Emozioni e Archetipi: come progettare un contenuto creativo vincente. Quattro chiacchiere con Mirko Pallera [INTERVISTA]

Create!

Siamo agli sgoccioli tra l’anno che fu e l’anno che verrà, in procinto di cliccare sul tasto Reset e stilare i nuovi propositi, pensare un po’ più a noi e, perché no, anche al nostro percorso professionale e alla nostra formazione.

In questo scenario il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce sembra cadere a pennello: si comincia lunedì 28 gennaio, si conclude venerdì 22 marzo per imparare a progettare e gestire un e-commerce di successo (e non solo).

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Ninja Academy, a esattamente un mese dalla partenza definitiva, ha sentito l’esigenza di scambiare quattro chiacchiere con Mirko Pallera, co-fondatore di Ninja Marketing e direttore scientifico del corso insieme a Gianluca Diegoli nonché docente del modulo in Digital Branding e Viral-DNA. 

Comprendere i bisogni psico-sociali e progettare il brand del proprio e-commerce: ecco cosa ci ha svelato in anteprima Mirko Pallera.

Mirko Pallera

Ciao Mirko! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dal modulo in Digital Branding & Viral-DNA?

Abbiamo pensato che un aspetto fondamentale nella progettazione del proprio sito di e-commerce sia la scelta del nome del sito e del brand. Non si tratta di un aspetto di poco conto: Amazon, eBay, ma anche iTunes, oltre ad essere spettacolari piattaforme dal punto di vista tecnologico, hanno dei brand riconoscibili, distintivi e che evocano archetipi potenti e immaginifici.

Il logo di Amazon, oltre a significarci che l’azienda vende di tutto dalla A alla Z (e con grande soddisfazione del cliente, evidenziata dalla freccia che sembra un sorriso) si ricollega a un mito antico, quello delle Amazzoni. Un Mito che parla al nostro “inconscio culturale” evocando una grande forza e velocità (di consegna), attraverso l’utilizzo di un archetipo femminile ma caratterizzato da un forte eroismo e magnetismo. La scelta del giusto Archetipo, delle giuste emozioni, e del Mito principale del brand sono aspetti importanti nella realizzazione di un progetto online.

Per comprendere le dinamiche delle idee contagiose, durante il mio corso, ci rifaremo alla formula CREATE! illustrata nel mio ultimo libro “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)“, entrando nel mondo delle emozioni e delle energie collettive, nelle dinamiche del contagio sociale e delle dinamiche di diffusione delle idee.

Credo che questi temi possano esser molto utili per avere successo nella fase di vendita online!

Quali case history verranno trattate? Potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

Le case history che tratterò non saranno relative solo a progetti di e-commerce. Illustrerò progetti contagiosi: viral video, applicazioni Facebook, memi culturali. Gli esempi sono molti: spazierò fra campagne che hanno sbaragliato a Cannes, come Old Spice o Write the Future di Nike, a fenomeni di costume come i LOLcats (quelle foto con i gattini, una delle cose in assoluto più virali in rete), a classici della storia del viral come Alien Song.

Gli esempi però serviranno sempre per cercare di comprendere le dinamiche di progettazione di un contenuto creativo che possa funzionare in Rete. Ai Guerrieri del Master verranno dati degli strumenti pratici, come il “Viral-DNA Brief Model” per dosare gli elementi necessari a costruire un progetto di successo online.

Il miglior consiglio per viralizzare un contenuto?

Un contenuto non si può “viralizzare”, si può solo progettare a monte seguendo le indicazioni che ho illustrato nelle 250 pagine del mio libro. La formula che ne è derivata è semplice e si riassume in queste parole: Catarsi, Riusabilità, Emozioni, Archetipi, Tensione, Elevazione. Ti faccio vedere un video, ci si vede a lezione!

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Approfitta dello SCONTO early booking:
entro il 7 gennaio puoi acquistare le 40 ore formative del Master a 690 € (anziché 890 €)!

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Knowledge for change. Be Ninja!

