Gran Prix 2012, trionfa "Save the life" di Leo Burnett

Si è svolta nella serata di ieri al Teatro Nazionale di Milano, la giornata conclusiva della venticinquesima edizione del Gran Prix Advertising Strategies, manifestazione dedicata al mondo della comunicazione che vede nella partecipazione attiva del pubblico in sala un punto di forza nella scelta delle campagne vincitrici.

Ad avere la meglio in questa edizione è stata “Save the Life” a cura di Leo Burnett per Avis Italia, una campagna digitale volta alla sensibilizzazione della popolazione italiana (ed in particolare degli utenti dei social network) al fine di rendere più costanti le donazioni di sangue.

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La manifestazione, condotta come in passato dal noto conduttore televisivo Piero Chiambretti ha visto “Save the life” avere la meglio sulla campagna “riduzione costi per VW Polo” a cura della STV DDB e Vigorplant Terricci: la vita delle piante è più dura di quel che sembra della Armando Testa Spa.

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Oltre alla premiazione delle categorie principali, vi sono state tutta una serie di premi collaterali di cui vi daremo notizia negli approfondimenti che seguiranno a breve.

Stay Tuned on NM !!

Prada e Roman Polański firmano il corto "A therapy" [VIDEO]

Con l’interpretazione del Sogno dell’iniezione di Irma, riportato ne “L’interpretazione dei Sogni”, Sigmund Freud getta le basi della psicoanalisi. È proprio a questa disciplina che Roman Polański e il marchio Prada dedicano il corto “A Therapy”, presentato quest’anno al Festival di Cannes.

Un piccolo capolavoro di appena tre minuti e mezzo dove il controverso regista vuole “ragionare su quello che oggi rappresenta il mondo della moda”, analizzando i suoi stereotipi e il suo potere sull’animo umano. Il regista omaggia il mondo della psicoanalisi con un cast d’eccezione: la poliedrica Helena Bonham Carter, nel ruolo della paziente, e l’austero Ben Kingsley, nel ruolo dello psicologo.

Ma il vero protagonista della storia è una pelliccia. Simbolo di femminilità, seduzione e lusso è l’oggetto conteso dallo psicologo che non resiste alla tentazione di provarlo davanti allo specchio perché “Prada suits everyone”.

Dopo il video sui fiammeggianti anni ’50, un cortometraggio dallo stile tipicamente anni ’70 proprio come l’ultima collezione del marchio milanese. Non è la prima volta che la moda incrocia il cinema: vi ricordate di “A single man” del 2009 di Tom Ford o lo spot per Marni at H&M diretto da Sofia Coppola?

We comm 2012…oltre la crisi

Nella facoltà di Economia dell’Università degli studi di Roma Tre si è svolto il primo workshop sull’eCommerce: “We comm 2012 – Oltre la crisi”.

Al workshop sono intervenuti il Professor Carlo Alberto Pratesi, Selena Pellegrini, founder di TheBe, Giovanni Cianferoni Ceo di Retalco srl e
Claudio Vaccaro – Co-founder di BizUp Media.

In poche ore gli ospiti hanno esposto una panoramica generale su aspetti e curiosità legate al mondo dell’eCommerce, argomento che ultimamente sta interessando molto la nostra sezione, quindi oggi vi proponiamo un estratto dei vari interventi fatti.

Dai numeri alle opportunità: scenario europeo e italiano

In Europa, nel dicembre 2011, si sono contati circa 382 milioni di “navigatori” , di cui il 40% ha dichiarato di aver acquistato on-line.
Al 2012, solo in Italia, 27,6 milioni di utenti generano un fatturato di circa 9 miliardi di euro e per il futuro si prevedono grandi margini di migloramento.

In Europa si stimano nel 2015 oltre 200 milioni di utenti che acquistano online, mentre in Italia ci si aspetta già nel corso 2012 un aumento del 18% rispetto all’anno precedente, arrivando a superare i 35 milioni di ordini totali.

Tra i siti preferiti troviamo quelli multiprodotto, seguono editoria, tempo libero, prodotti tipici, moda e arredamento.
Il turismo è uno dei prmi settori ad aver conquistato la rete e rimane uno dei più stabili.

