SECRET CONCERT: Babà Sissoko, 99 POSSE e i 24 GRANA a STUDIO35Live! [EVENTO]

Lo Studio 35 Live ha segnato un’altra tappa musicale in Campania.

Lo scorso sabato 18 febbraio, nell’ atmosfera “intima” ed entusiasmante, tipica dei nostri secret concert, si sono esibiti i BISCA.

I 10 fortunati che sono riusciti a beccarsi i posti gratuiti tra il pubblico, hanno potuto godere a pieno delle “evoluzioni” della band napoletana.

Evoluzioni propriamente antropologiche, di una musica che ha voglia di scavalcare il conformismo imperante, che ha voglia di raccontare i nostri tempi malati di narcosi da iperstimolazione, i nostri tempi intossicati da format mentali e comportamentali.

Insomma una giornata carica di ottima musica e altrettanti ottimi spunti di riflessione che ha visto il nostro pubblico entusiasta.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno inviato le loro domande, che sono state contenuto dell’intervista fatta al rappresentate della band: il cantante e sassofonista Sergio Maglietta.

Vi raccomandiamo di non smettere di inviare i vostri quesiti per le nostre interviste anche ai prossimi artisti!

La voce del pubblico è il carburante di ogni artista!

Nell’attesa di pubblicare la nostra chiacchierata con Sergio, vi diamo un piccolo anticipo “in scatti” (i fortunati Ninja che si sono guadagnati l’ingresso).

Ma le emozioni continuano, il nostro calendario segna già altre tre date, con altri grandi della musica.

I prossimi appuntamenti

Il primo appuntamento vi aspetta il 7 marzo con il grande Babà Sissoko, maestro indiscusso del Tamani, che oltre a godere del primato dell’introduzione del suono del Tamani nella musica moderna maliana, è riuscito nell’impresa di integrare la sua tradizione musicale con le sonorità occidentali, come il jazz e il blues, creando un melange musicale di un effetto straordinario.

Se vi dicessimo Cattivi Guaglioni chi vi verrebbe in mente?

Ebbene si, proprio loro i 99 POSSE che finalmente sono ritornati nel mondo della discografia dopo 10 anni di assenza con il “suono” di Cattivi Guagliuni che segna una sorta di ritorno alle origini e ripropone l’efficacissima miscela di generi che ha caratterizzato la band sin dai suoi esordi.

Ma non è finita qua, vogliamo davvero esagerare, se aggiungessimo altri elementi come: Chicago, registrazione di un nuovo album e Steve Albini, guru dell’hardrock mondiale, storico produttore dei Nirvana cosa vi verrebbe in mente?

Ma non possono che venirvi in mente i 24 GRANA, che stanno sbancando con il loro nuovo album La stessa barca”, in cui è valorizzato al massimo, senza ausilio di “effetti speciali” di alcun tipo, il personalissimo sound della band, tipico dell’indierock americano, e di quei gruppi che negli ultimi trent’anni sono riusciti a consolidarsi al di fuori delle logiche di mercato.

Allora agende alla mano e segnate: 7 marzo Babà Sissoko, 9 marzo 99POSSE e 12 marzo 24 GRANA.

Avete capito bene, abbiamo in serbo per voi una tripletta davvero imperdibile, che solleticherà i palati di tutti voi, che come noi, amate la buona musica.

Partecipa!

Ma ci tocca ricordarvi che, come sempre,  i nostri sono concerti sono in realtà le registrazioni della trasmissione cross mediale STUDIO35Live che prevedono la partecipazione di un “pubblico di intimi”: questo significa che bisogna aggiudicarsi i posti.

E allora, che cosa aspettate?
Anche questa volta per partecipare all’evento dovrete scrivere a: pubblico_studio35@live.it e si aggiudicheranno i 10 posti gratuiti ad evento, scrivendo nell’oggetto “I’m a NINJA!“, i ninjetti più veloci!

E ricordate anche di inviarci le domande che vorreste venissero fatte ai nostri tre grandi ospiti.

Carpe diem ragazzi, e pure velocemente!… vi aspettiamo!

Articolo di FABIANA AMATO

SSRL: è possibile ripartire con un euro?

