Responsabilità sociale d’impresa, i passi da seguire per realizzarla davvero

A partire dal primo decennio del XXI secolo, il marketing viene accusato di essere uno dei colpevoli della crisi economica, reo di diffondere un atteggiamento iperconsumista, che ha legato il concetto della felicità al possesso dei beni materiali.

Già negli anni ’70, Pier Paolo Pasolini, criticava sul Corriere della Sera l’economia del consumismo, seguito da una miriade di psicologi internazionali.

Nel tempo, il marketing ha necessariamente dovuto migliorare la propria immagine, sfruttando la carta della responsabilità sociale d’impresa. Non si parla quindi di marketing tradizionale bensì di marketing sostenibile e responsabile: non più centrato sul benessere individuale di breve periodo ma sul benessere collettivo di lungo periodo.

La responsabilità sociale d’impresa è un “must have”

Per sopravvivere l’azienda, oggi, deve agire nell’ottica di una responsabilità sociale d’impresa.

Se fino a poco tempo fa, l’attenzione alle problematiche della società era una scelta originale per differenziarsi, ora è necessario per la sopravvivenza di lungo periodo, non solo per le grandi imprese, ma anche per le piccole realtà.

Nella scelta di un prodotto da parte del consumatore, il criterio economico non è più l’unica variabile considerata, soprattutto per la Generazione Z. Si fa attenzione ad altri elementi, quali, il packaging plastic free, lo schieramento dell’azienda contro il gender gap, o ancora, il sostegno ai diritti LGTBQ+, e così via.

Vengono valutate una serie di misure e pratiche con fini etici, ambientali e sociali che un’impresa mette in atto nelle sue operazioni commerciali.

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responsabilità sociale d'impresa

L’azienda come “cittadino” della comunità

Se in passato le aziende potevano concentrarsi esclusivamente sul raggiungimento della redditività, ora la necessità è di ottenerla mostrando qualcosa in più, lavorando per il bene della comunità.

L’impresa è un sistema aperto che si relaziona con l’ambiente. Per perdurare nel tempo deve seguire i passi della società, e adeguarsi ai cambiamenti richiesti dai consumatori, che, grazie al web, discutono e si confrontano.

Se la reputazione aziendale è l’asset intangibile da seguire, allora la migliore reputazione possibile è quella che si realizza dimostrando l’impegno nell’ambito comunitario. All’azienda è richiesto una responsabilità sociale d’impresa che migliori le condizioni ambientali e sociali della comunità nella quale è inserita, secondo un atteggiamento “corporate citizenship”, quello proprio di un cittadino.

La cittadinanza d’impresa, promossa dall’ex segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, nel 2000, nel Global Impact, comprende 10 principi essenziali:

  1. promuovere i diritti umani
  2. non essere complici di abusi dei diritti umani
  3. sostenere la contrattazione collettiva
  4. eliminare il lavoro obbligatorio
  5. eliminare il lavoro minorile
  6. eliminare le discriminazioni lavorative
  7. sostenere un approccio preventivo alle sfide ambientali
  8. promuovere azioni di responsabilità ambientale
  9. contrastare la corruzione
  10. incoraggiare lo sviluppo di tecnologie che rispettino l’ambiente

I concetti, ribaditi nel 2001 nel Libro Verde dall’Unione Europea, sottolineano che la sostenibilità non è l’elemento per differenziarsi dalla concorrenza, quanto una via da seguire per rimanere competitivi, e i programmi di responsabilità sociale d’impresa rappresentano un modo per soddisfare questo obiettivo.

Secondo un sondaggio pubblicato dal Word Economic Forum, 9 cittadini su 10, a livello globale, auspicano di vivere in un modo maggiormente sostenibile nel post-Covid 19.

Il 72% degli intervistati dichiara di aspettarsi un miglioramento delle condizioni di vita anziché un ritorno alla vita pre-pandemia.

Si tratta di un messaggio chiaro che le aziende non possono ignorare, “continuiamo a valutare il successo su basi unicamente finanziarie” ha affermato in un intervento al vertice WEF, Alan Jope, Chief Executive Officer di Unilever, “è bizzarro e superato. Le nostre metriche finanziarie, così come la misura della ricchezza di un paese basata sul PIL, stanno creando diseguaglianze sociali e degrado ambientale”.

D’altronde, come asseriva Robert Kennedy nel 1968, “il PIL misura tutto tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.

Come realizzare una strategia di responsabilità sociale d’impresa

Il concetto di CSR (corporate social responsability), fu espresso già nel 1953 nel libro Social Responsability of Bussinessman di Howard R. Bowen, nel quale l’autore si chiede quali responsabilità verso la società sia lecito aspettarsi da chi dirige un’impresa.

La Commissione Europea definisce la CSR come “la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.

responsabilità sociale d'impresa

Quali sono i passi da seguire per realizzare una strategia d’impresa responsabile?

