Sbatti l'occhio in prima pagina: con BlinkWashing l'advertising lo comandano le tue palpebre

Lo spot non ti piace? Blink!

Danilo di Capua

Digital Media Strategist

Quante volte da bambini abbiamo fantasticato sui test biometrici dell’iride, quei sistemi di sicurezza che nei film di fantascienza rendono tutto accessibile con una rapida scansione del nostro occhio?

Oggi non sono poche le tecnologie (anche mobile) che fanno del nostro occhio la password più sicura (scene splatter a parte…), ma ancora non si era visto nulla del genere nel mondo dell’advertising.

Virgin Mobile ha scelto questa tecnologia di eye scanner per la sua nuova campagna BlinkWashing.

Per sponsorizzare i suoi servizi di telefonia mobile, la compagnia americana si è affidata a rehabstudio e Mother New York, agenzia non certo nuova a campagne innovative e sorprendenti.

In una sorta di rivisitazione 2.0 del classico A me gli occhi, il canale YouTube dedicato chiede all’utente di accendere la webcam del suo computer e calibrarla per registrare i movimenti delle palpebre.

Non appena lo scanner avrà registrato i necessari parametri biometrici sarete pronti per assistere allo spot più cyberpunk mai visto finora.

25 video separati ma linkati tra loro vengono scrollati a rotazione al battito delle palpebre dell’utente.

Nei video possiamo assistere alle scene più disparate e surreali, dallo scienziato che addestra un primate a mangiare i pancake alla moglie che seppellisce il marito in giardino, da pinguini e aquile parlanti a strampalati esploratori nella foresta e inquietanti anchorman.

“Quale è il punto? E’ solo una playlist di YouTube con uno strano sistema di skip” verrebbe da dire. Falso. Perché ogni volta che il video cambia, il protagonista riprende a parlare esattamente da dove si era fermato il precedente.

Il messaggio della compagnia telefonica diventa quindi una sorta di catena di Sant’Antonio senza confini spazio-temporali che al solo battito degli occhi cambia interlocutore e location. Blink and you won’t miss it.

Chissà che un domani anche la televisione non adotti questa tecnologia. Lo spot non vi piace? Blink. Il film vi annoia? Blink. Il finale di Breaking Bad non vi è piaciuto? Blink.

Provate a vedere per quanto tempo riuscite a seguire i video prima di sbattere le palpebre. Ma fatte attenzione: questa campagna incubo delle persone afflitte da tic nervosi porta ad elevata dipendenza. Bruce Sterling aveva ragione.

Non crederete ai vostri occhi.

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