Finalmente in Italia iniziamo a preoccuparci seriamente delle nuove generazioni di imprenditori. Lo dimostra l’esordio di una nuova forma societaria, la Società Semplificata a Responsabilità Limitata.

Diamo allora un’occhiata alle principali differenze introdotte dal neonato articolo 2463 bis.

I Soci

Secondo la nuova legge, solo le persone fisiche con meno di 35 anni potranno fondare una Ssrl. Il vincolo permane per tutta la vita della società, per questo al raggiungimento della soglia sono consentite tre alternative: sciogliere la società, estromettere i soci anziani o trasformare la società.

Il Capitale

La società semplificata non richiede il versamento minimo di 10.000€ come nelle Srl. Il capitale sociale minimo è fissato al valore simbolico di 1€ , ottima notizia per chi vuole iniziare investendo somme non sempre abbordabili. In compenso sono consentiti solo conferimenti in denaro, con le modalità già previste per le SRL (art 2342).

La Costituzione

Un’importante novità di questa fase riguarda il notaio, che sparisce! I documenti societari, infatti, dovranno essere redatti sotto forma di Scritture private in base alle indicazioni presenti del codice civile. Gli amministratori dovranno poi depositare la documentazione presso il Registro delle imprese, che entro 15 giorni procederà alle opportune verifiche e all’iscrizione della Società, che da questo momento verrà ad esistere (art 2189). E’ prevista poi un’ulteriore agevolazione, cioè l’abolizione di diritti di segreteria e bolli.

Non è ben chiaro se la comunicazione dovrà avvenire per via telematica, ma se fosse così, allo stato attuale delle cose, sarà necessario recarsi da un intermediario abilitato alle comunicazioni con il registro delle imprese.

In sostanza, il nuovo articolo introduce novità soprattutto per la fase costitutiva, mentre per tutto il resto rimane valida la legislazione vigente per le Srl.

Qualche valutazione: i pro…

L’unico vero grande vantaggio è quello economico. Il costo per la costituzione delle Semplificate potrebbe infatti essere nullo o arrivare a poche centinaia di euro, niente in confronto ai 2500 € richiesti da un notaio per la costituzione di una normale società di capitali.

L’introduzione della nuova forma societaria punta anche ad uno snellimento della procedura burocratica, che in effetti avviene, ma in un primo momento potrebbe non tradursi in un risparmio di tempo per l’utente, visto che dovrà svolgere tutte le pratiche da solo.

Per quantificare meglio i benefici però occorre aspettare l’uscita dei decreti attuativi che determineranno prassi, modulistica e schema da seguire per la redazione dei documenti societari.

… e i contro

E’ divertente notare come tutte le principali novità siano state oggetto di critiche, partendo dall’ammontare minimo di 1€ del capitale, non sufficiente per ottenere credibilità, fino alla scelte riguardanti l’età.

Infatti per molti sembra esagerata la rigidità del vincolo dell’età. Perchè non eliminare direttamente tali costi piuttosto che rimandarli di qualche anno? Ci sarebbe qualcosa da dire anche sulla soglia di 35 anni, poiché spesso in Italia a quell’età ci riteniamo poco più che adolescenti! 🙂

Il mondo delle Startup, invece, vede sfumare la possibilità di ottenere finanziamenti in cambio di equity, perchè nella maggior parte dei casi si cercano capitali attraverso fondi di investimento.

Preoccupa anche il livello di sicurezza.Chi controllerà l’identità dei soggetti e l’autenticità delle firme? Prima se ne occupava il notaio, ma ora? Rischiamo di semplificare ulteriormente la vita a chi specula utilizzando prestanome o addirittura inserendo persone nella società senza il loro consenso?

È davvero questa la soluzione per incentivare i giovani?

Il costo di un Srl è indubbiamente eccessivo e incide negativamente sul bilancio di una Startup alle prime armi, ma non può essere questo il motivo per cui non si riesce a sfondare. Si può iniziare con contratti meno onerosi e che richiedono meno adempimenti fiscali e legali, per poi passare, qualora lo fosse necessario, a un società di capitali.

