Stampa, Harley Davidson e Smart: i migliori annunci stampa della settimana

Ben lieti di presentarvi come ogni lunedì i più creativi annunci stampa dalla migliori agenzie del mondo! Check it out!

WAN IFRA: Free the press

WAN IFRA: Free the press

WAN IFRA: Free the press

WAN IFRA: Free the press

WAN IFRA: Free the press

Il messaggio dell’associazione di editori e giornalisti WAN IFRA è chiaro e per rappresentare la necessità di una stampa libera dalle pressioni politiche l’agenzia LOWE sceglie un visual d’impatto: fotoreporter in gabbia mentre un politico sta tenendo un discorso. Potevano essere più chiari di così?

Advertising Agency: Publicidad Comercial LOWE, El Salvador
Creative Directors: Orlando Alvarez
Art Directors: Roberto Irula, Don Fidel
Copywriter: Herbert Alvarado
Illustrator: Hugo Orellana

Century 21: Love/Divorce/Family

Century 21: Love/Divorce/Family

Century 21: Love/Divorce/Family

Century 21: Love/Divorce/Family

Century 21 è una agenzia immobiliare che trova la giusta sistemazione a chi cerca una nuova casa.
Che tu stia divorziando o mettendo su famiglia Centery 21 aiuta a trovare la casa giusta per te.

Dal punto di vista creativo i mobili le porte e i muri portanti della piantina della casa disegnano i personaggi che l’andranno ad abitare.

Advertising Agency: Publicis, Brussels, Belgium
Executive Creative Director: Erik Vervroegen
Creative Directors: Tom Berth, Geert De Rocker
Copywriter: Philippe Dorval
Art Director: Laurence Van De Putte

TEDx Buenos Aires: Stephen Hawking/Ken Robinson/Hillary Clinton

TEDx Buenos Aires: Stephen Hawking/Ken Robinson/Hillary Clinton

TEDx Buenos Aires: Stephen Hawking/Ken Robinson/Hillary Clinton

TEDx Buenos Aires: Stephen Hawking/Ken Robinson/Hillary Clinton

Tedx Conference ci ricorda come in passato le idee rivoluzionarie venissero negate e perseguite e ci invita a vedere con positività i tempi odierni: “Questo è un buon periodo per le idee.”

Avete mai visto una conferenza Ted? Centinaia di persone in adorazione pendono dalla labbra dell’oratore, qui, in grande contrasto, centinaia di persone non vedono l’ora di eliminare il geniaccio di turno!

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Argentina
Creative Directors: Patricio Elfi, Juan Pablo Carrizo
Art Director: Tomas Megna
Copywriter: Francisco Bledel
Illustrator: Nestor Taylor

Smart fortwo: Kids

Smart fortwo: Kids

L’automobile Smart è per due. Solo per due. Nessuno spazio per strilli e  capricci dei bambini sul retro.
Un gran vantaggio!

Advertising Agency: RMG Connect, Madrid, Spain
Creative Directors: Nacho Rojo, Nacho Herranz
Art Director: Nacho Rojo
Copywriter: Nacho Herranz
Photographer: Ángel Álvarez

Harley-Davidson: Books

Harley-Davidson: Books

Harley-Davidson: Books

Una campagna anti-intellettuale: smetti di leggere, inizia a vivere. Harley-Davidson firma insieme a Young & Rubicam questi annunci stampa che esprimono benissimo i valori del brand motociclistico. Living on the road.

Le copertine dei finti libri a trama erotica, fanno riferimento ad un canone stilistico fine anni ’60, periodo storico favorevole al marchio di Milwaukee,

Advertising Agency: Y&R, Prague, Czech Republic
Chief Creative Officer: Jaime Mandelbaum
Creative Directors: Jaime Mandelbaum, Pavel Fuksa, Eugen Suman
Art Director / Illustrator: Pavel Fuksa
Copywriters: Eugen Suman, Karolina Galacz

I Ninja sbarcano a Roma: aperte le iscrizioni al Corso in Social Media Marketing!

Social Media Marketing Roma

Dalla sinergia tra Ninja Academy e Working Capital Accelerator, l’Acceleratore di Telecom Italia, nasce il Corso Intensivo in “SOCIAL MEDIA MARKETING“. Il 27 e 28 Giugno, infatti, presso il Working Capital Accelerator @ Roma, Lorenzo Viscanti [Founder @ Mapendo] e Laura Saldamarco [Social Media e Digital Specialist @ Finelco] vi aspettano per una due giorni di full immersion di alta formazione professionale.

Social Media Marketing, Social Media Analytics, Social Media Strategy, Community Management, Crisis Management, Lead Generation, Social Media ROI sono solo alcuni degli argomenti che saranno approfonditi e analizzati all’interno del corso.

