Come gli SMS hanno cambiato il mondo [INFOGRAFICA]

Perchè gli SMS hanno cambiato il mondo? Anche se cresce il numero di smartphone nel mondo (l’Italia ha il primato di avere il rapporto più alto di utenti con smarthphone) lo strumento più usato e di massa è il caro e “vecchio” messaggino di testo!

 INFOGRAFICA SMS

source business2community

Se vi è venuta volgia di inviare un SMS, visto che da Internet è possibile inviare SMS gratis, vi giriamo questa lista di servizi online per inviare SMS gratis [raccolti da EMC Elettronica]
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What happens in Tallinn, doesn’t stay in Estonia

Tallin, 400.000 abitanti, la capitale dell’Estonia, un mercato di 1.300.000 persone. Non certo sufficiente per investire in un business nazionale. Eppure c’è una ecosistema di startup variegato ed in crescita, composto da incubatori tecnologici e creativi, acceleratori privati e community di innovatori digitali.

Ormai ha una decina d’anni Tehnopol, un parco tecnologico che ospita più di 150 imprese di cui 20 sono startup supportate dall’incubatore locale. Poi nel 2006 il Comune di Tallinn ha creato l’ESA, un programma che al suo interno ha tre differenti incubatori, tra cui il Creative Incubator.

Molto più recentemente si sono sviluppate realtà come Garage48 e Wise Guys, la prima una serie di eventi diventato anche spazio di co-working, il secondo un acceleratore privato.

Per esplorare l’ecosistema dell’innovazione estone, ho intervistato i project manager di queste realtà, ottenendo due parole chiave, che indicano le ragioni del fermento locale: internazionalizzazione e cooperazione.

Il parco tecnologico Tehnopol verso i nuovi settori Med e Clean Teach

Il tema (e la necessità) dell’internazionalizzazione emerge fin dalla prima intervista con l’Incubation Manager di Tehnopol, Kati Nikopensius: “In Estonia, il mercato nazionale è piccolo anche per il proof of concept. Per questo le nostre startup devono essere innovative fin dall’inizio. Il modo migliore per fare crescere il proprio business è quindi vivere per tre mesi nel mercato di riferimento per comprendere i bisogni dei consumatori e stabilire partnership commerciali. Per poi tornare nella nazione di partenza per sviluppare il prodotto, visto che spesso il costo del lavoro è inferiore.”

L’apertura ai mercati stranieri consente anche di bypassare il problema della scarsità degli investitori in Estonia, indispensabili per i nuovi settori emergenti all’interno del Tehnopol, ovvero CleanTech e MedTech.

Il Creative Incubator supporta le industrie creative attraverso il soft landing

Rivolti alle industrie creative e ai servizi digitali, sono invece gli incubatori fondati dal Comune di Tallinn. In particolare il Tallinn Creative Incubator fornisce uffici e servizi di consulenza per imprese in vari ambiti creativi, come l’animazione, il design di prodotto e il fashion.

Anche in questo caso Liivi Kumari e Helen Piir, rispettivamente project manager e office manager del Creative Incubator, mi spiegano l’importanza dell’internazionalizzazione descrivendomi i servizi di soft landing offerti da Tehnopol ed ESA in collaborazione con incubatori di altri Paesi Baltici.

Il soft landing consente alle imprese che intendono espandersi in mercati stranieri di essere ospitate per un periodo di tempo nell’incubatore del Paese di interesse. Grazie alla partnership con l’incubatore straniero, le startup estoni sono così supportate da uno staff locale che conosce il contesto e quindi velocizza la ricerca di contatti commerciali, oltre a dare un supporto di consulenza e coaching.

 

Dall’evento al coworking di Garage48

Un altro strumento di internazionalizzazione per le startup sono gli eventi di progettazione, come quelli organizzati da Garage48. Si tratta di un format simile a Startup Weekend in quanto prevede lo sviluppo di un’idea di business in un weekend, ma è diffuso soprattutto nell’Est Europa e nei paesi emergenti del Nord Africa.