La SSRL è un inizio, è uno dei motivi per cui oggi è più facile fare impresa, ma soprattutto ci fa capire che le istituzioni pensano anche ai giovani e questo non può essere che positivo.

Ma se davvero l’obiettivo è puntare sui giovani, il primo passo da fare è investire sulla loro formazione “imprenditoriale”. Trovare e sviluppare un’idea non è una passeggiata e richiede un’apertura mentale e un bagaglio che non tutti possono vantare.

Non guardare giù: l'ambient che terrorizza gli inglesi

Alton Towers Resort è il più importante parco divertimenti del Regno Unito ed uno tra quelli con il più alto numero di montagne russe in ambito europeo.

Per promuovere l’inaugurazione della sua nuova montagna russa da urlo, la Nemesis Sub-Terra, Alton Towers Resort prepara una campagna di guerrilla “da paura” creando un’illusione ottica nelle ascensori d’Inghilterra.

Nemesis Sub-Terra è di gran lunga la più terrificante delle nostre attrazioni ed abbiamo voluto mettere alla prova i limiti del popolo inglese per verificare quanto fossero in grado di far fronte a ciò che abbiamo in serbo per loro. Quando abbiamo creato l’illusione ottica all’interno dell’ascensore abbiamo preso in considerazione alcune delle nostre paure più comuni tra cui altezza, buio e claustrofobia, che sono una parte fondamentale della nostra nuova attrazione. Assistere alle reazioni del pubblico è stato affascinante e non vediamo l’ora di vedere cosa succederà quando la gente verrà a provare la nuova attrazione per la prima volta” dichiara Katherine Duckworth, responsabile marketing di Alton Towers Resort.

I clienti sono stati tratti in inganno da un’ illusione 3D creando un effetto alquanto esilarante (quantomeno per noi che assistiamo alle loro reazioni).

Una shopper ha dichiarato: “Un ascensore profondo e buio non è certo ciò che vi aspettate quando girovagate per i centri commerciali a far shopping! All’inizio mi sono spaventata ma, quando ho capito lo scherzo, mi sono divertita a vedere le reazioni delle altre “esche”

Molte campagne di guerrilla stickering o ambient sono creative ed originali, ma poche come questa sono in grado di provocare un’emozione che anticipa al cliente ciò che proverà usufruendo il prodotto offerto.

La campagna ha inoltre provocato un forte buzz: il video promozionale è andato in onda su YouTube ed ha portato a circa 60.300 visite in poco più di una settimana!

Siete pronti a provare la terrificante montagna russa di Alton Tower?

MWC 2012: Nokia 808 PureView, uno smartphone da 41 megapixel!

Il Nokia 808 PureView è la novità più eclatante dell’ultimo Mobile World Congress: molto simile al C7 nell’estetica, questo Nokia promette fotografie mozzafiato, grazie alla sua fotocamera da ben 41 Megapixel, con la garanzia di qualità delle ottiche Carl Zeiss.

Abbiamo seguito a lungo il fenomeno dell’iPhoneografia (anche riportando il mobile reportage ancora in corso di Lisa Bettany) e nelle scorse settimane vi avevamo parlato della convergenza sempre crescente tra mobile e fotografia, ma 41 Mpx ci sembrano davvero tantissimi per un mobile device. In genere, dispositivi come questi vengono pensati come concept: esercizi di stile o di tecnica per conferire prestigio alla casa che li crea. Nokia ha invece annunciato che il suo Nokia 808 monterà Symbian e sarà commercializzato entro maggio.

Avere 41 Megapixel a disposizione vuol dire disporre di una potenza spropositata che, potenzialmente, può regalare grandi risultati in termini di definizione e ingrandimento. Volete un’idea di come potrebbero essere le vostre foto col Nokia 808? Immaginate di aver immortalato questa scalata:

Zoomando, riuscireste a leggere la marca delle scarpe indossate dallo scalatore!