Corso intensivo in Social Media Marketing

QUANDO: 27 e 28 giugno 2014 – Dalle ore 9.30 alle ore 18.30
DOVE: Working Capital Accelerator @Roma – Via Santa Maria in Via, 6
PROGRAMMA:
• Scenario 2014: Social Media Marketing Reloaded
• Social Content Plan: Format e palinsesti sociali
• Community Management: moderare le risposte degli utenti coinvolgendoli
• Social Storm: affrontare le crisi in real-time
• Digital PR: come intercettare e coinvolgere Blogger e social Influencer
• Facebook: creare contenuti, lanciare eventi e iniziative, progettare contest efficaci
• Twitter: intercettare gli influencer, gestire relazioni, e sviluppare un social customer care
• Google World: come e perchè creare contenuti su Youtube e Google+
• Linkedin: gestire un profilo e ottimizzare una campagna promozione
• Instagram & Pinterest: la forza social delle immagini
• Social Media Analytics: misurare le metriche per interpretare azioni e risultati
• Social Media Advertising: progettare, lanciare e gestire campagne di promozione
• Social Media ROI: gestire e sviluppare business attraverso le reti sociali

Ninja Master | Lorenzo Viscanti


Lorenzo Viscanti
Social Media Strategist & Founder @ Mapendo

Laureato in Ingegneria e grande appassionato di comunicazione, assieme a Facebook progetta lo sbarco ufficiale della piattaforma di marketing in Italia, è fondatore di Mapendo, una realtà che si occupa di marketing mobile e content marketing, sostenendo le vendite con strategie di contenuto per aziende che operano online.

 

Ninja Master | Laura Saldamarco


Laura Saldamarco
Social Media e Digital Specialist @ Gruppo Finelco 

Laureata in Pubblicità e Design Strategico, ha seguito il lancio di IKEA sui canali social e la crescita dei relativi profili per oltre due anni. Dopo IKEA, approda in Finelco, gruppo radiofonico italiano, per gestire e coordinare la comunicazione social delle 3 radio proprietarie: Radio 105, Virgin Radio Italy, Radio Monte Carlo.

Vantaggi del Corso in Aula

✔ Didattica Full Immersive: un modello di apprendimento altamente intensivo
✔ Massima Interattività: confronto costante, brainstorming con i docenti e feedback diretti in aula
✔ Live Networking: sviluppo mirato della tua rete professionale, sia con i docenti Ninja che con altri professionisti e appassionati di marketing e comunicazione digitale
✔ Learning by Doing: casi pratici e workshop
✔ Lavoro in team: svolto con gli altri partecipanti in tempo reale
✔ Attestato di partecipazione: rilasciato direttamente dai responsabili Ninja Academy

Prezzo, early booking e sconti speciali

In esclusiva per questo Corso, grazie alla partnership con Working Capital Accelerator @Roma, Ninja Academy offre ai proprio corsisti dei prezzi unici.

Early Booking fino al 12 giugno 2014
1 Giornata: (379 euro) 279 euro in early booking
Intero Corso: (599 euro) 449 euro in early booking

Hai meno di 28 anni? Per te uno SCONTO di 50 euro a giornata. Contattaci!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA! 😉

Email Marketing: Ninja Marketing sceglie MailUp

mailup

Scegliere la giusta piattaforma per gestire le proprie campagne di email marketing non è semplice. Ci sono molti fattori da considerare, ma Ninja Marketing è felice di annunciare che ha trovato il partner giusto per promuovere le sue iniziative: MailUp.

Come i lettori già sapranno, obiettivo di Ninja Marketing è quello di offrire una panoramica sui nuovi stili e tendenze del marketing digitale e non convenzionale, con breaking news sempre aggiornate, interviste ai guru del marketing internazionale, e corsi di alta formazione attraverso il format di Ninja Academy.

logo Ninja Marketing

Il pubblico di Ninja Marketing è diventato una vera e propria comunità di utenti che condivide la passione per il marketing e la comunicazione, con un approccio innovativo, friendly e non convenzionale. Per questo MailUp è risultato il partner ideale per soddisfare le ninja-aspettative, dal momento che la sua piattaforma propone sempre soluzioni rivoluzionarie, anticipando le esigenze degli utenti e concedendo grande attenzione alle campagne di email marketing costruite su misura per il destinatario.

mirko pallera e marco massara

Mirko Pallera, CEO Ninja Marketing, commenta:

“Abbiamo scelto MailUp come partner per diverse ragioni. Per la solidità e flessibilità della componente tecnologica della loro piattaforma, ma soprattutto per l’approccio divulgativo e consulenziale che l’azienda ha rispetto al tema dell’email marketing in generale. Questo accordo – che porta tutta la comunicazione del gruppo Ninja Marketing alla sua community di professionisti su MailUp – ci rende più forti, competitivi e capaci di estendere la portata della nostra comunicazione e la qualità della profilazione. E poi sono sicuro che ci divertiremo insieme!”

La partnership con MailUp prevede anche la realizzazione di rubriche fisse a cadenza mensile e la presenza degli Email Marketing Guru in qualità di docenti anche in numerosi corsi della Ninja Academy.

