Week in Social: continua la social battle tra Zuckerberg e Snapchat

Finalmente siamo giunti al giorno più atteso della settimana, amici: è venerdì! E come ogni venerdì che si rispetti riepiloghiamo le best news della settimana dal magico mondo dei social media con la nostra rubrica #WeekInSocial.

Facebook “Topic to follow”

Secondo indiscrezioni Facebook starebbe testando una nuova box da inserire nel News Feed: “Topic to Follow”, ossia la possibilità per gli utenti di seguire un determinato argomento sul proprio profilo a partire da una keyword.

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“Stiamo testando nuove soluzioni per gli utenti che vogliano iscriversi ai topic che seguono direttamente nel NewsFeed, così da permetter loro di seguire le storie che più li appassionano [senza perdersi neanche un contenuto ndr]. Inoltre, specificatamente per le pagine, questa potrebbe essere una soluzione innovativa per facilitare il follow dei topic più interessanti.” afferma lo stesso Zuckerberg.

Grazie a questo update, quindi, nella nostra home non appariranno solo post condivisi da pagine che abbiamo deciso di seguire, ma verranno raggruppati contenuti che parlano dello stesso argomento provenienti da diversi profili, senza per forza doverne essere followers.

… e ritorna la reaction “Grazie”

Apparsa per la prima volta lo scorso anno, in occasione della Festa della Mamma, è tornata la reaction “Grazie” rappresentata da un fiorellino viola.

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Una domanda ci sorge spontanea: avremo il tempo di affezionarci al fiorellino o anche quest’anno scomparirà a breve?

Vedremo. Intanto, passiamo ad altro: non avete abbastanza serie tv nella vostra lista infinita di show da guardare? Don’t worry, ci pensa Facebook!

La piattaforma sarebbe infatti pronta al lancio di 24 show televisivi on air già dal prossimo giugno. L’offerta si divide in due fasce: quella premium, che comprende serie tv ad alto budget, e quella low-budget, che prevede mini-video della durata massima di 10 minuti (più adatti alla fruizione tramite dispositivi mobile).

Ma a pensarci bene… ne sentiamo proprio la necessità?

Instagram

É apparsa da qualche giorno su Instagram una nuova feature che permette di taggare direttamente il prodotto pubblicizzato sul contenuto condiviso nel profilo, in stile Tab Shop di Facebook. Non sono ancora stati diffusi degli approfondimenti ufficiali, ma sembra che questa opzione sia visibile solo da mobile, e che il tag sia ancorato alla scheda prodotto sul sito web o eCommerce del brand.

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(Trovate il post Instagram originale di Michael Kors qui)

Andiamo avanti. Non è proprio la notizia che tutti i social media manager stavano aspettando con ansia, ma è un piccolo passo avanti: da questa settimana è possibile caricare immagini sul proprio profilo Instagram anche attraverso la versione mobile del social media.

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Questo update della piattaforma è pensato principalmente per gli utenti che non possiedono uno smartphone di ultima generazione, o che non dispongono di una connessione stabile e potente.

Noi comunque rimaniamo in attesa della pubblicazione da desktop!

LEGGI ANCHE: Instagramer of the Week: intervista a Michele Grimaz

Snapchat

La rivalità tra Snapchat e Instagram non si placa, generando una social battle ci regala un sacco di nuove feature ogni settimana. Questa volta è il turno del fantasmino, che con l’ultimo update ha aggiunto diverse funzioni che permettono di “photoshoppare” i vostri scatti prima di pubblicarli.

Riproduzione no-limits degli snap, Looping Videos (che ricordano tanto l’amato Boomerang), Magic Eraser e infine la possibilità di disegnare con le Emoji: sono queste le novità introdotte da Snapchat, ora sbizzarritevi con i nostri snap artistici!

Twitter

Una novità per uno strumento che i social media manager non possono non amare. Quanti di voi utilizzano Tweetdeck, la dashboard di Twitter dedicata al content management? Notizia freschissima di ieri: sono state aggiunte un paio di nuove feature che, nonostante siano puramente funzionali, potrebbero risultare utili.

Prima news, il controllo dell’autoplay delle GIFs, che si aggiunge alla già esistente possibilità di poterle postare e programmare dal tool. Il secondo update favorisce il social listening, in quanto permette di monitorare le risposte e le quotes degli utenti a un determinato tweet.

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E anche per questo venerdì… That’s all ninja folks!

crescita ecommerce in italia

Cresce il fatturato B2C dell’eCommerce italiano

Anche quest’anno la Casaleggio Associati ha presentato la propria ricerca sulla situazione italiana degli eCommerce, giunta all’undicesima versione. Il report è frutto di un sondaggio online, integrato dalle interviste con alcuni dei principali attori del mercato.

Ecco cosa raccontano le cifre presentate in E-commerce in Italia 2017, con un focus sui temi menzionati nel sottotitolo: Capitali e vendita transfrontaliera cruciali per la competitività.

eCommerce in percentuali

crescita fatturato ecommerce italiani

Prosegue a doppia cifra la crescita del fatturato B2C degli eCommerce nostrani: la stima raggiunge i 31,7 miliardi di euro, con un incremento del 10% sul 2015.

Non sorprende che le fette più grosse della torta appartengano ai settori del tempo libero (43%) e del turismo (31%). I centri commerciali online seguono a distanza, con un 10% del fatturato sul totale di tutti i settori, che però è frutto di una crescita significativa, grazie soprattutto ai grandi attori internazionali. In termini di crescita, si sono distinti ancor più salute & bellezza e alimentare, rispettivamente con un +36% e +33%.

LEGGI ANCHE: Un negozio fisico può essere la base del successo di un eCommerce

Nonostante il trend positivo coinvolga tutti i settori, i risultati restano inferiori a quelli del 2015. Questo è dovuto principalmente a due fattori. Da un lato la carenza di offerta in alcuni ambiti come moda, alimentari, casa e arredamento, dove le vendite online sono ancora poco sviluppate. Dall’altro, la quasi saturazione dei settori più maturi come tempo libero, assicurazioni e turismo.

distribuzione fatturato settori ecommerce

A rimediare in parte a questi inconvenienti interviene la vendita all’estero. Nel 2016 il fatturato eCommerce generato dalle aziende italiane attive nella vendita internazionale è stato in media il 29% delle vendite online complessive. Cresce la presenza delle aziende italiane sul mercato eCommerce internazionale: il 65% vende oltre confine, rispetto al 59% del 2015. Per lo sviluppo della vendita all’estero, le nazioni e aree verso le quali le aziende italiane intendono investire maggiormente nel 2017 e nel 2018 sono i vicini paesi dell’Europa e gli Stati Uniti.

