SelfieCity, quando gli autoritratti su Instagram rivelano il vero volto di una città

selfie

Credits: Garry Knight

Cos’è un selfie? Cosa significa? Ma soprattutto, come è fatto? Selfiecity è un progetto che si propone di rispondere a queste domande, studiando il fenomeno da diversi punti di vista.

Il team di SelfieCity ha analizzato 656.000 foto prese a caso da Instagram, provenienti da 5 città: New York, Bangkok, Mosca, San Paolo e Berlino. Attraverso l’utilizzo di un software, ha quindi isolato le foto selfie dal resto. Tra queste sono state selezionate 1.000 foto per ogni città, che secondo il parere di almeno 2 persone erano inequivocabilmente selfie. Alle stesse persone, poi, è stato chiesto di stabilire età e sesso dei soggetti.

selfie gallery

Per completare il processo di catalogazione, le immagini sono state analizzate da un software di face recognition che ha rilevato l’angolazione del viso, la posizione della bocca, il tipo di espressione, eccetera. Infine, uno o due ricercatori hanno verificato questi dati manualmente e ridotto il campione a 3.200 foto, 640 per ciascuna città.

Grazie a queste 640 selfie, i ricercatori sono stati in grado di individuare quello che hanno definito “il volto collettivo di una città”. Una specie di super-selfie, in pratica. E comparando questa enorme quantità di immagini e dati hanno scoperto una serie di cose curiose.

Le persone si fanno meno selfie di quel che pensiamo

numero di selfie

Soltanto il 3-5% delle foto analizzate, a seconda della città, erano selfie.

Le donne scattano più selfie degli uomini

selfie donne vs uomini

In tutte e cinque le città sono le donne a scattare il maggior numero di selfie… soprattutto a Mosca, dove il numero dei selfie femminili è ben 4.6 volte superiore a quello dei selfie maschili!

A scattare selfie sono soprattutto i giovani

età selfie

Gran parte dei soggetti di queste foto è decisamente giovane; l’età media è di 23,7 anni.

Le donne si cimentano in pose più estreme (soprattutto a San Paolo)

posizione selfie

L’inclinazione della testa, tra le donne, è più alta del 150% rispetto a quella degli uomini. Questo significa che la maggior parte delle donne si scatta selfie tenendo il telefono in alto sopra la testa e le ragazze di San Paolo più di tutte; praticamente si fotografano dall’alto! Forse per mostrare la scollatura, suggeriscono i maliziosi 😉

La gente a Bangkok e San Paolo è molto più sorridente che nelle altre città

espressioni nei selfie

Mosca, invece, conta il maggior numero di musi lunghi. Sembra che ai russi non piaccia molto sorridere nelle foto.

Sul sito di SelfieCity c’è persino una mappa interattiva, chiamata Selfiexploratory, che permette di navigare agevolmente tra le migliaia di selfie e di filtrarle in base ai dati raccolti.

Ma in sostanza, cosa ci rivela questa ricerca? Molto, o forse niente. Conferma alcuni stereotipi – come il fatto che le donne sono più vanitose degli uomini e che i brasiliani sono più allegri dei russi – ma ne smentisce altri: per esempio i Millennial non sono poi così narcisisti come si pensa, visto che i selfie occupano solo una piccolissima parte dei loro profili Instagram.

La cosa che ha colpito di più i ricercatori, però, è stata la spontaneità dei selfie. Le foto selfie, in generale, sono molto più complesse e autentiche rispetto alle immagini piene di cliché che vengono fuori nei risultati di Google. Forse è ora di rivalutare questo fenomeno e liberarci da certi pregiudizi.

Wearable book: se mi indossi, ti emozioni

Wearable book: se mi indossi, ti emozioni

Wearable book: se mi indossi, ti emozioni
“Lo smartphone è un’estensione del tuo corpo”. Questa è una frase ricorrente che spesso viene usata come monito e critica, ma nel 2014 diventerà sempre più una constatazione oggettiva alla luce del nuovo trend: la tecnologia indossabile.

E questo succederà perché la tecnologia non sarà più staccata dal nostro corpo, ma la metteremo addosso, la indosseremo esattamente come si inforcano gli occhiali e come ci si allaccia l’orologio al polso. Dai Google Glass alle fasce che controllano le onde cerebrali, la tecnologia indossabile nasce dall’esigenza di amplificare le nostre percezioni, le nostre capacità cerebrali e la nostra reattività.