Oculus Rift, Satbelt e artisti depressi: i migliori video della settimana

Rinfrescante come uno Spritz con Flavio Briatore, ecco a voi il post raccolta con i migliori video della settimana! Questa volta vi propongo un cocktail esclusivo fatto di Oculus Rift nella vita di tutti i giorni, un flash mob per la sicurezza stradale e un appello disperato degli artisti depressi.

Shakeriamo tutto, aggiungiamo del ghiaccio e serviamo in un bicchiere largo. È arrivato il momento di gustarci la raccolta con i video più interessanti della settimana!

Living with lag – an Oculus Rift experiment

Di Oculus Rift vi abbiamo già parlato in passato, e vi ho fatto anche vedere i video più interessanti della rete (nonnine in trip comprese). Fino all’acquisto di Facebook di questa tecnologia, purtroppo, non è mai stata presa in considerazione per campagne di marketing… fino ad ora!

Ume.net, provider di banda larga svedese, ha utilizzato il visore di realtà virtuale per mostrare gli effetti di una connessione lenta e dell’effetto lag tanto odiato da chi gioca online. Un gruppo di volontari ha indossato l’Oculus Rift collegato ad una webcam posta all’altezza dei loro occhi.
Per colpa della connessione lenta svolgere le normali azioni di tutti i giorni non sarà cosa facile… soprattutto rompere le uova!

The Seatbelt Crew

Vi lamentate del traffico caotico della vostra città? Molto probabilmente non avete mai guidato in India! Non c’è bisogno di una terza edizione di Pechino Express per sapere che il traffico indiano è uno tra i più caotici al mondo… a discapito della sicurezza stradale!

A sensibilizzare la popolazione alla sicurezza sulla strada ci pensa la Seatbelt Crew: gruppo composto da Hijra, transgender considerate sacre per la cultura indiana. Vestite con il tipico sari, le Hijira spiegano ai piloti indiamo alcune semplici e basilari regole per la sicurezza stradale utilizzando il linguaggio non verbale delle assistenti di volo.

Tra battute maliziose, movenze sincopate e quel tocco fashion che non guasta mai, le Hijira riescono ad attirare l’attenzione della popolazione strappando anche qualche sorriso. “Hai una cintura di sicurezza… Allora perché non la indossi tesoro?

Dona il tuo 5 x 1000 agli Artisti Depressi

Sono tanti, depressi e pronti ad esplodere. Sono gli artisti depressi, categoria che, purtroppo, sta crescendo in Italia. Chi penserà a loro? Chi si occuperà di Laura, ballerina de La Scala, che per sbarcare il lunario balla in uno squallido spot di una banca? CHI!?

Il geniale e italianissimo team di Kinedimorae trova una soluzione: doniamo il 5×1000 agli Artisti Depressi e salviamo l’arte italiana. In un divertente video parodia c’è dietro una forte realtà sulla situazione degli artisti italiani.

Il video diverte e fa sorridere promuovendo una campagna sociale che il gruppo Kinedimorae porta avanti con passione e dedizione precisando che nessun panda stato maltrattato durante la produzione di questo filmato.

Ricerca Censis: in Italia 10 dinastie come 500.000 famiglie operaie

L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, guardagna 435 volte un suo operaio.

Che il sistema in cui viviamo e lavoriamo non sia perfetto sembra chiaro a tutti, ma i dati che vengono fuori dai vari istituti di statistica ed indagine sociale ci suggeriscono che la diseguaglianza continua ad aumentare e che le politiche messe in campo sono insufficienti ad attenuare le distorsioni insite nel sistema stesso. “I soldi vanno dove stanno gli altri soldi” recita un detto, è vero, ma compito dei governi è quello di assicurare un reddito a tutti, in modo da prospettare ad ognuno una vita dignitosa e, stando ai nuovi indicatori economici, magari anche felice.

La Ricerca Censis sulle 10 dinastie italiane più ricche

L’ultima ricerca venuta fuori dal Centro Studi in Investimenti Sociali rivela che le dieci dinastie italiane più ricche, guadagnano come 500.000 famiglie operaie. Nello specifico possiedono una ricchezza di 169 miliardi di euro, senza contare il valore degli immobili.

Per fare qualche nome, i vari Benetton, Del Vecchio, Ferrero, Berlusconi, Prada, ovvero lo 0,003% della popolazione italiana, possiedono una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale. La forbice sociale continua ad allargarsi e “a una corsa verso il ceto medio tipica degli anni ottanta e novanta si è sostituita oggi una fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire.”

Valletta e i top manager

Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a cinque o sei volte quello di un operaio, solo tre volte venti anni fa. Se dai patrimoni passiamo ai redditi lo squilibrio è di molto più evidente. Marchionne oggi guadagna quattrocentotrentacinque volte un suo operaio. Vittorio Valletta, A.d. Fiat negli anni del boom, guadagnava appena venti volte un suo operaio.

È vero che le aziende di oggi sono multinazionali da miliardi di euro di fatturato, ma gli emolumenti dei top manager fanno davvero impallidire.

