non mi interessa. Quindi non leggo!” oppure se trovano interessante l’iniziativa non lo rendono noto, cioè non si condivide o non si mette “mi piace” spiegando le motivazioni perciò questo atteggiamento sta portando alla rovina la nostra società.

Insomma in Italia ci sono moltissimi “lurker” ma piano piano stanno cambiando. Personalmente ho dovuto iniziare comunicare fuori dai social networks per poter rendere virale questa campagna, e lentamente sto avendo un riscontro positivo. In Italia ancora non sono convinti, in quanto hanno paura di essere “fregati”. Spero che gli sforzi di tutti coloro che invece sono coinvolti, come fundraisers o bakers, faccia capire al resto del nostro Bel Paese che stiamo cambiando le carte in tavola; e questo lo possiamo fare soltanto uniti tutti insieme.

Henry Rosso sosteneva che il fundraising è l’arte di insegnare alle persone la gioia di donare. Ti sembra che alla base di una donazione ci sia più l’ispirazione del momento o un’empatia di lungo termine?

Dipende dall’educazione che ha la persona nel momento in cui effettua quella donazione. Mi spiego meglio, qualcuno può sentire più naturalezza nel donare delle risorse (soldi, servizi, materie prime) per un bene comune mentre qualcun altro ha bisogno di scardinare alcuni ostacoli sociali che sono stati imposti nella sua mente, ma una volta raggiunta la comprensione sono pronti a darti il loro supporto per sempre.

Insomma, l’ispirazione del momento è un fattore da prendere in considerazione durante una campagna di fund raising ma il target primario rimane sempre quell’utente già sensibilizzato; alla fine non possiamo mai essere certi in quanto le persone sono in continuo divenire.

Crowdfunding: la lotta di Ahmed Barkhia [INTERVISTA]

Vuoi donare anche tu #UnBacinoPerAhmed? Ecco cosa puoi fare:

 1) Dona entro novembre un bacino sul sito di Ahmed

2) Compra una t-shirt o una felpa della campagna e spargi la voce ai tuoi amici.

Il tuo aiuto non solo andrà molto lontano, ma potrà farlo con le sue gambe! 🙂