  • Determinare i valori aziendali, secondo le priorità della comunità, collegandoli al brand. Un esempio, è il lavoro di Access Writers Program di WarnerMedia, (produttore di intrattenimento tv), il cui ultimo programma è focalizzato sul migliorare l’accesso alle professioni televisive da parte dei soggetti delle comunità più svantaggiate
  • Ottenere informazioni dettagliate da parte degli stakeholder (attraverso sondaggi, a risposta aperta e multipla), in modo da capire rispetto a quali temi ambientali e sociali i clienti sono più sensibili, e cosa conoscono del passato dell’impresa stessa. Il punto di partenza è la raccolta di feedback da parte degli stakeholders interni dai quali poi si possono intercettare le esigenze della comunità esterna. A tale scopo può risultare utile leggere le informazioni di Community Tool Box, che offre suggerimenti utili per comprendere le esigenze dell’attuale società
  • Prendi in prestito una buona strategia: cerca di individuare i campi di sostenibilità più seguiti. Non pensare che copiare sia sempre un fatto negativo, ogni brand sarà comunque unico nello sviluppare la propria strategia. Per selezionare le migliori strategie già messe in atto ci si può rivolgere alla Baker Library della Harvard Business School, che offre un elenco di report sulla responsabilità sociale delle imprese (la maggior parte delle quali allineate con gli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite sopra citati)
  • Coinvolgimento interno, è fondamentale che la leadership sappia coinvolgere i dipendenti nella creazione della strategia, che permetta loro di rispecchiarsi nel valore supportato, e consenta la massima condivisione dei feedback, in modo da creare un maggiore senso di comunità, soddisfazione e motivazione. È importante che tutti i dipartimenti dell’azienda collaborino tra loro per il raggiungimento dell’obiettivo, in particolar modo è auspicabile la collaborazione del team che si occupa della responsabilità sociale d’impresa con l’area marketing e comunicazione
  • Creare partenariati esterni, dare vita a collaborazioni con organizzazioni o individui che nella società stanno già portando avanti i valori di CSR condivisi dall’impresa. Può essere vantaggioso per generare soluzioni alternative e aprire nuove opportunità riguardo a finanziamenti, sponsorizzazioni e occasioni di volontariato
  • Essere chiari e trasparenti, fissando obiettivi misurabili con metriche di misurazione, per mantenere la fiducia delle persone e a creare un senso di rigore e cura intorno al marchio. Utilizzare un linguaggio numerico consente inoltre di valutare e capire con maggiore facilità i risultati, anche all’impresa stessa. Altrettanto importante sarà poi comunicarli, ciò può avvenire attraverso diversi canali, sito web, newsletter, social media ecc.
  • Migliorarsi continuamente, le strategie di responsabilità sociale d’impresa devono saper essere flessibili perché riguardano le esigenze delle persone, e come tali sono in continua evoluzione. Ad esempio, con la diffusione del Covid-19, molte aziende hanno dovuto adeguarsi ai cambiamenti e rivedere i loro piani repentinamente. Saper anticipare è senza dubbio un fattore chiave.

Parola d’ordine: Report

A causa delle restrittive normative governative e dell’autoregolazione di alcuni, la necessità di una puntuale rendicontazione circa la responsabilità d’impresa è andata crescendo

Il World Business Council Sustainable Development definisce il report pubblico come la modalità da parte delle aziende di fornire informazioni agli stakeholders (interni ed esterni). Il report fornisce un quadro della posizione aziendale sulle attività circa la dimensione economica, ambientale, sociale.

Consente di individuare i punti deboli da migliorare e fornisce informazioni spesso assenti dai rapporti finanziari, tanto che, al classico bilancio economico-finanziario, è abitudine allegare il bilancio sociale.

report responsabilità sociale d'impresa

Il report rappresenta l’impegno dell’azienda nei confronti degli stakeholders, ne migliora la fiducia, e fornisce la potenzialità di attirare nuovi investitori green.

Secondo l’indagine di Deloitte, su oltre 2000 dirigenti, pubblicare e condividere un rapporto annuale di responsabilità sociale d’impresa aumenta la possibilità di ottenere un maggior successo.

Inoltre, protegge la reputazione del marchio contro il rischio di un’errata percezione da parte dei consumatori, che spesso temono che l’azienda possa fare tanti discorsi ma pochi fatti.

Deloitte ha individuato le pratiche per stilare un buon report:

  • Usare indicatori KPI (key performance indicator), riconosciuti a livello globale, che allineano il report alle guide standardizzate
  • Coinvolgere numerosi professionisti e gruppi di consulenza indipendenti per consigliare l’impresa con sguardo obiettivo proveniente dall’esterno
  • Effettuare un incrocio tra report cartaceo e digitale. Ultimamente la pratica si indirizza verso un cartaceo breve che rimanda ad una descrizione più dettagliata sul web, facilmente accessibile ai più.

Chi è il professionista del marketing ambientale

Con lo sviluppo di una responsabilità sociale d’impresa si modifica l’assetto organizzativo aziendale. Si sono rafforzati gli uffici legali delle imprese, si inseriscono così nuove figure necessarie, quali, ad esempio, l’esperto di marketing ambientale.

Si tratta di una figura che sa spaziare dallo studio attento degli adempimenti normativi, alla ricerca dei finanziamenti, fino alla comunicazione all’esterno dell’orientamento imprenditoriale. È una figura che deve saper conciliare gli obiettivi economici dell’impresa con il contributo che fornisce alla società.

Il ruolo da ricoprire richiede skills tecniche normative/ambientali, ma anche competenze trasversali, quali la capacità comunicativa e di leadership.

Dall’identikit del responsabile della sostenibilità, tracciato nel 2022 da Sustainability Markers, emerge che il 64,6% è donna, il 36,5% di esse è in possesso di una laurea in management e il 19,8% di una laurea dell’ambito tecnico-scientifico.

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Attenzione al Greenwashing: quando alle parole non seguono i fatti

Non è sufficiente raccontare di portare avanti dei progetti green, occorre metterli in atto e raggiungere risultati concreti.

Il greenwashing, neologismo inglese, tradotto come ecologismo di facciata, indica la strategia di comunicazione di quelle imprese che, con poco sforzo, cercano di acquisire una reputazione sociale di facciata. “Un’appropriazione indebita di virtù e di qualità ecosensibili per conquistare il favore dei consumatori o, peggio, per far dimenticare la propria cattiva reputazione di azienda le cui attività compromettono l’ambiente” (Furlanetto, 2013).

greenwashing responsabilità sociale d'impresa

Il termine viene fatto risalire al 1986, ad opera dell’ambientalista Jay Westerveld. In quell’occasione, fu utilizzato per denunciare il comportamento degli alberghi che invitavano gli ospiti a ridurre il numero di asciugamani utilizzati dai clienti, al fine di diminuire l’impatto ambientale del lavaggio degli stessi. Il reale motivo, notò l’ambientalista, era invece quello di lenire i propri costi relativi al lavaggio.

Ricorrere a questa strategia è una strada molto pericolosa, che può danneggiare l’impressa anziché aiutarla, come potrebbe sembrare.

Quali sono i principi da seguire per non cadere nella trappola del greenwashing?