Attraverso l’organizzazione di differenti tappe di Garage48 nei Paesi Baltici si è creato un network di free lance, PMI e startup che avevano l’esigenza di trovararsi in un luogo fisico stabile. E’ nato così il Garage48 Hub, dove è possibile affittare una scrivania, per un’ora o per un mese, e partecipare agli eventi bisettimanali di networking.

La frequentazione della community di creativi di Tallinn, che, grazie agli eventi organizzati da Garage48 ha moltissime relazioni transnazionali, diventa una strategia molto importante in funzione dello sviluppo del business.

Come evidenzia Hannes Lents, Project Manager di Garage48: “il marketing diventa importante in stadi avanzati, quando si ricevono finanziamenti oltre i 500K$. Per il proof of concept e per gli early stage, nel primo anno e mezzo di sviluppo, il marketing non è necessario. E’ necessario sviluppare un prodotto di interesse, buttarlo nel mercato, avere feedback e contare sulla diffusione virale attraverso il proprio network.”

L’acceleratore Wise Guys

Infine ecco la realtà più giovane e, al contempo, più internazionale. L’acceleratore Wise Guys è infatti nato un mese fa a partire dall’iniziativa degli stessi fondatori di Springboard, l’acceleratore londinese. Dopo aver notato l’elevato numero di richieste provenienti dall’Estonia per il programma brittannico, hanno infatti deciso di aprire un programma locale.

Delle 240 richieste ricevute per la prima edizione del programma, sono stati selezionati 8 team internazionali, provenienti dall’Estonia, dalla Croazia, dalla Germania, dall’Olanda e dalla Gran Bretagna.

I team, per 10 settimane, vivono in un open-space tappezzato di Business Model Generator nel quale ogni giorno incontrano 8 differenti mentor.
La Community Manager Elise Sass ci spiega che è questo il cuore del programma: “il fatto che ogni giorno i team siano sottoposti a così tante domande (molte delle quali anche stupide), li rende pronti a rispondere ad ogni tipo di domanda: non saranno mai più colti di sorpresa”.

“I mentor spesso lavorano in altri acceleratori o incubatori nazionali (da Garage48, agli incubatori universitari) e internazionali (come Startup Sauna ad Helsinki, di cui vi ho parlato la scorsa settimana). Con questa altre realtà siamo anche molto ‘aperti’, condividiamo informazioni. Ovviamente con loro c’è competizione, perché ognuno vuole avere i team migliori. Però ci siamo accorti che più informazioni si condividono, più i team ne beneficiano, ovvero diventano startup molto più forti”.

Facebook ha acquistato anche Karma

Sarà stata probabilmente la quotazione che ha assorbito tutta l’attenzione pubblica, ma è di ieri la notizia “in sordina” dell’acquisto di Karma da parte di Facebook (proprio alla fine del primo giorno in Borsa). Traduciamo liberamente dal post che ne riporta la news:

“Siamo eccitati nell’annunciare che Karma è stato acquistato da Facebook. Il servizio offerto da Karma continuerà a operare a pieni ritmi. Combinando l’incredibile passione della nostra community con la piattaforma Facebook, possiamo sorprendere gli utenti in diversi modi. Ci aspetta un futuro roseo.”

L’app di mobile gifting Karma permette appunto di trovare e inviare doni a amici e conoscenti, grazie all’acquisizione dei dati proprio da Facebook e la conseguente profilazione degli utenti.

“Insieme [a Facebook] possiamo celebrare i momenti importanti in un modo prima impossibile.”

5 tweet ironici sulla quotazione in Borsa di Facebook

La quotazione in Borsa di Facebook è sicuramente un evento speciale, per tantissimi motivi. E ha suscitato molte reazioni! In particolare, esperti e meno esperti si sono interrogati sul modello di business, mentre su Twitter tanti utenti si sono scatenati alla guerra dei tweet più divertenti sulla vicenda. Eccone una piccola selezione, riprendendo l’articolo di GizmodoThe 11 Funniest Tweets About Facebook IPOpocalypse“. Enjoy 😉

Per Google e Facebook il 2012 è un anno all'insegna del lobbying

A Washington D.C. succede di tutto e società del calibro di Google e Facebook certamente non stanno a guardare.
Quest’anno, come riportato dal database del Senato USA sul lobbying, entrambe le società pare abbiano speso parecchio per aggiudicarsi la benevolenza dei politici d’oltreoceano.