41 Megapixel. E poi?

Ora che il device ha fatto tanto parlare di sè, non ci resta che vedere se Nokia riuscirà a soddisfare tutte le aspettative create nei consumatori. Ad esempio:

  • Perchè è stato montato Symbian Belle invece di Windows 8? Il processore single core da 1,3 ghz riuscirà a reggere bene la qualità delle foto e il sistema operativo Nokia?
  • Una foto da 5 Mpx di buona qualità pesa circa un megabyte. Quanto peseranno quelle fatte con l’808, i 16 Giga di memoria interna saranno abbastanza?
  • Come tutti gli appassionati di fotografia sanno, le dimensioni dei megapixel sono relative: la qualità dell’immagine passa prima dalle lenti ottiche e poi dal sensore digitale. In questo senso, le ottiche Carl Zeiss non ci hanno mai deluso, regalandoci fotografie di qualità superiore. Vedremo se si potrà dire lo stesso anche per l’808.
Siamo in attesa di questo gioiellino, speriamo presto di potervi dare qualche news in piu! 😀

Facebook Studio Awards 2012: ecco tutti i vincitori!

Facebook Studio è un luogo virtuale in cui pubblicitari, social media strategist e marketer di molte agenzie mondiali possono caricare i loro lavori migliori fondati sui principi del 2.0: connessione, engagement, relazione. Una miniera di creatività, che offre anche la possibilità alle idee più belle di essere premiate e ricordate nella storia.

E sono stati proprio nominati i vincitori del Facebook Studio Award 2012, divisi in blue, gold, silver e bronze. Ecco i progetti e le aziende clienti!

#1 Blue

Small Business Saturday 2011 – American Express

#2 Gold

Fashion Tag – Flair

Make a better one yourself, then – KIASMA Museum of Contemporary Art

Serenading Unicorn 2011 – Wrigley

What Zürich Needs – Social Democratic Party of Switzerland

 

#3 Silver

My Blood Group – Health insurance company Dovera

Progress Thru Processors – Intel

#4 Bronze

Community Seeds – Commonwealth Bank

Corrida Sp-Rio 2011 – Nike

Mob the Rainbow – Wrigley

Nike+ GPS App – Nike

MWC 2012: Google dichiara 850mila attivazioni Android al giorno!

Come cominciare la cronaca del Mobile World Congress 2012 di Barcellona se non con il successo di Android?

La massiccia presenza del robottino verde al congresso di Bracellona è innegabile: molti dei devices che verranno lanciati all’evento europeo più importante del settore sono equipaggiati del sistema operativo di Google.

La presenza di Andy Rubin, co-fondatore e CEO della casa che ha sviluppato l’OS, il primo giorno e quella di Eric Schmidt, Executive Chairman di Google, il 28 febbraio, confermano il peso di Android nel mercato tecnologico.

Fonte @TheVerge

E’ proprio Rubin ad aver dichiarato che sono ben 850mila le attivazioni Android al giorno; e come se questo dato non fosse già abbastanza sorprendente, ha aggiunto che i dispositivi targati Android sono ad oggi 300 milioni di cui 12 milioni di tablet, esclusi i Kindle Fire che non hanno anche i servizi di Google inclusi.

Google vuole “raddoppiare” nel 2012!

Le cifre che convincono poco il CEO sono quelle relative alle vendite dei tablet: secondo Rubin il numero dei tablet Android venduti nel 2011, intorno ai 12 milioni di unità, “non era insignificante, ma meno di quanto mi aspetto che sia se si vuole veramente vincere”. Per questo motivo Rubin promette una crescita del doppio (fonte @TheVerge) nel 2012, soprattutto in considerazione del fatto che nel 2011 l’iPad è stato venduto nell’ordine dei 15,4 milioni di unità (comprendendo il modello 1 e 2) solo nell’ultimo trimestre (fonte @agemobile).

Al momento sembra che i fan di Android preferiscano il supporto dello smartphone a quello dei tablet, ma come si sta facendo sempre più evidente anche al WMC di quest’anno, le evoluzioni dei nuovi tablet targati Android e l’arrivo di nuove app dedicate sul market store, promettono buone prospettive anche su quel mercato.