  • Autenticità della comunicazione, che deve avere riscontro concreto in ogni particolare che viene raccontato, altrimenti è meglio non dire
  • Sincerità: comunicare le best practice aziendali, ma anche quegli aspetti che vanno migliorati e sui quali si sta lavorando. Non esiste un’azienda ad impatto zero e il consumatore questo lo sa
  • Comunicare le informazioni in modo tecnico, per avere credibilità, ma allo stesso tempo in modo non troppo scientifico. Ricercare un linguaggio creativo per renderlo comprensibile a tutta la comunità
  • Continuità: l’attività di sostenibilità deve essere costante e avere obiettivi di lungo termine, non può estinguersi in un’attività temporanea, una singola azione non rende l’azienda sostenibile
  • Autorevolezza: i dati comunicati circa l’operato sostenibile devono essere certificati da enti esterni, non solo autocelebrati da chi li realizza
  • Non farti travolgere dagli effetti mediatici e dalle mode del momento. Non comunicare un comportamento che potrebbe essere difficile da realizzare concretamente, fissa obiettivi concreti per avere risultati concreti

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Fuorisalone 2023

Fuorisalone 2023: a Milano torna il design in città e nei distretti

Esperienze immersive e mostre in location uniche al Fuorisalone. Ancora una volta, Milano torna al centro del design e dell’innovazione con Milano Design Week 2023.

Fino a domenica 23 aprile, designer, architetti, aziende, università condivideranno la loro visione e le loro soluzioni per leggere il presente e plasmare il futuro. Ecco alcuni dei luoghi chiave di questo Fuorisalone 2023.

Alcova 2023

Il design contemporaneo va in scena negli spazi dell’ex Macello. Giunta alla sua quinta edizione, Alcova 2023 è una mostra stimolante che “abbraccia” talenti e progetti presentando più di 70 creazioni innovative.

Fuorisalone 2023

I visitatori potranno sperimentare un viaggio straordinario nell’artigianato contemporaneo, attraverso la ricerca di materiali sostenibili ed esplorazioni di design sensoriale.

?Spazi Ex Macelli – Viale Molise, 62

Armani/Casa a Palazzo

Continua il dialogo di Giorgio Armani con la città di Milano. Il fondatore della casa di moda apre per la prima volta al pubblico, in occasione del Salone del Mobile, le porte di Palazzo Orsini per presentare le novità della collezione Armani/Casa.

Durante la Milano Design Week si potrà dunque esplorare la sede storica dell’azienda e ammirare i prodotti della prima linea outdoor del marchio nel giardino nascosto del palazzo e alcuni dei mobili più belli della nuova collezione nelle lussuose stanze affrescate al primo piano.

?Palazzo Orsini – Via Borgonuovo 11

La Torre in Largo Treves

In occasione del Fuorisalone 2023, la Torre di Largo Treves diventa simbolo d’arte. Agostino Iacurci ha realizzato un’impressionante installazione per il brand glo.

Fuorisalone 2023

L’intervento dell’artista prende vita sulla facciata esterna dell’imponente torre, ormai prossima alla demolizione, e all’interno con colori accesi, silhouette di palme e luci che ricordano i tramonti tropicali.

?Largo Treves, 1

Porta Venezia Design District

Porta Venezia Design District è il nuovo distretto da esplorare in questa Milano Design Week. L’ALTRO distretto, alla sua prima edizione, nasce con l’obiettivo di tracciare e raccontare una trama urbana differente per comunicare in modo contemporaneo una visione altra del design, in dialogo con il contesto e i valori che rappresenta, sullo sfondo di una costellazione di landmark milanesi, altamente rappresentativi.

Tra le tante mostre e installazioni inserite nel progetto Porta Venezia Design District troviamo:

Everything By Nohlab

MEET Digital Culture Center & MNAD Museo Nazionale Arte Digitale presentano l’installazione immersiva Everything by Nohlab.

Everything lavora tra video arte ambientale e design digitale creando un ponte tra la realtà digitale e quella fisica attraverso video-installazioni immersive, in cui il sound design si articola come ulteriore elemento narrativo. Everything, 2021, è un’esperienza immersiva di 12:30 minuti che ritrae il tutto come appare, mettendo in discussione l’esistenza umana, suggerendo nuove possibili interazioni.

?Fondazione Cariplo – Viale Vittorio Veneto 2

Moooi \ A Life Extraordinary

La nuova mostra di Moooi desidera esplorare l’intersezione tra tecnologia e interazione umana. Realtà fisiche e digital creano esperienze tecnologiche avanzate. La partnership con EveryHumanTM converge nella presentazione di una fragranza da interior totalmente personalizzabile, realizzata mediante l’uso di AI.

Fuorisalone 2023

Insieme a LG, l’azienda continua a sperimentare l’inserimento della tecnologia nelle case e nella vite delle persone presentando nuovi prodotti disegnati da IDEO, Nika Zupanc e Andrés Reisinger.

?Salone dei tessuti, via San Gregorio 29

Capsule Plaza

Capsule presenta Capsule Plaza: il nuovo format espositivo a metà tra mostra collettiva e fiera.

In occasione del Fuorisalone, Capsule Plaza svelerà anche la nuova estensione di Spazio Maiocchi.

La line up include nomi di primo piano della Design Industry e dell’arte contemporanea internazionale, installazioni di Snarkitecture per Gufram, Byredo Bal d’Afrique, Armature Globale per On Running, Formafantasma per Tacchini, Panter & Tourron per XL Extralight, Willo Perron, Devon Turnbull e Snowcrash, oltre a collaborazioni con Poltrona Frau, Mutina, USM Haller, Flos, Kvadrat, Paulin Paulin Paulin, New Tendency e Grau.

?Spazio Maiocchi, Via Achille Maiocchi 7-10

Health Through Water by GROHE SPA

Un’esperienza unica e multisensoriale nel cuore di Brera per il lancio del sub-brand premium GROHE SPA.

Fuorisalone 2023

Lo specchio d’acqua alla Pinacoteca riflette la splendida architettura del palazzo e celebra la passione e il legame del brand con l’acqua. Inoltre, quattro inediti ambienti immersivi rivelano l’elegante ed innovativo design del bagno.