La crescita e la sostenibilità delle imprese italiane di eCommerce passa per la loro internazionalizzazione. Senza economie di scala internazionali non riusciranno a competere con gli attori esteri che entrano sul mercato Italiano. Il mercato eCommerce è un mercato ‘capital intensive’ e per sviluppare un’impresa è necessario quindi accedere al capitale prima di crescere.

Venture Capital  e startup

L’Italia parte tuttavia con una marcia in meno rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. Sono infatti meno di dieci gli operatori italiani privati che finanziano le imprese attive nell’eCommerce, mentre appartengono ad un ordine di misura inferiore i fondi messi a disposizione e il supporto statale.

Questa situazione può spiegare il motivo per cui i grandi operatori crescono soprattutto all’estero.

Tra i principali operatori privati del Venture Capital italiano per l’eCommerce sono presenti: Innogest Capital, che ha investito oltre €50 milioni nell’ultimo anno, P101, specializzata in investimenti sotto i €5 milioni, United Ventures, che ha investito in società come LovetheSign, LVenture Group, specializzata in investimenti iniziali sotto i 500 mila euro, Italian Angels for Growth, Digital Magics, 360 capital partners, uno dei primi ad aver investito su Yoox, Sator, che ha investito nell’eCommerce tramite il gruppo Banzai, Principia, specializzata in innovazione sanitaria, Syntegra, specializzata in società con fatturato tra 30 e 300 milioni.

Negli ultimi anni ci sono stati alcuni segnali di cambiamento, seppur ancora di scarso impatto, come l’incentivazione fiscale degli investimenti in startup.

Gli investimenti statali nel settore eCommerce sono veicolati principalmente tramite Invitalia, la quale ha un programma denominato “Smart&Start Italia” che è il principale incentivo del Governo dedicato alla nascita e alla crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico, è stato rifinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico con 95 milioni di euro per il biennio 2017-2018. Il programma prevede un mutuo senza interessi e senza richiesta di garanzie.

Le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia beneficiano anche di una quota di finanziamenti a fondo perduto (20%). Un buon inizio, ma ancora molto distante da fondi analoghi in Francia e Germania, che superano il miliardo di euro investiti.

Esiste inoltre un altro fondo statale, il Fondo Italiano d’Investimento: creato nel 2010, ad oggi ha investito nel mondo dell’eCommerce solo indirettamente, tramite i fondi di Venture Capital privati in cui ha partecipato.

venture capital ecommerce italiani

Ad attirare l’attenzione degli investitori sono le aziende che puntano all’innovazione con l’accortezza di adottare modelli di business non presidiati dai grandi player.

Alcuni esempi sono aziende che sviluppano servizi che aiutano e snelliscono lo sviluppo dell’eCommerce (logistica ultimo miglio, pagamenti, …) e società che operano in mercati nazionali sufficientemente grandi ma caratterizzate da burocrazia e regole che fungono da barriere d’ingresso per i player esteri (gestione del risparmio, servizi assicurativi, ecc.).

Il business plan, infine, è un elemento fondamentale per soddisfare gli imprenditori. La ricerca ne evidenzia alcuni elementi cruciali:

  • 15-20% di EBITDA ((Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) entro 4 anni.
  • Quote di mercato e/o volumi importanti per compensare i margini limitati.
  • Dettagliare la crescita prevista.
  • Non più di 2 anni di avviamento in cui si “brucia cassa”.

Work in progress

Per raffronti e integrazioni, è attualmente in corso l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, dove la School of Management del Politecnico di Milano sta presentando i risultati delle proprie ricerche, confermando che il commercio elettronico si sta avviando verso un periodo di maturità.

Tra quanto già rivelato, emergono in particolare due dati, citati esplicitamente da Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm.

I dati dimostrano che chi usa tre device (pc, mobile, tablet) spende in media tre volte di più di chi utilizza solo il pc, così come l’everywhere shopper compra di più in tutti i canali e usa lo smartphone per orientarsi e acquistare offline.

Gli acquisti eCommerce di prodotto (+25%) cresceranno nel 2017 ben più di quelli di servizio (+8%) e, per la prima volta nella storia dell’e-commerce italiano, il mercato dei prodotti varrà tanto quanto quello dei servizi (11,5 miliardi di euro).

Di quante ore di sonno abbiamo veramente bisogno?

Otto ore: è questa la raccomandazione che ci sentiamo dare più spesso quando si parla di sonno. Ma se questo numero canonico fosse solamente un mito?

Sul tema del fabbisogno di sonno sono stati portati avanti diversi studi che, di fatto, rivoluzionano le nostre conoscenze in materia.

Secondo alcuni esperti non esiste un monte ore di sonno adattabile per tutti. Ognuno di noi ha delle esigenze specifiche: c’è chi ha bisogno di dormire di più, chi meno.

A determinare il nostro fabbisogno di sonno ci pensa il dottor Michael J. Breus, psicologo clinico e specialista in materia, che ha elaborato un vero e proprio “sleep calculator“.

Ma vediamo nello specifico quali sono i fattori da tenere in considerazione in questo calcolo e come fare per capire quante ore dedicare al nostro riposo.

A cosa ci serve dormire?

Secondo il dottor Breus, quando parliamo di routine del sonno dobbiamo concentrarci nel perseguimento di due obiettivi fondamentali:

  • Dormire a sufficienza;
  • Fare in modo che il nostro riposo sia di qualità.

Dunque, per essere efficienti e produttivi durante il giorno e non sentirci subito stanchi, dobbiamo dedicarci non solo alla quantità, ma anche alla qualità del sonno.

