facebook explore feed su mobile

Facebook testa un nuovo feed che “separa” gli amici dalle pagine

Facebook sta testando un feed alternativo in sei Paesi che metta in evidenza i contenuti degli amici, separatamente dalle pagine. Il test ha ricevuto diverse critiche da parte dei news publisher, preoccupati dal drastico declino del reach organico delle proprie pagine, ma Adam Mosseri, Head of Facebook Newsfeed, ha affermato che non c’è da preoccuparsi… Almeno per il momento.

Non solo i news publisher, ma in generale i social media marketer hanno espresso preoccupazione per l’arrivo dell’Apocalisse del reach organico zero, di cui si continua a parlare ormai da diversi anni come vediamo dal grafico che segue (analisi del reach organico di Facebook, Social@Ogilvy, 2014).

declino del reach organico di Facebook nel 2014 da un 'analisi di Ogilvy

Fonte: Social@Ogilvy. Analisi del reach organico di 106 pagine a livello globale.

Ma andiamo per ordine e vediamo i recenti cambiamenti al newsfeed di Facebook: il lancio ufficiale del nuovo feed alternativo e nuovi test che preoccupano molti social media manager, tenendo sempre a mente che il core della Facebook Experience: l’utente.

Facebook lancia il nuovo Explore feed

Recentemente, Facebook ha lanciato ufficialmente un newsfeed alternativo che prende il nome di Explore. Nel nuovo newsfeed consultabile sia da mobile che da desktop da tutti, possiamo scoprire, o meglio esplorare, nuovi contenuti a cui potremmo essere interessati inclusi post, articoli, immagini e video da fonti che non seguiamo ancora, come brand, news publisher o altri tipi di pagine.

Diversamente dal classico newsfeed a cui siamo abituati, dove vediamo post di amici, pagine che seguiamo e post sponsorizzati, nel nuovo Explore feed sono visibili contenuti ai quali potremmo essere interessati, in base ai nostri interessi attuali o al nostro livello di engagement passato con alcuni post. Ecco dove trovarlo su mobile.

facebook explore feed su mobile

L’idea alla base di questo feed, è aiutare l’utente a scoprire più contenuti che vanno al di là degli amici e delle pagine che già seguono. La si può considerare come una divisione un feed pubblico e uno privato, simile all’esperienza di scoperta su Instagram se vogliamo.

Oltre all’esperienza dell’utente, potrebbe esserci anche una questione di esaurimento degli slot pubblicitari alla base di questo moltiplicarsi dei feed di Facebook (oltre al feed Explore, non dimentichiamo Facebook Watch). Pensiamo che sull’attuale newsfeed principale, su una media di 14 post, 3 sono slot pubblicitari (solitamente il numero 2, numero 8 e numero 14). Se aggiungiamo i contenuti delle pagine che seguiamo già, non resta in realtà molto spazio dedicato ad amici e familiari.

Fino ad ora il nuovo Explore feed, non sembra presentare alcuna traccia pubblicitaria.

Un Explore feed diverso, in 6 Paesi

Oltre al rilascio dell’Explore feed ufficiale, Facebook ha testato questo mese in Slovacchia, Sri Lanka, Bolivia, Serbia, Guatemala e Cambogia un approccio diverso a questo nuovo feed, spostando tutti i contenuti di pagine, inclusi delle testate giornalistiche nel feed Explore, lasciando solo i post degli amici e contenuti sponsorizzati nel News feed.

Il primo a dare l’allarme è stato il giornalista slovacco Filip Struharik in un post su Medium, che ha diffuso il panico tra i publisher dipendenti da Facebook nel portare una porzione importante di traffico alle pagine web. Il traffico a detta del giornalista era crollato di 2/3, notizia confermata a seguito da altri giornalisti.

Di qui è partito un susseguirsi di titoli sensazionali dal click facile, che affermano che l’unico modo di restare visibili nel newsfeed sarà da oggi in poi pagare.

I chiarimenti di Facebook

A causa del trambusto sui media e social media, Adam Mosseri, Head of Newsfeed, si è sentito in dovere di dare delle spiegazioni sui test in atto. “Attualmente non stiamo programmando di estendere questo test ulteriormente” dice Mosseri.

Aggiunge inoltre, che questi test scaturiscono da bisogni degli utenti, che hanno espresso una preferenza nel volere un modo più semplice per vedere le notizie di amici e familiare. Facebook quindi sta testando uno spazio dedicato esclusivamente agli amici, e uno separato, Explore, che include i post delle pagine.

Lo scopo del test è quello di capire se gli utenti preferiscono avere due spazi separati per contenuti personali e pubblici. Saranno i risultati del test a parlare e capire cosa gli utenti preferiscono e se questa è un’idea che vale la pena considerare per il futuro di Facebook.

Come chiarito in partenza è bene tenere a mente quando si analizzano le novità di Facebook, che l’esperienza ruota intorno all’utente. Se l’utente è contento dell’esperienza, torna e passa più tempo con te e di conseguenza con tutti quelli che utilizzano Facebook come uno strumento di marketing.