La wearable technology estende quindi le nostre capacità sensoriali. E se si potessero estendere anche le capacità emozionali?
E’ la sfida lanciata dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology che hanno realizzato Sensory Fiction, ovvero un wearable book che trasmette al lettore le emozioni dei personaggi e le suggestioni sensoriali del libro che sta leggendo.

Le caratteristiche tecniche del wearable book

I componenti tecnologici del libro sono la copertina e da una sorta di giubbotto da indossare. Ecco la dotazione dei due componenti.

Copertina
•    150 led che creano effetti di luce.

Giubbotto
•    Central Unit Control che coordina tutti i dispositivi
•    Sensori che riscaldano la pelle
•    Simulatori di brividi
•    Dispositivi vibranti che aumentano la frequenza cardiaca
•    Sistema di compressione che stringe e allenta  il busto del lettore in base a quello che sta succedendo nella storia

Wearable book: se mi indossi, ti emozioni

Il libro

Il team del MIT ha realizzato un libro intitolato “The Girl Who Was Plugged In“, scritto da James Tiptree Jr. in cui il personaggio principale attraversa una serie di emozioni come l’amore e la disperazione, così come sensazioni fisiche come la freddezza e calore.
I led creano diversi effetti di luce per far immergere il lettore nelle atmosfere raccontate. Le sensazioni fisiche di freddo e caldo sono indotte dalle cinghie che scaldano e raffreddano la pelle del lettore. Inoltre dei piccoli dispositivi riscaldano la pelle e vibrano per aumentare la frequenza cardiaca. Le emozioni sono enfatizzate dalla compressione e distensione della cinghia.

Ogni volta che il lettore sfoglia una pagina vengono attivati led e dispositivi per ricreare l’atmosfera e le sensazioni raccontate.

Lo Storytelling del futuro?

Sensory Fiction è solo un prototipo, ed è ancora presto per stabilire se i ricercatori del MIT hanno raggiunto il loro obiettivo, ma sicuramente hanno portato alla luce l’esigenza di una modalità di narrazione e lettura molto più coinvolgente ed immersiva.

Youtube: come creare video potenzialmente virali

Non prendete impegni per aprile, perché inizierà il Master Online in Social Media Marketing & Community Management della Ninja Academy, il primo master di specializzazione focalizzato interamente sulle singole piattaforme sociali, con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale. Il master è composto da 8 unità  e ha come obiettivo la formazione di specialisti con conoscenze aggiornate e approfondite.

Nelle ultime settimane, sto intervistando i docenti del Master per voi. Nel dettaglio:

Oggi, invece, vi propongo un articolo dedicato ad Andrea Febbraio, docente di Youtube.  Nel corso del suo modulo verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Creare contenuti video-oriented
  • Come ottimizzare un video
  • Ideare un Youtube Channel efficace
  • Come progettare video potenzialmente virali
  • Youtube Advertising: modelli promozionali & best case
  • Diventare partner di Youtube

Riguardo l’intervista, invece, ecco cosa mi ha raccontato…

Prima di leggere la sua intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è stato prolungato fino al 1 aprile (oltre agli ulteriori sconti e bonus se avete già frequentato uno o più corsi Ninja Academy).

Ciao Andrea. Ti occupi da anni di video advertising online. Potresti dirci qual è la potenzialità di un video sui social?

Un video condiviso sui Social Media può essere visto da milioni di persone, generando così un passaparola online con potenzialità virali.

L’effetto virale permette di ottenere  dei sensibili risparmi quando si pianifica una campagna online. Infatti c’è un rapporto tra le views generate grazie ad una distribuzione “paid” e quelle maggiori generate grazie al passaparola tramite share nei principali social network.

Quest’ultime rappresentato “free media” o altrimenti “earn media“, quindi totalmente gratuite per chi ha realizzato il video.

Ci sono delle regole per creare uno Youtube Channel efficace?

Esistono 10 comandamenti fondamentali per creare uno Youtube Channel efficace, ma verranno svelati nel corso del Master.

Posso, però, dirvi quali sono le 3 linee guida di base. La prima è sicuramente: Content is King, Distribution is Queen. Uno Youtube Channel ricco di buoni contenuti e con un’ottima distribuzione degli stessi, sicuramente sarà un canale efficace.