Per trovare il giusto equilibrio in questo binomio, il dottor Breus ha messo a punto una formula in grado di determinare le ore di sonno ideali per ognuno di noi.

vintage clock on the wood table with tea cup at morning time at Luxury Interior kitchen room

 

Come calcolare il fabbisogno di sonno

Le ore di sonno di cui abbiamo bisogno sono, secondo Breus, geneticamente determinate.

La formula ideata dallo specialista tiene in considerazione questi quattro step:

  • Il ciclo medio di sonno è lungo 90 minuti;
  • Una notte di sonno si compone, mediamente, di cinque cicli completi;
  • Facendo una semplice operazione matematica, cinque cicli da 90 minuti per notte sono pari a 450 minuti complessivi di sonno (7,5 ore);
  • A partire dall’ora prevista per il risveglio, occorre calcolare le ore di sonno ideali sulla base dal valore medio (7,5).

Facendo un esempio concreto, se la tua sveglia suonerà per le 6:00 del mattino, dovrai calcolare le tue ore di sonno ideali andando a ritroso di 7,5 ore. Alla luce di questo calcolo, alle 22:30 dovresti trovarti già a letto, pronto per andare a dormire.

Ovviamente si tratta solo di un punto di partenza, che serve a determinare il tuo effettivo fabbisogno di sonno per notte. L’obiettivo è quello di riuscire a svegliarti 5-10 minuti prima che suoni la sveglia.

Calibra il tuo riposo sul valore medio di 7,5 ore per una settimana e verifica i tuoi risultati: se riuscirai, in questo lasso di tempo, ad aprire gli occhi prima che suoni la sveglia, vorrà dire che 7,5 ore rappresentano il tuo fabbisogno ideale di sonno.

Se, in questa settimana di test, ti svegli molto prima che suoni la sveglia, vuol dire che il tuo fabbisogno di sonno è inferiore alle 7,5 ore.

Al contrario, se non riesci a svegliarti prima dell’allarme, hai sicuramente bisogno di più ore di sonno. Prova ad incrementare di 15 minuti il valore medio per un’altra settimana e verifica se riesci a raggiungere l’obiettivo.

Prosegui con gli aumenti di 15 minuti finché non riesci a svegliarti prima che suoni la sveglia: in questo modo potrai determinare con esattezza le ore di sonno di cui hai bisogno.

Purtroppo, secondo Breus, questo modello non vale per tutti: circa il 50% della popolazione, infatti, rientra nella categoria che lo studioso definisce “cronotipo“.

Il cronotipo fa riferimento all’orologio biologico di ognuno di noi. Ci sono persone nottambule o mattiniere per natura, che devono adattare la loro vita a questa caratteristica.

Breus cita se stesso come esempio: lo specialista del sonno è nottambulo e non va mai a dormire prima di mezzanotte. Per via di questa caratteristica, la sua giornata si sposta inevitabilmente in avanti. Breus ha osservato che, adattando la sua vita ai ritmi del sonno e non viceversa, è molto più produttivo nel corso della giornata.

Insomma, non trascurare la tua routine del sonno. Dedica al riposo il giusto tempo e assicurati di fornire al tuo corpo tutte le attenzioni di cui ha bisogno in questa fase. Siamo sicuri che ne trarrai un gran beneficio 😉

Immagini social

Come utilizzare (legalmente) le immagini sui social media

Alzi la mano chi di voi non ha mai furbescamente e letteralmente rubato un’immagine dall’immenso e prezioso database di Dio Google. Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita o forse anche più, di utilizzare immagini o foto per i propri canali social senza porsi il dubbio della provenienza o dei diritti di utilizzo.

Bene, se state leggendo queste poche righe e vi abbiamo messo più di una pulce nell’orecchio, anzi nella tastiera, continuate pure nella lettura perché oggi vogliamo parlarvi proprio di come usare legalmente immagini e foto sui social senza infrangere copyright e diritti vari. Ma andiamo con ordine.

immagini social

Copyright: imparate le basi per muovervi liberamente tra le immagini

Quante volte ci siamo trovati di fronte a questa parola e l’abbiamo consapevolmente ignorata? La prima cosa che vi consigliamo di fare è chiarirvi le idee sulla questione copyright, ovvero cosa potete e cosa non potete fare di fronte ad un’immagine che vorreste tanto utilizzare, ma la mancanza di indicazioni precise in materia di copyright vi fa desistere.

LEGGI ANCHE: Dimensioni immagini social 2023: la guida aggiornata

Comprendere le indicazioni base del diritto d’autore non vuol dire affogare i propri dubbi e perplessità in enormi manuali di diritto, ma semplicemente avere le nozioni necessarie per muoversi liberamente e legalmente nell’infinito mondo visual e social.

Immagini social

Informatevi sui termini di utilizzo delle immagini delle varie piattaforme social

Ogni social network ha una sua policy riguardo l’utilizzo di immagini e foto sulla propria piattaforma. Il consiglio che vi diamo è di leggere bene tutto. Prima di imprecare contro Mark Zuckerberg quando Facebook vi segnala o elimina una foto o un video, andate a ripescare le regole base per una vita felice e serena sul social network dei like.

In poche parole, informatevi e siate sul pezzo. Ogni social network, infatti, ha regole e termini di utilizzo diversi per proteggere se stessi e i propri utenti.

Ad esempio su Pinterest, ebbene si esiste ancora, nel caso in cui pinniate una vostra foto, autorizzate automaticamente Pinterest a usare, visualizzare, riprodurre, re-pinnare, modificare e distribuire la foto.

Su Instagram invece, per proteggere la privacy e i diritti d’autore dei fotografi, non è possibile salvare e fare il download di immagini di altri utenti sul proprio dispositivo ma solo salvarle in una libreria virtuale e riguardarle in un secondo momento.

LEGGI ANCHE: Social media management: come realizzare ottime immagini per i tuoi canali

Immagini social

Scegliete la licenza delle immagini che fa per voi

A cosa servono le licenze? A tutelare i creativi e semplificare la vita a coloro che vogliono utilizzare le loro opere. Per fini commerciali? Modificabile? Con riferimento all’autore? Ce ne sono di tutti i tipi. Molte licenze limitano l’immagine ad uso personale, altre invece offrono la possibilità di modificare le immagini anche per fini commerciali.