Prima di trarre conclusioni sul futuro dei nostri feed, aspettiamo la fine dei test e le conseguenze che ne deriveranno.

campagna integrata gomorra publicis

La campagna Sky per la nuova stagione di Gomorra – La Serie è anti-spoiler

Una campagna anti-spoiler, costruita nel linguaggio narrativo di Gomorra – La Serie. Eccola la geniale idea di Publicis Italia e Sky per il lancio della nuova stagione della serie televisiva acclamata da pubblico e critica ed esportata in più di 190 paesi nel mondo.

Non un semplice spot o un annuncio, ma una vera e propria campagna, con un sito web dedicato che si apre sul video dei personaggi più temuti di Gomorra che si alleano contro un nemico comune: gli spoiler. Solo loro possono infatti sperare di contrastare la minaccia più grande per tutti gli amanti delle serie TV, con il minaccioso invito a “tenere la bocca chiusa”.

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Gomorra, la campagna integrata che non potrai ignorare

In onda a partire dal prossimo 17 novembre su Sky Atlantic – e in anteprima in 300 sale cinematografiche il 14 e 15 novembre con i primi episodi – la serie riporta sugli schermi un format narrativo che ha ridefinito gli standard della serialità italiana: un intreccio fatto di soli personaggi “cattivi”, senza la tradizionale figura dell’eroe positivo.

La campagna integrata – in TV, sui social network, sul digital e in affissione – converge in un sito creato ad hoc.

La produzione della campagna è di Think Cattleya e di uno dei registi ufficiali della serie Claudio Cupellini. Questo naturalmente rende il progetto ancora più aderente all’estetica e al tono di voce della serie.

I protagonisti, stavolta paladini di tutti i serie-TV-addicted, rispondono a chi si è permesso di “parlare troppo” su una serie TV rovinando la sorpresa con uno spoiler. Il tool permette a chiunque di creare e inviare ad un proprio contatto un video personalizzato in cui è uno dei protagonisti della serie a rivolgersi direttamente al colpevole di spoiler.

Cosa aspetti a provare il tool? Scegli a chi inviare il tuo “messaggio che non potrà ignorare”!

spoiler gomorra

CREDITS

Cliente: SKY Italia
Brand Director: Jane Villeneuve
Head of Marketing: Roberto Lobetti Bodoni
Content Marketing Product Manager: Stefano Pallard
Cinema & Entertainment Communication Manager: Cristina Cipriani
Advertising Specialist Cinema & Entertainment: Daniela Sirtori
Head of Marketing Production: Annalisa Orsi
Executive producer: Cristina Sangiorgi
Head of Digital Marketing & Sales: Marco Storti
Digital Experience Manager: Giorgio Damato
Digital Media Planning Manager: Silvia Zaffarana
Head of Social Media: Livia Falcioni
Social Media Manager: Francesca Diletta Sala

Agenzia: Publicis Italia
CEO Publicis Italia & Global Chief Creative Officer Publicis WW: Bruno Bertelli
Executive Creative Director: Cristiana Boccassini
Associate Creative Directors: Bruno Vohwinkel, Aureliano Fontana
Associate Creative Directors: Eddy Guimaraes, Vinicius Dalvi
Digital Creative Directors: Michele Picci, Massimo Guerci
Art Director / Senior Copywriter: Giulia Di Filippo, Sara Rosset
Client Service Director: Lorenza Montorfano
Account Director: Tiziana Paduanelli
Account Supervisor : Irene Bassani
TV Producer: Matilde Bonanni
Head of TV production: Silvia Cattaneo
Digital Project Manager: Vittorio Cafiero
Social Media Manager: Filippo Festuccia

CDP: Think Cattleya
Regista : Claudio Cupellini
Dop: Luca Nervegna
Editor: Marcello Saurino
Mix: hb23 Jean-Christophe Sasalini
Grading: Flat Parioli  Andrea Baracca / Daniele Cipriani
PostProduzione: Flat Parioli
CEO: Monica Riccioni

vendite di Natale

Guida essenziale alle vendite di Natale

Sta arrivando la stagione delle vendite di Natale e questo è il periodo più redditizio dell’anno per i rivenditori e per i brand. I negozi sono il luogo perfetto per fare acquisti in famiglia e con gli amici e per trascorrere piacevolmente del tempo assieme.

In questo periodo i clienti utilizzano smartphone e desktop per controllare prezzi e prodotti, cercare ispirazione e informazioni, per poi finalizzare l’acquisto sugli stessi dispositivi oppure in negozio.

I consumatori stanno già facendo delle liste e cliccano online più volte. Essere quindi pronti per le vendite sui propri punti di contatto online è veramente fondamentale per tutti i venditori, perché le azioni di oggi avranno un impatto forte sia sul digitale che sul negozio tradizionale.