La seconda linea guida è la creatività: gli utenti in media guardano un video per 5 secondi prima di chiuderlo, quindi è importante creare dei video che siano creativi in questi 5 preziosi secondi. Si raggiunge, così, lo scopo di tenere l’utente incollato allo schermo fino alla fine del video e, quindi, si guadagnano visualizzazioni.

La terza e ultima riguarda le emozioni, o meglio, le montagne russe emozionali. Bisogna suscitare nell’utente una “scossa emotiva“.

Bisogna poi distinguere tra lo sviluppo di un “Branded Content”, cioè un singolo video che ha l’obiettivo di generare storytelling attorno ad un brand, ed il piano editoriale di un Canale Youtube. In quest’ultimo caso, la scelta del focus sul canale è fondamentale per garantire visibilità.

Possiamo dire che, in generale, i contenuti cosìddetti “ever green“, cioè quelli che non passano mai di moda quali ad esempio gli How-To (Come truccarsi, come aggiustare un’auto, ecc…), hanno maggiori potenzialità di visualizzazione protratta nel tempo ed engagement al canale stesso.

Un buon canale, in definitiva, deve: valutare l’expertise, analizzare i presunti canali già esistenti con gli stessi contenuti e avere contenuti ever green all’interno dei video. Inoltre: focus, focus, focus!

Cosa c’è alla base di un video potenzialmente virale?

Alla base di un video potenzialmente virale c’è un ottimo mix dei 10 comandamenti che, come detto prima, vi svelerò nel corso delle lezioni per lo sviluppo di un contenuto a potenzialità virale.

Ma come dicevamo “Content is King, Distribution is Queen”, quindi anche il contenuto più accattivante, senza un’adeguata distribuzione, non andrà molto lontano su Youtube.

Il segreto è una sapiente distribuzione degli ingredienti, così come per un buon Mojito. La ricetta perfetta si compone di 6 ingredienti che, strategicamente mixati tra loro, creano un video virale. Nello specifico, gli ingredienti sono i canali precisi dove condividere il video. Alcuni di questi sono: blog, app e giochi su Facebook, mobile, ecc…

Le domande di base che bisogna porsi, invece, sono: Quanto mettere di ciascun ingrediente? In che tempistiche attivare i canali?

Perché le aziende dovrebbero diventare partner di Youtube?

Le aziende hanno due modalità per condividere i propri video: o li pubblicano sul proprio sito per creare traffico verso di esso, oppure lo inseriscono sulla piattaforma video più conosciuta al mondo, ossia Youtube, avendo accesso ad una incredibile audience e ad interessanti opportunità di monetizzazione.

E’ come per un negoziante scegliere se aprire un negozio alla periferia della città e doverci, così, portare i clienti; oppure aprire il negozio in centro, dove le persone già passano e si trovano lì.

Inoltre, Youtube è un meccanismo che si autosviluppa: più visualizzazioni portano più traffico, e più traffico porta visualizzazioni gratuite omaggio. Si entra, così, in un circolo virtuoso.

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Sconto prolungato fino al 1 aprile, affrettati i posti sono limitati!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
Be Ninja!

10 strumenti web gratuiti per il nostro social media marketing

Spesso, avendo a che fare con blog e social network, ci capita di incappare in alcuni processi per i quali sarebbe comodo un aiutino o una scorciatoia; ad esempio, potremmo aver bisogno di conoscere i trend del momento per essere sicuri che un nuovo post susciti interesse.

Le necessità sono tante e internet ci offre strumenti utili – e soprattutto gratuiti – per poter raggiungere i nostri obiettivi più facilmente.

Oggi vogliamo consigliarvi alcuni di questi strumenti:

Strumenti di ricerca

1 – Open Site Explorer

Open Site Explorer è sostanzialmente un motore di ricerca per link. Vi permette di trovare tutti i siti che linkano il vostro sito (o un altro di cui siete curiosi).

Quando qualcuno vi linka fa un enorme favore alla vostra SEO. Queste informazioni, inoltre, possono portarvi a stabilire relazioni con altri siti appartenenti alla vostra categoria – o a tenere d’occhio la concorrenza!