I settori che stanno crescendo più rapidamente sono l’abbigliamento (+30%), l’informatica e l’elettronica (+25%) e il grocery (19%).

Una piccola curiosità: c’è una domanda molto forte di prodotti per la casa che non trova ancora riscontro online, perchè l’offerta è praticamente inesistente.
Se cercavate allora idee di business, eccovi serviti!

eCommerce: una rivoluzione che viene da lontano

Il commercio ha assistito nel corso dei secoli a continue trasformazioni. Se pensiamo alle origini con il baratto ci accorgiamo subito che i cambiamenti sono impressionanti.

Giovanni Cianferoni ha individuato l’esistenza di una ciclicità nell’evoluzione del commercio degli ultimi decenni.
Si è notato, infatti, che ogni 30 anni avviene una rivoluzione nelle vendite: nel 1950 arrivava la vendita per corrispondenza, nel 1980 esordivano le televendite e dal 2009, con l’e-commerce, si stanno nuovamente rigenerando i classici modelli dello scambio di mercato su scala globale.

Shop online vs negozio tradizionale: la logica del successo è la stessa

Per aprire un negozio offline occorre:

1 – Scegliere la giusta location
2 – Arredare il negozio
3 – Selezionare i prodotti
4 – Studiarne la promozione

Ma proviamo a sostituire queste voci portando il negozio online: se invece di location parliamo di piattaforma web, se il web designer sostituisce l’architetto e se il nostro marketing esce dagli schemi tradizionali ed è focalizzato sullo sfruttamento delle risorse web… beh, abbiamo già creato un negozio virtuale!

Notiamo quindi che i passi da compiere per l’apertura di un negozio, in entrambi i casi, sono gli stessi. Ovviamente ci saranno profonde differenze sulle scelte compiute. per quanto riguarda la selezione del prodotto.

Ad esempio, dagli stessi studi fatti, risulta che sul web funzionino soprattutto due tipologie di prodotto: il brand a prezzo scontato o l’oggetto di nicchia, difficile da trovare altrove.

Strategie per fare eCommerce nell’era del social customer

L’avvento del social media ha modificato il ruolo del cliente nella promozione dei prodotti. Prima la strategia si fermava alla vendita, ora il cliente ne è parte integrante, quindi è indispensabile che esso sia soddisfatto e che trasmetta questo stato agli altri.

I social costituiscono una sfida con grandi opportunità per il marketing, soprattutto per i settori, come quello alimentare, che più difficilmente possono vendere a distanza, online, offrendo nuovi canali che vanno ad arricchire il mix di strumenti per la promozione del commercio tradizionale.

Vengono distinti inoltre canali paid, earned e owned che possono essere anche mixati in maniera diversa a seconda degli obiettivi da raggiungere.

Claudio Vaccaro, nella sua presentazione, ci ha illustrato molto bene come promuovere al meglio il nostro e-commerce ma soprattutto quali sono gli errori da evitare. Gli abbiamo chiesto di approfondire l’argomento e ritorneremo a parlare di questo nei prossimi giorni. Se siete in procinto di lanciare il vostro negozio on line non perdetevelo!

[Fonti: Comscore 2012; Comm. Europea 2012; Forrester Research 2012].

See Film Differently: il cinema secondo Volkswagen

Volkswagen produce auto, quindi col cinema che c’entra? Eppure, da quasi sei anni la casa automobilistica tedesca appoggia il cinema indipendente con il progetto “See Film Differently”, promuovendo eventi, proiezioni esclusive e contenuti inediti.

Ma facciamo un passo indietro.

 

1960 – 2005, al cinema il logo Volkswagen spunta un po’ ovunque, nei film Disney, nelle pellicole indie, nei filmetti d’azione senza pretese, in qualche commedia romantica o con Austin Power al volante. Ispirati dal grande schermo, nel 2011 i creativi Volkswagen hanno anche prodotto uno degli spot più riusciti della stagione.

Tra le mille case automobilistiche che hanno impresso il loro marchio su pellicola, Volkswagen ha saputo costruire un rapporto intenso con il mondo del cinema, dal product placement alle citazioni, fino ad un programma di sostegno per le produzioni indipendenti. Più che un uso strumentale del mezzo, un vero elemento di personalità e carattere del brand.