Come vincere l’attenzione dei consumatori? Quali sono le date chiave di questa stagione? Su cosa fare leva e come organizzarsi?

vendite di natale

Credits: Depositphotos #165216422

Le buone offerte attirano i clienti

52% – Più della metà dei consumatori prevede di utilizzare una offerta per fare un regalo a parenti e amici.

48% – Quasi la metà dei consumatori compreranno nello shop dove trovano l’offerta che interessa.

81% – Più di 8 clienti su 10 utilizzano fino a 6 canali per trovare le migliori offerte e promozioni.

È quindi vitale essere presenti ovunque: shop online, marketplace, social media, newsletter, contatto diretto.

I rivenditori si organizzano sempre meglio per la stagione di Natale

Se vuoi ottenere buoni risultati devi:

  • Investire più in questa stagione che nella stagione precedente. La concorrenza è forte.
  • Migliorare i tuoi sforzi sulle campagne e le strategie di vendita.
  • Decidere velocemente e non perdere tempo.
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Quali sono le date chiave?

24 novembre, Black Friday – è ormai un evento internazionale da sfruttare e che può durare da 4 a 5 giorni.

8 dicembre – Festa dell’Immacolata e primo ponte delle festività.

16 dicembre – Fine settimana prima di Natale.

Se vendi online, calcola bene i tempi di consegna, sfrutta il senso di urgenza, bilancia le indecisioni del cliente con la necessità di avere la merce in tempo.

Dove potrebbero collocarsi le richieste dei consumatori

Abbigliamento e scarpe, elettronica di consumo, giocattoli, gioielli, ristoranti e divertimento, viaggi. Attenzione che la categoria Cosmetici, Salute, Bellezza e cura dei capelli è data in forte incremento nelle richieste dei clienti online.

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Credits: Depositphotos #14922681

Variare le offerte tiene i consumatori impegnati lungo tutta la stagione di Natale

Bene

Il trasporto gratuito
Le carte regalo scontate

Meglio

La percentuale di sconto sulla categoria
Le offerte di sconto in valore su singoli prodotto

Ancora meglio

Sconti in valore o in percentuale in negozio
Mail marketing personalizzato sui comportamenti, abitudini e valori di acquisto precedenti

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Advertising Intelligence, ovvero come tracciare (di nascosto) gli utenti con una campagna (e come difenderci)

È possibile che alcune aziende utilizzino le campagne di advertising online per tracciare le abitudini e i gusti degli utenti invadendo la loro privacy? Secondo i ricercatori dell’Università di Washington, la risposta è affermativa.

Lo studio dei ricercatori americani si è basato sul confronto dei dati analizzati di 10 utenti “falsi” appositamente creati e 10 persone reali, ai quali sono state nascoste le intenzioni del test per valutare efficacemente l’interazione con gli annunci e le App.

Advertising intelligence

Real time profiling con le campagne advertising

Se da un lato una buona profilazione è necessaria per indirizzare i contenuti a soggetti realmente interessati ai prodotti che si pubblicizzano, l’invadenza di alcuni strumenti tecnologi pone serie questioni su quali e quante informazioni siamo davvero in grado di mantenere private utilizzando smartphone e social network.

Basterebbero infatti piccoli investimenti in advertising online per ricavare tutta una serie di dati sensibili che non dovrebbero essere disponibili, come stabilire la posizione dell’utente tramite la geolocalizzazione e verificare in tempo reale se si stanno utilizzando altre applicazioni.

Se pensiamo ai tanti servizi di dating online, i dati rilevabili possono considerarsi come veri e propri dati sensibili, che attengono alle preferenze sessuali degli utilizzatori; lo stesso parametro può essere utilizzato per recepire informazioni di carattere religioso e politico. Una sorveglianza in tempo reale da far invidia al grande fratello orwelliano.

Advertising Intelligence e app

Facciamo un esempio concreto: targettizzando al massimo il nostro pubblico, potremmo produrre un annuncio mirato soltanto alle persone che risiedono in una posizione specifica molto ristretta; in questo modo, potremmo contare quante persone di un determinato quartiere o di una via utilizzino Tinder, la famosa app di dating, o Quran reciters, un servizio che permette di usufruire dei contenuti del Corano anche a chi non conosca la lingua araba. Non solo, valutando in quali momenti della giornata avvengono gli accessi, sarebbe possibile tracciare anche una sorta di rete tra i soggetti coinvolti.

Si tratta solo di un esempio: incrociando i dati tra più soggetti è possibile estrapolare una lunga serie di informazioni sugli utilizzatori.

Advertising intelligence

LEGGI ANCHE: Mobile e SEO: Google sta eliminando gli URL dalle ricerche?

L’Advertising è il nuovo Grande Fratello?

Secondo i ricercatori Paul Vines, Franziska Roesner e Tadayoshi Kohno basterebbe una piccola somma, equivalente a 1000 USD, per tracciare in modo sistematico il comportamento dei soggetti sottoposti a indagine. Ogni volta che l’utente clicca un banner, sono molti i dati telematici trasmessi: oltre alla localizzazione si può raccogliere facilmente il tipo di device utilizzato e il relativo indirizzo IP, il sistema operativo in uso, l’orario dell’accesso e molto altro.