Cominciamo con Google

Da quanto si evince dai report del senato, la società di Mountain View ha raggiunto un record di spesa nel primo Quadrimestre del 2012, raggiungendo la vetta dei $5.03 milioni, più che triplicando la spesa rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.
I dati non mentono: nell’intero 2011, infatti, Google ha speso “solo” 9.7 milioni di dollari in lobbying.

A questo punto cerchiamo di capire cosa sta spingendo il più popolare motore di ricerca a Washington.

La strategia messa in atto da Google si focalizza principalmente su SOPA, riforma dei brevetti, data privacy, norme sull’online advertising, proprietà intellettuale e problemi sul marchio, cyber sicurezza, energie rinnovabili, libertà di espressione e censura, riforma dell’immigrazione e lo Startup Visa Act, scienza, tecnologia, commercio libero, cloud computing, riforma del sistema fiscale e ancora tanti altri temi, a giudicare da quanto riportato da Techcrunch USA

Sempre il celebre sito US di proprietà di AOL ci informa che Google ha gradatamente aumentato la spendita di danaro a Washington con l’arrivo nei banchi del Congresso della SOPA.

Inoltre, come se non bastasse anche aree quali la consumer privacy e l’antitrust hanno richiesto un grande impegno da parte del management di Mountain View, considerata la costante pressione sotto cui sono stati posti dal governo.

Veniamo al trend del momento: Facebook

A partire dalla richiesta di IPO, il social network ha letteralmente triplicato i suoi sforzi economici a Washington.
Infatti, nel Q1 2011 sono stati spesi $230k, mentre nello stesso periodo del 2012 ben $650K.
Solo nel 2011 Facebook ha sborsato un po’ più di 1 milione di dollari!

Intuitivamente è semplice arrivarci, le aree del focus “lobbistico” di Facebook sono principalmente: restrizioni all’accesso internet da parte di governi esteri (es. Cina), leggi sulla privacy online, servizi di tipo location-based, misure di sicurezze online, immigrazione, cyber sicurezza.
Va sottolineato che la società capitanata da Zuckerberg ha avuto molto da fare in termini di privacy, considerate tutte vicissitudini che l’hanno vista protagonista.


Non di meno, è evidente alla luce delle battaglie legali con Yahoo che la spinta esercitata da Facebook a Washington deve assolutamente concentrarsi anche e soprattutto per promuovere una riforma del diritto dei brevetti.

Ad ogni modo, considerato l’imminente debuto sul mercato, Facebook si è data un gran da fare attraverso il suo nuovo “political action committee”.

Facebook si quota al Nasdaq, è ufficiale l'esordio a Wall Street

E’ ufficiale, Facebook è un’azienda quotata a Wall Street!
Terminata la fase di roadshow, finalmente è arrivato il giorno del debutto al Nasdaq per il social network di Zuckerberg che ha offerto oltre 420 milioni di azioni ciascuna del valore di 38$ per una valutazione complessiva pari a 104 miliardi di dollari.
Il titolo da oggi sarà riconoscibile con la sigla FB.

Si tratta della seconda più grande IPO di sempre nella storia Americana, di poco inferiore a quella di Visa nel 2008 e di poco superiore a quella di General Motors nel 2010 e si tratta della più grande in assoluto per un titolo tecnologico.
Zuckerberg ha mantenuto per se una quota del 57,3% dei diritti di voto che gli permetterà di continuare a controllare saldamente il timone della sua società.

Credits: Statista

Qual è il reale potenziale di Facebook?