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La checklist delle best practice sull'email marketing!

La nostra rubrica è arrivata all’ultimo appuntamento.
Chiudiamo l’anno con una checklist delle best practice fin qui presentate: l’obiettivo è diventare un vero ninja dell’email marketing nel 2013!
Riprendiamo quindi i punti che abbiamo già analizzato insieme in queste settimane, con l’aggiunta di qualche takeaway pratico che possa tornarti utile quotidianamente nella gestione delle tue campagne email.

Sender
Quanta attenzioni poni al mittente delle tue email? Ricorda che la riconoscibilità è il primo passo per ottenere la fiducia da parte dei tuoi utenti.
Takeaway: utilizza il nome della tua azienda, differenzia l’alias a seconda della tipologia di comunicazioni che invii.

Subject
Sfrutta le migliori tecniche di copywriting per impostare un messaggio che sia davvero efficace. Nel dubbio, effettua un A/B test.
Takeaway: concentra l’essenziale nel minor numero di caratteri possibile, al massimo 30.

Pre-header
Subject e pre-header sono complementari: valorizza l’incipit della tua comunicazione e aggiungi un link, per ottimizzare le conversioni.
Takeaway: sfrutta lo spazio dell’header della email per invitare i tuoi utenti a compiere un’azione specifica.

Menu
Potenzia il contatto verso il tuo sito web, specialmente se hai un portale e-commerce, introducendo un menu nell’header delle tue email.
Takeaway: grazie alla presenza del menu trarrai un potenziale vantaggio in termini di conversioni.

Visualizzazione
Controlla sempre la visualizzazione delle tue email su tutte le webmail e i client di posta, nonché verifica come sia la lettura da mobile.
Takeaway: inserisci le call to action con testo editabile; in questo modo anche chi non scarica le immagini potrà essere stimolato all’azione.

Gerarchia delle informazioni
Crea una struttura del layout che sia ottimale per lo sviluppo dei contenuti, mantenendo un buon equilibrio nella proporzione tra testo e immagini.
Takeaway: facilita la fruizione dei tuoi contenuti, utilizza le immagini per arricchire, non per interrompere la lettura.

Call to action
Ricorda che l’invito all’azione è il punto nodale della tua comunicazione; rendi la call to action ben visibile, identificabile e utilizza un messaggio chiaro.
Takeaway: utilizza un lessico che inviti all’azione, trasferendo il concetto di immediatezza/urgenza o sottolineando il vantaggio per l’utente.

Touch point
Rendi l’email un ponte tra tutte le iniziative del tuo brand e struttura una strategia integrata.
Takeaway: utilizza l’email per lanciare un survey online, per invitare i tuoi utenti ad eventi sul territorio o a seguirti sui social network.

Mobile
Per gli utenti che fruiscono dell’email in mobilità prevedi di realizzare una versione che sia ottimizzata negli elementi strutturali (html leggero, layout ridotto, dimensione del font ottimale, inserimento del pre-header e così via).
Takeaway: inizia a pensare responsive per realizzare email che si adattino nella risoluzione, a seconda del dispositivo su cui vengono visualizzate.

Disiscrizione
L’ideale è rendere il processo di disiscrizione semplice, immediato e facilmente identificabile.
Takeaway: inserisci il link di disiscrizione per rendere la pratica più sicura, collocandolo nell’header o nel footer dell’email.

A/B test  
Per scoprire quale sia il messaggio, il layout, la call to action, … più efficace non resta che testare le tue comunicazioni con gli A/B test.
Takeaway: per avere una corretta visione d’insieme metti a confronto i dati di aperture, i click e soprattutto le conversioni.

Analisi aperture e click
Osserva con attenzione le reazioni degli utenti presenti nella tua customer base per rendere il tuo programma di email marketing sempre più efficace.
Takeaway: identifica le campagne che ottengono open e click rate più elevati e analizza nel dettaglio ogni elemento.

