Il potere dell'hashtag

Un'infografica ci spiega, una volta per tutte, a cosa serve realmente un hashtag!

Parliamo di #hashtag. Ancora? Sì, ancora!

Ma come, direte voi, Twitter ha introdotto da poco nuove funzionalità – come il tasto “Compra Ora” – e organizza dei webinar gratuiti per imparare a utilizzare Twitter Ads self service, e voi ci parlate ancora di hashtag? Ancora sì!

Se fermate 10 persone per strada e chiedete loro a cosa serve un cancelletto su Twitter, in quante sapranno spiegarvelo con precisione? Se è vero, poi, che alzando l’età degli intervistati il numero diminuisce ancora di più, è altresì vero che anche tra i giovani regna la confusione.

Analizziamo dunque a cosa serve un hashtag, quale potere ha e come può servirvi per raggiungere i vostri obiettivi, proponendo un’infografica semplice e chiara trovata sull’edizione d’oltre manica del Huffington Post e ripresa da Red Website Design Blog.

Il potere

Quello che spesso non viene capito dagli utenti alle prime armi è che il cancelletto non è un’etichetta alla moda da mettere prima delle parole, a secondo di quello che la fantasia ci suggerisce in quel preciso momento.

Usare un hashtag è come avere un biglietto speciale per un meeting in cui sappiamo che incontreremo persone con la nostra stessa passione, la stessa attenzione a quel particolare tema, argomento, soggetto.

Usando l’hashtag giusto saremmo immersi istantaneamente in un flusso di discussione creato da centinaia, migliaia di persone che stanno o hanno utilizzato quella parola precisa parola preceduta dal #.

Spesso ci sfugge come Twitter possa essere un ottimo strumento di ricerca: se stiamo cercando informazioni su un film, per farcene un’idea, ci basterà scrivere cancelletto-titolo del film per vedere che vita ha avuto su questo social network e nel web.

Le basi

In precedenza abbiamo già affrontato la questione del come si debba utilizzare, e non utilizzare, il cancelletto.

Un ripasso non fa mai male, perciò:

  • mettiamo l’hashtag prima della parola più importante del nostro tweet (o del concetto che ci preme diffondere);
  • l’hashtag può essere utilizzato, indifferentemente, all’inizio, a metà e alla fine del tweet;
  • se il vostro profilo Twitter è protetto o privato, il vostro cancelletto non comparirà nelle ricerche.

Consigli utili

Ed ecco qui un po’ di buone pratiche di utilizzo di Twitter:

  • come nelle mail, come in Facebook, come ovunque nella rete (e anche nella vita reale), non spammate! Il mantra è sempre lo stesso: meno è meglio (anche per i cancelletti);
  • se utilizzate Twitter per promuovere un’attività o un prodotto, scegliete accuratamente un solo hashtag e portate avanti solo quello. Dovete essere facilmente riconoscibili e altrettanto facilmente ricordati;
  • poco utilizzate, ma molto utili, sono le Twitter Chats: sessioni di Q&A (domande e risposte) che possono essere organizzate intorno a un hashtag e a cui parteciperanno tutti coloro che avranno interesse a saperne di più di uno specifico argomento;
  • il cancelletto è uno strumento web, ma può essere utilizzato anche nel mondo offline. Se organizzate una manifestazione di piazza e volete raggiungere in un solo istante centinaia di potenziali follower, disegnate, stampate, create con l’argilla un bell’hashtag e poi tirate su la rete e vedete quanti nuovi iscritti avrete catturato;

Infine, quella che forse è la più ovvia delle raccomandazioni, ma che ci sentiamo di aggiungere in calce a questa infografica: non abbiate paura di twittare e di ritwittare!

Spessissimo sentiamo di persone che hanno aperto un profilo e poi l’hanno lasciato morire perché “non sapevano mai cosa scrivere”.

Non crediamo a questa giustificazione – le stesse persone tengono a farci sapere ogni giorno su Facebook le disavventure alle poste, di quanti centimetri cresce il piccolo di famiglia e quali sono i 10 libri/film/serie Tv/album di musica della loro vita – e pensiamo che sia solo una questione di impegno e di poca conoscenza delle specificità di questo social.

Le vostre passioni sono condivise da migliaia di persone in tutto il mondo: trovatele, seguitele, leggete quel che scrivono, riproponete i loro tweet, metteteli tra i preferiti, oppure rispondete loro dicendo la vostra, iniziando così una discussione, come fareste al bar.

Se vincerete la timidezza e arginerete la grafomania, Twitter vi darà grandi soddisfazioni!

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