?Pinacoteca di Brera – Via Brera, 28

Shaped by Water di Google Design Studio e Lachlan Turczan

Google presenta Shaped by Water, un’esperienza immersiva che esplora l’acqua come fonte di ispirazione per il design.

Fuorisalone 2023

La mostra è stata co-creata da Ivy Ross (Vicepresidente di Hardware Design) e dal suo team di progettazione, in collaborazione con l’artista dell’acqua, della luce e del suono Lachlan Turczan.

?Garage 21 – Via Archimede, 26

Green Rabbit By Natuzzi

Il ventennale dei Negramaro, gruppo tra i più amati del panorama musicale italiano, diventa l’occasione per presentare un progetto speciale che nasce dall’amicizia e dalla passione per la creatività che lega il fondatore della band salentina Giuliano Sangiorgi, il direttore creativo Natuzzi Italia, Pasquale Junior Natuzzi e l’architetto Fabio Novembre.

natuzzi

La poltrona “verde coniglio” (evidente riferimento al brano iconico della band salentina) sarà prodotta in edizione limitata di 100 pezzi e in questi giorni sarà protagonista di un originale installazione che coniuga musica, creatività e arte.

?Natuzzi – Via Durini 24

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Fare un SEO Audit con SEOZoom

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi.

L’argomento di questa puntata è dedicato a come utilizzare SEOZoom per svolgere SEO audit efficaci , interpretare i dati per individuare opportunità di ottimizzazione e implementare azioni concrete per aumentare il traffico organico del sito.

A parlarne con noi Elisa Contessotto, SEO e Formatrice, SEOZoom.

Non perderti i punti salienti del webinar:

  • Come usare SEOZoom
  • Svolgere analisi SEO
  • Costruire un SEO Audit

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Fanta lancia una nuova spumeggiante identità globale

Introdotto nel 1940, Fanta non è solo il secondo marchio più storico di The Coca-Cola Company, ma anche il suo secondo brand più grande al di fuori degli Stati Uniti.

Questo mese Fanta ha annunciato il cambio della sua global brand identity.

La riprogettazione ha l’obiettivo di ritrovare la giocosità nel mondo, attraverso design luminosi e audaci che invadono la routine quotidiana.

Il concept del rebranding di Fanta

La nuova identità del marchio vuole ispirare le persone a trovare il divertimento nella vita di tutti i giorni, rendendo giocoso ogni momento in maniera semplice e con un look che rimane inconfondibilmente Fanta.

Sebbene il suo sapore principale sia l’arancia, Fanta è disponibile in oltre 100 gusti in tutto il mondo e sono oltre 180 i mercati in cui è disponibile.

In precedenza, l’identità del marchio e il suo sistema di packaging esistevano in diverse accezioni a seconda dei mercati.

A partire da quest’anno il marchio inizierà a essere unico in tutto il mondo, grazie al lavoro del team Coca-Cola Global Design e alla collaborazione con diverse agenzie tra cui Jones Knowles Ritchie che nello specifico si è occupata del refresh dell’identità e del packaging.

Il nuovo logo e la tipografia personalizzata incarnano la presenza e la personalità di Fanta. La nuova veste porta a un livello superiore lo stile pop già insito nel brand.

Cambia il colore principale del brand

Cambio di rotta sull’arancione, nella nuova versione il blu diventa il colore primario e dominante nell’universo Fanta.

Le varie declinazioni di sapore risultano efficaci, soprattutto l’ombra blu del logo funziona con ogni colore lanciato.

Il sistema di colori del marchio è composto da colori unici e facilmente identificabili che forniscono al marchio una gamma infinita di possibilità di gusto.

fanta

Il sistema grafico, ispirato al nuovo logo dinamico, aiuta Fanta a infondere giocosità.

Il nuovo monogramma di Fanta

I disegni, realizzati in collaborazione con l’illustratore brasiliano Lucas Wakamatsu, e la fotografia fungono da strumento importante che dà vita a un Pop of Fun-ta.

L’enfasi è posta sull’estetica dei mixed media, sull’imperfezione e sullo storytelling, per creare un punto di vista distintivo, destinato ad attirare l’attenzione attraverso una sorta di disordine visivo.

Nell’ultima iterazione, il logo lascia cadere la sagoma e la foglia arancione. Questo passo risulta abbastanza efficace dato che Fanta esiste in tanti altri gusti che non sono arancioni. Non avere quella limitazione visiva aggiorna il marchio e lo porta a un livello successivo.

Via anche il sottile sorriso come dettaglio della seconda “A”. Anche le ombre interne sono scomparse. Nel complesso, le linee e gli angoli sono stati ridefiniti per produrre un marchio più maturo ma non per questo meno divertente.

In altre applicazioni, c’è un chiaro senso di divertimento ed effervescenza che sfrutta le numerose risorse in gioco nell’identità, dal carattere tipografico alle illustrazioni, alla grafica esplosiva che può essere composta in tanti modi diversi.

Come Coca-Cola e Sprite, la nuova confezione di Fanta mantiene un approccio relativamente minimal e pulito, con logo posizionato nella parte superiore della lattina. I protagonisti indiscussi dei nuovi pack sono soprattutto i colori brillanti.

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griglia immagine di copertina le notizie della settimana

Bernard Cova, i licenziamenti di Twitter, i video rubati di Tesla e le altre notizie della settimana

Tu guidi e loro ridono di te, guardano nella tua auto, dove pensi di essere solo, al sicuro. Tra le notizie della settimana la privacy rimane un tema centrale, dopo la diffusione dei video in cui alcuni impiegati di Tesla scherzavano sulle immagini sensibili dei clienti.

Nel frattempo, anche TikTok affronta le indagini sulla gestione dei dati dei suoi utilizzatori (ne abbiamo parlato qui).

Continua il fermento anche sulle Intelligenze ArtificialiChatGPT lancia il suo Bug Bounty Program (chiede agli umani di risolvere i bug dell’AI ?) mentre Google e la Stanford University hanno costruito una città virtuale, una società interattiva di robot AI.