NewsletterMonitor
È il tool perfetto da inserire nel kit degli attrezzi di ogni email marketer: trai ispirazione creativa e monitora i tuoi competitor grazie a NewsletterMonitor.
Takeaway: inizia dalla ricerca delle migliori campagne internazionali per trarre spunto dalle best practice.

Non ci resta che augurarvi …

'The Motherhood' feat. Fiat 500L: ironicamente mamme [VIRAL VIDEO]

Essere mamma a volte può essere davvero un’impresa! E l’ultimo video ‘targato’ FIAT UK, pubblicato sul suo canale YouTube, trasmette un quadro realistico della realtà di tantissime mamme.

Una divertente interpretazione della vita familiare di tutti i giorni alle prese con numerose sfide e cambiamenti: dal corpo al guardaroba! Tantissime mamme si identificheranno con almeno uno dei casi rappati dalla mamma nello spot.

Il video ha preso ispirazione da alcuni dei commenti pubblicati in alcuni gruppi di ricerca avviati da Fiat all’inizio di quest’anno. Le mamme desiderano svolgere il loro ruolo genitoriale al meglio, senza però rinunciare alla loro femminilità, al loro stile e al desiderio di sentirsi giovani e alla moda.

Un contatto diretto con il target di riferimento per comprendere meglio le difficoltà e le aspettative delle giovani mamme. Sicuramente una mossa vincente per FIAT che restituisce un’immagine realistica e positiva della donna-mamma moderna, visto anche che in precedenza il brand non aveva dimostrato la stessa sensibilità.

La scorsa estate, infatti, alcuni spot promossi da FIAT Argentina hanno raccolto numerose critiche per il concept giudicato sessista e inverosimile nei confronti dell’immagine della donna e del prodotto stesso. Un errore che ancora oggi purtroppo numerosi creativi tendono a commettere.

AXE Pillow, il rimedio per il giorno dopo [VIDEO]

Non è noto se funzioni per davvero, ma ogni uomo un po’ ci ha sempre sperato: si tratta del leggendario AXE Effect, la pozione magica nascosta nel famoso deodorante che fa cadere ai tuoi piedi tutte le donne nei paraggi.

L’idea del deodorante afrodisiaco è stato il concept che ha contraddistinto da sempre il brand francese che ha veicolato in maniera impeccabile la comunicazione soprattutto con spot che sono diventati dei veri e propri cult come lo storico “Billions” e il filone divertentissimo “Boom chica wah wah”

L’originalità non manca in casa AXE, nonostante il rischio di cadere nel banale, scontato e maschilista sia alto. Lo conferma il nuovo promo che traccia una linea di demarcazione dai precedenti, simulando un “day after” all’utilizzo dell’axe effect: quasi un effetto collaterale del profumo che provoca una strana simbiosi tra i due partner.

Il profumato protagonista dello spot, infatti non riesce più a svincolarsi dall’abbraccio della ragazza in “overdose da AXE” per tutto il giorno successivo al loro incontro. La soluzione però è sempre firmata Axe: The AXE Morning After pillow “il cuscino del giorno dopo”.

Molto divertente lo spot che gioca sul luogo comune del giorno dopo, esasperando un po’ le situazioni con ilarità, creando sfumature intelligenti sullo storico Effetto AXE

L'eCommerce del 2013? Socially-integrated! [INFOGRAFICA]

Avete sviluppato la vostra presenza sui social media aumentando la vostra brand awareness, migliorando la vostra reputation e la relazione con i vostri consumatori ma il ROI e le vostre vendite online non sono quelle sperate? Forse il sito è troppo lento o state sbagliando strategia o, meglio, forse è giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti.

Dopo aver capito quanto sia fondamentale per brand ed aziende avere una reale e attiva presenza online che non può prescindere dai social media e dalla content curation, è ora necessario comprendere che tutto questo da solo non riesce (e non può) generare le vendite ed il successo atteso.