Nel processo sono coinvolti tutti gli operatori: dall’editore che ospita gli annunci sulle piattaforme, alle agenzia di advertising che si occupano della realizzazione della pubblicità, fino all’utilizzatore finale che ne diventa inconsapevole vittima.

Se l’entità del fenomeno non è ancora evidente, basti pensare che, probabilmente, la maggior parte dei dati sensibili estratti (ad esempio attraverso l’accettazione di cookies di terze parti su un sito) non viene ancora utilizzata.

Come tutelare la nostra privacy

Integrare questo tipo di informazioni con i contenuti e le notizie che quotidianamente pubblichiamo sui nostri account social può fornire un quadro davvero chiaro di quali siano le nostre abitudini, gusti, preferenze sessuali, orientamento politico e religioso; tutte informazioni che, salvo una nostra scelta precisa, non dovrebbero affatto essere condivise.

Advertising intelligence

Questo tipo di tracciamento, denominato ADINT (da advertising intelligence), permette quindi, semplicemente, di acquisire informazioni personali acquistando spazi per gli annunci.

Nello specifico, quali sono i dati richiesti che vengono estrapolati con più facilità?

Dati demografici: età, sesso e lingua sono forniti in modo praticamente sistematico, ma attraverso le app che utilizziamo è possibile anche sapere se siamo appassionati di sport e se lo pratichiamo e quali siano le nostre abitudini sessuali.

Interessi: una buona percentuale dei dati rilevabili riguarda gli interessi ma anche le nostre condizioni di salute (utilizziamo un reminder che ci ricorda ogni quanto assumere un farmaco?); dati che sono certamente personali e non dovrebbero essere visti da nessuno.

Informazioni personali identificabili: ad esempio l’indirizzo e-mail, il numero di telefono che diamo in pasto a servizi come Facebook, l’avvenimento importante della nascita di un figlio o del matrimonio. Si tratta di informazioni uniche e personali, attribuibili solo a noi.

Localizzazione: sapere dove ci troviamo, quando ci spostiamo in un luogo e per quanto tempo ci rimaniamo è tuttora molto semplice.

Ma non possiamo andare offline

Risulta chiaro che le questioni sollevate dai ricercatori dell’università americana meritino ulteriori discussioni al fine di valutare, concretamente, quanto i sistemi avanzati di advertising e raccolta dei dati possano far vacillare il barcollante muro della privacy.

Al momento, l’unica soluzione possibile che ci garantisca di conservare i nostri dati sensibili al riparo da occhi indiscreti è scollegarsi e vivere la giornata offline. Ma siamo sicuri che non sia un dato importante anche questo?

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Facebook prova un nuovo tool per le dirette video che (tutti) stavamo aspettando

Quando Twitter acquisitò Periscope, nell’ormai lontano 2015 (nel “Jurassic Digital World”), trasmettere video in diretta con lo smartphone rappresentava una vera novità.

E quando Periscope introdusse il live streaming, cambiò per sempre non solo la vita di tutti i SMM nel mondo, ma anche le strategie e le regole del marketing conosciute fino a quel momento. Questa mossa avanguardista di Twitter sembrò molto intelligente all’epoca. Anzi, lo fu!

Col senno di poi, si può certamente affermare che il social “dei cinguettii” ebbe ragione a scommettere sui video dal vivo, senza però riuscire mai ad imporsi sui diretti concorrenti.

Infatti, da quel momento, i più grandi social network come Facebook, Snapchat e YouTube incorporarono la possibilità di trasmettere video in diretta, aggiudicandosi, secondo i dati di UBS Evidence Lab, la fetta più consistente del mercato, dove il social network di Zuckerberg ha di recente spodestato persino YouTube dal trono.

LEGGI ANCHE: Qual è la piattaforma più adatta per il tuo video Live?

Le dirette e il favoloso mondo dell’immediatezza

Lo abbiamo ripetuto quasi come fosse un mantra quest’anno, ma è bene continuare a specificarlo: i contenuti video sono stati un key player nel marketing degli ultimi anni. Ma perché il live-streaming fa una grossa differenza nelle strategie social?

Perché le dirette hanno un’immediatezza su cui i video registrati non possono contare. E come un assetato nel deserto brama l’acqua, allo stesso modo gli utenti della rete necessitano del live streaming, in un mondo sempre più veloce che no sa (o non vuole) più aspettare.

Quello che rende unici i live è il fatto che, ancor prima che tu possa sintonizzarti sul canale del contenuto, la notifica ti comunica immediatamente “sta succedendo ora!”. Per non parlare della possibilità che gli internauti hanno di interagire con i contenuti in modi che rendono il video pre-registrato quasi obsoleto.