2 – Google Trend

Google Trend è uno strumento utilissimo quando dovete scrivere un nuovo post. Per guadagnare più visibilità possibile è fondamentale scrivere cavalcando la cresta dell’onda; questo strumento vi permette di sapere quanto l’argomento scelto sia frutto d’interesse sul web.

Strumenti per Twitter

3 – Followerwonk

Followerwonk fornisce preziose informazioni sul vostro account Twitter con la possibilità di comparare i vostri followers con quelli di altri utenti.

4 – Tweriod

Questo è forse uno dei strumenti più utili. Tweriod analizza il vostro account con una particolare attenzione ai momenti in cui generate più engagement. In questo modo potrete sapere qual è il momento ideale per twittare e raggiungerete il maggior pubblico possibile.

Strumenti per Facebook

5 – Conversation Score

Scoprite l’influenza che esercitate su Facebook con un’infografica creata all’istante apposta per voi. Conversation Score, dopo aver analizzato la vostra pagina, vi fornirà informazioni riguardanti il vostro rapporto con chi vi segue, le vostre abitudini nei loro confronti, la percentuale di like ai vostri post e altre statistiche utili.

6 – LikeAlyzer

LikeAlyzer analizza la vostra pagina e vi offre consigli su come migliorare la vostra presenza e il vostro appeal basandosi sul dialogo, il timing e i post che avete pubblicato.

Miscellanee

7- Quicksprout

Quicksprout scruta il vostro sito dall’alto in basso fornendovi dettagli precisi su SEO, SMO e confronti con i concorrenti.

8 – Rapportive

Rapportive è un’estensione per Chrome che vi permette di avere più informazioni sui vostri contatti e-mail; conoscerete il loro lavoro, il profilo LinkedIn e i tweet recenti.

9 – Content Idea Generator

Content Idea Generator, più che uno strumento vero e proprio, è un generatore di titoli di post pronto a farvi sorridere. Vi basterà inserire una parola chiave nell’apposito box e otterrete un simpatico titolo con tanto di commenti ironici.

10 – Down for everyone or just for me

A volte il dubbio ci assale: “È il sito ad essere down o sono io che sto avendo problemi di linea o di time-out?” Inserendo qui il link al sito che state cercando di raggiungere otterrete subito un responso sul suo stato.

Ecco qua! Speriamo che questi strumenti si riveleranno utili a voi che vi occupate di social media marketing! Voi che ne pensate? Ne conoscete altri che volete condividere con noi?

Partono gli eventi NAStartUp Meeting: ecco il codice ninja per gli ultimi biglietti!

A Napoli parte stasera il NAStartUp Meeting , un evento periodico che nasce dall’idea di Antonio Prigiobbo, innovation designer e creatore della community Vulcanicamente, e da Antonio Savarese, giornalista specializzato in innovazione tecnologica, con la collaborazione di Massimo Morgante, CEO di Volumeet, dedicato a tutti gli amanti dell’innovazione napoletani, con l’obiettivo di conoscersi, discutere e presentare le proprie startup con un pitch, davanti a una platea selezionata.

NAStartUp è quindi l’evento napoletano per Sviluppare Networking per l’Ecosistema delle StartUp, ovvero per:
– Chi vuole avviare una StartUp
– Chi deve far crescere la sua startUp
– Chi è interessato a nuove forme d’investimento
– Chi si è stancato del suo lavoro e vuole Crearne uno Nuovo
– Chi vuole semplicemente capire il fenomeno e questa economia
– Chi è semplicemente curioso.

Durante l’incontro di oggi ci saranno 5 Pitch da 5 minuti l’uno, con StartUp Navigatori, cioè imprese e team già strutturati, e Startup Esploratori, ovvero ancora in fase di costituzione.
Le startup che presenteranno riceveranno il riconoscimento NAStartUp Selected e quindi saranno promosse ufficialmente dalla community. L’idea che riscontrerà il maggior gradimento riceverà un premio, che per adesso è ancora segreto.

L’agenda della serata

18.00-18.15 Registrazione partecipanti

18.15-18.30 Presentazione Evento

18.30-18.40 Pitch Esploratori
· Kruisy – Il nuovo modo di vivere una crociera
· Rana Mondana – Produzioni alimentari

18.40-18.55 Pitch Navigatori
· BeApp – Un nuovo interest based social network
· Bluesodlab – Biotech Innovation
· BuonaCausa.org – Piattaforma di crowdfunding

18.40-18.50 Pitch Navigatori

18.50-19.10 Q&A

19.10-19.20 Cerco & Offro/Borsa Lavoro

19.20-19.30 Calendario Eventi/Bandi

19.30-nostop FreeTime Networking

Per partecipare all’evento, basta registrarsi su Eventbrite al link: @nastartup
e su Facebook: Fanpage e Gruppo.