Come è nata la figura di Hannibal Lecter? Cosa ha ispirato il regista de Lo Squalo? Gli ultimi spot di See Film Differently, prodotti dalla DDB UK e diretti da Ivan Zacharias (con zelante attenzione ad ogni minimo particolare scenografico), ci svelano la nascita e i retroscena di alcuni momenti memorabili della storia del cinema.

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L’invito è guardare al grande schermo con occhi diversi, lasciarsi guidare all’interno del mondo cinematografico dalla passione, perché in fondo ciò che vediamo in sala è solo una minima parte di ciò che il film è realmente.

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Negli scorsi anni, il progetto See Film Differently si è sviluppato in diverse direzioni, dall’outdoor sui cliché cinematografici, alle proiezioni dei film nei luoghi in cui sono stati girati, fino agli spot che riportano in vita le scene più belle di pellicole famose. Sul sito ufficiale è possibile seguire le orme di Stanley Kubrick sulle location di Arancia Meccanica o partecipare alla proiezione di Trainspotting all’Edinburgh Film Festival (con annessa mostra fotografica di immagini inedite), ma anche leggere l’intervista a Pedro Almodòvar, la top ten dei film dell’ultima stagione e accedere ad una caterva di contenuti dedicati a chi il cinema lo ama sul serio.

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See Film Differently conferisce un certo spessore empatico a Volkswagen. Se da un lato si appella ad elementi cinematografici che sono ormai divenuti icone pop; dall’altro, non si limita a guardare il proprio brand al cinema, ma a vivere nella sua interezza (da vero cinefilo) l’universo della pellicola.

Credits:

Agenzia: DDB UK, London
Executive creative director: Jeremy Craigen
Creative directors: Matt Lee and Pete Heyes
Copywriter: Steve Hall
Art director: Danny Seager
Account director: Alexandra Wrigley working with Volkswagen communications manager Silke Anderson
Planner: Tom Lloyd.

Filming was shot by director Ivan Zacharias via Stink, London
Producer: Nick Landon
Executive producer: Blake Powell
Production assistant: Mariana Conde
Director of photography: Andrij Parekh
Editor was Filip Malasek at Robota
Post production was done at Framestore
Audio post production was done at Jungle Studios

Terremoto in Italia? E su Twitter Groupalia ci scherza!

Il bravo e sempre sul pezzo Francesco, parlando pochi minuti fa dell’uso civile di Twitter e delle potenzialità del mezzo per gestire momenti di crisi come il terremoto, ha concluso l’articolo citando un tweet di Groupalia su cui non si può tacere, per vari motivi.

Immediata la reazione dei twitteri, giustamente indignati per quanto scritto dal ‘community manager’.

La risposta di Groupalia è stata abbastanza reattiva, cancellando la comunicazione e sottolineando con un altro tweet la volontà di fare qualcosa per il terremoto e le sue vittime.

Il discorso però è sempre lo stesso, già trattato più volte: perché questo uso leggero, questo cattivo gusto, perché questo scherzare su un problema serio – uno dei tanti! – che l’Italia sta avendo in questo periodo? In una comunicazione faccia a faccia, chi ha scritto il ‘tweet incriminato’ non avrebbe mai detto qualcosa di simile per rispetto dell’interlocutore. Almeno, lo speriamo.

Ancora una volta manca l’aggiornamento (sono tantissimi i casi passati simili in Italia e nel mondo, un CM di un’azienda come Groupalia non può permettersi di non conoscerli) e il riconoscimento del ruolo strategico del mezzo social. Twitter è qui visto come l’ennesima vetrina, un altro ‘tubo’ attraverso cui rifilare sempre e comunque  i propri prodotti indipendentemente dalla situazione. Anzi, diventa così uno strumento negativo e da chiudere as soon as possible (immaginiamo sia questo ora il pensiero del management dell’azienda), perché non solo non preserva il valore della marca ma diventa una minaccia per la brand reputation e costa soldi, considerando l’€ promesso per ogni deal.

In poche parole e per concludere, finché i social network si useranno così (e gli altri casi simili di oggi lasciano poco spazio a dubbi), non stupiamoci che la loro importanza non venga riconosciuta dai decisori aziendali e gli investimenti nel marketing digitale siano così bassi, almeno in Italia.