Politiche di welfare state carenti

Distorsioni e squilibri che dovrebbero essere in qualche modo calmierati con politiche mirate ad una maggiore equità sociale, volte a contenere il disagio sociale. È vero, siamo in un sistema basato sul capitale, chi lo possiede può moltiplicarlo. Ciò non vuol dire che nella patria del welfare state, L’Europa, non si possano re istituire sistemi di redistribuzione del reddito tanto care alle politiche sociali del secondo dopoguerra.

Si tassa il lavoro e non le macchine

La robotizzazione della produzione ha tolto valore al lavoro umano

Negli ultimi anni quello che è aumentato è il carico fiscale sul lavoro. Viene tassato il salario e non gli investimenti in macchine. Questo porta non solo a ridurre il reddito pro-capite dei lavoratori, ma porta gli imprenditori ad investire sulle macchine e non sul lavoro. Soprattutto in periodi di crisi, i lavoratori vengono sostituiti dalle macchine che come noto, non fanno scioperi, non vanno in malattia, non vogliono la tredicesima e sono instancabili. È la meccanizzazione, belli! Quindi le distanze tra manager e operai saranno, nel sistema attuale, sempre maggiori. Probabilmente gli stipendi in Italia si allineeranno più ai paesi di nuova entrata nella UE che verso la Germania o la Francia.

Europa ed equità sociale

Le macchine dovrebbero liberare l’uomo dal lavoro e non creare problemi di disoccupazione. Lavorare nelle fabbriche non è un dovere. All’uomo non serve il lavoro, ma il reddito che da esso deriva.
È ora che l’Europa cominci ad affrontare seriamente il problema della redistribuzione dei redditi e della meccanizzazione che continua a erodere inesorabilmente gli stipendi e che crea, ad ogni nuova crisi, nuove masse di disoccupati

Kopjra: una startup per monitorare la pirateria online

Kopjra

Dal 31 Marzo, con l’entrata in vigore del (controverso) nuovo regolamento sulla tutela dei diritti d’autore online stilato dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM), si sono accesi nuovamente i riflettori sul fenomeno della pirateria online.

In breve, con la delibera 680/13/CONS, il proprietario o autore di un’opera (musica, fotografie, film, videogiochi ecc.) potrà segnalare direttamente all’Agcom l’utilizzo illegale dei propri contenuti posizionati in un determinato sito web (dopo la segnalazione, Agcom potrà decidere se avviare o meno un procedimento sanzionatorio nei confronti del provider ospitante).

Da questo si capisce come il mondo della pirateria online si prepari ad un’altra fase della sua storia, all’interno di un mercato stimato (dal punto di vista dei mancati introiti per gli operatori del settore) circa 80 Miliardi di dollari!

piracy estimated damage by industry

Fonti: RIAA e IFPI per l'industria musicale, MPAA per l'industria cinematografica, BSA per il software, CNET per il gaming e Digital Book World per l'editoria

Ma cosa succederebbe se la pirateria, anziché essere vista solamente come un fenomeno illegale, venisse considerata anche un fenomeno sociale e culturale di massa, permettendo quindi ai detentori dei diritti d’autore di utilizzare strumenti per salvaguardare, in maniera efficace, i propri diritti economici? Ed anzi, in determinati casi, fornendo loro una leva di marketing per monetizzare la diffusione dei loro contenuti?

Partendo da questa ipotesi è stata creata Kopjra, startup veneto/emiliana che si ripropone, citando le parole del suo CEO Tommaso Grotto, di “monitorare la diffusione illegale delle opere digitali su internet, in particolare sulle reti peer to peer.

Kopjra mette a disposizione report real-time per il monitoraggio dei files e, successivamente, strumenti forensi per comprendere, quantificare e contrastare il fenomeno della pirateria: il tutto nell’ottica di diventare il punto di riferimento nel monitoraggio automatico della proprietà intellettuale.

Ma come funziona Kopjra? Noi di Ninjamarketing abbiamo avuto la possibilità di testare la versione beta in anteprima, e i risultati sono sorprendenti, sia in termini di semplicità e chiarezza che di efficacia.

Ricercare l’opera di proprio interesse diventa infatti esattamente come effettuare una ricerca su Google:

– Effettuata la ricerca desiderata, si possono analizzare in tempo reale i trend sui download non autorizzati, quantificando il tutto tramite semplici grafici (che risultano chiari a colpo d’occhio);

grafico download

– Si può inoltre accedere agli URL, ottenere i “whois” e visualizzare gli screenshot dei siti oggetto delle violazioni, per poi inviare una notifica di rimozione a chi ospita il materiale, sia esso un provider, un social network o un motore di ricerca.

La feature principale di Kopjra quindi, salvaguardando la privacy di coloro che “scaricano” illegalmente, è quella di fornire gli strumenti per individuare il materiale con precisione. Nelle sue versioni più complete inoltre, la piattaforma mette a disposizione strumenti per richiedere la rimozione del materiale e, successivamente, fornisce la possibilità di ricevere assistenza legale per mezzo di importanti e prestigiose collaborazioni nel mondo forense, che mirano ad allargarsi ulteriormente.