Il codice speciale per i ninja lettori

NaStartup ha fatto il soldout! Ecco perché gli organizzatori dell’evento hanno deciso di dedicare solo ai lettori ninja la possibilità di accedere agli ultimi 5 biglietti disponibili, con un codice da utilizzare durante la registrazione su Eventbrite, ovvero “NinjaStartUp“.

NaStartup vi aspetta stasera in Via Ferrigni 12 (Vicoletto Belledonne), al Flashback LightBar.

Satoshi Nakamoto: è davvero lui Mr. Bitcoin?

Satoshi Nakamoto: è davvero lui Mr. Bitcoin?

Satoshi Nakamoto: è davvero lui Mr. Bitcoin?

Satoshi Nakamoto - Credits @ Newsweek

Fin dalla nascita di BitCoin, la criptovaluta più famosa al mondo, c’è una domanda ricorrente tra gli addetti ai lavori e non: Satoshi Nakamoto è una persona in carne ed ossa? Uomo o donna? Collettivo o pseudonimo?

A questa domanda sembra aver risposto Newsweek, dopo una sorta di “inseguimento” durato molto tempo. Secondo il magazine statunitense, Nakamoto sarebbe un 64enne di origini giapponesi (figlio di un monaco buddista) laureato in Fisica che da tempo conduce una vita da eremita in California. Nella foto viene raffigurato con un giubbino grigio, gli occhiali ed il cappello da baseball.

Di lui si dice che sia appassionato di trenini e che non sia più coinvolto nei fatti riguardanti la criptovaluta. Ma un dato sembra essere certo, come riporta il Sole 24 Ore: “Nakamoto sarebbe seduto su una fortuna virtuale perché avrebbe il 4% della valuta virtuale che a conti fatti – e considerando il crollo degli ultimi mesi – corrisponde a circa 400 milioni di dollari“.

Un uomo molto “misterioso” e riservato, Mr. Bitcoin. Gavin Andresen, il suo braccio destro all’interno dell’organizzazione, racconta di lunghissimi scambi via mail senza mai alzare la cornetta del telefono. Il fratello, sempre intervistato da Newsweek, racconta: “È una persona intelligente. Tu nomini una cosa, lui la sa fare. Ma non dirà mai di essere stato l’inventore di BitCoin“.

Come riporta Wikipedia: “Nel novembre del 2008 Satoshi Nakamoto pubblicò il protocollo Bitcoin su The Cryptography Mailing list sul sito metzdowd.com. Nel 2009 ha rilasciato la prima versione del software client e successivamente ha contribuito sul progetto in via anonima insieme ad altri sviluppatori, per ritirarsi dalla comunità di Bitcoin nel 2010. L’ultimo contatto da parte di Satoshi Nakamoto è stato nel 2011, quando dichiarò di essere passato ad altri progetti e di aver lasciato il Bitcoin in buone mani con Gavin Andresen”.

Il resto è storia dei giorni nostri.

15+ creativi under 30 da tenere d'occhio

LinkedIn

La pubblicità si fonda sul potere delle idee e, si sa, queste idee spesso vengono dal thinking out of the box di giovani talenti.

Business Insider ha selezionato i 30 giovani più creativi del settore, tenendo conto di premi, campagne e potenziale innovativo. Vi riportiamo le figure che si sembrano  più interessanti.

Marika Wiggan, 28 anni: Strategist @ Argonaut

Marika ha utilizzato al meglio la sua laurea umanistica per uno studio antropologico dei possessori di Chevrolet Camaro, determinando così come agire nei loro confronti.

Relativamente all’automotive, la Wiggan ha anche aiutato Volkswagen durante l’ultimo Super Bowl e la stessa Chevrolet per una premiata app nel 2012.

Ross Fletcher, 27 anni: Art director @ Barton F. Graf 9000

Questo giovane art director ha staccato il ticket per entrare in questa white list lavorando per una popolare campagna per Dish Network. Il commercial giocava sul simpatico modo di pronunciare il prodotto da parte dei New Englanders, tentando loro di insegnare come “Talk Boston”.