Quello che vi consigliamo, soprattutto per i social è di utilizzare quanto più possibile immagini royalty free, ovvero immagini che non presentano alcun vincolo di utilizzo in quanto non hanno i requisiti richiesti dalla legge e quindi possono essere liberamente utilizzate. Prima di scaricare, modificare e pubblicare un’immagine sui vostri canali, verificate sempre che tipo di licenza contiene.

Chiedete e vi sarà dato (o quasi)

Finalmente avete trovato l’immagine che cercavate da tempo, quella perfetta che esprime al meglio tutto quello che vorreste dire e o spiegare con un  post Facebook o un intero articolo per il blog.  L’entusiasmo però si spegne quando scoprite che, nonostante tutti gli sforzi per verificare i diritti dell’immagine, licenze, copyright, indicazioni e suggerimenti da casa non sono ben chiari e o specificati.

Cosa fare? La cosa più semplice e banale: chiedere. Contattare l’autore dell’immagine o della foto non è poi così difficile, soprattutto se parliamo di foto trovare su piattaforme come Istock, Freepik e tante altre.

Immagini Social

Design by Freepik

Cercate le immagini per i social nei luoghi giusti

Siete ancora fermi al punto di partenza, cercando le immagini e le foto di cui avete bisogno su Google? Ora che sapete come muovervi nel labirinto di licenze, diritti, copyright e tanto altro è ora di iniziare a cercare quello che vi occorre nei posti giusti. Andate in avanscoperta e navigate sereni su siti che offrono interessanti database di immagini. Se non riuscite a trovare immagini royalty free, via libera anche a quelle a pagamento purchè in entrambi i casi si rispettino le indicazioni dell’autore.

Istock e Fotolia quelli più famosi, ma  ottime immagini e foto anche su Freepik, Pixabay, Splitshire, ISO Republic e tanti altri.

E voi avete qualche altro importante suggerimento da condividere con la nostra community? Aspettiamo i vostri commenti. Dove? Naturalmente, sulla nostra fanpage di Facebook o sul nostro gruppo LinkedIn.

Le tecnologie chiave per le app del futuro

La crescita dell’utilizzo del Mobile per navigare in internet negli ultimi anni è stata esponenziale, ed esponenziale è stato lo sviluppo delle app e delle strategie di mobile marketing.

Ogni giorno leggiamo su internet (magari proprio dal nostro smartphone) notizie di nuove app, di aggiornamenti epocali dei social più seguiti, ed è difficile anche dire come sarà internet, e di conseguenza come sarà il mondo, nei prossimi anni.

Quello che possiamo fare è tracciare, sulla base delle strategie di mobile marketing che si stanno affermando nell’ultimo periodo, quali saranno i trend che traineranno il settore e sui quali investire di più nel 2017 se avete intenzione di sviluppare o aggiornare la vostra App.

Riconoscimento Vocale

riconoscimento vocale

Lo smartphone è fondamentale nella vita di ognuno di noi, così come vitale è la comunicazione. Poter comunicare con il proprio smartphone diventa allora centrale nelle strategie di mobile marketing del prossimo futuro. Tanto più che una recente di indagine di Speak Easy dimostra come la relazione intima fra uomo e macchina riguarderebbe ben il 36% degli utenti, vale a dire all’incirca 1 persona su 3 è innamorata di “Siri” e simili.

Inoltre, la possibilità di interagire con la propria app la renderebbe fruibile in diverse occasioni: alla guida della propria auto ad esempio o per lavorare in multitasking come fosse una segretaria personale in grado di tramutare in testo (senza errori) le annotazioni vocali, organizzare l’agenda, etc etc.

Biometrica

biometrics

In un mondo in cui i confini della privacy si stanno lentamente sgretolando, anche la sicurezza dei dati personali ha la sua grande importanza. Per chi non possiede smartphone con sistemi di riconoscimento digitale o visivo, si stanno sviluppando molte app che utilizzano tecniche biometriche per la protezione dei dati sensibili.

Le tecniche biometriche di identificazione sono infatti finalizzate a identificare un individuo sulla base delle sue peculiari caratteristiche fisiologiche o comportamentali, difficili da alterare o simulare, e sono fondamentali per la sicurezza dei propri smartphone.

Ad esempio, una delle app più quotate è CM Locker Sicurezza che permette tra le altre cose di bloccare lo schermo del telefono, le app, le foto e i contatti per proteggere la privacy, tracciare il telefono perso o rubato, e scattare automaticamente foto degli intrusi che immettono la password sbagliata!

Utile, no?

Bluetooth 4.0/5.0

Le nuove evoluzioni del Bluetooth 4.0 e 5.0 utilizzano molta meno batteria rispetto al passato e pertanto garantiscono un utilizzo migliore e più duraturo dei sistemi collegati tramite lo smartphone.

Inoltre, con la presenza sempre più forte della Domotica ( e Jarvis di Facebook ne è una prova lampante) nelle nostre case, grazie al Bluetooth sarà possibile comandare quasi tutti gli apparecchi tramite lo smartphone, quindi in fase di programmazione della vostra nuova App, non dimenticatevi del Bluetooth: il mondo è sempre più connesso!

Realtà aumentata

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Vi ricordate di Pokemon Go? L’app-gioco che ha fatto letteralmente impazzire milioni di utenti la scorsa estate e che ha popolato la realtà virtuale di simpatici animaletti dai nomi bizzarri?

Quello che ne è rimasto, oltre a qualche fan accanito, è l’idea di poter far interagire i nostri smartphone con la realtà che ci circonda creando una quarta dimensione, quella virtuale, con la quale confrontarsi anche con intenti più divulgativi o commerciali che la mera conquista di un Pokemon.

La dimensione virtuale potrà aumentare sensibilmente la mobile user experience dei vostri clienti, dando loro maggiori opportunità di conoscere prodotti e servizi. Non sottovalutate questa opportunità!

Domotica e Internet of Things

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Ne abbiamo parlato prima, il futuro è la connessione totale tra tutti gli apparecchi della nostra vita e noi stessi. Facebook sta lavorando negli ultimi anni allo sviluppo di Jarvis, un assistente per la casa in grado di soddisfare le tue richieste e aiutarti nella gestione quotidiana.