Oltre alle funzioni di monitoraggio e segnalazione, come ulteriore punto di forza Kopjra mette a disposizione degli utenti strumenti analitici di tipo geografico, economico, socioeconomico e metriche di mercato. Tutto questo per finalità di marketing: la pirateria infatti, in determinate situazioni, può diventare un’importante opportunità da studiare ed utilizzare a proprio vantaggio.

Qui sotto una tabella comparativa di Kopjra e dei suoi principali concorrenti:

principali concorrenti Kopjra

A Luglio, per i mondiali di calcio 2014 in Brasile, Kopjra realizzerà un sistema di monitoraggio ad hoc, dedicato all’evento ed ai suoi contenuti. Terminata la manifestazione, è previsto il lancio della beta pubblica e qualunque utente potrà iscriversi autonomamente, monitorando ogni opera digitale presente sul web.

L’argomento pirateria rimane insomma controverso, e la nuova delibera AGCOM aggiunge possibili problemi e contraddizioni, come le ultime news stanno riportando. Ma il mercato dei contenuti online sta reagendo ed è in continua evoluzione, proponendo un nuovo modo di pensare da parte dei fornitori di contenuti verso modelli premianti per il consumatore (Spotify, iTunes e Netflix, tanto per citarne alcuni, sono esempi evidenti di nuovi modelli economici di successo).

Per questo, l’utilità di Kopjra può risultare determinante per monitorare in maniera esatta e rapida l’utilizzo delle opere digitali, fornendo strumenti di vario tipo per un intervento efficace e sostanziale e provando talvolta a trasformare il tutto in un accordo vantaggioso con i distributori del materiale.

Voi che cosa ne pensate? Scrivetelo, come al solito, nei commenti! E se volete incontrare personalmente lo staff di Kopjra, non mancate all’appuntamento di sabato 10 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino!

Una Ninja al Marketing Forum: la mia esperienza con The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street

Qualcuno di voi ricorderà, verso febbraio su Ninja Marketing, l’articolo ‘The Wolf of Wall Street: 5 lezioni di marketing da Jordan Belfort‘. Il film era uscito da poco nelle sale italiane e, complici il protagonista affascinante e le GIF divertenti che corredavano il testo, l’articolo ha riscosso un successone.

Tra le persone che lo hanno letto c’era Marina Carnevale, Events Conference Director di Richmond Italia, la quale mi ha contattata su LinkedIn chiedendomi di declinarlo in un seminario da proporre al Marketing Forum, un appuntamento immancabile per chi si occupa di Marketing e Comunicazione.

Richmond Italia

Quando mi è arrivato il suo messaggio mi è quasi venuto un colpo. Significava trasformare un articolo veloce e visivo in uno speech destinato a Marketing Manager di enormi aziende nazionali ed internazionali. Non solo, ma anche continuare a tracciare quella linea che fa evolvere Jordan Belfort in un eroe positivo.

Ed eccomi in partenza da Napoli per Firenze Santa Maria Novella in direzione di Borgo Artimino, meglio conosciuto come il Paradiso.

Marketing Forum, 6-7 Maggio 2014

Tra le ridenti colline toscane, la meravigliosa Villa Medicea ha fatto da location all’evento.

Tra Aperitivi, Business Lunch e incontri vari ed eventuali, ad eventi come questo basta davvero poco fare networking. Ho conosciuto un salumiere matto amante di Dante, un docente di economica politica che afferma che il marketing è causa di infelicità, una business woman che ha un lavoro ancora più importante, quello di madre, e un ex mad man alla ricerca di cosa vuole fare ‘da grande’.

Professionisti del settore che non hanno mancato di fare complimenti e critiche costruttive alla ventiseienne che ha portato al Marketing Forum un seminario, diciamolo, per nulla convenzionale.

Vorrei potervi parlare di tutti i casi di successo di cui ci hanno parlato, ma non finiremmo mai. Alcuni di questi però compariranno sulle pagine di Ninja Marketing, quindi stay tuned!

Lezioni di Marketing al cinema: idee da The Wolf of Wall Street

Marketing Forum Richmond Italia

Il mio seminario. Anzi, i miei seminari, visto che ci sono stati così tanti iscritti che abbiamo dovuto proporlo due volte. Seriously?!

Abbiamo parlato delle tecniche di marketing utilizzate da Jordan Belfort a cavallo tra gli anni ’80 e degli anni ’90 e di come queste siano applicabili anche al contesto attuale, con i dovuti accorgimenti, naturalmente. Il caro Jordan non doveva mica avere a che fare con l’Edgerank di Facebook o con il SEO!