Infatti, come mostra il Second Annual Social Commerce IQ Study condotto da 8thBridge, l’immediato futuro dell’eCommerce non è tanto negli sharing e nel traffico generato dai social media (Facebook in prima posizione con il 2,46% di traffic referral seguito da Pinterest con lo 0,13% e da Twitter con solo lo 0, 07%) ma nei cosiddetti “socially-integrated eCommerce” ossia siti che integrano direttamente al loro interno le funzionalità 2.0.Dunque, non tanto un eCommercenei social media” come i discussi F-Commerce e Facebook pop-up store (per esempio il F-Shop di Fashionara) ma sempre più “con i social media“. La ricerca mostra infatti come i retailer di maggior successo sono quelli classificati come “Social Integrated“, ossia quelle aziende che utilizzano i social media per creare la propria brand awareness e reputation, sviluppare e consolidare relazioni e collaborazione, analizzare ed imparare dai dati e dalle informazioni che ci forniscono sugli utenti ma che affiancano a tutto ciò siti web che integrano sempre più direttamente funzionalità social. Ma in che modo? Ecco una serie di azioni e strumenti emersi dalla ricerca per un Socially Integrated eCommerce di successo:

    • utilizzate le social expression, ossia espressioni uniche e personalizzabili con relativi button creati grazie al Facebook Custom Open Graph. Qualche esempio? “Want”, “Love”, “Have”, “Reccomend”, “Own”, “Needed”, “Tried it”, fino all’uso dei cuoricini “<3”,  con la relativa condivisione e diffusione che ne consegue!
    • implementate il  Facebook Social Login in modo tale che gli utenti possano autenticarsi e dare la loro autorizzazione social, utilissima a brand ed aziende per raccogliere informazioni di marketing.
    • implementate e utilizzate reward, ossia premi e riconoscimenti come sconti o punti da raccogliere ogni volta che si fa una determinata azione: condividere, rispondere a sondaggi, votare, giocare ect.
    • favorite la creazione del vostro Interest Graph, persone che condividono gli stessi interessi e passioni affini al vostro brand.
    • favorite la Social Discovery  consentendo a tutti gli utenti (fan e non fan) di scoprire i vostri prodotti facendo leva sul vostro Interest Graph attraverso strumenti quali le attività recenti, le liste, collezioni, le raccomandazioni sociali sulle pagine prodotto.
    • favorite la Social Curation, permettendo agli utenti di creare e condividere liste personali dei vostri prodotti/servizi preferiti e a influencer ed advocates di costituire “collezioni” da condividere con tutti.
    • utilizzate in modo strategico i dati del vostro Interest Graph

La ricerca riporta anche la classifica delle migliori aziende in termini di Social Commerce, fra cui spicca Fab.com per la sua capacità di utilizzare in modo integrato le custom open graph social expression, la condivisione su Facebook e la raccolta dei dati degli utenti.

Ma quali sono, invece, gli esempi italiani? Uno è l’iniziativa VinciSubito.net del club Paglieri Sell System per i brand Miss Broadway, Omnia Botanica e HQ, con cui l’utente attraverso una serie di azioni (votare, condividere su Facebook, rispondere a quiz e sondaggi, acquistare prodotti) accumula punti e ha la possibilità di vincere premi giornalieri e settimanali e, raggiunta una certe soglia, di tentare la fortuna giocando alla Slot Machine! Un modo per coinvolgere gli utenti, far vivere loro un’esperienza di gioco, fidelizzarli, ascoltarli ed interessarsi a loro, imparare a conoscerli per potergli offrire quello di cui veramente hanno bisogno.

E voi a che punto siete con i vostri eCommerce? Siete d’accordo che questa sia la strada del futuro? In attesa delle vostre opinioni, vi lasciamo con l’infografica completa del Second Annual Social Commerce IQ Study! 🙂

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno [HOW TO]

Questo post è una libera traduzione dell’articolo “10 Ways to Capitalize on the End-of-Year Office Slowdown” di Julie Rains pubblicato su www.openforum.com

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

Durante il periodo Natalizio sia i piccoli che i grandi business assistono ad un rallentamento delle attività prima di fine anno. Questo fenomeno è dovuto al fatto che l’ imprenditore o il boss può sentirsi senza cuore nel richiedere ai propri dipendenti maggior presenza e diligenza durante questo periodo di festa e vacanza.