UPDATE: le scuse ufficiali di Andrea Gualtieri, Country Manager Groupalia

Attraverso le parole del Country Manager per l’Italia Dott. Gualtieri, Groupalia si scusa per quanto accaduto. Vi riproponiamo le sue parole:

“Sono davvero costernato per quanto accaduto e chiedo scusa alla popolazione colpita dal sisma per averla offesa. Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza. La catastrofe che ha colpito la popolazione dell’Emilia Romagna non può e non deve ovviamente essere strumentalizzata; è una disgrazia che merita tutto il nostro rispetto. Mi scuso ancora e, per esprimere vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, l’azienda ha deciso di effettuare una donazione alla Croce Rossa Italiana, da destinare alle persone coinvolte nel sisma. Inoltre, pubblicheremo nei prossimi giorni un deal solidale, per chiunque voglia essere di aiuto e fare una propria donazione.”

Getty Images e il suo storytelling fotografico [VIRAL VIDEO]

L’agenzia pubblicitaria brasiliana AlmapBBDO ha realizzato questa campagna intitolata “From love to Bingo” per Getty Images. Un annuncio smart e sbalorditivo, frutto di sei mesi di ricerca di 5000 immagini, successivamente setacciate e selezionate con la cura minuziosa dei dettagli.

Luci, colori, ombre ed emozioni dettano il montaggio del video in stop-motion, composto da 873 foto che lampeggiano ad una velocità di 15 frame al secondo, per una durata complessiva di poco più di un minuto.

Getty Images è testimonial pertanto di come la fotografia, sinonimo di permanenza e staticità, possa convertirsi in movimento, narrando attraverso uno storytelling fotografico, e senza l’ausilio di una parola, le emozioni di una storia d’amore: quella di due ragazzi che si incontrano, si amano, creano una famiglia, invecchiano e muoiono. Anzi a morire sarà la moglie, mentre il marito rimasto solo scoprirà una seconda giovinezza dopo una vincita al Bingo.

Nonostante non si possa parlare di idea nuova (il video ricorda molto l’esperimento fotografico di Noah), Getty Image conferma l’esplosività e la varietà della propria banca dati, pronta per qualsiasi occasione a offrire interessanti spunti creativi.

Twitter e terremoto: come la solidarietà cavalca la social sfera

Avevamo già osservato nei mesi scorsi come la social sfera fosse diventata recettiva alle grandi catastrofi naturali: dal terremoto a Torino (di cui avevamo parlato nel post Terremoto a Torino, la notizia corre sui social) della scorsa estate fino al recente Tsunami in Indonesia (Sumatra e l’allarme Tsunami su Twitter).

Stamattina intorno alle ore 9, un forte terremoto ha colpito tutto il Nord Italia, rendendo ancor più complicata la situazione nella zona dell’Emilia Romagna già interessata da un fenomeno sismico la scorsa settimana.

A prescindere dalla velocità di reazione (la notizia è stata data prima dal popolo dei social network che non dai canali ufficiali di comunicazione) che giustifica un approccio più “personale” di ogni utente, da qualche ora si sta verificando una vera e propria gara di solidarietà attraverso Facebook e Twitter.

Su quest’ultimo in particolare, grazie al sistema del retweet, si stanno diffondendo a una velocità incredibile informazioni chiave per la pubblica utilità e appelli alla collaborazione, in grado di fornire supporto ai soccorritori. Vediamone qualcuno:

Un fenomeno già osservato in Giappone lo scorso anno in occasione del terribile sisma che colpì il paese nel mese di marzo.

Da osservatori e studiosi dei social media, non possiamo che constatare come anche questi strumenti stiano finalmente raggiungendo una piena maturità, così come gli utenti che li popolano abbiano sempre più consapevolezza di come – al di là dell’aspetto ludico – vi siano enormi potenzialità di comunicare anche in situazioni particolarmente critiche.


Un salto di qualità che non possiamo non sottovalutare, considerando come ancora in troppi considerino strumenti come Twitter solo spazi d’incontro senza alcuna utilità.


Certo, ancora qualche episodio discutibile può capitare: ma è bello constatare che gli stessi utenti rigettino certi tipi d’utilizzo richiamando all’ordine brand un po’… incauti.