Apple ha lanciato sul mercato nel 2016 HomeKit, un’app che permette di mettere in comunicazione i vari devices presenti in casa con il proprio smartphone, e anche Google ha annunciato il suo Brillo da pochi mesi.

Project Brillo è una vera e propria versione di Android che, nei piani di Big G, dovrebbe fornire una piattaforma operativa ai miliardi di oggetti smart che nei prossimi anni dovrebbero affollare la nostra vita.

Realtà Virtuale

realtà virtuale

La realtà virtuale è un altro dei pilastri su cui si baseranno le strategie di marketing del futuro.  Tra le applicazioni più immediate per la realtà virtuale troviamo sicuramente il gaming dove sarà possibile interagire anche fisicamente con l’ambiente virtuale e il turismo, per far vivere esperienze immersive ai viaggiatori “virtuali” invogliandoli a conoscere fisicamente le bellezze di un paesaggio o i sapori e gli odori di una terra.

Tutti i player più importanti stanno lavorando alacremente sulla Virtual Reality.  Google, dopo aver accantonato il progetto dei suoi Glass (ma sono certo che ne risentiremo parlare molto presto) ha puntato su Cardboard.

L’app Cardboard ufficiale è il primo passo verso la realtà virtuale da smartphone Android o iPhone. Cardboard permette di utilizzare qualsiasi visore compatibile con tutte le app per Cardboard disponibili e comprende una vasta serie di demo immersive tra cui ad esempio un Live a 360° del concerto di Paul McCartney.

La cosa pazzesca di Cardboard è che è possibile costruirsi il visore Compatibile anche da soli!

Stay tuned perché ne vedremo veramente delle belle!

Pornhub ha un regalo speciale per la Festa della Mamma

Pornhub vuole regalare a tutte le mamme uno speciale biglietto di auguri, che può trasformarsi facilmente in un visore di realtà virtuale, come i più famosi cardboard di Google.

L’azienda ha deciso di aiutare tutti i ragazzi a rendere la Festa della mamma un momento davvero da ricordare, lontano dai monotoni lavoretti con le tue impronte o dalle classiche candele decorate che ogni madre ha ricevuto ogni anno e apprezzato, ma senza particolare entusiasmo.

Un visore VR firmato Pornhub per tutte le mamme

Rassegnati al fatto che i tempi sono cambiati, anche il biglietto di auguri è diventato tecnologico.

Non si tratta della solita card musicale, ma della possibilità di trasformare in pochi gesti questo bigliettino in un visore VR, corredato da un link privato a un contenuto che certamente ogni madre “vuole vedere, ma che ha paura di chiedere”.

pornhub festa della mamma

I biglietti di auguri speciali di Pornhub saranno disponibili gratuitamente in tre differenti colori, ognuno accompagnato da un messaggio diverso.

Gli occhiali VR montabili – i Mommy’s Special Glasses – funzionano essenzialmente come i Google Card, con una fessura per inserire lo smartphone.

“La festa della mamma è uno dei giorni in cui si effettuano più acquisti di regali ed è l’unica volta nell’anno in cui possiamo davvero regalare alle nostre mamme qualcosa di irripetibile” ha dichiarato il Vicepresidente di Pornhub Corey Price.

“Mentre la maggior parte di noi sceglie regali generici, senza personalità, inviando biglietti o fiori, o riservando una lunga telefonata a distanza, altri potrebbero voler regalare alle proprie mamme l’unica cosa che ogni madre vorrebbe ma che ha paura di chiedere”.

I Mommy’s Special Glasses saranno disponibili fino ad esaurimento scorte, per “trasformare il giorno dedicato alla mamma nella migliore notte della sua vita”!

Forse un po’ ardito per il modo in cui noi italiani siamo abituati a guardare le nostre mamme, ma certamente un ottimo strumento per raccogliere iscrizioni e dati personali, dato che per richiedere il regalo sarà necessario registrarsi tramite un form.

Il tweet più ritwittato della storia non è più il selfie da Oscar

Ebbene si, la richiesta di aiuto di Carter Wilkerson per ottenere una fornitura gratuita di nuggets di Wendy’s (catena di fast food americana) per un intero anno è diventato il #tweet più popolare di sempre su Twitter: con 3.5 milioni di Retweet, ha sorpassato ufficialmente il famosissimo selfie di Ellen DeGeneres come Tweet più Ritwittato della storia.

Tutto è cominciato con un semplice Tweet del ragazzo dal suo account in cui Carter chiedeva alla catena americana Wendy’s quanti Retweet sarebbero stati necessari per ottenere una fornitura gratuita per un intero anno dei loro famosi nuggets.

Al Tweet di risposta di Wendy’s, “18 milioni”, il ragazzo ha risposto con un sicuro “Consider it done” (“Consideratelo già fatto”). Da lì, è iniziata la campagna di Carter per arrivare all’agognato traguardo.

Il mondo di Twitter ha risposto alla richiesta di aiuto dello studente in maniera sorprendente: brand del calibro di Microsoft, Google e Amazon, personaggi pubblici come il senatore della Florida Marco Rubio, il presentatore televisivo Jake Tapper o l’attrice Kathy Griffin sono scesi in campo per sostenere Carter e il suo sogno.

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Il Tweet ha raggiunto via via traguardi sempre più impressionanti e Carter Wilkerson è diventato sempre più popolare. Il 1 aprile il suo account contava 138 followers: ora ne ha più di 100.000, è un account verificato e l’hashtag #NuggsForCarter ha un’Emoji dedicata, con una scatola di nuggets di Wendy’s.

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“Mi sento così fortunato a poter usare la mia voce per supportare qualcosa in cui credo” – ha dichiarato Carter – e sono grato a chiunque mi abbia aiutato con i suoi Retweet, perché ha reso possibile tutto questo.

