Ninja social oroscopo dal 20 al 26 febbraio

 

La settimana si apre con la Luna nel segno della Bilancia, congiunta a Marte e in quadratura a Giove in Cancro e Venere in Capricorno.

Saranno proprio questi, e primo tra tutti l’Ariete, i segni più punzecchiati della settimana e che soffriranno di qualche alto e basso soprattutto in amore…

Voleranno invece altissimo i progetti lavorativi e finanziari di Pesci, Scorpione e Toro.

Sagittario e Leone non devono battere la fiacca perché la riscossa è vicina; per i Gemelli è tempo di decisioni “mature” mentre Acquario e Vergine volano più leggeri che mai sulle ali della fantasia.

WhatsApp è ufficialmente di Facebook [BREAKING NEWS]

WhatsApp è ufficialmente di Facebook [BREAKING NEWS]

La notizia sta facendo il giro della rete, dopo l’annuncio di Mark Zuckerberg sul suo profilo personale è ufficiale: Facebook ha acquistato Whatsapp per 19 miliardi di dollari.

Il fondatore del colosso social si dice entusiasta di annunciare questa loro decisione e tiene a specificare che l’intero team di WhatsApp si unirà a quello di Facebook. Una grande famiglia che vede al suo interno altri grandi membri tra cui Instagram, acquisita nel 2012 per una cifra circa 18 volte inferiore a quella di investita per uno dei più conosciuti ed utilizzati servizi di messaggistica mobile.

La missione di Mark

WhatsApp è ufficialmente di Facebook [BREAKING NEWS]

La nostra missione” scrive Zuckerberg “è rendere il mondo più aperto e connesso. Offriamo dei servizi che aiutano le persone a condividere qualsiasi tipo di contenuto con qualsiasi gruppo. WhatsApp ci aiuterà a fare questo continuando a sviluppare un servizio che la gente di tutto il mondo ama usare quotidianamente“.

WhatsApp viene utilizzata da più di 450 milioni di persone e le stime sono in costante crescita, considerando che sono l’incirca 1 milione i nuovi utenti che ogni giorno decidono di utilizzare questo servizio di messaggistica istantanea da mobile.

Facebook integrerà WhatsApp nei suoi servizi di chat e di messaggistica già esistenti, come Messenger, per fornire nuovi strumenti per gli utenti.

…e WeChat?

WhatsApp è ufficialmente di Facebook [BREAKING NEWS]

WhatsApp sembra resistere a qualsiasi tipo di concorrente. Neanche ChatOn è riuscito nell’impresa di superare questa famosa vignetta verde, costantemente in pole position in nella classifica dei download per Android e iOS. Per qualche tempo, si guardava con interesse e curiosità al nuovo servizio di messaggistica mobile, WeChat, supportato fin da subito anche dai grandi personaggi dello sport e dello spettacolo tuttavia, dopo questo nuovo colpo di frusta, WhatsApp sembra che stia riguadagnando terreno, ma questa volta le briglie del carro le stringe Facebook.

Digital direct marketing e pertinenza: 5 consigli pratici

Cienpies Design/iStock

Siamo arrivati all’ultimo dei sette appuntamenti con i trend del digital direct marketing e vogliamo darvi ancora qualche spunto per rendere le vostre comunicazioni pertinenti e rilevanti.

Questa infatti è la chiave per adottare una strategia efficace nella relazione con i vostri utenti: metteteli al centro, adottate modalità di relazione che siano in linea con le loro aspettative, strutturate una comunicazione coerente e rispettate preferenze e caratteristiche personali. In una parola: pertinenza.

Ecco i nostri cinque consigli da mettere in pratica:

1. Misurare per ottimizzare

L’interpretazione delle performance delle campagne email non si esaurisce nella lettura delle statistiche di aperture e click. Sempre di più il focus sarà il reale valore di un’azione di digital direct marketing, ovvero l’impatto generato sul business dell’azienda, nelle vendite e sul fatturato.

L’analisi e la comprensione dei dati devono tramutarsi in azione, nell’ottica di una costante ottimizzazione della strategia.

2. Porre domande

Che cosa sappiamo degli utenti presenti nel nostro database? Quello che hanno dichiarato e quello che possiamo ricavare analizzando il loro comportamento.

Spesso la raccolta delle informazioni e dei dati degli utenti è concentrata all’inizio della relazione, ovvero nel form di iscrizione alla newsletter. E se è vero che l’utente interessato ad entrare in contatto con il brand è predisposto a lasciare i propri dati in quel momento, un form troppo lungo potrebbe scoraggiarlo. Perché allora non pensare a momenti successivi in cui invitare l’utente a completare il proprio profilo?