In questa settimana di aprile che ha ospitato il terzo appuntamento del Ninja Wrap Up, abbiamo provato a riportare gli individui al centro e a enfatizzare il loro bisogno di sentirsi parte di un gruppo e diventare una community, grazie alla partecipazione di Bernard Cova, sociologo e marketer di grande spessore.

Puoi ascoltare queste e le altre notizie selezionate per i nostri abbonati tra oltre 30 fonti internazionali anche in formato podcast.

Bernard Cova al Wrap Up #3

Bernard Cova, uno dei papà del Marketing Tribale, ha tenuto una Masterclass gratuita in esclusiva per la Ninja Tribe durante il terzo Wrap Up di Ninja (puoi leggere qualche informazione in più in questo articolo).

notizie della settimana: bernard cova al ninja wrap up

Secondo Cova, grazie al Marketing Tribale ci si distacca dalla visione economica per avvicinarsi a quella antropologica, dove al centro sono posti gli individui ed il bisogno di riconoscimento e autodeterminazione all’interno della comunità.

I brand forti sono quelli che possono contare su una community“, ha detto. “L’argomento centrale non è più creare delle comunità, ma come monetizzare le comunità che esistono“. Ascolta qui un breve estratto del suo intervento.

notizie della settimana: bernard cova al ninja wrap up

Tra gli ospiti dell’appuntamento, anche Carlotta Calegari, WeRoad Community & Marketing Specialist, Ignazio Morici, Marketing Manager Power2Cloud e Gianluca Perrelli, CEO Buzzoole. Iscriviti qui per rivedere il Wrap Up.

Notizie da Twitter: licenziati 6500 dipendenti

Da quando Twitter è stata acquisita da Musk a fine ottobre 2022, sono stati licenziati circa 6.500 dipendenti. Quasi i tre quarti dello staff. A riferirlo è lo stesso patron di Tesla, in un’intervista alla Bbc, in cui Musk, ha difeso le sue scelte: “Twitter sarebbe andato in bancarotta se non avesse tagliato i costi immediatamente. Non è una situazione indifferente: perché se l’intera nave affonda, allora nessuno avrà un lavoro“.

Notizie della settimana: Open AI, fino a 20 mila dollari per scovare bug

La società che sviluppa ChatGPT ha lanciato il suo Bug Bounty Program. Si tratta di un’iniziativa che permette a sviluppatori e appassionati di codice di cercare nei prodotti del gruppo falle e problematiche di sicurezza.

Una volta appurato il bug, l’organizzazione si impegna a pagare premi fino a 20 mila dollari in caso di vulnerabilità importanti.

Le aziende vogliono dipendenti influencer

L’influencer professionista potrebbe presto diventare un lavoro per il quale è possibile candidarsi presso alcune aziende. Lo riporta Forbes citando alcuni esempi illustri:

  • Cisco sta offrendo una formazione a tutti i suoi 83.000 dipendenti affinché agiscano come influencer di talento, e permette persino ai lavoratori di occuparsi dei social aziendali per un giorno.
  • United Airlines ha un team di 50 influencer interni, che vanno dagli assistenti di volo agli addetti ai bagagli.
  • Ericsson forma i dipendenti su come ottenere più follower e come realizzare video.

Un fenomeno da non sottovalutare se si pensa che il 57% delle persone in cerca di lavoro utilizza i social media per scoprire le aziende.  

Una città virtuale popolata con l’intelligenza artificiale

I ricercatori di Google e della Stanford University hanno spiegato in un documento del 7 aprile di aver costruito una città virtuale popolata da “agenti generativi” addestrati da ChatGPT. Lo scopo dello studio – che deve ancora essere sottoposto a revisione – era quello di creare una piccola società interattiva di robot AI ispirati a giochi di simulazione di vita come The Sims.

La società di 25 robot di intelligenza artificiale è stata osservata mentre si svegliava, cucinava la colazione, andava al lavoro, a pranzo con gli amici e organizzava persino una festa.

Alibaba lancia nuova alternativa a ChatGpt

Si chiama Tongyi Qianwen, che letteralmente significa “verità da mille domande”, ed è un software LLM (cioè Large Language Model) pensato come assistente personale che può redigere lettere, pianificare itinerari di viaggio e consigliare sugli acquisti. 

Inizialmente sarà integrato in DingTalk, l’app di messaggistica utilizzata dai dipendenti di Alibaba. e potrà operare in lingua cinese e inglese.

I dati europei a rischio su TikTok

Chi usa TikTok può essere vittima di spionaggio di dati? Secondo molti (inclusa la UE) sembra di sì. Sul tema, abbiamo intervistato Lorenzo Castellani, politologo e professore di Storia delle Istituzioni Politiche all’università LUISS Guido Carli. 

Leggi qui l’intervista.

Tesla, rischio privacy a bordo

Secondo quanto riportato recentemente da Reuters, alcuni lavoratori dell’azienda avrebbero condiviso immagini sensibili registrate dalle auto dei clienti. Le registrazioni private delle telecamere, catturate dalle auto, sarebbero state condivise nelle chat room interne.

Ma l’azienda si difende: “Le telecamere sui veicoli hanno il solo scopo di assistere la guida e sono progettate da zero per proteggere la privacy. Tutte le registrazioni effettuate rimangono anonime”.

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Da Brand Tribe a Subscription: trasforma una community in abbonati

Il terzo appuntamento del Ninja Wrap Up – l’evento mensile con un condensato delle notizie più “scottanti” del mese che per essere un Ninja del Digital devi assolutamente conoscere – è dedicato al Marketing Tribale e al modello di business in Subscription.