Se si aggiunge a queste peculiarità proprie delle dirette (immediata gratificazione e coinvolgimento), il fatto che umanizza il brand e (soprattuto) raggiunge spesso un’audience più grande, è comprensibile capire il perché alcuni tra i più grossi broadcast del mondo si stanno letteralmente attrezzando con delle strategie interne, in cui i live sui social media sono la base da cui partire.

LEGGI ANCHE: I social media puntano (ancora) sulla streaming TV

Facebook Live Video Producer

Dalle parti di Menlo Park hanno capito molto bene il potere e la potenza delle dirette, tanto che nonostante non essere stati i primi ad implementare i live streaming, numeri alla mano, negli ultimi tempi ne sono diventati certamente il punto di riferimento.

E per continuare su questo trend di crescita, Facebook sembra essere pronto a dare ai produttori video una più ampia flessibilità con i loro live streaming, grazie al tool “Live Video Producer” che permetterà, tra le altre cose, di controllare i filmati da più sorgenti video in una sola diretta.

E già a questo punto verrebbe da esclamare “Boom!“.

Lo sappiamo perché alcuni sviluppatori avevano scovato lo strumento nascosto nel codice di Facebook già a settembre, che però non era ancora disponibile per tutti gli utenti.

Da quanto è possibile notare da uno screenshot twittato questo 23 ottobre da Austin Hunt, social editor di BuzzFeed, Facebook Live Video Producer promette altre grandi funzioni, tra cui scegliere diversi formati per la visualizzazione dei video, come lo split screen, la suddivisione in quarti o la modalità picture in pcture.

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Sulla base delle immagini, sappiamo che dovrebbe essere in grado di accettare almeno quattro ingressi, mentre prima questo era possibile solo utilizzando l’API di Facebook Live con soluzioni esterne. Sembra inoltre che si potranno aggiungere diverse sovrapposizioni grafiche, così da dare alle tue dirette un look più accattivante.

Essendo in fase di sperimentazione, il tool Live Video Producer non è ancora attivo su tutti i profili, ma siamo sicuri che i ninja videomaker là fuori stanno già controllando su Facebook se sono tra i fortunati prescelti!

3 consigli per portare clienti al tuo eCommerce con Halloween

Ottobre volge al termine e nei negozi iniziano ad apparire gadget come zucche, fantasmi e teschi: è Halloween. Questa festa di antiche origini è stata riscoperta anche nel Vecchio Mondo, rifacendosi allo standard carnevalesco e commerciale affermatosi negli USA.

Ma la festa è anche online, e non è troppo tardi per rispondere all’entusiasmo di utenti e fan con delle iniziative semplici ed efficaci. Se hai un minimo di dimestichezza con il tuo sito, per questa volta non avrai nemmeno bisogno di rivolgerti a marketer e programmatori.

Ecco tre idee per aumentare le vendite online in occasione di Halloween, con i tool necessari a metterle in pratica.

1. Un eCommerce a tema halloween

decorazioni sito halloween

In questi giorni i negozi si colorano di arancione e nero, con addobbi a tema Halloween. Nella maggior parte dei casi si tratta di decorazioni d’impatto ma facilmente removibili.

Lo stesso principio vale per il tuo eCommerce: se non hai avuto occasione di studiare un restyling provvisorio con dei professionisti, concentrati su pochi elementi flessibili e di grande visibilità, di modo da catturare immediatamente l’attenzione dei clienti in visita.

  • Slider e immagini: sono gli elementi che catturano immediatamente l’attenzione. Se hai fatto realizzare del materiale cartaceo per promuovere la tua attività in questo periodo, non dimenticare di chiedere una grafica adattata anche per il tuo sito.
    Cambiare l’immagine in testata o mettere in bella evidenza un articolo con alcuni consigli per gli acquisti sono due operazioni semplici ed efficaci. Se non è la prima volta che effettui delle piccole modifiche al sito, prova a dare un’occhiata anche alla resa su mobile, e se riesci ad aggiungere un tocco di arancione e nero ad alcuni elementi presenti nel tema del tuo sito.
  • Banner e popup: se già utilizzi questi elementi per altri messaggi e promozioni, non dimenticare di personalizzarli con un tocco di mistero. I visitatori sono abituati a trovare le offerte in questi spazi e modificarli può bastare a dare il giusto tocco spettrale al tuo shop online.
  • Intestazioni e CTA: se vuoi ridurre al minimo lo sforzo grafico, punta su simboli semplici come zucche streghe, fantasmi e ragnatele e soprattutto inserisci messaggi e call to action accattivanti e con un tocco di mistero: “Trasporto gratuito” può diventare “Consegna gratuita a cavallo di scopa entro Halloween”.

Per ogni necessità grafica, ti consiglio Canva, un tool online gratuito ricco di formati, temi preimpostati e molti elementi a tema Halloween per personalizzare banner, annunci, post e qualsiasi immagine.