Se siete curiosi potete leggere il mio articolo o vedere le slide:

Cosa ho imparato

  • I manager milanesi scambierebbero volentieri la nebbia con il sole e il mare di Napoli.
  • 1/4 della forza lavoro americana è pagata per controllare qualcun altro. Dire che hanno trust issues non è abbastanza.
  • Esiste un libro che ti salva la vita.
  • La crisi può essere ‘scavalcata’.
  • I crostini con fegatini di pollo toscani dovrebbero far parte dell’aperitivo in tutta Italia.
  • Il banco di un mercato può diventare un salotto letterario.
  • I manager delle multinazionali possono essere molto più umili di alcuni startupper.
  • Va bene il dress code ‘formale business’, ma non bisogna rinunciare al proprio stile.
  • Gli uccellini toscani cominciano a cantare alle 4 di notte, altro che alba.
  • Che le cose belle accadono, se ci si impegna, se si lavora bene e, soprattutto, se sei un Ninja! 😀

Youth Guarantee, nuovi finanziamenti per l’imprenditoria giovanile

Il fenomeno delle startup sembra essere, sempre più, una risposta incoraggiante allo scenario incerto del mercato del lavoro in Italia. A confermarlo è anche un interessante ricerca di , che riporta dati piuttosto significativi: infatti la metà degli startupper romani è alla prima esperienza lavorativa, ha una età media di 32 anni e complessivamente l’80% di questi è laureato. Tuttavia dalla ricerca emerge anche il problema, per le nuove imprese, di accedere a finanziamenti (pubblici o privati) che consentano alla startup di crescere.

Ed è qui che interviene l’Europa. Dal 1 maggio è attivo il piano Youth Guarantee targato Unione Europea per far fronte al fenomeno della disoccupazione giovanile. I dati Istat ci confermano, infatti, che il tasso di disoccupazione nell’eurozona è pari al 24,3% dei giovani, concentrati soprattutto nei paesi che stanno risentendo di più della crisi economica fra i quali l’Italia. Dati allarmanti per l’Unione Europea che decide di promuove il piano stanziando 6 miliardi di euro, di cui 1,5 per l’Italia.

Quale offerta per quali nuove imprese

Il programma è destinato a tutti i giovani disoccupati di età compresa tra i 15 e i 29 anni e prevede la collaborazione di Stato, regioni, soggetti pubblici e privati nei confronti dei giovani al fine di dar loro un opportunità fra istruzione e formazione, autoimprenditorialità, lavoro e tirocinio o servizio civile.

Nel testo dedicato si legge: “Le nuove imprese, in particolare le PMI, rappresentano (secondo dati Eurostat) la fonte più importante di nuova occupazione, e per riportare l’Europa sui binari della crescita e dell’occupazione e renderla competitiva con gli stati stranieri c’è bisogno di un maggior numero di imprenditori e di startup”. Per questo motivo tra le aree di intervento del piano europeo Youth Guarantee, è previsto il sostegno all’imprenditoria giovanile. L’offerta è volta a fornire servizi di assistenza personalizzata, di orientamento, formazione, assistenza tecnica e mentoring per rispondere ai diversi bisogni dello startupper, fra i quali l’accesso agli strumenti di credito e microcredito e/o l’attivazione degli incentivi pubblici nazionali e regionali.

In virtù di ciò, punti di riferimento per i neo imprenditori saranno gli “Sportelli Territoriali per la Nuova Imprenditorialità localizzati sui Servizi Nuova Impresa delle Camere di commercio”, come si legge nel sito, e che fungeranno da volano per l’erogazione dei servizi all’utenza, in accordo con Camere di commercio, servizi competenti al lavoro, Regioni e Enti locali, SUAP (Sportelli Unici delle Attività Produttive) , Comuni e Associazioni di categoria, Università e organismi no-profit, differenziati in base alle specificità di ciascuno.

Per quanto concerne le leve finanziarie, oggi in Italia, per agevolare l’autoimprenditorialità si fa riferimento al il D.Lgs. n. 185/2000 che costituisce il principale strumento di sostegno alle nuove attività imprenditoriali per persone in cerca di occupazione. Ma, per esaurimento delle risorse finanziarie del D.lgs. 185/2000, al momento non è possibile presentare nuove domande di richiesta dei finanziamenti. Sarà, invece, possibile contare sulle risorse derivanti dal piano Youth Guarantee. Vediamo in che modo.

Come accedere ai finanziamenti

Per dar vita al sostegno e finanziamento della nuova imprenditorialità sarà necessario:

1. presentare la propria idea alla Camera di Commercio locale o alla struttura partner collegata;

2. la Camera di commercio (e/o altra struttura partner collegata) potrà bocciare l’idea; o reputarla idonea eppure suggerire al soggetto la partecipazione gratuita a un breve corso di formazione per acquisire skills ritenute carenti; oppure, infine, potrà giudicare molto valida l’idea e ben preparato il soggetto a cui proporrà l’assistenza per la realizzazione del piano di lavoro;

3. la Camera di commercio (e/o altra struttura partner collegata) fornirà, poi, assistenza per l’eventuale presentazione della domanda di agevolazione agli organismi nazionali/regionali; il piano d’impresa verrà, in seguito, trasmesso alla Banca o al Confidi;

4. l’istituto di credito svolge la propria istruttoria di merito creditizio e ne comunica l’esito alla CCIAA (e/o altra struttura partner collegata);

5. ottenuto il finanziamento scatta, obbligatoriamente, un’attività di tutoraggio e coaching decisa dalle Camere di Commercio (e/o altra struttura partner collegata) che accompagnerà il soggetto per 24 mesi, con 15 giornate di consulenza;

6. Infine, le singole Camere di commercio (e/o altra struttura partner collegata) metteranno a punto attività di monitoraggio.