Come rilevato nell’Email Marketing Report, un utente su 3 dichiara di essere ben disposto a rilasciare informazioni su se stesso e i propri interessi, se in cambio può ottenere messaggi sempre più personalizzati sulle proprie esigenze. Coltivare la relazione con l’utente consiste anche nel costruire occasioni diverse in cui raccogliere dettagli aggiuntivi sulle sue preferenze e le sue opinioni. Vuoi sapere che cosa pensano i tuoi consumatori di un determinato prodotto, del processo di acquisto o del tuo customer care? Domandalo a loro!

3. Creare un’esperienza

Una premessa: l’identità del brand deve essere coerente su tutti i canali, seppure il racconto dei valori vada declinato nella forma più consona ad ogni mezzo. Come creare una email experience al tempo stesso consistente e unica? Attraverso contenuti esclusivi, personalizzazione e pertinenza dei messaggi: al cuore della strategia, sempre l’utente e un’attenzione speciale alle modalità di relazione.

4. Integrare i canali

L’approccio omni-channel si articola attraverso l’uso di diversi canali, sfruttando i punti di contatto (online e offline) tra l’utente e l’azienda. Per conseguire una strategia efficace però, non basta considerare le best practice di ciascun canale nella sua unicità. Teniamo sempre a mente che l’utente è in primo luogo una persona. Dietro ad un indirizzo email, un numero di telefono, uno scontrino potrebbe esserci lo stesso utente: siamo in grado di riconoscerlo e modulare i messaggi sui diversi canali sapendo di avere di fronte lo stesso destinatario?

5. Personalizzare la relazione

Un obiettivo da perseguire? Sfruttare tutto il potenziale del digital direct marketing in ottica one-to-one: inviare lo stesso messaggio a tutto il database avrà sempre meno effetto e creerà sempre più rumore. La chiave per ottenere risultati è la costruzione di percorsi di relazione personalizzati, che considerino il ciclo di vita dell’utente e lo pongano al centro dell’intero processo di comunicazione.

Aggiungete questi cinque consigli pratici agli altri già approfonditi nei precedenti post:

Potete anche consultare la nostra presentazione su SlideShare I 5 trend del digital direct marketing nel 2014.

Scoprite di più partecipando al Free Webinar “Email marketing ed e-commerce visti da vicino – Best practice, esempi pratici e analisi delle comunicazioni dei top player italiani”

Avete apprezzato i nostri approfondimenti? Volete scoprire qualche altro segreto dell’email marketing? Allora non potete perdere il  free webinar targato Ninja Academy con Livia Giorgi, Account Manager di ContactLab!

Il webinar  fornirà tutti gli spunti pratici per diventare i Ninja dell’email marketing per l’e-commerce: a partire dal dettaglio delle best practice nella composizione di una email, proseguendo con i consigli per impostare la migliore strategia di contatto che tenga conto del ciclo di vita dell’acquirente online, fino all’analisi delle comunicazioni inviate dai principali player italiani del settore.

L’appuntamento è per mercoledì 26 febbraio dalle 17 alle 19, con question time venerdì 28 febbraio dalle 18 alle 19. Un’occasione da non perdere, basta iscriversi qui!

Buon digital direct marketing!

New Klout: ecco le novità

Qual è il tuo KloutScore? Sei ossessionato dal raggiungere il punteggio 100 o non ne hai mai sentito parlare? Cerchiamo di fare il punto della situazione sul servizio di misurazione della tua influenza online e sui social media alla luce dell’ultima novità introdotta dal Klout.

Da qualche giorno Klout ha introdotto una novità: fornisce un flusso di contenuti suggeriti, tagliati su misura per ogni utente in base ai propri interessi.

Cosa è Klout?

Il servizio che usa l’analisi dei social media per classificare i propri utenti in base alla loro influenza su di essi. Assegna cioè un valore numerico (KloutScore) – fra 1 e 100 – che misura le azioni degli utenti dei social media, e correla il contenuto creato per misurare come gli altri utenti interagiscono con quel contenuto.

In poche parole misura l’influenza sui social media.

Cosa è cambiato?

Quella di Klout è una risposta ad una domanda che gli utenti di Klout pongono spesso: cioè come migliorare il proprio score.