Nelle ultime settimane si è speculato molto sul valore dell’IPO di Facebook e si è molto discusso se fosse adeguato o meno rispetto a quanto vale oggi l’azienda.
Gli esperti del settore si sono divisi tra scettici ed entusiasti, con i primi che hanno manifestato grossi dubbi sulle capacità di Facebook di crescere ulteriormente nei prossimi anni ed i secondi che invece sono convintissimi dei risultati positivi che arriveranno anche grazie al tanto discusso mobile, che invece potrebbe risultare il volano dei micropagamenti.

Perché Facebook si è quotata in borsa?

Apparentemente Facebook non ha bisogno di ulteriore liquidità e non ha, nel breve periodo, in programma investimenti tali da giustificare la quotazione.
E’ invece piuttosto probabile che il Zuckerberg voglia trasformare il suo social network in un’esperienza molto più ampia per le persone, considerando che a breve si conteranno un miliardo di iscritti in tutto il mondo.

Oltre a queste ragioni le regole della Securities and Exchange Commission (SEC) impongono alle aziende private con più di 500 azionisti di adempiere ad una serie di operazioni di reporting finanziario periodico tipiche delle aziende quotate.
Facebook tecnicamente avrebbe potuto decidere di rimanere privata e rispettare le regole della SEC, ma a questo punto avrebbe non ne avrebbe colto alcun beneficio.

Da oggi ci sono tanti ricchi in più negli USA

Tra i primi a festeggiare ci saranno sicuramente i dipendenti Facebook che nel tempo hanno accumulato azioni della società quando la stessa aveva un valore nettamente inferiore e che da oggi si ritroveranno con un portafoglio finanziario estremamente rivalutato.

D’altronde è questo uno dei motivi per cui tanti giovani iniziano a lavorare nelle startup accontentandosi inizialmente solo di un paga molto bassa e di una quota della società, che per i più fortunati si trasformerà in una vera e propria fortuna.

I videogames retrò invadono il mondo reale

Ricordate i primi videogames, con grafiche elementari, forme geometriche e bassa risoluzione? Patrick Runte ha dato loro nuova vita, trasportandoli nel mondo reale.

Con il progetto Jump ‘N’ Run i classici retrò come Pacman, Space Invaders  e Tetris tornano ad invadere le strade.

Volkswagen Polo: tranquillo papà, è in buone mani [VIDEO]

A pochi giorni dalla festa della mamma Volkswagen rende omaggio a tutti i papà con il promo della nuova Polo: un 90 secondi emozionale che esalta la sicurezza dell’auto legandosi ai valori di protezione e attenzione dei genitori nei confronti dei figli

Il video racconta la storia di un genitore, concentrandosi principalmente sulla figura paterna, che si prende cura della propria figlia dai primi mesi di vita fino a quando, suo malgrado, deve lasciarla andare affichè percorra il suo cammino da sola. Nel distaccarsi però il padre si assicura che il percorso possa proseguire in sicurezza donandole la nuova Polo. Qui compare il claim della casa tedesca: “Stay in safe Hands” ovvero “Stai in mani sicure”.

Trovata ricercata e con risultato ad effetto quella dell’agenzia DDB di Londra che realizza uno spot dai forti caratteri emozionali, discostandosi dai più comuni commercial delle case produttrici di automobili e sicuramente più vicino a spot come quello dei grandi magazzini John Lewis dello scorso Natale o quello di P&G per le prossime olimpiadi legato invece al mondo delle mamme.

Il video è curatissimo nei dettagli: la musica, molto importante per video di questo tipo in cui non vi è wording, è stata curata dal gruppo Sniffy Dog, specializzato nella realizzazione di musiche per spot, che ha creato il pezzo “Whispers and Stories” ricercatissimo dagli utenti di Youtube, come si evince dai commenti del video.

Infine nello spot è stato previsto persino un cameo: nella prima scena del video, sulla sinistra si può notare parcheggiata una Volkswagen Polo di venticinque anni fa’, un particolare che rende ancora più “romantico” lo spot.

LEGO apps: quando il mobile marketing si trasforma in gioco

Le costruzioni LEGO sono uno dei pochi giochi che da 50 anni a questa parte, nonostante il loro concept sostanzialmente semplice, hanno riscosso sempre tantissimo successo in generazioni anche molto diverse tra loro.