Wendy’s, brand da sempre molto attento nell’utilizzare e nel percepire l’enorme potenziale di Twitter come luogo in cui comunicare in maniera innovativa con le persone, fornirà a Carter una gift card per nuggets gratuita valida per un intero anno, oltre che una donazione di $100.000 a nome di Carter a favore della Dave Thomas Foundation for Adoption (@DTFA), che trova e assegna una casa e una famiglia ai bambini in affidamento. Carter sta raccogliendo denaro per questa bella causa anche sul suo sito nuggsforcarter.com Il tweet di Carter ha battuto il precedente tweet di Ellen DeGeneres dagli Oscar ed il tweet di Louis Tomlinson degli One Direction.  

musica retro collezione vinile

Millennial di altri tempi: la musica retrò nel digital marketing

La nostalgia del passato è diventata da qualche tempo un ingrediente importante all’interno delle strategie di marketing. Quest’anno è iniziato con il rilancio del Nokia 3310, seguito dall’iPhone 7 Plus Retro Edition, insinuandosi a seguire in molte aree diverse, non solo relative al prodotto.

Il passato fa capolino soprattutto nel settore dell’intrattenimento: la serie televisiva Twin Peaks  di David Lynch farà il suo esordio a partire dal 26 maggio, le proposte di Netflix sono pervase da riferimenti al passato, come in Stranger Things e molte altre serie tv, e di riferimenti variegati, specialmente musicali.

https://youtu.be/X16LEuKvKJ8

In tempi in cui il marketing focus è più digitale che mai e cresce la saturazione di contenuti, la musica è quell’elemento che può fare la differenza. Sì, perché la musica è quella cosa che tocca i nostri sentimenti, può cambiare il nostro umore ed essere ricordata per molto tempo, anche senza volerlo.

La musica ha sicuramente una durata maggiore di quella di un tweet, che dura solo 18 minuti.

Ma vediamo alcuni esempi di come la musica retrò si fa strada tra i meandri del marketing digitale.

Millennial di altri tempi

Uno dei modi in cui la cultura musicale pop del passato fa ritorno è con il vinile. In un’era in cui le nostre abitudini diventano gradualmente più digitali, in cui anche la musica si inserisce in un ecosistema fatto di streaming, mp3 e cloud, si diffonde contemporaneamente un attaccamento a qualcosa di fisico, materiale, e il vinile fornisce quel senso di materializzazione della musica e dell’esperienza uditiva.

statistiche dei consumatori di vinili

Al contrario di quanti molti credono, non è l’elemento nostalgico che ha contribuito a riportare in auge il vinile, bensì la materializzazione di una passione musicale ormai diventata quasi interamente digitale.  La nostalgia per essere precisi è “uno stato d’animo corrispondente al desiderio pungente o al rimpianto malinconico di quanto è trascorso o lontano”, ma non di qualcosa che non si è mai vissuto.
Contrariamente a quanto si pensa infatti, sono proprio i millennial i responsabili dell’aumento degli acquisti dei vinili, e molti di coloro in realtà non possiedono neanche un giradischi. Gli utenti scoprono artisti e musica online, per la maggior parliamo di utenti Soundcloud e Youtube, per poi acquistare un vinile. La musica in streaming gratuita quindi contribuisce effettivamente all’aumento delle vendite nel mondo reale.

LEGGI ANCHE: Spotify: dopo il lancio in Giappone, arriva l’alleanza con SoundCloud?

Vendita vinili music streaming

Una retro-digital campaign: Disney per Spotify

Oltre alla materializzazione della cultura pop musicale degli anni ’70 e ’80, come abbiamo già menzionato in apertura, un altro settore che sta facendo un grande utilizzo dei cult del passato, è l’industria cinematografica.

Per la campagna del lancio del nuovo film Marvel “Guardiani della Galassia vol.2” , attualmente in programmazione nelle sale italiane, Disney ha firmato una seconda collaborazione con Spotify (dopo La Bella e la Bestia), lanciando una Throwback Experience.

Guardians of the Galaxy Vol. 2 hub

Guardians of the Galaxy Vol. 2 hub

La Throwback Experience permette agli utenti di Spotify di creare playlist anni ’70 ispirate alle loro canzoni preferite utilizzando un algoritmo di riconoscimento automatizzato di brani musicali, oppure gli utenti possono semplicemente ascoltare le colonne sonore del film.

Cosa vogliono i post-millennial?

Un’altra osservazione da prendere in considerazione quando si parla di vinili e di materializzazione dell’esperienza musicale, è che il più grande punto vendita di vinili come menzionato dall’Economist è – assieme ad Amazon – Urban Outfitters, retailer di abbigliamento con target audience la fascia di età compresa tra i 18 e i 28 anni, parliamo quindi di Generazione Z.

millennial vs generazione Z

La domanda a questo punto nasce spontanea: se le Generazioni Y (millennials) e Z si stanno appassionando ai vinili (pur non avendo un giradischi) e ai cult di un passato che non hanno mai conosciuto,  qual è il giusto compromesso tra digitalizzazione e materializzazione? È pur sempre vero che ci stiamo evolvendo verso un futuro sempre più “cloudizzato” e focalizzato sul futuro, ma paradossalmente lo stesso futuro è  fatto di più realisti e meno sognatori. Il trend di ritorno al passato, chiamato spesso nostalgia del passato, non è forse semplicemente un trend o semplice nostalgia, ma più voglia di qualcosa che resti, che si materializzi, che duri insomma un po’ più di un tweet.

Netflix & Design

Sei un designer? Ecco cosa guardare su Netflix

Ormai si sa, Netflix crea dipendenza. Il portale di streaming porta a un incredibile e pericoloso impiego di tempo, tra serie TV, film e altri tipi di contenuto. Se si è designer di professione o anche semplici appassionati di design, però, questo tempo può rivelarsi molto utile, mediante documentari, film o serie da cui trarre molta ispirazione.
Di seguito, 10 suggerimenti che potrebbero aiutare ad “accendere la lampadina”:

#1 Iris

Genere: documentario | Durata: 1h 19min

Diretto dal regista di documentari Albert Maysles, il documentario ritrae l’icona di stile e interior designer Iris Apfel. Con 93 anni e i suoi caratteristici occhiali rotondi, continua a calcare palcoscenici importanti grazie ai suoi eccentrici look e una forma fisica a dir poco sorprendente.