Questi alcuni degli interventi che troverai:

I take away dei marketer per il mese di marzo con Fabio Casciabanca, Managing Editor Ninja Marketing

Il ruolo delle brand community nella toolbox dei marketer con Bernard Cova, Professore di Sociologia del Consumo e Marketing

Da Ninja Marketing a Ninja: evoluzione di una brand tribe con Mirko Pallera, CEO e founder Ninja

I fattori di successo del Community Management con Carlotta Calegari, WeRoad Community & Marketing Specialist

Dietro le quinte di una Subscription Strategy con Ignazio Morici, Marketing Manager Power2Cloud

Convertire una nicchia di interessi in micro-community con Gianluca Perrelli, CEO Buzzoole

Scarica le slide:

Il ruolo delle brand community nella toolbox dei marketer

Da Ninja Marketing a Ninja: evoluzione di una brand tribe

I fattori di successo del Community Management

Dietro le quinte di una Subscription Strategy

Convertire una nicchia di interessi in micro-community

pubblicità marzo- philips- ninja marketing

Le 8 pubblicità più belle di marzo: Barilla, Coca-Cola, Philips e altri big brand

La primavera si sta facendo largo ed insieme a lei anche i brand fanno fiorire le loro creatività: si affacciano le pubblicità più belle di marzo e promettono una stagione molto intensa.

Grandi brand e brillanti campagne per deliziarci e destarci dal torpore invernale e dalla eco del quasi dimenticato Super Bowl.

BARILLA AL BRONZO | Lady and The Trump

Il rituale della condivisione di un piatto di pasta non poteva trovare ambientazione migliore.

Il romanticismo la fa da padrona mentre due innamorati attraversano la città, seguiti dalle loro ombre canine, per gustare il miglior piatto di spaghetti. E il ristorante Tony’s guidato dallo stellato chef Davide Oldani è proprio lì, nascosto discreto l’angolo, discreto, appartato e anche un po’ spartano.

Si apparecchia l’amore in attesa di un bacio rubato: ed è un impeccabile piatto di spaghetti a metterci lo zampino. L’italianissimo brand di pasta (e l’italianissima Publicis-Le Pub) celebra così il centenario di Disney, con un omaggio al cartone animato Lilli e il Vagabondo, versione umana e versione Barilla Al Bronzo.

ADIDAS | The Ridiculos Run

Adidas da una sua ricerca globale condotta su un campione di circa 5000 donne, afferma che il 92% di loro che pratica jogging non sente la città come luogo sicuro. Non siamo nuovi a questo condiviso timore.

Molte donne, infatti, non vivono con libertà questa attività in quanto esposte a molestie verbali e fisiche. Ed è questo che il brand ci racconta nel suo spot: donne che affrontano prima della preparazione fisica quella psicologica.

Tutto questo è ridicolo, una corsa ridicola a cui le donne non devono più sottomettersi. Adidas espone l’esigenza di una rivoluzione sociale in cui soprattutto gli uomini sono chiamati a partecipare attivamente al cambiamento verso una reale parità delle opportunità.

 

COCA-COLA | Masterpiece

Tra le pubblicità più belle di marzo troviamo il capolavoro di Coca-Coca, letteralmente.

Un viaggio dell’iconica bibita tra le più celebri opere d’arte nelle diverse epoche; saltando dal suo autoritratto pop composto da Andy Warhol e rimbalzando di mano in mano dai personaggi di opere classiche e contemporanee che si fanno tridimensionali e prendono vita per ispirare la creatività di giovane studente.

Un viaggio di connessione e condivisione che rientra nella campagna più generale The Real Magic e che ritroviamo in ogni dettaglio artistico nella Gallery

L’insieme dei dipinti inclusi nello spot è affiancato alle opere di creatori emergenti provenienti da Africa, India, Medio Oriente e America Latina.

DOM PÉRIGNON x Lady Gaga | The Labor of Creation

La ricerca e l’accuratezza della lavorazione dello champagne millesimato sono ben rese in questo spot, la cui protagonista è Lady Gaga. Alternanza di luci e ombre, corpi in armonica sincronia e l’Abbazia francese di Hautvillers a far da sfondo all’elegante coreografia.

Una danza che vuole esprimere il desiderio di osare ed oltrepassare i confini, proprio come vuole mostrarsi Dom Pérignon.

Per la campagna hanno collaborato il fotografo e maestro della luce Mario Sorrenti, il regista Woodkid  e il coreografo Sidi Larbi Cherkaoui.

 

CEREAL SURREAL | OOH Campaign

I brand di cereali inglesi lancia una campagna OOH sfruttando i grandi dello sport. Sì, sfruttando.

Perché in realtà i nomi delle celebrità scritti a caratteri cubitali sui poster corrispondono a quelli di persone omonime. Una campagna ironica che attira l’attenzione sul prodotto grazie alla notorietà dei personaggi ”I cereali ufficiali di Ronaldo” ma che ci strappa un sorriso finale con la confessione della verità “Probabilmente non lo stesso Ronaldo che pensi tu”.

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APPLE PODS | Quiet The Noise

Esiste rumore più bello di quello dei propri pensieri? Ogni cosa scompare.

Il trambusto e il caos della città spariscono mentre siamo assorti nei pensieri accompagnati dalla nostra musica preferita. Apple per la presentazione dei suoi nuovi Pods centra in pieno il concetto.

Nello spot, la cover di Pixies “Where is my mind?” ci guida attorno ad una città apparentemente tranquilla e priva di rumori ma che torna a farsi sentire in tutta la sua confusione una volta sfilati i Pods.

Apple ci azzecca sempre.

 

PHILIPS | The Dilemma

La rasatura entra in una diversa dimensione, anzi, in una diversa epoca. Radersi o non radersi, questo è il dilemma per il vero uomo shakespeariano che impugna il nuovo rasoio Philips. E che davanti ad un quesito così amletico non può che essere sbeffeggiato sarcasticamente dalla sua disillusa dama.

Philips propone anche un secondo spot, in cu il rasoio questa volta assurge al compito di dover depilare i “gioielli” del re. Impresa regale, di estrema precisione e sotto l’occhio vigile di due particolari sudditi guardoni.

 

MCDONALD’S | Live The Child Within This Ramadan

Tra le pubblicità più belle di marzo troviamo anche quella di Mc Donald’s. Marzo è stato, per i musulmani, il mese del Ramadan. Il famoso brand per l’occasione e con la sua nuova campagna incoraggia gli adulti ad ispirarsi alla purezza dei bambini e dedicarsi ad azioni altruistiche.

Gentilezza, benevolenza e sincerità nei gesti per far crescere l’amore e il sentimento di condivisione tra le persone: non solo nel Mese Santo e non solo per i musulmani.