Ray Sison, 28 anni: Art director @ R/GA

Ray è colui che ha capeggiato il progetto Nike+Fuelband, il bracciale che tiene traccia dell’attività fisica e di quante calorie sono state bruciate. Il successo di quest’operazione gli è valso numerosi premi.

Yisha Zhang, 27 anni: Strategic Planner @ Team One

Yisha è stata fondamentale per costruire la brand reputation di Lexus e per accompagnare il brand nell’era digitale. Il suo rivoluzionario lavoro include CinePrint, una tecnologia che permette di posizionare un iPad per aumentare l’esperienza della pagina stampa, e il Lexus Instafilm, un film in stop motion della Lexus 2014 IS costituito da 212 foto di Instagram.

Jared White, 27 anni: Creativo @ Wieden+Kennedy

Questo brillante art director ha lavorato a numerose campagne digitali. Nel 2011 ha vinto il Cannes Cyber Lion per il suo lavoro ‘The Social Interview’. Appena entrato in Wieden+Kennedy ha partecipato alle iniziative Departure Roulette e Carol Karaoke per Heineken.

Jesse Pujji, 29 anni: CEO e co-founder @ Ampush

Dopo la laurea e un lavoro a Wall Street, Jesse ha fondato Ampush, una startup che aiuta le aziende ad utilizzare i social media e a misurare il successo delle loro campagne. Ampush ha fatto breccia nel cuore di tutti i marketer ed è pronta ad espandere il proprio raggio d’azione nei mercati asiatici e sudamericani.

Jessica Shriftman, 29 anni: Freelance art director

Jessica è molto conosciuta per aver collaborato alla creazione di Underheard, un’iniziativa per cui 4 senzatetto a New York hanno ricevuto uno smartphone così da poter condividere le loro storie sui social media.
L’awareness della campagna è cresciuta esponenzialmente grazie alla spontanea copertura TV, aiutando un partecipante a trovare un lavoro. Ad un altro è andata ancora meglio, essendosi riunito con la figli dopo 10 anni.

Derek Blais, 29 anni: Creative director @ BBDO

Blais ha conquistato tutti soprattutto con il suo lavoro del 2012 per McDonald’s che ha conquistato anche un Cannes Lion nel 2013. La campagna ‘Our Food. Your Questions.’ cercava di rassicurare i consumatori preoccupati per gli ingredienti utilizzati dalle catene di fast-food, rispondendo alle più disparate domande in modalità interattiva.

Yunha Kim, 24 anni, Paul Jang, 29 anni, Kaushik Pendurthi, 25 anni: Co-founders @ Locket

Questi giovani visionari hanno lanciato nel Marzo 2013 Locket, un app per Android che permetteva di guadagnare agli utenti che rendevano disponibili i loro schermi alle pubblicità.
Recentemente Locket ha interrotto l’implementazione di pubblicità a schermo pieno, favorendo contenuti virali, alcuni di questi correlati a pubblicità.

Lincoln Boehm, 26 anni: Copywriter @ Saatchi & Saatchi

Anche prima di entrare nel mondo della pubblicità, Lincoln aveva dimostrato grandi capacità di scrittura per Sporting News Radio e The Tonight Show di Conan O’Brien. Oggi tutti lo conoscono per il mini-sito di Nike Basket che cambiava in base a quante persone stessero pubblicando tweet su Kobe Bryant. L’ultimo win di Lincoln è avvenuto con il commercial per Duracell in cui è raccontata la storia di Derrick Coleman, un giocatore di football arrivato in NFL nonostante fosse sordo.

Brian Wong, 22 anni: CEO e co-founder @ Kiip

Sin dalla fondazione del suo progetto Kiip, Wong ha lavorato con tantissime aziende del calibro di Disney e P&G. Kiip aiuta i brand a ricompensare gli utenti con coupon o prodotti free quando raggiungono dei traguardi su giochi mobile.

Jasmine Clark, 29 anni, Richard Langhorne, 27 anni: strategist e copywriter @ Mother New York

Questo duo ha ipnotizzato la rete con una bizzarra e innovativa pubblicità che permette agli utenti di imparare i benefici di passare Virgin Mobile.