Iris

Fonte: Rosewood Hotels

#2 Indie Game: The Movie

Genere: documentario | Durata: 1h 43min

Questo documentario parla di alcuni designer di videogiochi, mentre realizzano idee come Super Meat Boy, un particolare videogioco a piattaforme che parla di Meat Boy, un cubo di carne, che deve salvare la sua fidanzata Bandage Girl dal malvagio Dr. Fetus, attraverso livelli dalle piattaforme sopraelevate piene di trappole mortali, o Fez, un videogioco la cui storia si incentra su Gomez, una creatura 2D che un giorno trova un oggetto chiamato “esaedro”, il quale gli permette di vedere il mondo dove vive con tre dimensioni.

Indie Game The Movie

Fonte: Youtube – IndieGameTheMovie

#3 Happy

Genere: documentario | Durata: 1h 15min

Il documentario diretto da Roko Belic cerca di far capire come trovare la felicità, tracciando i profili di diverse persone felici, provenienti da tutto il mondo, interrogandosi su questo tema in un ambito fatto di scienza e spiritualità. Non trae, forse, grosse conclusioni, ma lascia importanti spunti di riflessione su un argomento sempre attuale e interessante.

Happy Movie

Fonte: Happy Movie

#4 La scala celeste: l’arte di Cai Guo-Qiang

Genere: documentario | Durata: 1h 19min

Fare arte facendo (letteralmente) esplodere qualcosa? È quello che fa l’artista cinese Cai Guo-Qiang, con i suoi spettacoli pirotecnici. Il documentario è un meraviglioso ritratto dell’artista e del suo lavoro che, qui raccontato tra musiche suggestive e immagini e colori spettacolari, non è altro che una vera rivoluzione dell’arte contemporanea.

#5 Abstract: the art of design

Genere: serie TV documentario | Durata: 45 min/episodio

Otto episodi, ognuno dei quali porta all’interno della vita di un’artista, fa esplorare le sue ambizioni, la sua carriera e la sua filosofia. Prodotta direttamente da Netflix, la serie fa un viaggio direttamente nelle menti di artisti come l’architetto danese Bjarke Ingels, il designer Nike che ha creato le Air Max, Tinker Hatfield, o la designer di Pentagram Paula Scher, facendo comprendere non solo i loro pensieri sul mondo del design, ma lasciando anche qualche spunto applicabile al mondo dell’imprenditoria.

#6 The true cost

Genere: documentario | Durata: 1h 32min

Con i social media, le industrie di moda hanno sicuramente incrementato la loro attività, data la mole di condivisioni di capi e accessori d’abbigliamento e la nascita dei famosi fashion blogger. Brand come Zara ed H&M si sono da tempo “attrezzati” a questo cambiamento, passando dalle linee di abbigliamento stagionali a capi che raggiungono i rivenditori in pochissime settimane. In tutto questo, però, ci sono dei costi, non solo monetari. “The true cost” esplora questo mondo, costituito non solo dai consumatori pazzi per la moda a basso costo.

True Cost

Fonte: True Cost Movie

#7 Racconti di luce

Genere: serie TV documentario | Durata 23 min/episodio

Fotografi tra i più famosi al mondo sono tra i protagonisti di questa serie, che ci porta ai lavori incredibili che stanno dietro a quegli istanti catturati dalla macchina fotografica. Prodotta da Netflix, guardandola si verrà trasportati nel lavoro di questi artisti mentre esplorano il globo tra le meraviglie della natura e il fascino di differenti culture.

#8 Sneakerheadz

Genere: documentario | Durata: 1h 9min

L’evoluzione del mercato delle sneaker, da una nicchia a un prodotto diffuso ovunque nel mondo, uno stile di vita. Il documentario passa dalle collezioni di rapper e atleti alle considerazioni sul fenomeno da parte di esperti del settore.

Sneakerheadz

Fonte: Vimeo

#9 Fresh Dressed

Genere: documentario | Durata: 1h 22min

La cultura hip-hop è oggi più popolare che mai, tanto da influenzare ingentemente anche la moda. In questo documentario diretto da Sacha Jenkins vengono narrate le origini di trend come le scarpe slacciate o i capi oversized, con in aggiunta interviste ad artisti come Kanye West o Sean Combs aka Puff Daddy.

Fresh Dressed

Fonte: CNN

#10 Black Mirror

Genere: serie TV | Durata: 50 min/episodio

Come si è soliti dire, “last but not least“: Black Mirror. La ormai celebre serie britannica migliora stagione dopo stagione, diventando un vero e proprio must. In un mondo caratterizzato da social network, intelligenza artificiale, realtà aumentata, è sempre più chiaro che dovremmo essere cauti nel nostro rapporto con le nuove tecnologie. La serie è la dimostrazione di cosa potrebbe diventare il mondo se le tecnologie e il design consumassero gli istinti umani, invece che offrire un appoggio a questi ultimi.

Social dating per over 40: quando a cercare l’anima gemella sono i genitori

Si parla molto della relazione dei giovani o giovanissimi con le tecnologie “sociali”, abituati a utilizzare un’app per ogni cosa, dall’ordinare cibo a domicilio a trovare un partner per la serata. Tuttavia, secondo il sito specializzato migliorisitidincontri.it, uno dei siti con la community più vasta (dopo il gigante di Meetic con 7 milioni di iscritti) sembra essere Be2, dedicato soprattutto agli over40.

Secondo un saggio di Dan Slater, ex giornalista del Wall Street Journal, “Love in the Time of Algorithms: What Technology Does to Meeting and Mating”, sono proprio i 40-50 la fascia più ampia che si dedica al dating online del tutto soppiantando le generazioni più giovani. Un fenomeno in costante crescita che, secondo Maurizio Zorzetto, responsabile per l’Italia della società dello stesso gruppo di Match.com, interessa 1 adulto su 4.

Statisticamente, il 25% degli over 40 che stanno leggendo questo articolo sono iscritti a un sito d’incontri. La statistica si riferisce a chi cerca un compagno stabile, quindi se aggiungiamo tutti gli over 40 in cerca di una scappatella la percentuale aumenta.

Over 40

Charlotte York, single over 30.

I 40 sono i nuovi 23

Perché l’età per il dating online di questa fascia forte inizia proprio da 40 anni? La risposta che appare ovvia è che dai 40 anni in su c’è la più alta concentrazione di sigle maturi – dato che i dati non tengono in considerazione coloro che usano i siti di dating per tradire il proprio partner, perché allora le percentuali si alzano maggiormente.