Questa è la risposta che il CEO di Klout ha dato a Mashable. Il punteggio è, infatti, il punto di partenza.

Con questi aggiornamenti – continua Fernandez – abbiamo pensato a come allargare la nostra proposta e dargli valore.

Il nuovo Klout  non vi dirà solo in cosa siete maggiormente influenti sui social media ma come migliorare la vostra influenza.

Il passaggio significativo delle ultime novità introdotte sta nel fatto che ora il servizio si mette in una nuova prospettiva, passa cioè dal definire un punteggio, al mettere in evidenza gli argomenti sui quali si è influenti e a definire con precisione i momenti chiave della condivisione di contenuti.

Il risultato auspicato è permettere agli utenti di aumentare la propria influenza tramite  contenuti scelti. Il messaggio di Klout è:

Aiutare le persone ad essere conosciute per ciò che amano. Con i nostri social data e la nuova piattaforma per i contenuti aiutiamo gli utenti ad essere migliori creatori di contenuti.

Se il flusso di notizie e contenuti suggeriti si ‘autocrea’ in base alle azioni di ognuno sui socia, è poi possibile aggiungere o cancellare i tag/argomenti (ad esempio cibo, ristoranti, tecnologia…) che vi interessano meno o più. Tramite un meccanismo simile a Reddit si possono votare i contenuti suggeriti in modo da rendere sempre più mirati i suggerimenti.

L’editor tramite il quale si condividono i contenuti permette di  inserire e modificare il testo che abbinerete al link,  in modo da presentarlo al meglio. Oltre a questo è possibile creare un testo originale  e aggiungere un immagine; il pulsante che vi permettere di farlo è in alto a destra del nuovo layout.

Suggerimenti personalizzati

Klout consiglia contenuti secondo la vostra audience sui social. Comprende ciò che entra nei trend e i comportamenti sociali/di condivisione del pubblico. La segnalazione dei contenuti si basa su social media ma anche RSS.

L’algoritmo che governa Klout non è cambiato e, sottolineano nel blog della app, non favorisce in alcun modo chi usa Klout per condividere i propri contenuti rispetto ad altri servizi.

Ancora una volta il messaggio è: la miglior via per avere impatto online è condividere contenuto di valore, e noi te li forniamo.

I dati che Klout raccoglie aiutano gli utenti a trovare i contenuti che potrebbero provocare più feedback. E’ stato studiato per questo uno strumento: Create, che permette di scegliere e condividere i contenuti. La nuova funzione permette, anche, di programmare il momento della condivisione.

Insomma, pare che l’accento non sia più focalizzato solo al punteggio ma anche a creare e condividere contenuto informativo e rilevante per avere un’audience coinvolta e influenzata.

Il nuovo layout si presenta come un newsfeed, in alto gli argomenti per cui si esercita maggiore influenza. E’ possibile aggiungere fino a 7 topic ai quali aspirare.

Su TheNextweb.com il CPO Desai, racconta che il redesign comprende l’introduzione di 4 tag che mostrano gli ultimi nuovi e più attuali contenuti. Ecco la definizione delle categorie:

  • on the rise: segnala ciò che è nei trend della rete;
  • crowd pleaser: qui è l’utente ad essere soggetto dell’azione;
  • hidden gem: ciò che molte persone nel proprio network non hanno visto;
  • hot off the press: segnala contenuti pubblicati da una fonte autorevole.

Quale futuro?

L’approccio di Klout pare quello di incoraggiare la creazione di contenuti, con tutto quello che ciò può comportare. Ora gli utenti di Klout hanno l’opportunità di rinforzare la motivazione per cui sono influenti riguardo ad un particolare argomento e hanno gli strumenti necessari per misurare l’accuratezza di questo. Come e se questo influenzerà i social media, lo vedremo col tempo.

I commenti che leggiamo sia su TheNextWeb sia su Mashable non sono lusinghieri. La posizione è che l’introduzione di CreateTab sia più dovuta alla ricerca di legittimazione dell’esistenza di Klout più che ad una novità migliorativa.

L’accusa che si legge fra le righe è quella di essere un app che non è riuscita a raggiungere un grado di autorità riconosciuto universalmente.

L’unica vera ricchezza di Klout, almeno secondo Mashable, è rappresentata da KloutPerks, unica ragione di interesse per le aziende e i marketer.

I KloutPerks sono premi che vengono messi in palio dalle aziende e che gli utenti si guadagnano in base al loro grado di influenza.  Sono preziosi per le aziende perché le mettono in contatto con gli  influencer.