David Justus, 26 anni, Will Davie, 25 anni: Technology director e brand strategist @ Droga5

Concludiamo con un’altra coppia dall’alto potenziale. David e Will hanno collaborato per una delle più importanti campagne digital degli ultimi anni: the Prudential Challenge Lab. Questa iniziativa è nata per porre l’attenzione sull’importanza del pianificare il proprio futuro dal punto di vista finanziario, offrendo suggerimenti per farlo in maniera efficace.

10 modi per perdere follower sui social media

by Mith Huang

Questa volta facciamo il contrario, invece che suggerirvi cosa fare per ottenere i migliori risultati sui social media vi diciamo le cose da evitare assolutamente. L’aiuto ce lo fornisce Melissa Leiter su Social Media Today. Fornisce una lista di 10 cose che sicuramente faranno diminuire il numero dei vostri follower.

Il bello sta nel fatto che se per le cose da fare bene c’è sempre un margine d’errore, e in ogni caso bisogna sempre tener conto del tipo di brand che si vuole promuovere e dove, in questo caso possiamo star tranquilli che si tratta di cose comunque sbagliate.
Vediamo dunque come perdere fan e follower in 10 punti.

1. Inviare messaggi automatici di Twitter

Sicuramente il giochino è capitato anche a voi: iniziate a seguire un nuovo contatto su Twitter ed ecco che arriva quel messaggio che suona molto più che automatico di ringraziamento. Ecco questo è il primo passo da fare per perdere immediatamente il follower che avevi appena guadagnato!

Quel messaggio suona troppo impersonale e sparato nel mucchio per suscitare un buona impressione in chi lo riceve.

2. Parlare solo di te stesso

Non c’è molto altro da dire, è la regola più vecchia del web 2.0. Chi scrive, twitta e posta solo riguardo a se stesso dopo poco verrà a noia, non fornendo nulla di nuovo e nulla di utile a chi cerca risposte online.

Le conversazioni sui social media devono essere il più possibile personalizzate per funzionare ed essere efficaci.

3. Non rispondere mai ai commenti

Anche questo rappresenta una delle basi costituenti del social media marketing. Lasciare senza risposta un follower equivale a perderlo. Ovviamente rispondere ai commenti non significa rispondere al volo, immediatamente, ci sono risposte che meritano più tempo per essere elaborate, ma vanno SEMPRE date.

Leiter suggerisce di rispondere a qualsiasi tipo di richiesta entro massimo 24 ore, e noi le diamo ragione, in fondo siamo online!

by Matthew Johnson

4. Non interagire mai in tempo reale

In questo caso si utilizzano SOLO messaggi automatici e programmati. E’ il modo migliore per far sì che i vostri messaggi si perdano e non raggiungano mai i destinatari.

5. Pubblicare automaticamente i contenuti su tutti i social

Questo è un uso che può risultare comodo ma non sempre è funzionale, e se usato senza criteri rischia ancora una volta di mandare il vostro messaggio nel vuoto. Fare in modo che il vostro tweet finisca automaticamente su Facebook, o che ogni volta che pubblicate qualcosa sul vostro blog questo venga condiviso su tutti i social, non ha sempre senso.

Meglio, impegnare un po’ di tempo e di volta in volta decidere qual è il canale migliore per quel tipo di contenuto.

6. Essere su tutti i social network

In questo caso non si tratta di perdere i follower che avete già, ma sicuramente di non guadagnarne di nuovi.

Essere su tutti i social media è impegnativo, e per farlo al meglio è più funzionale iniziare da due o tre per poi misurare le vostre performance ed eventualmente aggiungerne altri.

7. Pubblicare testi senza immagini su Facebook

Pubblicare contenuti solo di testo senza foto vi farà finire nei meandri più nascosti del newsfeed dei vostri follower.

by Marc Smith

8. Pubblicare lo stesso contenuto che altri stanno condividendo

Copiare esattamente ciò che già in molti fanno non vi servirà a nulla, e sposterà i follower alla ricerca di qualcosa di più interessante e nuovo.

Sì, è proprio lì che bisogna muoversi: create un canale privilegiato, con contenuti originali. Solo così potrete creare engagement.

9. Condividere i contenuti sui diversi social con la stessa descrizione

Qui basterebbe aggiungere che ogni social media è diverso e con le sue dinamiche. In più i follower avranno il sospetto di avere davanti un sistema automatico e non una persona (o un’azienda con personalità).