Secondo l’ultimo report Istat c’è stato un aumento dei divorzi del 57% dall’anno precedente. Ogni anno le separazioni, nello specifico, sono circa 100 mila. Sempre secondo il report, l’età media dei divorziati in Italia è di 43 anni per le donne e di 45 per gli uomini: il dato che vuole i 40enni come i nuovi single è molto concreto.

Del resto sembra essere vero che per la generazione Y e i Millennials (dai 13 ai 35 anni) trovare un partner è pur sempre più semplice rispetto a un quarantenne che si trova da solo per scelta o più comunemente perché separato o vedovo. Le occasioni di conoscere nuovi possibili partner sessuali per questa generazione è decisamente minore e le difficoltà appaiono maggiori rispetto ai più giovani. Navigando su un noto forum di ritrovo per donne e uomini adulti, abbiamo trovato centinaia di discussioni in merito che consigliano agli utenti separati l’utilizzo di nuovi strumenti online per trovare un compagno/a.

“A chi non è single sembra assurdo che una persona di aspetto gradevole, buona cultura e professione scelga di affidarsi a un sito per dating, ma la realtà è che a una certa età è molto complicato conoscere persone libere interessanti, anche se esci tutte le sere”- Danila Lorenzini,  psicoterapeuta specializzata in problemi di comunicazione della coppia e autrice di Come trovare l’anima gemella in un click.

Tywin Lannister, padre single con figli adulti che vivono con lui.

Tywin Lannister, padre single con figli adulti che vivono con lui.

Facebook è la piattaforma social preferita

Le abitudini di consumo digitale per innamorati over 40 è passato da blog e forum a Facebook, che rimane la piattaforma social più utilizzata da questa fascia d’età, soprattutto per cercare l’amore (o qualcosa di simile). Attraverso questo social network molti di loro cercano una nuova relazione e a testimoniarlo sono i numerosi articoli online – tutti estremamente indicizzati su Google – sulla netiquette del galateo dei maturi che cercano compagnia.

Da uno studio di una lunga serie di articoli online abbiamo estrapolato infine quali sono i dogmi inviolabili del quarantenne single su Facebook (secondo persone di incalcolabile età).

Lorelai Gilmore, madre single.

Lorelai Gilmore, madre single.

Controllo dei contenuti

Secondo questi esperti d’amore è importante non postare qualsiasi cosa sulle proprie bacheche: niente pietismi, depressione, troppa vita privata e foto di figli.

“Tu sei una persona gioiosa, positiva ed ottimista! Come pensi di trovare l’amore se metti tristezza? La felicità è un invito. Una persona che non sa come gestire i suoi malumori non ispira felicità, anzi il contrario. Sembra un complicazione, quindi fa scappare!”

Controllo dei contenuti dell’altro

Facebook offre una potenzialità del tutto nuova rispetto a quando si conoscevano le persone nei circoli e tramite gli amici: puoi conoscere più o meno dettagliatamente i gusti dell’altro (anche un lui o una lei ideale) attraverso le informazioni fornite e le pagine che l’atro segue. Il consiglio secondo i forum è quello di studiare l’altro con attenzione e proporre contenuti simili.

“Conquistare su Facebook è facile, a patto che sappiate come mirare e colpire. Una volta creato il profilo, esplorate il territorio in cui si aggira il vostro lui ideale, infiltrandovi in gruppi e pagine”.

Gli strumenti del mestiere
I veri esperti consigliano l’utilizzo di diversi strumenti di Facebook. Il primo consigliato è entrare a far parte di molti gruppi ed essere attivi online, tessendo relazioni intorno ai propri interessi. Il secondo strumento consigliato sono le liste, cioè si consiglia di raggruppare tutte le potenziali conquiste in un’apposta lista e creare contenuti perfettamente targhettizzati per loro; infine lo strumento Discover di Facebook che ti permette di trovare nuovi amici nelle tue vicinanze.

“Avere interessi e passioni in comune è un’ottima scusa per rimorchiare una donna, e i gruppi in questo ci aiutano molto. Non essere passivo, partecipa, mettiti in luce, e se il tuo intento è principalmente cuccatorio cerca di frequenare gruppi che hanno a che fare con la tua città o con città vicine.  E non dimenticare che esistono i temibili gruppi Facebook per single”.

Questi ultimi, però, sono sconsigliati dal blog Vado a vivere da solo perchè:

“La tenutaria che si lamenta (in reggiseno) che non esiste l’amore serio, la cougar che si professa ferita dall’aridità dei cuori ma che ti magna e ti sputa come un osso di pollo, il puttaniere che cerca i veri valori e l’inarrivabile lady che in privato riceve mezzo carcere minorile. Ma passati i 40 anni bisogna comprendere un sacco di cose e non si può più ragionare con lo spirito dei 30, e un po’ di sana ironia aiuta molto a trovare il bello anche dove non si vede”.

 

2 broke girls, CBS.

Sophie Kachinsky, over 40 in cerca dell’amore.

Mamme per tutti

Ironicamente la Generazione X non è molto diversa da quelle più giovani, alla ricerca d’amore tra siti d’incontri, app e social network. Di sicuro sono diversi i linguaggi, la netiquette e la complessità di relazione con il mezzo, ma  i bisogni e le tecniche rimangono simili. Gli over 40 e il business degli incontri online continua a crescere, con un progressivo aumento di portali esclusivamente dedicati a questa fascia d’età. Secondo Alex Fantini, ideatore di CougarItalia.com – il sito dedicato agli incontri con donne over 40 – in Europa nel 2015 è un business che ha fatturato 172 milioni di euro, in costante crescita nel tempo. A testimoniare il successo del business l’imprenditore segnala l’aumento progressivo di piattaforme dedicate più a questa generazione che a quelle più giovani.

Dalla mia esperienza posso assicurare che il dato più incontrovertibile è che una volta che si esce con una cougar e se ne scoprono le qualità è molto difficile che si torni indietro

Insomma, a “qualcuno” piace over.

Karen Walker, over 40.

Karen Walker, over 40.