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Nike, IKEA e altre campagne di marketing inclusivo che celebrano la diversità

come proteggere la privacy delle persone

PMI e pubblicità online: proteggere la privacy delle persone passo dopo passo

Le aspettative delle persone in merito alla privacy e al modo in cui i loro dati vengono utilizzati e condivisi online sono cambiate.

E questo cambiamento si riflette anche nel modo in cui le persone e la società si aspettano che la loro privacy venga protetta nel corso delle loro esperienze online.

L’80% delle persone ritiene che la protezione dei dati sia molto importante. Ed entro la fine di quest’anno, possiamo aspettarci che il 65% della popolazione mondiale sarà protetta da moderne normative sulla privacy.

data protection - importanza della privacy

Compiere i primi passi per rispondere alle attuali aspettative sulla privacy può essere complesso, soprattutto per le piccole imprese. Ma anche le PMI possono continuare a migliorare le loro prestazioni pubblicitarie proteggendo la privacy delle persone.

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Con la strategia giusta e le tecnologie di tutela della privacy in atto, è possibile continuare a raggiungere i propri clienti con annunci pertinenti, e allo stesso tempo misurare i risultati, anche facendo meno affidamento sui cookie di terze parti.

Ecco alcuni consigli per iniziare:

  1. Informarsi sul panorama normativo nel proprio mercato

È importante cercare quali normative sulla privacy si applicano a una specifica attività e richiedere una consulenza legale per rimanere aggiornati sull’evoluzione del panorama normativo.

  1. Utilizzare i dati proprietari per definire la strategia pubblicitaria

I dati proprietari sono informazioni che i clienti hanno acconsentito a fornire alle aziende, come un indirizzo email o un numero di telefono, che quindi le aziende raccolgono e possiedono direttamente.

Costruire relazioni dirette con i propri clienti sulla base di dati di prima parte raccolti in modo responsabile aiuta a comprendere meglio le esigenze dei propri clienti e a offrire una migliore customer experience, che può aumentare le prestazioni.

Basti pensare che, per esempio, gli esperti di marketing che utilizzano in modo efficace i propri dati di prima parte possono generare il doppio delle entrate incrementali da un singolo posizionamento dell’annuncio, comunicazione o contatto.

Activating in first party data - proteggere la privacy

  1. Aumentare i propri dati proprietari con il giusto scambio di valore

È importante costruire un rapporto di fiducia con i propri clienti mantenendo i loro dati al sicuro, per questo è necessario rendere le politiche sulla privacy chiare e accessibili, ed essere trasparenti su come vengono utilizzati i dati dei propri clienti.

Quando utilizzate le piattaforme pubblicitarie di Google, assicuratevi che le persone abbiano dato il consenso all’utilizzo dei dati personali per la personalizzazione degli annunci in base alle Norme relative al consenso degli utenti dell’UE.

Questi sono alcuni modi in cui un’azienda può costruire un rapporto di fiducia con i propri clienti, che scelgono così di condividere le proprie informazioni (informazioni che sono quindi dati di prima parte per l’azienda) perché percepiscono un chiaro scambio di valore. Per esempio:

  1. Avere accesso anticipato ai lanci di prodotti
  2. Ricevere suggerimenti sui contenuti o sui prodotti
  3. Ricevere una notifica quando un articolo è di nuovo disponibile
  4. Accedere a programmi fedeltà che offrono premi o vantaggi esclusivi
  1. Investire in soluzioni pubblicitarie incentrate sulla privacy

Con le tecnologie di tutela della privacy di Google per la pubblicità online è possibile generare dei dati proprietari aggiuntivi, basati sui visitatori del sito web della propria azienda.

Le soluzioni elencate di seguito lavorano insieme per creare e recuperare il maggior numero possibile di dati di prima parte, sempre rispettando le scelte sulla privacy espresse dai visitatori del vostro sito, utilizzando soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per colmare le lacune di misurazione.

Questi strumenti possono aiutare le imprese a raggiungere più clienti e ottenere un quadro più accurato dell’impatto delle loro attività, anche quando sono disponibili meno dati.

  • Iniziare con una solida infrastruttura di tagging: i tag sono il fondamento della misurazione incentrata sulla privacy. Il tagging a livello di sito, utilizzando il tag di Google o Google Tag Manager, consente di utilizzare al meglio i dati che i clienti condividono con l’azienda inserendo cookie di prima parte sul sito web dell’attività per misurare le conversioni.
  • Abilitare una misurazione delle conversioni più accurata: le conversioni avanzate per il web aiutano a migliorare l’accuratezza della misurazione delle conversioni aumentando la quantità di dati proprietari osservabili che il tag Google può raccogliere.
  • Recuperare le conversioni perse a causa delle scelte di consenso: nei luoghi in cui sono necessari i banner per la raccolta del consenso, come lo Spazio economico europeo e il Regno Unito, la Modalità di consenso regola il comportamento dei tag del sito in base allo stato del consenso delle persone e ne tiene considerazione nella misurazione del rendimento della campagna.
  • Utilizzare l’analisi per informare la strategia di marketing: la nostra ultima soluzione di analisi, Google Analytics 4, è progettata per rimanere al passo con un ecosistema digitale in continua evoluzione. Google Analytics 4 utilizza modelli avanzati basati sull’intelligenza artificiale per far emergere insights sui clienti direttamente dai dati proprietari dell’azienda – da app o da sito web – per aiutare così a migliorare la propria strategia di marketing.

Maggiori informazioni sono disponibili direttamente all’interno di Ads Privacy Hub; al suo interno, si può consultare anche il Marketing Privacy Planner, lo strumento ideato e sviluppato in Italia per supportare le imprese a sviluppare un piano di privacy per le loro attività di marketing.

privacy tiktok

TikTok, lobbying e spionaggio: forse non è solo un film

Sembra passato un secolo dagli scandali di Cambridge Analytica, dalle polemiche sollevate da “The Social Dilemma” su Netflix,  dal Cookiegeddon di iOS e dalla frenesia del GDPR. Eppure ogni volta sembra essere al punto partenza: se di male si è trattato, la cura (più regolamentazione, più leggi) spesso è stata peggio della malattia.