E’ possibile concentrarsi su alcune o tutte, le 10 attività qui proposte. Sono tutte soluzioni che non richiedono lunghe ore di lavoro, sono decisioni e azioni che avranno un impatto positivo di lungo termine sul business. Potranno portare profitti più elevati e una migliore produttività dell’ azienda.

Un periodo di rallentamento rappresenta quindi un ottimo momento da sfruttare. Senza distrazioni è infatti possibile concentrare le energie creative per affrontare progetti semplici con risultati importanti, senza doversi per forza sentire come Scrooge di “A Christmas Carol”.

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

1. Sviluppare reports

Durante tutto l’anno, si può trovare molta difficoltà nel raccogliere informazioni necessarie per prendere decisioni tattiche. Di conseguenza, si può non essere in grado di reagire rapidamente alle esigenze dei clienti o cambiamenti nelle condizioni di business.

E’ possibile sfruttare questo tempo prima di fine anno per progettare report e fogli di calcolo che possono dare le informazioni necessarie per analizzare, pianificare e gestire giorno per giorno le attività in modo più efficiente, e in un colpo d’occhio.

2. Valutare i fornitori

Nella tipica fretta di negoziare i prezzi, inserire un ordine di acquisto e verificare la conformità alle specifiche in modo da poter servire i clienti, valutare i fornitori cade in fondo alla lista delle priorità.

Il consiglio è di utilizzare questo tempo di inattività per esaminare se i livelli di servizio dei venditori, la qualità dei prodotti e dei prezzi stanno migliorando o peggiorando. Vanno utilizzate le performance passate come guida per prendere decisioni per il prossimo anno.

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

3. Ultimare gli acquisti importanti

Se si ha l’intenzione di fare un acquisto importante a breve, bisognerebbe considerare l’acquisto entro fine anno. Spese in conto capitale, che soddisfano determinate qualifiche, possono essere dedotte per intero, riducendo il carico fiscale per quest’anno.

4. Riordinare l’ ufficio e lo spazio digitale

Il periodo di fine anno è appropriato per mettere in ordine l’ufficio o il reparto di produzione, soprattutto se si fatica a trovare il tempo per tali compiti durante il resto dell’anno.

E’ utile buttare materiali datati, organizzare i file, creare nuove cartelle cartacee o virtuali, documenti d’archivio e riassegnare lo spazio di archiviazione in base alle priorità attuali.

5. Incassare le fatture in sospeso

Riordinare i conti può consentire di scoprire delle fatture non pagate. Questo è dunque il momento appropriato per raccogliere queste fatture in sospeso.

Si tratta di preparare e inviare le fatture per ordini spediti o servizi forniti nel corso dell’anno, progetti di finitura che possono essere stati ritardati in modo da poter raccogliere il pagamento finale, o chiamare il cliente per determinare perché il pagamento non è stato ricevuto.

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

6. Valutare, testare e applicare nuove tecnologie

Anche se non ci sono abbastanza risorse per valutare, testare e implementare un sistema più grande, si dovrebbe avere momenti liberi per affrontare progetti più piccoli o porzioni di quelli più grandi. Per esempio si potrebbe chiedere ai dipendenti consigli utili per migliorare il servizio clienti, indagare il monitoraggio del progetto, reporting e sistemi di fatturazione.

7. Introdurre programmi di benessere

Venire in contro ai desideri dei dipendenti con la progettazione o l’avvio di iniziative di benessere per migliorare la loro salute.

Il senso è di introdurre programmi, come camminate di gruppo o altre soluzioni salutari nella sala pausa, nel momento in cui per i dipendenti, lontani dai periodi di intenso lavoro, sarà più semplice abbracciare le nuove abitudini.

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

8. Sviluppare un calendario editoriale

Potrebbe ritornare utile creare un calendario editoriale con le categorie principali, argomenti da trattare e gli orari. Consolidare il processo consente di razionalizzare lo sviluppo dei contenuti e costringe a fissare obiettivi e definire i risultati che ci si aspetta per questo periodo di transizione all’ anno successivo.

