Sumatra e l'allarme Tsunami su Twitter

Ancora una volta Twitter si rivela un ottimo strumento di comunicazione, sostenuto da un account molto utile

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing


Ricordate il terremoto in Giappone dello scorso 11 marzo? In Ninja Marketing avevamo seguito la notizia con attenzione (qui il post I social media raccontano il terremoto in Giappone), non solo per offrire il nostro contributo (con l’iniziativa Creatives for Japan, ricordate?) ma anche perché ci aveva colpito come la social sfera abbia saputo “aiutare” le vittime del sisma, agevolando la comunicazione verso l’esterno.

Bene: se siete su Twitter in queste ore potete seguire le ultime news sul terremoto avvenuto poche ore fa a Sumatra grazie all’omonimo Trending Topic.


Una non notizia, dato che nell’ultimo anno ad ogni grande avvenimento è corrisposto anche un trending topic che di fatto diventava il megafono per chi quell’avvenimento vivevano: quello che però ci ha colpito oggi è l’esistenza di quest’account, @NewEarthquake:


Un account creato appositamente per condividere informazioni sulle scosse di terremoto, in grado di rendere più agevole lo smistamento di messaggi di importanza fondamentale, come appunto il sopraggiungere di uno tsunami.

Sperando che l’allarme cessi e nessuna onda anomala si abbatta sulla sfortunata isola di Sumatra (mentre scriviamo le notizie si susseguono) ci lasciamo andare a una piccola riflessione.

Possiamo ormai considerare Twitter come un vero e proprio leader della comunicazione, ad ogni livello. Si cita il social network pensato da Jack Dorsey come bacino di opinioni, mezzo per misurare quale sia il gradimento (o meno) dell’opinione pubblica rispetto a un fatto, un personaggio o un episodio di interesse generale: ma questo aspetto di carattere più “sociale” sta diventando forse il vero valore aggiunto di questo fantastico social network.

È indubbio di come Twitter sappia rendere l’informazione , come e forse più dei canali considerati convenzionali come la CNN, immediata e condivisa, trasformando ogni utente in reporter che può offrire un contributo, rendendolo HUB di distribuzione e concretizzando la cosiddetta teoria dei 6 gradi di separazione: una capacità che ad esempio su Facebook si sta piano piano perdendo (a discapito dei messaggi in 140 battute) nonostante le potenzialità tecnologiche offerte siano – dal lato pratico – le stesse di Twitter.

Anche questa, se vogliamo, una non notizia. Ma ci piace pensare che se manterrà e potenzierà questo aspetto, Twitter di fatto potrà garantire la libera circolazione dell’informazione abilitando ogni utente ad accedere alle notizie in maniera immediata e genuina.

Certo, i troll sono sempre alla finestra e le notizie possono essere rilanciate in maniera mendace: ma di certo, la Rete ha insito in sè il valore aggiunto di saper isolare il virus di una notizia fasulla.

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