Pensando che sia importante stimolare un incontro tra investitori e startupper, tra chi è in possesso di capitali e chi ha il know how, ci auguriamo che questo piano di finanziamento possa realmente sostenere il sogno di molti.

FaceDementia: un'app che simula gli effetti dell'Alzheimer, a sostegno della ricerca

facedementia alzheimer research app

E se i tuoi ricordi cominciassero a confondersi o scomparire? E se dimenticassi le cose che hai detto, i volti delle persone care?

Queste sono alcune delle situazioni che le persone affette da demenza affrontano ogni giorno. Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo delicato tema, l’organizzazione Alzheimer’s Research UK ha sviluppato FaceDementia, un’applicazione che simula gli effetti dell’Alzheimer utilizzando i dati estrapolati da Facebook.

La principale attrattiva di Facebook è che ti permette di rimanere in contatto con familiari e amici

  • Conservando le tue preziose memorie su uno spazio digitale (attraverso le foto di te con i tuoi contatti)
  • Tenendo una cronologia dei tuoi pensieri e riflessioni (per quelli che fanno largo uso degli aggiornamenti di status)
  • Creando un diario online della tua vita dal momento in cui ti sei iscritto a Facebook in poi

Volevamo utilizzare queste funzioni di Facebook per spiegare come questi ricordi e pensieri possano diventare confusi, o venire del tutto dimenticati, come è accaduto alle moltissime persone che convivono con l’Alzheimer.

Così un portavoce dell’organizzazione illustra l’idea che sta alla base dell’app FaceDementia, il cui nome è anche un gioco di parole che in parte riprende il nome del social network, ma può essere tradotto anche come “affronta la demenza”.

facedementia app

Grazie all’aiuto e ai consigli di molti volontari, tutti affetti da Alzheimer, si è arrivati alla versione dell’app che vediamo oggi. Basta effettuare il login con Facebook per generare un filmato di qualche minuto che ripercorre a ritroso la tua timeline, estraendo casualmente informazioni su di te e sui tuoi contatti.

Poi, poco a poco, gli elementi della tua vita online cominciano a scomparire. In qualsiasi momento è possibile mettere in pausa il filmato per ascoltare le testimonianze dirette delle persone che lottano contro la malattia, o hanno assistito un parente o una persona cara nella sua battaglia.

FaceDementia facebook status

FaceDementia vuole essere non solo un mezzo per far parlare di questo tema, per creare awareness e stimolare donazioni, ma anche uno strumento di informazione. Alzheimer’s Research UK spera che quest’app possa aiutare a sfatare molti pregiudizi sull’Alzheimer.

Questa patologia provoca non soltanto perdite di memoria e difficoltà nel compiere piccoli gesti quotidiani, ma una vera e propria trasformazione della persona. A cominciare dal carattere, a causa dei frequenti sbalzi di umore.

Vogliamo far riflettere la gente sull’impatto che la demenza sta avendo – spiega Rebecca Wood, amministratore delegato di Alzheimer’s Research UK – L’invecchiamento è uno dei principali fattori di rischio, ma non è l’unico. Si parte dal presupposto che questa non sia una malattia e che non c’è niente che si possa fare. E invece c’è, ma la ricerca ha bisogno di tempo.

L’organizzazione ha deciso di puntare sui social media nella speranza di raggiungere nuovi donatori. Attualmente, gran parte delle donazioni che ricevono proviene da over 65 oppure dalle famiglie di persone che sono affette dalla malattia. Ma, come ricordato da Wood, la ricerca sull’Alzheimer dovrebbe stare a cuore a tutti, non solo agli anziani.

Se l’iniziativa avrà successo, Alzheimer’s Research UK continuerà a investire in campagne digital sui social network. Sempre più organizzazioni benefiche e no profit stanno cominciando a capire l’importanza di questi canali, e noi ninja speriamo di vedere moltissimi casi di successo!

Per approfondire l’argomento, date un’occhiata ai consigli che abbiamo pubblicato qualche tempo fa su come gestire la presenza sui social delle organizzazioni no profit.

Slow food, fast business

 

 

Tutti hanno diritto al piacere.