Ma Fernandez pare voler proseguire la sua strada, infatti  sul blog ufficiale di Klout leggiamo che per il futuro prevede l’introduzione di strumenti per condividere contenuti originali, insieme ad una nuova versione per la app per iOS, e afferma di essere al lavoro su una per Android.

Insomma la novità è di pochi giorni, bisognerà aspettare per poter smentire o dare ragione alle diverse opinioni, intanto arriva un altro segnale, mentre scriviamo Klout sta per essere acquistata da Lithium Tecnologies, secondo quanto riporta Re/Code.

Usi Klout? Cosa ne pensi di queste novità?

Social Case History Forum: iscrivi il tuo progetto entro il 20 febbraio ad un prezzo speciale

social_case_history_1

Le esperienze di successo vanno raccontate. E’ questo lo spirito della V Edizione del Social Case History Forum che si terrà a Milano il 20 marzo. Il progetto si fonda sulla partecipazione di aziende, agenzie e start up che decidano di presentare il proprio “caso” in maniera efficace e senza lasciare spazio alle solite chiacchiere.

social_case_history_2

I social media sono diventati sempre di più importanti per le aziende che vogliono generare coinvolgimento  con il proprio pubblico ed incrementare la notorietà del proprio brand. Lo spazio di condivisione è il cardine sul quale si fondano la maggior parte dei social network, come Facebook e Twitter. Le aziende e le start up hanno la possibilità di strutturare la propria case history come uno storyboard, come un vero e proprio racconto. Iniziando dal brief e dall’obiettivo principale del progetto, gli speaker potranno evidenziare le strategie e le soluzioni interagendo con il pubblico e facendo conoscere il proprio caso di studio.

Presenta la tua case history

Fino a giovedì 20 febbraio è possibile proporre la propria case history riguardante l’ambito del social media marketing  ad un prezzo agevolato. E le startup possono richiedere un pitch di 10 minuti, gratis!
E’ possibile scegliere anche la sala, l’orario e il tempo della presentazione.

Le aziende e le startup più promettenti avranno modo di presentare le proprie esperienze di successo presso il Centro Congressi Palazzo Stelline in Corso Magenta a Milano.

Il programma completo dell’evento sarà messo online ad inizio marzo. Al momento nella lista parziale e non definitiva figurano nomi come: Confindustria Salerno, Grand Union Italia, Henry’s Cotton, Marina Yachting, Melismelis, MSC Crociere, Ninja Academy, Professioni del Web, Social Minds, U2 Supermercato, Userfarm, Webing.

Diventa una star con KFC Russia

Gli amanti del pollo fritto più famoso del mondo non se ne fanno proprio una ragione. Perché la Kentucky Fried Chicken non apre anche in Italia? Come mai tra le tante catene statunitensi del food, solo McDonald’s e timidamente Burger King e Dunkin Donuts hanno tentato il grande salto? Perché veri e propri lovemark come Starbucks, Krispy Kreme o KFC appunto, non hanno proprio voglia di investire da queste parti?

Restiamo speranzosi di un cambio di strategia commerciale, ma intanto gustiamoci una campagna molto interessante proveniente dalla Russia che ha come protagonista la nota azienda del Colonnello ed il suo Bacon iTwister.

Per lanciare il nuovo sandwich, la KFC Russia infatti non ha pensato alla classica campagna media, ma ad un contest molto originale e decisamente non convenzionale che ha visto come protagonisti i divertiti ospiti dei suoi ristoranti.

Diviso in due fasi, una ambient e l’altra viral, il contest “Be a star”, partito lo scorso 29 gennaio, mette in palio la possibilità di essere gli attori del nuovo spot KFC che andrà in onda il 31 marzo prossimo.

Protagonista del casting, una speciale telecamera, la MovieMatic, installata all’interno di due ristoranti di Mosca e San Pietroburgo, grazie alla quale i clienti meno timidi hanno potuto partecipare al gioco e promuovere il Brand, dando vita ad un vero e proprio mini show.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=c6mJjoZ8s-w’]

Sviluppata da Perfect Fool, agenzia creativa di Stoccolma, la telecamera è stata programmata per produrre uno spot di 45 secondi in totale autonomia, senza bisogno cioè del supporto di tecnici o cameraman, montando i video caricati dai clienti all’interno di un format pubblicitario preimpostato.