In questo ultimo decennio tuttavia abbiamo assistito anche a un forte sviluppo del settore delle nuove tecnologie in tutti i campi e a una crescente ingerenza che queste ultime hanno avuto sulle nuove generazioni. Le nuove tecnologie sono infatti il settore rispetto al quale si è avvertito maggiormente un cambiamento in relazione all’approccio al gioco da parte di bambini e ragazzi.

I propietari della LEGO devono dunque aver notato questa trasformazione generazionale e, per  essere a passo con i tempi, hanno pensato bene di investire moltissime risorse nel settore delle nuove tecnologie, senza ovviamente trascurare quella maggiormente in ascesa,  il mobile.

Ecco perché oggi , dopo avervi presentato in passato l’innovativa Life of Georgeandiamo a scoprire assieme altre applicazioni che la compagnia danese di mattoncini in miniatura ha realizzato per grandi e piccini. L’obiettivo dell’azienda è uno solo:  creare apps che rinforzino il brand LEGO, stimolando la fantasia e la creatività degli utenti  e eliminando quel vuoto venutosi a creare tra il gioco “fisico” e quello “digitale”.

LEGO Photo

Prima app ad esser lanciata da LEGO nel lontano Dicembre 2009, LEGO Photo è un applicazione molto ben curata che consente agli utenti di dare un tocco in stile lego alle proprie foto, trasformandole in mosaici di mattoncini colorati. Le foto-mosaico potranno poi essere salvate sul dispositivo o condivise sui vari social network.

Dopo il lancio, nel gennaio 2010, LEGO Photo  aveva già raggiunto i 2 milioni di download, posizionandosi al 32° posto tra le app più scaricate su iTunes negli USA. L’app, scaricabile dall’App Store, attualmente è disponibile solo per dispositivi iOS.

LEGO Super Hero Movie Maker

Lo scorso Aprile LEGO, in occasione del lancio della sua nuova  serie di personaggi montabili ispirati ai super eroi della DC Universe, ha lanciato LEGO Super Hero Movie Maker, un’app che consente agli utenti di creare filmati con fantastici stop-motion.

L’app è adatta per far divertire tutta la famiglia: è infatti dotata di alcuni semplici tools e guide che rendono molto facile girare e montare il filmato aggiungendovi anche delle singolari colonne sonore tra le 5 disponibili. Si possono inoltre applicare alcuni effetti filtro di colore,  inserire schermate  personalizzabili con uno degli 11 titoli delle carte Lego Super Heroes messi a disposizione per poi caricare il tutto online su YouTube.

Ecco il fantastico trailer di presentazione dell’applicazione:

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L’app è diponibile su App Store solo per dispositivi iOS. Una splendida idea anche di marketing, dunque.

LEGO Duplo Jams

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=R5ZekWYNJuM’]

LEGO Duplo Jams è un’app creata per aiutare i bambini a crescere divertendosi. Stimolando i bambini a compiere determinate azioni, combina assieme giochini divertenti e una musichetta molto coinvolgente. Nel creare questa app Lego ha lavorato con la celebre agenzia di pubblicità Pereira & O’Dell .

Questa applicazione è rivolta a bambini dai 2-5 anni che stanno cominciando a sviluppare abilità cognitive come il tatto, ragion per cui la società ha deciso di sfruttare il mobile come strumento di apprendimento.

È possibile scegliere tra 5 diverse scene con cui giocare, ognuna delle quali associata allo sviluppo di una particolare abilità cognitiva: la corsa automobilistica, il trenino, il mare, la fattoria con gli animali, il razzo e una speciale modalità “è ora di andare a letto”. Nella corsa autombolisitica ad esempio i piccoli imparano il concetto di velocità interagento con l’automobilina: più toccano le ruote più la macchinina corre.

LEGO Duplo Jams è disponibile sia su piattaforma Android che iOS.