9. Documentare le lezioni apprese

Documentare quello che si è imparato aiuterà a realizzare i programmi, raggiungere i clienti, approfondire i rapporti, aumentare i profitti e ottenere di più il prossimo anno. L’attività è quella si riflettere sui successi e le difficoltà dell’anno trascorso. Descrivere le speranze, le sfide, battute d’arresto e momenti d’orgoglio.

10. Impostare la direzione strategica

Dopo aver riflettuto sul passato, si è pronti per pensare al futuro. E’ il momento per prendersi del tempo per definire o aggiornare il piano strategico dell’ azienda, e soprattutto condividerlo con i dipendenti.

Dunque vanno presi in considerazione i prossimi passi per il business, come ad esempio se si desidera ottimizzare i processi o apportare cambiamenti radicali; aggiungere nuove linee di prodotto o di sospendere quelle vecchie; trovare modi migliori per raggiungere, coinvolgere e servire i clienti attuali o raggiungere un nuovo segmento di clientela.

10 modi per capitalizzare il rallentamento dell’ufficio a fine anno

Social Christmas 2012: un Natale tutto da condividere!

Le parole d’ordine per Natale 2012 sono social e shopping online! Un’infografica di SteelHouse Tech (“2012 Holiday Shopping Forecast“) dimostra in effetti che quest’anno il Natale ruota prevalentemente attorno al digital commerce. Il mobile sembra essere il settore più gettonato sia per fare acquisti in occasione delle feste, sia come gadget da regalare. Il 64% degli utenti, inoltre, cerca informazioni e consigli sul prodotto scelto e/o recensirà quello che ha acquistato.

I retailer non possono di certo ignorare questi numeri, considerando che un terzo dei consumatori farà compere social! Ecco che le vetrine virtuali allora si vestono di scintillanti promozioni natalizie e i brand vestono di bianco e rosso le proprie campagne online.

Ma quali sono le campagne social che spaccano in questo Natale 2012? Scopriamolo insieme!

1. Nutella

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In occasione del Natale, Nutella e OgilvyOne hanno pianificato un progetto di storytelling che svela i segreti di Babbo Natale con una serie di video e con l’aiuto dei fan che postano ricette, immagini e idee handmade sulla pagina Facebook del progetto. Il tutto realizza più di 60.000 visite in 3 giorni e il coinvolgimento degli altri social (Twitter, YouTube e Pinterest)!

2. Coca-Cola

La campagna “Holidays are coming” integra i classici spot televisivi ai social media. L’hashtag #holidaysarecoming è stato generato il 10 novembre 2012 durante la puntata di X-factor in vista delle feste. Il camion Coca-Cola visiterà più di sessanta paesi fino al giorno di Natale e il suo itinerario potrà essere seguito dagli utenti attraverso le pagine social del brand e la sezione del sito cokezone.co.uk.

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Il tutto viene arricchito con quiz, sondaggi e la personalizzazione delle “visite” con eroi locali e la possibilità di avere il camion direttamente nel proprio giardino di casa!

3. Ikea

Mancano pochi giorni al Natale ed Ikea ci spiega come addobbare casa e creare la giusta atmosfera! Come? Attraverso uno spot su Youtube per la presentazione del nuovo catalogo online Natale 2012!

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Sul canale YouTube di Ikea Svizzera, inoltre, vengono anche postati una serie di video per mostrare addobbi fatti in casa. Insomma, Ikea ha pensato veramente a tutto questo Natale! Non è un caso che sia il retailer più social d’Italia 🙂

4. Adidas

Abbiamo già parlato di questa bella iniziativa fatta da Adidas nel post “A Natale fate un piccolo dono 2.0, con l’app Adidas Ebenezer You!”:avete provato la Facebook App? E, nel caso, a chi avete inviato il cadeau digitale?