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L’eccesso di Stato nella vita dei cittadini sembra avere preso il posto dell’invasività delle piattaforme, senza che ne siano conseguiti grandi scandali di massa. C’è un Paese dove tuttavia i confini tra il regime al Governo e le azioni delle grandi aziende “private” è sempre più labile e sottile.

La stretta della Cina ai business privati, la nuova via neo-maoista di Xi Jinping (rivelata anche nell’abbigliamento austero mostrato in più occasioni), ha contribuito di recente al crollo sui mercati di moltissimi big business di Pechino (Nio ed Ali Baba tra tutti).

Ovviamente siamo oltre il crony capitalism: siamo di fronte a un paradigma di controllo assoluto 2.0 ancora in gran parte da comprendere ed esplorare.

Ne abbiamo parlato con Lorenzo Castellani, politologo e professore di Storia delle Istituzioni Politiche all’università LUISS Guido Carli.

lorenzo castellani intervista su tiktok

TikTok raccoglie i dati per conto del Governo cinese?

L’Unione Europea ha bannato TikTok per i propri dipendenti. Il Belgio lo vieta a ministri e funzionari federali, il rischio può esserci anche in Italia?

Sì, perché il social è presente ovunque e chiunque lo usi può essere vittima di spionaggio o furto di dati. Dunque è bene che i governi si proteggano da uno strumento di mercato, ma anche di spionaggio di un regime totalitario.

All’inizio di quest’anno il CEO di TikTok Shou Zi Chew è apparso al World Economic Forum di Davos e ha visitato Bruxelles per incontrare i politici europei.

In Belgio ha incontrato decine di di parlamentari europei e funzionari politici della Commissione europea in una sessione a porte chiuse al De Warande, un club d’élite situato vicino al Palazzo reale belga e all’ambasciata americana.

Ha scattato foto con politici di grande rilievo come Dita Charanzová, vicepresidente del parlamento europeo, e Andreas Schwab , che ha negoziato il Digital Markets Act, una legge per limitare il potere di mercato delle grandi aziende tecnologiche.

Il problema sembra venga da una legge cinese che, di fatto, permette al governo di avere libero accesso a dati e informazioni di tutte le aziende (pubbliche e private) del proprio Paese.

È così. La Cina ha barattato l’arricchimento capitalistico di manager e imprenditori con un controllo e sfruttamento “politico” di tutte queste nuove tecnologie. In altre parole: tu imprenditore sei libero di guadagnare, ma io Stato decido come puoi farlo e cosa mi dai in cambio.

Si ripropone la questione dei social media che non sono piattaforme plurali ma sono editori. In questo caso, editori in mano a potenze straniere. Basterebbe esserne tutti più consapevoli: perché il problema viene evidenziato con TikTok e non con le altre big tech?

Perché nel caso di TikTok c’è un più evidente caso di spionaggio della più potente nazione al mondo non occidentale. Per gli altri social resta il problema della libertà di stampa e del free speech, ma si pone meno la questione spionaggio a fini strategici e competitivi.

Negli USA, il disegno di legge presentato da un gruppo bipartisan di senatori che potrebbe colpire TikTok è sostenuto dalla Casa Bianca. Conferirebbe al governo federale nuovi poteri per limitare, e potenzialmente vietare, le tecnologie della Cina e di altre nazioni designate come avversarie degli Stati Uniti. Un’azione del genere potrebbe essere a sua volta una limitazione della libertà di parola?

La libertà di parola può essere ristretta per questioni di Ragion di Stato verso un avversario esterno.

È sempre stato così. In questo caso poi si limiterebbe l’utilizzo di uno dei vari social a disposizione e non di tutti. Comunque esistono anche vie di mezzo al ban totale che possono concretizzarsi, come chiedere a TikTok di rispettare determinati standard di trasparenza e sicurezza. Li si vedrebbe se l’azienda è in condizione o meno di fornire rassicurazioni.

Il conto salato della lobbying in soccorso a TikTok. Uno sforzo sufficiente?

Secondo Politico , ByteDance (la società cinese proprietaria di Tik Tok) sembra abbia speso, solo negli Stati Uniti, più di 16 milioni di dollari in attività di lobbying dal 2019, assumendo dozzine di lobbisti e la celebre agenzia Crossroads Strategies.

Shou Zi Chew, prima di testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti lo scorso 24 marzo, è stato preparato da assistenti del presidente Kevin McCarthy e dell’ex presidente Nancy Pelosi. Sembra avere ricevuto inoltre la consulenza di Andrew Wright, ex direttore della politica legale per la transizione presidenziale Biden-Harris e ora partner dello studio legale K&L Gates.

@tiktok

Our CEO, Shou Chew, shares a special message on behalf of the entire TikTok team to thank our community of 150 million Americans ahead of his congressional hearing later this week.

♬ original sound – TikTok

A Washington, solo nell’ultimo trimestre, circa tre dozzine di persone hanno fatto pressioni sul governo federale per conto di ByteDance e TikTok, inclusi ex senatori e membri della Camera.

La multinazionale cinese è anche riuscita ad assumere SKDK, la società di relazioni pubbliche che vanta un’imponente rete di relazioni nelle stanze del potere americane, tra cui sembrano figurare personaggi di spicco dell’amministrazione Biden. Qui i dati, pubblici, della spesa di lobbying di Tik Tok, in vertiginosa crescita negli ultimi anni.

Legittima tutela degli interessi economici o seconde finalità vicine agli interessi del Governo cinese? La performance al congresso di Zi Chew è sembrata, da molti analisti, un vero e proprio disastro in cui il CEO ha saputo rispondere alle accuse solo con risposte vaghe e generiche.

 

tiktok

Looker Studio: crea dashboard e report di marketing

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi.

L’argomento di questa puntata è dedicato a come utilizzare Looker Studio per raccogliere dati, progettare dashboard e generare report di marketing accattivanti.

A parlarne con noi Felice Carotenuto, Digital Analyst.

Non perderti i punti salienti del webinar:

  • Data Visualization
  • Come connettere i dati
  • Costruire una dashboar

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