LEGGI ANCHE: Le 8 pubblicità di Halloween più belle di sempre (secondo noi)

2. Buoni sconto e buoni acquisto

pipistrello

Ogni festa è un’occasione per fare un po’ di shopping per sé e per gli amici, e gli sconti sono sempre un forte incentivo all’acquisto. Se inserirai un avviso o countdown con la scadenza dell’offerta, li invoglierai ad aderire prima della scadenza.

Quando si tratta di regali, però, l’imbarazzo della scelta è il cruccio di molti acquirenti. Per aiutarli a risolvere i propri dubbi e portare a termine l’acquisto, nulla di meglio di un buono acquisto. A differenza di un sconto, il buono acquisto porta a chiudere velocemente la transazione, con la certezza di aver scelto un regalo che sicuramente incontrerà i gusti del destinatario.

Per pubblicizzare la disponibilità di un buono acquisto o sconto può bastare un annuncio in homepage, ma se vuoi massimizzare i risultati, inserisci un popup in homepage e/o creane uno che appaia quando gli utenti stanno per abbandonare l’acquisto (exit intent).

Su Beeketing trovi vari strumenti gratuiti o in prova libera per incentivare gli acquisti. Se hai WordPress prova Option Monster o tool gratuiti come Popup Maker e Yeloni Exit Popup, T(-) Conuntdown e Countdown, Countdown Timer, Widget Countdown.

3. Cerca i clienti con email marketing e social network

Una newsletter mirata a chi ha già acquistato nel tuo eCommerce è un metodo efficace per tenere il tuo brand nella mente dei clienti in occasione di un momento di festa.

Approfittane per comunicare loro le tue offerte: se hai già avviato delle iniziative di email marketing, ricordati di inviare nel tempo diversi tipi di messaggio. La prima comunicazione deve attrarre o incuriosire, la seconda ricordare e informare, la terza ricordare le offerte e creare un senso di urgenza.

In questi giorni, scrivi per informare dell’ultima occasione per approfittare delle tue migliori promozioni dedicate ad Halloween: sconti, omaggi, spedizione libera o altre iniziative.

LEGGI ANCHE: C’è un nuovo trend per vendere online: gli shoppable media

halloween idee per vendere

Puoi anche decidere di dilazionare nel tempo i vantaggi che offri, in modo da dare ai clienti un’occasione in più di tornare sulle pagine del tuo sito, sapendo di avere già un vantaggio in mano.

In ogni caso, se non hai già uno strumento per gestire e mettere a frutto le tue mailing list, puoi provare a creare newsletter e personalizzarle con Voxmail: intuitivo, in italiano e gratuito fino a 2.500 iscritti.

L’ultilizzo dei social network può essere simile, dedicando sconti e promozioni ai fan della pagina. Qui le comunicazioni possono essere più frequenti e informali: per le grafiche, puoi sempre avvalerti di Canva. Approfitta dell’occasione per dare sfogo alla tua fantasia, attraverso foto in costume, contest e invitando le persone a condividere sulla pagina le loro foto a tema Halloween, magari dopo l’acquisto di un tuo prodotto.

Se decidi di sponsorizzare degli annunci per attrarre nuovi clienti o fidelizzare quelli già acquisiti, valuta attentamente le opzioni di profilazione del target. Su Facebook e Instagram puoi definirlo in base a dati demografici, interessi o inserendo indirizzi email raccolti in precedenza. Ricorda che puoi dedicare dei post e quindi delle promozioni differenti a chi è già fan della tua pagina o a chi ancora non conosce il tuo brand.

Bonus Tip

Un ultimo consiglio: fai tesoro dell’esperienza. Se non sei riuscito a realizzare qualche idea, preparati per tempo in occasione della prossima occasione speciale (Black Friday? Natale?) e non esitare a riproporre e migliorare le iniziative con le quali hai avuto maggior successo.

Perché alcune fake news corrono più veloce di altre notizie?

Ci siamo cascati tutti: dall’acqua minerale contaminata alla morte del povero comico di turno, fino alla notizia sconcertante che, casualmente, riguarda il tema razzismo/omofobia/violenza/malattie. Il mondo delle fake news è ormai dibattuto da parecchio tempo e, nonostante ognuno di noi sia ben consapevole che il falso sia dietro l’angolo, continuiamo a cascarci.

Inciampiamo nelle fake news, ci facciamo male e cerchiamo di porvi rimedio. A tal proposito sono infatti tante le iniziative ed i progetti che le contrastano. A partire, per esempio, dal lavoro dalla Presidente della Camera Laura Boldrini che, dal questo 31 ottobre, porterà nelle scuole “I dieci comandamenti dell’era digitale“, un progetto che prevede un coinvolgimento di 80 mila studenti.

facebook

Insomma, quando una tematica sbarca anche sui banchi di scuola in maniera così capillare forse qualche domanda in più occorre farsela. Non a caso, il contrasto alle fake news concerne vari ambiti tra cui anche quello della medicina con il progetto “Dottoremaeveroche“, portato avanti dalla Federazione dei Medici Chirurghi e Odontoiatri contro le bufale nell’ambito sanitario.