E voi, avete già scritto la vostra social wishlist per questo Natale? 🙂

Gangnam Style supera 1 miliardo di visualizzazioni! [BREAKING NEWS]

E’ il primo video della storia di Youtube a raggiungere quota 1 miliardo. Sono bastati solo poco più di cinque mesi per far diventare Gangnam Style il tormentone con più visualizzazioni di sempre.

Già lo scorso 24 novembre, la hit del sud coreano PSY divenne la più cliccata di sempre scalzando dalla prima posizione il videoclip di Baby di Justin Bieber e Ludacris: oggi ha raggiunto addirittura quota dieci cifre, mettendo dunque in bacheca un ulteriore primato da guinness.

Ma quale è stato il successo vero di questo singolo? In primis il videoclip, geniale ed esilarante, che ha visto un crescente e rapido boom di parodie (tra le più famose, Obama Style e Romney Style), passaggi in radio e condivisioni sui social network. In secondo piano, ma sicuramente un aspetto non meno importante, il target davvero ampio del singolo, che ha fatto impazzire davvero tutti, da 0 a 90 anni.

Lo stesso Youtube, per festeggiare questo primato, ha inserito uno PSY in miniatura che balla la hit affianco al contatore delle visite del video.

Torna Digital Diary by Can't Forget Italy [VIDEO]

Non è la prima volta che parliamo del progetto “Digital Diary” di “Can’t Forget Italy”, iniziativa dell’Apt Basilicata per la promozione del territorio italiano attraverso video e foto realizzati in modalità innovativo. Digital Diary è il racconto di un territorio attraversato da un piccolo gruppo di giovani creativi internazionali rigorosamente under 35.

Questa seconda edizione (della prima avevamo parlato qui) vede anche la collaborazione di BTO Educational.

Potete guardarvi i sette video in gara sul canale YouTube ufficiale: il filmato che il 31 gennaio 2013 avrà totalizzato il massimo delle visualizzazioni sarà il vincitore, e riceverà un premio in denaro.

Ecco i nomi dei giovani creativi videomaker di questa edizione:

Mauro Diciocia – Modena, Italia
Antonio Passavanti – Venosa, Italia
Michael Corey – Fredericton, Canada
Timmothy Henny – Cape Town, Sud Africa
Nathan Miller Hometown – Seattle, WA, USA
Caspar Diederik – Haarlem, Olanda
Haleigh Walsworth – Parigi, Francia.

Come utilizzare il potere delle immagini per promuovere il vostro brand [INFOGRAFICA]

Sì, il mondo non è finito! 😀 E se state leggendo questo post è probabilmente anche perché la sua immagine in cover vi piace.

In effetti, a conti fatti quest’anno uno dei trend più interessanti è stato sicuramente il posizionamento di social visual based, a conferma dell’idea che l’immagine conta sempre più. Se siete ancora un po’ scettici e volete avvalorare questa tesi con delle valide statistiche, eccole: le immagini pubblicate dalle aziende sui propri profili social incontrano un livello di engagement più elevato rispetto agli altri tipi di aggiornamenti di status.

Ammettiamolo: le immagini hanno assunto un ruolo primario nella nostra quotidianità anche – soprattutto! – grazie ad Instagram: il fatto che le recenti modifiche alla policyche paventavano la possibilità che Instagram avrebbe potuto rivendere le nostre foto senza il nostro consenso – abbiano creato una insurrezione generale fino al momento della smentita ufficiale, sono la prova tangibile di questa importanza.

Se aggiungiamo poi che Pinterest è il 4° veicolatore di traffico e che le foto generano il 53% di engagement in più su Facebook rispetto agli altri post, allora non c’è altro da aggiungere  😉

Cosa fare, allora, per capitalizzare questo enorme potenziale? Un’interessante infografica di HubSpot ci fornisce 6 consigli su come utilizzare al meglio le immagini per promuovere il brand. Da conservare e sfoderare con il rientro in ufficio nell’anno nuovo! 🙂

Potere alle immagini, dunque: già immaginiamo i vostri poveri profili Instagram a Natale! 🙂