Asus punta infatti qui sul suo famoso PadFone, equipaggiato con Android Ice Cream  Sandwich, l’ibrido tanto discusso a metà 2011 che ingloba in un tablet uno smartphone; Samsung promette lo stesso sistema ma sul suo Galaxy Note 10.1, il tablet dotato di S-Pen come lo smartphone omonimo e che è il prodotto di punta di questo congresso per la casa sudcoreana. Inoltre è ancora da vedere se e come Google sfrutterà l’acquisizione di Motorola.

L’ultimo sistema operativo, la versione Ice Cream Sandwich, riuscirà forse a migliorare le vendite di tutti i devices targati Android perché attenuerà l’effetto negativo della “frammentazione” o “differenziazione” del mercato dei dispositivi su cui è presente l’OS del robottino, ma Google conta anche molto sul proprio market di apps: circa un anno fa Google aveva appena 150.000 applicazioni nel Market Android, ma oggi dichiara che di averne 450.000. E’ una crescita impressionante, ma Apple è ancora lontana, con 550.000 apps ufficiali, anche se alcune stime arrivano fino a 725.000.

Tuttavia, Android è più avanti di altri concorrenti come Microsoft Windows Phone Marketplace (65.000) o BlackBerry App World (60.000).

Rubin a proposito spera in un maggiore impegno anche da parti di chi sviluppa applicazioni come ha dichiarato a The Verge. In sostanza Rubin chiede ai developers ma anche ai fan di impegnarsi maggiormente per Android, dal momento che la differenza tra gli amanti del robottino e quelli della Apple è essenzialmente che quest’ultimi acquistano in egual misura iPhone e iPad, mentre i primi diffidano nel comportamento dell’OS di Google sugli schermi più grandi.

Vedremo cosa invece dichiarerà oggi Eric Schmidt (che terrà la conferenza alle 18) e se si sbottonerà in qualche commento in più!

Love Capital: quando l'affetto finanzia la tua idea

Chiunque abbia un’idea e la volontà di trasformarla in prodotto o servizio, prima o poi si deve confrontare con la necessità di trovare le risorse finanziarie indispensabili per lo startup.

E’ noto che l’aspirante startupper può rivolgersi a svariati tipi di interlocutori, dagli investitori istituzionali a quelli privati, nel tentativo di riuscire a finanziare la propria idea.
Molto spesso si parla di Venture Capitalist e di Business Angel, tralasciando una ulteriore, ma non meno importante, fonte di finanziamento: il Love Capital.

Che cos’è il Love Capital?

Quando si parla di Love Capital ci si riferisce a quelle risorse finanziare provenienti dalla famiglia e/o dalla cerchia di amici dello startupper, quindi sostanzialmente da persone accomunate da un forte e consolidato legame affettivo.

Da un recente sondaggio condotto dalla giornalista Donna Fenn, autrice del libro Upstarts!, al quale hanno risposto 150 giovani CEO degli Stati Uniti, risulta che il 25% delle imprese siano state avviate proprio ottenendo i fondi inizialmente necessari dalle proprie famiglie e dagli amici.

Questo sistema può risultare più veloce di altri e più facile da utilizzare, ma è comunque uno strumento che può avere mille sfaccettature e che, come gli altri, può nascondere tutta una serie di rischi e problematiche.

I vantaggi del Love Capital

Raccogliere fondi presso la propria famiglia e i propri amici può rappresentare un processo più agevole se paragonato alle classiche dinamiche di fund raising.

Ad esempio gli investitori, nel caso del Love Capital, conoscono già molto bene il soggetto imprenditoriale, ne apprezzano (se presenti) tutte le capacità e soprattutto si fidano di lui. Lo startupper dal canto suo può fare affidamento su condizioni sicuramente più flessibili e vivere con meno ansia la dimensione finanziaria.

Le famiglie, in genere, non possono permettersi di contribuire con capitali ingenti, parliamo dunque nella maggior parte dei casi di cifre contenute e proprio per questo motivo il Love Capital è un buon metodo per finanziarsi soprattutto in fase di early stage.

Prestito o investimento?

Il fatto che i soldi provengano da persone care non implica automaticamente che qualcuno sia disposto a regalarceli e il primo quesito da porsi è sicuramente il seguente: per quale forma optare? Prestito o investimento?
La capacità economica e la propensione al rischio dei soggetti coinvolti influisce sulla forma di finanziamento che le persone sono disposte a concederci.