Completata la performance, il video viene caricato automaticamente sulla pagina youtube del concorso ed è così direttamente in gara. Si entra così nella fase viral del contest. Per vincere, i coraggiosi candidati devono condividere il proprio video e racimolare più voti possibili in soli cinque giorni. Una speciale giuria sceglierà poi il nuovo volto di KFC tra i video più votati.

Convincere i consumatori ad interagire con il Brand non è mai una cosa semplice ed in questa ottica “Be a star” può rappresentare un ottimo esempio di come si crea un contenuto virale di successo, generato senza nessuna pressione ma con una interazione naturale, e proprio per questo molto apprezzata dall’utente.

Il 19 febbraio si è chiuso il contest. In attesa di scoprire il vincitore proviamo ad indovinare, chi sarà la nuova star della tv Russa?

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=p4SXQQT8L_g#t=10′]

Creare timeline originali: Instagram e il cinema muto [VIDEO]

Creare timeline originali: Instagram e il cinema muto [VIDEO]

Nell’era dei device mobile, degli mp3, dello streaming audio, di Spotify e Deezer, come promuovere efficacemente sui social network un festival di cinema muto? Facendo di necessità virtù, ad esempio, e creando la “Instagram Time Machine“, uno spunto davvero brillante per creare timeline originali sulle nostre reti.

Se il suono non c’è, sfruttiamo al massimo e creativamente la componente visiva. E i creatori della comunicazione per il Toronto Silent Film Festival ci sono certamente riusciti, inventandosi una delle iniziative più divertenti che abbiamo visto sinora su Instagram.

Collegatevi sul profilo Instagram @TSFF2014, e ribaltate il vostro smartphone per navigare in una bellissima linea del tempo interattiva dedicata alla storia del cinema muto.

Creare timeline originali: Instagram e il cinema muto [VIDEO]

Creare timeline originali: Instagram e il cinema muto [VIDEO]

Sfruttando abilmente l’interfaccia a tre colonne dell’app di photo sharing, l’agenzia Cossette ha creato una nuova maniera di comunicare su Instagram che non può passare inosservata, anche se muta 🙂

Cosa ne pensate?

5 browser coi fiocchi per il vostro iPhone

5 browser coi fiocchi per il vostro iPhone

Secondo i dati Audiweb del dicembre 2013, il 46,8% della popolazione accede a Internet tramite mobile. Abbiamo sempre di più il naso all’ingiù e navighiamo ovunque, tant’è che oggi un sito se non è responsive è zoppo.
Ecco che il browser diventa una scelta fondamentale a seconda delle proprie esigenze.

Digital Trends ha identificato 5 mobile web browser per iPhone grazie ai quali navigare come più si desidera. Diamo un’occhiata.

Google Chrome

Chrome è veloce, offre una buona quantità di tool, ma soprattutto garantisce l’integrazione con l’intero ambiente Google, profilo Google Plus su tutti.
Inoltre, grazie a Chrome voice search, permette di fare una ricerca vocale anche con i modelli che non supportano Siri. Permette di navigare in incognito grazie al software integrato Incognito.
Il suo punto di forza è senza dubbio la possibilità di avere sotto controllo l’intero ecosistema Google.

Atomic Web Browser

È ricchissimo di tool esclusivi ed una personalizzazione completa dell’esperienza di navigazione.
Tabs illimitate, la possibilità di importare segnalibri dai desktop browser, full screen, un ad blocker efficace, l’integrazione con Dropbox e un download manager che consente scaricamenti multipli senza troppi patemi: cosa chiedere di più?
Attenzione però: non è gratis, costa due dollari, ampiamente ripagati dalle tante opzioni offerte dal browser.

Opera Mini

…ovvero La Velocità. Opera mini comprime i dati oltre il 90% prima del download e agevola la navigazione.
Ha features limitate, ma è leggero e semplice da usare, consente la sincronizzazione di segnalibri e preferiti con la versione desktop del bowser, oltre alla possibilità di salvare con un semplice tocco immagini, link, testi.
La possibilità di visualizzare le pagine in full screen e un menu informativo sull’app completano il tutto.

Dolphin Browser

La caratteristica principale di questo browser è l’integrazione diretta con i principali social network, con Evernote e con Box. In pratica: sincronizza i tuoi account e in un attimo la condivisione è cosa fatta.
La funzione più curiosa è il gesture-control, ossia la possibilità di impartire ordini al browser tramite il movimento delle dita.
Per esempio, disegnare la lettera N apre una nuova scheda di navigazione, mentre tracciare una T ti proietta sulla homepage di Twitter.