10. Smettere di imparare

Per far sì che i vostri follower scappino di corsa vi basta non seguire gli aggiornamenti che i social media operano al loro interno (ad esempio un cambio di algoritmo) e non tenere conto delle novità che si susseguono.

E voi quali errori avete commesso nella vostra social media strategy? E come li avete risolti? Fatecelo sapere nei commenti.

I Millennials: cosa sognano i leader del futuro?

Millennials, Generazione Y o, più concretamente, il 75% della forza lavoro nel 2025: la Deloitte Millennial Survey 2014 indaga sulla percezione del mondo del business e sulle aspettative per il futuro, rivelando nuove sfide per aziende e governi.

Il ruolo etico del business

Sebbene i Millennials riconoscano al mondo del business un ruolo importante nella creazione di ricchezza, non si accontentano. La maggior parte di essi ritiene infatti che le aziende si debbano occuparsi attivamente di problemi sociali e ambientali quali la scarsità delle risorse (56%), i cambiamenti climatici (55%), la diseguaglianza di reddito (49%). La metà di loro sogna di lavorare per un’azienda in cui i valori etici sono forti e radicati. In tale ambito la Generazione Y ha molto da insegnare: gli intervistati donano denaro in beneficienza (63%), fanno volontariato (43%) e firmano petizioni (52%). Per questa loro attitudine, sono certi che il successo di un’azienda non si misuri in termini di fatturato, bensì in base ai benefici apportati alla società.

L’impatto del governo sulla società

La Survey Deloitte ha indagato anche la percezione dei Millennials sui governi e il loro ruolo. Il dato che emerge è che per circa la metà degli intervistati i governi non solo stanno affrontando in maniera poco appropriata sfide urgenti e prioritarie, ma addirittura hanno un impatto negativo sulla risoluzione di problemi quali la disoccupazione (-15%), la scarsità di risorse (-12%), la disuguaglianza economica (-31%).

I Millenials: cosa sognano i leader del futuro?

L’innovazione come driver

Per ben il 78% dei partecipanti all’indagine il grado d’innovazione è un parametro determinante nella scelta del posto di lavoro (la percentuale sale al 90% in paesi emergenti come India e Cina). Nonostante tale preferenza, una volta assunti, le aspettative sono spesso deluse: il pensiero creativo non solo non è incentivato, bensì è ostacolato innanzitutto dalla mentalità manageriale (63%) e dalle procedure interne (61%). Il freno alla creatività ha come conseguenza la mancanza di valorizzazione delle potenzialità dell’individuo: il 50% dei Millenials ritiene infatti che le aziende non sono in grado di formare i futuri leader. È anche per questo che il 70% degli intervistati immagina un futuro da lavoratore autonomo, piuttosto che una carriera aziendale.

Ma cosa sognano i Millennials per il futuro?

I Millennials sono pronti a giocare un ruolo decisivo nella società: innovazione, responsabilità e creatività sono i valori che guideranno la loro ascesa e il loro ruolo attivo nella costruzione della società del futuro.
La visione per il futuro della Generazione Y è una visione collaborativa in cui governi e mondo del business si uniscono per apportare, ognuno attraverso i propri strumenti, benefici tangibili alla società senza fossilizzarsi sui singoli ambiti di azione: se le aziende possono dare il proprio apporto nella risoluzione di problemi sociali come la disuguaglianza economica e la disoccupazione, così i governi possono avere un impatto positivo sull’economia.

Credits: personis.com, huffingtonpost.com

Ninja social oroscopo dal 6 al 12 marzo

In questa settimana di trasloco dell’ammaliante Venere da Capricorno ad Acquario si prevedono successi mediatici (e non solo) per i segni d’aria: Gemelli, Bilanciaed Acquario.

Non riuscirete a far star zitto il Sagittario, a placare i brontolii del Leone e le lamentele dello Scorpione.

Vi daranno soddisfazioni la Vergine con la sua premiata diligenza, il Toro anche se con qualche colpo do testa e l’Ariete che finalmente torna a divertirsi.

Ai Pesci non importerà che cosa pensiate di loro perché saranno troppo impegnati a festeggiare… Coinvolgendo lo spendaccione Cancro e, forse, l’abbandonato Capricorno!