Avete mai provato ad assaggiare una lattuga biologica appena raccolta da un orto? Non ha bisogno di condimenti, tale e tanto è il sapore. Costo d’acquisto limitato: non c’è bisogno di pagare trasporto e rivenditori vari. Ma per poterla assaporare potreste essere costretti a perdere molto di tempo. Ci siamo disabituati al vero sapore di molti cibi, soppiantati per comodità ed economicità allo scaffale, da alimenti prodotti con modalità industriali, belli da vedere ed insapori al palato, perché palati diseducati non possono che fidarsi dei propri occhi.
“Tutti hanno diritto al piacere, quindi bisogna difendere le culture, le tradizioni e i saperi che rendono possibile questo piacere, favorendone la fruizione collettiva attraverso appunto l’aggregazione in associazione e la realizzazione di eventi pubblici”.

È il motto di un movimento pronto a riportare il palato davanti agli occhi. E se il fine, eticamente e moralmente è sicuramente nobile, il motore è indubbiamente economico. Basti pensare che nel 2012, i marchi DOC ed IGP italiani hanno fatturato qualcosa come 12 miliardi di euro al consumo.

Slow Food&Co.

Stiamo parlando di Slow Food, o dello Slow Food. C’è un po’ di confusione sul tema. La prima è la celebre e fortunata associazione internazionale senza scopo di lucro nata nel 1986 a Bra, piccola località di provincia di Cuneo. La seconda è un po’ la filosofia, un imprint, quasi un neologismo che proprio l’associazione ha creato e che oggi viene utilizzata in generale per definire questo diverso modo di concepire, rispettare, interpretare il cibo e l’alimentazione.

Ma l’associazione Slow Food di oggi è anche diventata una formidabile macchina economica. Che solo in piccola parte cattura questo enorme interesse e valore economico che sempre più gente ripone nella ricerca dei sapori, di varietà tipiche, e della località e naturalità del cibo. E non c’è assolutamente nulla di male che sia così.

Soprattutto se si ha il merito di aver tirato fuori dal dimenticatoio centinaia di prodotti della tradizione destinati a sparire di fronte a modelli industriali di produzione e distribuzione dei cibi, e di aver fatto comprendere a tantissime persone, soprattutto nate e cresciute in città, che si sono abituati a mangiare cibi che dell’originale hanno solo il nome.

I numeri

I numeri parlano di 100.000 associati paganti nel mondo, volontari e sostenitori in 150 paesi, e 30 dipendenti a tempo indeterminato nella sola sede centrale di Bra tra cui il leader carismatico Carlo Petrini, inserito nel 2004 nell’elenco degli “eroi del nostro tempo” nientedimeno che dalla rivista Time. Il tutto senza vendere una sola forma di Maiorchino dei Nebrodi o violino di capra della Valchiavenna, certificare o controllare nulla.

Ma i prezzi dei prodotti che diventano “presidio” slow food schizzano talvolta anche del 100%, cambiando le sorti di agricoltori ed imprenditori agricoli, attirando sponsor e l’attenzione dei consumatori. Tra i numerosi progetti spiccano certamente l’Università della Gastronomia, costata quasi 20 milioni di euro pagati da oltre 300 sponsor e con un retta annuale di quasi 20 mila euro, ed il Salone del Gusto di Torino, che nel 2012 ha registrato un giro d’affari di circa 30 milioni di Euro, incluso ovviamente le ricadute sul settore alberghiero locale, e di cui 9 milioni spesi all’interno dei padiglioni per acquisti e ristorazione. Alla faccia della crisi!

Mangiando l’onda

Cosa può fermare slow food e la sua crescita ed affermazione, in apparenza inarrestabile? L’unica vera minaccia, a detta anche di molti associati e seguaci, è che alla fine la logica commerciale e di “mercato” prevalga ed avvilisca lo spirito originale. In questo senso rischia di dare una forte spallata l’abbraccio con Eataly di Oscar Farinetti, che dal giorno dell’apertura del primo punto vendita a Torino, annovera slow food come “consulente strategico” per lo sviluppo di Eataly, individuando fornitori, monitorando la qualità e sviluppando l’attività formativa .


La genialità di Eataly è di aver portato proprio il tassello mancante che slow food, per statuto e concezione non poteva dare: una logica di mercato ed un’impostazione da grande distribuzione organizzata applicata ai prodotti locali e presidiati da slow food, passati in un battibaleno dal chilometro zero alla distribuzione internazionale con punti vendita da Dubai a Los Angeles. Tanto di guadagnato per piccoli imprenditori che altrimenti non sarebbero mai arrivati a questi mercati. Lato consumatori, i bisogni soddisfatti ed il target di consumatori sono assolutamente coincidenti.

Corre rapida Eataly, con altri 15 punti vendita in apertura ed un fatturato 2014 che dovrebbe attestarsi sui 400 milioni di Euro. A seguito di recenti investimenti da parte di fondi di investimento, la società è valutata circa 600 milioni di equity, e prepara lo sbarco in borsa entro 2-3 anni. L’abbraccio a slow food resterà tale o diventerà mortale?

Il cibo è slow, ma il business è certamente fast.