Safari

Il browser per eccellenza dell’iPhone.
Offre una piattaforma di importazione dei segnalibri fra vari dispositivi, la navigazione anonima, l’accesso agli articoli anche off line. Inoltre è veloce, molto veloce, perché integra un motore Javascript esclusivo. Poi c’è Siri. E c’è iCloud Keychain, che salva tutti i dati – account, password, carte di credito – per evitare di doverli reinserire ogni volta che ci si iscrive a un sito oun e-commerce.
In quanto a semplicità d’uso, beh, Safari ha poca concorrenza.

Ora chiediamo un’opinione ai possessori di iPhone: voi quale usate? E con quale vi trovate meglio? Commentate!

Il programma di cucina più corto del mondo è su Instagram

Il programma di cucina più corto del mondo è su Instagram

Vi ricordate di Desert Friends? È stato il primo show ad approdare su Instagram, una vera e propria serie sci-fi trasmessa non in tv o su YouTube, ma sull’app di photo sharing. Oggi parliamo di qualcosa di simile, un prodotto che più televisivo non si può: anche uno show culinario è approdato su Instagram, e si chiama “Fish Tales“.

Creato da Bart van Olphen, Fish Tales è il più corto programma di cucina del mondo, che ci propone clip con ricette, consigli e segreti su come cucinare un piatto di pesce perfetto.

Quello di Bart van Olphen rappresenta un approccio interessante in particolare se rapportato al dominio dei programmi culinari televisivi che, fatta eccezione per pochissimi esempi, occupano ampie e lunghe fasce dei palinsesti.

Questi video, della durata di soli 15 secondi, sono il contenuto perfetto per l’utente che non ha più il tempo (o la pazienza, o l’attenzione) per seguire contenuti così prolungati, che cerca l’ispirazione per approfondire in un secondo momento e condividere intanto l’idea con gli amici.

Potete seguire Fish Tales sull’account Instagram @bartsfishtales.

I bambini ci guardano, i bambini ci imitano: #stopwebviolence

foto di anonymousartofrevolution.com (Pinterest)

I bambini, si sa, fanno esattamente quello che fanno gli adulti. Ripetono, emulano, imitano tutto ciò che di riprovevole che fa un grande. Gettare un mozzicone a terra, prendere a schiaffi la propria madre, inveire contro il “diverso”. Questo accade nella realtà e non ci dobbiamo stupire, se in quella virtuale vi siano sempre di più i cyber-bulli a popolarla.

immagine di Vanesa P'm (Pinterest)

Se in rete pubblicamente offendi, sei quasi un figo. Se in rete pubblicamente istighi al suicidio, sei quasi un figo. Se in rete pubblicamente schernisci, sei quasi un figo. Quasi. Probabilmente, da qualche parte deve essersi aperta una falla e ora ci siamo accorti tutti, che occorre tappare quella crepa.

Adolescenti un po’ troppo “maleducati”? Sì, forse. Tuttavia, non prendiamocela troppo coi genitori. Come se fosse sempre e solo colpa loro. Assumiamoci tutti le nostre responsabilità. Noi chi? Io per prima, tu che mi stai leggendo, tu che storcerai il naso. Il modo in cui ci comportiamo, viene ineluttabilmente copiato dai più piccoli e non solo.

La causa #stopwebviolence, che i Ninja hanno sposato, non vuole essere un tentativo presuntuoso di insegnare “come stare al mondo”. Le linee guide più o meno ce le abbiamo avute tutti. Eppure spesso, ce ne dimentichiamo e ci comportiamo proprio male, consapevolmente. Così come non ci sfiora nella mente, il pensiero che il boomerang dell’odio possa tornare indietro. Nessuno è immune dalla violenza. Oggi tocca a me, domani tocca a te. E tu, vuoi davvero essere pubblicamente deriso, offeso, attaccato su un social network un giorno? Io credo di no. E allora, che fare?

La buona educazione non si racconta, si mette in pratica. Solo così si arresta questo dilagante fenomeno che ha imbruttito la rete. Questo ci ricorda il video della Trueactivist.com. Vuoi che il mondo sia un posto migliore? Ripassiamo le buone maniere, cosicché i bambini di oggi, siano degli adulti migliori di noi, domani.

I bambini ci osservano, i bambini fanno

 

Vuoi saperne di più su #stopwebviolence? Raccontaci la tua qui:  stopwebviolence@ninjamarketing.it.