Ottenere un prestito vuol dire disporre di un capitale da rimborsare a una certa scadenza e soprattutto implica che le persone che ce lo hanno concesso non sono interessate direttamente all’andamento dell’impresa.

Al contrario chi decide di investire in una startup lo fa, oltre che per aiutare l’imprenditore, anche perché ne è interessato all’andamento e si aspetta che questo gli procuri un ritorno economico.

Quindi scegliere tra queste due forme implica anche scegliere quale grado di controllo e di influenza avranno le persone sulla gestione e sui risultati dell’impresa.

Possibili rischi

La provenienza del capitale da persone a noi molto vicine non deve farci pensare di essere immuni dai rischi e dai problemi tipici di qualsiasi altra fonte di finanziamento, anzi, in questi casi non ci si gioca solo la fiducia dei finanziatori, ma anche i rapporti di amicizia e i delicati equilibri familiari. Non sono rari i casi in cui iniziative di questo genere determinano la rottura dei rapporti professionali e personali.

E’ buona norma quindi, quando si ha a che fare con il Love Capital, non tralasciare alcun particolare, mettendo in chiaro fin dall’inizio le condizioni e le tempistiche di rimborso, anche per iscritto se necessario.

Kellogg’s e i cereali nati su Twitter

Insieme a Taikan abbiamo visto come il ruolo dei Community Manager sia pieno di responsabilità, dalle quali scaturiscono scelte che, se ben gestite, possono accrescere la brand awareness; a volte invece ci sono casi in cui iniziative nate sui social media sfuggono di mano alle aziende, vedi #McDStories di Mc Donald’s.

Qualche settimana fa Tim Burgess, rocker inglese de The Charlatans, ha twittato per gioco di aver ideato un nuovo cereale dal nome Totes Amazeballs (slang per “assolutamente incredibile”) e che quelli di Kellogg’s erano intenzionati a produrlo.

Kellogg’s invece di replicare e smentire la cosa, ha creato il prodotto! L’azienda ha sviluppato un cereale unico nel suo genere, dal sapore simile al gelato Rocky Road: un mix di marshmallows, pezzi di pasta frolla, uvetta e Coco Pops.
Sulla scatola è rappresentato un cartone animato caricatura di Burgess con un cucchiaio grande e la scritta : “They’re Schhhweet!” imitazione dello slogan’ “They’re grrrreat!” di Tony the Tiger sui Frosted Flakes (Kellogg’s Frosties in Italia, ndr).
Al momento è stata prodotta una sola scatola di Amazeballs Totes solo per Burgess, ma la Kellogg’s è stata inondata di tweet dai fan che vogliono anche loro gli Amazeballs Totes, tanto da far valutare alla società se produrli o meno su scala più ampia.

Cosa ne pensate di questa scelta di Kellogg’s?

A noi è piaciuta moltissimo: l’azienda ha dimostrato di essere un vero wikibrand, favorevole ad ascoltare l’audience, a rischiare e a impegnare risorse per innovare. E soprattutto ci è piaciuto lo spirito, sempre pronto a mettersi in gioco e sfruttare l’occasione (qualcosa di non banale per una multinazionale di quelle dimensioni): per intenderci, un atteggiamento ben diverso da quello di Coca Cola nei confronti di CocaColla.it

City of Samba: il folle carnevale in miniatura [VIDEO]

È uno degli eventi più conosciuti al mondo, il Carnevale di Rio de Janeiro che ogni anno con i suoi spettacoli diverte ed impressiona milioni di spettatori… a ritmo di Samba!

Questa volta lo spettacolo è ancora più sorprendente perché l’intero video è stato realizzato con la tecnica fake tilt-shift in time lapse, producendo cioè una serie di fotografie in sequenza, modificate in post produzione per ottenere l’ effetto di miniaturizzazione della realtà.

Video e brano musicale, entrambi con lo stesso titolo, sono stati realizzati dal film director e musicista brasiliano Jarbas Agnelli che, utilizzando film, fotografie, illustrazioni e musica, riesce sempre a trasmettere nuove idee ed emozioni.