Guadagnare con internet: ecco i 4 step indispensabili per avere successo

In questi ultimi anni, sempre più persone si sono interessate a come poter guadagnare con internet. I modi per fare soldi online sono diversi, come diverse sono le modalità di approccio a ogni singolo business. Tuttavia, è facile notare un errore ricorrente.

Di cosa si tratta? Semplice: molte startup decidono di buttarsi, in questo o quel business, senza avere ben chiara quella che dovrebbe essere la pietra angolare di ogni attività commerciale di successo: il marketing viene sempre prima del prodotto/servizio.

Detto in poche parole: prima di pensare a lanciare sul mercato un qualsiasi prodotto e/o servizio col quale si desidera guadagnare con internet, è necessario effettuare tutta una serie di fondamentali step “propedeutici”, che costituiranno le basi del futuro successo commerciale.

Qui di seguito, verranno presi in considerazione quelli che sono i punti più importanti per iniziare un business online, in modo da partire subito col piede giusto.

Questo non significa, ovviamente, che il successo sarà garantito al 100%. Tuttavia, seguendo le “best practices” qui di seguito descritte, almeno si eviteranno quelli che sono gli errori più clamori e ricorrenti.

1. Parti dal mercato e non dalla tua idea.

Dai alle persone quello che vogliono e farai i soldi. Dagli quello di cui tu ritieni che abbiano bisogno e, molto probabilmente, farai la fame.

In questi tempi di marketing creativo, in cui il detto di Jobs “le persone non sanno quello che vogliono fino a che non lo si mostra loro” è diventato un dogma, può sembrare un po’ all’antica – per non dire una vera e propria bestemmia – consigliare di partire dal mercato.

Ovviamente l’idea geniale che sbaraglia i competitors e ragrannella un sacco di soldi è sempre esistita e sempre esisterà…peccato solo che di Steve Jobs non ne nascano tutti i giorni.

Detto in parole povere, a meno che tu non sia un genio visionario capace di avere intuizioni straordinarie, allora lascia perdere i fuori classe e vai sul sicuro: cerca di capire cosa vogliono comprare davvero le persone là fuori.

Ovvio che questo non implica, per forza di cose, che la tua idea non debba combaciare mai le esigenze del mercato ma, per esperienza, ti dico che la maggior parte delle volte non è così. Quindi, molto spesso, dovrai essere pronto a rimettere pesantemente in discussione la tua idea di business online.

2 . Individua una nicchia “problematica”.

Ok, hai deciso che guardare al mercato sia una buona cosa e quindi adesso sei pronto per individuare la nicchia all’interno della quale andrai ad operare!

Ma cosa è una nicchia commerciale? Sono state date tante definizioni, ma quella che mi piace di più – in quanto la ritengo concreta e illuminante – è questa: una nicchia è un insieme di persone che hanno un problema comune da risolvere.

La parolina magica è questa: problema. Là dove ci sono problemi da risolvere, allora quasi sicuramente ci sarà anche la possibilità di guadagnare molti soldi.

Come? Semplice: tu sarai quello che venderà la soluzione al problema. 🙂

Ovvio, però, che devono essere problemi reali. Tuttavia, se sei partito dalle vere esigenze del mercato (così come ti ho suggerito al punto precedente), allora eviterai di fare l’errore comune a molti: creare soluzioni in cerca di problemi che non esistono.

3. Crea la tua USP.

USP significa “unique selling proposition” che, tradotto in italiano, significa all’incirca “proposta di vendita unica”. Nella pratica commerciale significa che, se vuoi elevarti dalla massa dei tuoi competitors, allora devi distinguerti grazie a una caratteristica che venga percepita come unica ed esclusiva.

Questo implica che, se vuoi veramente guadagnare con internet, allora dovrai fare in modo che:

  • I potenziali clienti ti devono percepire, prima di tutto, come uno specialista capace di risolvere il loro specifico problema. E’ solo un esempio ma rende l’idea: se tu hai un problema di cuore ti fidi di più del parere del medico generico, o di quello del cardiologo?
  • Da quanto appena detto discende che, agli occhi dei tuoi prospects, dovrai figurare come specializzato solo – e non anche – in uno specifico problema. Ricorda sempre che, in una guerra di marketing, è molto raro che il generalista possa battere lo specialista.
  • Individua una caratteristica del tuo prodotto/servizio e comunicala in ogni tua campagna di marketing. Non deve essere per forza qualcosa che hai tu in esclusiva ma, nel momento in cui sarai il primo a metterla in risalto e a comunicarla, sarà come se lo fosse. Nella mente dei clienti esiste solo ciò che viene comunicato…

Vuoi un esempio di business online vincente grazie a una buona USP? In questo momento, fra i tanti, mi viene in mente la nicchia del dating online. Ebbene, pur essendo una nicchia satura e iper competitiva, qualche anno fa una startup riuscì ad avere successo creando una community di dating online dedicata solo alle persone belle.