Fake news: trasversali, capillari e pungenti

Ma sono veramente così diffuse? Chiedetelo all’Ambasciata d’Italia che ha controbattuto al Sun poiché, nel luglio corso, ha identificato Napoli come una tra le 10 città più pericolose al mondo. Ancora, chiedetelo al comune di Firenze che si è ritrovato a dovere smentire i numeri sugli stupri annuali. Chiedetelo allo Zio Mark (Zuckerberg, ndr) dopo che, poco tempo fa, si è scottato a Wall Street per via delle fake news. In diversa misura è vero, ma sì, hanno colpito anche lui.

Facebook Fake

Una premessa risulta però necessaria: le fake news non sono nate ieri, ma il web è stato in grado di amplificare e dare ampio respiro a qualsiasi cosa possa, per interesse, ignoranza, populismo, colpire il grande pubblico. Dalla Brexit alle presidenziali del novembre scorso i processi di disinformazione si sono innescati con una rapidità impressionante attecchendo sui pregiudizi di ognuno.

Crediamo a quello che vogliamo credere?

Per contrastarle non basterebbe forse l’autorevolezza dei media? Sapere che vi è una struttura redazionale alle spalle di un articolo, non potrebbe essere sinonimo di garanzia, prima di credere dunque a qualsiasi notizia?

Ce lo siamo chiesto tutti, ma qualcuno ha preso al cuore la causa.

Christoph Aymanns, Jakob Foerster e Co-Pierre Georg hanno provato a capirci qualcosa in più e sono arrivati ad una conclusione in merito. Questi teorici hanno condotto di recente uno studio per capire come mai le fake news si diffondano così rapidamente.
In sintesi, a loro avviso che il successo della loro capillarità dipenderebbe dalla primordiale e precisa targetizzazione: chi vuole diffondere una fake news – secondo loro – individuerebbe infatti un preciso cluster di utenti pronti a commentare e diffondere la notizia, facendo leva sul fatto che questi, culturalmente, non siano in grado di distinguerne una vera da una falsa.

pinocchio

Cosa possiamo fare

 

Solitamente si targetizza per conoscere i gusti e le opinioni delle persone al fine di vendere un prodotto, ma grazie a questo studio scopriamo che studi e analisi del target possono servire anche per essere i destinatari primari delle fake news. Incredibile. Come si può realmente contrastare questo fenomeno senza alterare il modello di business della pubblicità dei social media? 

Aymanns, in tal senso, suggerisce che devono essere prima i social stessi a contrastare notizie false, sospendendo tutti gli annunci mirati durante le campagne elettorali, per esempio. Un passaggio impossibile, dato quanto sia importante tale pubblicità per l’economia. In alternativa, gli avversari delle fake news potrebbero utilizzare la stessa tecnologia di targeting per identificare ed educare le persone più vulnerabili.

Impossibile? No, probabilmente arduo, se si considera che le fake news sono come i virus: l’immunizzazione attraverso l’educazione può aiutare, ma potrebbe non essere una difesa globale.

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Cancellare i messaggi WhatsApp: da oggi si può

Quante volte vi siete messi le mani nei capelli dopo aver inviato erroneamente un messaggio o una foto al destinatario sbagliato? Quella sensazione di disfatta che cresce dentro di voi secondo dopo secondo: indescrivibile!

Fortunatamente è in fase di roll out, con largo ritardo rispetto al rivale Telegram, il nuovo aggiornamento di WhatsApp che permetterà di rimuovere permanentemente i messaggi inviati all’interno di chat di gruppo o in singole conversazioni, dandovi così la possibilità di “rimangiarvi” quello che avete appena scritto o corre ai ripari nel caso in cui l’errore sia stato un po’ più “compromettente”. A dare la notizia è WABetaInfo, che in passato ha twittato i rumors, poi rivelatesi esatti, sulle novità di WhatsApp.

Cosa fare per cancellare i messaggi WhatsApp?

Ci sono però alcuni dettagli da non tralasciare per far si che i messaggi WhatsApp vengano cancellati dalle vostre conversazioni in modo permanente:

  • Tutti i partecipanti alla conversazione devono essere in possesso dell’ultimo aggiornamento rilasciato che abilità questa nuova funzionalità. In caso contrario non avrete la possibilità di rimuovere il messaggio.
  • I messaggi potranno essere cancellati definitivamente solo entro sette minuti dall’invio dopo di che non sarà più possibile riparare all’errore.

In attesa che l’aggiornamento sia disponibile per tutti gli utenti, trovate tutte le informazioni relative alla nuova funzione “Elimina per tutti” direttamente nella pagina di FAQ ufficiale di WhatsApp.

Tommy Hilfiger

Tommy Hilfiger firmerà una linea d’abbigliamento pensata per la disabilità

Tommy Hilfiger ha realizzato la prima collezione di abiti per persone disabili. Dopo il successo della linea per bambini creata nel 2016 grazie alla collaborazione con Runway of Dreams, un’associazione non profit focalizzata sul rendere la moda accessibile alle persone diversamente abili, l’azienda statunitense ritorna su questo tema di grande interesse.