LEGO Creationary

Questo gioco si basa sull’omonimo gioco da tavolo made in LEGO ideato per bambini ma adatto per tutta la famiglia: è una sorta di puzzle game che consite nell’indovinare prima che scada il tempo una figura che va costruendosi con blocchetti LEGO, associandola a una delle 4 immagini che compariranno agli angoli dello schermo. Il tutto dopo che si è lanciato un dato e scelta una categoria di immagini tra natura, veicoli, edifici o cose. Più velocemente indovini, più punti guadagni.

L’app permette anche di condividere poi i propri risultati via mail o su facebook. Disponibile sia su iOS che Android.

LEGO Hero Factory

Lego Hero Factory è un video-game sviluppato solo per piattaforma iOS, basato sul gioco LEGO omonimo. Nella Hero Factory il giocatore prende controllo di un eroe, Rocka, e deve guidarlo nella suo tentativo di liberare la Factory dal controllo nemico. Il gioco in realtà agisce come un’estensione di un gioco on-line simile ma con più livelli ospitato sul sito LEGO Hero Factory: giocando infatti i giocatori potranno acquisire codici per sbloccare altri contenuti.

Un gioco molto fluido e davvero appassionante, adatto ad adulti e bambini.

LEGO MINDroid

LEGO ha lanciato MINDroid per piattaforma Android, un’ app di controllo remoto che consente agli utenti di comandare un robot a distanza direttamente da smartphone. Il robots in questione è il Mindstorm NXT, prodotto sempre da LEGO, e questa app oltre ad essere stata la prima a comparire sul caro e vecchio Android Market è l’ennesima conferma del tentativo da parte della società danese di voler creare una fusione tra i suoi prodotti fisici e digitali in un unico nuovo genere di gioco.

Grazie a una connessione wireless con il robot, ruotando o scuotendo lo smartphone saremmo in grado di far andare il Mindstorm NXT avanti e indietro o girarlo sui lati. Ma queste sono solo alcune dei tanti “ordini” che potrete dare al vostro robot. Non ci credete? Guardate questo video per la conferma:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=zQuHA-oanHA’]

Queste che vi abbiamo mostrato sono solo 6 delle tante app che LEGO ha prodotto (specialmente per iOS) e continuerà a produrre. Metterete anche voi il vostro primo mattoncino digitale?

Nuovo packaging eco-chic per De Cecco [INTERVISTA]

De Cecco ha pronto un nuovo packaging minimale ed eco-friendly, opera di una studentessa americana ventenne che ha lavorato al progetto come esercizio in un programma scolastico. La giovane designer si chiama Melanie Chernock, e noi ninja l’abbiamo intervistata!

Nelle nuove confezioni hai eliminato buona parte dell’involucro, è stata una scelta eco friendly o ti piaceva l’idea di mettere la pasta “in vetrina”?

Entrambe le cose. Volevo esibire il prodotto il più possibile e allo stesso tempo utilizzare materiali ecosostenibili.

Il packaging per De Cecco era un project work scolastico, hai mangiato molta pasta per trovare l’ispirazione?

Per un po’ sono andata in giro per negozi come Eataly e Dean & Deluca, ma alla fine mi sono concentrata di più sul prodotto che sul suo aspetto!

Di quale cibo ti piacerebbe ricreare l’immagine come prossimo lavoro?

In verità vorrei evitare del tutto il cibo! Questo lavoro di redesign era parte di un corso incentrato interamente sul cibo, abbiamo portato avanti circa 10 progetti di food packaging, adesso vorrei dedicarmi ad altro!Qual è il tuo piatto preferito?

Vado matta per macaroni and cheese. A New York, dove vivo, c’è un posto magnifico, S’mac, sono una fan delle loro consegne a domicilio!

Precisiamo che il packaging ideato da Melanie Chernok è un project work studentesco e non una scelta aziendale, quindi non la vedrete sugli scaffali. Abbiamo contattato De Cecco per sapere cosa ne pensano e se ci sono possibilità di un restyling basato sull’innovativa proposta della giovane studentessa. Vi terremo aggiornati 😉

Visto qui!