4. Fatti conoscere regalando valore.

Ci sono startup che magari fanno bene tutti e tre i punti sopra citati, ma poi falliscono perché hanno fretta di vendere subito. E’ naturale che se i potenziali clienti non ti conoscono, saranno po’ diffidenti e restii ad acquistare da te!

Pertanto è indispensabile che tu possa dargli un “assaggio” di quello che puoi fare per loro, regalando valore. Cosa significa in pratica? Semplice: che prima di acquistare devono avere la possibilità di poter valutare un minimo la bontà di ciò che offri.

Tradotto nella pratica, questo significa molte cose diverse a seconda di quella che è la tua offerta. Ti faccio alcuni esempi pratici, così puoi capire di cosa stiamo parlando:

  • Se ciò che vendi consiste in una membership (sito ad abbonamento mensile), allora potresti offrire il primo mese di ingresso gratuito.
  • Se vendi un infoprodotto, potresti regalare 20-30 minuti del tuo prodotto.
  • Se offri un software, allora rendilo gratuito per le prime 2-3 settimane di utilizzo.
  • Se vendi un servizio online che risolve determinati problemi, allora dai l’accesso gratuito a una parte delle funzionalità e rendi invece a pagamento il pacchetto completo.
  • Eccetera…

Insomma: le possibilità attraverso le quali puoi offrire valore sono davvero molte e non esiste una ricetta unica che vada bene per tutti. Consiglio: rifletti bene su quello che offri ed escogita un modo semplice, attraverso il quale poter dare un valore reale ai tuoi potenziali clienti senza chiedere subito denaro.

Ci sarebbero tante altre cose da dire ma, se metterai in pratica una buona strategia di marketing seguendo i quattro step fondamentali che ti ho suggerito sopra, è altamente probabile che riuscirai a partire col piede giusto.

Se desideri approfondire queste tematiche e conoscere altri errori che possono impedirti di guadagnare con internet, allora scarica ora il nostro seminario audio gratuito “La verità sul guadagnare online in Italia”:

Red Bull trasforma i tuoi tweet in musica

Red Bull si caratterizza per essere un marchio innovativo nello stile e nell’anima, a confermare questa sua vocazione ecco il suo ultimo ed interessante progetto.
Il 12 maggio scorso a Melbourne ha organizzato un evento musicale senza precedenti a cui hanno partecipato Aloe Blacc, tre esperti di musica elettronica, un bassista, un percussionista e quindici membri dell’orchestra giovanile australiana. Si sono esibiti sul palco per creare una nuova esperienza, un nuovo tipo di beat music sotto la sapiente direzione del noto compositore Tamil Rogeon.

A seguito del successo dell’evento musicale, Red Bull ha deciso di prolungare l’esperienza musicale creando una piattaforma intelligente che riesce a trasformare i tweets in musica.
Il prodotto di questa piattaforma è un sito interattivo in cui gli utenti possono inserire i loro 120 caratteri che vengono poi analizzati dal software e convertiti in “battiti musicali“.

L’algoritmo che converte le parole in musica è stato programmato in modo che, grazie ad un codice di sentiment analysis, determini se i tweets sono felici o tristi, assegnando i suoni appropriati ad ogni parola. Oltre alle parole si possono aggiungere hashtags come #deephouse o #triphopdrumnbass, per aggiungere alla melodia alcuni effetti da vero dj. Tutti i campioni che l’algoritmo assegna alle parole sono stati registrati dagli artisti che hanno partecipato all’evento del 12 maggio e dopo l’incisione sulla piattaforma possono essere condivisi sui social network.

L’esperienza è aperta a tutti gli utenti a questo link.