Fiat Palio, critiche agli spot sessisti in Argentina [VIDEO]

Chirurgia plastica, un ufficio harem e la famiglia perfetta. Ecco i concept degli ultimi controversi spot Fiat.

È stato pubblicato solo ieri su YouTube, ma lo spot “Boob Job” di Fiat in Argentina, ideato dall’agenzia Leo Burnett, sta già raccogliendo molte critiche, sul web e non solo. Un video giudicato da molti sessista per l’immagine che restituisce della donna e del rapporto di coppia.

Il titolo parla da sè: il concept è basato completamente sulla conversazione tra i due protagonisti, in cui lei rivela un pò sommessa l’intenzione di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica al seno. Confessione che dà modo al ragazzo di lanciarsi in una fantasia semi comica in cui si getta nel decolleté di lei, mentre camuffa l’entusiasta reazione con un “Se è che quello che vuoi davvero…”.

Difficile però celare le reazioni di chi si trova a guardare uno spot che, in aggiunta alla scelta di giocare, ancora una volta, sul corpo della donna, difficilmente rende evidente una plausibile connessione con il prodotto reclamizzato, la Fiat Palio.

Della campagna dal nome “Presente Perfecto” fanno parte altri due spot, pubblicati poco meno di un mese fa, ovvero “Oficina” e “Pantuflas“.

Anche in questi casi la donna non sembra godere di gran considerazione. Se nel primo video protagonista è un giovane professionista al primo giorno di lavoro in un ufficio popolato di belle e aitanti ragazze, nel secondo viene proposta un’idea di perfezione, dal punto di vista femminile, dipendente dalla possibilità di avere una famiglia perfetta. E l’auto perfetta. Insomma, la massima aspirazione della donna è essere un uomo.

Fiat Palio, in tutto ciò, viene reclamizzata come l’auto dei sogni, per i momenti migliori della propria vita. Sempre che si riesca ad accorgersi della sua presenza: senza dubbio gli spot raccolgono in rete decine di commenti ammiccanti e ironici, ma è lecito avanzare più di un dubbio sulla loro efficacia in termini di branding e promozione del prodotto.

Anzi, è plausibile pensare che la campagna porterà qualche grana e problemi di immagine all’azienda, col rischio anche di mettere in discussione la stessa brand equity promossa in modo altisonante attraverso altri spot Fiat, ad esempio nel nostro Paese (rimando a tal proposito al post di Massimo Sommella sullo spot di Fiat Panda, “Fiat Panda e UniCredit, gli spot “salva-Italia””).

Voi cosa ne pensate?