Tommy Hilfiger

La linea per bambini con disabilità creata da Tommy Hilfiger nel 2016

Tommy Adaptive per adulti

La collezione appena lanciata si chiama Tommy Adaptive e riprende lo stile street e cool delle linee sportswear del brand. Prevede 37 modelli maschili e 34 femminili. Capi con particolari cuciture e cerniere facili da aprire e chiudere.

Tommy Hilfiger

Vestiti con adattamenti strutturali studiati in base alle differenti disabilità e concepiti perché ogni modello possa essere indossato e sfilato facilmente.
Magneti, ganci, velcro nascosti permettono di vestirsi anche con una sola mano. Tommy e il suo staff hanno concepito modelli che si possono sfilare facilmente dalla testa, jeans e pantaloni con orli regolabili che si adattano alle protesi.

Tommy Hilfiger

Tommy Hilfiger sul tema dell’inclusività

Non era mai successo che uno stilista disegnasse una linea di lusso dedicata a chi vive con difficoltà la motorietà, solo i vestiti realizzati da Maria Grazia Chiuri di Dior per Bebe Vio rappresentano un precedente.

Tommy Hilfiger continua a dimostrare sensibilità riguardo al tema dell’inclusività. L’esperienza personale (nel 2012 lo stilista ha rivelato che sua figlia Kathleen e il figlio di sua moglie Dee sono entrambi affetti da autismo) lo ha portato a supportare associazioni benefiche che si occupano di raccogliere fondi per la ricerca e la cura.

Tommy Hilfiger

Tommy Adaptive, al momento destinata solo al mercato USA, rappresenta l’impegno concreto del brand per una “democratizzazione della moda”. Una rivoluzione che ha un ottimo potenziale di mercato perché potrebbe soddisfare tutti quei clienti che finora non sono mai stati presi in considerazione. Vendere abiti per persone disabili, nel giro di poco tempo, potrebbe diventare molto redditizio: sono ancora poche le aziende specializzate e i potenziali clienti sono milioni in tutto il mondo.

Cosa fa X Lab, la divisione “segreta” di Google per i progetti più innovativi

Google X Lab, aka “Moonshot factory”, è il nome del laboratorio sperimentale di ricerca super segreto di Google, dove hanno origine i progetti più futuristici della compagnia. Fondato nel 2010 da Google Inc. e ora gestito da Alphabet, il reparto ha l’obiettivo di inventare e lanciare tecnologie cosiddette “moonshot” con l’ambizione di rendere il mondo un posto migliore in maniera radicale.

I progetti di Google X lab

Immaginare e sviluppare tecnologie futuristiche potrebbero apparire attività poco standard, ma in realtà l’approccio dell’unità segreta X è sempre il medesimo: si parte dall’individuazione di un problema mondiale che una volta risolto migliorerebbe la vita di milioni di persone, si propone una soluzione radicale – anche se oggi questa risulta essere impossibile o fantascientifica – e infine si cerca una tecnologia disruptive che già esiste. Google X

Nonostante ormai il laboratorio sia tenuto un po’ meno nascosto, ancora la lista completa dei progetti in essere non è divulgata apertamente. Eccone però alcuni.

Project Loon

Si tratta di un network di palloni che viaggiano ai limiti dello spazio, creati per fornire internet nelle aree più remote e rurali, riempendo i gap di copertura e riconnettendo le persone dopo i disastri naturali. Questi palloni “galleggiano” nella stratosfera, due volte più in alto degli aerei. Qui, ci sono diverse correnti che variano in velocità e direzione: i palloni vanno dove c’è necessità proprio sfruttando queste correnti.

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Makani

Google X

La missione di questo progetto è di creare aquiloni in grado di produrre ed immagazzinare efficientemente energia dal vento. L’aquilone è un’ala aerodinamica con dei rotori legata ad una stazione a terra. Utilizzando una piccolissima quantità di energia, l’aquilone si innalza all’altitudine desiderata, si posiziona sottovento e in seguito si sposta controvento. Quest’ultimo fa girare i rotori dell’ala, generando energia elettrica che viene quindi trasferita a terra. L’ultimo prototipo è riuscito a trasferire ben 600 kilowatt!

Project Wing

Lo scopo è quello di costruire droni in grado di consegnare qualsiasi cosa, dai beni di consumo ai medicinali di emergenza. Questi droni possono volare su rotte pianificate usando dei sensori e dei software capaci di individuarsi ed evitare quindi possibili scontri. Inoltre, il progetto comprende lo studio di una piattaforma di gestione del traffico aereo che consenta maggiore sicurezza anche per gli altri operatori.

Google X

Si tratta, in generale, di progetti che ci indicano direzioni di business per il futuro, aprendo spazi a nuove soluzioni e creando quindi nuovi possibili impieghi.